Ex Ilva, offerta anche da Europa Verde
Mette in campo 2 euro per acquistare il siderurgico, chiudere l’area a caldo, demolire gli impianti e ripartire da economia green e ricollocazione degli operai
Mette in campo 2 euro per acquistare il siderurgico, chiudere l’area a caldo, demolire gli impianti e ripartire da economia green e ricollocazione degli operai Servizio di Alessandra Martellotti Intervista: Rosa D’amato – commissaria regionale Verdi-AVS Puglia
Due per l’intero complesso, otto per singoli asset Servizio di Alessio Casulli
L’azienda chiede la cassa integrazione per ulteriori 400 persone. Da 4050 si passa a 4450, di cui 3800 a Taranto a causa della scarsa produzione I sindacati Fim, Fiom e Uilm potrebbero non firmare una richiesta più alta di cassa integrazione per i lavoratori dell’ex Ilva, nell’incontro previsto oggi pomeriggio, al Ministero del Lavoro. “È inaccettabile” dice Michele De Palma, segretario generale della Fiom. L’azienda chiede la cassa integrazione per ulteriori 400 persone. Da 4050 si passa a 4450, di cui 3800 a Taranto a causa della scarsa produzione. I sindacati hanno chiesto la convocazione del tavolo permanente a Roma perché vogliono capire cosa succede dal punto di vista della proprietà, del piano industriale e del piano di salvaguardia. “Il rischio è che a pagare le conseguenze di scelte sbagliate siano le lavoratrici e i lavoratori dell’ex Ilva”, dichiarano i sindacati.
Si tratta della mozione firmata dal M5s che è stata messa in calendario dalla Conferenza dei capigruppo Il ricorso contro l’Aia dell’ex Ilva approda in consiglio comunale. Il prossimo 3 ottobre si discuterà della mozione firmata dal M5s che è stata messa in calendario dalla Conferenza dei capigruppo consigliari. “Un’opportunità per confrontarci in merito ad una autorizzazione definita dai pentastellati una patente ad inquinare, che non prevede alcun progetto di bonifica e riconversione economica, sociale e culturale della città. Conoscere la posizione del Comune sul potenziale ricorso al Tar – dichiara Annagrazia Angolano, consigliera comunale – aiuterebbe a comprendere qual è l’indirizzo politico che il Governo cittadino vuole perseguire per la propria comunità”.
Baku già nei giorni scorsi aveva manifestato il suo disimpegno dall’operazione È definitivamente tramontata la possibilità che Baku Steel Company, società siderurgica dell’Azerbaijan, partecipi al nuovo bando di gara per l’acquisizione degli asset industriali di Acciaierie d’Italia. Baku già nei giorni scorsi aveva manifestato il suo disimpegno dall’operazione ex Ilva. Ora ulteriore conferma la si ha dal fatto che la società statale Socar (State Oil Company of Azerbaijan), alleato di riferimento di Baku per l’ex Ilva, sta per chiudere con il gruppo Api l’acquisizione della rete di oltre 4.500 distributori di carburante in Italia. Api era infatti per gli azeri l’operazione alternativa all’ex Ilva di Taranto
Si prevede un rinvio contenuto elle offerte per l’acquisizione di Acciaierie d’Italia. Baku Steel si ritira E’ sempre piu’ difficile vendere l’ex Ilva. Sarebbe rinviata al 26 settembre la gara rispetto all’attuale scadenza del 15 settembre. Con l’uscita di scena degli azeri di Baku, c’e’ un calo di interesse degli investitori, aggravato dall’assenza di una strategia chiara, sostengono i sindacati. Resterebbero in corsa soltanto Jindal e Bedrock. Oggi la fabbrica versa in condizioni disastrose. L’altoforno 1 e’ danneggiato e sotto sequestro senza facolta’ d’uso per l’incidente del 7 maggio scorso, l’altoforno 2 e’ fermo e potrebbe essere riacceso l’anno prossimo e il 4 e’ l’unico in funzione ma ha delle criticita’. Il governo sta predisponendo una maxi garanzia pubblica tra 800 milioni e un miliardo per coprire i costi della transizione e agevolare l’ingresso dei privati. Ancora risorse dello Stato che rischiano di finire nelle tasche di fondi e multinazionali, dichiara l’Usb, invece di assumere il controllo degli asset produttivi e avviare un percorso di nazionalizzazione di Annamaria Rosato
Per il presidente della Raccomar non ci sono rischi ambientali grazie alle moderne tecnologie Servizio di Annamaria Rosato Intervista a Giuseppe Melucci, pres. Raccomar
Le agenzie marittime ritengono che il progetto di installazione della nave sia un’ancora di salvezza per l’intero sistema portuale Mentre il sindaco Bitetti ribadisce il no all’approdo della nave rigassificatrice al porto di Taranto, le agenzie marittime ritengono che il progetto di installazione della nave sia un’ancora di salvezza per l’intero sistema portuale. “Si tratta di un’opportunità strategica e non possiamo perderla per paure infondate sui rischi ambientali” dicono gli agenti ed i raccomandatari marittimi. Oltre a nuovi posti di lavoro, ci sarebbe un incremento dei traffici navali che ad oggi sono quasi pari a zero. Resta la contrarietà all’approdo a Gioia Tauro. I rischi ambientali sono sotto controllo grazie alle moderne tecnologie applicate ai rigassificatori di ultima generazione, che garantiscono standard di sicurezza elevatissimi, concludono gli operatori del settore portuale.
