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Cronaca

La vittima è tuttora ricoverata al Vito Fazzi nel reparto di chirurgia pediatrica con una prognosi di 20 giorni. Finisce all’attenzione della Procura di Lecce il caso della ragazzina 13enne azzannata da un rottweiler portato al guinzaglio da una 15enne del posto, lunedì sera, a Porto Cesareo. Alle denunce presentate è stato allegato anche un video girato da un testimone che ha assistito ai fatti, dove si vede il momento dell’aggressione. Dal video sembrerebbe scaturita da un comando impartito al cane che insegue la 13enne terrorizzata azzannandola ad una gamba. Si sentono anche le voci, forse i commenti delle due sorelle, insulti e frasi oltraggiose rivolte alla 13enne. l legale a cui la famiglia della vittima si è affidata, l’avvocato Rocco Rizzello , ha presentato due esposti denuncia: uno alla magistratura minorile contro la 15enne e la sorella 17enne che si trovava con lei al momento dei fatti; il secondo esposto è stato presentato alla Procura ordinaria nei confronti dei genitori delle due ragazze per omessa custodia dell’animale. Per il legale il cane sarebbe stato usato come un’ “arma impropria”, da qui la richiesta di far togliere la custodia alla proprietaria. Saranno le indagini a fare chiarezza. La 13enne è tuttora ricoverata al Vito Fazzi nel reparto di chirurgia pediatrica con una prognosi di 20 giorni.

. Dal pomeriggio di sabato 25 aprile non si hanno più notizie di Mariangela Lezzi, 39 anni, di Bari. È scomparsa intorno alle 13 da via Trevigiani 2. È alta 1.55, capelli castani molto corti, ha gli occhiali e un leggero strabismo. Al momento della scomparsa indossava una tuta rosa con inserti leopardati.È una ragazza fragile che ha bisogno di cure farmacologiche. Potrebbe essere in stato confusionale. Se qualcuno l’ha vista può contattare il 112 oppure chiamare il 3385283980

Tra gli aspetti da approfondire l’interdizione al traffico da parte dell’Anas. Accertare eventuali responsabilità di chi doveva provvedere alla manutenzione del ponte e di chi avrebbe dovuto valutare i rischi di dissesto idrogeologico nella zona del crollo del viadotto sul fiume Trigno, in Molise, in cui risulta disperso dallo scorso 2 aprile il pescatore di Bisceglie, Domenico Racanati. Il punto sulle indagini nelle parole del legale difensore della famiglia. Intervista all’avv. Stefano Dardes, legale famiglia Domenico Racanati

Sul posto stanno operando numerosi mezzi delle forze dell’ordine e sono giunte ambulanze del 118. Una persona è rimasta ferita in un conflitto a fuoco avvenuto poco fa alla periferia di Foggia, invia Cerignola. A quanto si apprende, alcuni colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi contro un’autovettura sulla quale viaggiava l’uomo rimasto ferito, che non sarebbe grave. Nessuna traccia degli altri partecipanti alla sparatoria che sarebbero fuggiti. Nella zona il traffico è bloccato in entrata e in uscita da Foggia. Sul posto stanno operando numerosi mezzi delle forze dell’ordine e sono giunte ambulanze del 118.

La polizia, impegnata nelle indagini, sospetta che l’episodio si possa inserire nell’ambito delle fibrillazioni criminali degli ultimi giorni. Ferita di striscio sulla fronte. Nulla di grave ma si è sfiorata la tragedia ieri sera a Bari Vecchia in via Piero degli Eremiti, a pochi passi dal commissariato di polizia. Erano da poco passate le 23, c’era lo spettacolo di fuochi pirotecnici in vista della festa di S Nicola. Improvvisamente, si comincia a sparare. Uno, due colpi, almeno quattro, forse di più. Un proiettile, esploso all’indirizzo di un’abitazione, sfiora un’anziana di 85 anni, colpevole solo di trovarsi nella traiettoria dello sparo. Sul posto arriva subito il 118: solo una ferita superficiale, la pensionata viene medicata sul posto. La polizia, impegnata nelle indagini, sospetta che l’episodio si possa inserire nell’ambito delle fibrillazioni criminali degli ultimi giorni, iniziate con l’omicidio del 19 aprile scorso del 42enne Filippo Scavo, assassinato nella discoteca Divine club di Bisceglie. Il sospetto è che ad agire siano gruppi di giovanissimi fuori controllo. E con l’avvicinarsi della festa di San Nicola la preoccupazione aumenta. Intervista a Michele Fanelli, pres. Circolo Acli Dalfino

