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Primo Piano

Momenti di tensione all’ospedale “Francesco Ferrari”. Un medico e un’infermiera in servizio nel reparto di otorinolaringoiatria dell’ospedale di Casarano sono stati aggrediti nel pomeriggio da un paziente che si era recato per effettuare una visita specialistica. Quando il medico gli ha fatto notare che la ricetta medica non prevedeva l’esenzione del ticket e che avrebbe dovuto pagare la visita, l’uomo è andato su tutte le furie, scagliandosi con tono minaccioso contro dottore e infermiera. L’uomo, che era accompagnato dalla moglie anche lei alterata dall’accaduto, quando ha visto che l’infermiera stava chiamando i carabinieri le ha strappato il cellulare di mano gettando per terra anche il telefono fisso. Poi si è impossessato di tutte le carte riconducibili alla sua identificazione ed è andato via Il medico e l’infermiera aggrediti hanno dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari del pronto soccorso riferendo l’intenzione di sporgere denuncia.

La causa è lo sversamento dei liquami in mare. Transenne e nastri bianco rossi bloccano l’accesso in acqua sulla spiaggia barese di Pane e Pomodoro. Un nuovo divieto di balneazione è scattato dopo il temporale del 30 giugno. Tanta la delusione di turisti e cittadini che volevano approfittare di una bella giornata di sole, con vento debole e mare calmo. Il provvedimento si è reso necessario a causa dello sversamento in mare di liquami e lo sforamento dei limiti di sicurezza nella vicina condotta Matteotti. La denuncia arriva dal Comitato di cittadinanza attiva che in un comunicato ha scritto: “E come era facile prevedere l’inconveniente, destinato a ripetersi, accompagnerà i bagnanti per tutta l’estate, viste le previsioni dei meteorologi che annunciano temporali improvvisi, brevi ma intensi”. Il Comitato, inoltre, torna a chiedere chiarimenti sullo stato dei lavori dell’Acquedotto Pugliese, finanziati con 28 milioni di euro, per eliminare lo scarico di acque miste ritenuti all’origine dei divieti di balneazione. Al momento non è chiaro quando il divieto verrà revocato.

Sul luogo dell’accaduto i carabinieri hanno recuperato due bossoli. Non erano forse passate le 14 quando tra i vicoli del centro storico di Bitonto si è tornati a sparare. Vittima Francesco Cosimo Natilla, 46 anni con precedenti penali, ferito da colpi di arma da fuoco all’addome. L’uomo si sarebbe recato da solo in ospedale. L’episodio si è verificato in via Mozzicugno. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale stazione e della compagnia di Modugno, che hanno repertato due bossoli calibro nove.Natilla aveva lasciato il carcere circa sei mesi fa dopo essere stato arrestato nel 2016 con altri due soggetti per tentato omicidio, detenzione e porto d’armi nell’ambito di una guerra con il clan Conte che opera nella zona 167.Al vaglio dei carabinieri i filmati registrati dalle diverse videocamere che controllano la zona , in attesa di ascoltare la vittima.Il sindaco, giunto sul luogo della sparatoria, è visibilmente scosso. Non si può andare avanti così

Il bottino è stato recuperato. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza mostrano chiaramente quanto accaduto oggi a Carovigno. Tre banditi hanno cercato di rapinare un furgone portavalori vicino all’ufficio postale che si trova a pochi metri dalla stazione dei carabinieri. Un vigilante ha esploso un colpo di arma da fuoco ferendo un componente della banda. Nel video si vedono i militari correre verso l’ufficio postale dopo aver sentito rumori e spari. Qui hanno disarmato, dopo una colluttazione, due dei tre uomini poi arrestati. Stavano cercando di scappare a bordo di un’auto. Lo stesso ha tentato di fare il terzo rubando una vettura parcheggiata lì vicino. Ma sono arrivate altre pattuglie di carabinieri e i rapinatori sono stati fermati. L’intera refurtiva è stata recuperata.

