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Michele Salomone

Squadra in città dopo il ritiro di Matera . Moreno Longo non ci sta. Accetta la responsabilità per il comportamento della squadra a Pescara, ma difende le sue scelte e cioè i tre cambi che, a suo avviso, erano obbligati. Si sarebbe potuto schierare Mané al posto di Pucino e Stabile al posto di Nikolaou. Trattandosi di una partita importantissima, ha fatto quelle scelte ma, sottolinea, a Pescara è stata tutta la squadra a non scendere in campo. Del resto era quello che abbiamo sostenuto anche noi in sede di commento a quella sciagurata partita. Ma ora bisogna guardare avanti e alle tre partite in otto giorni che attendono il Bari: prima la Reggiana, poi la trasferta a Frosinone e quindi la Carrarese al San Nicola prima della sosta. Longo sottolinea che, se l’atteggiamento sarà lo stesso di Pescara, non ci saranno alternative alla Serie C. Intanto ci sono alcune situazioni da verificare a cominciare da quelle di Esteves e De Pieri, convocati ma non certamente impiegabili. La conferenza stampa pre gara è stata incentrata soprattutto sulle cause che hanno determinato il pesante cappotto in Abruzzo. Ha definito quella prestazione inspiegabile, nel senso che anche dopo il mini ritiro il Lucania, non è in grado di capire cosa sia accaduto collettivamente nonostante i suoi ripetuti inviti a considerare la forza dell’avversario che a dispetto della classifica aveva giocato benissimo con Venezia, Palermo e Frosinone. Difficile che con la Reggiana possa cambiare modulo, ed ecco allora che potrebbero scendere in campo Cistana (che ha un problema e che quindi va gestito perché non si può allenare regolarmente), Odenthal e Mantovani in difesa; Artioli e Maggiore centrali di centrocampo con Dickman a destra e Dorval a sinistra, Rao e Cavuoti o Piscopo alle spalle di Moncini, che a suo avviso in questo momento è l’unico attaccante su cui si può contare. Un fatto è certo: se il Bari non dovesse battere la Reggiana sarebbe davvero con un piede in serie C 

Domani conferenza stampa di Longo al San Nicola . Si svolgerà a Bari l’ultimo allenamento in vista del match con la Reggiana in programma sabato alle 15,00 al San Nicola. Confermata anche la conferenza stampa pre-partita di Moreno Longo. Speriamo che pochi giorni, anzi poche ore di ritiro a Matera, siano serviti a caricare la squadra attesa da un triplice impegno in soli otto giorni. Perché il Bari giocherà poi mercoledì a Frosinone e la domenica successiva ventidue in casa con la Carrarese, prima della sosta per gli impegni della Nazionale. Tornerà quindi a parlare Moreno Longo dal quale cercheremo di capire le ragioni della mancata conferenza stampa nel post partita di Pescara e le sue analisi sul perché si e’ andati incontro ad una delle pagine più buie della storia del Bari. Diciamo che le analisi devono servire per evitare situazioni analoghe nell’immediato futuro cui è necessario guardare perché c’è da salvare la categoria. La gara con la Reggiana non sarà semplice, ma è fondamentale nella corsa alla salvezza perché battendo gli emiliani il Bari li scavalcherebbe in classifica lasciando a loro il penultimo posto. Intanto sono recuperati Dickman e Piscopo anche se dovrà essere poi l’allenatore a valutare se impiegarli da subito con la Reggiana oppure a Frosinone. L’ambiente, la tifoseria barese, e’ frastornata. Da un lato delusa, dall’altro irritata non tanto per la sconfitta ma per il modo con cui e’ maturata, ma convinta che le possibilità di conservare la categoria siano ancora intatte.