Hanno tra i 40 e i 50 anni, due originari della provincia di Barletta-Andria-Trani e due del Barese. Quattro provvedimenti di fermo per rapina e ricettazione sono stati eseguiti dalla polizia di Stato nella provincia di Barletta-Andria-Trani, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia su una serie di assalti a danno di autotrasportatori. Le indagini sono scaturite da una rapina a mano armata con sequestro di persona consumata il primo febbraio a Margherita di Savoia.  Gli investigatori hanno ricostruito le fasi successive al colpo, individuando due soggetti intenti a trasbordare la merce in un’area periferica di Trani. I due sono risultati coinvolti anche nella ricettazione del carico sottratto in un secondo assalto, avvenuto il primo aprile nei pressi del casello autostradale di Bari Nord ai danni di un altro autotrasportatore. Le perquisizioni hanno consentito di sequestrare parte della refurtiva relativa al secondo episodio e circa 90mila euro in contanti. Nel corso di ulteriori accertamenti è stata recuperata anche gran parte della merce. Alla luce del pericolo di fuga, la Procura di Foggia ha disposto i fermi nei confronti dei quattro indagati, di età compresa tra i 40 e i 50 anni, due originari della provincia di Barletta-Andria-Trani e due del Barese. I provvedimenti sono stati eseguiti tra Trani e la provincia di Bari, con il successivo trasferimento in carcere.

È accaduto la scorsa notte. Infortunio sul lavoro all’ex Ilva. La scorsa notte un operaio di 43 anni della ditta Semat Engineering è rimasto ferito alla gamba sinistra durante le operazioni di armatura nell’area Afo 2. Improvvisamente dalla benna dell’escavatore si è staccata una catena che ha colpito l’arto. Trasportato immediatamente al Ss Annunziata di Taranto, ha riportato la frattura alla gamba.

È accaduto lungo la Statale 16 . Tragedia della strada all’alba lungo la Statale 16 all’altezza di Poggio Imperiale. Una donna – pare una cittadina dell’est – è morta nello scontro tra il suo scooter e un furgone. Nell’impatto, la donna è deceduta all’istante. Sul posto sono intervenuti il personale del 118 e i carabinieri.

Secondo episodio in pochi giorni. È accaduto dopo i fuochi d’artificio per San Nicola. Si torna a sparare a Bari vecchia. È accaduto nella tarda serata in via Pier l’Eremita, poco dopo i fuochi d’artificio per San Nicola. Un colpo d’arma da fuoco ha ferito una donna, di 85 anni, per fortuna colpita solo di striscio. Le sue condizioni non sono gravi. Sul posto sono intervenuti diverse auto delle Volanti e il 118. È la seconda sparatoria a Bari vecchia ad appena nove giorni dalla gambizzazione di un giovane di 21 anni con precedenti per spaccio di droga e vicino al clan Capriati, avvenuta il 19 aprile scorso, e la quarta in un mese a Bari.

Sarà la motopesca Giovanni Paolo II dell’armatore Stefano Palmieri di Bari . Nessun sorteggio. Non era mai accaduto. La crisi morde e colpisce anche gli armatori. Un solo candidato, Stefano Palmieri, di Bari, che con la sua motopesca Giovanni Paolo II avrà l’onore di portare la statua di San Nicola l’8 maggio. Per la famiglia, presente la sorella Alida e papà Giuseppe, è la prima volta Qui il servizio

“Per i nostri ragazzi è un sogno che si infrange dopo tanti sacrifici”, afferma il presidente Gaetano Caso. Furto nella notte al porto turistico Marina di Brindisi: intorno alle 2 della notte tra il 27 e il 28 aprile, i ladri sono entrati nella struttura e hanno portato via imbarcazioni e attrezzature utilizzate dai giovani agonisti del Circolo della Vela Brindisi. Tra il materiale rubato un carrello con un gommone dotato di motore fuoribordo, una imbarcazione classe Laser completa di attrezzatura, due vele e sette sacche contenenti dotazioni tecniche, tra cui timone, deriva e accessori per la navigazione. Si tratta di attrezzature fondamentali per l’attività sportiva della scuola vela, già pronte per la partenza dei giovani atleti diretti a Marina di Camerota, dove avrebbero dovuto partecipare alle selezioni per il Campionato italiano. “Per i nostri ragazzi è un sogno che si infrange dopo tanti sacrifici”, afferma il presidente del Circolo della Vela, Gaetano Caso. “Rivolgo un appello a chi ha compiuto questo gesto: restituite almeno le attrezzature necessarie per gareggiare. Fatelo per loro”. Sull’episodio sono in corso accertamenti.