Nell’impatto aveva perso la vita il padre, Cosimo Damiano Poleti. Filtra un raggio di luce nel dramma della provinciale 145: il piccolo Jacopo, il bambino rimasto gravemente ferito nel tragico schianto tra Melendugno e San Foca, è fortunatamente fuori pericolo.Dopo una notte di fortissima apprensione al “Vito Fazzi” di Lecce, dove era giunto in codice rosso, i medici hanno sciolto la prognosi per la vita. Il piccolo resta comunque ricoverato a causa dei severi traumi riportati, tra cui una frattura scomposta del femore e una lesione facciale, ma le sue condizioni generali sono in netto miglioramento e sotto costante monitoraggio. Una notizia che porta un parziale sollievo a una comunità profondamente scossa dal lutto. Nell’impatto di ieri sera, 30 giugno, tra la Kawasaki e una Fiat Panda di turisti, avvenuto all’altezza del distributore Q8, ha infatti perso la vita il padre del bambino, Cosimo Damiano Poleti, 36enne di Lizzanello, deceduto sul colpo. Mentre il quadro clinico del figlio si stabilizza, i Carabinieri proseguono le indagini per ricostruire l’esatta dinamica del sinistro, legato a una presunta mancata precedenza, sotto il coordinamento della Procura che ha già disposto il sequestro dei veicoli. di Matteo Bottazzo

“Alcuni interventi devono usufruire degli ulteriori mesi di proroga che sono stati dati dal governo sulla base delle regole europee, però ci sentiamo abbastanza tranquilli sul rispetto del cronoprogramma”. “La città metropolitana di Bari è la quinta in Italia come numero di progetti e risorse impegnate peril Pnrr (4 miliardi), mentre nel comune di Bari sul totale dei 53 interventi previsti (700 milioni di investimenti tra Pnrr e Pnc) 35 sono stati completati e 18 sono in fase di completamento, ma tutti gli interventi sono messi in sicurezza e sono nelle condizioni di finire entro l’anno”. Lo ha assicuratoil sindaco di Bari, Vito Leccese, che ha incontrato al Comune il sindaco di Napoli e presidente Anci, Gaetano Manfredi, per fare il punto sullo stato di avanzamento delle opere del Pnrr. “Alcuni interventi – ha aggiunto – devono ovviamente usufruire degli ulteriori mesi di proroga che sono stati dati dal governo sulla base delle regole europee, però ci sentiamo abbastanza tranquilli sul rispetto del cronoprogramma”. Per i lavori del Brt, Leccese ha sottolineato che l’infrastruttura fisica sarà completata entro il 31 luglio, però saranno necessari ulteriori tempi legati “alle infrastrutturazione digitale, e il periodo dedicato al collaudo che non è soltanto un collaudo tecnico amministrativo ma è un collaudo anche legato al rispetto della normativa in materia di trasporto pubblico. Quindi diciamo ragionevolmente l’esercizio del nuovo Brt avverrà nel 2027”.

È successo questa mattina alle cinque. Armati di cacciavite e piede di porco, avrebbero minacciato il titolare del bar tabaccheria che si trova in un’area di servizio della statale 16 bis, all’altezza di San Ferdinando di Puglia riuscendo a portare via sigarette, biglietti di lotterie istantanee e altra merce esposta. È successo questa mattina alle cinque. Ad agire tre persone arrivate a bordo di un Suv di colore nero. Due di loro avrebbero fatto irruzione nel locale terrorizzando l’uomo e arraffando quanto era sul bancone, per poi fuggire. Il titolare del punto vendita non è ferito ma è sotto choc. Indagano i carabinieri. Il valore del bottino è da quantificare. 

La donna, madre di due figli, era ricoverata nell’ospedale Bonomo di Andria, è deceduta ieri. Fegato, reni e cornee sono stati donati da una 46enne di Bisceglie morta dopo essere stata travolta da uno scooter giovedì scorso. La donna, madre di due figli, era ricoverata nell’ospedale Bonomo di Andria, è deceduta ieri. I familiari hanno acconsentito alla donazione. Le operazioni di espianto sono state dirette Nicola Di Venosa, direttore dell’Unità operativa complessa di Anestesia, Rianimazione e Terapia intensiva, e coordinate dal responsabile dei trapianti per la Asl Bat, Giuseppe Vitobello. Il fegato è stato prelevato dai chirurghi del Policlinico di Bari, i reni da una equipe chirurgica del Policlinico di Foggia mentre le cornee sono state prelevate dagli oculisti di Andria e trasferite alla Banca degli occhi di Mestre.

