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Viene sottolineata inoltre la disponibilità degli aspiranti investitori Flacks Group e Jindal Steel International a rimborsare il prestito, qualora il ricavato della vendita del compendio aziendale fosse insufficiente. È stato concesso all’ex Ilva il prestito ponte da 149 milioni di euro previsto dall’ultimo decreto per la sopravvivenza dell’acciaieria (dl 180/2025) con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale del provvedimento attuativo del ministero delle Imprese e del made in Italy. Le premesse citano le note con cui i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia ed Ilva hanno rappresentato, il 14 e il 17 marzo, “la necessità di urgente erogazione del finanziamento derivante dalla gravissima situazione di crisi di liquidità che riguarda entrambe le procedure, il cui protrarsi potrebbe pregiudicare la prosecuzione delle attività e compromettere l’esito delle trattative in corso per la cessione degli stabilimenti”. Viene sottolineata inoltre la disponibilità degli aspiranti investitori Flacks Group e Jindal Steel International a rimborsare il prestito, qualora il ricavato della vendita del compendio aziendale fosse insufficiente.

Si parte con 21 indagati, tre società e 18 persone fisiche, tra le quali l’ex governatore pugliese Nichi Vendola, Nicola Riva e Fabio Riva, ex proprietari dell’Ilva, e l’ex direttore dello stabilimento di Taranto Luigi Capogrosso. Ha preso il via questa mattina a Potenza il nuovo processo “Ambiente svenduto” sul presunto disastro ambientale prodotto tra il 1995 e il 2012 dall’ex Ilva di Taranto, durante la gestione della famiglia Riva. Si parte con 21 indagati, tre società e 18 persone fisiche, tra le quali l’ex governatore pugliese Nichi Vendola, Nicola Riva e Fabio Riva, ex proprietari dell’Ilva, e l’ex direttore dello stabilimento di Taranto Luigi Capogrosso. Dovrebbero essere circa 350 le richieste di costituzione di parte civile. Il processo ‘Ambiente svenduto’ era ricominciato dall’udienza preliminare a Potenza il 21 marzo 2025, in seguito all’annullamento, per la presenza di due giudici onorari tra le numerose parti civili, pronunciato dalla Corte d’Assise d’Appello di Taranto della sentenza di primo grado con le 26 condanne, per 270 anni di carcere, inflitte il 31 maggio 2021. All’esterno del Palazzo di Giustizia del capoluogo lucano, lo Slai Cobas di Taranto ha organizzato un presidio a cui hanno preso parte alcuni rappresentanti di associazioni ambientaliste pugliesi e lucane.

È stato trasportato all’ospedale SS Annunziata. L’Usb di Taranto denuncia altri episodi odierni. Era impegnato nel taglio della lamiera nei pressi di Afo 4, quando la stessa è scivolata procurandosi un taglio alla gamba. È accaduto questa mattina ad un operaio canadese della Anmar, ditta dell’appalto ex Ilva di Taranto. Trasportato prima in infermeria, poi in ospedale. Fortunatamente l’operaio non è in pericolo di vita. L’ infortunio è stato denunciato da Usb di Taranto che ha riferito di altri episodi che si sono verificati oggi. Alla Centrale Elettrica si è aperta una voragine su una via, a causa di guasto alle tubature sotterranee. Stessa dinamica presso Officina Centrale, dove si è verificato un cedimento del manto stradale. In nessuno dei due casi, passavano da lì lavoratori o mezzi. “La fabbrica sta cadendo a pezzi ed è ormai un terreno minato” dichiara Vincenzo Mercurio di Usb. “Non si può più attendere per dare risposte ai lavoratori e al territorio”.

