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A finire nei guai, una donna, che ha agito nel corso del colloquio con un familiare detenuto Ha cercato di introdurre un ingente quantitativo di droga nel carcere di Taranto. La donna ha agito durante il colloquio con un familiare detenuto, ma è stata scoperta e tratta in arresto. A smascherarla gli agenti addetti al controllo.

Sono le minacce rivolte dall’uomo, di Sava ad un suo concittadino, al quale l’indagato ha mostrato anche alcuni proiettili a scopo intimidatorio “Paga il debito di droga o ti sparo”: sono le minacce rivolte da un 33enne di Sava  a un concittadino, al quale ha mostrato anche alcuni proiettili a scopo intimidatorio. L’uomo è stato arrestato e posto ai domiciliari dai carabinieri con le accuse di tentata estorsione continuata, detenzione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di munizioni. L’indagato si sarebbe incontrato con il compaesano più volte, pretendendo la somma di 300 euro per un debito relativo alla presunta compravendita di droga.Le indagini sono state condotte dai carabinieri mediante l’ascolto di testimoni, l’acquisizione di immagini dei sistemi di videosorveglianza e ispezioni conl’ausilio di due unità cinofile.  La perquisizione domiciliare ha consentito di rinvenire 250 grammi di cocaina e hashish e 24 cartucce per pistola calibro 7,65.

I carabinieri, insospettiti dal suo atteggiamento guardingo, sono intervenuti mentre estraeva il borsone Aveva nascosto in un muretto a secco un borsone pieno di droga e una pistola. L’uomo, 43 anni di Adelfia, è stato arrestato in flagranza dai carabinieri di Triggiano per detenzione illegale di stupefacenti e di un’arma clandestina. I militari sono stati insospettiti dal suo atteggiamento, mentre si aggirava nelle vicinanze di un terreno recintato. Così lo hanno osservato e sono intervenuti mentre estraeva il borsone dal muretto a secco. All’interno hanno trovato 86 grammi di marijuana, 85 di cocaina, 81 di hashish e 18 i eroina oltre a materiale per il confezionamento. Da una perquisizione più approfondita è stata scoperta anche una pistola calibro 7,65 con matricola abrasa, completa di caricatore e cinque proiettili, oltre a 190 bossoli e quasi 400 proiettili. Il 43enne è stato portato nel carcere di Bari, la Procura di Bari ha chiesto la convalida del fermo. 

24 le persone finite in manette, interdetto un carabiniere Servizio Donatella Azzone

Interdetto un carabiniere, sequestrati oltre 5 milioni di euro Sono 24 le persone arrestate nel blitz eseguito questa mattina dai carabinieri di Foggia incollaborazione con i militari della Guardia di finanza: 22 sono finite in carcere, una agli arresti domiciliari, un carabiniere che lavorava a Melfi, nel potentino, è stato interdetto. Gli arrestati sono accusati di associazione dedita al traffico ed alla vendita di sostanze stupefacenti (cocaina, marjuana e hashish); detenzione e porto in luogo pubblico di armi da sparo, sia comuni che da guerra, anche clandestine;estorsione, ricettazione e tentato omicidio aggravato. Disposto il sequestro di disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili, quote societarie e compendi aziendali, per un valore di oltre cinque milioni di euro. Le persone arrestate sono in gran parte di Cerignola (Foggia); una è albanese e risiede nel Foggiano; due sono di San Pietro Vernotico (Brindisi) e un noto pregiudicato di Terlizzi (Bari). L’indagine odierna è una costola dell’operazione antimafia ‘Decima Azione’ del dicembre 2018 contro i tre sodalizi della cosiddetta Società foggiana. Le indagini hanno permesso di sventare un assalto a un caveau della società ‘Loomis International AG’, con sede in Svizzera, e hanno portato a due operazioni denominate ‘Ocean eleven’ e ‘Ocean Twelve’ che consentirono la cattura di tutti i responsabili, 18 persone, del tentato furto aggravato. I carabinieri hanno accertato il ruolo egemone dei cerignolani nel traffico di sostanze stupefacenti e i collegamenti con la criminalità organizzata foggiana. Scoperte inoltre tre associazioni dedite al traffico e allo spaccio di stupefacenti con base operativa e logistica a Cerignola, in affari tra loro. I militari hanno anche indagato per tentato omicidio uno dei presunti responsabili di una violenta aggressione nei confronti di un cerignolano, al culmine di una lite scaturita per la circolazione stradale. La vittima non denunciò per il timore di ritorsioni.

