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Il ministro ha smentito la chiusura dell’area a caldo di Taranto. Il ministro Adolfo Urso ha detto che sono arrivate due proposte per il futuro di Acciaierie d’Italia. Le offerte sono del gruppo Jindal Steel and Power e del fondo Flacks Group. Ora i commissari le stanno confrontando per scegliere la migliore. Urso ha smentito la chiusura dell’area a caldo di Taranto. Il piano prevede in futuro forni elettrici e produzione di acciaio più green.

Ieri pomeriggio il confronto fra azienda, funzionari del Ministero del lavoro e sindacati. Il 24 marzo prossimo le parti si incontreranno nuovamente. Ieri pomeriggio, 12 marzo, vertice sulla sicurezza degli impianti dell’ex Ilva tra azienda, funzionari del Ministero del lavoro e sindacati.

Lo ha riferito il ministro Urso. “Eserciteremo il diritto di Golden Power per tutelare ogni aspetto del processo industriale e della decarbonizzazione ambientale”. Lo ha dichiarato oggi al Senato il Ministro delle Imprese, Adolfo Urso, riferendosi all’ex Ilva. Il ministro ha annunciato la manifestazione di interesse del gruppo indiano Jindal per l’acquisizione dell’intero stabilimento. Jindal aveva già partecipato al precedente bando dei commissari straordinari, lanciato a luglio 2024, insieme agli azeri di Baku Steel, entrambi poi assenti nel nuovo bando partito lo scorso agosto. Nei giorni scorsi, i vertici di Jindal hanno incontrato Urso in India, dove il ministro era presente per un convegno. Durante l’incontro, Jindal ha avanzato richieste di informazioni sulla procedura di gara per l’ex Ilva. La vicenda segna un passo importante nella gestione e nel futuro dello stabilimento siderurgico italiano.

Sono previsti anche l’informativa del Ministro Urso al Senato e un incontro a Taranto tra azienda, governo e sindacati sulla sicurezza in fabbrica. Si ferma per alcune ore la produzione di acciaio nell’Ex Ilva di Taranto. Alle 7 di questa mattina, 12 marzo, si è fermato l’altoforno 2, l’unico attualmente in funzione nello stabilimento, per consentire la sostituzione di una valvola. L’impianto resterà fermo per due turni di lavoro, fino alle 22, per un intervento di manutenzione considerato di breve durata. L’altoforno era stato riavviato a fine febbraio dopo due anni di stop, mentre l’Afo4 è in manutenzione e l’Afo1 resta sotto sequestro dopo l’incendio del maggio scorso. La giornata è importante anche per il futuro dello stabilimento: è atteso infatti il nuovo piano del fondo americano Flacks Group. Oggi sono previsti anche l’informativa del Ministro Urso al Senato e un incontro a Taranto tra azienda, governo e sindacati sulla sicurezza in fabbrica.

Con l’impugnativa ora i ricorrenti chiedono la sospensione immediata perché ritengono illegittima la concessione di qualsiasi termine. Non intendono aspettare il 24 agosto per l’eventuale sospensione dell’area a caldo dell’ex Ilva. Motivo per l’associazione “Genitori Tarantini”, promotrice dell’azione inibitoria, ha presentato ricorso alla corte d’appello. I legali ritengono che, nonostante il tribunale di Milano abbia demolito la nuova autorizzazione integrata ambientale, ha concesso un termine di grazia che viola quanto stabilito dalla Corte di Giustizia Europea, ovvero che le proroghe sono illecite. Con l’impugnativa ora i ricorrenti chiedono la sospensione immediata degli impianti perché ritengono illegittima la concessione di qualsiasi termine.

Una delle linee guida del “reclamo” è che secondo l’azienda non è vero che ci sono prescrizioni ambientali inadempiute. Viene presentata oggi, lunedì 3 marzo, alla Corte d’Appello di Milano l’impugnazione (tecnicamente definita “reclamo“) contro la sentenza dei giorni scorsi del Tribunale di Milano che ha imposto alle società in amministrazione straordinaria Ilva e Acciaierie d’Italia di rivedere e adeguare una serie di prescrizioni ambientali dell’ultima Autorizzazione rilasciata ad agosto dal ministero dell’Ambiente e di farlo entro il 24 agosto. In caso contrario, dalla stessa data l’area a caldo del siderurgico di Taranto dovrà fermarsi. I commissari, già successivamente alla sentenza, avevano deciso di presentare ricorso. Una delle linee guida del “reclamo” è che secondo l’azienda non è vero che ci sono prescrizioni ambientali inadempiute. Quelle che i giudici di Milano sostengono essere inadempiute, in realtà sono connesse a un procedimento amministrativo tutt’ora in corso, quello degli studi di fattibilità.

