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La categoria è in ginocchio, chiede l’intervento del Governo, presidio davanti alla portineria della fabbrica INTERVISTA: FABIO GRECO, PRESIDENTE AIGI Servizio Annamaria Rosato

E’ la sintesi che descrive l’esito dell’incontro tra Governo e sindacati dopo l’ennesima fumata nera del CdA di Acciaierie d’Italia Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo d’Olimpio Interviste a Michele De Palma, Segretario Generale Fiom, Rocco Palombella, Segretario Generale Uilm, e Roberto Benaglia Segretario Generale Fim

Ai sindacati, convocati a Palazzo Chigi, sono stati chiesti ancora alcuni giorni e l’incontro è stato aggiornato a dopo Natale Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo D’olimpio Interviste Michele De Palma Segr. Fiom Cgil Rocco Palombella Seg Uil-Uil Roberto Benaglia Segr. Fim Cisl

Sono tornati a far sentire la loro voce le Associazioni Tarantine che, questa mattina, hanno manifestato in maniera pacifica davanti a Palazzo di Città Servizio di Annamaria Rosato

A pochi giorni dall’ennesima assemblea dei soci di Acciaierie d’Italia, a Taranto si fa il punto sulla vertenza ex Ilva al consiglio territoriale della Uilm Servizio di Annamaria Rosato Interviste: Rocco Palombella – Segretario Generale Uilm Davide Sperti – Segreteria Generale Uilm Taranto

In base alla direttiva sulle emissioni industriali In base alle direttive Ue, un impianto industriale non può essere autorizzato se causa eccessivi danni alla salute e solo in circostanze particolari è possibile un differimento delle misure per la riduzione dell’impatto ambientale. Sono le conclusioni dell’avvocato generale della Corte Ue Juliane Kokott nel caso dell’ex Ilva. E’ stato il Tribunale di Milano a chiedere l’intervento della Corte per una valutazione del caso alla luce della direttiva Ue sulle emissioni industriali. Le conclusioni dell’avvocato generale non vincolano la decisione finale della Corte Ue. Se i fenomeni di inquinamento ambientale derivanti dall’impianto, è l’interpretazione dell’Avvocato generale, causano danni eccessivi alla salute umana devono essere adottate misure protettive ulteriori. Se misure in tal senso non sono attuabili, l’impianto non puòessere autorizzato. In riferimento alle misure per la riduzione degli effetti dannosi sull’ambiente, previste nelle condizioni di autorizzazione fin dal 2012 ma ripetutamente differite, Kokott ricorda che le condizioni di autorizzazione necessarie per garantire il rispetto di direttive anteriori a decorrere dal 30 ottobre 2007 e il rispetto della direttiva sulle emissioni industriali a decorrere dal 7 gennaio 2014 dovevano e devonocontinuare ad essere applicate, senza ulteriori differimenti, dall’entrata in vigore dell’autorizzazione.Non possono essere tollerati, ricorda l’Avvocato, fenomeni di inquinamento ambientale che, danneggiando la salute umana, violano i diritti fondamentali degli interessati, come accertato dalla Corte europea dei diritti umani con riferimento all’acciaieria Ilva.

Ufficialmente convocati a Palazzo Chigi il 20 dicembre prossimo, i sindacati chiedono risposte definitive sul futuro dello stabilimento siderurgico ex Ilva Servizio di Stefania Rotolo Riprese e Montaggio Massimo d’OlimpioSottopancia: Michele De Palma segr. Gen Fiom CgilRoberto Benaglia seg. Gen Fim CislRocco Palombella Segr. Uilm https://odplay.xdevel.com/?f=c5e3f13f97c9d2c8562fcd3f626ec97ca66abb74&clientId=21ebd41ea06f196db27c1c8060b2409133e2d832

I segretari di Fiom, Fim e Uilm davanti a Palazzo Chigi domani Una delegazione del governo incontrerà a Palazzo Chigi, mercoledì 20 dicembre alle 11.00, le organizzazioni sindacali per un esame della situazione dell’ex Ilva. Sono stati convocati all’incontro Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil, Ugl e Usb. Lo rende noto la Presidenza del Consiglio dei ministri. Resta confermata la conferenza stampa dei segretari generali di Fiom-Fim-Uilm di domani, lunedì 11 dicembre, alle ore 11.00 sotto Palazzo Chigi. Lo confermano le tre sigle delle tute blu di Cgil, Cisl e Uil, allaluce dell’incontro convocato dal Governo.

