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L’attività dei militari si inserisce nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Trani . Sono in corso da parte dei carabinieri perquisizioni nella sede di una impresa che si occupa, in appalto, della manutenzione del verde a Bisceglie. L’attività dei militari si inserisce nell’ambito dell’inchiesta aperta dalla Procura di Trani e finalizzata a fare chiarezza sulla morte di Alicia Amoruso, la 12enne travolta e uccisa da un pino sradicato dal vento lo scorso 13 aprile. L’inchiesta, aperta per concorso in omicidio colposo, conta cinque indagati.

Lunedì i funerali a Bisceglie. La ragazza si era trasferita in provincia di Brindisi da poco perché esigenze lavorative . Saranno celebrati il 4 maggio alle 15.30 a Bisceglie i funerali di Samantha Lacedonia, la 21enne morta in seguito ad un incidente stradale avvenuto sulla provinciale tra Ostuni e Ceglie Messapica. La procura di Brindisi intanto ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale. La ragazza, che si era trasferita da poco in provincia di Brindisi, era al suo primo giorno di lavoro e si stava recando in un locale di Ostuni quando si è scontrata con una Mercedes guidata da un 83enne. Il pm ha disposto il sequestro dei mezzi. 

Il 62enne era il direttore di sala, nessun precedente. Il bersaglio sarebbe stato il titolare. La quasi matematica certezza che non fosse la vittima il vero obiettivo del commando, almeno tre persone, incappucciate, arrivate a bordo di un’auto svanita nel nulla. Hanno esploso, alla presenza dei clienti, diversi colpi di arma da fuoco all’interno del ristorante Spaghetteria numero 1, in via Mauro Storelli, nel cuore di Bisceglie. Il 62enne Angelo Pizzi, secondo quanto ipotizzato dai carabinieri, si sarebbe trovato senza colpa sulla direttrice dei proiettili. Lavorava all’interno, era il direttore di sala, nessun precedente. Una persona “mite, seria sul lavoro e onesta. Mai un problema con la giustizia”. Così, è stato descritto dai suoi familiari e dai colleghi. I killer cercavano un’altra persona, evidentemente; un affiliato, trapela da fonti inquirenti, ad uno dei clan rivali di Bari, che ha ormai stabilito a Bisceglie una nuova roccaforte. Sullo sfondo, emerge, ci sarebbe la faida tra i Capriati e gli Strisciuglio, un episodio collegato all’omicidio di Filippo Scavo avvenuto nella notte tra il 18 e 19 aprile scorsi nella discoteca Divinae club e alle sparatorie degli ultimi giorni nel capoluogo pugliese. Le indagini sono coordinate dalla direzione distrettuale antimafia di Bari.  Il vero bersaglio di chi ha premuto il grilletto, secondo gli investigatori, sarebbe il titolare del ristorante, un 40enne con diversi precedenti e in qualche modo vicino ad uno dei clan di spicco della criminalità organizzata barese. L’uomo, come tutti i dipendenti del locale, è stato ascoltato dagli investigatori e sarebbe stato egli stesso a dirsi convinto di essere il vero obiettivo dei killer. Nel ristorante non c’erano molti clienti, cinque in tutto, che si trovavano in una saletta attigua: hanno sentito solo il rumore dei colpi ma non hanno assistito al delitto. Il ristorante è stato messo sotto sequestro mentre il corpo del 62enne, che lascia una compagna e una figlia, è a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La vittima, incensurata, lavorava nel locale: indagini su possibile agguato mirato o su un errore. Si chiamava Angelo Pizzi, 62 anni, l’uomo incensurato ucciso nella serata di oggi all’interno di un ristorante di Bisceglie, in via Gramsci. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, all’interno del locale sarebbero stati esplosi tra i 14 e i 15 colpi di pistola. La vittima, che faceva parte del personale del ristorante, è stata colpita mortalmente durante l’agguato. I clienti presenti al momento della sparatoria non sono rimasti feriti, ma sono sotto choc per quanto accaduto. Le forze dell’ordine stanno lavorando per chiarire la dinamica dell’omicidio e non escludono alcuna ipotesi. Tra le piste al vaglio, quella di un’azione mirata: secondo indiscrezioni, il possibile obiettivo potrebbe essere stato il titolare del locale, ritenuto vicino ad ambienti già noti alle forze dell’ordine, ma al momento non ci sono conferme ufficiali. Gli inquirenti stanno inoltre verificando un possibile collegamento con la sparatoria avvenuta lo scorso 19 aprile nella discoteca “Divinae Club” di Bisceglie, in cui perse la vita il 42enne Filippo Scavo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, gli agenti della Questura di Andria e il personale sanitario del 118. L’area è stata transennata per consentire i rilievi e la raccolta di elementi utili alle indagini. In corso anche l’acquisizione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza del ristorante.