L’episodio, avvenuto durante il turno notturno, ha riacceso l’allarme tra i lavoratori a pochi giorni dalla morte dell’operaio Loris Costantino. Una profonda voragine si è aperta all’interno dello stabilimento ex Ilva di Taranto, lungo la strada che costeggia i reparti Treno Nastri 2 e Deposito Bramme 2. L’episodio, avvenuto durante il turno notturno, ha riacceso l’allarme tra i lavoratori a pochi giorni dalla morte dell’operaio Loris Costantino. A segnalare l’accaduto sono stati i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) di Fim, Fiom, Uilm e Usb con una comunicazione ufficiale inviata al direttore di stabilimento, all’Ufficio Rin e al capo area Dta. Nel documento si parla di “un significativo cedimento del manto stradale neltratto che costeggia i reparti TNA2 e DBS2″. Secondo quanto riferito nella segnalazione sindacale, nella zona interessata dal cedimento sarebbe “presente anche una tubazione interrata”. Una circostanza che, secondo gli Rls, “avrebbe potuto compromettere seriamente l’incolumità dei lavoratori e la sicurezza dei mezzi in transito”.

Politrauma da precipitazione con fratture multiple a livello addominale e toracico: è quanto emerso dall’autopsia effettuata dal prof. Davide Ferorelli. Politrauma da precipitazione con fratture multiple a livello addominale e toracico. É emerso dall’autopsia eseguita in tarda mattinata sul corpo di Loris Costantino, l’operaio della ditta Gea Power, morto lunedi scorso all’agglomerato dell’ex Ilva. L’esame è stato eseguito dal prof. Davide Ferorelli, specializzato in medicina legale, dell’Università di Bari ed è durato quasi 3 ore. Questa mattina sono iniziati gli interrogatori e davanti al tribunale, in segno di solidarietà, si sono radunati i colleghi di Loris della Gea Power. Intanto la procura di Taranto ha convalidato il sequestro della torre 10 dell’agglomerato 2 dell’ex Ilva, dove si è verificato l’incidente. Dieci persone sono indagate per omicidio colposo: sei di Acciaieria d’Italia e quattro dell’impresa dell’indotto. Domani mattina (7 marzo) alle 9.30 la salma, dall’obitorio del SS. Annunziata, verrà trasferita alla chiesa di Sant’Egidio. Alle 15 si terranno i funerali.  

Oggi l’autopsia sul corpo dell’operaio 36enne. Il pm Marco Colascilla Narducci della Procura di Taranto ha convalidato il sequestro della torre 10 dell’agglomerato 2 dell’ex Ilva, dove lunedì è morto Loris Costantino, 36 anni, di Taranto, dipendente dell’impresa di pulizie industriali Gea Power. Il pm, nell’immediatezza del fatto, ha messo sotto sequestro l’area ed ha inviato successivamente dieci avviso di garanzia per omicidio colposo a sei rappresentanti di Acciaierie d’Italia – tra cui il direttore generale della società e il direttore dello stabilimento di Taranto – e a quattro dell’impresa Gea Power. Oggi, intanto, il medico legale Davide Ferorelli, dell’Università di Bari, su incarico della Procura effettuerà l‘autopsia sul corpo di Costantino. L’operaio lascia moglie e due figli. Anche l’area del convertitore 3 dell’acciaieria 2 dove è avvenuto il precedente incidente mortale, vittima il 47enne Claudio Salamida, dipendente di Acciaierie d’Italia, è tuttora sequestrata e rimane sequestrato anche l’altoforno 1 dopo l’incendio di maggio a una delle tubiere dove transita l’aria calda per il processo di fusione.

