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Quattro colpi di pistola al cuore, all’addome, al braccio e all’avambraccio destri, esplosi da vicino, e nessun segno di colluttazione: è quanto emerso dall’autopsia. Quattro colpi di pistola al cuore, all’addome, al braccio e all’avambraccio destri, esplosi da vicino, e nessun segno di colluttazione: è quanto emerso dall’autopsia su Stefania Rago, la 46enne uccisa giovedì scorso nel suo appartamento, a Foggia. In carcere, con l’accusa di omicidio volontario aggravato, c’è suo marito Antonio Fortebraccio, guardia giurata di 48 anni, che ha assassinato la donna con l’arma di servizio.  I funerali saranno celebrati sabato mattina nella parrocchia di San Michele.Sarà lutto cittadino. Stefania Rago voleva separarsi, hanno ribadito i figli Jessica e Michael. Intervistati: Jessica e Michael Fortebraccio, figlio di Stefania Rago e avvocato Michele Sodrio, legale figli di Stefania Rago 

Un morto e tre feriti in una sparatoria avvenuta vicino la casa di campagna della vittima, imparentata con elementi di spicco del clan Moretti. Un incontro per discutere di affari illeciti finito nel sangue oppure un regolamento di conti tra bande criminali: potrebbero essere queste le cause della sparatoria avvenuta intorno a mezzogiorno alla periferia di Foggia, che ha provocato un morto e tre feriti.La vittima è Stefano Bruno, 38 anni, imparentato con elementi di spicco del clan Moretti; feriti suo padre, suo fratello e un incensurato di Manfredonia, che è stato trovato dalla polizia a bordo di un’auto lungo via Cerignola, ad alcune centinaia di metri dal luogo dell’agguato mortale.Accanto alla vettura, è stata ritrovata una pistola calibro 9, che potrebbe essere stata persa o lanciata da qualcuno che è fuggito.Secondo indiscrezioni, però, sarebbe stato un poliziotto a disarmare l’uomo che era ferito in auto. L’ipotesi principale è che sia stato quest’ultimo ad esplodere i colpi di pistola contro i Bruno, ma anche questo aspetto è in fase di valutazione.Non si esclude che alla sparatoria possano aver partecipato almeno altre tre persone, al momento irreperibili.Il grave fatto di sangue è avvenuto nell’abitazione di campagna dei Bruno, a poche centinaia di metri dall’ingresso sud di Foggia.Lo scorso 15 gennaio, fu ucciso il 34enne Alessandro Moretti, nipote del boss Rocco Moretti, uno dei capi storici della mafia foggiana.Resta da capire se ci sia un collegamento con quanto avvenuto nelle ultime ore.

Sul posto stanno operando numerosi mezzi delle forze dell’ordine e sono giunte ambulanze del 118. Una persona è rimasta ferita in un conflitto a fuoco avvenuto poco fa alla periferia di Foggia, invia Cerignola. A quanto si apprende, alcuni colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi contro un’autovettura sulla quale viaggiava l’uomo rimasto ferito, che non sarebbe grave. Nessuna traccia degli altri partecipanti alla sparatoria che sarebbero fuggiti. Nella zona il traffico è bloccato in entrata e in uscita da Foggia. Sul posto stanno operando numerosi mezzi delle forze dell’ordine e sono giunte ambulanze del 118.

Il giovane è cosciente ed è ricoverato nel reparto di Rianimazione del Policlinico Riuniti. Prima il rimprovero da parte di una donna che lo ha sorpreso a urinare in un’aiuola, con un amico, vicino a una pizzeria; poi, il tentativo di giustificarsi del ragazzo, che avrebbe appoggiato una mano su una spalla alla donna, che, a quel punto, avrebbe urlato, attirando l’attenzione di almeno cinque persone presenti nel locale, tutti adulti, che sono usciti e hanno picchiato ripetutamente il ragazzo, che si è accasciato in una piazza accanto al Comune, dove è stato soccorso dal personale del 118. Sarebbe questa la dinamica del pestaggio subìto da un 24enne nella tarda serata di sabato a Foggia.La vittima ha riportato gravi ferite al volto e alla testa, ma non sarebbe in pericolo di vita. È cosciente ed è ricoverata nel reparto di Rianimazione del Policlinico Riuniti. L’aggressione è avvenuta in una piazzetta a ridosso di corso Garibaldi, dove c’è una pizzeria. Dopo essere stato picchiato, il 24enne ha cercato riparo a un centinaio di metri, in piazza Siniscalco Ceci, a ridosso del municipio; qui, sarebbe stato inseguito dagli aggressori, che potrebbero averlo ulteriormente colpito. Decisivi saranno i filmati delle telecamere di sorveglianza, che la polizia sta visionando.

