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Ha dichiarato che per il siderurgico serve un piano che garantisca al tempo stesso continuità produttiva e processo di carbonizzazione. Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro che si è svolto ieri a Toma sull’Ex ilva al Mimit tra ministro Adolfo Urso, alcune rappresentanze sindacali territoriali, sindaco di Taranto Piero Bitetti e governatore pugliese uscente Michele Emiliano. Il ministro Urso ha dichiarato che serve un piano che garantisca al tempo stesso continuità produttiva e processo di carbonizzazione. Ma ha anche affermato che, ove fosse necessario e richiesto, non si esclude la possibilità di un soggetto pubblico che possa contribuire a rendere più significativo e strutturato un investimento privato. “Conforta anche il fatto” – ha concluso Urso – “che gli enti locali vogliano cooperare per creare le migliori condizioni per il rilancio del siderurgico”. 

Venerdì è previsto un incontro unitario con sindacati, Regioni ed enti locali delle sedi degli stabilimenti . Il ministro Adolfo Urso ha chiamato Decaro, intanto per congratularsi per l’elezione a presidente della Regione e poi per illustrargli in modo dettagliato i principali dossier di politica industriale che interessano la Puglia, in primis l’ex Ilva, anche in vista dell’incontro di venerdì al Mimit. Decaro intende avere un ruolo attivo. Intanto oggi e domani saranno a Taranto i rappresentanti di Flacks Group, uno dei due fondi americani che ha partecipato alla gara per la vendita dell’azienda, dichiarando interesse all’acquisizione dell’intero gruppo siderurgico. Dovrebbe partecipare anche una delegazione di tecnici. L’altro soggetto in corsa è Bedrock, già presente nella precedente procedura conclusa a gennaio.

L’azienda riferisce inoltre che nessun lavoratore si è rivolto all’infermeria per malesseri. Non ci sono collegamenti tra l’azienda e le segnalazioni di odori nauseabondi rilevate nelle prime ore della mattina. A dirlo è Acciaierie d’Italia in Amministrazione straordinaria. Alle 7.11, i Vigili del Fuoco interni, intervenuti nell’area GRF (Gestione rottami ferrosi) lato treno nastri insieme a un rappresentante sindacale, e “hanno constatato l’assenza di gas di qualsiasi tipo”. L’azienda riferisce inoltre che nessun lavoratore si è rivolto all’infermeria per malesseri. Ieri alle 12.21, durante un intervento di manutenzione elettrica straordinaria sui quadri di alimentazione delle macchine che producono l’aria in ingresso all’altoforno Afo4 dello stabilimento di Taranto, si è verificata la mancanza di alimentazione della macchina in servizio. L’azienda precisa che, “come previsto dal sistema di automazione implementata ai fini della gestione della sicurezza degli impianti”, si sono aperti i bleeders dell’altoforno e la seconda macchina per la generazione dell’aria è entrata immediatamente in funzione, consentendo il ritorno alla marcia ordinaria “nell’arco temporale tecnicamente necessario di pochissimi minuti”.

. Rottura totale tra sindacati e governo sul futuro dell’ex Ilva. Al termine dell’incontro tenutosi oggi a Palazzo Chigi, il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, ha annunciato uno sciopero nazionale di 24 ore a partire da domani, accompagnato da assemblee in tutti gli stabilimenti. “Abbiamo rotto, è un disastro. I nostri dubbi sono diventati certezze: il piano industriale porta alla chiusura dell’ex Ilva”, ha dichiarato Palombella, puntando il dito contro l’esecutivo e le istituzioni, accusati di mancanza di responsabilità. La mobilitazione sindacale arriva in un momento cruciale per il destino dell’acciaieria di Taranto, con il rischio concreto – secondo i rappresentanti dei lavoratori – di un progressivo smantellamento produttivo.

FUTURO EX ILVA A confronto docenti, ricercatrici ed esperti. L’iniziativa è di diverse associazioni tarantine Servizio di Annamaria Rosato Intervista: Michele Carducci – Prof. Diritto Costituzionale Comparato e Climatico Università del Salento

Scontro sull’ex Ilva, i sindacati: “La premier ora deve rispondere”

Alla Camera il ministro critica lo stallo sull’altoforno 1 e parla di cassa integrazione, svolta green e nuovi scenari industriali Intervista: Adolfo Urso Ministro delle Imprese e Made in Italy

L’incontro si è chiuso senza intese e a breve il numero di cassaintegrati potrebbe salire a 5700 per poi arrivare a 6.000 a gennaio “Per l’ex Ilva non c’è alcun piano, vogliono solo chiuderla”. È la sintesi dei sindacati al termine dell’incontro avvenuto ieri con il Governo. La cassa integrazione è destinata a salire di altre 1200 unità nelle prossime settimane e 300 a gennaio. Saranno quindi circa 6mila i lavoratori interessati. Durante l’incontro il ministro Urso avrebbe fatto riferimento a un possibile nuovo investitore. Circostanza però che non convince i sindacati. Una situazione sempre più complessa. “Dal Governo piano inaccettabile e da contrastare con tutti gli strumenti possibili”, dicono i sindacati. 