Arrestato pregiudicato 53enne di Andria In casa con oltre due chili di marijuana. E’ la scoperta fatta dai carabinieri di Andria a casa di un pregiudicato 53enne del posto. Durante la perquisizione, nell’abitazione alla periferia della città, imilitari hanno trovato e sequestrato 2,181 kg di sostanza stupefacente, suddivisa in 29 buste di vario peso, tre bilance, materiale vario per il confezionamento e 270 euro ritenuti provento attività illecita. Al termine degli accertamenti, l’uomo è stato arrestato e posto ai domiciliari per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

Coppia bloccata dai carabinieri di Massafra Una coppia è stata sorpresa a bordo di un’auto con droga e due manufatti esplosivi artigianali. Per evitare il controllo da parte dei carabinieri di Massafra, i due avrebbero inveito, minacciato e ferito uno dei militari. La coppia è stata bloccata ed arrestata. I manufatti sono stati fatti brillare, mentre la sostanza stupefacente è stata affidata al laboratorio analisi del comando provinciale dei carabinieri.

Il giro d’affari illegale, “di famiglia”, stimato in oltre 83mila euro Spacciavano cocaina in casa a Foggia. A finire nei guai due coniugi che sono stati arrestati dalla polizia, dopo alcune denunce anonime su una situazione di degrado nel centro storico, nel quartiere Carmine Vecchio. Coinvolti, nell’attività illecita, anche i due figli della coppia trovati in possesso di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente e somme di denaro provento dell’attività di spaccio. Secondo l’accusa, i coniugi avrebbero gestito un giro d’affari illegale stimato in oltre 83 mila euro.Le indagini degli agenti della Squadra mobile, tra ottobre 2021 e febbraio 2022, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati. La loro illecita attività è stata documentata anche da immagini di un sistema divideoregistrazione, appositamente installato dagli investigatori. Il marito, già noto alle forze dell’ordine, è stato condotto in carcere, mentre la moglie ha ottenuto gli arresti domiciliari.

Sequestrati 330 grammi di hashish, marijuana e cocaina Tre persone sono state arrestate dalla Guardia di Finanza di Lucera nel corso di un’operazione antidroga che ha portato al sequestro di 330 grammi di hashish, marijuana, cocaina e materiale per il confezionamento delle dosi. Le Fiamme Gialle hanno dato esecuzione a provvedimenti disposti dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Bari – Ufficio Esecuzioni Penali nei confronti di due soggetti, più volte condannati in passato per reati di droga. Nell’abitazione di uno dei due destinatari, i finanzieri della Tenenza di Lucera, grazie all’infallibile fiuto del cane antidroga Gerico della Compagnia di Manfredonia, hanno rinvenuto oltre 3 etti di hashish, marijuana e cocaina, un bilancino di precisione, confezioni da utilizzare per la predisposizione delle dosi ed appunti manoscritti riportanti la “contabilità” delle cessioni. Gli stupefacenti sequestrati avrebbero consentito, in relazione alla quantità di principio attivo contenuto, di ricavare oltre millecinquecento dosi. E’ così scattato l’arresto in flagranza non solo per il destinatario del provvedimento giudiziale, ma anche per un’altra persona che si trovava nell’abitazione ed è stata sorpresa nel tentativo di occultare una parte della droga all’interno di un’intercapedine.