In corso le operazioni di identificazione. Sul posto sta operando la guardia costiera. Il corpo senza vita di un uomo è stato rinvenuto nello specchio d’acqua tra Lido Conchiglie e la Montagna Spaccata, territorio di Galatone. Si tratterebbe di un uomo di mezza età, di cui al momento non si conoscono le generalità. A dare l’allarme alla Capitaneria di Porto di Gallipoli nella tarda serata di ieri sono stati due ragazzi impegnati col sup in un’escursione notturna nelle grotte marine che si affacciano sulla costa. Il corpo è stato avvistato a circa 4 metri di profondità e recuperato alle prime ore del giorno dal nucleo sommozzatori dei Vf di Taranto. Al momento non ci sono segnalazioni di persone scomparse. Escluso che si possa trattare del surfista di Erchie scomparso a Porto Cesareo lo scorso 1 maggio. L’uomo non aveva con sé cellulare e documenti. E nulla è stato rinvenuto nella perlustrazione via mare e terra effettuata questa mattina dai militari della Capitaneria. Il decesso risalirebbe alla giornata di ieri. Sul corpo non ci sono ferite da taglio o da arma da fuoco ma solo delle escoriazioni. Questo potrebbe far propendere che l’uomo possa essere caduto in mare in un punto conosciuto soprattutto dagli amanti dei tuffi ma non sono escluse altre ipotesi, anche quella del gesto volontario. Il corpo su disposizione del pm di turno Rosaria Petrolo è stato trasferito al Vito Fazzi di Lecce per gli accertamenti del caso.

I fatti sono avvenuti il 9 giugno. Il giovane, secondo le indagini, avrebbe estratto una pistola da un marsupio durante una lite e sparato un colpo, ferendo un altro giovane. Svolta nelle indagini sull’agguato avvenuto il 9 giugno nel centro storico di Vieste. I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare con il collocamento in una comunità minorile nei confronti di un 17enne, gravemente indiziato di lesioni aggravate e porto abusivo di arma da fuoco. Il giovane, secondo le indagini, avrebbe estratto una pistola da un marsupio durante una lite e sparato un colpo, ferendo un altro giovane, per poi fuggire a piedi. Decisive per l’inchiesta le immagini delle telecamere di videosorveglianza e le testimonianze raccolte dai militari.

Prima di fuggire, la banda ha disseminato sull’asfalto chiodi a quattro punte, bucando le ruote del mezzo della vigilanza privata intervenuto sul posto. Ennesimo assalto a un bancomat nella notte in Puglia. Nel mirino dei malviventi è finita la filiale Bdm di Polignano a mare, dove lo sportello atm è stato fatto esplodere con una doppia deflagrazione. L’esplosione ha provocato ingenti danni alla struttura e a alcune auto parcheggiate nelle vicinanze. Prima di fuggire, la banda ha disseminato sull’asfalto chiodi a quattro punte, bucando le ruote del mezzo della vigilanza privata intervenuto sul posto. Sul luogo dell’assalto sono intervenuti anche i vigili del fuoco e i carabinieri, che hanno avviato le indagini.

In carcere sono finiti Giovanni Calasso, Gianluca De Paolis e Andrea Negri. Un’esecuzione premeditata, epilogo di una vicenda apparentemente banale poi degenerata in un omicidio. Quello di Stefano Tomeo I’operaio di 42 anni ucciso la sera dello scorso 11 aprile a Copertino. Il vero obiettivo dell’agguato sarebbe stato in realtà Angelo Ciccarese l’amico 56enne che si trovava con lui in auto. Mesi prima aveva affittato una casa a un infermiere di Copertino, pretendendo a fine contratto il pagamento di bollette che riteneva insolute, minacciando di morte l’infermiere che per risolvere la questione invece di rivolgersi alle Forze dell’Ordine. Chiede aiuto a Giovanni Calasso 61 anni storico esponente della Sacra Corona Unita, condannato all’ergastolo poi messo ai domiciliari per problemi di salute. È lui che spara per uccidere. Ciccarese si salverà miracolosamente. Tomeo morirà poco dopo in ospedale. Fatale per lui come ipotizzano gli investigatori, l’aver fatto la voce grossa appena sceso dall’auto, davanti al boss. In carcere oltre a Calasso sono finiti anche, Gianluca De Paolis 52 anni, l’infermiere vittima dell’estorsione e suo cugino Andrea Negri, 50 anni tutti di Copertino accusati a vario titolo di omicidio e tentato omicidio in concorso aggravati dalla premeditazione e dal metodo mafioso. Per Ciccarese è scattata una denuncia per tentata estorsione mentre per favoreggiamento personale sono stati denunciati il gestore e un avventore del circolo “Le Club” dove vittime e sicari si erano dati appuntamento, in un clima di totale omertà e assoggettamento .