L’operazione dei carabinieri. I carabinieri di Bisceglie hanno arrestato un 17enne per detenzione di sostanze stupefacenti e di arma da sparo. Nell’abitazione del minore sono stati scoperti 300 grammi di cocaina, 1 chilo di hashish e 2300 euro ritenuti provento dell’attività illecita. I carabinieri hanno sequestrato anche una pistola, un giubbotto antiproiettile e un passamontagna.

Spiegano che dal 14 aprile, all’indomani della morte della 12enne Alicia Amoruso, schiacciata sotto il peso di un pino in via Veneziano, sono stati decimati diversi esemplari. No alla mattanza degli alberi a Bisceglie. Lo chiedono le associazioni ambientaliste dopo che l’amministrazione comunale, all’indomani della morte di una bambina di 12 anni, Alicia Amoruso, sta provvedendo al taglio degli esemplari ritenuti a rischio. Intervista a Mauro Sasso, portavoce associazioni ambientaliste

Hanno tra i 16 e i 17 anni. Sono tutti originari di Bisceglie e hanno un’età compresa tra i 16 e i 17 anni i quattro minori arrestati dalla polizia, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Bari, perché ritenuti responsabili della rapina commessa a bordo di un treno regionale. I fatti risalgono allo scorso 28 febbraio, quando i quattro ragazzi, dalla stazione di Trani, sarebbero saliti a bordo di un treno che percorreva la tratta Foggia-Bari e avrebbero da subito preso di mira un giovane passeggero: la vittima sarebbe stata dapprima minacciata e accerchiata, quindi aggredita fisicamente e rapinata del cellulare e di una collanina d’oro. All’arrivo alla stazione di Bisceglie, la vittima è riuscita a divincolarsi e ad allertare il 112 tramite il telefono di un viaggiatore. I quattro minori dovranno rispondere, a vario titolo e in concorso tra loro, di violenza privata, rapina e lesioni personali.

I nerazzurri puntano la Coppa Italia . Promozione sicura in serie D per il Bisceglie, che non deve attendere la finale di Coppa Italia in programma a maggio. Il Montecchio ha infatti vinto l’eccellenza marchigiana e quindi, anche in caso di sconfitta nella finale, i nerazzurri sono sicuri di disputare il prossimo campionato di D. Una stagione da incorniciare per il tecnico Di Meo e per i suoi ragazzi che, adesso, cercheranno di portare in Puglia anche il prestigioso trofeo nazionale.

Nella discoteca ci sarebbe stato almeno un altro uomo armato oltre al killer che ha sparato quattro colpi. Spari che hanno scatenato il panico tra gli avventori ma non ci sono stati altri feriti. Sono stati già identificati una decina dei partecipanti alla lite scoppiata la notte tra sabato e domenica nella discoteca Divine Club di Bisceglie. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Trani e della tenenza di Bisceglie, coordinati dalla Dda di Bari che indaga per omicidio con l’aggravante mafiosa, nel locale si sarebbero fronteggiati due gruppi, pare tutti baresi. Uno degli aggressori, per eludere i controlli con il metal, sarebbe uscito da un ingresso secondario, avrebbe recuperato le armi, sarebbe rientrato dallo stesso ingresso e avrebbe fatto fuoco insieme ad un complice. La vittima si chiamava Filippo Scavo, 42 anni, ritenuto elemento di spicco del clan Strisciuglio. L’uomo è stato ucciso da un proiettile calibro 7,65 che lo ha colpito alla base del collo. Nella discoteca ci sarebbe stato almeno un altro uomo armato oltre al killer che ha sparato quattro colpi. Spari che hanno scatenato il panico tra gli avventori ma non ci sono stati altri feriti. Sono stati ascoltati il gestore del locale e gli addetti alla sicurezza. Parte della discoteca è stata sottoposta a sequestro per consentire i rilievi del reparto scientifico dei carabinieri, che hanno acquisito anche i video delle telecamere di sorveglianza. Scavo è arrivato già morto al Pronto soccorso dell’ospedale di Bisceglie. In tasca aveva molti soldi in contanti, potrebbe trattarsi di provento di spaccio. Anche perché Tra le ipotesi all’origine dell’agguato mortale potrebbe esserci un regolamento di conti legato alla droga. Scavo era stato condannato definitivamente per fatti risalenti al 2019 ed era tornato libero da circa un anno. Il suo nome figurerebbe anche in numerosi atti giudiziari della Dda di Bari relativi a episodi degli ultimi anni che hanno visto protagonisti esponenti di clan baresi fronteggiarsi in locali e discoteche. “È un fatto gravissimo, che colpisce e che preoccupa tutta la comunità. Tocca a tutti noi, con pazienza, provare a rimettere insieme i pezzi” scrive sui social il sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano, commentando l’omicidio. “Bisceglie è una città ferita da giorni difficili”, aggiunge il primo cittadino. il riferimento è alla morte della 12enne Alicia Amoruso, travolta e schiacciata da un pino sradicato dal vento lo scorso 13 aprile, e al femminicidio di Patrizia Lamanuzzi a cui è seguito il suicidio del marito, Luigi Gentile, che mercoledì scorso avrebbe prima tentato di strangolarla per poi buttarla dal balcone. “Bisceglie è fatta di persone perbene che affrontano le difficoltà senza cercare scorciatoie. Dobbiamo rimetterci in piedi – conclude Angarano – Non servono grandi parole, ma responsabilità e presenza”