Da Diodato ai Subsonica, la XIII edizione celebra il monito di Vittorio Arrigoni: un ponte tra musica, diritti globali e le battaglie del territorio tarantino. Torna l’appuntamento con l’Uno Maggio Taranto Libero e Pensante, che per la sua XIII edizione trasforma nuovamente il Parco Archeologico delle Mura Greche nel cuore pulsante dell’impegno civile italiano. Sotto la direzione artistica di Michele Riondino, Antonio Diodato, Roy Paci e Valentina Petrini, il concertone tarantino si conferma uno degli eventi culturali più rilevanti del panorama nazionale. Il tema 2026: “Restiamo Umani” nel segno di Vittorio Arrigoni Il documento politico di quest’anno lancia un monito potente: “Restiamo umani”. A quindici anni dalla scomparsa di Vittorio Arrigoni, il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti sceglie di unire le lotte del territorio pugliese alle grandi urgenze internazionali, dalla Palestina all’Iran, fino a Cuba. L’obiettivo è chiaro: coniugare l’intrattenimento artistico con una profonda riflessione collettiva sui diritti e la giustizia sociale. Uno Maggio Taranto 2026: la Line-up completa degli artisti Il palco tarantino ospiterà una selezione musicale eclettica, capace di spaziare tra generi e generazioni. Tra i nomi più attesi della line-up 2026: Subsonica Brunori Sas Gemitaiz Margherita Vicario Giorgio Poi Marco Castello Spazio anche alla ricerca sonora e ai progetti collettivi con Canta Fino a Dieci, SI!Boom!Voilá, la cantautrice Rossana De Pace, l’elettronica di Catu Diosis (Uganda), le riflessioni di Cigno e il dj-set di Madk. Oltre la musica: gli interventi politici e sociali Non solo canzoni, ma una vera e propria arena di confronto. Il programma prevede interventi di altissimo profilo civile: Omar Barghouti (BDS): per la prima volta con un intervento in Italia. Francesca Albanese e Tomaso Montanari: voci autorevoli sui diritti umani e la cultura. Testimonianze sul lavoro: Maria Teresa Daprile ricorderà il marito Claudio Salamida, vittima del tragico incidente all’ex Ilva dello scorso gennaio. Salute e Ambiente: Il dottor Valerio Cecinati (Oncoematologia pediatrica) approfondirà il nesso tra inquinamento industriale e patologie infantili. Novità e conduzione dell’evento Alla guida del concertone torna il collaudato trio composto da Andrea Rivera, Martina Martorano e Serena Tarabini, con il supporto di Maria Cristina Fraddosio per i panel politici. La grande novità di questa edizione è la collaborazione con i filosofi di Tlon, Maura Gancitano e Andrea Colamedici, che cureranno una maratona social per raccontare l’evento in diretta. L’Uno Maggio Taranto resta un evento completamente autofinanziato e organizzato dal basso. Per sostenere l’iniziativa, è attiva la campagna di crowdfunding ufficiale sulla piattaforma Kickstarter. Dati e Informazioni Utili InfoDettagliData1 Maggio 2026LocationParco Archeologico delle Mura Greche, TarantoDirezione ArtisticaRiondino, Diodato, Paci, PetriniModalitàIngresso gratuito / Supportato da Crowdfunding

“Nulla potrà scalfire la nostra determinazione a rilanciare lo stabilimento, proteggere i posti di lavoro” scrivono dal fondo americano. “Nonostante le turbolenze giudiziarie che continuano ad agitare il dossier dell’ex Ilva di Taranto, Flacks Group conferma la volontà di investire nello stabilimento. Gli ostacoli giudiziari non ci spaventano e noncambiano la nostra visione strategica”. Lo afferma in una nota il fondo americano interessato all’acquisto dell’ex Ilva. “Anche le tensioni legate alla sospensione dell’esercizio della centrale termoelettrica disposta dal sindaco, e il possibile ricorso dei commissari al Tar, – aggiunge la nota – non ci intimoriscono: nulla potrà scalfire la nostra determinazione a rilanciare lo stabilimento, proteggere i posti di lavoro e garantire un futuro solido, sostenibile e rispettoso dei più alti standard ambientali per la comunità di Taranto. Vogliamo chiudere un capitolo buio della storia di questa acciaieria: il potenziale c’è, così come il know-how e la competenza necessari per rilanciarla a livelli eccellenti”.

Avrebbe riportato numerose escoriazioni al volto. Un altro incidente all’ex Ilva di Taranto. Un dipendente diretto del reparto manutenzione refrattaria in area Afo 4, sarebbe rimasto ferito in seguito al ribaltamento di un muletto che stava guidando. E’ stato prima soccorso dal personale sanitario dell’azienda e poi trasferito al SS. Annunziata. Avrebbe riportato numerosi escoriazioni al volto.

