
Samantha Lacedonia, la 21enne morta mentre andava a lavorare: si indaga per omicidio stradale
Lunedì i funerali a Bisceglie. La ragazza si era trasferita in provincia di Brindisi da poco perché esigenze lavorative Saranno celebrati il 4 maggio alle
Lunedì i funerali a Bisceglie. La ragazza si era trasferita in provincia di Brindisi da poco perché esigenze lavorative . Saranno celebrati il 4 maggio alle 15.30 a Bisceglie i funerali di Samantha Lacedonia, la 21enne morta in seguito ad un incidente stradale avvenuto sulla provinciale tra Ostuni e Ceglie Messapica. La procura di Brindisi intanto ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale. La ragazza, che si era trasferita da poco in provincia di Brindisi, era al suo primo giorno di lavoro e si stava recando in un locale di Ostuni quando si è scontrata con una Mercedes guidata da un 83enne. Il pm ha disposto il sequestro dei mezzi.
L’uomo, alla vista delle pattuglie, è andato su tutte le furie aggredendo e minacciando di morte i militari. Danneggiamento aggravato, violenza, minaccia, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. È la sfilza di accuse che ha fatto scattare le manette per un 28enne di origine straniera che vive a Massafra. Nella notte ha creato il panico in due locali del centro storico, minacciando e inveendo contro i dipendenti e i clienti, con la pretesa di continuare a bere, nonostante fosse in evidente stato di alterazione. In entrambi i casi è stato chiesto l’intervento dei carabinieri. Nel primo bar la situazione sembrava risolta. Il secondo episodio ha invece portato all’arresto. L’uomo, alla vista delle pattuglie, è andato su tutte le furie aggredendo e minacciando di morte i militari, ferendone uno e, una volta in caserma, ha anche tentato atti di autolesionismo rompendo a testate la vetrina dei presidi antincendio.
Lutto cittadino a Foggia. Per l’ultimo saluto tanti amici e persone che le volevano bene. Il vescovo: “Cari Jessica e Michael, perdonate se potete e amate”. Si sono svolti questa mattina, 2 maggio, i funerali di Stefania Rago, la donna di 46 anni uccisail 23 aprile a Foggia nella sua abitazione dal marito, il 48enne Antonio Fortebraccio, ora in carcere con l’accusa di femminicidio. Il feretro, nella chiesa di San Michele Arcangelo a Foggia, era ricoperto da rose bianche, accompagnato dai suoi familiari: i figli Jessica e Michael, i genitori, la sorella, il fratello e tanti amici e persone che la conoscevano e le volevano bene. Per i funerali è stato proclamato lutto cittadino. Le parole dei figli A prendere la parola è stato Michael che insieme alla sorella Jessica ha affidato a una lettera il proprio saluto: “Porteremo avanti i tuoi valori e affronteremo la vita come avresti fatto tu, con grinta, coraggio e solarità”, ha detto il giovane, ricordando la madre come “una vera guerriera. La tua storia resterà comeesempio per molti, perché oggi accanto a te non ci sono solo i tuoi familiari, ma un paese intero“. Poi l’appello, fermo e diretto, a non dimenticare: “Nessuno, ripeto, nessuno deve dimenticare quantoaccaduto la sera del 23 aprile. Nostra mamma, per molti di voi Stefania Rago, potrà essere la mamma, l’amica, la figlia di ognuno di voi. Ora puoi continuare a vivere lassù, con la stessa luce con cui hai vissuto qui, ma finalmente in pace. Riposa in pace mamma“. L’omelia del vescovo Ferretti Nell’omelia monsignor, Giorgio Ferretti, arcivescovo della diocesi Foggia-Bovino, si è rivolto ai figli dicendo: “Cari Jessica e Michael, perdonate se potete e amate. Il perdono disarma e cambia in bene i sentimenti malvagi. Il perdono non dona pace solo a chi lo riceve, esso lenisce anche il dolore e pacifica chi lo dona. Cari figli, nella memoria della mamma, perdonate e amate. Mettetevi al servizio del bene, lasciatevi amare dal Signore Gesù e trovate pace”. Il cuore dell’omelia si è fatto denuncia: una critica chiara alla