. La vittima è Filippo Scavo, 43 anni, con precedenti penali, del rione barese di Carbonara, ritenuto elemento di spicco del clan Strisciuglio. Almeno due le persone armate che avrebbero esploso quattro colpi di pistola contro la vittima, sorpreso alle spalle, uno dei quali lo avrebbe attinto al collo. L’uomo, soccorso dal 118, è deceduto all’arrivo nell’ospedale di Bisceglie. Gli spari hanno scatenato il panico tra gli avventori, per fortuna senza creare feriti. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Trani e della tenenza di Bisceglie, coordinati dalla Dda di Bari che indaga per omicidio con l’aggravante mafiosa, all’interno del locale si sarebbero fronteggiati due gruppi, pare tutti baresi. Sarebbe scoppiata una lite. Uno degli aggressori, per eludere i controlli con il metal detector, sarebbe uscito da un ingresso secondario, avrebbe recuperato le armi, sarebbe rientrato dallo stesso ingresso e avrebbe fatto fuoco insieme ad un complice. Sul posto sono tornati in mattinata i carabinieri, con il comandante di Trani, il capitano Giovanni Capone, la scientifica e la pm di turno della Procura di Bari, Bruna Manganelli. Sono stati ascoltati il gestore del locale e gli addetti alla sicurezza. Ulteriori particolari potranno emergere dalle immagini delle videocamere. Un’area della discoteca è stata sottoposta a sequestro. Tra le ipotesi all’origine dell’agguato mortale non si esclude un regolamento di conti forse legato allo spaccio di droga. Scavo aveva avuto una condanna definitiva nell’ambito di un’indagine del 2019 che portò ad una serie di arresti nel clan Strisciuglio per, tra i reati contestati, associazione mafiosa. Il suo nome figurerebbe anche in numerosi atti giudiziari della Dda di Bari relativi a episodi degli ultimi anni che hanno visto protagonisti esponenti di clan baresi fronteggiarsi in locali e discoteche. Nel 2021 nello stesso locale era stato accoltellato un ragazzo di 25 anni. Motivo per cui all’ingresso principale della discoteca c’è il metaldetector insieme al sistema di videosorveglianza.

Il responsabile del vile gesto è un 46enne di Acireale. Lo avrebbe prima attirato in trappola con un pretesto e dopo lo avrebbe aggredito con estrema ferocia. Il vile episodio è accaduto a Bisceglie, il responsabile è un 46enne di Acireale che è stato arrestato. La vittima un 50enne affetto da grave invalidità al 100%. Secondo quanto accertato dai Carabinieri, la vittima era stata attirata con il pretesto di una pizza in compagnia di amici. L’incontro è avvenuto presso un distributore automatico H24 in via Imbriani. Qui l’azione violenta ha avuto luogo. L’uomo, insieme alla propria compagna avrebbe aggredito ildisabile con estrema ferocia. Il 50enne è stato afferrato per le braccia, schiaffeggiato e infine sbattuto violentemente contro un muro. Durante l’aggressione, l’uomo è riuscito a impossessarsi del portafoglio della vittima, contenente 650 euro, parte della pensione di invalidità appena prelevata. A incastrare l’aggressore sono state le immagini del sistema di videosorveglianza del distributore. Nonostante il timore di ritorsioni, la vittima ha trovato il coraggio di sporgere denuncia ai Carabinieri di Bisceglie.

