
Bari, migliaia di agricoltori in piazza: “Troppi trafficanti di olio”
A rischio la salute con miscelazioni pericolose e non controllate Trafficanti di olio che mettono a rischio la sopravvivenza delle aziende italiane e ingannano i
A rischio la salute con miscelazioni pericolose e non controllate. Trafficanti di olio che mettono a rischio la sopravvivenza delle aziende italiane e ingannano i cittadini, facendo crollare i prezzi dell’olio extravergine di oliva, ormai quasi dimezzati rispetto all’anno scorso. È contro questo fenomeno che oggi migliaia di agricoltori di Coldiretti e Unaprol sono scesi in piazza a Bari. I prezzi pagati agli olivicoltori, in particolare, sono vicini alla soglia dei cinque euro al litro, rispetto ai circa nove corrisposti nel 2025. “L’olio extravergine di oliva è un pilastro della dieta mediterranea – spiega Nicola Di Noia, responsabile nazionale Olio Coldiretti – ma dobbiamo fare attenzione quando lo acquistiamo, distinguendo quello buono da quello cattivo. Spesso si usano additivi chimici come la clorofilla per adulterare il colore, che però non è un elemento di qualità. Poi ci sono meccanismi per ripulire chimicamente olii di bassa qualità trasformandoli in extravergine di oliva, o mix di prodotti di diversa provenienza con l’obiettivo di abbassare il prezzo. Bisogna cercare il cento per cento italiano, preferibilmente Dop e Igp”. Alla mobilitazione a Bari, che segue di qualche giorno la protesta sotto le prefetture in tutta Italia, hanno preso parte fra gli altri il vicepresidente nazionale di Coldiretti e presidente di Unaprol, David Granieri, assieme al presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo, e al direttore Pietro Piccioni. Per l’occasione è stato allestito un grande ‘tavolo degli inganni’ per far vedere ai cittadini come i trafficanti di olio mettono a rischio la loro salute con miscelazioni pericolose e non controllate.
La cerimonia il 23 giugno. Il conservatorio Umberto Giordano di Foggia conferirà la laurea ad honorem in pianoforte jazz a Checco Zalone. La cerimonia si svolgerà martedì 23 giugno alle ore 18 nell’anfiteatro del conservatorio nella sede di Rodi Garganico, nell’ambito della XXI edizione del Rodi Jazz Fest. “Un riconoscimento che il conservatorio Umberto Giordano – si legge in una nota – attribuisce ad un artista capace di coniugare comicità ed eccellenti qualità musicali, valorizzandone in particolare una dimensione meno nota al grande pubblico ma profondamente radicata nel suo percorso professionale: quella di pianista jazz”. Nel corso dell’evento, Zalone terrà una lectio magistralis.
L’auto era guidata dalla mamma che si sarebbe scontrata frontalmente con un’altra proveniente nel senso opposto. Una bimba di 4 anni, di Triggiano, è morta questa mattina a causa di un incidente stradale avvenuto intorno alle 7 sulla strada provinciale che collega i comuni di Noicattaro e Capurso. Da quanto ricostruito finora, la bambina era sul sedile posteriore dell’auto guidata dalla madre che si sarebbe scontrata frontalmente con un’altra proveniente nel senso opposto, guidato da un uomo di 37 anni,residente a Mola di Bari. L’impatto all’altezza di una curva. Per la piccola non c’è stato purtroppo niente da fare. La madre è stata trasportata in codice rosso in ospedale: le sue condizioni sono ritenute moltogravi, è intubata, in coma, al Policlinico di Bari. Ferito, ma da quanto emerge non in maniera grave, anche il conducente dell’altra auto: è stato trasportato all’ospedale Di Venere di Bari con traumi a una gamba e alla testa. Il conducente del suv è un carabiniere fuori servizio. Sul posto vigili del fuoco, polizia stradale, carabinieri e ambulanze del 118. Il luogo dell’incidente si trova in aperta campagna e si stanno cercando eventuali sistemi di videosorveglianza per aiutare nella ricostruzione della dinamica.