Una moschea pubblica in grado di accogliere fino a 700 fedeli: il luogo di preghiera potrebbe essere realizzato a Foggia, su impulso di un comitato multinazionale. Il progetto è stato presentato al Comune. Non solo un luogo pubblico di preghiera per centinaia di musulmani, ma anche un centro di educazione civica, mediazione culturale, sostegno alle famiglie e cooperazione con scuole, associazioni e realtà istituzionali: è ciò che vorrà essere la moschea di Foggia, a sostegno della quale è stato costituito un Comitato Multinazionale, che ha presentato il progetto al Comune. Intervista a Mainul Islam, Comitato per la Moschea di Foggia, Mohammed Errachdi, Comitato per la Moschea di Foggia e Silvia Conticelli, Comitato per la Moschea di Foggia

Sull’accaduto indaga la polizia, che sta acquisendo i momenti delle telecamere di sorveglianza della zona. Picchiato da alcuni cittadini dopo aver urinato nei pressi di una pizzeria: è successo nella tarda serata di ieri a Foggia. La vittima è un ragazzo di 24 anni, ricoverato in prognosi riservata al Policlinico.Ad agire sarebbe stato un gruppo di almeno cinque persone, intervenute dopo che il ragazzo era stato redarguito da un cittadino. Dalle parole, gli aggressori sono passati ai fatti, colpendo ripetutamente il 24enne.Quest’ultimo ha tentato di fuggire, ma si è accasciato in piazza Siniscalco Ceci, accanto al Comune, dove è stato soccorso dal personale del 118, che lo ha trasportato al pronto soccorso.Il ragazzo ha riportato numerose ferite ed è ricoverato nel reparto di rianimazione.Sull’accaduto indaga la polizia, che sta acquisendo i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona.

Il conducente, che non si è fermato a prestare soccorso, si è dileguato ma è stato individuato poche ore dopo e denunciato. Durante le celebrazioni per il 25 aprile a Foggia, l’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Piemontese è stato investito da un monopattino elettrico. Il conducente, che non si è fermato a prestare soccorso, si è dileguato immediatamente. L’incidente è avvenuto in piazza Italia. Inutile l’inseguimento da parte degli agenti della polizia locale. Piemontese ha rimediato qualche escoriazione al piede destro. Il pirata è stato individuato in poche ore dalla polizia locale grazie alle immagini delle telecamere presenti sulla via di fuga. Si tratta di un 20enne che è stato denunciato.

Inaugurate, a Foggia, le pietre d’inciampo in memoria di otto cittadini morti nei lager nazisti. Si tratta di piccoli blocchi con i nomi di chi ha perso la vita a causa dell’orrore della guerra. Otto segni tangibili dell’orrore della guerra e del sacrificio di chi è morto per difendere la pace e la libertà: Foggia ha commemorato i propri concittadini deportati nei lager nazisti, con la posa di otto pietre d’inciampo davanti all’ingresso del Comune. Si tratta di piccoli blocchi cubici ricoperti di ottone lucente, incastonati nel selciato, che rendono omaggio a Giuseppe Bruno, Salvatore Conte, Pasquale Criscio, Luigi Del Sonno, Umberto Donatelli, Amedeo Guerra, Antonio Rossetti e Giuseppe Russo. Intervista a Michele Galante, pres. ANPI Foggia e Teresa Marcone, nipote di Antonio Rossetti

