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Le loro voci al termine del match contro il Genoa. Sono soddisfattissimi i tifosi del Lecce che dopo il triplice fischio del direttore di gara sono rimasti per oltre un’ora all’interno dello stadio Via del Mare ad assistere allo spettacolo pirotecnico per festeggiare la salvezza. Poi al termine dello spettacolo di luci e di colori tutti in centro per festeggiare, inclusi gli ultrà Lecce che hanno dato via ad un corteo che è partito da porta Napoli ed è arrivato in piazza Libertini dove la parte più appassionata e calda del tifo giallorosso si è ritrovata per celebrare una storica permanenza in Serie A. Servizio di Matteo Bottazzo

I giallorossi battono il Genoa e restano in A . Una festa travolgente travolge il Via del Mare e tutto il Salento. Il Lecce batte il Genoa e conquista una storica quarta salvezza consecutiva in Serie A. Un traguardo straordinario conquistato al culmine di una stagione complicata e combattuta fino all’ultimo minuto.  Qui la grande festa giallorossa La partita inizia con qualche minuto di ritardo a causa della fitta nebbia creata dai fumogeni della curva, ma l’attesa rende l’atmosfera ancora più elettrizzante. Il Lecce parte forte e al 7′ fa esplodere lo stadio: Ramadani lancia Cheddira, la cui conclusione viene respinta da Leali; sulla ribattuta si avventa Lamek Banda, che con freddezza firma il gol del vantaggio. I giallorossi insistono e sfiorano il raddoppio prima con lo stesso Banda, murato da Leali, e poi subiscono il brivido del pareggio del Genoa firmato da Frendrup al 39′, fortunatamente annullato per una netta posizione di fuorigioco.Nella ripresa iniziano ad abbassarsi, ma il Lecce dimostra di avere fame. Al 51′ Cheddira supera Leali in uscita ma la sua conclusione, da posizione defilata, si stampa sul palo. Poco dopo è il Genoa a spaventare i padroni di casa con Frendrup, ma un monumentale Falcone esce a valanga e dice di no. La dea bendata volta ancora le spalle ai salentini al 67′, quando Pierotti incorna alla perfezione un cross di Gallo, centrando in pieno la base del palo.I minuti finali sono di pura gioia e festa sugli spalti e in campo. Il Lecce si è salvato e anche nella stagione 2026/27 sarà protagonista in Serie A.

Ci hanno creduto, sperato fino all’ultimo. Fino al 96esimo minuto. Ieri abbiamo seguito la partita Sudtirol-Bari con un gruppo di tifosi in un locale di Bari. Ai nostri microfoni le voci di chi ritiene che la squadra vada seguita e sostenuta anche in serie C e chi dice che bisogna ripartire da zero.

Le parole del ds e l’allenatore nel post partita . Il Bari è in serie C. Il pareggio per 0-0 contro il Sudtirol ha portato la squadra pugliese alla retrocessione. Sentiamo le parole del ds Valerio Di Cesare e di mister Moreno Longo nel post partita ai microfoni di Michele Salomone.

Silenzio della proprietà presente a Bolzano con Luigi De Laurentis sparito al fischio finale. Il Bari retrocede in serie C. Una vergogna al termine di un campionato fra i più fallimentari della storia per numeri e prestazioni offerte. Verrebbe da dire: ci sono riusciti, perché non era facile in un torneo che più mediocre non si può. A Bolzano nel playout di ritorno è svanita anche l’ultima speranza cui si sono aggrappate città e tifoseria sino all’ultimo.  In ragione del pareggio dell’andata, bisognava vincere per evitare il dramma sportivo della retrocessione, ma il Bari ha fallito anche l’ultima chance. Prestazione mediocre se si contano i tiri nello specchio della porta ed anzi è stato proprio il Sudtirol ad andare più vicino al successo con il palo pieno colpito da Molina nel primo tempo ed altre occasioni create compreso un goal giustamente annullato a Pecorino perché viziato da un fallo in origine. È prevalsa la maggiore determinazione insieme alla migliore organizzazione di gioco della squadra altoatesina. Moreno Longo, che continua a difendere il suo operato in modo discutibile, schiera in pratica la stessa formazione della gara d’andata con la sola eccezione di Brounoder al posto di Esteves. Soltanto nel finale l’allenatore si decide a mandare in campo il secondo attaccante Gytkyaer che in una circostanza si vede respingere dal portiere avversario una conclusione pericolosa. Troppo poco per salvare la serie B patrimonio inestimabile per una città in cui il calcio ha valenza anche sociale. Risibili e da un certo punto di vista ed anche irritanti le dichiarazioni post partita di allenatore e direttore sportivo per cercare di giustificare il fallimento.  Silenzio della proprietà presente a Bolzano con Luigi De Laurentis sparito al fischio finale. In realtà l’intera tifoseria spera che si concluda con questa debacle la loro esperienza barese dopo il colpevole tradimento degli impegni presi ad agosto 2018. Delusi i quasi 1000 tifosi presenti in tutti i settori, ma delusa un’intera città che chiede giustizia. È l’ora dei processi che devono farsi per capire come uscire dalla situazione di ostagismo che perdura ormai da qualche anno. È ora che intervenga anche la politica per far capire alla ex famiglia del cinema che ormai sono solo sopportati.