Il rogo si sarebbe sviluppato durante la sostituzione di una tubazione del gas in un’area tra il reparto gestione rottami ferrosi e Afo5. Un enorme nuvola nera si è sollevata questo pomeriggio dall’ex Ilva. La denuncia è di Luciano Manna di Veraleaks. L’incendio si sarebbe sviluppato durante la sostituzione di una tubazione del gas in un’area tra il reparto gestione rottami ferrosi e Afo5. Oltre agli impianti in marcia, dichiara Manna, anche le operazioni di manutenzione generano un enorme rischio sanitario con i fumi sprigionati. L’incendio è stato domato in poco tempo dal personale antincendio dello stabilimento. Non ci sarebbero feriti

. Con un’ordinanza il Comune di Taranto dispone la sospensione, entro 30 giorni, delle attività della Centrale termoelettrica interna all’ex Ilva, perché potenzialmente pericolosa per la salute pubblica.  L’azienda non ha ancora presentato la Valutazione del danno sanitario né il Piano di Riduzione del rischio sulle emissioni, in mancanza del quale la Regione diffida il soggetto ad adempiere l’obbligo entro un mese. Atteso il principio di precauzione ambientale il sindaco Bitetti ha emesso ordinanza di sospensione dell’impianto, trasmessa al ministero dell’Ambiente, al prefetto, all’Ispra, all’Arpa e a tutte le autorità di competenza.

Oggi il gruppo indiano in visita all’acciaieria. C’erano Naveen Jindal, presidente dell’omonimo gruppo indiano interessato all’acquisto dell’ex Ilva, insieme al figlio Venkatesh, oltre ad altri rappresentanti giunti a Taranto. Dopo l’arrivo in albergo dall’aeroporto di Grottaglie, con un minivan scuro hanno raggiunto il comune per incontrare il sindaco Bitetti ed il suo staff. “Si è trattato di un tour istituzionale organizzato dall’azienda siderurgica indiana nel territorio” ha detto il primo cittadino.

L’episodio questa mattina. La denuncia di Luciano Manna. Questa mattina, 7 aprile, alle 9.30 in una batteria delle cokerie dello stabilimento ex Ilva di Taranto è scattato l’allarme per una anomalia del processo produttivo sulla linea sottoprodotti. La denuncia è di Luciano Manna di Veraleaks. Si è sollevato un fumo nero molto denso sia da un camino asservito alla cokeria che dall’area bassa dell’impianto, quindi fumo non convogliato. “Un ulteriore episodio che rappresenta un serio problema di sicurezza causato da impianti che non possono più proseguire nella produzione, pertanto per la sicurezza dei cittadini e degli operai vanno assolutamente fermati” conclude Manna. L’azienda, intanto, conferma l’episodio. L’emissione, della durata di circa 5 minuti, è stata generata da un blocco imprevisto del sistema di filtrazione. Non è stato coinvolto il personale.

Il ministro ha smentito la chiusura dell’area a caldo di Taranto. Il ministro Adolfo Urso ha detto che sono arrivate due proposte per il futuro di Acciaierie d’Italia. Le offerte sono del gruppo Jindal Steel and Power e del fondo Flacks Group. Ora i commissari le stanno confrontando per scegliere la migliore. Urso ha smentito la chiusura dell’area a caldo di Taranto. Il piano prevede in futuro forni elettrici e produzione di acciaio più green.

Ieri pomeriggio il confronto fra azienda, funzionari del Ministero del lavoro e sindacati. Il 24 marzo prossimo le parti si incontreranno nuovamente. Ieri pomeriggio, 12 marzo, vertice sulla sicurezza degli impianti dell’ex Ilva tra azienda, funzionari del Ministero del lavoro e sindacati.

