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Le sue dichiarazioni a margine dell’inaugurazione della Casa del Made in Italy di Bari Della vicenda ex Ilva ha parlato anche il Ministro Urso, a Bari per l’inaugurazione della Casa del Made in Italy in via Amendola. “La nostra Carta costituzionale non consente la nazionalizzazione di un impianto siderurgico – ha detto il rappresentante del Governo. I padri costituenti decisero che questo fosse possibile solo a tre condizioni: che si tratti di un’impresa di produzione energetica, che agisce in un regime di monopolio e che sia un servizio pubblico essenziale. E questi presupposti non ci sono per l’ex Ilva”. Sull’Aia Urso ha detto che si tratta di un provvedimento redatto secondo le più avanzate norme europee riguardo il rispetto della salute e dell’ambiente. Il ministro ha aggiunto che anche oggi ci saranno riunioni sul siderurgico, con focus sugli investimenti che consentiranno il passaggio nel più breve tempo possibile dai forni a caldo ai forni elettrici e sul necessario approvvigionamento di gas. Il risultato delle consultazioni verrà presentato ai sindacati martedì prossimo. All’inaugurazione barese del settimo presidio territoriale del Mimit, il secondo attivo in Puglia dopo quello inaugurato a Taranto a luglio scorso, è intervenuto il governatore Emiliano, Poste italiane ha predisposto un annullo filatelico ad hoc. Le Case del Made in Italy offriranno anche informazioni e assistenza sugli strumenti che il Dicastero mette a disposizione per incentivare e sostenere le attività produttive, lo sviluppo e l’occupazione, consentendo al tessuto produttivo italiano di cogliere al meglio le sfide dell’internazionalizzazione e dell’innovazione digitale e green.

I dati presentati da Europa Verde aggiornati al 2025 Interviste a Rosa D’Amato commissaria regionale Avs; Angelo Bonelli Europa verde Servizio di Annamaria Rosato

Il lavoratore è scivolato sull’olio nel reparto aggiustaggio delle Officine centrali Nessuna esplosione. Il lavoratore è scivolato sull’olio nel reparto aggiustaggio delle Officine centrali dell’ex Ilva, durante un’attività di ordinaria amministrazione. Acciaierie d’Italia smentisce la ricostruzione di alcuni organi di stampa in base alle dichiarazioni dei sindacati sull’infortunio di un operaio il 29 ottobre scorso. L’azienda precisa che l’incidente non si è verificato sulla colata continua n 4, come è stato detto erroneamente. Durante la verifica sul corretto assemblaggio e funzionamento di un rullo mobile ad azionamento idraulico, è fuoriuscito olio che si è depositato sul pavimento. Il lavoratore sarebbe scivolato riportando un forte dolore al braccio, scrive ancora l’azienda. Soccorso è stato trasportato al SS. Annunziata per accertamenti.

L’incontro previsto per oggi è stato spostato all’11 novembre interviste: Rocco Palombella Segr. Gen Uilm; Ferdinando Uliano Segr. Gen. Fim Cisl; Loris Scarpa Coord. Naz. Siderurgia Fiom Cgil

L’episodio sarebbe stato segnalato anche dai rilevatori sugli impianti Fuga di gas in area cokeria alla batteria numero 7 dello stabilimento Acciaierie d’Italia ex Ilva di Taranto. L’episodio sarebbe stato segnalato anche dai rilevatori sugli impianti. La denuncia è di Luciano Manna di Veraleaks. Il fatto è avvenuto durante i giorni della settimana scorsa ma nessuno ne ha dato notizia, scrive in una nota. La batteria numero 7, secondo ciò che scrive Ispra sui documenti relativi alle ispezioni, è stata “messa in esercizio dopo gli interventi di adeguamento ambientale. Nonostante interventi e stop per manutenzione questa batteria continua a presentare problemi di gas incontrollato”, dichiara Manna. Anche per l’Afo 1 sono stati spesi 150 milioni di euro e, dopo l’incendio del 7 maggio scorso, oggi è sotto sequestro. 

Il fondo americano ha però chiesto allo Stato la metà dell’investimento complessivo Mentre i sindacati Fim, Fiom e Uilm contestano le ultime mosse del governo che ha rinviato l’incontro sulla vertenza ex Ilva in programma martedì 28 ottobre, all’11 novembre, Bedrock, il fondo americano che si è candidato a rilevare l’intero gruppo siderurgico, rivede le sue condizioni. Ha scritto ai commissari e si è detto pronto a tenere 5 mila addetti, e non più 2 mila, su 10 mila complessivi ma chiede allo Stato almeno 3 miliardi, metà dell’investimento complessivo. La trattativa va avanti. Intanto i sindacati si sono autoconvocati a Palazzo Chigi il 28 ottobre.