Si è spento dopo una lunga malattia per la quale ha combattuto sino all’ultimo. Una carriera formidabile e l’impegno civile. Giunta la richiesta di intitolare anche a lui lo stadio San Nicola. Il calcio italiano si sveglia con gli occhi lucidi e il cuore pesante. All’età di 58 anni, dopo una lunga e dignitosa battaglia contro un tumore al colon, ci ha lasciati Igor Protti. Se n’è andato con la stessa compostezza, lo stesso coraggio e l’onestà intellettuale con cui ha affrontato i difensori più ostici e le sfide più dure della sua esistenza. A dare il doloroso annuncio è stata la famiglia, condividendo un messaggio che lo stesso Igor aveva preparato per il suo pubblico, un’ultima lettera d’amore che rispecchia fedelmente l’uomo che è sempre stato: “Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile trovare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene… Sperando che sia un arrivederci e non un addio”. Il campione è morto nella sua abitazione, dove la salma sosterà sino alle 15 di oggi pomeriggio. Successivamente sarà trasferita al Cimitero di Cecina. Sabato pomeriggio la bara sarà trasferita allo stadio di Livorno per un ultimo saluto ai sostenitori toscani. Poi nella giornata di domenica la stessa cosa accadrà a Rimini, sua città natale dove sarà cremato. Venerdì 26 per volontà dello stesso Igor, le ceneri saranno trasferite a Bari e percorreranno l’anello interno dello stadio San Nicola che è stata la sua seconda casa, sostando sotto la curva nord. L’ex attaccante non è stato un calciatore qualunque. In un’epoca di contratti milionari, ha incarnato l’essenza pura del calcio romantico, stringendo legami indissolubili con le piazze in cui ha militato, prima fra tutte la terra di Puglia. Insieme a Dario Hübner, detiene un primato leggendario e unico: è l’unico giocatore ad essere stato capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C1. Il capitolo più glorioso e iconico della sua carriera nella massima serie è legato indissolubilmente ai colori biancorossi. Ricordiamo lo storico titolo di capocannoniere della Serie A conquistato con il Bari nella stagione 1995-1996 grazie a ben 24 gol. Un’impresa clamorosa e tinta di un’amarezza tutta romantica, poiché Protti fu l’unico capocannoniere nella storia del campionato italiano a subire la retrocessione con la propria squadra nello stesso anno, decidendo comunque di lottare fino all’ultimo minuto per la maglia dei galletti. Il Bari di Igor Protti e Kennet Andersson e la celebre esultanza “del trenino” sono rimasti impressi nel cuore dei tifosi del San Nicola, che lo hanno sempre considerato un idolo eterno e un barese d’adozione. Successivamente arrivò la sua rinascita al Livorno, dove fu re dei bomber in Serie C1 per due stagioni consecutive (2000-2001 con 20 gol e 2001-2002 con 27 gol) e poi in Serie B nella stagione 2002-2003 con 23 reti. Riminese di nascita ma adottato con amore viscerale sia da Bari che da Livorno, avendo ricevuto in Toscana la cittadinanza onoraria nel 2006 e la prestigiosa Livornina d’Oro a gennaio 2026, lo Zar ha sempre saputo unire le tifoserie nel segno del rispetto e dell’attaccamento ai valori della maglia. Se i gol lo hanno reso un idolo indimenticabile per il popolo biancorosso e amaranto, sono stati i gesti fuori dal campo a consegnarlo alla storia come un campione nella vita. Quando decise di ritirarsi dal calcio giocato nel 2005, il club toscano scelse di ritirare la sua maglia numero 10. Ma lo spessore morale di Protti emerse con forza nel 2007, quando durante una cerimonia ufficiale chiese espressamente alla società di non ritirare più quel numero, spiegando che la dieci doveva tornare sulle spalle di qualcuno per restituire a tutti i bambini il sogno di poterla indossare un giorno. Non voleva essere un monumento ingombrante, voleva essere un’ispirazione per i giovani. Ha sempre vissuto con i piedi per terra, generoso e pronto a spendersi per la beneficenza. Negli ultimi mesi, la malattia si era fatta più aggressiva, dopo la diagnosi pubblica avvenuta a luglio 2025. Eppure, Protti non ha mai smesso di lottare con dignità, resistendo con le ultime forze per un traguardo personale e bellissimo: a fine maggio, è riuscito ad accompagnare la figlia Noemi all’altare. Oggi Bari, Livorno e tutto il mondo dello sport piangono un bomber implacabile, ma soprattutto un uomo d’altri tempi che ha lasciato impronte indelebili con il suo esempio. Buon viaggio, Igor. Si moltiplicano le iniziative per ricordare Igor Protti. Con una PEC inviata al sindaco Vito Leccese, gli avvocati Vito Sportelli ed Emilio Loliva hanno chiesto al primo cittadino di valutare, in considerazione dello spessore umano e sportivo di Igor Protti di intitolare anche a lui lo stadio San Nicola che assumerebbe così la denominazione “Stadio San Nicola e Igor Protti”.