Il figlio di 10 anni è ricoverato al Vito Fazzi di Lecce in gravissime condizioni. Un drammatico incidente stradale si è consumato nella serata a San Foca, lungo la strada provinciale 145 che conduce all’ingresso ovest della marina di Melendugno, sul versante adriatico del Salento. Il bilancio è pesantissimo: un uomo ha perso la vita e il figlio di 10 anni si trova ora ricoverato in gravissime condizioni. Si tratta di Cosimo Damiano Poleti, 36 anni, di Lizzanello. Padre e figlio viaggiavano in sella ad uno scooter che, per cause da accertare, è finito contro l’auto di una famiglia di turisti originari della Polonia. A bordo due coniugi e i loro due figli, rimasti solo lievemente feriti. L’allarme è scattato immediatamente, richiedendo l’intervento urgente del personale sanitario del 118 e delle forze dell’ordine. La scena apparsa ai primi soccorritori è stata sin da subito drammatica. Il bambino di 10 anni, dopo aver ricevuto le prime cure sul posto, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove è stato ricoverato in codice rosso a causa delle gravi ferite riportate. Per il padre, purtroppo, ogni tentativo di rianimazione è risultato vano e i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso sul colpo. I rilievi e la gestione della viabilità sono stati affidati ai Carabinieri, che dovranno ricostruire con esattezza la dinamica del sinistro e accertare le responsabilità del caso.

Barcellona avrebbe esploso quattro colpi di pistola. È stato ucciso per gelosia Alessandro Signorile, il 38enne di Ceglie vittima di una spedizione punitiva in via De Marinis a Carbonara poco dopo le 9 del mattino mentre era a bordo della sua bicicletta. Movente dell’omicidio – stando a quanto emerso – una relazione telefonica con la convivente di Alessandro Barcellona, guardia giurata in servizio presso il Palazzo di Giustizia di Bari. L’uomo, ora sottoposto a fermo, ha confessato nel corso dell’interrogatorio alla presenza del procuratore aggiunto Milto De Nozza e del sostituto Larissa Catella. La scoperta dei contatti fra la compagna e Signorile risale a circa due o tre mesi fa, grazie alle telecamere di videosorveglianza presenti in casa. Nella serata di lunedì sembra che la donna avesse comunicato alla guardia giurata la volontà di lasciarlo. La mattina successiva, poi, un incontro fra i due uomini, nel corso del quale Signorile avrebbe riferito una frase come: “Prima o poi me la prenderò “. Barcellona, in sella ad una moto, esplode 4 colpi di pistola, calibro 9×21. Poco l’omicidio manda un messaggio alla zia, ringraziandola per tutto ciò che aveva fatto per lui. La donna si precipita dai carabinieri, riferisce del messaggio inviatole dal nipote e aggiunge di aver appreso che aveva appena uccisio una persona. Barcellona viene fermato in corso Vittorio Veneto: in tasca aveva ancora una pistola semiautomatica dalla quale, forse, erano partiti i colpi.

Ora si trova al sicuro in una comunità. Sottratta dai giudici alla responsabilità genitoriale dopo essere stata promessa in sposa ad un connazionale molto più grande di lei. Arriva da un piccolo comune del sud Salento, la storia di una 15enne pakistana. Il suo destino che sembrava ormai scritto è cambiato all’improvviso dopo aver pensato persino di togliersi la vita, come confidato alle compagne di scuola, per sottrarsi ad un matrimonio combinato. Grazie all’aiuto delle insegnanti, ora si trova al sicuro, in una comunità segreta, salvata dalla Procura per i Minorenni di Lecce e affidata ad un curatore speciale. L’operazione lampo, disposta d’urgenza dalla Procuratrice Simona Filoni per l’imminente pericolo di incolumità, si è conclusa in 48 ore. L’intervento è stato condotto in stretta sinergia con la polizia giudiziaria e i servizi sociali del comune di residenza della famiglia. La necessità di fare in fretta per evitare un nuovo caso Saman, la 18enne pakistana uccisa nel 2021 a Novellara dal clan familiare per aver rifiutato di sposare il cugino in Pakistan. Dalle dichiarazioni fatte dalla 15enne ai giudici, emerge il suo desiderio di restare in Italia. La ragazza ha raccontato di essere costretta a seguire le rigide regole imposte dal padre, come l’obbligo di indossare il burka a scuola e il divieto assoluto di socializzare con i coetanei di sesso opposto. Avrebbe anche rivelato che il padre non volesse iscriverla al terzo anno delle superiori. A controllarla il fratello maggiore, anche lui minorenne, fedele esecutore dei voleri del padre. La Procura ha aperto un fascicolo anche a tutela degli altri figli minori della coppia rimasti a casa.

