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Primo Piano

Il 24enne è stato trasportato al Bonomo. Indagano i carabinieri. Un motociclista di 24 anni è stato investito da un Suv dopo una lite con il conducente dell’auto che è stato arrestato. È successo non lontano da Castel del Monte, ad Andria. Il 24enne è in ospedale ma le suecondizioni non sarebbero gravi. Il motociclista, secondo quanto ricostruito finora, era in compagnia di alcuni amici quando sarebbe iniziata una discussione con l’automobilista che avrebbe poi travolto il giovane con la sua auto. Soccorso dal personale del 118, il 24enne è stato trasportato al Bonomo. Sull’accaduto indagano i carabinieri.

Uno striscione identico è stato affisso davanti al Rome Cavalieri, l’albergo romano in cui questa mattina si terrà l’attesa elezione del nuovo presidente federale. Uno striscione lungo 15 metri è stato esposto questa notte da alcuni tifosi del Bari all’ingresso della sede della Federcalcio in Via Allegri a Roma. Il telo reca la scritta “Bari contro la multiproprietà“. Il riferimento è alla norma della Federcalcio che consente alla famiglia De Laurentiis di detenere contemporaneamente il Napoli e il Bari, appena retrocesso in Serie C. Uno striscione identico è stato affisso davanti al Rome Cavalieri, l’albergo romano in cui questa mattina si terrà l’attesa elezione del nuovo presidente federale dopo le dimissioni di Gabriele Gravina. I due striscioni sono stati posizionati dai gruppi organizzati della Curva Nord di Bari, che da tempo contestano la scelta della Federazione di consentire il sistema delle multiproprietà nel calcio italiano. Nel mirino c’è la gestione della famiglia De Laurentiis, che controlla contemporaneamente la SSC Napoli e la SSC Bari. L’iniziativa di questa notte si inserisce in un clima di forte tensione nel capoluogo pugliese tra la tifoseria e la proprietà, inaspritosi a seguito della retrocessione della squadra in Serie C, lo scorso 22 maggio. Oggi la contestazione si è spostata a Roma: nelle due zone che ospitano la sede della Figc e l’albergo che ospiterà questa mattina l’elezione del nuovo presidente federale sono comparsi anche numerosi volantini recanti la stessa scritta degli striscioni.

L’obiettivo è porre fine alla multiproprietà . Sono 11 gli esponenti della società civile barese nominati dal sindaco di Bari, Vito Leccese, in qualità di membri del Comitato di Garanzia e Trasparenza. L’organismo è stato composto per vigilare sulla gestione del Bari Calcio e per porre fine alla fine dell’era De Laurentiis e alla multiproprietà, nei limiti dei poteri conferiti dalla legge. I membri nominati sono: Francesco Cassano, ex presidente della Corte d’Appello di Bari; Antonello Valentini, giornalista ed ex direttore generale Figc; Umberto Fratino, rettore del Politecnico di Bari; Nicola Favia, avvocato e dirigente arbitrale; don Angelo Cassano, referente regionale di Libera Puglia; Gaetano Sassanelli, avvocato penalista; Vincenzo Vito Chionna, professore ordinario di Diritto Commerciale e avvocato; Luciana Di Bisceglie, presidente della Camera di Commercio di Bari; Isabella Cardone, commercialista e dirigente sportiva; Giuseppe Catalano, Company Secretary di Assicurazioni Generali; Antonio Di Gennaro, ex calciatore e opinionista sportivo. Il Comitato agirà autonomamente e nel corso della prima riunione adotterà un regolamento interno per disciplinare il funzionamento.

. Sabato sera i Pet Shop Boys hanno infiammato il palco del Medimex a Taranto. Migliaia di spettatori sulla rotonda del Lungomare hanno cantato e ballato con il leggendario duo londinese composto da Neil Tennant e Chris Lowe che hanno inaugurato proprio a Taranto la prima tappa europea del loro acclamato tour internazionale. Lo spettacolo è stato un viaggio immersivo e ad altissima energia tecnologica tra le hit che hanno ridefinito la musica pop globale degli anni 80 e 90. Ad aprire il concerto sono stati gli Agents of Time, noto duo di musica elettronica. Purtroppo al termine della serata si sono registrati forti disagi nei trasporti pubblici locali. Migliaia di persone sono rimaste a piedi a causa del caos navette, un disservizio per il quale l’azienda municipalizzata Kyma si è pubblicamente scusata. Il trasporto navetta era previsto fino all’una mentre è stato interrotto intorno alle 23.30. É stata avviata una indagine interna per ricostruire i fatti e l’azienda ha annunciato azioni disciplinari e legali.