Appuntamento su Telenorba. La Puglia piange la scomparsa di Loris Costantino, la Magistratura indaga sull’ennesimo decesso avvenuto nello stabilimento Ex Ilva di Taranto e il futuro dell’acciaieria è più che mai incerto. Nella prossima puntata di Orizzonti, in onda oggi (6 marzo) in seconda serata su Telenorba, approfondiremo tutti gli elementi in gioco attraverso le interviste di Stefania Rotolo a ospiti autorevoli e con la chiave di lettura del direttore del TgNorba, Domenico Castellaneta. In studio i rappresentanti degli operai, referenti della Regione e dei cittadini tarantini. Fari sui temi legati alla sicurezza, ai risvolti ambientali e sanitari. Al centro de dibattito anche l’aspetto economico con l’acquisizione da parte del fondo americano Flacks Group ormai rallentata. Anche la Commissione Europea ha chiesto chiarimenti sulla sentenza con la quale il Tribunale di Milano ha disposto lo stop agli impianti se entro il 24 agosto non verranno apportate modifiche alle autorizzazioni ambientali. Orizzonti vi porterà tra i vicoli del quartiere Tamburi, al confine tra impianto e città, ascoltando le voci e le storie dei residenti. Non mancherà la satira pungente e sagace di Pinuccio. Orizzonti oggi in seconda serata su Telenorba.

Una delegazione di una cinquantina di lavoratori di Taranto è in presidio in piazza Montecitorio. Entro lunedì i commissari straordinari impugneremo il decreto del tribunale di Milano che sospende l’attività a caldo dell’acciaieria di Taranto a partire dal 24 agosto. Questo è quanto riferito al tavolo sull’ex Ilva in corso a Palazzo Chigi dove sono presenti i sindacati metalmeccanici, i commissari straordinari (collegati da remoto) e i ministri delle Imprese, Adolfo Urso, e del Lavoro, Marina Calderone. Coordina il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Una delegazione di una cinquantina di lavoratori di Taranto è in presidio in piazza Montecitorio.

Il gruppo si dice ancora interessato all’acquisizione. “Nonostante la recente sentenza del Tribunale di Milano, il Gruppo Flacks conferma il proprio impegno a proseguire le trattative per l’acquisizione dell’ex Ilva. Pur rappresentando un’evoluzione imprevista, la decisione non è considerata dal Gruppo un ostacolo al processo in corso, che viene attentamente valutato per adeguare il piano industriale di conseguenza”. A dirlo è il presidente e ceo del gruppo Flacks, Michael Flacks che si dice ancora interessato all’acquisizione. “Il Gruppo Flacks – dice – resta pienamente impegnato. Tale posizione è stata comunicata con piena convinzione al Governo”.

Tra loro anche sei dirigenti di Acciaierie di Italia, tra cui il direttore generale Maurizio Saitta e il direttore di stabilimento Benedetto Valli, indagati anche per la morte dell’altro operaio, Claudio Salamida, deceduto a gennaio. Venerdì l’autopsia . I manifesti funebri davanti alla fabbrica. I volti scuri. Il dolore, lo sciopero, il lutto. Uno scenario già visto all’ex Ilva di Taranto. Questa è volta il rito è per Loris Costantino, 36 anni, morto all’ex Ilva, dopo un volo di oltre 10 metri. Il piano di calpestio ha ceduto. Una morte per la quale ci sono 10 indagati : 6 dirigenti di Acciaierie di Italia, tra cui il direttore generale Maurizio Saitta e il direttore di stabilimento Benedetto Valli, indagati anche per la morte dell’altro operaio, Claudio Salamida, deceduto a gennaio. Venerdì l’autopsia sul corpo di Loris. Sarà effettuata dal medico legale, Davide Ferorelli. Su quel calpestio gli ultimi passi dell’operaio. Pochi istanti prima l’ha attraversata il collega che l’ha assistito fino alla fine. Loris è morto in ospedale. I colleghi si sono ritrovati davanti alla portineria Imprese. Ormai hanno paura di varcare la soglia del siderurgico. Qui la testimonianza di un collega della vittima

“Chiaro segnale di un’azienda al collasso”. Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto a seguito dell’incidente mortale sul lavoro che si è verificato ieri nello stabilimento ex Ilva, in cui ha perso la vita il 36enne Loris Costantino, dipendente della ditta di pulizieindustriali Gea Power, hanno deciso di prorogare lo sciopero anche nella giornata di oggi a partire dalle ore 7 per tutto il primo turno. “Quanto accaduto ieri – sottolineano in una nota – è il chiaro segnale di un’azienda al collasso e riteniamo inammissibile morire di lavoro per assenze di investimenti per mettere in sicurezza i lavoratori e gli impianti”. La vittima è precipitata da un’altezza di oltre dieci metri per il cedimento di un piano di camminamento grigliato sul quale si trovava durante l’attività lavorativa nell’area agglomerato. Loris è morto dopo il trasporto in ospedale a causa delle gravi lesioni riportate. L’area è stata sequestra su disposizionedella procura, che indaga per omicidio colposo. 

