cm-rooms-and-apartments-sogg-colonna-suites-giugno
maldarizzi-automotive

Tgnorba

Telenorba

deliziosa

carcere

La Procura ha chiuso l’inchiesta sui disordini nel carcere di Bari avvenuti la sera del 17 agosto scorso. Sono tre i detenuti destinatari di un avviso di conclusione delle indagini preliminari, a firma del pm Silvia Curione. Fra loro anche un giovane cittadino di nazionalità nigeriana con problemi psichiatrici, ora internato nella Rems di Spinazzola. Le accuse contestate a vario titolo sono quelle di lesioni personali, danneggiamento, interruzione di pubblico servizio e resistenza a pubblico ufficiale.Quella sera, due detenuti tolsero ad un agente della polizia penitenziaria le chiavi della sezione, per poi liberare il cittadino nigeriano ed istigarlo a picchiare il poliziotto, aggredito dai tre con calci e pugni. Gli indagati avrebbero poi distrutto un tavolo di legno, impugnando ciascuno una gamba del mobile e percorrendo i corridoi al fine di aizzare alla rivolta gli altri detenuti.

Massimo Calò, 52 anni, era detenuto nel al San Nicola ed era stato ricoverato dopo un malore. Aveva detto di essere caduto dal letto Potrebbe essere stato aggredito in carcere Massimo Calò, il detenuto leccese morto lo scorso 4 febbraio al Vito Fazzi di Lecce. Era stato ricoverato dopo un malore causato, pare, da una caduta dal letto avvenuta giorni prima. L’ipotesi di un’aggressione si sta facendo largo in queste ore sui social dove sono comparsi dei post poi rimossi, in cui si fa riferimento ad una moka, una caffettiera con cui la vittima sarebbe stata colpita al capo durante un litigio avvenuto all’interno della sezione dov’era detenuto. Il colpo sferrato con violenza gli avrebbe procurato un vasto ematoma e l’emorragia interna sopravvenuta qualche giorno dopo. Calò aveva riferito ai medici di essersi procurato l’ematoma cadendo dal letto della sua cella. Ad avvalorare l’ipotesi sarebbe anche l’autopsia effettuata lo scorso 12 febbraio che ricondurrebbe l’ematoma interno ad un violento trauma subito. 

Rilevato il problema della carenza d’organico tra gli agenti Servizio di Alessandro Boccia;

Massimo Calò, 54 anni, è deceduto nell’ospedale Vito Fazzi. La Procura di Lecce indaga per omicidio colposo a carico di ignoti La Procura di Lecce ha aperto un fascicolo d’inchiesta per la morte Massimo Calò, 53 anni, detenuto nel carcere di Borgo San Nicola e deceduto il 4 febbraio all’ospedale Vito Fazzi. L’accusa è di omicidio colposo a carico di ignoti. La morte è sopraggiunto in seguito ad un’emorragia interna. Secondo i familiari che hanno presentato denuncia, potrebbe essere stata causata da una caduta dal letto nella sua cella avvenuta qualche giorno prima. Il detenuto cadendo avrebbe sbattuto la testa riportando un ematoma interno che sarebbe stato però sottovalutato dal personale sanitario del carcere che non avrebbe predisposto alcun tipo di accertamento. Il magistrato inquirente ha disposto l’autopsia per il prossimo 12 febbraio.

I fatti contestati sono avvenuti da marzo a dicembre del 2023. Ancora da chiarire le modalità con cui i telefonini sarebbero entrati in carcere. Quarantuno persone, alcune delle quali ancora detenute presso la casa circondariale di Brindisi, sono indagate per accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione, ovvero di aver disatteso al divieto di introdurre, detenere o utilizzare telefoni cellulari in carcere. Che prevede una pena da un minimo di uno a un massimo di quattro anni di reclusione. Le indagini della Polizia penitenziaria coordinate dalla Procura di Brindisi , erano partite dopo il ritrovamento e sequestro di un microtelefono in una cella del penitenziario. Da quanto accertato, durante il soggiorno in carcere i 41 indagati, raggiunti da un avviso di conclusione delle indagini, dalla loro cella avrebbero avuto, con i telefonini introdotti in modo da eludere i controlli, numerose conversazioni, non solo con i propri familiari. I fatti contestati sono avvenuti da marzo a dicembre del 2023. Ancora da chiarire le modalità con cui i telefonini sarebbero entrati in carcere.

Il giovane salentino, in arte Saraso, ha raccontato a “Mattino Norba” la sua storia, fatta di difficoltà ma anche di un convinto riscatto. Oggi in uscita il suo primo brano con video Servizio di Maurizio Spaccavento Intervista ad Alex Spedicato

Il sottosegretario alla giustizia, Andrea Delmastro, ha sottolineato che queste assunzioni fanno parte di un piano del governo per potenziare la polizia penitenziaria 25 i nuovi agenti sono stati assegnati alle carceri di Foggia, San Severo e Lucera per rafforzare gli organici e migliorare le condizioni lavorative. Il sottosegretario alla giustizia, Andrea Delmastro, ha sottolineato che queste assunzioni fanno parte di un piano del governo per potenziare la polizia penitenziaria. Il deputato Giandonato La Salandra ha definito l’assegnazione una “boccata d’ossigeno” per il personale degli istituti penitenziari da tempo messi a dura prova a causa del sovraffollamento di detenuti e carenza di agenti.

