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Primo Piano

Quattro giorni fa su Instagram Giulio aveva pubblicato una storia: uno sfondo nero ed una melodia triste.. Gli amici e gli ex compagni di classe del liceo Orazio Flacco di Castellaneta, dove Giulio Razzano l’anno scorso si era diplomato, sono ancora sotto shock. Li abbiamo incontrati in via Caporlando, di fronte alla Gravina dove è stato ritrovato il corpo del 20enne e che ora porta il peso di un silenzio assordante. Giulio un ragazzo solare, socievole, amico di tutti ma che celava in sé anche una profondità, una riservatezza che oggi si rivela incomprensibile, riferiscono gli amici. La storia di Giulio si intreccia con quella di una famiglia rispettabile: la mamma, operatrice turistica che lavora in Svizzera, il papà, finanziere come anche il fratello di Giulio. Le indagini dei Carabinieri procedono nel più stretto riserbo. Il telefonino di Giulio potrebbe offrire qualche frammento di verità. Quattro giorni fa su Instagram Giulio aveva pubblicato una storia : uno sfondo nero ed una melodia triste. Nessuno avrebbe potuto immaginare che dietro quella apparente malinconia si celasse qualcosa di più grave. Il giorno dei funerali di Giulio Razzano sarà lutto cittadino a Castellaneta. Interviste agli amici di Giulio

A Foggia le strade centrali sono praticamente deserte. Foggia nella morsa del caldo che diventa anche più insopportabile a causa dell’elevato tasso di umidità. Le strade centrali sono praticamente deserte. Le persone in strada cercano riparo su qualche panchina sotto gli alberi. I sanitari consigliano soprattutto alla popolazione anziana di non uscire nelle ore più calde. Rischio anche per i lavoratori tanto che è in vigore fino al 15 settembre l’ordinanza regionale che vieta lo svolgimento di attività lavorative all’aperto o in ambienti non climatizzati durante le ore più calde della giornata ed è rivolto principalmente ai settori agricolo, florovivaistico, edile, logistico e lapideo. Intervista a Savino Tango, segretario generale Fillea Cgil Foggia Servizio di Michela Magnifico

Il protagonista del gesto è Fofana Bachirou, un cittadino di origine maliana residente da oltre tredici anni nella città dei Sassi. Un esempio di onestà e civismo arriva da Matera ed ha per protagonista Fofana Bachirou, un cittadino di origine maliana residente da oltre tredici anni nella città dei Sassi. Nei giorni scorsi l’uomo ha rinvenuto su una panchina, nei pressi di un esercizio commerciale di via Annunziatella, un portafoglio contenente 478 euro in contanti, documenti personali e carte di credito. Senza esitazione, si è immediatamente attivato per rintracciare il legittimo proprietario, riuscendo a contattarlo attraverso una ricerca sui social network e a riconsegnargli personalmente quanto smarrito il giorno successivo. Un gesto che potrebbe apparire semplice, ma che racchiude valori preziosi e sempre più necessari: onestà, rispetto degli altri, responsabilità e amore per la propria comunità. Per questo ha ricevuto il plauso del sindaco, Antonio Nicoletti, che lo definito “un cittadino esemplare, un uomo perbene che con il suo comportamento rende onore alla nostra città e offre a tutti, soprattutto ai più giovani, un modello positivo da seguire”. A lui il ringraziamento dell’Amministrazione Comunale.

Non si registrerebbero danni alle abitazioni vicine al luogo dell’assalto. Nella notte è stato assaltato il bancomat dell’istituto di credito Ibl Banca di via Imbriani a Barletta. Due leesplosioni ravvicinate che hanno completamente distrutto il vano in cui si trovava l’erogatore automatico di denaro e mandato in frantumi la porta a vetri della banca. Chi ha agito, sarebbe poi riuscito a fuggire asportando la cassa automatica col bottino, che è da quantificare. Non si registrerebbero danni alle abitazioni vicine al luogo dell’assalto. Nelle stesse ore, sempre a Barletta, il punto vendita Lidl in via Foggia è stato oggetto di una spaccata. I banditi hanno sfondato la vetrata di ingresso con un’auto rubata abbandonata poi sul posto. Su entrambi gli episodi indaga la polizia.