Lunedì conferenza stampa davanti a Palazzo Chigi Servizio della redazione. Montaggio di Pasquale D’Attoma

Nulla di fatto nell’assemblea dei soci di Acciaierie d’Italia Ancora una fumata nera dall’assemblea di Acciaierie d’Italia nella quale i due soci, Arcelor Mittal e Invitalia erano chiamati a decidere se garantire o meno il sostegno finanziario urgente per assicurare la continuità produttiva e il pagamento delle forniture di gas. L’assemblea e’ stata aggiornata all’11 dicembre. Dopo la notizia del fermo dell’altoforno 2, per oggi i sindacati avevano indetto uno sciopero di 48 ore ma secondo l’azienda tutti i 70 lavoratori previsti nei primi due turni hanno regolarmente prestato servizio.

In merito alla crisi di Acciaierie d’Italia, il sindacato Usb ha annunciato “una grande manifestazione” a Taranto per il 20 gennaio 2024, a causa dell’aggravarsi della situazione e la tensione crescente. “La nostra organizzazione – si legge in una nota – respinge senza appello tutte le scelte che porteranno a rimettere un’azienda strategica per il paese nelle mani di Arcelor Mittal e della gestione autoritaria di Lucia Morselli”. Per l’unione sindacale di base “l’azienda va nazionalizzata subito, essendo l’unica soluzione che può salvare un’azienda in cui il socio privato, che oggi detiene la maggioranza, si è sempre sottratto alla responsabilità ed al rispetto degli impegni presi. Se questo è governo del ‘Made in Italy’ e non del ‘Made in India’ – conclude la nota dell’Usb – lo dimostri assumendo il controllo dell’azienda, cambiando la governance e mettendo in campo un piano industriale che garantisca piena occupazione, lavoro, salute e rispetto per l’ambiente”.

Ancora fumata nera per l’ex Ilva, Acciaierie d’Italia. L’assemblea odierna, in aggiornamento diquella del 23 novembre, si è chiusa con un nulla di fatto e aggiornata al 6 dicembre. Il socio privato di Acciaierie, Arcelor Mittal, che detiene la maggioranza della società (62 per cento, il resto è nelle mani di Invitalia, società del Mef), ha chiesto altri 8 giorni di tempo. Sul tavolo c’è sempre la necessità di assicurare un sostegno finanziario urgente all’azienda, valutato in 320-380 milioni, da dividere però in quota parte sulla base dei rispettivi pesi societari. Questa è anche la linea del Governo. Invitalia, già dalla precedente assemblea, era pronta a fare la sua parte. Dopo l’ennesimo nulla di fatto, sul piede di guerra i sindacati metalmeccanici.

L’imposta sarebbe scaduta da tempo e prorogata in extremis dal Governo, ma non è più rinviabile

L’assemblea di Acciaierie di Italia “resta aperta e si aggiorna a martedì prossimo”. “Oggi sono stati fatti passi avanti”. Lo si apprende da fonti vicine alla società che ha riunito l’assemblea in viale Certosa a Milano. Non filtra molto sull’ordine del giorno di oggi. Poche notizie, mentre sono molti i nodi da sciogliere al vaglio dell’assemblea sul futuro dell’ex Ilva di Taranto, in mano al gruppo, che fa capo per il 62% ad Arcelor Mittal e per il 38% a Invitalia, società del ministero del Tesoro. Tra i temi da affrontare, le ventilate dimissioni del presidente Franco Bernabé, la questione della fornitura di gas per l’impianto di Taranto e la richiesta di 320 milioni per far fronte alle esigenze di produzione.