Lo stop riguarda anche l’appalto. I sindacati nazionali Fim, Fiom e Uilm hanno indetto da subito 24 ore di sciopero in tutto il Gruppo dopo l’incidente mortale all’ex Ilva di Taranto di questa mattina, 2 marzo. Lo stop riguarda anche l’appalto. “Le organizzazioni sindacali nazionali – si legge in una nota – esprimono il loro profondo cordoglio per la tragica perdita di Loris Costantino in un grave infortunio mortale sul lavoro all’ex Ilva di Taranto. La perdita di vite umane sul fronte occupazionale rappresenta una ferita aperta nel nostro Paese e richiede un intervento immediato e deciso. Abbiamo denunciato più volte la condizione di pericolosità degli impianti e dei luoghi di lavoro in seguito alle mancate manutenzioni. Riteniamo inaccettabile che si continui a pagare con la vita le conseguenze di una gestione inefficace che non garantisce né la sicurezza né tantomeno previene le situazioni di rischio. Per questo chiediamo ilsuperamento della fase commissariale con la definizione di un assetto proprietario in cui lo Stato detiene la maggioranza e la gestione”.

Purtroppo per lui non c’è stato nulla da fare. È morto il lavoratore dell’indotto dell’ex Ilva, Gea power, caduto questa mattina, 2 marzo, nell’area agglomerato, da un piano di calpestio da una altezza di circa 10 metri. Il suo nome è Loris Costantino e aveva 36 anni. Era di Talsano, lascia due figli. L’uomo era operaio della ditta di pulizia. L’operaio era giunto cosciente all’infermeria dello stabilimento, è stato trasportato al pronto soccorso del SS. Annunziata, ma per lui non c’è stato nulla da fare. Sul luogo dell’incidente sono intanto arrivati i rappresentanti dei vari enti ispettivi per ricostruire la dinamica dell’infortunio ed effettuare i rilievi. Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria, in una nota, esprime profondo cordoglio per la tragica scomparsa del lavoratore e comunica che “sono state immediatamente avviate tutte le verifiche necessarie per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e ribadisce la piena collaborazione con le autorità competenti, al fine di mettere a disposizione ogni elemento utile all’accertamento dei fatti”. Per il decesso è stato annullato l’evento “Look of the Games” dei XX Giochi del Mediterraneo Taranto 2026 che era in programma questa mattina al Castello Aragonese di Taranto. La decisione è stata assunta dal ministro dello Sport Andrea Abodi e dal Comitato organizzatore dei Giochi. L’incontro è rinviato a data da destinarsi. A metà gennaio, per il cedimento di un piano di calpestio al convertitore 3 dell’acciaieria 2, perse la vita l’operaio ex Ilva Claudio Salamida e quell’area dell’impianto è attualmente sequestrata dalla Magistratura.

Se la sentenza dovesse influire sul negoziato per la cessione , “non ci sarebbero le condizioni” neanche l’erogazione del prestito ponte. La sentenza del Tribunale di Milano che spegne le aree a caldo dell’ex Ilva “cambia tutto” e “riscrive le regole del gioco”, “ha un impatto anche sulla continuità produttiva e sull’occupazione”. A dirlo il ministrodelle Imprese, Adolfo Urso, che si dice “molto preoccupato”. Se la sentenza dovesse influire sul negoziato per la cessione , “non ci sarebbero le condizioni” neanche l’erogazione del prestito ponte.  “Nelle prossime ore mi confronterò con i commissari straordinari dell’ex Ilva che hanno dovuto necessariamente comunicare anche attraverso la pubblicazione nella data room a Flacks i contenuti della sentenza, e quindi devono aspettare le valutazioni anche dell’acquirente. Nelle prossime ore avrò un quadro più completo”. “Sull’ex Ilva riferirò in Parlamento nell’audizione già programmata. E io credo che occorra riferire ai sindacati”.