Otto persone indagate. Dehors montati senza autorizzazioni a pochi passi dal mare. Piattaforme sistemate all’esterno di ristoranti su cui allestire tavolini e sedie che però mettevano a rischio la “salvaguardia, l’integrità e le relative condizioni di prospettiva, luce e cornice dello spazio urbano tutelato” del porto di Trani. È quanto accertato dai carabinieri del nucleo Tutela patrimonio culturale di Bari che, assieme ai colleghi del comando provinciale Bat, hanno sequestrato strutture, come dehors e pedane, realizzate “in assenza delle necessarie autorizzazioni, in violazione delle norme di tutela del patrimonio culturale, del demanio marittimo e sull’occupazione di suolo pubblico”, spiega una nota. Otto le persone indagate per violazione delle norme paesaggistiche mentre ammonta a 93mila euro il totale delle sanzioni comminate. Secondo quanto accertato “le strutture abusive hanno interrotto la continuità visiva e la percezione dei fronti edificati storici e dei beni culturali vincolati prospicienti lo specchio acqueo antistante il porto di Trani che è sottoposto a regole di tutela indiretta”. Quanto sottoposto a sequestro, ovvero “installazioni con pedane, elementi perimetrali e sistemi vari di ombreggiamento e chiusura” è stato ritenuto dalla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Bat e Foggia incompatibile “con il carattere storico-artistico delle aree tutelate in cui ricadono, ostruendo talvolta le facciate degli edifici storici interessati e compromettendo la loro immagine in rapporto al mare, con conseguente alterazione delle condizioni di decoro e godibilità degli immobili sottoposti a vincolo e del waterfront portuale”.

Un trentenne è stato arrestato e trasferito in carcere e per altri due del posto è stato disposto l’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria. A Matera i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno eseguito tre ordinanze misure cautelari nell’ambito del contrasto della diffusione di materiale pedopornografico, reati sessuali e spaccio di sostanze stupefacenti. In particolare un trentenne è stato arrestato e trasferito in carcere e per altri due del posto è stato disposto l’obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria. Eseguite sette perquisizioni personali e locali nei confronti di soggetti, all’epoca dei fatti, tutti minorenni. Nel corso delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Potenza e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni, i finanzieri hanno scoperto dieci soggetti – di cui sette minori d’età – che pubblicizzavano e inviavano su gruppi WhatsApp materiale pedopornografico. Tra questi uno compiva atti sessuali nei confronti di tre minori di anni 14 in cambio di denaro, deteneva, pubblicizzava ed inviava sempre sui medesimi gruppi WhatsApp materiale pedopornografico ed effettuava cessioni gratuite di sostanze stupefacenti del tipo marijuana ad un minore di anni quattordici.

Ieri la nomina del medico legale incaricato dell’esame. Verrà eseguita oggi l’autopsia sul corpo di Marianna Lapadula, la 22enne di Rionero in Vulture morta lunedì a seguito alle complicazioni insorte dopo un parto cesareo all’ospedale San Giovanni di Dio di Melfi. Ieri la nomina del medico legale incaricato dell’esame: si tratta del dottor Giovanni Zotti, che avrà 90 giorni di tempo per depositare la propria relazione. Intanto vanno avanti gli accertamenti avviati dalla Regione Basilicata e dall’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza, che hanno aperto due distinte indagini interne per fare piena luce sulla vicenda.

Gli avrebbe sottratto il telefono cellulare e le chiavi dell’auto per impedirgli di andare via. L’attore Raz Degan andrà a processo con le accuse di violenza privata ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Lo ha deciso il Tribunale di Brindisi. I fatti risalgono al 31 luglio 2024 e sarebbero avvenuti nel trullo dell’attore, tra Ostuni e Cisternino. Secondo l’accusa, al termine di una lite con un elettricista impegnato in alcuni lavori, Degan gli avrebbe sottratto il telefono cellulare e le chiavi dell’auto per impedirgli di andare via. L’artigiano si è costituito parte civile. La prima udienza del processo è fissata per il 2 ottobre.