La guardia giurata, dopo il delitto, si è presentato dai carabinieri raccontando di aver trovato sua moglie a terra, ferita, senza confessare l’omicidio. Ora è in carcere. Stefania Rago, la 46enne uccisa a Foggia con quattro colpi di pistola, aveva deciso di separarsi dal marito, Antonio Fortebraccio, 48 anni. Dopo 30 anni di matrimonio e due figli, ormai adulti, voleva riprendersi la vita, lasciando quell’uomo con cui litigava troppo spesso. Lo ha raccontato suo padre, Giuseppe Rago: “Lo aveva detto a noi e anche a lui”. Potrebbe essere stato questo il motivo che ha spinto la guardia giurata ad ucciderla con la pistola d’ordinanza. Fortebraccio, dopo il delitto, si è presentato dai carabinieri raccontando di aver trovato sua moglie a terra, ferita, senza confessare l’omicidio. Ora è in carcere. L’arma utilizzata è la sua ed è stata recuperata in casa dai militari. Il luogo del delitto, la casa in cui marito e moglie vivevano insieme, in via Salvemini. I vicini parlano di discussioni frequenti, tensioni che andavano avanti da tempo. Scenate e contrasti continui. È accaduto anche negli istanti antecedenti il femminicidio: prima si sono sentite urla, poi i colpi di pistola. Stefania Rago, sul suo profilo fb, ha come foto le scarpette rosse che simboleggiano la lotta alla violenza di genere: “Se mai abbasserò la testa” scriveva in un post  “sarà solo per ammirare le mie scarpe”. Non risultano denunce pregresse per maltrattamenti. Gli investigatori hanno sequestrato i cellulari sia della vittima che del marito. Serviranno per ricostruire i dissapori o frizioni nella coppia. Nelle prossime ore sarà fissata l’udienza di convalida del fermo. Dura la reazione della sindaca di Foggia, Maria Aida Piscopo: “Faremo rumore come comunità per urlare la nostra rabbia e la nostra ribellione alle mentalità alla radice di queste azioni e questi comportamenti criminali” afferma la sindaca, “agirò e agiremo in ogni sede per giustizia e verità, moltiplicherò e moltiplicheremo l’impegno per supportare i centri antiviolenza e le campagne di prevenzione e di educazione affettiva”.  I cinque centri antiviolenza di Foggia hanno inviato una nota congiunta: “Le donne che arrivano ai Centri Antiviolenza rappresentano solo una parte di una realtà molto più ampia e sommersa. Per questo è fondamentale rafforzare la rete di prevenzione”. Scrivono  Cav telefono donna, Filo di Arianna, Cav Morlino, Rinascita donna e Cav Titina Cioffi che esprimono “la più profonda solidarietà, vicinanza e piena disponibilità ai due figli di Stefania Rago”. 

La cerimonia di vestizione, nel Santuario, della statua lignea dell’anno 1001. È un culto che ha mille e venticinque anni di storia, radicato tra la Capitanata e le regioni confinanti.Al via le celebrazioni per la Madonna dell’Incoronata, nell’omonimo santuario nei pressi di Foggia.Nell’ultimo fine settimana di aprile, migliaia di fedeli raggiungono la chiesa a ridosso del bosco per seguire i riti. Si comincia con la vestizione e l’incoronazione della statua lignea della Madonna nera. Venerdì pomeriggio si svolgerà la Cavalcata degli angeli sul sagrato; tra sabato e domenica, invece, ci saranno le celebrazioni liturgiche per ricordare le apparizioni della Madonna, nel bosco, al conte di Ariano e al pastorello Strazzacappa. Intervista a Don Leonardo Verrilli, rettore Santuario dell’Incoronata