Raccolte centinaia di firme chiedendo il ripristino dei luoghi. Dopo i lavori un ragazzo con disabilità ha più disagi di prima e non solo. Strisce pedonali che finiscono contro il marciapiede, sul quale ovviamente un disabile in carrozzella non può salire, finendo col proseguire il suo percorso su strada, per metri, al passaggio delle auto, fino alla prima rampa utile. É solo una delle anomalie segnalate dai cittadini di via Lucania a Taranto, per i quali i lavori recentemente effettuati sono peggiorativi, soprattutto in fatto di barriere architettoniche. Il marciapiede è su due livelli, con più rampe, discontinue, strette se si considerano gli slalom da fare, e non terminano sulle strisce.

. Un gesto che, definire ignobile è forse anche riduttivo, si è verificato la notte scorsa nei pressi del murale dedicato a Igor Protti,. Qui l’altro giorno si è recato un gruppo di tifosi, insieme al compagno di squadra Sandro Tovalieri, per ricordare lo “Zar” morto da poche ore. Qualcuno ha rubato le sciarpe biancorosse che erano state deposte per rendere omaggio a Protti, lasciando solamente i fiori e i biglietti con le dediche. La scoperta è stata fatta in mattinata dalle persone che erano andate in via Mazzitelli per un ultimo ideale saluto al loro idolo. Un episodio vergognoso che ha ovviamente suscitato rabbia e indignazione, ma allo stesso tempo ha dato ai tifosi baresi l’occasione per lanciare un nuovo appello: “Continuiamo a portare sciarpe, fiori e messaggi al nostro campione, rispondiamo con l’amore per Igor a questo gesto miserabile”

La donna era sola in casa. L’abitazione si trova all’interno di un condominio. Una donna di 80 anni, Agata Pastore, è morta nell’incendio divampato nel suo appartamento a Foggia, in via Montegrappa al civico 54, nei pressi della stazione ferroviaria. Da quanto si apprende, la donna, ipovedente, viveva da sola nell’appartamento di famiglia da quando erano morti i genitori. L’appartamento si trova all’interno di un condominio. Quando i soccorsi, allertati dai vicini di casa, sono giunti sul posto per l’anziana non c’era più nulla da fare. Il corpo semicarbonizzato è stato trovato nel vano cucina. Saranno gli accertamenti dei vigili del fuoco a stabilire con precisione le cause del rogo. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri e gli agenti della polizia locale.

Due le esplosioni provocate dai malviventi. Danni anche alle strutture e alle auto parcheggiate. Ennesimo assalto con l’esplosivo a un Postamat. Preso di mira, all’alba, l’ufficio postale di via Casale a Barletta. I malviventi, che sarebbero giunti sul posto a bordo di due auto, hanno provocato due esplosioni con la tecnica della marmotta, ma dai primi rilievi pare non siano riusciti a portar via il bottino. I danni alle struttura e alle auto parcheggiate nelle vicinanze sono comunque notevoli. Sul posto i vigili del fuoco per mettere in sicurezza la zona. Per coprirsi la fuga e bloccare le forze dell’ordine, i banditi avrebbero disseminato lungo la strada chiodi a tre punte. Acquisite le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona.

. Al quartiere San Paolo di Bari, questa mattina, sono stati trovati oltre 40 materassi abbandonati per strada. Ecco lo scempio rinvenuto in via Candura. È capitato tante volte di trovare mobili o altri ingombranti abbandonati in angoli della città, ma tutti questi materassi sono davvero una cosa eclatante. Viene da chiedersi chi li ha buttati e come ha fatto a trasportarli fino lì senza che nessuno se ne accorgesse. Il sindaco di Bari, Vito Leccese, parla di un episodio di grave inciviltà. I materassi sono stati già rimossi grazie ad un intervento straordinario dell’Amiu che comporterà una spesa di circa 1300 euro per l’amministrazione comunale. La polizia locale è al lavoro per individuare i responsabili.