No alla nave rigassificatrice e si agli investimenti per il territorio. Per il sindaco di Taranto resta un punto fermo il processo di decarbonizzazione dell’ex Ilva e invita il ministro Urso in citta’ per un incontro servizio di Annamaria Rosato; intervista Piero Bitetti sindaco di Taranto
Lo hanno denunciato gli ambientalisti che ha postato la foto sui social. Si tratta del fenomeno noto come “splopping”, emissione di fumi pericolosi che avviene durante il caricamento della ghisa nei convertitori Alle 13.00 di oggi si è verificato un fenomeno di slopping dal reparto di Acciaieria 2 dell’ex Ilva di Taranto. A denunciarlo Luciano Manna di Veraleaks, che ha postato la foto sui social. L’emissione nociva è avvenuta durante il caricamento della ghisa nei convertitori. La nube rossastra si è dispersa nell’aria, in pochissimo tempo, dal tetto delle acciaierie. Il sospetto è che la ghisa caricata fosse tecnicamente impura visti i recenti problemi che si stanno riscontrando negli altiforni, dichiara Manna. C’è materiale e responsabilità accertate per concludere indagini che proseguono da anni dopo numerose denunce e conseguenti ispezioni.
Venerdì prossimo a Roma i rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm incontreranno i gruppo parlamentari Ex Ilva. Fim, Fiom e Uilm hanno organizzato per venerdì 29 agosto a Roma una giornata di incontri con i gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione, per mantenere alta l’attenzione sul tema del lavoro; in vista della definizione del bando di gara da parte dei Commissari di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria e di Ilva in amministrazione straordinaria, e per fare il punto sulla vertenza, dopo l’intesa tra istituzioni locali avvenuta lo scorso 12 agosto. L’altro tavolo, quello sulla estensione della cassa integrazione, previsto inizialmente per il 28 agosto, è stato rinviato al 10 settembre
Il sindacato: “Coinvolgere le imprese dell’indotto nel rifacimento degli impianti per il DRI” di Alessandra Martellotti Intervista: Pietro Cantoro, Fim Cisl Settore Appalti Taranto
Lo rendono noto fonti sindacali. L’incontro era previsto per il 28 agosto Il ministero del Lavoro rinvia a poco prima della metà di settembre l’incontro sulla cassa integrazione straordinaria per l’ex Ilva, inizialmente fissato per il 28 agosto. I sindacati metalmeccanici oggi hannocomunicato che è arrivata la comunicazione dal Ministero del Lavoro, che posticipa l’incontro per la prosecuzione della discussione sulla richiesta di cassa integrazione, previsto per il 28 agosto, al 10 settembre. Gli ammortizzatori sociali sono stati richiesti dall’azienda per 4.000 unità nel gruppo, di cui 3.500 a Taranto. Rispetto alla cassa in corso c’è una estensione di 1.000 unità.