Gruppo che operava nel centro storico Intervista cap. Federico Casini, com.te compagnia carabinieri Barletta Servizio Giovanni Di Benedetto

Blitz anti-droga nella sesta provincia pugliese Sono durate un anno le indagini dei carabinieri che, all’alba di oggi, hanno portato all’arresto di dieci persone a Barletta. Avviate nel novembre 2022, dopo che in un box auto di via Dimiccoli i militari sequestrarono armi e droga, gli accertamenti si sono avvalsi di pedinamenti e videoregistrazioni, attività dalle quali è emerso che l’attività di spaccio si svolgeva fra il castello di Barletta e le vicine vie del Borgo antico, quelle che portano i nomi dei cavalieri della Disfida del 1503, particolare che ha indotto i carabinieri a chiamare l’operazione ‘Disfida’. Le persone coinvolte sono accusate, a vario titolo, di aver diretto e preso parte ad una attività che fruttava loro in media 3.000 euro al giorno, erano legate “da stretti rapporti di fiducia, costruiti sull’assidua frequentazione reciproca e sulle pregresse co-detenzionicarcerarie”. Gli acquirenti, invece, avevano una età compresa fra i 14 e i 65 anni e si rivolgevano agli indagati a tutte le ore, per lo più fra mezzogiorno e mezzanotte e nel fine settimana. Agli indagati vengono contestate 300 cessioni di droga che avvenivano con un sistema di vedette, appostate per segnalare l’eventuale presenza o arrivo delle forze di polizia, attraverso dei segnali convenzionali. Le basi logistiche e i nascondigli delle sostanze stupefacenti erano il muraglione del Castello di Barletta, la segnaletica stradale, le grondaie e le cassette postali delle abitazioni del centro storico e gli incavi delle tubazioni dell’acquedotto pugliese. Nel corso delle indagini i militari hanno sequestrato 12 kg di marijuana, per un valore di circa 50.000 euro, e arrestato in flagranza di reato nove persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di concorso nella detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

2 pistole scacciacani, oltre 5 chili e mezzo di eroina e contanti I “Baschi Verdi” della Compagnia Pronto Impiego di Brindisi hanno effettuato un intervento all’interno di una ex officina meccanica, sita a Oria. Insospettiti dal nervosismo manifestato dal proprietario durante gli accertamenti sulla documentazione e sui macchinari, i militari hanno deciso di controllare in maniera più accurata il locale e procedere ad una vera e propria perquisizione di iniziativa per la ricerca di sostanze stupefacenti. In un primo momento, l’attività ha consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro 2 pistole scacciacani, oltre 5 chili e mezzo di eroina suddivisa in 5 panetti celati in un sottoscala tra scatoloni e pezzi di ricambio, 0,6 grammi di cocaina e 1.900 euro in banconote di piccolo taglio. Successivamente, il cane antidroga Ghigo ha segnalato in maniera energica al suo conduttore la presenza di sostanza stupefacente dietro il portone di un box utilizzato come magazzino. Estendendo la perquisizione anche a tale locale sono stati individuati altri 21 kg di marijuana ed ulteriori 3,4 grammi di eroina. Il proprietario del locale è stato tratto in arresto.

Diverse persone indagate per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti E’ in corso a Brindisi e provincia un’operazione dei carabinieri per l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta della Direzione Distrettuale antimafia, nei confronti di diverse persone indagate per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

Due arresti della polizia a Bari Trasportavano, a bordo di un furgone con targa estera, oltre cinque chili e mezzo di eroina e cocainae otto pacchetti di banconote di vario taglio per oltre 70.000 euro. Due albanesi di 42 e 21 anni sono stati arrestati dalla polizia al casello autostradale Bari Nord della A14, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente. La droga era nascosta in alcuni furgoni nei quali si trovava del cibo maleodorante, escamotage utilizzato dai trafficanti per nascondere la sostanza stupefacente ai cani antidroga. 

Ritrovato materiale per confezionamento e 4mila euro in contanti Droga ed esplosivi sono stati trovati dai carabinieri a Bisceglie, nell’abitazione di una donna di 68 anni e del figlio 37enne. Recuperati oltre 100 grammi di hascisc e cocaina, in parte già confezionati in dosi pronte per essere vendute. Nel ripostiglio, invece, i militari hanno scoperto ordigni rudimentali di diverso tipo e peso, tanto da rendere necessario l’intervengo degli artificieri. Madre e figlio sono stati arrestati.