. Michele Emiliano non indosserà nuovamente la toga. Il Csm ha votato a maggioranza (15 voti a favore, 7 contrari e 6 astenuti) la proposta di collocamento fuori organico della magistratura. L’ex presidente della Regione Puglia svolgerà il ruolo di consulente della Commissione parlamentare di inchiesta al Senato su condizioni lavoro in Italia, sfruttamento e sicurezza. In pratica si occuperà di caporalato nella commissione d’inchiesta presieduta da Tino Magni, senatore di Avs.  Emiliano ha espresso entusiasmo e soddisfazione per il nuovo incarico. “Non vedo l’ora di mettermi al lavoro per sostenere le indagini della commissione di inchiesta del Senato sul Caporalato e sulla sicurezza del Lavoro. Grazie all’esperienza che ho fatto sia da magistrato che da politico potrò dare una mano in questo momento così drammatico”, ha commentato l’ex presidente, “Sono contento che il Csm abbia compreso che anche a me andava applicato lo stesso trattamento che si applica a tutti gli altri magistrati che sono stati in politica, nonostante la legge Cartabia non si applicasse al mio caso per ragioni di garanzia. Non potevo ripresentarmi in aula con la toga come se non fosse successo niente. Per questo ho accettato l’incarico del Senato”.  “Credo che andando incontro alla richiesta del Senato, unanime per tutti i partiti – ha concluso Emiliano – il Csm abbia trovato una soluzione che mi permette di continuare il mio lavoro di magistrato presso la commissione di inchiesta che ha gli stessi poteri di inchiesta di una procura. Gli interventi contrari dei consiglieri di nomina da parte del centrodestra li capisco e li accetto. È un inevitabile gioco delle parti che va compreso”.

L’episodio sarebbe riconducibile a una lite in ambito familiare. Alcuni colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi nel primo pomeriggio di oggi, a Brindisi, contro la porta d’ingresso di un’abitazione privata in un condominio di via Leonardo da Vinci, nel quartiere Sant’Elia. Secondo quanto si apprende, il presunto responsabile, un uomo di 51 anni già sottoposto agli arresti domiciliari, è stato individuato e fermato dalla Polizia di Stato dopo essersi allontanato a bordo di una motocicletta. Altri colpi avrebbero raggiunto il vetro del pianerottolo al primo piano dello stabile, dove si trova l’appartamento coinvolto. L’episodio sarebbe riconducibile a una lite in ambito familiare. Sul posto è intervenuta la squadra mobile di Brindisi per le indagini. La polizia scientifica ha effettuato i rilievi, mentre i vigili del fuoco del comando provinciale sono intervenuti per il recupero dei bossoli

Il suo corpo rinvenuto in fondo alla gravina. Ritrovato, dopo 24 ore di ricerche, il corpo senza vita di Giulio Razzano, il 20enne, scomparso martedì sera, dopo essersi allontanato dalla sua abitazione di Castellaneta. Il corpo è stato ritrovato in fondo alla gravina del centro storico. Dopo la denuncia di scomparsa da parte dei genitori, è scattata una ricerca capillare, che ha impegnato i Carabinieri, che indagano sul caso, assieme a tutte le forze dell’ordine e ai volontari della Protezione civile e delle associazioni. Sono stati impiegati droni, elicotteri, cani e ogni mezzo possibile. L’ultimo tragitto del giovane è stato filmato dalle telecamere di videosorveglianza, da casa sua fino al belvedere di Caporlando. Al momento, secondo le prime informazioni, si fa strada l’ipotesi del suicidio, ma saranno gli investigatori a chiarire con precisione la dinamica dei fatti. La comunità è scossa per l’accaduto e si stringe attorno alla famiglia.

Il Tribunale del Riesame ha rigettato le richieste degli imputati. Il Tribunale del Riesame di Lecce ha rigettato tutte le richieste avanzate da 15 indagati dell’operazione dei Carabinieri del Comando provinciale di Lecce denominata “Core”, confermando integralmente i provvedimenti cautelari emessi dal Giudice per le indagini preliminari nei confronti degli indagati che avevano proposto impugnazione. Tre di loro le avevano ritirate prima che si esprimesse il Tribunale. Restano pertanto confermate le misure custodiali in carcere già applicate, fatta eccezione per un indagato che, già prima della decisione del Tribunale del riesame, era stato ammesso a una misura meno afflittiva consistente nel divieto di dimora nel territorio della Regione Puglia. L’operazione aveva portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di 30 persone, a fronte di un totale di 52 indagati. Tra gli aspetti di maggiore rilievo emersi nel corso delle indagini c’erano la ricostruzione, sulla base dell’attività investigativa, della struttura e dell’operatività del sodalizio criminale, l’accertamento di presunti riti di affiliazione e di progressione interna, oltre all’individuazione di una serie di condotte delittuose che avrebbero consentito agli investigatori di delineare ruoli, gerarchie e dinamiche associative.

