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. Siamo ad Andria, via pendio san Lorenzo, pieno centro. L’abitazione del signor Michele Melillo confina con uno stabile abbandonato, di proprietà della Asl, così come lo era un altro vicino, ora del Comune, mai ristrutturato. Nel 2018 fu lasciato dalle famiglie che ci vivevano e da allora è rimasto chiuso. Le infiltrazioni rischiano di far cedere i muri e lo stabile è diventato un covo di ratti altri animali. Il signor Melillo chiede aiuto 

Sarà inaugurata il 31 maggio, a Vieste, la Casa di comunità, con venti posti letto. E per incentivare l’arrivo di medici del 118, il Comune garganico, capitale pugliese del turismo estivo, metterà a disposizione 120 mila euro. Nuove strutture sanitarie e fondi a disposizione dei medici per prestare servizio a Vieste: sono le novità per la citta garganica per l’estate, periodo in cui si registrano mediamente due milioni di presenze. È ciò che è emerso dall’incontro, a Foggia, tra la direzione generale dell’Asl, l’assessora al Turismo della regione Puglia, Graziamaria Starace, e il presidente della provincia di Foggia, Giuseppe Nobiletti, che è anche sindaco di Vieste. Obiettivo: discutere dei provvedimenti per la Capitanata, in particolare per le zone logisticamente più disagiate, in vista della stagione turistica. Intervista a Graziamaria Starace, ass. Turismo Regione Puglia e Giuseppe Nobiletti, sindaco di Vieste

Sequestrati telefono e computer al 67enne. Avrebbe immortalato con il cellulare 97 donne ignare mentre si sottoponevano a esami tossicologici neibagni di una sede della Asl di Lecce. Per questo un operatore socio sanitario di 67 anni, residente a Cavallino, è indagato per interferenze illecite nella vita privata e detenzione di materiale pornografico, anche con presunti soggetti minorenni. I fatti contestati sarebbero avvenuti nella sede Asl dell’unitàoperativa complessa di via Torre del Parco, a Lecce. Il 25 agosto dello scorso anno un infermiere avrebbe notato l’uomo mentre, durante un controllo tossicologico su una paziente, si avvicinava al monitor collegato alla telecamera interna del bagno e riprendeva con il cellulare le immagini trasmesse sullo schermo. La telecamera, precisano gli inquirenti, sarebbe installata esclusivamente per verificare che il campione di urina venga rilasciato senza interferenze esterne e non avrebbe funzioni di registrazione. Così è scattata una perquisizione nell’abitazione dell’indagato, con il sequestro di telefono e computer. La consulenza tecnica ha consentito di recuperare 97 immagini e un video.

Tra i risultati ottenuti dalle singole aziende sanitarie spicca la Asl di Brindisi, che ha ottenuto un tasso di anticipazione dell’84%. Risultati che vanno ben oltre le più rosee previsioni. In Puglia, il piano sperimentale varato dalla Regione per il recupero delle liste d’attesa nella sanità, fa registrare numeri importanti, uno su tutti: 164.930 le persone complessivamente contattate per il recupero delle prestazioni prenotate. Il risultato è stato raggiunto in appena tredici settimane di attività. Nello specifico si tratta di 150.461 visite ed esami e 14.469 ricoveri ospedalieri.  Dal report della Regione emerge anche che per le prestazioni urgenti si è ottenuto un anticipo medio di 143 giorni, per le prestazioni brevi l’anticipo in media è stato di 129 giorni, per le prestazioni programmabili di 83 giorni e per le prestazioni differibili di 77 giorni. Tra i risultati ottenuti dalle singole aziende sanitarie spicca la Asl di Brindisi, che ha ottenuto un tasso di anticipazione dell’84%. fa bene anche la Asl di Taranto con il 70,4%; la Asl di Bari è al 63% di prestazioni anticipate rispetto alla prenotazione iniziale.  Buoni anche i dati degli istituti di ricerca. All’oncologico Giovanni Paolo II di Bari il piano è stato incentrato sui ricoveri chirurgici: eseguiti 736 interventi, raggiungendo il 67% del target. Il De Bellis di Castellana Grotte, nell’ambito dell’endoscopia digestiva, ha eseguito il 100% delle prestazioni preventivate.