Le immagini delle telecamere di videosorveglianza hanno fornito i primi indizi, poi incrociati con i controlli già effettuati e con l’analisi dei profili social dei giovani coinvolti. La Polizia di Otranto ha denunciato nove giovani coinvolti in una maxi rissa avvenuta nel centro storico della Città dei Martiri la sera di Pasqua dello scorso 5 aprile. La segnalazione era arrivata da parte di alcuni passanti che avevano il numero di emergenza 112 avvertendo di quanto stava accadendo.Le immagini delle telecamere di videosorveglianza hanno fornito i primi indizi, poi incrociati con i controlli già effettuati e con l’analisi dei profili social dei giovani coinvolti. Nove le persone identificate, tra cui un cittadino britannico di 20 anni, un 21enne di Tricase, cinque giovani di Scorrano tra i 19 e i 29 anni, un 23enne di Poggiardo e un 22enne di Mugnano di Napoli. Nei confronti degli indagati sono in fase di valutazione l’emissione di misure di prevenzione personali da parte del Questore di Lecce.

La Polizia è intervenuta con quattro volanti e i Falchi. È arrivato il 118 ma la donna, ignara di tutto, stava benissimo. Un uomo è stato denunciato a Taranto per procurato allarme. Ha chiamato il 113 confessando l’omicidio della compagna. Ha raccontato che l’avrebbe accoltellata. È scattato un dispiegamento di forze. La Polizia è intervenuta con quattro volanti e i Falchi. È arrivato il 118. Sono partiti immediatamente i controlli presso l’abitazione dove sono state verificate le condizioni della donna la quale, ignara di tutto, era affaccendata nelle sue attività quotidiane. Si è trattato di un terribile scherzo, finito con la denuncia dell’uomo.

È stato uno dei principali protagonisti lungo i sentieri della fede, della cultura e del dialogo tra i popoli. Bari, la Puglia e la Chiesa piangono padre Damiano Bova, scomparso a 94 anni. Al secolo Cosimo Romano Bova, il sacerdote nacque il 27 settembre 1931 a Bivongi, nel cuore della Calabria. È stato uno dei principali protagonisti lungo i sentieri della fede, della cultura e del dialogo tra i popoli. Entrato giovanissimo nell’ordine dei domenicani e ordinato sacerdote nel 1965, ha saputo coniugare il rigore intellettuale della sua missione con una profonda umanità, diventando una figura cardine per la Chiesa nel Mezzogiorno. Il suo legame più profondo resta quello con la Basilica di San Nicola a Bari, di cui è stato rettore e priore per due mandati, trasformando questo luogo sacro in un ponte instancabile tra Oriente e Occidente e favorendo l’incontro storico tra cattolici e ortodossi. Per questo suo impegno, la città di Bari lo ha accolto come un figlio, conferendogli nel 2012 la cittadinanza onoraria. Ma il suo ministero ha toccato anche altre terre, guidando con dedizione il santuario di Madonna dell’Arco nel napoletano e insegnando teologia morale per decenni in diversi istituti superiori. Accanto alla tonaca, ha sempre coltivato la passione dello studioso e dello storico, mantenendo un cordone ombelicale mai reciso con la sua terra d’origine: a lui si devono opere fondamentali per la memoria della valle dello Stilaro e un monumentale dizionario etimologico del dialetto di Bivongi, segno di un amore viscerale per le proprie radici. La sua figura brilla come quella di un testimone autentico, capace di unire la ricerca della verità teologica alla tutela delle tradizioni popolari, sempre nel segno di una carità operosa e di un ascolto attento verso la comunità.

Non potrà riprendere la navigazione fino al completo ripristino dei requisiti minimi di sicurezza e al superamento di una verifica sull’effettiva capacità operativa. La Guardia Costiera di Manfredonia ha fermato una nave da carico battente bandiera Gambia e proveniente dal porto di La Valletta, Malta. Sono state accertate gravi carenze riguardanti: l’efficienza dei mezzi di salvataggio e delle dotazioni antincendio; l’addestramento dell’equipaggio nelle procedure diemergenza; gli standard di sicurezza e manutenzione della sala macchine e la corretta applicazione dei sistemi di gestione della sicurezza di bordo. Per le gravi carenze riscontrate, la nave non potrà riprendere la navigazione fino al completo ripristino dei requisiti minimi di sicurezza e al superamento di una verifica sull’effettiva capacità operativa.