La piazza si attende una reazione sabato contro la Reggiana . Servirà il ritiro, non solo a cancellare la figuraccia di Pescara, ma soprattutto a rilanciare la squadra in classifica e in chiave salvezza? Lo scopriremo sabato pomeriggio alle 15,00 già nell’approccio alla partita con la Reggiana. Se la società ha deciso per il ritiro non è solo per tenere squadra lontano dalla città, dove le polemiche e le imprecazioni si sprecano, ma anche perché evidentemente ha deciso di dare una sterzata anche sotto l’aspetto dell’impegno. È un ritiro punitivo? Non ci sarà mai una conferma in tal senso, ma la decisione presa nell’immediatezza del crollo di Pescara lascia immaginare che le ragioni siano proprio quelle. Abbiamo sostenuto sin da domenica sera che indipendentemente dagli errori tecnici e tattici che può aver commesso l’allenatore (ove li abbia commessi), non si può assolutamente accettare la fase comportamentale e cioè il modo di affrontare la partita senza impegno e senza sacrificio. Il campionato è ancora dentro nel senso che il Bari può ancora salvarsi addirittura bypassando il play out, ma è evidente che si deve cambiare musica prendendo coscienza che ci sarà da lottare sino alla sera del 8 maggio a Catanzaro per l’ultima della stagione regolare. Siamo curiosi di conoscere il pensiero di Moreno Longo sui 90 minuti di Pescara. Cercheremo di farcelo spiegare in sede di conferenza stampa pre partita presumibilmente venerdì perché, come noto, il tecnico non si è presentato in sala stampa dopo la figuraccia. E i tifosi dopo essersi illusi per il proprio successo con Sampdoria ed Empoli sono tornati a non credere nella salvezza con tutte le argomentazioni, alcune assurde, che simili prestazioni generano. Insomma non si vede l’ora che questo campionato finisca e soprattutto che finisca con la possibilità di poterne disputare un altro in serie B

Trasferta vietata per sostenitori i biancorossi . Moreno Longo lancia un messaggio chiaro: calma con i facili entusiasmi dopo questi tre risultati utili consecutivi che hanno portato in classifica sette punti, perché comunque il Bari è ancora quart’ultimo e ci sarà da lottare sino alla fine per ottenere la salvezza. È preoccupato che magari qualcuno si senta appagato vanificando gli sforzi dell’ultimo periodo. Fra l’altro il tecnico barese non trascura e anzi ammette che la squadra inspiegabilmente nei primi 20 minuti di Marassi e dell’altra sera con l’Empoli abbia manifestato seri problemi restando praticamente chiusa nella propria metà campo. Ha spiegato che la risposta andrebbe cercata in tante concause anche di natura psicologica. Il Pescara è tutt’altro che spacciato. Galvanizzato dal ritorno di Lorenzo Insigne, nelle ultime partite ha reso la vita difficile al Venezia, ha vinto col Palermo e ha pareggiato a Frosinone dove era in vantaggio per 2 a 0 sino ai minuti di recupero. Segno che vuole giocarsela sino in fondo e il primo progetto è quello di avvicinarsi alla penultima posizione in classifica. Dal web emerge come in Abruzzo stiano preparando la partita chiamando a raccolta la tifoseria, approfittando anche della trasferta vietata ai sostenitori biancorossi residenti in Puglia. In due parole il clima in cui si giocherà Pescara-Bari domenica sera alle 19,30 sarà infuocato e il Bari dovrà scendere in campo conscio di dover lottare su ogni pallone per non soccombere sotto i colpi del tridente composto da Olzen, Insigne e Di Pardo. Nel Bari potrebbe esserci qualche novità, per esempio, potrebbe essere l’impiego di Esteves nel ruolo di quinto di centrocampo al posto di Piscopo che con l’Empoli non ha convinto. La difesa dovrebbe essere confermata in blocco, anche se Longo è tornato sul gol subito in superiorità numerica riconoscendo che molte cose non hanno funzionato nel tenere a bada Candela e Shpendi. Trasferta vietata come dicevamo ai sostenitori baresi, presenti comunque all’ultimo allenamento per incitare la squadra in questa trasferta breve ma densa di incognite.

