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Copertino, omicidio di Stefano Tomeo: non era lui l’obiettivo dell’agguato

In carcere sono finiti Giovanni Calasso, Gianluca De Paolis e Andrea Negri

Un’esecuzione premeditata, epilogo di una vicenda apparentemente banale poi degenerata in un omicidio. Quello di Stefano Tomeo I’operaio di 42 anni ucciso la sera dello scorso 11 aprile a Copertino. Il vero obiettivo dell’agguato sarebbe stato in realtà Angelo Ciccarese l’amico 56enne che si trovava con lui in auto.

Mesi prima aveva affittato una casa a un infermiere di Copertino, pretendendo a fine contratto il pagamento di bollette che riteneva insolute, minacciando di morte l’infermiere che per risolvere la questione invece di rivolgersi alle Forze dell’Ordine. Chiede aiuto a Giovanni Calasso 61 anni storico esponente della Sacra Corona Unita, condannato all’ergastolo poi messo ai domiciliari per problemi di salute. È lui che spara per uccidere. Ciccarese si salverà miracolosamente. Tomeo morirà poco dopo in ospedale. Fatale per lui come ipotizzano gli investigatori, l’aver fatto la voce grossa appena sceso dall’auto, davanti al boss.

In carcere oltre a Calasso sono finiti anche, Gianluca De Paolis 52 anni, l’infermiere vittima dell’estorsione e suo cugino Andrea Negri, 50 anni tutti di Copertino accusati a vario titolo di omicidio e tentato omicidio in concorso aggravati dalla premeditazione e dal metodo mafioso.

Per Ciccarese è scattata una denuncia per tentata estorsione mentre per favoreggiamento personale sono stati denunciati il gestore e un avventore del circolo “Le Club” dove vittime e sicari si erano dati appuntamento, in un clima di totale omertà e assoggettamento .

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