Il gup del Tribunale di Brindisi ha disposto il rinvio a giudizio per la proprietaria dell’immobile e il titolare dell’impresa che aveva realizzato l’impianto a gas. Inizierà il prossimo 2 dicembre il processo per la morte di Nicola Salatino, ingegnere barese di 55 anni deceduto in seguito all’esplosione e al conseguente crollo parziale di un trullo in contrada Tirunno a Cisternino l’11 agosto 2024. Il gup del Tribunale di Brindisi ha infatti disposto il rinvio a giudizio per la proprietaria dell’immobile e il titolare dell’impresa che aveva realizzato l’impianto a gas. Secondo le indagini coordinate dal pubblico ministero Francesco Carluccio, i lavori non sarebbero stati eseguiti a regola d’arte. In particolare, si contesta il mancato avvitamento completo di un attacco al tubo del gas. Era stato predisposto un meccanismo di areazione, ma pare – si legge nel capo di imputazione – che l’apertura in questione sarebbe stata parzialmente ostruita da un cassettone scorrevole che era stato fatto montare dalla padrona di casa sotto il lavabo. Circostanza questa che avrebbe impedito la fuoriuscita di gas verso l’esterno. L’esplosione avvenne in seguito all’accensione di un fornello del piano cottura: l’ingegnere morì sul colpo, schiacciato dalle macerie, mentre la moglie rimase gravemente ferita riportando ustioni di terzo grado su gran parte del corpo. I familiari si sono costituiti parte civile con gli avvocati Daniela Piscopo ed Andrea Moreno. I due imputati sono invece difesi dagli avvocati Rinaldo Alvisi e Antonio Conserva.

Sono quattro i presunti responsabili, due italiani e due di origine georgiana. Torna l’incubo dei furti in appartamento nel Tarantino. Un colpo è stato tentato nella notte in una abitazione di Martina Franca. L’azione criminosa è stata evitata grazie all’intervento della Polizia che ha arrestato i quattro presunti responsabili, due italiani e due di origine georgiana.

La scena sarebbe stata immortalata dalle telecamere di sorveglianza. Svaligiata una gioielleria, la scorsa notte, a Castelluccio Valmaggiore, nel Foggiano. Ad agire, una banda, composta da almeno tre persone, giunta in auto. I banditi hanno divelto la saracinesca, infranto la vetrata e portato via numerosi oggetti in oro, il cui valore è ancora da quantificare. La scena sarebbe stata immortalata dalle telecamere di sorveglianza. Sull’accaduto indagano i carabinieri.

Intervento decisivo. L’episodio ieri pomeriggio. Un intervento decisivo ha evitato una possibile tragedia nel tardo pomeriggio di ieri, 27 aprile, a Bari. Intorno alle 16.30, nei pressi della sede centrale dei vigili del fuoco, un operatore del Corpo – liberodal servizio – ha notato un uomo all’esterno del balcone di un appartamento all’ottavo piano di un complesso residenziale. L’uomo, in evidente stato di difficoltà, si trovava sospeso tra due balconi, come se stesse tentando di spostarsi da un’abitazione all’altra. Il vigile del fuoco ha avviato un contatto dalla strada, riuscendo a farsifornire un numero di telefono, nel tentativo di rassicurarlo e guadagnare tempo. Individuato l’appartamento, il soccorritore è salito fino all’ottavo piano, riuscendo ad accedere all’abitazione graziealla collaborazione dei familiari. Nel frattempo, però, l’uomo si era spostato all’esterno di un altro balcone dello stesso stabile. Raggiunto l’uomo, il vigile è riuscito ad afferrarlo. Sul posto sono giunte le squadre operative dei vigili del fuoco con l’autoscala. I soccorritori sono riusciti a convincerlo a rientrare all’interno dell’abitazione, mettendolo in sicurezza. L’uomo è stato quindi affidato alle cure del personale sanitario.

Accolta la richiesta dei legali. La Procura di Lecce ha accolto l’istanza della famiglia di Roberta Martucci, la 28enne salentina scomparsa nel nulla il 20 agosto del 1999 da Torre San Giovanni, marina di Ugento, di accesso ai vecchi fascicoli d’indagine sulla scomparsa. I legali potranno quindi prendere visione dei faldoni d’indagine relativi alle tre archiviazioni avvenute la prima nel 1999, la seconda nel 2007, queste a carico di ignoti e la terza, per omicidio, nel 2019 a carico di un parente della 28enne. Chiesta anche la copia forense di tutti i supporti informatici, utili – secondo i legali – per procedere con i mezzi tecnologici oggi a disposizione a nuove consulenze e individuare eventuali nuovi elementi d’indagine che possano portare alla riapertura del caso. Lo scorso marzo, sulla scorta della testimonianza di una donna, si è scavato sul litorale tra Mancaversa e Torre Suda, alla ricerca dei resti della ragazza. Ma l’esito delle ricerche ha dato esito negativo.

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