L’uomo fu raggiunto da colpi di fucile nell’agosto del 2024. Luca Ceglia risponde di omicidio aggravato dalla premeditazione, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo in luogo pubblico e di accensioni ed esplosioni pericolose. La Polizia di Stato di Foggia ha eseguito un provvedimento cautelare nei confronti del presuntoautore dell’omicidio di Giacomo Mongiello avvenuto nell’agosto del 2024 a Foggia. Si tratta di Luca Ceglia, 43enne incensurato di Foggia. Mongiello era in compagnia di alcuni amici, quando si sarebbe allontanato di qualche metro. In via Sbano un uomo con il volto coperto, in sella ad una bici, si sarebbe avvicinato esplodendo i colpi di fucile. Due quelli che avrebbero raggiunto al braccio il 45enne, alcune schegge lo hanno poi colpito all’addome. Ceglie risponde di omicidio aggravato dalla premeditazione, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo in luogo pubblico e di accensioni ed esplosioni pericolose. La sera del delitto, come documentato dalle telecamere di videosorveglianza, il killer era a bordo di una bici elettrica e indossava abiti neri, un berretto con visiera ed una mascherina. Dopo il delitto, aveva gettato in un cassonetto della spazzatura il cappellino che indossava, poi recuperato da alcuni minori che per gioco lo avevano provato. Sul cappellino sono stati trovati residui di polvere da sparo ed è stato effettuato un lavoro di estrapolazione ed isolamento del dna di tutti i ragazzini che avevano maneggiato il berretto, riuscendo, così, ad individuare quello del 43enne.
L’omicidio è maturato per dissidi familiari ed economici che hanno allontanato sempre più i due fratelli. Confermato in appello l’ergastolo per Tiziano Nardelli, mandante dell’omicidio del fratello Cosimo, ammazzato sotto casa, in via Cugini a Taranto, il 26 maggio 2023. Si ridimensiona la pena invece, su concordato, per Paolo Vuto che aveva pianificato l’agguato: dall’ergastolo del primo grado, passa a 30 anni di reclusione. Stessa pena, già inflitta in primo grado e, quindi è un’altra conferma, per il figlio, Cristian Aldo Vuto. Condanna invariata, infine, anche per il nipote di Paolo, cugino di Cristian, Francesco Vuto, a 25 anni di carcere. Quella sera Cristian ha premuto il grilletto, il secondo ha guidato lo scooter col quale si sono accostati alla vittima. Sono le sentenze della Corte d’Assise d’Appello presieduta dalla giudice Paola Incalza. I ruoli di ciascuno e la vicenda erano stati ricostruiti dai pm Milto Stefano De Nozza della DDA di Lecce, e Francesco Sansobrino della procura di Taranto. L’omicidio è maturato per dissidi familiari ed economici che hanno allontanato sempre più i due fratelli, soprattutto quando la vittima, Cosimo, aveva iniziato ad avanzare la rischiesta della sua parte di liquidazione della propria quota in una cooperativa di famiglia. Tensioni emerse dalle intercettazioni. Diventate tali da trasformarsi nella meditazione e pianificazione dell’omicidio dell’uomo.
. C’è Carmelo arrivato da Catania per festeggiare i 60 anni in compagnia del Comandante. Poi ci sono quelli accampati da giorni all’ombra di un ulivo, in attesta di entrare. Ingressi aperti fin dalle 15. Inutile dirlo, il suo ritorno a Bari – nella Puglia dove è ormai di casa – puntuale dopo il poker di date di due anni fa, è sold out in entrambe le serate nello stadio San Nicola. Auto e pullman in coda, parcheggi pieni, il clima è di festa