Il paradosso delle liste d’attesa. Una donna di Taranto deve sottoporsi ad un intervento urgente. La Asl la chiama dopo 3 anni. Per fortuna la signora Annalisa oggi sta bene, ma se avesse aspettato la chiamata della Asl di Taranto, dopo 3 anni, chissà quali conseguenze avrebbe riportato. A febbraio del 2023 la paziente arriva al pronto soccorso per un grave problema ginecologico. Attende circa 19 ore per tutti gli accertamenti. Le dicono che deve operarsi con urgenza. La inseriscono in lista d’attesa. La richiamano per l’intervento dopo 3 anni e 3 mesi. Intervista a Annalisa Fanelli

La signora Annalisa dopo un mese ha deciso di rivolgersi ad una clinica privata, pagando di tasca propria per operarsi. Il paradosso delle liste d’attesa. Una donna di Taranto deve sottoporsi ad un intervento urgente. La Asl la chiama dopo 3 anni. Intervista ad Annalisa Fanelli

E’ stato siglato un accordo tra la Asl e le organizzazioni di categoria. Tra gli ambienti di lavoro più complessi dove il rischio fa parte della quotidianità. Condizioni variabili, dicono a Molfetta parlando del settore della pesca, spazi ridotti sulle imbarcazioni, ritmi intensi, esposizione prolungata ad agenti atmosferici, ma anche cadute in mare, gestione delle emergenze. La direzione generale della Asl di Bari ha stretto un accordo con le principali organizzazioni della pesca e del lavoro marittimo. Intervista a Luigi Fruscio, dir. gen. Asl Bari, Giorgio Di Leone, coord. Spesal Asl Bari e Giuseppe Gesmundo, Assopesca- Federpesca

A Brindisi portata a termine un’operazione “di altissimo valore umano e civile”. Nella notte, all’ospedale Perrino di Brindisi è stato effettuato un prelievo multiorgano da una donna che in vita aveva espresso la volontà di voler donare. Ad operare è stato un team di chirurghi provenienti dal Policlinico di Bari e dal Cardarelli di Napoli, affiancando i medici del presidio brindisino. L’équipe è stata coordinata dalla dott.ssa Ada Patrizio. Il prelievo si è concluso intorno alle 7 di mattina. Il direttore generale dell’Asl di Brindisi Maurizio De Nuccio si è detto “grato per il gesto di straordinaria generosità della donatrice e della sua famiglia”. Il direttore ha concluso rimarcando “professionalità, competenza e sensibilità di medici, infermieri ed operatori”.

Oltre a seguire la terapia a casa, saranno coinvolte anche i pazienti delle Rsa, hospice o case di comunità. La Asl di Taranto potenzia il servizio di dialisi domiciliare assistita riducendo notevolmente i disagi a circa 30 pazienti con insufficienza renale cronica. Sono state individuate cinque attività. I primi due lotti del progetto, che ha durante triennale, riguardano l’emodialisi domiciliare assistita, il terzo l’emodialisi alberghiera, il quarto la teledialisi che consente ai medici di seguire con modalità telematica la terapia ed infine l’assistenza alla dialisi peritoneale. La Asl di Taranto è uno dei primi centri in Puglia ed in Italia ad offrire questo servizio di prossimità. Oltre a seguire la terapia a casa, saranno coinvolte anche i pazienti delle Rsa, hospice o case di comunità. La spesa della Asl è di quasi 6 milioni di euro per i prossimi 3 anni

Il dato è emerso ieri a Roma durante il tavolo tecnico di verifica. Una manovra correttiva da lacrime e sangue con l’aumento delle tasse per coprire il buco nei conti della sanità pugliese. È lo scenario confermato ieri 10 marzo dopo il tavolo tecnico tenuto a Roma tra la regione Puglia e i Ministeri di salute e finanze. Il deficit 2025 è schizzato a 369 milioni di euro per effetto di una serie di voci negative sui bilanci delle Asl. La mobilità passiva, i viaggi della speranza, da 253 milioni, la spesa farmaceutica fuori controllo, i 21 milioni e mezzo di risarcimenti per le trasfusioni di sangue infetto e circa 30 milioni di investimenti. Ma ad incidere anche il divario tra aumento dei costi e finanziamenti statali. A fronte di un rialzo del 4% per le spese di personale ed energia, il fondo nazionale ha riconosciuto alla Puglia solo l’1%. Senza questo squilibrio il buco si sarebbe assottigliato sui 130 milioni, in linea con quello del 2024. La Puglia, è emerso dal confronto, deve accelerare anche sul programma operativo: interventi su prevenzione, screening oncologici e assistenza territoriale. Nelle prossime settimane continuerà l’interlocuzione con i Ministeri per definire il dato finale del deficit. Entro fine aprile la Regione Puglia deve indicare a Roma le coperture finanziarie. Previsto l’aumento dell’Irpef sui redditi più alti e l’uso del bilancio autonomo, mentre è partita la razionalizzazione della spesa sanitaria per evitare l’anno prossimo di ritrovarsi nelle stesse condizioni.