Biancorossi reduci dal successo di Marassi . Bari-Empoli chiarirà se a Marassi fu vera gloria. Il Bari ha due vantaggi: quello di sfruttare il vento del successo sulla Samp e il moderato entusiasmo che ha generato, e quello di affrontare una squadra che di fatto si può definire in crisi perché nelle ultime otto partite è riuscita ad ottenere soltanto quattro pareggi, tradotto in cifre quattro punti sui 24 disponibili. Insomma un po’ in caduta libera anche se reduce dal pareggio interno con il Cesena. I biancorossi hanno però uno svantaggio e cioè quello di non poter giocare di rimessa così come hanno fatto bene a Genova venerdì sera, capitalizzando tutto quello che si potesse capitalizzare. Al San Nicola dev’essere il Bari a fare la partita come si dice in gergo, cioè ad attaccare ed eventualmente ad esporsi ai contropiede degli avversari. La storia anche recente ci ha insegnato che uno dei problemi evidenziati dal Bari è proprio quello di proporsi in fase offensiva. La tradizionale conferenza stampa pre partita non ha visto protagonista Moreno Longo ma il difensore olandese Odenthal, ingaggiato durante la campagna trasferimenti invernale dal Sassuolo. Ha parlato soltanto della sua situazione personale, dei motivi che lo hanno indotto a scendere in Puglia a cominciare dalle raccomandazioni di un barese doc come Checco Palmieri ed ha più in generale espresso il concetto che il Bari quest’anno deve solo salvarsi. Ci mancherebbe aggiungiamo noi!! Per quel che riguarda la formazione probabile conferma per gli undici di Genova.

I biancorossi hanno poche alternative: devono vincere . A gennaio Bari e Sampdoria erano più o meno appaiate in coda alla classifica del campionato di Serie B, anzi sembrava che il Bari fosse messo meglio. La situazione è radicalmente cambiata nel mese di febbraio per effetto della campagna trasferimenti invernale in cui la società doriana con operazioni mirate e anche in un certo senso costose, si è rinforzata, mentre il Bari non è quasi per nulla cambiato rispetto al girone di andata. Ecco spiegati i sette punti di distacco in classifica che consentono alla Sampdoria di respirare e di non ritenersi al momento coinvolta nella lotta per la salvezza. Samp e Bari saranno di fronte a Marassi dove per i biancorossi è stata sempre molto ma molto dura, non soltanto in Serie A ai tempi di Vialli e Mancini. A dodici giornate dalla fine il Bari non può fare calcoli, ma può solo cercare di fare più punti possibili partita dopo partita. Certo uno stop a Marassi complicherebbe ulteriormente il discorso salvezza e di questo pensiamo ne siano consci sia i calciatori che i dirigenti. I tifosi, come sempre, non mancheranno all’appuntamento esterno anche perché in questa circostanza si rinnova l’amicizia con quelli doriani. Stando alle dichiarazioni fornite da Moreno Longo nell’ultima conferenza stampa difficile immaginare il Bari con due punte e un trequartista per ragioni di equilibri tattici che potrebbero saltare. Più probabile un modulo di gioco simile a quello adottato in occasione della trasferta a Padova di sabato scorso. Per Rao e Odenthal verra’ presa una decisione poco prima della gara. Mercoledì sera il Bari sarà nuovamente in campo ma questa volta al San Nicola per affrontare l’Empoli nel turno infrasettimanale di marzo

