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Omicidio in discoteca: Filippo Scavo in tasca aveva molti soldi in contanti

Nella discoteca ci sarebbe stato almeno un altro uomo armato oltre al killer che ha sparato quattro colpi. Spari che hanno scatenato il panico tra gli avventori ma non ci sono stati altri feriti

Sono stati già identificati una decina dei partecipanti alla lite scoppiata la notte tra sabato e domenica nella discoteca Divine Club di Bisceglie. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri della compagnia di Trani e della tenenza di Bisceglie, coordinati dalla Dda di Bari che indaga per omicidio con l’aggravante mafiosa, nel locale si sarebbero fronteggiati due gruppi, pare tutti baresi. Uno degli aggressori, per eludere i controlli con il metal, sarebbe uscito da un ingresso secondario, avrebbe recuperato le armi, sarebbe rientrato dallo stesso ingresso e avrebbe fatto fuoco insieme ad un complice. La vittima si chiamava Filippo Scavo, 42 anni, ritenuto elemento di spicco del clan Strisciuglio.

L’uomo è stato ucciso da un proiettile calibro 7,65 che lo ha colpito alla base del collo. Nella discoteca ci sarebbe stato almeno un altro uomo armato oltre al killer che ha sparato quattro colpi. Spari che hanno scatenato il panico tra gli avventori ma non ci sono stati altri feriti. Sono stati ascoltati il gestore del locale e gli addetti alla sicurezza.

Parte della discoteca è stata sottoposta a sequestro per consentire i rilievi del reparto scientifico dei carabinieri, che hanno acquisito anche i video delle telecamere di sorveglianza. Scavo è arrivato già morto al Pronto soccorso dell’ospedale di Bisceglie. In tasca aveva molti soldi in contanti, potrebbe trattarsi di provento di spaccio. Anche perché Tra le ipotesi all’origine dell’agguato mortale potrebbe esserci un regolamento di conti legato alla droga. Scavo era stato condannato definitivamente per fatti risalenti al 2019 ed era tornato libero da circa un anno. Il suo nome figurerebbe anche in numerosi atti giudiziari della Dda di Bari relativi a episodi degli ultimi anni che hanno visto protagonisti esponenti di clan baresi fronteggiarsi in locali e discoteche.


“È un fatto gravissimo, che colpisce e che preoccupa tutta la comunità. Tocca a tutti noi, con pazienza, provare a rimettere insieme i pezzi” scrive sui social il sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano, commentando l’omicidio. “Bisceglie è una città ferita da giorni difficili”, aggiunge il primo cittadino. il riferimento è alla morte della 12enne Alicia Amoruso, travolta e schiacciata da un pino sradicato dal vento lo scorso 13 aprile, e al femminicidio di Patrizia Lamanuzzi a cui è seguito il suicidio del marito, Luigi Gentile, che mercoledì scorso avrebbe prima tentato di strangolarla per poi buttarla dal balcone. “Bisceglie è fatta di persone perbene che affrontano le difficoltà senza cercare scorciatoie. Dobbiamo rimetterci in piedi – conclude Angarano – Non servono grandi parole, ma responsabilità e presenza”

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