mentalità del possesso, alla confusione tra amore e dominio: “È assurdo che consideriamo spesso anche le persone nostra proprietà. Diciamoalla persona amata ‘sei mia’ e sottintendiamo che non vogliamo che sia di nessun altro. E il nostro egoismo si espande al punto di voler soggiogare gli amati al nostro volere. E la profonda stoltezza di questo pensiero è che oltre a fare del male alle persone amate, così ne facciamo anche a noi stessi. Torturiamo e ci torturiamo: ci roviniamo la vita. Ah se comprendessimo l’amore sincero, libero, che Gesù ha per ciascuno di noi: forse ne sapremmo donare di più e di più vero agli altri. Basta ascoltare noi stessi, le nostre voglie, i nostri desideri, le nostre passioni; basta soffrire per ciò che ci manca e smaniare, sgomitare per possedere; basta uccidere per avere”. Un pensiero per Stefania: “E tu cara Stefania, tra le braccia di Cristo Risorto, dal giardino del cielo, dove non c’è più né sofferenza né lutto, perdonaci e prega un po’ anche per noi“.
Trovati anche oltre 10.000 euro in contanti. Un garage era stato trasformato in un bazar della droga, con sostanze già pronte per la vendita e oltre 10mila euro in contanti. La scoperta è dei Carabinieri di Lecce nella zona Salesiani del capoluogo, dove un 25enne è stato arrestato in flagranza di reato. Nel box auto, utilizzato come deposito, i militari hanno rinvenuto circa 200 grammi di marijuana, 240 grammi di hashish e ulteriori quantitativi in cristalli, già suddivisi in dosi e pronti per l’immissione sul mercato illecito. Nello stesso locale erano presenti tre bilancini di precisione, materiale per il confezionamento e oltre 10.000 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività di spaccio. Nel corso dell’operazione è stato inoltre rinvenuto un fucile da caccia calibro 20, tipo doppietta, risultato non denunciato. Per questo è stata segnalata all’Autorità Giudiziaria la madre del giovane, una 54enne. La donna ha riferito che l’arma, appartenuta ai genitori, era stata rinvenuta tempo addietro senza che venisse mai regolarizzata. Il 25enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari.
Le accuse sono di omicidio volontario, occultamento di cadavere e indebito utilizzo di carta di pagamento. Avrebbe ucciso Michelangelo Scamarcia, 67 anni, soffocandolo con una busta di plastica al culmine di una lite per un debito di appena 30 euro, per poi occultarne il cadavere nel retro del proprio negozio e utilizzare la sua carta di pagamento. Con le accuse di omicidio volontario, occultamento di cadavere e indebito utilizzo di carta di pagamento, è stato sottoposto a fermo Lin Wei, 42enne di origine cinese, titolare dell’attività commerciale “Moda Casa” in piazza Umberto, a Bari-Carbonara. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura della Repubblica di Bari ed eseguito dai carabinieri della Compagnia Bari San Paolo, al termine di un’indagine avviata dopo la denuncia di scomparsa presentata il 2 aprile dal fratello della vittima. La confessione Nel corso dell’interrogatorio, alla presenza del difensore, l’indagato ha ammesso di aver provocato la morte del 67enne. Secondo quanto ricostruito, tra i due era stato concordato un utilizzo della carta di inclusione intestata a Scamarcia per una transazione da 600 euro, con restituzione in contanti della somma di 530 euro decurtata di una commissione di 70 euro. La mancata consegna, da parte di Wei, di 30 euro (quindi solo di 500 euro) avrebbe fatto scattare la lite, degenerata nell’omicidio. Gli accertamenti del medico legale, eseguiti sul posto, hanno confermato una morte violenta, non inferiore a 10-15 giorni prima del ritrovamento. Il locale è stato posto sotto sequestro. La Procura evidenzia anche il concreto pericolo di fuga: il 42enne, con legami familiari all’estero e dimora di fatto nel negozio, avrebbe manifestato l’intenzione di lasciare Bari per trasferirsi a Prato o rientrare in Cina.