Anticipata per motivi logistici la conferenza del tecnico . Ormai le conferenze stampa pre partita di Moreno Longo sono come i 45 giri degli anni 60. Lo riconosce lo stesso tecnico barese quando gli viene chiesto se la partita con la Sampdoria non sia in un certo senso decisiva in chiave salvezza. Longo non vuole fare tabelle o programmi. Sostiene che bisogna andare avanti partita per partita cercando di ottenere sempre il massimo, sfruttando tutte le opportunità che i 90 minuti offrono. E così torna sulla partita di Padova dove a suo avviso il Bari avrebbe potuto vincere se avesse sfruttato una delle occasioni create. Anche sul modulo, sulla possibilità di adottare quello con due attaccanti e un trequartista non se la sente di sbilanciarsi perché conferma che si tratta di alterare gli equilibri di una squadra che non può permettersi di offrirsi agli avversari. Insomma a Genova con la Sampdoria sarà praticamente difficile vedere il Bari con un modulo piu’ offensivo. A proposito di trequartista la novità è che Rao e Odenthal saranno valutati all’ultimo momento per le loro condizioni fisiche in quanto hanno avuto dei problemi, mentre è confermata l’assenza anche a Marassi di Dickmann, Verreth e Darboe. Il tecnico spera di recuperare almeno i primi due per il match successivo in programma mercoledì della prossima settimana con l’Empoli allo stadio San Nicola. La differenza tra La Samp e il Bari l’ha fatta la campagna trasferimenti invernale perché sino a fine gennaio il Bari erano appaiate in classifica, ma poi grazie agli ingaggi di calciatori di categoria come per esempio Brunori il prossimo avversario del Bari ha cambiato completamente marcia allontanandosi dalla zona play out.

Sabato per il Bari trasferta difficile a Padova . Si aggrappa ai numeri e alle possibilità di salvezza il tecnico del Bari Moreno Longo nella conferenza stampa anticipata di un giorno e che precede l’impegno di sabato sul campo del Padova. L’allenatore, pur ammettendo le difficoltà della squadra in questo momento, lancia un messaggio preciso e cioè che la salvezza è ancora possibile non solo attraverso il play out ma anche attraverso quella diretta. Ma è chiaro che bisogna cambiare marcia perché il Bari nelle ultime quattro partite ha raccolto soltanto un pareggio, perdendo le altre tre. La classifica ne soffre e in prospettiva ci sono due trasferte non da poco prima a Padova e poi sul campo della Sampdoria che sembra abbia risolto gran parte dei suoi problemi. Moreno Longo mette i suoi di fronte alla realtà, chiamandoli alle proprie responsabilità e riflettendo sugli errori commessi nel secondo tempo della partita persa in casa con il Sudtirol, glissando tutto sommato sul primo tempo chiuso senza gol. Sottolinea come la squadra perda spesso gli equilibri senza una precisa motivazione, quasi come se ognuno giocasse per sé. Per salvarsi è chiaro che bisogna cambiare registro e non bisogna guardare la classifica, dove il Bari è penultimo e non bisogna fasciarsi la testa. Sottolinea come la salvezza diretta sia a cinque punti e a due invece la possibilità di disputare i playout. A tredici giornate dalla fine significa che le possibilità di evitare la penosa retrocessione in serie C sono ancora tante. Ma bisogna reagire in fretta perché il campionato non aspetta nessuno. La Samp, per esempio, ha già raggiunto centro classifica dopo essere stata nei bassifondi, ma ha cambiato marcia rispetto al girone di andata. Quello che deve fare il Bari se vuole salvarsi da una disgraziata retrocessione che lascerebbe soltanto macerie. Indisponibili per la trasferta nella città di Sant’Antonio il lungodegente Darboe, Verreth e Dickmann. .

Sono dieci gli allenatori chiamati da De Laurentiis . In sette anni e mezzo di controllo del Bari Calcio, la Filmauro ha contrattualizzato dieci allenatori per tredici cambi e cinque direttori sportivi. I numeri la dicono lunga sulla gestione del club che ha vissuto il suo momento migliore con Michele Mignani in panchina nella stagione 2021-2022, culminata con la promozione in serie B e in quella successiva in cui si è sfiorata la promozione in A. Per il resto qualche retromarcia con il richiamo di Auteri, Vivarini e Longo e molti tentativi di correggere in corsa errori commessi in estate, addirittura con quattro allenatori nella stagione 2023-24. Spesso hanno pagato tecnici vittime di campagne trasferimenti all’insegna del risparmio. Se dieci sono gli allenatori, ripetiamo per tredici cambi, cinque sono i direttori sportivi: Matteo Scala il primo in serie D poi sostituito da Giancarlo Romairone, Ciro Polito, Giuseppe Magalini ed ora di Valerio Di Cesare. In media quasi due allenatori a stagione e un direttore sportivo ogni anno e mezzo. Troppi nell’uno e nell’altro caso, indice di approssimazione nelle scelte ma soprattutto di una politica nevrotica dettata dai risultati scarsi soprattutto negli ultimi due anni, sicuramente non in linea con le aspettative di una delle tifoserie più generose e appassionate d’Italia. Il clima che si vive attorno alla società, non è dei migliori per le riserve dettate dalla multiproprietà. Ciò comporta tensioni nella tifoseria e pregiudizi in occasione di ogni sconfitta. Restano comunque i numeri che parlano in modo chiaro e dicono senza tema di smentita di una società gestita male. Sperando che davvero non si debba ripartire dalla Serie C.