I sindacati hanno ribadito la loro contrarietà sui tre punti delle chiusure e della riduzione del perimetro industriale, da un lato e dello spostamento di un’ulteriore parte della produzione all’estero dall’altro. Dopo il mancato accordo in sede ministeriale, si sono conclusi con un nulla di fatto, anche gli incontri convocati nella sede di Confindustria, a Bari, tra i vertici di Natuzzi e i sindacati confederali la mattina, e Cobas il pomeriggio. Sei ore di riunioni, che non hanno prodotto nessun passo avanti. I lavoratori delle sedi di Jesce 2, a Santeramo, che nelle intenzioni dell’azienda sarà chiusa definitivamente, e di Altamura Graviscella, per il quale, il piano, prevede una sospensione temporanea dell’attività, riceveranno già il 3 luglio, ha ribadito l’azienda, la comunicazione del loro trasferimento. I rappresentanti dei lavoratori hanno annunciato assemblee, in tutti gli stabilimenti, per il 3 luglio e chiesto che le istituzioni riportino l’azienda al tavolo. Interviste: Luigi Sideri, Filca Cisl Puglia;  Ignazio Savino, Fillea Cgil Puglia

Due squadre dei vigili del fuoco hanno domato l’incendio, evitando che il fuoco raggiungesse le pompe di benzina e i serbatoi. Paura nel primo pomeriggio sulla strada provinciale 231, vicino Modugno. Un camion ha preso fuoco vicino ad una stazione di servizio. L’autista del mezzo, dopo aver notato del fumo uscire dal vano motore, si è fermato sotto la pensilina del distributore di carburante, ma in pochi secondi le fiamme hanno avvolto il veicolo. Non ci sono stati feriti. Due squadre dei vigili del fuoco hanno domato l’incendio, evitando che il fuoco raggiungesse le pompe di benzina e i serbatoi.

I Punti freschi di Bari sono spazi climatizzati dove le persone fragili potranno trovare refrigerio in biblioteche dell’università e altri punti della rete. La rete Punti freschi, il progetto Aperti per caldo, gli Amici del fresco, i kit anti caldo e la campagna di sensibilizzazione ‘Adotta un anziano’: sono queste le novità introdotte dal Comune di Bari nel nuovo Piano caldo 2026, presentato oggi nella sede dell’amministrazione. Servizi che vanno ad aggiungersi a quelli già attivi come il Pronto intervento sociale, il centro polifunzionale Area 51, le unità di strada Care for people, il polo socio-sanitario di prossimità, l’Emporio della salute, l’emporio sociale Sciam!, il servizio Serenità anziani, la sorveglianza attiva telefonica, lo sportello psicologico over 65, il presidio di prevenzione degli effetti delle ondate di calore, il progetto ‘R-estate in compagnia’, il Telefono amico, il Pony della solidarietà, le mense parrocchiali e il progetto Saves. Il programma di interventi è promosso dall’assessorato al Welfare per prevenire e contrastare gli effetti delle ondate di calore sulle persone più fragili attraverso una rete integrata di servizi, azioni di prossimità e collaborazione. Il Piano sarà operativo per tutta l’estate mettendo in rete Comune, Asl, Protezione civile, medici di Medicina generale, Ordini professionali, volontariato, università Aldo Moro, biblioteche, Acquedotto pugliese, esercenti commerciali e partner pubblici e privati. I Punti freschi di Bari sono, in particolare, spazi climatizzati dove le persone fragili potranno trovare refrigerio in biblioteche dell’università e altri punti della rete. Il progetto Aperti per caldo, mette a disposizione spazi climatizzati nei centri servizi per le famiglie cittadini, dove sarà possibile trovare ristoro, partecipare ad attività di lettura e socializzazione e usufruire di momenti di ascolto e accoglienza. Sarà inoltre lanciato un avviso pubblico rivolto a bar, caffetterie ed esercizi commerciali interessati ad aderire alla rete Amici del fresco per offrire gratuitamente alle persone over 65, ai cittadini con disabilità, alle donne in gravidanza e ai cittadini fragili la possibilità di entrare, sostare alcuni minuti in un ambiente climatizzato e bere un bicchiere d’acqua senza alcun obbligo di consumazione.