La sindaca Maria Aida Episcopo ha proclamato per la giornata il lutto cittadino. Si stanno svolgendo a Foggia i funerali di Dino Carta, il personal trainer di 42 anni ucciso la sera del 13 aprile a pochi metri dalla sua abitazione. Il feretro, ricoperto di corone di fiori bianchi, ha fatto ingresso nella chiesa del Santissimo Salvatore dove lui e la giovane moglie Sara si sono sposati circa due anni fa. Ad officiare la celebrazione monsignor Giorgio Ferretti arcivescovo della diocesi Foggia Bovino. Chiesa e piazzale affollato di tantissima gente ed istituzioni. La sindaca Maria Aida Episcopo ha proclamato per la giornata il lutto cittadino. Mons. Ferretti, in un passaggio dell’omelia, ha detto: “Foggia alza la testa! Ribellati alla violenza, all’ingiustizia, al sopruso, al pizzo, alla criminalità. Cara Foggia, non è normale che un uomo venga uccisosulle tue strade. Non è normale che si giri armati per la città. Non è normale che i giovani abbiamo coltelli. Foggia basta! Basta mogli e figli che piangono i loro mariti. Padri e madri che piangono i figli. La scia di sangue è lunga ormai decenni. Basta sangue. Tutto questo deve finire. Lo vogliamo tutti. Lo sogniamo tutti. Alziamo la testa, con coraggio. Uniamoci, denunciamo, ribelliamoci al male. Lo dobbiamo ai nostri figli, alle prossime generazioni di questa terra”. Il servizio di Pietro Loffredo.

Armati di una mazza hanno colpito ripetutamente la teca, ma non sono riusciti a infrangere il vetro. Tentato furto nella notte al Santuario della Madonna dell’Incoronata, a pochi chilometri da Foggia, dove ignoti hanno tentato di rubare le corone delle statue sacre. Armati di una mazza, i ladri hanno colpito ripetutamente la teca che custodisce la Madonna Nera e il Bambin Gesù senza, però, riuscire a infrangere il vetro. Non è la prima volta che il santuario viene preso di mira: nel 2011 fu rubata una preziosa corona d’oro donata dai fedeli. Anche per questo, l’episodio riaccende preoccupazioni sulla sicurezza e ferisce profondamente la devozione popolare. 

. Dopo una prima restituzione in Puglia, lo spettacolo “Fortuna” arriva al debutto ufficiale il 2 e 3 maggio al Teatro del Fuoco, per poi proseguire il suo percorso nazionale con le repliche in programma a Roma, al Cometa OFF, dal 20 al 24 maggio. Prodotto da Acqua Salata Produzioni, il progetto nasce nel 2025 dall’incontro tra le attrici Raffaella Montanaro e Mery Calamita, entrambe formatesi all’Accademia Teatrale di Roma Sofia Amendolea. Una realtà giovane che affonda le radici nel Sud Italia e nel legame simbolico con il mare, elemento centrale della propria poetica. Liberamente ispirato a La Locandiera di Carlo Goldoni, “Fortuna” è ambientato nel 1861, alle soglie dell’Unità d’Italia. Al centro della scena Mirandolina, locandiera indipendente e determinata, alle prese con un contesto sociale e politico in trasformazione e con il desiderio profondo di tornare nella sua Napoli. La regia e drammaturgia di Raffaella Montanaro rielaborano il modello goldoniano con uno sguardo contemporaneo, dando maggiore spazio all’introspezione e alla complessità del personaggio. Il linguaggio scenico mescola teatro classico, dialetto e musica, creando un equilibrio tra tradizione e modernità. Il mare, presenza sonora e simbolica, accompagna la narrazione come richiamo costante alle origini e al destino. In scena un cast di giovani professionisti: Raffaella Montanaro, Gianluca Rossetti, Damiano Lepri, Lorenzo Baruzzi, Mery Calamita e Barbara Monetti. Uno spettacolo che mette in dialogo passato e presente, affrontando temi universali come identità, appartenenza e desiderio di cambiamento, con uno stile diretto e coinvolgente.