Tifosi sfiduciati e col morale a pezzi . E’ stato sorprendente riscontare che fossero in tanti a crederci, nonostante il campionato disastroso e le 38 giornate vergognose, a voler essere buoni. Il Bari non ha una scossa nervosa nemmeno nella gara di ritorno dei playout contro il Sud Tirol. Letteralmente l’ultima spiaggia per restare in B. Ma nei novanta minuti, i biancorossi confezionano una sola occasione da rete e rischiano il tracollo al 70 esimo quando il Var annulla la rete di Pecorino. L’agonia è solo prolungata. Il match termina 0 – 0: esattamente come nella gara d’andata, gli uomini di Longo non creano una sola occasione da gol e retrocedono in C. Si chiude così il cerchio sulla famiglia De Laurentiis. Scomparsi nel nulla quelli che prevedevano scenari diversi: Serie A, ingresso in Europa dalla porta principale, grandi campioni in festa sotto la curva. Era tutto finto. Il Bari è solo un magheggio per chissà quale scopo, un errore o un peccato di vanità ( essere tra i primi ad aver promosso la seconda squadra ).

Su Telenorba lo speciale di Norba Sport a partire dalle 19,45 . Serata col cuore in gola non soltanto per la tifoseria ma per l’intera città di Bari. A Bolzano col Sudtirol è in gioco la permanenza in serie B che passa necessariamente, per effetto del pareggio registrato nella gara di andata del play out, attraverso il successo con qualsiasi punteggio. A Bari e in provincia ma non solo, questa partita si seguirà e si soffrirà da casa o nei locali perchè è sicuramente la più importante degli ultimi anni. Potrete seguirla anche su Telenorba con uno speciale di “Norba Sport” a partire dalle 19,45. Dicevamo che il Bari per salvarsi dalla retrocessione, che avrebbe effetti devastanti a trecentosessanta gradi, deve vincere e basta. Sarà interessante capire come il tecnico Moreno Longo imposterà la partita sia sul piano squisitamente tattico che tecnico. Conoscendo Fabrizio Castori l’allenatore del Sudtirol, difficilmente punterà soltanto a difendersi rischiando di prendere un gol magari nell’ultima mezz’ora. E il Bari, allora, che farà? Gli allenamenti effettuati a porte chiuse non hanno fatto capire molto circa formazione e modulo. Probabile lo stesso schieramento della gara di andata con la difesa a quattro, anche se snaturata per la presenza di Mantovani sulla destra, 3 centrocampisti, due trequartisti ed il solo Moncini in attacco. Le speranze dei baresi sono tutte legate alla vena dell’ex bresciano e di Rao che sono poi con 11 e 6 reti all’attivo i maggiori realizzatori. A sostenere la squadra ci saranno non meno di mille tifosi a seguito. Seicento nel settore loro riservato, mentre altre centinaia accederanno in ogni spazio utile. Ma come detto i calciatori non potranno non sentire la spinta che arriverà anche dalla lontana Puglia. Ultima annotazione: l’arbitro è La Penna di Roma che diresse anche il successo del Bari per 3-0 nel play out di ritorno con la Ternana di due anni fa che confermò il Bari in serie B.

Il circolo ha deciso di fargli arrivare la divisa sociale. E la Santa Sede ringrazia. Il Tennis Club Trani ha un socio speciale, per ora virtuale: Papa Leone XIV. Pratica e ama il tennis, e così il circolo ha deciso di fargli arrivare la divisa sociale, con tanto di maglietta e pantaloncini. “Lo abbiamo fatto – spiega il presidente Giuseppe De Vincenzo – grazie all’aiuto di un sacerdote nostro iscritto che lavora in Vaticano”. Dalla Santa Sede, a dono ricevuto, è arrivata una lettera di ringraziamento, con gli auguri papali per le attività agonistiche. De Vincenzo spera che un giorno il Papa possa venire lì in visita, e ricorda che anche Sinner era stato in quel circolo, nel 2017.