I De Laurentiis hanno tradito città e tifoseria . La domanda non e’ solo come salvarsi dalla retrocessione in serie C, ma come liberarsi di questa proprietà che continua a dimostrare di non avere alcun interesse verso la tifoseria e la città. Salvarsi e ripartire con un nuovo campionato di Serie B all’insegna di quello attuale, a cosa servirebbe? Ecco perché nell’immediato c’è l’esigenza di salvare la categoria, ma nei progetti a medio termine quello di liberarsi una volta per tutte della Filmauro che ha tradito tutte le promesse fatte ad agosto del 2018 quando, ricordiamolo, ebbe la fortuna di ottenere gratuitamente il titolo sportivo del Bari in Serie D, di una città che vanta la settima tifoseria d’Italia. Nessuno costrinse i De Laurentiis a fare quella scelta, non ci furono imposizione e quindi non si può che parlare di alto tradimento se si pensa che il progetto era quello di portare il Bari in Serie A nel giro di pochi anni. Che le vicende della squadra non interessino alla ex famiglia del cinema lo dimostra anche la circostanza che nessuno senta la necessità in questo momento in cui c’è sconforto, rabbia, contestazione, di metterci la faccia e di affrontare una conferenza stampa o una intervista seria. Se non altro per far capire come stanno veramente le cose. Perché nessuno crede che ci sia una vera e propria trattativa per la cessione del club e nessuno immagina la famiglia De Laurentiis come una famiglia di masochisti o filantropi che perderebbe ogni anno qualche milione nella gestione del club. Intanto la squadra deve rimboccarsi le maniche e dare tutto sul piano dell’impegno per tentare una salvezza che al momento appare difficilissima anche per il calendario che, giusto per fare un esempio, nelle prossime due partite prevede le trasferte a Padova e a Genova con la Sampdoria. Senza contare che il Bari dovrà affrontare in trasferta Monza e Frosinone impegnate nella lotta per la promozione diretta.

Si torna in campo dopo la disfatta di Mantova . A poco più di 72 ore dalla disfatta di Mantova il Bari si ritrova ad affrontare un nuovo faccia a faccia in chiave salvezza con lo Spezia questa volta allo stadio San Nicola. Tutti abbiamo ancora negli occhi l’incredibile secondo tempo in cui il Bari ha avuto difficoltà per lunghi tratti addirittura a superare la metà campo. E allora ci si chiede che cosa possa essere cambiato in queste settantadue ore, quale chiave possa aver trovato Moreno Longo per invertire la rotta e far sì che che il Bari possa ottenere un successo fondamentale nella lotta per la salvezza. Nella tradizionale conferenza stampa pre partita il tecnico barese ha confermato le sue perplessità sulla tenuta atletica della squadra, letteralmente crollata a Mantova nella ripresa. Il motivo risiede nella circostanza che gran parte dei calciatori arrivati a gennaio hanno pochi minuti nelle gambe avendo giocato poco nelle loro squadre di provenienza. Il caso più emblematico quello dell’olandese Odenthal, uno fra i migliori nel primo tempo, ma sostituito per crampi dopo 5 minuti nella ripresa. Per garantire maggiore impermeabilità al reparto arretrato probabile l’impiego di tre difensori, cinque centrocampisti un trequartista e un solo attaccante. Anche se e forse è arrivato il momento di rischiare, perché il Bari ha bisogno di vincere per migliorare la sua pessima classifica e per vincere bisogna segnare. Ricordiamo che il Bari ha peggiore attacco della serie B con appena 19 reti. Quasi certamente indisponibile De Pieri. Nessun turnover, infine, considerato che domenica si gioca di nuovo. Longo è stato chiaro: bisogna cercare di cambiare poco per cercare anche di favorire l’intesa tra i singoli e fra i reparti.