Le armi sono risultate provento di due furti, commessi nel 2017 e 2019 in Basilicata e Campania. In auto avevano un fucile calibro 20, una carabina calibro 38, numerose cartucce, un bastone e due coltelli a serramanico. Per questo due uomini, residenti in provincia di Potenza, sono stati arrestati in flagranza di reato dai Carabinieri della Compagnia di Policoro. Le accuse sono di detenzione e porto illegale di armi. I due sono stati fermati mentre erano a bordo di un’autovettura di grossa cilindrata: le armi sono risultate provento di due furti, commessi nel 2017 e 2019 in Basilicata e Campania.
I fatti risalgono al 6 aprile. Il Gip ha evidenziato la gravità dei fatti e la pericolosità dell’indagato, già sottoposto ad affidamento in prova. Un 30enne di Brindisi è stato arrestato per tentata estorsione aggravata, porto e detenzione illegale di arma da fuoco e tentate lesioni personali. Il provvedimento, eseguito dai carabinieri, è stato emesso dal Gip su richiesta della Procura. L’uomo è accusato di aver reagito a un sinistro stradale del 6 aprile con richieste di denaro e, il giorno successivo, con minacce e l’uso di un’arma da fuoco contro due giovani. Secondo quanto ricostruito, avrebbe esploso due colpi di pistola contro l’auto delle vittime, colpendo sportello e targa. Le indagini, condotte dai carabinieri di Brindisi, hanno ricostruito la dinamica attraverso immagini di videosorveglianza, rilievi tecnici e testimonianze. Il Gip ha evidenziato la gravità dei fatti e la pericolosità dell’indagato, già sottoposto ad affidamento in prova. L’uomo è stato condotto in carcere a Brindisi.
Le operazioni di ricerca sono coordinate dalla Capitaneria di Porto di Gallipoli. In campo motovedette e il supporto aereo dell’elicottero “Drago” dei Vigili del Fuoco. Sono ore di apprensione a Porto Cesareo per la sorte di Mimmo Piepoli, 39 anni, scomparso col kitesurf venerdì al largo di Baia Grande, nel tratto di mare compreso tra Torre Chianca e Torre Lapillo. Le ricerche sono iniziate attorno alle 18. Secondo le testimonianze, l’uomo, originario di Erchie, avrebbe perso improvvisamente il controllo della vela, finendo in balia della corrente e scomparendo rapidamente alla vista dei compagni. Sono stati gli amici, preoccupati dal mancato rientro, a dare l’allarme facendo scattare la macchina dei soccorsi. L e operazioni di ricerca, coordinate dalla Capitaneria di Porto di Gallipoli, sono scattate immediatamente. In campo motovedette e il supporto aereo dell’elicottero “Drago” dei Vigili del Fuoco, che ha sorvolato incessantemente la zona fino al tramonto. A complicare i soccorsi sono le proibitive condizioni meteo-marine: il forte vento da nord e il mare molto mosso rendono difficile individuare qualsiasi traccia del giovane o della sua attrezzatura.
Nel locale al civico 55 di Piazza Umberto a Carbonara di Bari i carabinieri della Compagnia Bari San Paolo hanno trovato il cadavere di Michelangelo Scamarcia, 68 anni, scomparso il 31 marzo scorso. Il suo corpo senza vita è stato rinvenuto nel negozio avvolto in buste per l’imballaggio, in avanzato stato di decomposizione. Il titolare del negozio, ora sotto sequestro, è stato sottoposto a fermo, con l’accusa diomicidio volontario, portato via e salvato da sicuro linciaggio della folla. Sul cadavere, da una prima ispezione, non sarebbero stai rilevati segni di violenza. Non si esclude una morte per soffocamento. L’uomo, un cittadino cinese di 42 anni che è ora in carcere, durante l’interrogatorio avrebbe confessato di averlo ucciso soffocandolo con un sacchetto. Non è ancora chiaro il movente. Sembra che tra i due ci sia stato un litigio, ma il presunto responsabile non sarebbe stato in grado di spiegare le motivazioni. Nei prossimi giorni verrà disposta l’autopsia. Sia la vittima sia il fermato sono incensurati. Il presunto omicida è stato individuato grazie anche all’esame dei sistemi di videosorveglianza e i prelievi fatti sulle carte della vittima. Le indagini sono condotte dai carabinieri coordinati del pm della procura di Bari Claudio Pinto. Qui la ricostruzione dei fatti