Il candidato governatore alla Regione Puglia per il centrosinistra presenta a Taranto il suo programma elettorale Servizio di Annamaria Rosato intervista a Antonio Decaro, candidato presidente centrosinistra Regione Puglia

La nuova Aia non garantisce la copertura finanziaria, 800 mila euro, e il Comune non se n’è può fare carico perché non ha fondi Interviste a operaio; Giovanna Lato, dirigente istituto scolastico comprensivo Vico-De Carolis; Antonietta Iossa, dirigente istituto comprensivo Galilei Servizio di Annamaria Rosato

Le sue dichiarazioni a margine dell’inaugurazione della Casa del Made in Italy di Bari Della vicenda ex Ilva ha parlato anche il Ministro Urso, a Bari per l’inaugurazione della Casa del Made in Italy in via Amendola. “La nostra Carta costituzionale non consente la nazionalizzazione di un impianto siderurgico – ha detto il rappresentante del Governo. I padri costituenti decisero che questo fosse possibile solo a tre condizioni: che si tratti di un’impresa di produzione energetica, che agisce in un regime di monopolio e che sia un servizio pubblico essenziale. E questi presupposti non ci sono per l’ex Ilva”. Sull’Aia Urso ha detto che si tratta di un provvedimento redatto secondo le più avanzate norme europee riguardo il rispetto della salute e dell’ambiente. Il ministro ha aggiunto che anche oggi ci saranno riunioni sul siderurgico, con focus sugli investimenti che consentiranno il passaggio nel più breve tempo possibile dai forni a caldo ai forni elettrici e sul necessario approvvigionamento di gas. Il risultato delle consultazioni verrà presentato ai sindacati martedì prossimo. All’inaugurazione barese del settimo presidio territoriale del Mimit, il secondo attivo in Puglia dopo quello inaugurato a Taranto a luglio scorso, è intervenuto il governatore Emiliano, Poste italiane ha predisposto un annullo filatelico ad hoc. Le Case del Made in Italy offriranno anche informazioni e assistenza sugli strumenti che il Dicastero mette a disposizione per incentivare e sostenere le attività produttive, lo sviluppo e l’occupazione, consentendo al tessuto produttivo italiano di cogliere al meglio le sfide dell’internazionalizzazione e dell’innovazione digitale e green.

I dati presentati da Europa Verde aggiornati al 2025 Interviste a Rosa D’Amato commissaria regionale Avs; Angelo Bonelli Europa verde Servizio di Annamaria Rosato

Il lavoratore è scivolato sull’olio nel reparto aggiustaggio delle Officine centrali Nessuna esplosione. Il lavoratore è scivolato sull’olio nel reparto aggiustaggio delle Officine centrali dell’ex Ilva, durante un’attività di ordinaria amministrazione. Acciaierie d’Italia smentisce la ricostruzione di alcuni organi di stampa in base alle dichiarazioni dei sindacati sull’infortunio di un operaio il 29 ottobre scorso. L’azienda precisa che l’incidente non si è verificato sulla colata continua n 4, come è stato detto erroneamente. Durante la verifica sul corretto assemblaggio e funzionamento di un rullo mobile ad azionamento idraulico, è fuoriuscito olio che si è depositato sul pavimento. Il lavoratore sarebbe scivolato riportando un forte dolore al braccio, scrive ancora l’azienda. Soccorso è stato trasportato al SS. Annunziata per accertamenti.

L’incontro previsto per oggi è stato spostato all’11 novembre interviste: Rocco Palombella Segr. Gen Uilm; Ferdinando Uliano Segr. Gen. Fim Cisl; Loris Scarpa Coord. Naz. Siderurgia Fiom Cgil

L’episodio sarebbe stato segnalato anche dai rilevatori sugli impianti Fuga di gas in area cokeria alla batteria numero 7 dello stabilimento Acciaierie d’Italia ex Ilva di Taranto. L’episodio sarebbe stato segnalato anche dai rilevatori sugli impianti. La denuncia è di Luciano Manna di Veraleaks. Il fatto è avvenuto durante i giorni della settimana scorsa ma nessuno ne ha dato notizia, scrive in una nota. La batteria numero 7, secondo ciò che scrive Ispra sui documenti relativi alle ispezioni, è stata “messa in esercizio dopo gli interventi di adeguamento ambientale. Nonostante interventi e stop per manutenzione questa batteria continua a presentare problemi di gas incontrollato”, dichiara Manna. Anche per l’Afo 1 sono stati spesi 150 milioni di euro e, dopo l’incendio del 7 maggio scorso, oggi è sotto sequestro. 