. La procura di Lecce ha aperto un’inchiesta sul decesso di Patrizia Beria, 62 anni di Nardò, mortain casa tre giorni dopo essere stata dimessa dal reparto di Ortopedia del Dea Fazzi di Lecce. La donna era stata sottoposta ad un intervento per ricomporre una frattura alla spalla. Il decesso risale al 7 giugno, indagato il medico ortopedico che ha effettuato l’intervento. L’ipotesi di reato è responsabilità colposa per morte in ambito sanitario. La donna era a casa quando ha avvertito un malore. Portata dai familiari al pronto soccorso del “Vito Fazzi” è morta poco dopo per una sospetta embolia polmonare. I familiari hanno sporto denuncia. L’ipotesi è che andasse prescritta l’eparina dopo l’intervento.
. Inizierà il 9 ottobre, in corte d’assise, a Foggia, il processo a Ciro Caliendo, 48 anni, noto imprenditore vitivinicolo, accusato dell’omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione, di sua moglie Lucia Salcone, la 47enne trovata senza vita in un’auto, in quella che sembrava un incidente stradale nei pressi di San Severo, il 27 settembre del 2024.Lo ha deciso il gip Mario De Simone, che ha disposto il giudizio immediato, che consente di saltare l’udienza preliminare.Secondo la polizia, Caliendo simulò l’incidente stradale e il successivo incendio dell’auto, in cui riportò anche lui ustioni alle braccia.Decisive si sono rivelate le perizie coordinate dalla Procura.Gli accertamenti, in particolare, hanno riguardato le possibili tracce di liquido infiammabile sull’auto – per confermare o smentire la natura dolosa del rogo – e quelle biologiche ed ematiche repertate a casa dei coniugi.
I soggetti sono coinvolti, con diverse responsabilità, nella distruzione dei cadaveri di Alessandro Sorrenti, Sabino Sasso, Sabino D’Ambra e di Giuseppe Vassalli. La corte di assise d’appello di Bari ha confermato le condanne all’ergastolo per i cinque imputati del processo per i quattro casi di lupara bianca a Canosa di Puglia. Ergastolo per Daniele Boccuto, Cosimo Damiano Campanella, suo nipote omonimo, Sabino Carbone e Cosimo Zagaria, 10 anni e 6 mesi di carcere per Pasquale Boccuto, che risponde solo di estorsione e detenzione e porto di arma da guerra. Per tutti c’è l’aggravante del metodo mafioso. I giudici hanno confermato quanto stabilito in primo grado accogliendo le richieste dell’accusa secondo la quale i soggetti sono coinvolti, con diverse responsabilità, nella distruzione dei cadaveri di Alessandro Sorrenti e Sabino Sasso, la cui scomparsa risale al 2003, fatti sparire perché volevano comandare sui traffici illeciti in città, di Sabino D’Ambra, ucciso nel gennaio del 2010 perché ritenuto un confidente della polizia, e di Giuseppe Vassalli, svanito nel nulla ad agosto del 2015, ammazzato, per gli investigatori della polizia, per aver tradito l’organizzazione di cui faceva parte mettendosi in proprio, ma soprattutto per aver avuto una relazione sentimentale con la ex fidanzata di uno del gruppo. Nel processo sono stati ascoltati anche tre pentiti, le cui dichiarazioni sono state ritenute evidentemente attendibili.
L’uomo è stato bloccato e riportato in sicurezza. È durata meno di mezza giornata la fuga del detenuto evaso questa mattina dal carcere di Brindisi. L’uomo, di origine albanese, è stato individuato a Latiano, vicino l’abitazione della fidanzata. Le forze dell’ordine hanno immediatamente avviato le ricerche dopo l’allarme scattato in mattinata, quando il detenuto era riuscito ad allontanarsi dalla struttura penitenziaria approfittando di un momento di criticità durante l’apertura dei passeggi. L’uomo è stato successivamente bloccato e riportato in sicurezza. Restano in corso gli accertamenti per ricostruire nel dettaglio le modalità dell’evasione.
A notificare il provvedimento sono stati i finanzieri del nucleo Pef di Bari. Sono stati sottoposti alla misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare funzionidirettive di impresa quattro ex dirigenti del gruppo Matarrese, storica famiglia di costruttori pugliesi, indagati a Bari per diversi episodi di bancarotta relativi ad alcune società del gruppo. Si tratta del 64enne Salvatore Matarrese, dello zio 83enne Amato Matarrese, di Marco Mandurino e Nicola Locuratolo.L’ordinanza, emessa dalla gip Valeria Isabella Valenzi, è stata notificata oggi agli indagati, sottoposti nelle scorse settimane a interrogatorio preventivo. Nei loro confronti, il pm Lanfranco Marazia aveva chiesto gli arresti domiciliari. A notificare il