Le fiamme si sono sprigionate da un cavo elettrico che circonda una finestra che si affaccia sulla strada. Momenti di apprensione nel primo pomeriggio, a Foggia, a seguito di un incendio che si è sviluppato a Palazzo Dogana, sede dell’amministrazione provinciale, nella centralissima piazza XX Settembre.Le fiamme si sono sprigionate da un cavo elettrico che circonda una finestra che si affaccia sulla strada.Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno spento il rogo e messo in sicurezza l’area.L’edificio era vuoto, trattandosi di un giorno festivo.
Quattro colpi di pistola al cuore, all’addome, al braccio e all’avambraccio destri, esplosi da vicino, e nessun segno di colluttazione: è quanto emerso dall’autopsia. Quattro colpi di pistola al cuore, all’addome, al braccio e all’avambraccio destri, esplosi da vicino, e nessun segno di colluttazione: è quanto emerso dall’autopsia su Stefania Rago, la 46enne uccisa giovedì scorso nel suo appartamento, a Foggia. In carcere, con l’accusa di omicidio volontario aggravato, c’è suo marito Antonio Fortebraccio, guardia giurata di 48 anni, che ha assassinato la donna con l’arma di servizio. I funerali saranno celebrati sabato mattina nella parrocchia di San Michele.Sarà lutto cittadino. Stefania Rago voleva separarsi, hanno ribadito i figli Jessica e Michael. Intervistati: Jessica e Michael Fortebraccio, figlio di Stefania Rago e avvocato Michele Sodrio, legale figli di Stefania Rago
Secondo gli inquirenti potrebbe essersi trattato di un’aggressione punitiva, le due minorenni avrebbero aizzato contro la 13enne un rottweiler e un pastore del Caucaso. Sono stati sequestrati i cellulari delle due sorelle di 15 e 17 anni denunciate dopo l’aggressione subita da una 13enne. La ragazzina è stata azzannata da due cani sulla spiaggia di Porto Cesareo, dopo aver avuto un diverbio con le due sorelle. I carabinieri, su disposizione della Procura per i minori, stanno ricostruendo i dettagli dell’accaduto. Secondo gli inquirenti potrebbe essersi trattato di un’aggressione punitiva, le due sorelle avrebbero aizzato contro la ragazzina un rottweiler e un pastore del Caucaso. Fondamentale alle indagini il video girato e diffuso. Si vedono tutte le fasi dell’aggressione, si sentono insulti contro la vittima e anche risate.Le accuse sono di lesioni personali aggravate da futili motivi e dalla minorata difesa della vittima. La 13enne ha riportato gravi ferite ad una gamba.
É il drammatico particolare che emerge nelle indagini a carico di Sheikh Md Humaun il 33 enne bangladese, l’autore del delitto, arrestato dai carabinieri a Tricase dove vive e lavora. La scena del delitto mostrata ai familiari in una drammatica videochiamata nella quale confessa di aver appena ucciso il fratello minore durante una lite. É il drammatico particolare che emerge nelle indagini a carico di Sheikh Md Humaun il 33enne bengalese l’autore del delitto, arrestato dai carabinieri a Tricase dove vive e lavora, con l’accusa di omicidio volontario aggravato, nella videochiamata ha mostrato l’arma del delitto, un coltello da cucina, e poi l corpo riverso in casa per terra. La scena della videochiamata compare su molti siti di news del Bangladesh in cui si fa riferimento ai dissidi tra i due fratelli. Dall’ispezione cadaverica effettuata dal medico legale Ermenegildo Colosimo presso l’obitorio del Vito Fazzi di Lecce, sono emerse tre coltellate inferte, solo una mortale, inferta di spalle, all’altezza della regione lombare .