L’episodio è avvenuto nell’abitazione dell’aggressore; la vittima è stata accoltellata alla gola La Polizia di Stato ha arrestato un 52enne di Bitonto perché ritenuto il presunto autore del tentato omicidio un 22enne avvenuto il 16 ottobre scorso. L’aggressione sarebbe avvenuta nell’abitazione del 52enne: lo avrebbe accoltellato alla gola al culmine di un litigio per futili motivi. Il ragazzo è stato soccorso dal 118 e ricoverato nel Policlinico di Bari, è tornato a casa da poco ma ci vorrà del tempo prima che possa rimettersi del tutto. L’aggressore è stato bloccato e condotto in carcere.

L’associazione punta alla rieducazione dei detenuti attraverso attività culturali Servizio di Guglielmina Logroscino, riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo

La struttura in cui si applicano misure alternative alla detenzione, sempre più simbolo di riscatto sociale e redenzione Servizio di Giuseppe Capacchione Int don Riccardo Agresti, responsabile Masseria San Vittore

E’ la richiesta fatta da un gruppo di detenute al vicepresidente del M5S Mario Turco Servizio di Annamaria Rosato

Lo ha stabilito il Gip di Trani Zeno. Per loro l’accusa è di omicidio con l’aggravante della premeditazione Il gip del tribunale di Trani Domenico Zeno ha convalidato i fermi di Nicola Pilato e dei figli Gabriele e Savino, ritenuti i responsabili in concorso dell’omicidio di Nicola Manzi, il 55enne freddato la sera dello scorso 16 dicembre mentre era davanti alla sua abitazione in via Nicola Salvi alla periferia di Corato. Sono rispettivamente cognato e nipoti della vittima, per loro l’accusa è di omicidio con l’aggravante della premeditazione. Non convalidato invece il fermo di Marianna Balducci, che va ai domiciliari con il braccialetto elettronico, la moglie del 55enne che, secondo quanto è stato ricostruito sulla base delle immagini di una telecamera dell’impianto comunale di videosorveglianza, avrebbe esploso dei colpi di arma da fuoco, con una pistola forse del marito, verso Nicola Pilato e i figli giunti sul posto a bordo di una Volkswagen Golf. Manzi è morto all’interno di un’ambulanza del 118, inutili i tentativi di rianimarlo. Rimasto ferito gravemente il fratello Michele, quella sera in compagnia della vittima e di sua moglie, al momento ricoverata presso l’ospedale “di Venere” di Bari.

L’iniziativa si chiama “Prima Persona Plurale” Servizio di Stefania Congedo; intervista a Cecilia Maffei (Fermenti Lattici Aps); riprese e montaggio di Afrune

Tra i presenti anche Valerio Zelli degli Oro, formatore musicale dell’iniziativa Servizio di Fabrizio Sereno; interviste a Valerio Zelli, frontman Oro; Giulia Magliulo, direttrice carcere di Foggia

E’ la filosofia del Brand Made in Carcere, nato nel 2007 Servizio di Pamela Spinelli;

Detenuti coinvolti in un percorso formativo multidisciplinare mirato ad accrescere le loro competenze tecniche e personali Servizio di Pamela Spinelli; riprese e montaggio: Donato Colazzo; interviste e Valentina Meo Evoli (Direttore carcere di Brindisi); Roberta Casaluci (Ente di Formazione Dea Center) 

La denuncia dal sindacato Osapp Un agente di polizia penitenziaria del carcere di Bari è stato aggredito da un detenuto con problemi di natura psichiatrica. La denuncia del nuovo caso di aggressione arriva dal sindacato Osapp. L’aggressione è avvenuta sabato scorso e sarebbe partita dal rifiuto del detenuto di assumere una terapia nuova. Il sindacato chiede nuovamente al Governo di intervenire. Il segretario generale aggiunto dell’Osapp, Pasquale Montesano chiede al governo di “aprire un tavolo di confronto permanente per discutere di riforme, organici, equipaggiamenti e di sovraffollamento detentivo”

Con l’utilizzo di sistemi informatici, compatibili con la presenza in un istituto penitenziario, si potrà accedere anche a testi presenti in altre strutture Servizio di Pamela Spinelli; montaggio di Donato Colazzo; intervista a Valentina Meo Evoli (direttore Casa Circondariale di Brindisi)

Il boss della mafia garganica era evaso calandosi dal muro di cinta

Iniziativa promossa dalla Onlus “Il Carcere Possibile” Servizio di Linda Cappello; interviste a Valeria Pirè, direttrice carcere Bari; avv. Virginia Ambruosi, delegato Bari ass. Carcere Possibile;

Bari: concerto rock in carcere

Iniziativa promossa dalla Onlus “Il Carcere Possibile” Servizio di Linda Cappello; interviste a Valeria Pirè, direttrice carcere Bari; avv. Virginia Ambruosi, delegato Bari ass. Carcere

deliziosa
deliziosa