L’omicidio è maturato per dissidi familiari ed economici che hanno allontanato sempre più i due fratelli
Confermato in appello l’ergastolo per Tiziano Nardelli, mandante dell’omicidio del fratello Cosimo, ammazzato sotto casa, in via Cugini a Taranto, il 26 maggio 2023. Si ridimensiona la pena invece, su concordato, per Paolo Vuto che aveva pianificato l’agguato: dall’ergastolo del primo grado, passa a 30 anni di reclusione. Stessa pena, già inflitta in primo grado e, quindi è un’altra conferma, per il figlio, Cristian Aldo Vuto. Condanna invariata, infine, anche per il nipote di Paolo, cugino di Cristian, Francesco Vuto, a 25 anni di carcere. Quella sera Cristian ha premuto il grilletto, il secondo ha guidato lo scooter col quale si sono accostati alla vittima.
Sono le sentenze della Corte d’Assise d’Appello presieduta dalla giudice Paola Incalza. I ruoli di ciascuno e la vicenda erano stati ricostruiti dai pm Milto Stefano De Nozza della DDA di Lecce, e Francesco Sansobrino della procura di Taranto. L’omicidio è maturato per dissidi familiari ed economici che hanno allontanato sempre più i due fratelli, soprattutto quando la vittima, Cosimo, aveva iniziato ad avanzare la rischiesta della sua parte di liquidazione della propria quota in una cooperativa di famiglia. Tensioni emerse dalle intercettazioni. Diventate tali da trasformarsi nella meditazione e pianificazione dell’omicidio dell’uomo.