provvedimento sono stati i finanzieri del nucleo Pef di Bari, diretti dal colonnello Massimiliano Di Battista. Come spiega la finanza, il provvedimento notificato oggi si inserisce negli sviluppi di un’indagine che avrebbe portato alla luce “gravi, molteplici e ripetute condotte di bancarotta fraudolenta patrimoniale, bancarotta fraudolenta da reati societari e per atti bancarotta fraudolenta preferenziale, commesse dagli amministratori di cinque società” riconducibili al gruppo. “Gli approfondimenti investigativi – è spiegato – hanno tratto le mosse dall’accesso alle procedure concorsuali di una di tali società in evidente stato di insolvenza”. Per le altre quattro imprese, invece, l’autorità giudiziaria aveva “richiesto la liquidazione giudiziale, in ragione delle risultanze ricostruite dalle fiamme gialle delegate, evidenzianti una rilevante esposizione debitoria verso l’Erario e palesi situazioni di squilibrio finanziario ed economico”. Gli indagati, per l’accusa, avrebbero “distratto e/o dissipato una parte consistente del patrimonio delle società, pari a oltre 18 milioni di euro”. Per questo, lo scorso 12 maggio, la finanza aveva sequestrato le quote di una delle società per un totale di 7,3 milioni.
Sul posto stanno operando i vigli del fuoco, gli operatori forestali e i volontari della protezione civile . Con il caldo torna puntuale l’allarme incendi. Un rogo di vaste proporzioni sta interessando in queste ore la collina di Ostuni. Sul posto stanno operando i vigli del fuoco, gli operatori forestali e i volontari della protezione civile. A causa dell’estensione del fronte dell’incendio si è reso necessario anche l’intervento di un canadair che ha effettuato diversi lanci d’acqua.
A compiere il colpo un gruppo di almeno quattro persone. Un furto con spaccata è stato messo a segno, nella notte di oggi, ai danni di una gioielleria del centro cittadino di Andria. A compiere il colpo un gruppo di almeno quattro persone che, a volto coperto e a bordo di due auto, sono fuggite dopo aver incrociato una gazzella dei carabinieri. Secondo quanto accertato, i malviventi sono riusciti a portare via gioielli in argento dopo aver forzato la serranda e distrutto la porta d’ingresso in vetro. Sull’accaduto indagano i carabinieri.
Confiscati 2 immobili, 2 auto di grossa cilindrata e 16 rapporti finanziari. La Direzione Investigativa Antimafia di Lecce ha eseguito un decreto di sequestro a caricodi un noto pregiudicato leccese. L’uomo, arrestato nel novembre 2023 dai carabinieri diCampi Salentina nell’ambito dell’operazione “Stealth”, è ritenuto il referente di un gruppo criminale finalizzato al traffico di cocaina per le piazze di spaccio di Carmiano e Magliano. Le indagini patrimoniali hanno consentito di documentare come l’uomo abbia accumulato un patrimonio sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Il sequestro ha interessato 2 immobili, 2 auto di grossa cilindrata e 16 rapporti finanziari per un valore complessivo stimato di oltre un milione di euro.
L’operazione è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce. Un uomo di 30 anni, pizzaiolo di origini palestinesi, è stato arrestato nelle scorse ore a Latiano nell’ambito di un’indagine sul terrorismo coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce. Il provvedimento sarebbe legato all’ipotesi di istigazione a commettere delitti con finalità di terrorismo di matrice jihadista, attraverso l’utilizzo di strumenti informatici e piattaforme telematiche. L’operazione è stata eseguita dai carabinieri del reparto specializzato Antiterrorismo, con il supporto dei militari del Comando provinciale di Brindisi. Gli accertamenti, sviluppati sotto il coordinamento della magistratura leccese, avrebbero consentito di raccogliere elementi ritenuti utili a contestare le accuse nei confronti dell’indagato.