A Mantova soprattutto nel secondo tempo stentava a superare la metà campo e a parte una traversa casuale colpita da Cistana, ha calciato una sola volta nello specchio della porta. Negli ultimi tre campionati per la salvezza diretta sono serviti in media 43,33 punti. Diciamo 44. Il Bari per salvarsi ha quindi ha bisogno di altri 24 punti che equivalgono a 8 vittorie, oppure a sette vittoria e tre pareggi, oppure a sei vittorie e sei pareggi e così via. Ricordiamo che alla fine della stagione regolare mancano 15 giornate. Per vincere (almeno sei partite) il Bari deve segnare e non è detto che possa vincere sempre per 1-0. Insomma servono gol. Per realizzarli occasioni e quindi gioco. A Mantova soprattutto nel secondo tempo stentava a superare la metà campo e a parte una traversa casuale colpita da Cistana, ha calciato una sola volta nello specchio della porta con Cuni. E giocava sul campo del Mantova che condivideva la penultima posizione ma che al cospetto del Bari sembrava il Real Madrid. Nascono da qui le perplessità e le gravi preoccupazioni per la conservazione della Serie B. Se poi aggiungiamo la pessima condizione atletica generale denunciata dall’allenatore il quadro è ancora più nero. A proposito di Moreno Longo ha usato tutta la diplomazia possibile per dire con altre parole che della campagna trasferimenti invernale non è soddisfatto. Del resto come potrebbe esserlo se aveva chiesto qualità, centimetri e chili? Odenthal è un calciatore di qualità, sicuramente un lusso per la serie B, ma avendo giocato poco, accusa i crampi dopo 50 minuti. Ma soprattutto manca un attaccante perché nel sostituire Cerri con Cuni crediamo che il Bari si sia sicuramente indebolito in zona gol. E mercoledì sera altro faccia a faccia impietoso con lo Spezia.

La rete della vittoria l’ha realizzata Mancuso in pieno recupero. Per i biancorossi esordio con gol per il difensore Odenthal. Ma in generale prestazione opaca e la classifica si fa difficile. Un’altra sconfitta, un’altra disfatta e adesso ci si chiede come possa il Bari evitare la retrocessione se perde in maniera così netta con una diretta concorrente. Il risultato di 2 a 1 diciamolo francamente, non rende giustizia al Mantova che nel secondo tempo ha praticamente monopolizzato il campo creando occasioni a iosa, costringendo Cerofolini ad un paio di interventi salva partita, sbagliando gol fatti e realizzando quello giusto con Mancuso al terzo minuto di recupero. I tifosi del Bari rientrano sconfortati, ma soprattutto ormai convinti che ci sia poco da fare. Moreno Longo mette il dito nella piaga ed evidenzia che la condizione atletica del Bari, come sosteniamo da tempo, è fortemente precaria ed è quella che servirebbe maggiormente proprio in questo finale di stagione per salvarsi. Nel primo tempo il Bari va così così, risponde con un gran colpo di testa di Odenthal al gol del vantaggio realizzato da Meroni fresco ex di giornata. Subisce la pressione degli avversari ma resta in partita, lamenta un mancato cartellino rosso per fallo da ultimo uomo, colpisce anche la traversa superiore con Cistana, ma appare nettamente inferiore agli avversari sul piano della manovra. Il Mantova colpisce un palo e si vede annullato un gol realizzato da Mensah fra vivaci proteste. Nel secondo tempo il crollo, di cui parlavamo, con la squadra che fatica addirittura a superare la metà campo con un’unica conclusione peraltro inefficace del subentrato Cuni al posto di Moncini. L’unica, davvero l’unica annotazione positiva, l’esordio di Odenthal che sino a quando è stato in campo, prima di essere colto da crampi, ha dimostrato effettivamente di essere un calciatore di categoria superiore e non solo perché ha realizzato il gol del momentaneo pareggio. Quella di Mantova era una partita assolutamente da non perdere, figuriamoci ora il doppio impegno interno con Spezia e Sudtirol nel giro di quattro giorni. Servirebbe un colpo di coda difficile però da immaginare dopo la prestazione in Lombardia.