Un altro grande risultato dopo Roma . E’ un’annata strepitosa per il tennis italiano. Il biscegliese Andrea Pellegrino vince il derby con Marco Cecchinato e accede al tabellone principale del Roland Garros. Uno degli slam su terra più importanti al mondo in programma a Parigi dal 27 maggio al 7 giugno. Pellegrino ha avuto la meglio in due set: 7 – 6 ( 7 – 5 al tie break ) e 6 – 2 nel secondo set. Dopo l’ottima performance degli Internazionali di Roma e il piacere di aver affrontato Jannik Sinner agli ottavi di finale, per lui un’altra occasione di mettersi in mostra nel circuito che conta.

Edizione speciale di Norba Sport a partire dalle 19:45 in tv e sul nostro sito. Tutto in 90 minuti. Il Bari si gioca il suo futuro nell’ultima partita della stagione. Dopo lo 0-0 nella gara d’andata dello spareggio playout, la squadra biancorossa deve vincere a tutti i costi a Bolzano per conquistare la salvezza. Sudtitol-Bari sarà una partita da brividi e noi la seguiremo con uno speciale NorbaSport in onda venerdì 22 maggio a partire dalle 19:45 su Telenorba e su telenorba.it a questo link. Ospiti, collegamenti, commento in diretta e analisi dell’incontro.

La vittoria ad Ancona è per lui una rivincita. Il sogno di una vita interrotto sul più bello, il buio un mese prima del traguardo. Un altro obiettivo raggiunto e un altro sogno ancora tutto da realizzare. È questa la parabola personale e sportiva di Luca Mammolino. Il 34enne di Trani era in procinto di partecipare agli Europei di Powerlifting (era seguito da mister Antonio Mastrolonardo di Capurso). Ma tutto si interrompe 30 giorni prima quando a causa di un grave incidente subisce l’amputazione di un braccio. Sceglie così di scendere in pista con la società “Barletta Sportiva” di Enzo Cascella fino alla medaglia d’oro (l’atleta paralimpico si allena con Porzia Caputi e Sabino Gadaleta). Mammolino, dopo aver trionfato a livello regionale, ha vinto ad Ancona il Campionato Italiano Paralimpico nei 60 metri di corsa. Per lui una rivincita. Qui di seguito il servizio andato in onda ieri sera a Norba Sport

Si chiude una stagione storica per le due formazioni . Un’impresa al limite dell’impossibile. Per passare il turno, il Casarano avrebbe dovuto vincere con 4 gol di scarto a Brescia. I salentini hanno sempre dato l’impressione di essere una squadra senza limiti, ma questo era davvero troppo. Si torna a casa con un pari, 0 – 0, e la consapevolezza di aver dato il massimo in una stagione memorabile. Probabilmente, la gara avrebbe preso una piega diversa se al 35esimo Grandolfo, tutto solo in area di rigore, non fosse inciampato, regalando il pallone a Gori. Da quel momento, la partita si spegne e gli uomini di Di Bari appaiono rassegnati all’eliminazione. Resta la soddisfazione di aver incantato l’Italia del calcio a suon di rimonte, gol e ribaltoni. Abbandona la competizione anche il Potenza, sconfitto per 1 – 0 ad Ascoli. La rete decisiva arriva al 37esimo della ripresa con Chakir. Ai lucani sarebbe servita una vittoria per le semifinali. Anche per il Potenza la stagione è storica. I rossoblù chiudono con un trofeo in bacheca, la Coppa Italia di C, primo nella storia del club. 

Tra pochi mesi si arruolerà in Polizia . Pochi mesi fa chiesero aiuto a Norba Sport. Si rivolsero ai telespettatori chiedendo un piccolo contributo per la stagione agonistica. Nicola De Grecis e Alessandro Colella si sono messi in mostra agli Europei. E per De Grecis si spalancano le porte del gruppo sportivo della Polizia.