Il Servizio di Diabetica e Nutrizione Clinica dell’Asl di Lecce si dota di un Fibroscan, strumentazione diagnostica innovativa nella cura all’obesità nell’età pediatrica e nell’adolescente. La dotazione, presentata nel corso di una cerimonia al Vito Fazzi, è frutto di una donazione da parte di “ Cuore e Mani aperte”, l’associazione fondata e presieduta da Don Gianni Mattia, cappellano del nosocomio salentino, dal 2013 impegnata a intercettare le necessità assistenziali e socio sanitarie e a trasformarle in donazioni. L’importanza del Fibroscan è riassunto nei numeri che caratterizzano l’Obesità pediatrica, che riguarda un minore su 4. Una vera e propria malattia da cui è difficile guarire ma con cui si può imparare a convivere. Da qui l’importanza di una diagnosi precoce per prevenire l’insorgenza di complicanze poi in età adulta. Intervista a Don Gianni Mattia, Associazione “Cuore e mani aperte” e al Dott. Stefano Scardia, ambulatorio malattie metaboliche centro obesità Asl/Le

Di seguito i dati dei primi 15 giorni di febbraio. Disordini all’Asl Bt, tra le peggiori in Italia per gravità dei ritardi sulle prestazioni, ad esempio per una colonscopia ci vogliono in media 702 giorni, 310 per una visita ortopedica. Dall’azienda spiegano che l’impegno per il recupero delle liste di attesa è massimo, i progetti sperimentali avviati già nel 2025 hanno dato buoni risultati. Il commissario straordinario Tiziana Dimatteo fa sapere che dal 1 al 15 febbraio sono stati richiamati 3579 pazienti e sono state anticipate 2825 prestazioni mentre i rifiuti sono stati 799.

Una decisione arrivata dopo le divergenze sulla terapia prescritta da alcuni specialisti. Viene eliminata dall’elenco dei pazienti del proprio medico di famiglia alla veneranda età di 94 anni. Venerdì scorso, 30 gennaio, la comunicazione improvvisa da parte della ASL, che annuncia la “ricusazione“, questo il termine tecnico, da parte del medico. Si tratta di un’ipotesi prevista dal codice deontologico, nel momento in cui il medico ritiene che si sia incrinato il rapporto fiduciario. Plausibile che la decisione sia scaturitadopo le divergenze di opinioni sulla terapia da somministrare fra il medico in questione e due specialisti che avevano visitato l’anziana. Intervista a Simona De Lia, figlia della paziente Riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo

Il signor Pieraldo vorrebbe solo sapere se, dopo alcuni aggiornamenti sul suo stato di salute, ha diritto o meno a nuove esenzioni per patologia. La segnalazione di un cittadino di Taranto. Da una settimana prova ad avere un’informazione dalla Asl su una esenzione per patologia, ma niente. Dopo decine di chiamate e di e email, ancora non ha ricevuto risposta: “Nell’era del digitale mi tocca prendere un giorno di ferie e andare allo sportello per una semplice domanda”. Ecco l’odissea del signor Pieraldo Patano.