. I genitori di Ivan Ciullo, il dj salentino trovato impiccato a 34 anni ad un albero di ulivo il 22 giugno 2015, per la Procura morto suicida, hanno diffidato mettendo formalmente in mora il Ministero della Giustizia “ per la responsabilità derivante dalle gravi e reiterate omissioni dell’apparato statale “nell’accertamento delle cause della morte del figlio. Tra le richieste avanzate dai diffidanti, la madre Rita il padre Sergio e la sorella della vittima Daniela, l’avvio di un’interlocuzione finalizzata alla definizione risarcitoria della vicenda, nonché provvedere entro 60 giorni al risarcimento dei danni patiti e quantificati per 465 mila euro oltre interessi e rivalutazione monetaria. Secondo quanto evidenziato nella ricostruzione cronologica dei fatti riportata nell’atto, non emergerebbero semplicemente criticità episodiche dell’attività investigativa , bensì due omissioni strutturali ritenute dai diffidanti “decisive” che avrebbero inciso in modo irreversibile sulla possibilità di accertamento della morte del dj. Da un lato il ritardo “ macroscopico” nell’esecuzione dell’autopsia, eseguita a distanza di quasi 4 anni dal decesso, a cui si aggiunge la scoperta nell’occasione della scomparsa degli indumenti e delle scarpe indossati al momento del ritrovamento del corpo, un “danno probatorio irreversibile” ; dall’altro la gestione “tardiva e inadeguata” degli accertamenti sui supporti informatici, quando la prova era ormai degradata. Ivan Ciullo venne trovato impiccato nella campagne di Acquarica del Capo ad un ramo mediante un cavo microfonico . L’inchiesta, aperta prima per istigazione al suicidio e dopo proseguita con l’accusa di omicidio , è stata archiviata per 4 volte. Nelle indagini comparivano due indagati , un amico musicista di Ivan e l’uomo con cui aveva avuto una relazione sentimentale. La famiglia non ha mai creduto alla tesi suicidaria, depositando una perizia di parte in base alla quale la morte sarebbe avvenuta per strangolamento.

. Lutto cittadino a Triggiano per i funerali della piccola Monika Formica, 4 anni, morta venerdì mattina a causa di un incidente stradale. La piccola bara bianca, sorretta da quattro persone, poco prima delle 18 ha fatto ingresso nella chiesa di San Francesco dove si celebrano i funerali. Il parroco, don Nicola Summo, ha aperto la cerimonia funebre con queste parole: ”Affidiamo la piccola Monika alla misericordia di Dio. Signore concedi a noi che piangiamo la sua morte di credere che lei viva con te in paradiso”. Tutta la città ha voluto rendere l’ultimo saluto alla bambina e abbracciare il dolore della sua famiglia. Intanto si sono aggravate le condizioni della madre, 38 anni, ricoverata nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari a causa di un grave trauma cranico con emorragia cerebrale, di una lesione vascolare efratture multiple varie parti del corpo. È in coma e la prognosi resta riservata.

Gabriele Russo era in vacanza nella Repubblica Dominicana con un gruppo di amici. C’era anche un cittadino di Taranto tra i turisti italiani presenti nel resort di Bayahibe, a Santo Domingo, interessato da un vasto incendio che ha causato la morte di Francesca Valentino, casertana di 46 anni. “Erano circa le 10.45 quando è scoppiato l’incendio. Non è scattato alcun allarme. Ci siamo aiutati tra di noi”. È quanto racconta Gabriele Russo, di Taranto, in vacanza nella Repubblica Dominicana con un gruppo di amici. “Abbiamo bussato alle porte dei vari bungalow per avvertire gli altri e farli uscire – racconta il testimone che ha già fatto rientro in Italia -. Siamo poi andati tutti in spiaggia. Non c’era un vero e proprio piano di evacuazione. Pertanto nessuno di noi riusciva a capire in quel momento dove dovesse andare per mettersi in salvo. Non sappiamo – ha aggiunto – cosa abbia provocato l’incendio”. foto: Ansa

Un amico ha tentato disperatamente di salvarlo trascinandolo fuori dal rogo, riportando ustioni di primo e secondo grado ai piedi. Tragedia nelle campagne di Lecce, non lontano dallo stadio Via del Mare. Luigi Cappilli, 89 anni, è morto a causa di un incendio di sterpaglie. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo aveva appiccato il fuoco per ripulire un terreno di sua proprietà, ma le fiamme sono diventate subito incontrollabili. Un amico ha tentato disperatamente di salvarlo trascinandolo fuori dal rogo, riportando ustioni di primo e secondo grado ai piedi. Sul posto sono intervenuti 118, Carabinieri, Polizia e Polizia Municipale, ma i sanitari hanno solo potuto constatare il decesso. di Matteo Bottazzo