Gino, come era conosciuto nell’ambiente, viene descritto come una persona onesta e seria. Lascia una figlia e una compagna. Angelo Pizzi era il direttore di sala della “Spaghetteria numero 1”. Ha aperto lui ai suoi assassini che però cercavano un’altra persona. Si è trovato sulla traiettoria dei colpi ed è morto. Gino, come era conosciuto nell’ambiente, viene descritto come una persona onesta e seria. Lascia una figlia e una compagna. Qui la testimonianza del collega e amico
Per Angeloantonio Angarano è importante che la città mostri una coesione sociale importante. “Aprile è stato un mese che ha messo Un mese che ha messo a dura prova la nostra convinzione di poter superare qualsiasi ostacolo e di affrontare qualsiasi problema” dice il sindaco di Bisceglie, Angeloantonio Angarano, dopo l’omicidio ai ristorante. Si era da poco conclusa la marcia silenziosa in memoria di Patrizia Lamanuzzi, la 55enne uccisa dal marito che poi si è tolto la vita lo scorso 15 aprile. L’omicidio di una persona innocente pesa ora come un macigno sulla comunità impaurita e scossa già dalla morte di una bambina sotto il peso di un albero caduto e da due delitti di mafia, senza dimenticare l’angoscia della famiglia di un pescatore disperso dopo il crollo di un ponte in Molise. “Non pensavamo mai di trovarci oggi di fronte ad un brutale omicidio e ad una criminalità organizzata che ha alzato l’asticella. Oggi è importante rimanere uniti, insieme con l’obiettivo che questa città deve mostrare una coesione sociale importante” conclude in sindaco Angarano. Si era da poco conclusa la marcia silenziosa in memoria di Patrizia Lamanuzzi, la 55enne uccisa dal marito che poi si è tolto la vita lo scorso 15 aprile, e subito la città è ripiombata nell’orrore, al termine di un mese orribile, contrassegnato da tragedie che sono come ferite difficili da rimarginare. L’omicidio di una persona innocente pesa ora come un macigno sulla comunità impaurita e scossa già dalla morte di una bambina sotto il peso di un albero caduto, da un omicidio suicidio, e da due delitti di mafia, senza dimenticare l’angoscia della famiglia di un pescatore disperso dopo il crollo di un ponte in Molise.
Il quadro per gli investitori è chiaro, si tratta ora di individuare esecutori e mandanti dell’agguato. Non era il 62enne Angelo Pizzi il bersaglio del commando, in tre con i volti coperti arrivati a bordo di un auto, guidata da un complice, poi svanita nel nulla; il direttore di sala si è trovato sulla direttrice dei proiettili e ha fatto come da scudo al suo titolare, il vero obiettivo, emerge dal riserbo degli inquirenti, della spedizione punitiva, che è riuscito a scappare, pare, trovando riparo in un ripostiglio del locale. Qui la ricostruzione dei fatti Nessuna certezza, i carabinieri però confermano che l’omicidio nel ristorante “Spaghetteria n. 1” di Bisceglie, si inserisce nell’ambito di una faida tra clan rivali di Bari, e cioè gli Strisciuglio, a cui era affiliato Filippo Scavo, ucciso lo scorso 18 aprile al Divinae club, e i Capriati. Una guerra per il controllo delle piazze di spaccio che è ripresa senza esclusione di colpi, anche con le sparatorie nel capoluogo, per fortuna senza vittime. Indaga la Direzione distrettuale antimafia, che da tempo ha evidenziato come la provincia a nord e in particolar modo Bisceglie siano diventate terreno fertile per i traffici dei gruppi criminali di Bari. Sul corpo della vittima intanto è stata disposta l’autopsia, Pizzi sarebbe stato raggiunto prima da 4 colpi e poi finito quando era a terra agonizzante. Qualcuno ha lasciato un fiore rosso all’ingresso del locale sequestrato, in memoria di un uomo morto alla vigilia della festa del lavoro.