La famiglia ha già fatto richiesta alla Asl per le cure domiciliari ma non ha ancora avuto risposta. Siamo andati dal commissario Colacicco, il quale ci ha assicurato che si occuperà da subito della vicenda. Vi raccontiamo la storia di un malato oncologico terminale di Sava che, in una lettera, inviata a Ministero, Regione e Asl, chiede di poter credere che anche nella sofferenza debba essere rispettata la dignità di un paziente. Interviste ad Annamaria, moglie di Luciano; Giuseppe D’Adamo, figlio di Luciano

Questo ha consentito di attivare i Servizi di Igiene e Sanità Pubblica per la bonifica delle reti interessate e successivi ricampionamenti e controlli finalizzati ad eliminare il rischio. La legionella è un batterio che prolifera nelle reti idriche ed è in grado di causare un’infezione respiratoria anche molto grave. Per prevenirne la diffusione, la Asl Bari ha avviato un progetto di prevenzione e contrasto rivolto a 1400 strutture ricettive e di accoglienza. E su 15 strutture sottoposte ad analisi, 12 sono risultate positive ai test antilegionella.  Sono stati coinvolti Hotel, b&b ed Rsa. Da luglio a dicembre, il personale Asl Bari ha contattato, informato e controllato centinaia di strutture della provincia di Bari, con l’obiettivo di tutelare la salute di ospiti, pazienti e operatori con ispezioni e campionamento. Su 1.399 strutture contattate, solo 333 hanno aderito trasmettendo i questionari: Rsa (91,1%), Hotel (70%) e B&B (15,16%). Tra queste sono state individuate e sottoposte a controlli 15 strutture (6 RSA, 3 Hotel, 6 B&B). L’esito delle analisi ha fatto emergere valori di concentrazione oltre i limiti in 12 strutture su 15. Questo ha consentito di attivare i Servizi di Igiene e Sanità Pubblica territorialmente competenti per i provvedimenti previsti per legge: bonifica delle reti interessate e successivi ricampionamenti e controlli finalizzati ad eliminare il rischio. Il progetto, fortemente voluto dal Direttore generale Luigi Fruscio, in accordo con il Direttore del Dipartimento di Prevenzione Nicolò De Pasquale, è stato organizzato dal Coordinatore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica (SISP) Francesco Nardulli e dal responsabile della U.O.S.V.D. Igiene Industriale arch. Massimiliano Giuliano.

Medici specialisti saranno in più punti della città per comunicare ai cittadini i vantaggi dei vaccini come forma di prevenzione. Il progetto “Vacciniamo il futuro” è stato avviato da comune e ASL di bari con il sostegno della Regione. Il trend della campagna vaccinale anti influenzale è positivo: finora sono state somministrate 267mila dosi di cui 151mila a over65. Per evitare altre patologie occorre però estendere i vaccini oltre il periodo influenzale Intervistato Filippo Anelli – Presidente Federazione Nazionale Ordini dei medici

Chiesto anche 2 anni e 8 mesi per l’imprenditore Giuseppe Rucci, anche lui accusato di corruzione . La procura di Bari ha chiesto una condanna a 4 anni e 4 mesi di reclusione per la ex funzionaria Asl Concetta Sciannimanico, accusata di associazione per delinquere e corruzione corruzione nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti alla Asl Bari. Il pm Savina Toscani ha chiesto anche 2 anni e 8 mesi di reclusione per l’imprenditore Giuseppe Rucci, anche lui accusato di corruzione. Nel novembre 2024 furono emesse 10 misure di custodia cautelare. L’udienza davanti al gup Isabella Valenzi proseguirà il prossimo 9 dicembre.

Possono essere utilizzate in modalità emergenza, con un semplice click sul petto l’operatore attiva la registrazione che arriva direttamente sul server; oppure in modalità collegamento in tempo reale Intervista al dr. Massimo Leone (direttore del Servizio di Emergenza Territoriale 118)Servizio di Pamela Spinelli

“Episodi intollerabili, sui quali non si può tacere” La Asl di Foggia denuncerà alla magistratura l’aggressione subita dagli operatori del 118 che l’altra sera sono intervenuti per soccorrere una donna in arresto cardiaco, deceduta nonostante un massaggio durato 58 minuti. i parenti della donna hanno colpito gli operatori e danneggiata un’ambulanza. la Asl in una nota rivolge le condoglianze alla famiglia della donna deceduta, ma al tempo stesso sottolinea che non si possono tacere gli episodi di violenza ai danni degli operatori del 118 intervenuti. hanno operato in condizioni estremamente difficili e delicate – si sottolinea nella nota – e viene espressa piena solidarietà, e il ringraziamento per il lavoro svolto con professionalità e dedizione.

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