Lo ha riferito il ministro Urso. “Eserciteremo il diritto di Golden Power per tutelare ogni aspetto del processo industriale e della decarbonizzazione ambientale”. Lo ha dichiarato oggi al Senato il Ministro delle Imprese, Adolfo Urso, riferendosi all’ex Ilva. Il ministro ha annunciato la manifestazione di interesse del gruppo indiano Jindal per l’acquisizione dell’intero stabilimento. Jindal aveva già partecipato al precedente bando dei commissari straordinari, lanciato a luglio 2024, insieme agli azeri di Baku Steel, entrambi poi assenti nel nuovo bando partito lo scorso agosto. Nei giorni scorsi, i vertici di Jindal hanno incontrato Urso in India, dove il ministro era presente per un convegno. Durante l’incontro, Jindal ha avanzato richieste di informazioni sulla procedura di gara per l’ex Ilva. La vicenda segna un passo importante nella gestione e nel futuro dello stabilimento siderurgico italiano.

Sono previsti anche l’informativa del Ministro Urso al Senato e un incontro a Taranto tra azienda, governo e sindacati sulla sicurezza in fabbrica. Si ferma per alcune ore la produzione di acciaio nell’Ex Ilva di Taranto. Alle 7 di questa mattina, 12 marzo, si è fermato l’altoforno 2, l’unico attualmente in funzione nello stabilimento, per consentire la sostituzione di una valvola. L’impianto resterà fermo per due turni di lavoro, fino alle 22, per un intervento di manutenzione considerato di breve durata. L’altoforno era stato riavviato a fine febbraio dopo due anni di stop, mentre l’Afo4 è in manutenzione e l’Afo1 resta sotto sequestro dopo l’incendio del maggio scorso. La giornata è importante anche per il futuro dello stabilimento: è atteso infatti il nuovo piano del fondo americano Flacks Group. Oggi sono previsti anche l’informativa del Ministro Urso al Senato e un incontro a Taranto tra azienda, governo e sindacati sulla sicurezza in fabbrica.

Con l’impugnativa ora i ricorrenti chiedono la sospensione immediata perché ritengono illegittima la concessione di qualsiasi termine. Non intendono aspettare il 24 agosto per l’eventuale sospensione dell’area a caldo dell’ex Ilva. Motivo per l’associazione “Genitori Tarantini”, promotrice dell’azione inibitoria, ha presentato ricorso alla corte d’appello. I legali ritengono che, nonostante il tribunale di Milano abbia demolito la nuova autorizzazione integrata ambientale, ha concesso un termine di grazia che viola quanto stabilito dalla Corte di Giustizia Europea, ovvero che le proroghe sono illecite. Con l’impugnativa ora i ricorrenti chiedono la sospensione immediata degli impianti perché ritengono illegittima la concessione di qualsiasi termine.

Una delle linee guida del “reclamo” è che secondo l’azienda non è vero che ci sono prescrizioni ambientali inadempiute. Viene presentata oggi, lunedì 3 marzo, alla Corte d’Appello di Milano l’impugnazione (tecnicamente definita “reclamo“) contro la sentenza dei giorni scorsi del Tribunale di Milano che ha imposto alle società in amministrazione straordinaria Ilva e Acciaierie d’Italia di rivedere e adeguare una serie di prescrizioni ambientali dell’ultima Autorizzazione rilasciata ad agosto dal ministero dell’Ambiente e di farlo entro il 24 agosto. In caso contrario, dalla stessa data l’area a caldo del siderurgico di Taranto dovrà fermarsi. I commissari, già successivamente alla sentenza, avevano deciso di presentare ricorso. Una delle linee guida del “reclamo” è che secondo l’azienda non è vero che ci sono prescrizioni ambientali inadempiute. Quelle che i giudici di Milano sostengono essere inadempiute, in realtà sono connesse a un procedimento amministrativo tutt’ora in corso, quello degli studi di fattibilità.

L’episodio, avvenuto durante il turno notturno, ha riacceso l’allarme tra i lavoratori a pochi giorni dalla morte dell’operaio Loris Costantino. Una profonda voragine si è aperta all’interno dello stabilimento ex Ilva di Taranto, lungo la strada che costeggia i reparti Treno Nastri 2 e Deposito Bramme 2. L’episodio, avvenuto durante il turno notturno, ha riacceso l’allarme tra i lavoratori a pochi giorni dalla morte dell’operaio Loris Costantino. A segnalare l’accaduto sono stati i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) di Fim, Fiom, Uilm e Usb con una comunicazione ufficiale inviata al direttore di stabilimento, all’Ufficio Rin e al capo area Dta. Nel documento si parla di “un significativo cedimento del manto stradale neltratto che costeggia i reparti TNA2 e DBS2″. Secondo quanto riferito nella segnalazione sindacale, nella zona interessata dal cedimento sarebbe “presente anche una tubazione interrata”. Una circostanza che, secondo gli Rls, “avrebbe potuto compromettere seriamente l’incolumità dei lavoratori e la sicurezza dei mezzi in transito”.