Le forze dell’ordine sulle tracce anche di un terzo complice. Trovati e sequestrati attrezzi da scasso. Si è concluso con due arresti per resistenza a pubblico ufficiale e la fuga di un terzo uomo, l’inseguimento verificatosi nella serata di giovedì 11 giugno tra le vie di Ostuni, nel Brindisino. Secondo la Polizia di Stato, una Lancia Ypsilon con tre persone a bordo, risultata poi rubata e con targhe alterate, non si sarebbe fermata a un controllo in piazza Torino, speronando la volante e dando il via alla fuga. Nel corso dell’inseguimento l’auto avrebbe colpito più volte il veicolo di servizio e terminato la corsa contro un’auto parcheggiata. Due occupanti sono stati bloccati, il terzo è riuscito a fuggire. A bordo sono stati trovati e sequestrati attrezzi da scasso e materiale tra cui radiotrasmittenti, cacciaviti, una scala telescopica, un palanchino e una fiamma ossidrica con bombola. I due arrestati sono ai domiciliari. Indagini in corso per rintracciare il terzo complice.
L’attività della Guardia di Finanza ha permesso anche di individuare tre “grossisti”, operanti in Puglia e in Campania, fornitori dei prodotti già sottoposti a sequestro. Giocattoli, capi di abbigliamento, ma anche articoli per la casa, cosmetici e confezioni di olio lubrificante per autovetture. Sono oltre 240.000 gli articoli “contraffatti” e “non sicuri” sequestrati dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Taranto in diverse aziende ed esercizi commerciali di Taranto, Grottaglie, Crispiano, Martina Franca, Massafra, Mottola, Laterza, Sava, Manduria e Lizzano. Prodotti potenzialmente dannosi per la salute pubblica, riportanti il falso contrassegno “Made in Italy” e privi delle informazioni previste dal “Codice del Consumo”. I controlli hanno anche permesso agli investigatori di mappare, individuare e disarticolare una catena logistica organizzata e strutturata, intercettando 3 “grossisti”, operanti in Puglia e in Campania, fornitori dei prodotti già sottoposti a sequestro. Segnalate alle Autorità competenti i titolari di 30 esercizi commerciali, quattro dei quali sono stati denunciati per violazioni penalmente rilevanti. Nell’ambito delle attività ispettive, sono stati altresì rinvenute oltre 40.000 confezioni di posate in plastica, sulle cui confezioni era indebitamente impresso il logo “MOCA” (materiali e oggetti destinati al contatto con gli alimenti) pur in assenza del pertinente “certificato di conformità” previsto per legge.
L’uomo, un 50enne del luogo, è stato individuato dalla Guardia di Finanza durante un servizio di controllo lungo il litorale . In barba al vigente divieto, aveva appena terminato una battuta di pesca di ricci di mare, circa 300, ma è stato fermato da una pattuglia delle Fiamme Gialle di Gallipoli, nella zona di Torre Sabea. Il subacqueo, un 50enne del luogo, è stato individuato alle prime luci dell’alba nel corso di un servizio di controllo della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza lungo il litorale.Il prodotto ittico è stato sequestrato insieme alle attrezzature utilizzate per l’attività illecita, tra cui bombola, erogatore, muta e raffio. Gli esemplari, ancora vivi al momento dell’intervento e presumibilmente destinati al mercato illegale, sono stati successivamente reimmessi in mare in un’area ritenuta idonea, al fine di salvaguardare l’equilibrio dell’ecosistema costiero.L’uomo, che dovrà pagare una sanzione amministrativa che può arrivare fino a 6.000 euro, è stato segnalato all’Autorità Marittima competente.
Un gesto di solidarietà nei confronti dell’ottantenne bersaglio di insulti e danneggiamenti da parte di un gruppetto di giovani, tra cui diversi minorenni. Servizio di Matteo Bottazzo Carmine Console ha 80 anni, è pensionato e vive solo a Gallipoli. Lo incrociamo in piazza e gli chiediamo di raccontarci cosa gli accade tutte le notti da un po’ di tempo a questa parte. É visibilmente scosso, non capisce il motivo di tutto l’accanimento contro di lui da parte di un gruppo di ragazzini. Passano la notte a bussare alla sua porta e scappare, buttano acqua, lo chiamano ad alta voce, urlano: “Non li conosco nemmeno” dice candidamente. La speranza è che i bulli vengano individuati al più presto dai carabinieri. Intanto i vicini di casa, in un gesto di straordinaria solidarietà, hanno installato telecamere ad alta risoluzione per incastrare i bulli. Qui l’iintervista a Carmine Casole, l’80enne bullizzato dai ragazzini