Parla Simona Peluso, la madre del piccolo Andrea, affetto da una grave patologia . Simona Peluso, la mamma del piccolo Andrea, un bambino destinato a convivere con le cicatrici di una patologia grave, fa parte dell’associazione genitori tarantini che ha presentato il ricorso al tribunale di Milano. Oggi la decisione. La sospensione, a partire dal 24 agosto, dell’attività produttiva dell’area a caldo della fabbrica se l’Aia del 2025 non verrà adeguata con nuove prescrizioni. In pratica entro quella data i commissari di Acciaierie d’Italia dovranno correre ai ripari per ottenere una integrazione dell’Aia che indichi tempi certi e brevi, altrimenti dovranno spegnere l’ex Ilva. Qui l’intervista a Simona Peluso

Il Ministero dell’Ambiente blocca temporaneamente la Valutazione di Impatto Ambientale per il rigassificatore nel porto di Taranto: criticità sull’area del molo polisettoriale e richieste di chiarimenti alla società proponente.. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) ha sospeso la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (Via) per il progetto del rigassificatore nel porto di Taranto, previsto nell’area del molo polisettoriale. Il ministero ha chiesto chiarimenti alla società proponente, Terminale di Rigassificazione GNL Taranto Srl, bloccando temporaneamente l’iter autorizzativo. La decisione arriva a cinque mesi dalla presentazione dell’istanza, avvenuta il 10 ottobre. Anche sul sito ufficiale del Mase la procedura risulta attualmente sospesa. Chi c’è dietro il progetto del rigassificatore di Taranto La società Terminale di Rigassificazione GNL Taranto Srl, con sede a Milano, è controllata per il 95% da Denali GNL (Ginevra) e per il 5% da Belenergia, già attiva nella realizzazione del parco eolico offshore a Taranto. Il progetto del rigassificatore terrestre a Taranto prevede un investimento di circa 600 milioni di euro e una capacità di 12 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Di questi, circa 3 miliardi potrebbero essere destinati all’ex Ilva, con l’obiettivo di favorire il passaggio dagli altiforni ai forni elettrici e accelerare la decarbonizzazione della produzione di acciaio. Perché il Mase ha sospeso la Via Nella comunicazione ufficiale, la Direzione generale per le valutazioni ambientali del Mase ricorda che il 2 febbraio l’istanza era stata dichiarata procedibile, avviando la fase di consultazione pubblica. Tuttavia, sono emerse due criticità principali: la compatibilità del rigassificatore con le attività già presenti al molo polisettoriale; la necessità di maggiori informazioni sugli assetti proprietari della società proponente. L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio ha infatti segnalato che l’area individuata per l’impianto rientra in una concessione demaniale marittima già assegnata alla San Cataldo Container Terminal Spa, destinata allo sviluppo di un terminal multipurpose per traffici commerciali, container, merci varie e ro-ro. Secondo quanto rilevato, l’area non sarebbe attualmente disponibile per l’insediamento del nuovo impianto. Per questo motivo, il ministero ha chiesto alla società di fornire chiarimenti entro 30 giorni, disponendo nel frattempo la sospensione della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Le richieste del ministero alla società Oltre ai chiarimenti sulla disponibilità dell’area portuale, il Mase ha richiesto la trasmissione di un’autodichiarazione dettagliata sugli assetti proprietari della società proponente, sull’eventuale controllante e sulla consistenza del capitale sociale. Le criticità sollevate dal Comune di Taranto Anche il Comune di Taranto, attraverso la commissione Ambiente, ha espresso perplessità sul progetto del rigassificatore nel porto. In una prima analisi sono emersi elementi di criticità legati a: impatto sui residenti delle aree limitrofe. sicurezza ambientale; sicurezza dell’impianto; tutela della fauna; compatibilità urbanistica e paesaggistica;

Impianti inquinanti: il fondatore Veraleaks Luciano Manna chiede intervento immediato. Ennesima presa di posizione dell’ambientalista e fondatore di Veraleaks, Luciano Manna, sulla recente attivazione dell’impianto di granulazione loppa collegato all’Afo2 dell’ex Ilva di Taranto. L’impianto è rimasto fermo dal 2004 ed è stato riavviato 3 giorni fa con le stesse criticità tecniche segnalate in passato dalle ispezioni Arpa Puglia e Ispra. Manna dimostra con foto le emissioni di queste ultime ore provenienti dall’impianto e chiede con quali criteri sia stata rilasciata la nuova Aia il 4 agosto scorso. L’ambientalista parla di grave responsabilità istituzionale e sollecita un intervento immediato della politica e della Procura di Taranto chiedendo lo spegnimento degli impianti inquinanti.

Ex Ilva, Afo2, Manna: “Stesse criticità del 2024”

Impianti inquinanti: il fondatore Veraleaks Luciano Manna chiede intervento immediato Ennesima presa di posizione dell’ambientalista e fondatore di Veraleaks, Luciano Manna, sulla recente attivazione dell’impianto

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