La messa è officiata dall’arcivescovo di Trani – Barletta – Bisceglie monsignor Leonardo D’Ascenzo: “Vogliamo pregare per Alicia e affidarla al cuore di Dio” ha detto, “La morte, pur dolorosa e drammatica, è il passaggio alla vita eterna del paradiso”. Lutto cittadino a Bisceglie per i funerali di Alicia Amoruso, la 12enne travolta da un albero lunedì scorso mentre tornava a casa da scuola. La chiesa di Santa Caterina è gremita di gente. Intorno al feretro bianco, ricoperto di fiori, magliette e un palloncino a forma di cuore, c’è la sua famiglia: il padre Claudio e la madre Margaret. La messa è officiata dall’arcivescovo di Trani – Barletta – Bisceglie monsignor Leonardo D’Ascenzo: “Vogliamo pregare per Alicia e affidarla al cuore di Dio. La morte, pur dolorosa e drammatica, è il passaggio alla vita eterna del paradiso”. “Non comprendiamo il perché di questa morte, ma affidiamo Alicia alle tue braccia forti. Questo deve essere anche un tempo per capire, per fare piena luce perché quello che è successo non accada più” ha aggiunto Monsignor D’Ascenzo e poi, rivolgendosi agli amici e ai compagni di classe di Alicia, ha detto: “Non dimenticatela mai. La vita è un bene prezioso ma fragile” Bandiere a mezz’asta e manifestazioni pubbliche sospese ma nessun rappresentante dell’amministrazione comunale è presente alle esequie per espressa richiesta dei familiari di Alicia.

Il sindaco ha accolto la volontà dei familiari che hanno chiesto di non avere presenze istituzionali. L’amministrazione comunale di Bisceglie non sarà presente ai funerali della piccola Alicia Amoruso, la 12enne travolta e uccisa da un albero lo scorso 13 aprile. Lo scrive in un post sulla sua pagina Facebook il sindaco Angelantonio Angarano spiegando di voler accogliere la volontà dei familiari che hanno chiesto “che questo momento resti privo di presenze istituzionali”. Lo stesso sindaco, lo ricordiamo, aveva firmato l’ordinanza con la quale è stato proclamato il lutto cittadino. Le esequie avranno luogo oggi 17 aprile nella chiesa di Santa Caterina a partire dalle 16.

Intanto l’inchiesta della procura di Trani procede con l’ipotesi di reato di concorso in omicidio colposo e vede indagate 5 persone. Lo stato dei luoghi, la condizione dell’albero caduto. Se nel tratto di strada, via Veneziano, periferia di Bisceglie, era possibile la circolazione dei pedoni e se ci siano state violazioni sulla manutenzione del verde. In pratica bisognerà valutare la prevedibilità e la evitabilità dell’incidente in cui è morta, schiacciata da un pino, la 12enne Alicia Amoruso lo scorso 13 aprile, durante una giornata di forte vento. L’inchiesta della procura di Trani, che procede con l’ipotesi di reato di concorso in omicidio colposo e vede indagate 5 persone tra dirigenti e funzionari dell’ufficio tecnico e il rappresentante dell’azienda che si occupa del verde pubblico, si muove anche sul versante tecnico ingegneristico. I consulenti nominati, Giuseppe Colangelo e Andrea Pugliese, dovranno verificare se ci sono altre cause preesistenti, simultanee o sopravvenute, idonee ad incidere su quanto è accaduto e sul decesso; oltre che verificare l’idoneità e i tempi delle attività eseguite dalla società investita dei compiti di manutenzione, anche valutando la correttezza della gara di affidamento. Tempo 60 giorni e la relazione tecnica dovrà essere depositata. Intanto oggi, venerdì 17 alle 16 saranno celebrati, nella chiesa di Santa Caterina, i funerali della bambina. Sarà lutto cittadino.