Nessuna info sul modulo scelto da Longo . Ancora poche ore e il Bari e i suoi tifosi conosceranno il destino che li attende nella prossima stagione: cioè se un nuovo campionato di Serie B o l’inferno della C. A Bolzano si giocherà la partita decisiva in cui il Bari ha una sola opzione per salvarsi e cioè vincere con qualsiasi punteggio. Molti ricordano che due anni fa nell’identica situazione il Bari riuscì a vincere addirittura per 3 a 0 a Terni cancellando il pareggio della gara di andata del playout. Sono però diversi gli attori sia in campo che in panchina. Fabrizio Castori è uno degli allenatori più esperti non solo della serie B ma del calcio italiano e sa bene come gestire il doppio vantaggio per la sua squadra. Ma il Bari non ha alternative alla vittoria e quindi Moreno Longo deve studiare strategia e uomini giusti per risolvere in suo favore la partita dell’anno. In verita’ in comune con due anni fa c’e’ la designazione arbitrale: sara’ La Penna di Roma a dirigere. Gli allenamenti si svolgono a porte chiuse e non trapela nulla sulle intenzioni del tecnico barese. Molti pensano che insisterà nel modulo con la difesa a quattro, ma con Mantovani a destra, tre centrocampisti due trequartisti e un solo attaccante di ruolo. Tutti concordano sull’impiego del solo Moncini come punta naturale sostenuto sicuramente da Rao ed uno fra Esteves e Pagano. Questo farebbe a pugni con la logica perché il Bari dovendo solo vincere dovrebbe schierare due attaccanti di ruolo. Ma sia Gytkjaer che Cuni non sono stati mai tenuti in considerazione almeno all’inizio delle partite. L’unica cosa certa è che circa mille tifosi baresi, oltre 600 nel settore loro riservato e altre centinaia sparse al Druso sosterranno la squadra sino all’ultimo secondo

Si lavora già per la prossima stagione . Picerno cresce nel segno della continuità. Si continua con lo stesso organigramma societario. Il direttore generale resterà nel club per un altro anno. Lo ha comunicato il club con una nota ufficiale. Sul fascino delle nuove proposte giunte da diverse società di Serie C, alcune delle quali con l’ambizione di compiere il salto tra i cadetti, ha prevalso il rapporto di fiducia e stima che lo lega al patron Donato Curcio, un imprenditore lucano emigrato negli Stati Uniti, ma sempre legato alla terra d’origine. “Nonostante le tante offerte ricevute da altre società, alle quali va il mio personale ringraziamento – ha dichiarato Curcio – ho deciso di continuare questo percorso con senso di responsabilità e con la volontà di dare continuità al progetto Picerno. Ci aspettano nuove sfide che affronteremo con il lavoro quotidiano e con la consapevolezza di voler continuare a crescere e di regalare nuove emozioni e nuovi successi a tutti i tifosi, in primis al nostro presidente”.

Il progetto è stato realizzato con fondi pubblici . Bari e la California sono sempre più vicine. Nasce “Barifornia”, un’attività che promuove sport acquatici e stili di vita sani. Il progetto è stato realizzato con i fondi di impresa possibile.

Cresce l’attesa per la sfida al Genoa . Da domenica sera il Lecce è padrone del proprio destino. Il gol di Stulic, realizzato in pieno recupero al Mapei Stadium, consente ai giallorossi di disputare l’ultima gara di campionato con un punto di vantaggio sulla Cremonese, terz’ultima. Si aprono così scenari meravigliosi nell’immaginario dei tifosi salentini, sempre presenti in massa nelle trasferte autorizzate. Il Lecce sarà salvo per la quarta volta consecutiva in A – un evento storico per il club – se batterà il Genoa. Nel caso in cui la vittoria sfugga, sarà festa solo se i giallorossi otterranno lo stesso risultato della Cremonese, cui spetta il gravoso compito di ospitare il Como, proiettato verso l’Europa. Esiste anche la possibilità che per decidere chi sarà la terza formazione retrocessa dalla A alla B, si ricorra allo spareggio. Il post season prenderà vita solo se Lecce e Cremonese chiuderanno il campionato con gli stessi punti. Intanto, per la sfida al Genoa, ci sono buone notizie per Di Francesco. Prosegue il recupero di Banda e Pierotti. Ed è probabile che rientrino tra i disponibili.