Il fondo americano ha però chiesto allo Stato la metà dell’investimento complessivo Mentre i sindacati Fim, Fiom e Uilm contestano le ultime mosse del governo che ha rinviato l’incontro sulla vertenza ex Ilva in programma martedì 28 ottobre, all’11 novembre, Bedrock, il fondo americano che si è candidato a rilevare l’intero gruppo siderurgico, rivede le sue condizioni. Ha scritto ai commissari e si è detto pronto a tenere 5 mila addetti, e non più 2 mila, su 10 mila complessivi ma chiede allo Stato almeno 3 miliardi, metà dell’investimento complessivo. La trattativa va avanti. Intanto i sindacati si sono autoconvocati a Palazzo Chigi il 28 ottobre.

L’uomo stava lavorando nel reparto gestione rottami ferrosi Incidente all’Ilva di Taranto. Un operaio della Semat Service, l’azienda che si occupa di pulizie industriali, è rimasto ferito mentre manovrava un bobcat, all’interno del reparto Grf, gestione rottami ferrosi, nella zona della discarica Paiole.  L’uomo è stato soccorso e trasportato all’ospedale SS Annunziata. Le sue condizioni non dovrebbero essere gravi. I delegati rsu di Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto all’azienda una convocazione immediata per ricevere chiarimenti sull’accaduto e per capire se sono state adottate adeguate misure di sicurezza durante lo svolgimento della mansione dell’operaio. Non si conosce ancora la dinamica dell’incidente. Sono in corso gli accertamenti. 

Hanno presentato ricorso al Tar di Lecce contro l’autorizzazione integrata ambientale che permette la produzione di acciaio a carbone per altri 12 anni Sette associazioni contro l’Aia per l’Ilva. Hanno presentato ricorso al Tar di Lecce contro l’autorizzazione integrata ambientale che permette la produzione di acciaio a carbone per altri 12 anni. È la prima Aia adottata dopo che l’Europa, e anche a Regione Puglia dal 2019, ha riconosciuto lo stato di emergenza climatica e ambientale. Ma, per le associazioni, il governo è andato avanti, in barba alle normative nazionali e internazionali sull’ambiente. I motivi del ricorso sono il mancato rispetto dei requisiti necessari all’esercizio del potere di decisione sulla decarbonizzazione, stabilito dalla Corte Europea dei Diritti Umani; l’erronea rappresentazione dei fatti dell’emergenza climatica e ambientale, in assenza dell’analisi di rischi e benefici; la totale violazione dei contenuti vincolanti, indicati dalla Corte di Giustizia UE proprio per l’Ilva di Taranto. Ancora, le associazioni contestano il mancato impiego delle migliori tecnologie a tutela di salute e ambiente, e la mancata partecipazione dei tarantini alle decisioni del Governo. Il Tar di Lecce dovrà pronunciarsi anche contro i cosiddetti decreti salva Ilva, ritenuti illegittimi. L’azione legale è intrapresa dalle principali realtà tarantine, tra cui cinque associazioni ambientaliste, una sanitaria e un sindacato. Nello specifico sono: Medici per l’ambiente; Genitori tarantini; Giustizia per Taranto; Peacelink; Ambiente e Salute per Taranto; Cittadini e lavoratori liberi e pensanti; Lavoratori Metalmeccanici Organizzati.

Al TgNorba parla Antonella, la moglie di un operaio Ilva in amministrazione straordinaria Interviste ad Antonella D’Ippolito, moglie di operaio Ilva in amministrazione straordinaria; Mario D’Ippolito, operaio Ilva in amministrazione straordinaria Servizio di Alessandra Martellotti

Presentato uno studio, la decarbonizzazione unica strada percorribile Servizio di Alessandra Martellotti. Intervista a Stefano Ciafani, presidente Legambiente

Taranto: incontro su decarbonizzazione ex Ilva

FUTURO EX ILVA A confronto docenti, ricercatrici ed esperti. L’iniziativa è di diverse associazioni tarantine Servizio di Annamaria Rosato Intervista: Michele Carducci – Prof. Diritto Costituzionale

Ex Ilva: azienda, nessuna esplosione in fabbrica

Il lavoratore è scivolato sull’olio nel reparto aggiustaggio delle Officine centrali Nessuna esplosione. Il lavoratore è scivolato sull’olio nel reparto aggiustaggio delle Officine centrali dell’ex

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