L’uomo stava lavorando nel reparto gestione rottami ferrosi Incidente all’Ilva di Taranto. Un operaio della Semat Service, l’azienda che si occupa di pulizie industriali, è rimasto ferito mentre manovrava un bobcat, all’interno del reparto Grf, gestione rottami ferrosi, nella zona della discarica Paiole.  L’uomo è stato soccorso e trasportato all’ospedale SS Annunziata. Le sue condizioni non dovrebbero essere gravi. I delegati rsu di Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto all’azienda una convocazione immediata per ricevere chiarimenti sull’accaduto e per capire se sono state adottate adeguate misure di sicurezza durante lo svolgimento della mansione dell’operaio. Non si conosce ancora la dinamica dell’incidente. Sono in corso gli accertamenti. 

Hanno presentato ricorso al Tar di Lecce contro l’autorizzazione integrata ambientale che permette la produzione di acciaio a carbone per altri 12 anni Sette associazioni contro l’Aia per l’Ilva. Hanno presentato ricorso al Tar di Lecce contro l’autorizzazione integrata ambientale che permette la produzione di acciaio a carbone per altri 12 anni. È la prima Aia adottata dopo che l’Europa, e anche a Regione Puglia dal 2019, ha riconosciuto lo stato di emergenza climatica e ambientale. Ma, per le associazioni, il governo è andato avanti, in barba alle normative nazionali e internazionali sull’ambiente. I motivi del ricorso sono il mancato rispetto dei requisiti necessari all’esercizio del potere di decisione sulla decarbonizzazione, stabilito dalla Corte Europea dei Diritti Umani; l’erronea rappresentazione dei fatti dell’emergenza climatica e ambientale, in assenza dell’analisi di rischi e benefici; la totale violazione dei contenuti vincolanti, indicati dalla Corte di Giustizia UE proprio per l’Ilva di Taranto. Ancora, le associazioni contestano il mancato impiego delle migliori tecnologie a tutela di salute e ambiente, e la mancata partecipazione dei tarantini alle decisioni del Governo. Il Tar di Lecce dovrà pronunciarsi anche contro i cosiddetti decreti salva Ilva, ritenuti illegittimi. L’azione legale è intrapresa dalle principali realtà tarantine, tra cui cinque associazioni ambientaliste, una sanitaria e un sindacato. Nello specifico sono: Medici per l’ambiente; Genitori tarantini; Giustizia per Taranto; Peacelink; Ambiente e Salute per Taranto; Cittadini e lavoratori liberi e pensanti; Lavoratori Metalmeccanici Organizzati.

Al TgNorba parla Antonella, la moglie di un operaio Ilva in amministrazione straordinaria Interviste ad Antonella D’Ippolito, moglie di operaio Ilva in amministrazione straordinaria; Mario D’Ippolito, operaio Ilva in amministrazione straordinaria Servizio di Alessandra Martellotti

Presentato uno studio, la decarbonizzazione unica strada percorribile Servizio di Alessandra Martellotti. Intervista a Stefano Ciafani, presidente Legambiente

A Taranto lo sciopero è di 24 ore e coinvolge anche il personale delle imprese appaltatrici della fabbrica e i dipendenti di Ilva in amministrazione straordinaria, che sono tutti in cassa integrazione da anni Oggi è il giorno dello sciopero dei lavoratori dell’ex Ilva indetto dalle sigle sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm. Alle 6 di questa mattina è iniziato il presidio delle portinerie dello stabilimento di Taranto. I lavoratori e i sindacati chiedono al Governo un diverso approccio alla vertenza, in piedi da circa 13 anni, e il rilancio dell’azienda attraverso l’intervento pubblico. A Taranto lo sciopero è di 24 ore e coinvolge anche il personale delle imprese appaltatrici della fabbrica e i dipendenti di Ilva in amministrazione straordinaria, che sono tutti in cassa integrazione da anni. Dopo il presidio delle portinerie, a Taranto lavoratori e sindacalisti si concentreranno davanti alla direzione dello stabilimento per poi muovere in corteo verso le 8 in direzione del Comune. Prevista la presenza del sindaco di Taranto, Piero Bitetti. Con lo sciopero, i sindacati chiedono “un progetto industriale che garantisca la realizzazione della decarbonizzazione della produzione, l’ambientalizzazione e il ripristino di luoghi di lavoro sicuri e dignitosi”. E ancora: “L’intervento pubblico che garantisca tutta l’occupazione” e manifestano i sindacati “contrarietà ad una cassa integrazione senza una chiara prospettiva”.

“È giunto il momento di scelte chiare” dicono i lavoratori Oggi è l’ultimo giorno di assemblee all’ex Ilva di Taranto in vista della giornata di mobilitazione di domani indetta da Fim, Fiom e Uilm con sciopero di 24 ore in tutti i siti del gruppo. La mobilitazione sarà così articolata: alle ore 6 inizia il presidio delle portinerie di Acciaierie d’Italia e delle ditte dell’Appalto; alle ore 7.30 concentramento davanti alla portineria Direzione dello stabilimento; alle ore 8 inizio del corteo verso Palazzo di Città a Taranto dove si terrà un presidio.  “È giunto il momento di scelte chiare – dicono – il Governo deve assumere la guida dell’ex Ilva attraverso un forte intervento pubblico che guidi il processo di transizione ecologica ad oggi basato su pura retorica”.