I due hanno appiccato il fuoco alla vegetazione in Località Olmo nella Marina di Frigole, una vasta distesa di macchia mediterranea. Due operatori ecologici sono stati arrestati dai carabinieri in provincia di Lecce perché ritenuti responsabili di alcuni incendi dolosi che hanno devastato le campagne del Salento. I due piromani sono stati riconosciuti grazie a un sistema di videosorveglianza installato dai forestali nelle aree a maggiore rischio di incendio boschivo. I due hanno appiccato il fuoco alla vegetazione in Località Olmo nella Marina di Frigole, una vasta distesa di macchia mediterranea. Le telecamere hanno ripreso l’arrivo del mezzo della ditta di nettezza urbana, poi il lancio di un oggetto incendiario verso la vegetazione e la fuga dei due. I due sono stati posti ai domiciliari accusati di incendio boschivo.

La scoperta è dei finanzieri di Gallipoli nel corso di controlli disposti nell’ultimo periodo per contrastare l’evasione. Imprese edili e funebri e ristoranti completamente sconosciuti al fisco, con ricavi per circa 3,7 milioni del tutto sottratti a tassazione. La scoperta è dei finanzieri di Gallipoli nel corso di controlli disposti nell’ultimo periodo per contrastare l’evasione. I finanzieri hanno trovato documentazione in nero, che ha consentito di ricostruire, grazie anche all’ausilio delle banche dati in uso al Corpo, il reddito non dichiarato al fisco. In particolare, l’attività ha consentito di rintracciare nei comuni di Parabita e Matino tre imprese operanti nel settore dell’edilizia, mentre nel comune di Gallipoli un ristorante e un’impresa funebre. 

Venerdì per volontà dello stesso Igor, le ceneri saranno trasferite a Bari e percorreranno l’anello interno dello stadio San Nicola che è stata la sua seconda casa, sostando sotto la curva nord. Campione nello sport e nella vita, ha affrontato la lunga malattia con coraggio e dignità, un tumore al colon che lo ha portato via a soli 58 anni. Il mondo del calcio e dello sport piangono la morte di Igor Protti, ex attaccante simbolo di Bari e Livorno. A darne notizia in un post, ieri mattina, la famiglia che ha riportato le parole lasciate dallo stesso “ZAR”, titolo che aveva conquistato in campo: “Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale“. L’ultima apparizione in pubblico a fine maggio quando ha accompagnato la figlia verso la sua nuova vita: “Il tuo 90esimo minuto era portarmi all’altare, ci sei riuscito” ha scritto Noemi su Facebook. ” È stata una giornata meravigliosa” mi ha scritto pochi giorni fa. “Voglio ricordarlo così”: questo il pensiero del Presidente della Regione Puglia, Decaro. Capocannoniere in Serie A, B e C, Protti detiene un primato unico nel calcio italiano. Dopo gli inizi a Rimini e Livorno, la consacrazione a Bari, dove divenne un idolo della tifoseria. “È stato un onore averti come simbolo”, il commento del Bari calcio. “Ci sono calciatori…e poi ci sono leggende” sottolineano gli ultras. Intanto si moltiplicano le iniziative per ricordare Protti. Gli avvocati Vito Sportelli ed Emilio Loliva hanno chiesto al sindaco Leccese di intitolare anche a lui lo stadio San Nicola. C’è chi vorrebbe intitolargli la curva Nord. Il primo cittadino ha sottolineato che il Comune individuerà “un luogo simbolico di Bari che possa portare” il nome di Protti. In programma anche due proiezioni commemorative del documentario ‘Igor. L’eroe romantico del calcio‘, diretto dal regista livornese Luca Dal Canto, una al Chiostro Santa Chiara a Mola di Bari domenica 21 giugno, l’altra in Fortezza Vecchia a Livorno il 22 giugno. Oggi pomeriggio la salma sarà trasferita dal Cimitero di Cecina allo stadio di Livorno per un ultimo saluto ai sostenitori toscani. Poi nella giornata di domenica la stessa cosa accadrà a Rimini, sua città natale dove sarà cremato. Venerdì per volontà dello stesso Igor, le ceneri saranno trasferite a Bari e percorreranno l’anello interno dello stadio San Nicola che è stata la sua seconda casa, sostando sotto la curva nord.