Finale amaro per il Martina . Il Barletta continua la propria corsa nella Poule Scudetto di Serie D e conquista l’accesso alla Final Four della competizione. I biancorossi escono indenni dal difficile campo della Scafatese, strappando un prezioso pareggio per 1-1 al termine di una gara intensa e combattuta. Dopo il vantaggio iniziale dei padroni di casa, la squadra pugliese ha trovato la rete del pareggio con Guadalupi, autore del gol che ha regalato ai suoi la qualificazione. In semifinale sarà sfida ai liguri del Vado.In campo non sono mancati momenti di tensione e nervosismo, con animi spesso accesi nel corso dei novanta minuti. Sugli spalti, però, il clima è stato segnato soprattutto dalla commozione. Entrambe le tifoserie hanno infatti voluto ricordare uno storico ultras del Barletta, scomparso poche ore prima del fischio d’inizio: un omaggio sentito che ha unito le due piazze in una serata dal forte valore emotivo.Se il Barletta può sorridere, non altrettanto può fare il Martina, che vede interrompersi il sogno playoff del Girone H di Serie D in finale. Al “Tursi” la Paganese si impone di misura grazie alla rete decisiva di El Haddadi, che firma lo 0-1 e consegna ai campani l’ultimo atto.Per i ragazzi di mister Laterza resta l’amarezza di una sconfitta pesante, ma anche la consapevolezza di aver disputato una stagione straordinaria ricca di emozioni.

Mercoledì le gare di ritorno dei playoff . L’arrivederci al pubblico di casa non è stato da film, ma restano i momenti magici che questa squadra ha regalato al calcio professionistico. Chi ama questo sport, puntualmente si incanta davanti alle favole. E il Casarano è stato protagonista di un percorso sin qui unico. Perché resteranno a lungo nella memoria le imprese di Cosenza e Renate. Ieri sera, invece, l’impegno ha dovuto cedere il passo alla maggiore organizzazione dell’Union Brescia. Era netta e palpabile la differenza tecnica tra gli uomini in campo. La sintetizza il risultato, quel 3 – 0 per i lombardi che lascia poche chance ai rossoblù. Tuttavia, chi conosce mister Di Bari giura che mercoledì le proverà tutte per compiere l’ennesimo storico ribaltone. Il Casarano per superare il turno e accedere alle final four deve vincere con 4 gol di scarto.E’ stata equilibrata la sfida del Viviani. In uno stadio gremito in ogni ordine di posto, Potenza ha vissuto una serata unica. Lo 0 – 0 con l’Ascoli lascia aperto il discorso qualificazione. Ai lucani basterà vincere con qualsiasi risultato per approdare in semifinale. Ma i marchigiani, nei primi 90 minuti, hanno dato l’impressione di essere leggermente superiori. E nel match di ritorno avranno anche la spinta dei tifosi.

Venerdì la gara di ritorno . Come due anni fa il Bari si gioca la serie B nel playout di ritorno. Stessa identica situazione: allora pareggiò per uno a uno in casa con la Ternana per poi vincere in Umbria la gara di ritorno per 3 a 0. Col Sudtirol si parte dallo 0-0 dell’altra sera al San Nicola e il Bari per salvarsi ha una sola opzione: vincere con qualsiasi risultato. Se la situazione è la stessa, l’avversario sembra però di caratura diversa nel senso che il Sudtirol è sicuramente più competitivo rispetto alla Ternana dell’epoca. Lo ha dimostrato ampiamente nella gara di venerdì in cui al Bari, riconosciamolo, è andata più che bene perché le occasioni migliori se l’è procurate proprio la squadra di Castori. Non è un caso se Cerofolini è stato considerato da tutti il migliore in campo. Sarà interessante vedere come questa volta Moreno Longo schiererà il Bari sia per quel che riguarda il modulo che per la scelta degli uomini. Premesso che come detto il pareggio non serve e che Longo ha sempre giocato con una sola punta di ruolo, salvo ricorrere ai due attaccanti soltanto per recuperare risultati negativi, come si comporterà a Bolzano? Le scommesse sono accettate. Intanto i biancorossi, che ieri hanno ripreso la preparazione, potranno contare su circa 650 tifosi al seguito che riempiranno il settore riservato agli ospiti. Ma saranno in tanti ad accorrere venerdi sera da tutto il triangolo industriale per evitare la retrocessione che avrebbe effetti devastanti. Intanto infuriano le polemiche per le lunghe code registrate l’altra sera per accedere alla tribuna est a causa delle poche porte aperte. Sotto accusa l’organizzazione. E non e’ la prima volta che si verifica.

Playoff: Casarano e Potenza out

Si chiude una stagione storica per le due formazioni Un’impresa al limite dell’impossibile. Per passare il turno, il Casarano avrebbe dovuto vincere con 4 gol

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