Il corpo era in un negozio. I carabinieri hanno portato via un uomo, il titolare, probabilmente per interrogarlo. Il cadavere Michelangelo Scamarcia, 68 anni, è stato rinvenuto in tarda mattinata, a Carbonara, quartiere di Bari, all’interno di un esercizio commerciale gestito da un cittadino cinese. Si tratta dell’uomo di cui, il 31 marzo, era stata denunciata la scomparsa. Sulle cause della morte sono al lavoro i carabinieri della Compagnia del San Paolo, che sono stati impegnati nelle ricerche. L’uomo aveva problemi di salute, ma era autosufficiente. Subito dopo la scomparsa i familiari avevano ricevuto un messaggio che li rassicurava sul fatto che sarebbe tornato. Una cosa molto strana visto che l’uomo pare non fosse in grado di mandarne. Da quel momento in poi non si era saputo più nulla. Gli investigatori sarebbero riuscito a risalire all’attività commerciale dove hanno trovato il cadavere per una serie di pagamenti bancomat effettuati dal conto dell’uomo da quel negozio. Il proprietario del locale è stato fermato per accertamenti. I carabinieri lo hanno portato via, probabilmente per interrogarlo. Mentre l’uomo entrava nell’auto di servizio, alcune persone, staccatesi dalla folla che si era radunata all’esterno del negozio hanno tentato di scagliarsi contro di lui. I carabinieri lo hanno protetto e portato via. A quanto si è appreso, il cadavere era in avanzato stato di decomposizione. Non sono ancora note le cause della morte.
Ci sarà un incontro con prefetti, questori e vertici delle forze dell’ordine per analizzare la situazione. Il ministo dell’Interno Matteo Piantedosi nei prossimi giorni arriverà in Puglia per fare un punto sulla sicurezza alla luce dei recenti episodi di cronaca. Secondo quanto si apprende, ci sarà un incontro con prefetti, questori e vertici delle forze dell’ordine per analizzare la situazione. L’ultimo caso di cronaca ieri sera a Bisceglie, quando Angelo Pizzi, responsabile di sala di un ristorante, è stato ucciso per errore nel corso di un agguato.
La giovane lavorava presso un’attività della zona dopo essere stata recentemente assunta. Incidente mortale nella mattinata di oggi nei pressi di Ceglie Messapica, a meno di tre chilometri dal centro abitato. A perdere la vita una Samantha Lacedonia 21 anni, originaria di Bisceglie e trasferitasi da pochi giorni a Ceglie per motivi di lavoro. La giovane era alla guida di una Fiat 500 rossa ed era l’unica occupante del veicolo. Per cause ancora in fase di accertamento, l’auto si è scontrata con una Mercedes Classe C a bordo della quale viaggiavano due giovani, entrambi rimasti feriti ma non in pericolo di vita. Sul posto sono intervenuti i soccorsi e le forze dell’ordine che stanno lavorando per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Secondo le prime informazioni, la vittima lavorava presso un’attività della zona dopo essere stata recentemente assunta.
“Il mio cliente è molto provato“ è la breve dichiarazione rilasciata al TgNorba dall’avvocato Dario Paiano, difensore del 33enne. Sono andati avanti fino a tarda sera gli interrogatori dei due cittadini stranieri testimoni dell’omicidio di un 28enne bengalese, ucciso a coltellate dal fratello 33enne all’interno della loro abitazione in via Luigi Cadorna a Tricase. Si tratta del coinquilino che ha assistito alla scena e di un altra persona sopraggiunta in un secondo momento per prestare aiuto. Al momento, però, ancora nulla trapela in relazione al movente. “Il mio cliente è molto provato“, è la breve dichiarazione rilasciata al TgNorba dall’avvocato Dario Paiano, difensore del 33enne. L’uomo, ora in carcere, subito dopo sembrava essere in stato di shock, con il capo chino: pare che non abbia spiegato a nessuno i motivi del gesto. Ieri era presente sul posto anche il pm Donatina Buffelli: da chiarire, oltre al movente, anche la dinamica dell’omicidio. Pare che sia stato uno il colpo fatale, alla spalla, ma non si esclude che i fendenti inferti alla vittima possano essere più di uno. Da capire anche se ci sia stata una eventuale colluttazione, visto che l’indagato avrebbe delle ferite sulle mani. Di certo nessuno si aspettava che potesse accadere una cosa del genere: i due fratelli erano pienamente inseriti nella comunità locale, lavoravano entrambi in un bar di Tricase Porto.