Favorire lo scambio di lettere tra i piccoli studenti al posto di mail e chat social: è l’obiettivo di un progetto che coinvolge decine di scuole primarie in tutta Italia. A Foggia, grande partecipazione all’istituto San Lorenzo. Riscoprire il valore dell’attesa, come quello dell’arrivo di una lettera, in antitesi al tutto e subito, in tempo reale, di una mail o di una chat social. Lo stanno sperimentando i bambini della scuola primaria San Lorenzo dell’istituto comprensivo Da Feltre-Zingarelli di Foggia, con altre decine di scuole in Italia.Merito del progetto nazionale ‘Amici di penna 4.0’, in collaborazione con Poste Italiane, che favorisce lo scambio epistolare tra gli studenti. Intervista a Mary Semeraro, docente scuola primaria San Lorenzo

La denuncia arriva da una community social. Ancora scene di degrado al quartiere Ferrovia di Foggia. Lo denuncia la community social che da tempo evidenzia le criticità della zona nei pressi della stazione. Intervista a Giulio De Santis, assessore alla Sicurezza Comune di Foggia

Una città più videosorvegliata e controllata con maggiore efficienza. Inaugurata, a Foggia, la nuova centrale operativa della polizia locale. Grazie alla tecnologia, sarà più capillare il controllo della città, con i droni e un numero di telecamere in continuo aumento.ù

Intanto in panchina torna Barilari . Cambiare è inevitabile quanto inutile. Il Foggia esonera Pazienza all’indomani dei disordini di Monopoli e richiama Barilari. A lui il compito di condurre la squadra nell’ultima settimana di campionato, quella che conduce al match interno contro la Salernitana. Al novantesimo il verdetto potrebbe essere spietato per i rossoneri, ormai con un piede in D. Intanto, dopo i gravi disordini di Monopoli, è arrivata la stangata del giudice sportivo: 4 giornate a porte chiuse. La prima, forse la più importante della storia recente, sarà proprio contro la Salernitana: il calcio dauno affonda sotto i colpi della violenza.

Affluenza altissima. A spuntarla sono state le forze politiche del campo largo, maggioranza uscente. Si sono concluse ieri sera alle 20 le operazioni di voto per il rinnovo del consiglio provinciale di Foggia. Altissima l’affluenza per le elezioni di secondo livello: hanno votato 655 tra sindaci e consiglieri comunali, rispetto ai 733 aventi diritto, pari all’85%. Assenti i rappresentanti dei comuni di Candela, Serracapriola, San Giovanni Rotondo e Lesina, comuni attualmente commissariati. Cinque le liste per un totale di 48 candidati. A spuntarla sono state le forze politiche del campo largo, maggioranza uscente: sono nove, infatti, i seggi assegnati al centrosinistra, 3 alle liste di opposizione. Alla presidenza dell’amministrazione provinciale di Foggia resta Giuseppe Nobiletti, sindaco di Vieste.

La minaccia: proteste fino a venerdì. Protestano nel Foggiano gli autotrasportatori contro l’aumento del costo del carburante e delle spese complessive del settore. Dall’alba, due presìdi di camionisti sono attivi al casello dell’A14 di Lesina-Poggio Imperiale e in un’area di servizio lungo la Statale 16, in località Ripalta. L’obiettivo è quello di convincere quanti più conducenti dei mezzi pesanti ad unirsi alla protesta, che, nelle prossime ore, potrebbe allargarsi, coinvolgendo altri caselli. Al momento, non si segnalano criticità alla circolazione. Gli autotrasportatori – sostenuti da alcune sigle sindacali – minacciano di protestare fino a venerdì.

Formazione itinerante per i biologi di Puglia e Basilicata. In programma cinque convegni fino a ottobre. Prima tappa a Foggia. Cinque appuntamenti tra Puglia e Basilicata per illustrare le novità nel settore della formazione: è l’obiettivo di ‘Biologi on the road’, l’evento formativo itinerante partito da Foggia. Prossime tappe a Taranto, il 22 maggio, a Matera, il 19 giugno, a Lecce, il 25 settembre, e a Bari, il 23 ottobre. Intervista a Elvira Tarsitano, pres. Ordine biologi Puglia e Basilicata e Elena Ranieri, consigliera OBPB/Università di Foggia

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