Politrauma da precipitazione con fratture multiple a livello addominale e toracico: è quanto emerso dall’autopsia effettuata dal prof. Davide Ferorelli. Politrauma da precipitazione con fratture multiple a livello addominale e toracico. É emerso dall’autopsia eseguita in tarda mattinata sul corpo di Loris Costantino, l’operaio della ditta Gea Power, morto lunedi scorso all’agglomerato dell’ex Ilva. L’esame è stato eseguito dal prof. Davide Ferorelli, specializzato in medicina legale, dell’Università di Bari ed è durato quasi 3 ore. Questa mattina sono iniziati gli interrogatori e davanti al tribunale, in segno di solidarietà, si sono radunati i colleghi di Loris della Gea Power. Intanto la procura di Taranto ha convalidato il sequestro della torre 10 dell’agglomerato 2 dell’ex Ilva, dove si è verificato l’incidente. Dieci persone sono indagate per omicidio colposo: sei di Acciaieria d’Italia e quattro dell’impresa dell’indotto. Domani mattina (7 marzo) alle 9.30 la salma, dall’obitorio del SS. Annunziata, verrà trasferita alla chiesa di Sant’Egidio. Alle 15 si terranno i funerali.  

Oggi l’autopsia sul corpo dell’operaio 36enne. Il pm Marco Colascilla Narducci della Procura di Taranto ha convalidato il sequestro della torre 10 dell’agglomerato 2 dell’ex Ilva, dove lunedì è morto Loris Costantino, 36 anni, di Taranto, dipendente dell’impresa di pulizie industriali Gea Power. Il pm, nell’immediatezza del fatto, ha messo sotto sequestro l’area ed ha inviato successivamente dieci avviso di garanzia per omicidio colposo a sei rappresentanti di Acciaierie d’Italia – tra cui il direttore generale della società e il direttore dello stabilimento di Taranto – e a quattro dell’impresa Gea Power. Oggi, intanto, il medico legale Davide Ferorelli, dell’Università di Bari, su incarico della Procura effettuerà l‘autopsia sul corpo di Costantino. L’operaio lascia moglie e due figli. Anche l’area del convertitore 3 dell’acciaieria 2 dove è avvenuto il precedente incidente mortale, vittima il 47enne Claudio Salamida, dipendente di Acciaierie d’Italia, è tuttora sequestrata e rimane sequestrato anche l’altoforno 1 dopo l’incendio di maggio a una delle tubiere dove transita l’aria calda per il processo di fusione.

Appuntamento su Telenorba. La Puglia piange la scomparsa di Loris Costantino, la Magistratura indaga sull’ennesimo decesso avvenuto nello stabilimento Ex Ilva di Taranto e il futuro dell’acciaieria è più che mai incerto. Nella prossima puntata di Orizzonti, in onda oggi (6 marzo) in seconda serata su Telenorba, approfondiremo tutti gli elementi in gioco attraverso le interviste di Stefania Rotolo a ospiti autorevoli e con la chiave di lettura del direttore del TgNorba, Domenico Castellaneta. In studio i rappresentanti degli operai, referenti della Regione e dei cittadini tarantini. Fari sui temi legati alla sicurezza, ai risvolti ambientali e sanitari. Al centro de dibattito anche l’aspetto economico con l’acquisizione da parte del fondo americano Flacks Group ormai rallentata. Anche la Commissione Europea ha chiesto chiarimenti sulla sentenza con la quale il Tribunale di Milano ha disposto lo stop agli impianti se entro il 24 agosto non verranno apportate modifiche alle autorizzazioni ambientali. Orizzonti vi porterà tra i vicoli del quartiere Tamburi, al confine tra impianto e città, ascoltando le voci e le storie dei residenti. Non mancherà la satira pungente e sagace di Pinuccio. Orizzonti oggi in seconda serata su Telenorba.

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