I funerali della bambina si terranno domani (sabato 20 giugno) nella chiesa di San Francesco D’Assisi a Triggiano alle 18 . La piccola Monica Formica, 4 anni, viaggiava seduta sul sedile posteriore, nell’Opel Corsa guidata da sua madre, 38 anni, di Triggiano. Erano da poco passate le 7 lungo la provinciale 240 che collega Capurso a Noicattaro quando la donna, in curva, si è scontrata frontalmente con una Wolkswagen T Roc, che viaggiava nell’opposto senso di marcia, condotta da un carabiniere fuori servizio. Vetri in frantumi, lamiere accartocciate , frammenti di motore volati in aria e sparsi lungo l’asfalto raccontano la violenza dell’impatto costato la vita alla piccola Monica. La piccola è morta sul colpo, all’arrivo dei soccorritori per lei non c’era più nulla di fare. Sua madre è ricoverata in rianimazione al Policlinico di Bari, ha riportato un grave trauma cranico e lesioni multiple, le sue condizioni sono gravi. È titolare di una stazione di servizio che si trova sulla strada, stava andando a lavorare quando è avvenuto l’impatto.  Il carabiniere è stato condotto all’ospedale Di Venere: secondo quanto appreso le sue condizioni non sarebbero gravi, avrebbe riportato solo qualche frattura alle gambe.  La ricostruzione dell’esatta dinamica dell’incidente è affidata agli agenti della Polstrada e della Polizia Locale di Noicattaro.  I funerali della bambina si terranno domani (sabato 20 giugno) nella chiesa di San Francesco D’Assisi a Triggiano alle 18

. Vasto incendio nel primo pomeriggio lungo la circonvallazione di Foggia. A fuoco un capannone a ridosso di alcune aziende a ridosso della carreggiata. Sul posto sono intervenute numerose squadre dei vigili del fuoco. Al momento non risultano persone coinvolte. Ancora da accertare le cause del rogo. Una colonna di fumo è visibile anche a chilometri di distanza. Si registrano rallentamenti al traffico.

Episcopo si era dimessa dopo la seduta del consiglio comunale dedicata all’approvazione di bilancio. La sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo ha ritirato le dimissioni dalla carica di prima cittadina, protocollate l’8 giugno scorso. Episcopo, esponente del campo largo progressista, è stata eletta nell’ottobre del 2023 e si era dimessa dopo che la seduta del consiglio comunale, dedicata all’approvazione del consuntivo di bilancio 2025, era andata deserta. “Si ringraziano tutte le forze progressiste locali e nazionali per la fiducia, il sostegno e il sentimento comune di voler operare fattivamente nell’interesse esclusivo della nostra comunità – ha scritto in una lunga lettera la sindaca, annunciando la revoca delle dimissioni – . Alle cittadine e ai cittadini va la garanzia, collegialmente professata, di proseguire uniti nella riqualificazione morale, sociale, urbanae civica della nostra amata città”.

All’esito dell’udienza predibattimentale, è stata disposta la prosecuzione del giudizio dinanzi al Tribunale monocratico. Per l’emergenza rifiuti dell’estate 2023 a Foggia saranno processati Gianfranco Grandaliano, ex direttore generale di Ager Puglia, di Massimiliano Piscitelli, temporary manager di Amiu Puglia e direttore degli impianti di trattamento meccanico-biologico di Foggia e Bari, e di Antonello Antonicelli, direttore generale di Amiu Puglia. All’esito dell’udienza predibattimentale, è stata disposta la prosecuzione del giudizio dinanzi al Tribunale monocratico di Foggia, a partire dal 19 novembre. Agli imputati è contestato, in concorso tra loro, il reato di interruzione di un servizio pubblico o di pubblica necessità. Nel procedimento si è costituito parte civile il Wwf.

Barletta, ennesimo assalto al Postamat

Due le esplosioni provocate dai malviventi. Danni anche alle strutture e alle auto parcheggiate Ennesimo assalto con l’esplosivo a un Postamat. Preso di mira, all’alba,

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