È successo in via De Marinis. La vittima era in bicicletta. Quattro colpi di pistola, di cui almeno uno alla testa. Non ha avuto scampo Alessandro Signorile, 38enne operaio di Ceglie del Campo, ucciso in pieno giorno in via De Marinis, a Carbonara, mentre era in sella alla sua bicicletta elettrica. Poche ore dopo è stato fermato un vigilante in servizio nel palazzo di giustizia di Bari, mentre si accingeva a costituirsi in Questura. Ma saranno i carabinieri a fare piena luce su quanto accaduto, e chiarire i retroscena di un omicidio commesso sulla pubblica via e in pieno giorno. Secondo quanto emerso fino ad ora, la vicenda non ha nulla a che fare con la criminalità organizzata ma con questioni di natura privata. Tutto è accaduto intorno alle 9.30 del mattino: per strada tanta gente comune. Improvvisamente gli spari, le urla delle persone. Signorile si accascia sul marciapiede, muore sul colpo. I sanitari del 118, al loro arrivo, potranno solo constatarne il decesso. Come da prassi sul posto è arrivato il pubblico ministero di turno Larissa Catella, accompagnata dall’aggiunto Milto De Nozza. È probabile che la persona arrestata verrà interrogata a breve per spiegare le ragioni del suo gesto. Altri elementi utili potrebbero arrivare dalle dichiarazioni delle persone vicine alla vittima, sentite in queste ore dai carabinieri.

Nelle settimane scorse vi abbiamo raccontato la sua storia. Disabile al 100% di Taranto, non aveva mai ottenuto il rinnovo del pass per l’auto. Era la fine di maggio quando abbiamo conosciuto Alessandra e Stefano, paziente oncologico di Taranto. 53 anni. Per l’Inps, disabile al 100%, dopo l’asportazione di 7 vertebre per un tumore alla colonna vertebrale. La coppia aveva chiesto il rinnovo del pass per l’auto. Non lo ha mai ottenuto. Per il regolamento comunale, bisognava recarsi di persona alla polizia locale. Su questo abbiamo realizzato un primo servizio, denunciando il disagio, i limiti normativi di fronte a garanzie costituzionali e convenzioni europee. Fin dal primo momento Stefano, con un filo di voce ma con determinazione, ha chiarito che si trattava di una battaglia per tutti i fragili. Una questione di principio, contro un regolamento ingiusto. Successivamente abbiamo realizzato un altro servizio, quando l’avvocata di famiglia ha diffidato il Comune alla consegna del pass, contestando il reato di discriminazione. Il caso è finito all’attenzione di politici, sindacati, del garante regionale dei diritti delle persone con disabilità. Poi è arrivato il giorno di una visita per Stefano, al Moscati, l’ospedale oncologico. Anche qui, abbiamo documentato il disagio, la sofferenza, aggravata dal non poter parcheggiare all’ingresso.Pochi giorni dopo, il consiglio comunale, finalmente, ha approvato la modifica al regolamento. Ci eravamo ripromessi un caffè. Perché si stava vincendo una battaglia, fatta per tutti i fragili, diceva Stefano. Ma proprio mentre l’assise votava, le sue condizioni sono precipitate, fino all’ultimo respiro. Aspettando un pass che non serve più. Lascia Alessandra, e due figlie. Lascia un caffè sospeso, per una grande battaglia, coraggiosa. Per tutti i fragili. Perché d’ora in poi, nessun disabile sarà più costretto a presentarsi in quanto tale, per il rispetto di un semplice diritto.

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