Il ds in conferenza stampa ha spiegato le ragioni della rivoluzione. Poco più di mezz’ora per raccontare pochissime cose slegate da frasi di circostanza. Valerio Di Cesare, direttore sportivo promosso sul campo, ha chiacchierato con i giornalisti baresi a quattro giorni dalla chiusura della campagna trasferimenti e alla vigilia della importantissima partita di Mantova. Ha ringraziato Giuseppe Magalini con cui ha confermato di aver condiviso tutte le scelte e Luigi De Laurentiis per avergli dato l’incarico di d.s in un momento peraltro così delicato e difficile. Insomma ha detto che la nuova rivoluzione, quella invernale, si è resa necessaria poiché i calciatori non hanno reso per ragioni di carattere mentale e quindi per questo era necessario cambiare così tanto. La sensazione è che la difesa si sia rinforzata così come anche il centrocampo ma, forte dell’esperienza estiva, vuole che sia il campionato a dire la verità. Alcuni calciatori non avrebbero accettato il trasferimento a Bari per ragioni diverse che però non reggono seguendo la logica che muove il settore professionistico. Intanto il Bari nel giro di quattro giorni si gioca davvero tantissimo in chiave salvezza. Guai a tornare a mani vuote da Mantova e non fare punti poi mercoledì sera con lo Spezia, concorrenti che hanno gli stessi punti del Bari. Per quel che riguarda la formazione, scontato l’impiego di Odenthal in difesa con Cistana e poi uno fra Stabile o Mantovani, se dovesse essere già pronto. Anche i centrocampisti centrali dovrebbero essere gli stessi della gara col Palermo cioè Verreth e Braunoder con Mane’ a destra e Dorval a sinistra. La novità quasi certamente alle spalle di Moncini con la coppia stabiese Cavuoti-Piscopo e con la speranza che possano e sappiano ispirare le conclusioni di Moncini che con sei gol ha segnato un terzo delle reti messe a segno dal Bari.

L’intervista a Fantantonio in occasione della data barese di “Viva el Tour”.

Sabato a Mantova e poi mercoledì al San Nicola con lo Spezia il Bari non può sbagliare davvero nulla. In quattro giorni, fra sabato e mercoledì, il Bari si gioca non poche chances di salvezza. È penultimo in classifica e affronta in successione prima il Mantova e poi lo Spezia che lo affiancano a quota 20. Parliamoci chiaro: in caso di risultati positivi il Bari sarebbe sempre in corsa per salvarsi. Ma nella malaugurata ipotesi di risultati negativi sarebbe da considerare con un piede e mezzo in serie C. È questa la amara realtà. Ecco perché sabato a Mantova e poi mercoledì al San Nicola con lo Spezia il Bari non può sbagliare davvero nulla, anzi deve cercare di ottenere due successi. Diciamo non meno di quattro punti. Non vorremmo essere nei panni di Moreno Longo che deve mettere su una squadra competitiva con molti calciatori arrivati da poco e che non si conoscono fra di loro. In difesa, il reparto che si è effettivamente rinforzato, già a Mantova potrebbero giocare Cistana, Odenthal e Mantovani per la prima volta insieme. Singolarmente sono sicuramente più forti di chi li ha preceduti, ma i meccanismi, le intese dovranno essere trovati strada facendo. A centrocampo potrebbe esordire Esteves al posto di uno tra Verreth e Braunoder così come in attacco Piscopo potrebbe affiancare Rao alle spalle di Moncini. I biancorossi hanno bisogno di punti che si fanno vincendo, per vincere bisogna segnare e il gol fino a questo momento è stato l’assoluto negativo del Bari fanalino di coda con sole diciotto reti realizzate. Sono queste le domande che mettono i brividi, in attesa delle risposte dal campo.