Peacelink chiede trasparenza al sindaco di Taranto sull’Aia e minaccia ricorsi. Attesa per le offerte vincolanti e l’accordo di programma
Tribunale Milano: ‘manca Piano istruttorio conclusivo’ Rinviata al 9 ottobre l’udienza al tribunale di Milano sulla azione inibitoria contro l’ex Ilva presentata da 10 componenti dell’associazione dei Genitori tarantini e da un bambino ammalato, difesi dagli avvocati Maurizio Rizzo Striano e Ascanio Amenduni. Tra le richieste c’è la chiusura dell’area a caldo a tutela della salute pubblica. A dare forza a questa richiesta, il pronunciamento della Corte di giustizia europea: a giugno 2024, rispondendo ai quesiti sollevati dallo stesso tribunale di Milano, ha stabilito che in presenza di “pericoli gravi per l’ambiente e la salute umana” l’attività dell’ex Ilva “deve essere sospesa”. L’udienza è stata rinviata perché manca parte della documentazione richiesta dal tribunale lombardo. Il materiale dovrà essere deposito entro il 30 settembre 2025. In particolare, non sono ancora agli atti il Parere istruttorio conclusivo della Commissione per l’Aia, e il Piano di monitoraggio e controllo dell’Ispra. I due documenti costituiscono le condizioni per autorizzare l’attività dell’ex Ilva. Per il Ministro Urso, la scelta del tribunale di dare “positiva rilevanza alla nuova aia rilasciata lo scorso 17 luglio nel rispetto del pronunciamento della corte di giustizia” dimostra “il senso di responsabilità che anima tutti gli attori istituzionali, nel pieno rispetto delle norme”.
Da chiarire le responsabilità, i tipi di materiali bruciati e gli impatti sull’area. Sono scattati i sigilli In fase di accertamento le origini del rogo che il 13 agosto pomeriggio ha interessato un’area di proprietà dell ex Ilva. Sono intervenute con immediatezza tre squadre dei Vigili del fuoco, di cui una del presidio di Acciaierie d’Italia. Hanno spento le fiamme, poi sono scattati i sigilli della procura che ha aperto un fascicolo di indagine. Nell’area sono stati trovati diversi cumuli di rifiuti soprattutto di tipo edilizio. Servizio di Alessandra Martellotti
Appello al sindaco Bitetti e agli enti locali per sostenere il ricorso contro l’Aia Servizio di Alessandra Martellotti Intervistati: Annagrazia Angolano, consigliera comunale Mario Turco, vice presidente M5S
Accantonato il problema della nave di rigassificazione, se ne riparlerà eventualmente dopo l’aggiudicazione Il servizio
Proposta al governo: il siderurgico assorba gli operai in esubero, impiegandoli in bonifiche e cura del verde pubblico Questa mattina a Taranto una delegazione di ambientalisti ha consegnato una lettera in prefettura, nella quale si spiegano le motivazioni del ricorso al Tar contro il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale per il siderurgico. “E’ inaccettabile autorizzare altri 12 anni di carbone, senza una adeguata valutazione di impatto sanitario – scrivono i rappresentanti di Peacelink e dell’associazione ‘Giustizia per Taranto’. La lettera contiene anche una proposta concreta per i lavoratori: far transitare in Ilva gli operai in esubero, impiegandoli in bonifiche e cura del verde pubblico. “Se fermiamo altiforni e cokerie – ha detto Alessandro Marescotti di Peacelink – l’inquinamento calerà drasticamente e la spesa sanitaria si ridurrà considerevolmente”. Di Alessandra Martellotti
Ci sarà anche l’Arpa, oltre che diversi dirigenti regionali dei dipartimenti Ambiente e Sviluppo econonomico Il governatore Emiliano parteciperà con un’ampia delegazione alle 11.30 alla riunione sull’accordo di programma per la decarbonizzazione dell’ex Ilva al Mimit. Lo ha confermato ieri sera. Ci sarà anche l’Arpa, oltre che diversi dirigenti regionali dei dipartimenti Ambiente e Sviluppo econonomico. Parteciperanno invece da remoto Leo Caroli, presidente del Comitato regionale per il monitoraggio del Sistema Economico Produttivo e delle Aree di Crisi, e Serena Triggiani, assessore Ambiente, bonifiche, Vigilanza Ambientale, Rischio industriale, Crisi industriali. Le altre istituzioni invitate, e che hanno assicurato la loro partecipazione, sono Provincia di Taranto, Comune di Statte e Autorità portuale del Mar Ionio. All’incontro del pomeriggio, infine, i sindacati, inizialmente invitati a partecipare online, hanno detto che saranno invece in presenza.
Mette in campo 2 euro per acquistare il siderurgico, chiudere l’area a caldo, demolire gli impianti e ripartire da economia green e ricollocazione degli operai

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Baku già nei giorni scorsi aveva manifestato il suo disimpegno dall’operazione È definitivamente tramontata la possibilità che Baku Steel Company, società siderurgica dell’Azerbaijan, partecipi al

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Ci sarà anche l’Arpa, oltre che diversi dirigenti regionali dei dipartimenti Ambiente e Sviluppo econonomico Il governatore Emiliano parteciperà con un’ampia delegazione alle 11.30 alla