Per il percorso di conversione, che potrebbe essere portato a compimento tra 10-20 anni, sono stati investiti circa 2 miliardi di euro Servizio: Annamaria Rosato

Taglio sospeso fino al 10 gennaio 2024 Fino al 10 gennaio l’ex Ilva continuerà a ricevere la fornitura di gas. Si allontana, almeno per ora, lo spettro dell’interruzione immediata per morosità. Con un’ordinanza cautelare il Tar della Lombardia ha confermato la sospensiva del blocco dell’erogazione disposta già a fine ottobre con un decreto monocratico del presidente Vinciguerra. La questione sarà nuovamente discussa in camera di consiglio il 10 gennaio.

L’ultimo incontro tra le parti risale al 20 ottobre scorso Palazzo Chigi ha convocato i sindacati metalmeccanici per giovedì prossimo, alle ore 10.00, perdiscutere della vertenza ex Ilva. L’ultimo incontro tra le parti risale al 20 ottobre scorso, quando ci fu una manifestazione a Roma, contestualmente allo sciopero in tutti i siti del gruppo. In quella sede i capi digabinetto dei ministeri interessati promisero un nuovo confronto entro il 7 novembre. La convocazione è arrivata per giovedì, con un paio di giorni di ritardo rispetto alle attese. Salterà dunque l’autoconvocazione di Fim, Fiom e Uilm che era stata annunciata per domani sotto la sede di Palazzo Chigi, in mancanza di notizie ufficiali dalla presidenza del Consiglio. I sindacati continuano a sollecitare il passaggio in maggioranza dello Stato e chiedono chiarezza sui contenuti del memorandum sottoscritto da ArcelorMittal l’11 settembre scorso.

‘Senza un confronto reale pronti a mobilitarci con durezza’ “Questa è una trattativa che sta mettendo il futuro del nostro paese nelle mani di una multinazionale che non ha mai rispettato alcun accordo e che ha esclusivamente agito nel proprio interesse. Il Governo commetterebbe un grave errore nel concedere l’ennesimo intervento pubblico a sostegno della gestione fallimentare prodotta da questo soggetto”. Lo affermano Francesco Rizzo e Sasha Colautti dell’Esecutivo nazionale Usb, intervenendo sulla vicenda ex Ilva. “E’ inoltre inaccettabile – aggiungono – che il socio privato non si assuma alcuna responsabilità, anzi, ci sembra che la trattativa si stia svolgendo a senso unico con il socio privato che pone pregiudiziali e paletti, come lo stralcio dell’amministrazione straordinaria e una serie di vincoli nella gestione di Dri Spa, controllata al 100% da Invitalia”. Secondo i due sindacalisti, “in sostanza anche dove c’è lo stato trionfa la multinazionale. Ma questo è il governo del Made in Italy o del Made in India? Ad oggi le notizie che arrivano mezzo stampa, mai smentite, indicano che ci troviamo davanti a ripetute menzogne del Governo, al commissariamento di un Ministro che deve rimangiarsi quanto discusso con noi per mesi sull’ingresso dello stato in quota di maggioranza e lo sviluppo di un piano industriale dentro un accordo di programma. Non rimane più nulla di tutto questo ma rimane solo la consegna al privato del futuro industriale di questo paese”. In assenza “di un confronto reale – concludono – e di soluzioni siamo pronti a mobilitarci con estrema durezza e abbiamo già individuato una prima serie di iniziative pubbliche: la prima il 10 novembre parlerà alla città di Genova” nel corso di un convegno. “Il blocco della Roma-Napoli” già attuato a margine della manifestazione del 20 ottobre “dovrebbe far capire a tutti il livello di tensione che si registra fra le maestranze”. 

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy ascoltato oggi in audizione dalle Commissioni riunite attività produttive di Camera e Senato Servizio: Stefania Rotolo Riprese e Montaggio Massimo d’Olimpio Intervista: Adolfo Urso Ministro delle Imprese e Made in Italy

Invitalia svela i contenuti dell’intesa dello scorso 11 settembre, chiesti chiarimenti al socio privato

Ex Ilva, fumata nera

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Ex Ilva: ascoltato oggi il ministro Urso

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy ascoltato oggi in audizione dalle Commissioni riunite attività produttive di Camera e Senato Servizio: Stefania Rotolo

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