A rischio la salute con miscelazioni pericolose e non controllate Trafficanti di olio che mettono a rischio la sopravvivenza delle aziende italiane e ingannano i

La cerimonia il 23 giugno Il conservatorio Umberto Giordano di Foggia conferirà la laurea ad honorem in pianoforte jazz a Checco Zalone. La cerimonia si

L’auto era guidata dalla mamma che si sarebbe scontrata frontalmente con un’altra proveniente nel senso opposto Una bimba di 4 anni, di Triggiano, è morta

Si è spento dopo una lunga malattia per la quale ha combattuto sino all’ultimo. Una carriera formidabile e l’impegno civile. Giunta la richiesta di intitolare

L’uomo fu raggiunto da colpi di fucile nell’agosto del 2024. Luca Ceglia risponde di omicidio aggravato dalla premeditazione, detenzione e porto illegale di arma comune

L’omicidio è maturato per dissidi familiari ed economici che hanno allontanato sempre più i due fratelli Confermato in appello l’ergastolo per Tiziano Nardelli, mandante dell’omicidio

C’è Carmelo arrivato da Catania per festeggiare i 60 anni in compagnia del Comandante. Poi ci sono quelli accampati da giorni all’ombra di un ulivo,

La procura di Lecce ha aperto un’inchiesta sul decesso di Patrizia Beria, 62 anni di Nardò, mortain casa tre giorni dopo essere stata dimessa dal

Inizierà il 9 ottobre, in corte d’assise, a Foggia, il processo a Ciro Caliendo, 48 anni, noto imprenditore vitivinicolo, accusato dell’omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione,

I soggetti sono coinvolti, con diverse responsabilità, nella distruzione dei cadaveri di Alessandro Sorrenti, Sabino Sasso, Sabino D’Ambra e di Giuseppe Vassalli La corte di

L’uomo è stato bloccato e riportato in sicurezza È durata meno di mezza giornata la fuga del detenuto evaso questa mattina dal carcere di Brindisi.

A notificare il provvedimento sono stati i finanzieri del nucleo Pef di Bari Sono stati sottoposti alla misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare funzionidirettive

Sul posto stanno operando i vigli del fuoco, gli operatori forestali e i volontari della protezione civile Con il caldo torna puntuale l’allarme incendi. Un

A compiere il colpo un gruppo di almeno quattro persone Un furto con spaccata è stato messo a segno, nella notte di oggi, ai danni

Confiscati 2 immobili, 2 auto di grossa cilindrata e 16 rapporti finanziari La Direzione Investigativa Antimafia di Lecce ha eseguito un decreto di sequestro a

L’operazione è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce Un uomo di 30 anni, pizzaiolo di origini palestinesi, è stato arrestato nelle scorse ore

Le forze dell’ordine sulle tracce anche di un terzo complice. Trovati e sequestrati attrezzi da scasso Si è concluso con due arresti per resistenza a

L’attività della Guardia di Finanza ha permesso anche di individuare tre “grossisti”, operanti in Puglia e in Campania, fornitori dei prodotti già sottoposti a sequestro

L’uomo, un 50enne del luogo, è stato individuato dalla Guardia di Finanza durante un servizio di controllo lungo il litorale In barba al vigente divieto, aveva

Un gesto di solidarietà nei confronti dell’ottantenne bersaglio di insulti e danneggiamenti da parte di un gruppetto di giovani, tra cui diversi minorenni Servizio di