Sul posto due squadre dei Vigili del Fuoco di Bari. Un incendio è divampato questo pomeriggio all’interno di un campo che costeggia la strada provinciale 240 tra Rutigliano e Noicattaro, nel barese. A rendere difficoltosa la circolazione dei mezzi, la spessa coltre di fumo che ha invaso la strada, lambita anche dalle fiamme. Sul posto due squadre dei Vigili del Fuoco di Bari.

Difficoltà alla circolazione e potenziali rischi per la sicurezza dei cittadini. Nel primo pomeriggio una bomba d’acqua si è abbattuta su Taranto. Tanti i disagi in varie zone della città. Numerosi alberi e rami sono caduti per il forte vento. Difficoltà alla circolazione e potenziali rischi per la sicurezza dei cittadini. Le squadre operative sono attualmente impegnate sul territorio per gli interventi urgenti di messa in sicurezza delle aree interessate. L’amministrazione comunale invita la cittadinanza alla massima prudenza negli spostamenti anche nelle prossime ore e a segnalare eventuali situazioni di pericolo.

L’uomo, 48 anni di Taurisano, era impegnato nei lavori di demolizione del solaio. Ancora un altro incidente sul lavoro nel Salento. Un operaio di una ditta edile è rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro avvenuto questa mattina a Castrignano del Capo, in via Bellini. L’uomo, 48 anni di Taurisano, era impegnato nei lavori di demolizione del solaio di uno stabile privato oggetto di un intervento di ristrutturazione, quando per cause da accertare è caduto da un’altezza di 3 metri. Soccorso e trasportato in ambulanza in codice rosso all’ospedale di Tricase, ha riportato un trauma cranico e alcune fratture. Da quanto si apprende l’operaio indossava il casco. Sul posto i carabinieri e gli ispettori Spesal.

Presenti anche vice ministri, sottosegretari, le massime autorità civili, militari e religiose . Foggia ha ospitato la cerimonia nazionale per il 252° anniversario di fondazione della Guardia di finanza. La scelta del capoluogo dauno non stata è casuale ma ha rappresentato un segnale forte in una città a forte densità criminale: “Lo Stato c’è e lo dimostra con la presenza sul territorio” è stato ribadito durante la cerimonia. Presente la premier Giorgia Meloni che ha consegnato alcune onorificenze ai militari che si sono particolarmente distinti nel contrasto alle attività illecite e nello sport. Il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha sottolineato l’importante ruolo delle fiamme gialle nella lotta all’evasione fiscale. “La strategia condotta dal Governo – ha detto Giorgetti – ha restituito equità al sistema consentendo di recuperare risorse utili da ridistribuire a famiglie e imprese”. Il comandante generale della Guardia di finanza, generale di Corpo d’Armata Andrea De Gennaro, si è soffermato sui risultati ottenuti sul fronte del contrasto al lavoro irregolare e della frodi tecnologiche.

La donna ha riportato una contusione alla mandibola e la frattura dell’anulare, provocata dallo strappo della fede matrimoniale dal dito. Paura nella notte per due anziani, di 76 e 74 anni. La coppia di coniugi è stata bloccata in bagno per oltre un’ora, strattonate e picchiata mentre i ladri mettevano a soqquadro l’appartamento alla ricerca di denaro. È accaduto a Bitonto, in una palazzina di via Repubblica Italiana, in pieno centro. Secondo una prima ricostruzione, quattro persone sono arrivate intorno alle 2.55 a bordo di un’Audi A3 con targa estera. I rapinatori sarebbero entrati nell’abitazione dal balcone e avrebbero poi lasciato l’edificio dal portone principale, fuggendo intorno alle 4. Durante la rapina, i due coniugi sarebbero stati spinti e costretti a restare nel bagno, mentre i malviventi rovistavano in cassetti, mobili e scatoloni, distruggendo la casa. Cercavano denaro che ritenevano riconducibile al genero della coppia, un imprenditore 33enne della città, ma anche davanti al diniego degli anziani avrebbero continuato a cercare. La donna ha riportato una contusione alla mandibola e la frattura dell’anulare, provocata dallo strappo della fede matrimoniale dal dito. Il marito ha riportato lesioni a un braccio e lividi in varie parti del corpo. Entrambi sono stati trasportati e ricoverati al Policlinico di Bari. Sono in corso accertamenti da parte degli agenti del commissariato di Bitonto.