Tra gli acquirenti c’erano anche numerosi minori Sgominata una centrale dello spaccio nel centro di Alberobello. I carabinieri hanno arrestato 4 persone accusate di aver gestito il fiorente mercato della droga nella capitale dei trulli. Ai “clienti” offrivano ogni tipo di sostanza stupefacente: cocaina, eroina, hashish, marijuana, ketamina e metadone. Stando alle indagini, coordinate dalla Procura di Bari, tra gli acquirenti c’erano anche ragazzini che, eludendo le norme anticovid vigenti nel periodo della pandemia, arrivavano anche dai comuni vicini per acquistare la droga.

Avrebbero abusato di una quindicenne, costretta ad assumere un cocktail di farmaci e droga Con l’accusa di violenza sessuale e spaccio di droga due ragazzi all’epoca dei fatti minorenni sono stati rinviati a giudizio davanti al Tribunale dei Minorenni di Lecce. Il fatto risale al maggio 2019 quando secondo l’accusa i due nel corso di un festino svoltosi in una casa di comune del Nord Salento, avrebbero costretto una ragazzina di 15 anni loro amica ad assumere un cocktail di farmaci (tranquillanti) e cocaina per poi ,approfittare dello stato di stordimento sopravvenuto, abusarne sessualmente . i due ragazzi , all’epoca 17enni hanno sempre affermato che quanto accaduto non fosse frutto di una costrizione ma di una partecipazione consenziente da parte della presunta vittima che si è costituita parte civile nel procedimento.

Nei quartieri periferici Paolo VI e Salinella Due persone in carcere, Umberto Duchetti di 39 anni e Ivan Fiorino di 47’ più altre sei ai domiciliari e 21 indagati. Questo il bilancio di un’operazione condotta stanotte dai carabinieri di Taranto in esecuzione di un’ordinanza della magistratura. Tutti sono accusati a vario titolo di spaccio di stupefacenti nei quartieri periferici Paolo VI e Salinella.

Annullata, senza rinvio, la sentenza a carico di Vito Martiradonna e di altri sei imputati La sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato, senza rinvio, la sentenza dicondanna per narcotraffico a carico di Vito Martiradonna, noto con il soprannome “Vitino l’Enel”, e di altri sei imputati che furono condannati dalla Corte d’appello di Bari a pene complessive per oltre 50 anni di reclusione. Ne da’ notizia l’avv. Dario Vannetiello che ha composto il collegio difensivo.A Martiradonna erano stati inflitti 13 anni di reclusione dal Tribunale di Bari il 20 maggio 2020. Nel giudizio di secondo grado, il 13 settembre 2021, sia per Martiradonna sia per i coimputati le pene furono ridotte ma fu confermato l’impianto accusatorio relativo all’esistenza di un’associazione per delinquere dedita al narcotraffico. “In attesa del deposito della motivazione sembra – afferma l’avv. Vannetiello – che fra i motivi dell’annullamento ci sia la prescrizione del reato di associazione dedita al narcotraffico”.

Vittima un tredicenne di Cerignola. Arrestati tre ventenni Gli abusi sarebbero avvenuti all’interno di un box nell’ottobre scorso. Servizio di Matteo Spada

Lucera, tre arresti per droga

Sequestrati 330 grammi di hashish, marijuana e cocaina Tre persone sono state arrestate dalla Guardia di Finanza di Lucera nel corso di un’operazione antidroga che

Taranto: due arresti per spaccio

Nei quartieri periferici Paolo VI e Salinella Due persone in carcere, Umberto Duchetti di 39 anni e Ivan Fiorino di 47’ più altre sei ai

Drogata e violentata dal branco

Vittima un tredicenne di Cerignola. Arrestati tre ventenni Gli abusi sarebbero avvenuti all’interno di un box nell’ottobre scorso. Servizio di Matteo Spada

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