Lunedì i funerali a Bisceglie. La ragazza si era trasferita in provincia di Brindisi da poco perché esigenze lavorative Saranno celebrati il 4 maggio alle

CRONACA L’uomo, alla vista delle pattuglie, è andato su tutte le furie aggredendo e minacciando di morte i militari Danneggiamento aggravato, violenza, minaccia, resistenza e

Lutto cittadino a Foggia. Per l’ultimo saluto tanti amici e persone che le volevano bene. Il vescovo: “Cari Jessica e Michael, perdonate se potete e

Trovati anche oltre 10.000 euro in contanti Un garage era stato trasformato in un bazar della droga, con sostanze già pronte per la vendita e

Le accuse sono di omicidio volontario, occultamento di cadavere e indebito utilizzo di carta di pagamento Avrebbe ucciso Michelangelo Scamarcia, 67 anni, soffocandolo con una

Le armi sono risultate provento di due furti, commessi nel 2017 e 2019 in Basilicata e Campania In auto avevano un fucile calibro 20, una

CRONACA I fatti risalgono al 6 aprile. Il Gip ha evidenziato la gravità dei fatti e la pericolosità dell’indagato, già sottoposto ad affidamento in prova

Le operazioni di ricerca sono coordinate dalla Capitaneria di Porto di Gallipoli. In campo motovedette e il supporto aereo dell’elicottero “Drago” dei Vigili del Fuoco

l titolare del negozio, un cittadino cinese, è stato sottoposto a fermo Nel locale al civico 55 di Piazza Umberto a Carbonara di Bari i

cronaca Le fiamme si sono sprigionate da un cavo elettrico che circonda una finestra che si affaccia sulla strada Momenti di apprensione nel primo pomeriggio,

Quattro colpi di pistola al cuore, all’addome, al braccio e all’avambraccio destri, esplosi da vicino, e nessun segno di colluttazione: è quanto emerso dall’autopsia Quattro

Secondo gli inquirenti potrebbe essersi trattato di un’aggressione punitiva, le due minorenni avrebbero aizzato contro la 13enne un rottweiler e un pastore del Caucaso Sono

É il drammatico particolare che emerge nelle indagini a carico di Sheikh Md Humaun il 33 enne bangladese, l’autore del delitto, arrestato dai carabinieri a

Gino, come era conosciuto nell’ambiente, viene descritto come una persona onesta e seria. Lascia una figlia e una compagna Angelo Pizzi era il direttore di

Per Angeloantonio Angarano è importante che la città mostri una coesione sociale importante “Aprile è stato un mese che ha messo Un mese che ha

L’omicidio alla “Spaghetteria n. 1” si inserisce nell’ambito di una faida tra clan rivali di Bari, e cioè gli Strisciuglio e i Capriati. Il quadro

Il corpo era in un negozio. I carabinieri hanno portato via un uomo, il titolare, probabilmente per interrogarlo Il cadavere Michelangelo Scamarcia, 68 anni, è

Ci sarà un incontro con prefetti, questori e vertici delle forze dell’ordine per analizzare la situazione Il ministo dell’Interno Matteo Piantedosi nei prossimi giorni arriverà

La giovane lavorava presso un’attività della zona dopo essere stata recentemente assunta Incidente mortale nella mattinata di oggi nei pressi di Ceglie Messapica, a meno

“Il mio cliente è molto provato“ è la breve dichiarazione rilasciata al TgNorba dall’avvocato Dario Paiano, difensore del 33enne Sono andati avanti fino a tarda