“Serve un intervento pubblico deciso per investire negli impianti, con l’obiettivo di creare una società pubblico-privata” Da questa mattina sono iniziate le assemblee dei lavoratori all ex Ilva in vista della giornata di mobilitazione nazionale del 16 ottobre, proclamata da Fim, Fiom e Uilm. A Taranto si terrà anche un corteo che partirà dallo stabilimento siderurgico fino a palazzo di città. “Non vogliamo tornare indietro al 2012”, ha detto questa mattina Valerio D’Alò segretario nazionale della Fim CISL, “lo Stato deve garantirci un lavoro dignitoso. Serve un intervento pubblico deciso per investire negli impianti, con l’obiettivo di creare una società pubblico-privata capace di rilanciare la produzione e salvaguardare i posti di lavoro”, ha detto D’Alò. Lo sciopero di giovedì si preannuncia molto partecipato e segnerà un nuovo passaggio nella lunga vertenza dell’acciaieria tarantina.

I pentastellati attaccano anche sulla fuga degli investitori dalla città interviste: Mario Turco, Vicepresidente Movimento 5 Stellle; Annagrazia Angolano, consigliera comunale M5S

Lo ha detto in Senato rispondendo al Questione Time Servizio di Antonio Procacci

L’associazione che riunisce il management industriale ha espresso vicinanza al gruppo Oggi visita nello Stabilimento di Acciaierie d’Italia di Taranto di una delegazione di Federmanager, guidata dal Presidente Nazionale, Valter Quercioli. L’associazione maggiormente rappresentativa del management industriale italiano, ha voluto testimoniare la propria vicinanza ad Acciaierie d’Italia, riconoscendone il ruolo centrale per lo sviluppo del Paese. Nel corso dell’incontro, il Presidente Quercioli ha ribadito l’impegno dell’Associazione a sostenere le imprese e i manager italiani di fronte alle sfide cruciali che interessano il comparto dell’acciaio e il sistema industriale nazionale, in un contesto segnato dalle tensioni commerciali internazionali e dall’aumento dei dazi tra Stati Uniti ed Europa. Federmanager si e’ impegnata a sostenere Acciaierie d’Italia all’interno dei processi decisionali strategici per il Sistema Paese, conclude la nota dell’azienda.

“È il momento del coraggio e della responsabilità” dicono i sindacati Lo scontro tra sindacati e governo sul futuro dell ex Ilva arriva al punto di rottura. Il prossimo 16 ottobre è stato indetto uno sciopero che interesserà tutti i siti del gruppo. Contestualmente a Taranto le sigle sindacali Fim, Fiom, Uilm con i lavoratori diretti e dell’appalto sfileranno in corteo dalla direzione del siderurgico fino a palazzo di città. “È il momento del coraggio e della responsabilità”, dicono i sindacati, che chiedono in maniera unitaria un intervento pubblico forte che guidi la transizione ed il rilancio dell’ex Ilva, ormai al collasso. Intanto questa mattina si è tenuto il primo consiglio di fabbrica in vista dello sciopero. Le offerte arrivate, come quella di Bedrock, parlano solo di 2mila posti a Taranto, dichiara la Uilm, e poco più di mille negli altri stabilimenti. Da Palazzo Chigi ancora nessuna convocazione, nessun tavolo, nessuna risposta alle nostre richieste, dicono ancora i sindacati

Si dicono moderatamente ottimisti Intervista a Massimo Castellana, Associazione Genitori tarantini  Servizio di Annamaria Rosato

La protesta coinvolge i lavoratori impiegati nel primo turno Sciopero questa mattina dei lavoratori dell’ex Ilva al varco nord dell’area portuale di Taranto. Il presidio, organizzato dall’unione sindacale di base, non ha permesso ad una nave ormeggiata nello scalo ionico di scaricare le oltre 82 mila tonnellate di fossile. La protesta, che andrà avanti per 24 ore, è stata organizzata per l’uso improprio della cassa integrazione con la contemporanea assunzione di nuovo personale, ma anche per il presunto comportamento antisindacale dei vertici aziendali: secondo l’Usb i lavoratori vengono minacciati di essere trasferiti in altri reparti nel caso in cui dovessero riferire di eventuali problemi legati alla mancanza di sicurezza. Ma un’altra grande mobilitazione delle sigle Fiom, Fim e Uuilm per il 16 ottobre, quando ci sarà una giornata di proteste in tutti gli stabilimenti del gruppo ex Ilva. Lo sciopero nazionale è stato indetto alla luce delle notizie relative alle offerte di acquisto che prevedono solo duemila unità occupate allo stabilimento di Taranto e poco più di mille negli altri siti. “E’ il momento di scelte chiare: il governo assuma la guida della ex Ilva con un forte intervento pubblico”.

Delusione tra gli operai che si aspettavano di poter contare sulla retribuzione piena interviste: Fabrizio Del Vecchio, legale Usb Taranto; Michele Altamura, responsabile USB Ilva in a.s.

Ex Ilva: azienda, nessuna esplosione in fabbrica

Il lavoratore è scivolato sull’olio nel reparto aggiustaggio delle Officine centrali Nessuna esplosione. Il lavoratore è scivolato sull’olio nel reparto aggiustaggio delle Officine centrali dell’ex

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