Il pubblico barese ha riabbracciato il suo figliol prodigo . Se Antonio Cassano avesse fatto l’attore, avrebbe riscosso forse ancora maggiore successo di quanto non ne abbia avuto da calciatore. È stato l’autentico mattatore dello spettacolo che porta in giro con Nicola Ventola e Lele Adani, che poi non è altro che la riproposizione teatrale di un fortunato format che da qualche anno viaggia sul web. Qui servizio di Michele Salomone

Chiuso il calciomercato. Le operazioni dei biancorossi nelle ultime 24 ore. Si è chiusa la sessione invernale del calciomercato. Queste le operazioni chiuse dal Bari in serie B nelle ultime 24 ore: ARRIVI Valerio Mantovani, 30 anni, dal Mantova, a titolo definitivo. Per lui si tratta di un ritorno;Leonardo Artioli, centrocampista di 25 anni, dal Mantova con la formula del prestito;Cas Odenthal, difensore olandese di 25 anni, dal Sassuolo con la formula del prestito;Daouda Traore, centrocampista francese di 20 anni, dal Southampton con formula prestito. Da luglio scorso al Betis Deportivo, serie B spagnola. PARTENZE Andrea Meroni, difensore al Mantova con la formula prestito con obbligo di riscatto;Vincenzo Colangiuli, centrocampista con la formula del prestito al Lumezzane; Gaetano Castrovilli, al Cesena a titolo definitivo;Antonucci allo Spezia, rientro da fine prestito.

Stasera al Teatroteam sarà protagonista dello spettacolo “Viva el futbol” con Lele Adani e Antonio Cassano. Stasera al Teatroteam sarà protagonista dello spettacolo “Viva el futbol” con Lele Adani e Antonio Cassano. Ieri sera bagno di folla a CasaBari dove ad attenderlo c’erano centinaia di tifosi per strappargli un autografo o un selfie. Nicola Ventola, protagonista col Bari della promozione in A nel 96-97, è più che mai un idolo anche per le nuove generazioni.

Ufficializzate alcune trattative annunciate. Accadrà qualcosa sino a stasera? . Il successo della Sampdoria sullo Spezia e il pareggio della Reggiana hanno aggravato la posizione del Bari che ora è penultimo in classifica ed è atteso da un ciclo di partite, soprattutto le prossime due, con avversari diretti nella lotta per la salvezza. Avevamo invitato a non farsi soverchie illusioni dopo il successo di Cesena figlio soprattutto della buona sorte. Moreno Longo ha portato un cambio di mentalità, è riuscito a conferire la scossa necessaria sul piano emotivo, ma non ha potuto fare di più considerata la qualità dell’organico. Già, la qualità che manca a questa squadra in tutti i settori del campo, principalmente nel cuore della manovra dove non c’è nessuno in grado di dettare i tempi e di ispirare. Ma anche sotto rete le cose non vanno bene se il Bari ha il peggiore attacco. Ieri penultima giornata della campagna trasferimenti. Ufficializzate alcune trattative annunciate, nessun colpo di scena. Arrivano a Bari il difensore olandese Odenthal dal Sassuolo che garantirà i centimetri richiesti da Longo e Mantovani già l’anno scorso in biancorosso. Con il Mantova chiuso anche lo scambio Meroni-Artioli, quest’ultimo centrocampista. Tutte operazioni con la formula del prestito fatta eccezione per Mantovani. In uscita Castrovilli destinato al Cesena di Michele Mignani. Accadrà qualcosa sino a stasera? Il problema è uno: il Bari per salvarsi deve mettere cinque formazioni alle sue spalle. Siamo proprio sicuri che ve ne siano? Si spera che le ultime operazioni abbiano colmato le lacune, altrimenti la salvezza sarà davvero difficile. Ultima osservazione: dopo la rivoluzione estiva servita anche quella invernale. Non il massimo della programmazione.

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