I destinatari sono dirigente, funzionari e istruttori della ripartizione pianificazione, programmi e infrastrutture del comune. Controlli a tappeto, così come gli interventi sui rami pericolanti degli alberi, anche quelli all’interno della scuola “Riccardo Monterisi” frequentata dalla giovane Alicia Amoruso travolta e uccisa da un pino. A Bisceglie è l’operazione che i residenti della zona, oltre che alcuni movimenti civici, attendevano da tempo, più volte avevano denunciato lo stato in cui versano strade e marciapiedi, compresa via Veneziano dove ha trovato la morte la piccola. Agli abbattimenti definiti immotivati si è sempre opposta Legambiente, così come altre associazioni, spiegando che questo non è in contraddizione con la richiesta di controlli, monitoraggi, manutenzione e sostituzioni quando necessarie. In una nota respingono ogni tentativo di strumentalizzazione ribadendo che ogni decisione deve essere fondata su perizie, censimenti, pianificazioni. Intanto la procura di Trani, che ha disposto l’autopsia della 12enne, ha affidato un incarico di carattere ingegneristico tecnico ai professionisti Giuseppe Colangelo e Andrea Pugliese per verificare cause e dinamiche dell’evento che ha determinato il decesso. Contestualmente, come atto dovuto per procedere a questi accertamenti non ripetibili, ha notificatocinque informazioni di garanzia per il reato diomicidio colposo in concorso. I destinatari sono dirigente, funzionari e istruttori della ripartizione pianificazione, programmi e infrastrutture del comune e cioè Giacomo Losapio, Nicola De Cesare, Domenico Cosmai, Mauro Tritto e Silvio Patruno.

Una vicina avrebbe sentito lei urlare prima di precipitare nel vuoto, presumibilmente lanciata da Luigi Gentile che poi si sarebbe tolto la vita. L’ipotesi più accreditata, la più plausibile emerge da fonti investigative, quella secondo cui Luigi Gentile, 61 anni, avrebbe ucciso la moglie, Patrizia Lamanuzzi, di 55 e poi si sarebbe tolto la vita. I due si stavano separando. Entrambi sono stati ritrovati sulla rampa del garage di un condominio di via Vittorio Veneto, a Bisceglie. Una vicina avrebbe sentito lei urlare prima di precipitare nel vuoto, presumibilmente lanciata da Luigi Gentile che poi si sarebbe tolto la vita. Le testimonianze dei vicini di casa

L’incendio nella notte è già la seconda sventura in un mese per la sede nel nord Barese. La scorsa notte è divampato un incendio nel giardino della Caritas di Bisceglie. Le fiamme hanno divorato i mobili all’esterno della struttura e hanno danneggiato una finestra. Proprio il mese scorso la stessa sede aveva subito un furto di alimenti a lunga conservazione. Per ora non si esclude l’origine dolosa. “Non abbiamo paura di questi episodi. Andiamo avanti e non smetteremo di tendere una mano a chi ha bisogno”, ha commentato il volontario Michele Stornelli. Ha poi promesso che le attività non si fermeranno, “il tempo di sistemare tutto e torneremo operativi”.

Si tratta di un atto dovuto per consentire agli indagati di nominare propri consulenti in vista degli accertamenti tecnici urgenti e non ripetibili. Ci sono i primi nomi iscritti nel registro degli indagati per l’ipotesi di omicidio colposo in concorso. Si tratta del dirigente dell’ufficio tecnico comunale, di tre dipendenti dell’ufficio manutenzioni e del legale rappresentante della società che si occupa del verde pubblico in città. Un passaggio, va sottolineato, di natura tecnica: l’iscrizione disposta dal sostituto procuratore Francesco Chiechi è un atto dovuto per consentire agli indagati di nominare propri consulenti in vista degli accertamenti tecnici urgenti e non ripetibili che saranno conferiti questa mattina. Si tratta di verifiche fondamentali che non potranno essere replicate, come l’autopsia e gli accertamenti di natura ingegneristica sul luogo della tragedia e sull’albero crollato, elementi chiave per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e stabilire le cause del decesso della piccola Alicia.

“Alicia vive” è scritto fuori ai cancelli della scuola Riccardo Monterisi. Parenti e insegnanti della bambina di Bisceglie morta travolta da un albero increduli e attoniti. La strada della tragedia è stata sequestrata, l’inchiesta procede con l’ipotesi di omicidio colposo, al momento a carico di ignoti. Interviste a cugina; prof.ssa Lucia Scarcelli, dir. scuola “Riccardo Monterisi”; prof.ssa Loredana Bianco, insegnante di Felicia

Una tragedia che tutti dicono si doveva e poteva evitare. Più volte infatti era stata segnalata la pericolosità dei pini in una zona dove insistono diverse scuole. Come in pellegrinaggio davanti a via Veneziano, periferia di Bisceglie, la strada ora interdetta e sequestrata dove l’albero che ha travolto e ucciso Alicia, una bambina di appena 12 anni, è ancora qui, testimone di una tragedia che tutti dicono, si doveva e poteva evitare. Più volte infatti era stata segnalata la pericolosità dei pini in una zona dove insistono diverse scuole. Un dramma ancora vivo negli occhi di chi c’era quando l’albero è caduto, proprio mentre passava Alicia diretta a scuola per i corsi pomeridiani. Interviste a residenti; testimone e soccorritore

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