L’uomo è ritenuto responsabile dei reati di tentato omicidio e guida in stato di ebbrezza alcolica e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Al termine di una discussione con dei motociclisti li ha inseguiti impattando volontariamente contro una moto condotta da un 24enne che è finito fuori strada. Per questo i carabinieri di Andria hanno arrestato in flagranza un uomo originario della provincia di Bari per tentato omicidio. L’episodio è accaduto nei pressi di Castel del Monte. Il ragazzo è stato soccorso dal 118, è stato trasportato in codice rosso all’ospedale di Barletta, dove gli sono state riscontrate gravi lesioni ma non è in pericolo di vita. Al responsabile è stata contestata anche la guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Una struttura mafiosa ancora pienamente operativa, capace di estendere i propri interessi dal traffico di droga alle estorsioni, dai reati predatori fino all’infiltrazione nell’economia legale e alla pianificazione di azioni violente. Sei persone di Foggia sono state arrestate nell’ambito di un’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari sulla perdurante operatività della Società Foggiana e, in particolare, della batteria Sinesi-Francavilla. Tra gli indagati figurano due fratelli ritenuti ai vertici del gruppo criminale, nonostante fossero già sottoposti agli arresti domiciliari. Secondo l’accusa, i presunti capi del sodalizio avrebbero continuato a impartire direttive e mantenere contatti con l’esterno, gestendo gli affari dell’organizzazione anche durante il periodo di restrizione. I contatti sarebbero proseguiti attraverso lettere e soprattutto mediante telefoni cellulari clandestini utilizzati per comunicare con altri esponenti detenuti a Siracusa, Lanciano, Terni e Palermo. Uno dei destinatari della misura cautelare è accusato di aver utilizzato nel 2021 un telefono cellulareclandestino all’interno del carcere di Tolmezzo per mantenere in vita i collegamenti tra il clan Sinesi-Francavilla e il clan Li Bergolis del Gargano, consentendo la prosecuzione delle attività criminali nonostante la detenzione dei vertici. Al centro delle contestazioni vi sarebbe un’operazione economica risalente al periodo 2012-2013: circa 600 mila euro, ritenuti provento di attività illecite, sarebbero stati investiti nel settore edilizio attraverso un imprenditore foggiano, con l’obiettivo di favorire l’ingresso della criminalità organizzata nell’economia legale. Per gli investigatori ci sarebbe stata una mediazione nella gestione della piazza di spaccio di Vieste. Uno degli arrestati avrebbe cercato di favorire gli interessi del clan Li Bergolis, promuovendo un accordo che prevedeva il pagamento di 10 mila euro mensili per l’utilizzo della piazza di spaccio viestana. Determinanti per l’indagine sono state le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Ciro e Giuseppe Francavilla, che dall’inizio del 2024 hanno fornito agli inquirenti dettagli sui nuovi assetti della criminalità organizzata foggiana, sulle alleanze con altri gruppi mafiosi e sui tentativi di infiltrazione nell’economia legale.

Ritrovato il cellulare del ragazzo. Sono in fase di acquisizione i filmati delle telecamere dei privati. Al setaccio con droni, cani e ogni mezzo possibile la gravina di Castellaneta alla ricerca di Giulio Razzano, 20 anni, scomparso da ieri, 23 giugno. Si è allontanato da casa intorno alle 14:30. Sarebbe dovuto andare in palestra ma ha lasciato il borsone, che aveva preparato, e il portafogli, con i documenti. Questa mattina il ritrovamento del cellulare, nei pressi della chiesa madre. Perlustrato il tratto in questione, non è stato trovato altro. I carabinieri, che indagano sulla vicenda, e ai quali la famiglia ha sporto denuncia, hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza. I filmati acquisiti mostrano il percorso da casa, via del Mercato, fino al belvedere di Caporlando, che affaccia sulla gravina. Per visionare il resto del percorso, sono in fase di acquisizione i filmati delle telecamere dei privati. La gravina è molto impervia. Coinvolto nelle ricerche anche il Soccorso alpino. Nelle ultime ore prima della scomparsa non sarebbe accaduto nulla di particolare. Giulio, ricordiamo, è alto 1.73 cm, ha capelli castani e occhi verdi. Indossa pantaloncini di jeans e una maglietta bianca. Chiunque dovesse vedere o sapere qualcosa è pregato di chiamare il 112.

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