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Gennaio 7, 2026

Il commando ha esploso colpi di Kalashnikov contro il parabrezza per fermare la corsa del mezzo. Un film già visto, troppe volte: tre auto bruciate per sbarrare la strada, i chiodi a quattro punte disseminanti sull’asfalto per bloccare l’arrivo delle forze dell’ordine, i colpi di kalashnikov esplosi contro il parabrezza per fermare la corsa del blindato e l’esplosione di un ordigno per sventrare il mezzo e portare via il denaro. Il copione è stato riproposto mercoledì pomeriggio (7gennaio) lungo l’A14, nei pressi del casello di Cerignola. Un commando, composto almeno da otto persone, ha rapinato un portavalori della ditta Battistolli. Illese, ma sotto choc, le due guardie giurate dell’istituto di vigilanza. I banditi sono riusciti a impadronirsi di una parte del denaro trasportato: secondo indiscrezioni, si tratta di diverse centinaia di migliaia di euro, prelevate da centri commerciali e negozi della Capitanata.Traffico in tilt per ore lungo l’autostrada, in entrambi i sensi di marcia.Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, che hanno spento l’incendio delle tre auto.Le indagini sono affidate alla polizia.Lungo le strade della provincia di Foggia è, ormai, emergenza sicurezza: nelle ultime tre settimane, si sono registrati tre assalti a blindati, due con ingenti carichi di denaro e uno di sigarette. 

In centinaia fra amici e parenti hanno dato l’ultimo saluto al 18enne morto domenica scorsa lungo la complanare della statale 100 insieme con il 17enne Davide Capuozzo. Lacrime e dolore nella chiesa del Redentore di Bari dove in centinaia fra amici e parenti hanno dato l’ultimo saluto ad Andrea Liddi, il 18enne morto domenica scorsa lungo la complanare della statale 100 in un incidente stradale con la moto insieme con il 17enne Davide Capuozzo. ”Ci ritroviamo per ringraziare il Signore dei gesti di bontà e attenzione che Andrea ha avuto nei confronti di coloro che gli hanno voluto bene – ha detto il parroco don Carlo Cassatella – lui è l’unico in questo momento a stare nella luce”.“Tuo ricordo resterà vivo e forte nei nostri cuori, siamo ammutoliti davanti a questo tragico destino”, hanno detto gli amici nei tanti messaggi di cordoglio al termine della celebrazione.

Temperature rigide e criticità idrogeologica per le prossime ore. Come da previsioni è arrivata la prima neve anche in Puglia. La provincia interessata è quella di Foggia. Fiocchi di neve stanno imbiancando Alberona, piccolo centro sui Monti Dauni che si trova ad oltre 700 metri di altezza. Ma nevica anche a Faeto e in alcune zone del Gargano. Tutta la zona sarà interessata, nelle prossime ore, da una doppia allerta meteo. Secondo il bollettino diramato dalla Protezione Civile si segnala rischio idrogeologico e neve nel Foggiano. Anche in Basilicata, dove sono notevolmente calate le temperature, c’è la prima neve del nuovo anno. La coltre bianca ha ricoperto i rilievi della regione. Le immagini che vedete si riferiscono a piano Pedarreto, in territorio di Rotonda, dove la neve permette ora di organizzare al meglio le attività invernali in montagna, a cominciare da piacevoli escursioni, da soli o accompagnati da guide esperte. Possibile anche fare ciaspolate.

Camminare o svolgere le faccende domestiche, riduce significativamente il rischio di morte, soprattutto per chi soffre di sindrome cardiovascolare-renale-metabolica. Anche una leggera attività fisica quotidiana, come camminare o svolgere le faccende domestiche, può avere un impatto significativo sulla salute cardiovascolare e sul rischio di morte, soprattutto per le persone con condizioni di salute multiple. A ribadirlo è uno studio pubblicato sul Journal of the American Heart Association, condotto dagli esperti della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, guidati dai ricercatori Michael Fang e Joseph Sartini. Il team ha coinvolto circa 7.200 adulti, sia con che senza sindrome cardiovascolare-renale-metabolica (CKM), una condizione complessa che include malattie cardiache, disturbi renali, diabete e obesità. L’obiettivo era valutare gli effetti di un incremento di attività fisica leggera sul rischio di mortalità a lungo termine. I risultati dello studio sono chiari: un’ora di esercizio leggero al giorno è associata a un rischio di morte ridotto dal 14 al 20%. La correlazione è risultata particolarmente significativa tra le persone con sindrome CKM in stadio avanzato, indicando come anche attività a bassa intensità possano avere un impatto concreto sulle prospettive di vita. Gli autori sottolineano che quasi il 90% degli adulti negli Stati Uniti presenta almeno una componente della sindrome CKM, come ipertensione, colesterolo alto, glicemia elevata, sovrappeso o ridotta funzionalità renale. Questi fattori aumentano il rischio di infarto, ictus e insufficienza cardiaca, e il rischio cresce con il progredire degli stadi della CKM, che vanno da 0 a 4, in base alla probabilità di esiti di salute negativi. “È sempre più evidente che l’attività fisica leggera sia benefica per la salute del cuore”, osserva Michael Fang, sottolineando come fino a oggi non fosse stato studiato in dettaglio l’impatto a lungo termine nelle persone con malattie cardiache. Per la ricerca, i ricercatori hanno analizzato informazioni provenienti da esami fisici, campioni di sangue e dati raccolti tramite accelerometri, monitorando il movimento dei partecipanti fino a sette giorni consecutivi. Lo studio evidenzia anche che aumentare l’attività da 90 a 120 minuti al giorno comporta ulteriori benefici: tra i pazienti con CKM allo stadio 2, il rischio di decesso si riduce del 2,2%, mentre per coloro allo stadio 4 la riduzione raggiunge il 4,4%. “Le attività a bassa intensità offrono un’ottima opportunità per promuovere il movimento quotidiano, stimolare la circolazione e incrementare il dispendio energetico”, spiegano gli autori. Gli esperti precisano però che, essendo uno studio osservazionale, la ricerca mostra associazioni e non stabilisce un rapporto di causa-effetto. Saranno quindi necessari ulteriori approfondimenti scientifici per confermare e contestualizzare questi risultati, ma il messaggio principale è chiaro: anche piccoli gesti di movimento quotidiano possono fare una grande differenza per la salute del cuore e la longevità, soprattutto nelle persone con condizioni cliniche complesse.

Nei prossimi giorni la Prefetta Anania avvierà un ciclo di incontri istituzionali con i vertici provinciali delle Forze dell’Ordine, con i Sindaci dei Comuni capoluogo, con il Presidente della Provincia e con le altre Autorità civili, militari e religiose. Si è insediato questa mattina (7 gennaio) la nuova Prefetta della provincia di Barletta Andria Trani, Flavia Anania. Nata il 20 gennaio 1962, proviene da Genova, dove ricopriva l’incarico di Vice Prefetto Vicario. La tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e il contrasto a ogni forma di criminalità, con particolare riguardo ai fenomeni di criminalità organizzata, costituiranno un asse prioritario e quotidiano dell’azione prefettizia, ha fatto sapere. Nei prossimi giorni la Prefetta Anania avvierà un ciclo di incontri istituzionali con i vertici provinciali delle Forze dell’Ordine, con i Sindaci dei Comuni capoluogo, con il Presidente della Provincia e con le altre Autorità civili, militari e religiose.

. Tutto rinviato. Il carico di munizioni , proveniente dal porto israeliano di Haifa, a bordo della nave cargo Danica Rainbow, è fermo sulla banchina del molo polisettoriale di Taranto. In seguito ai controlli della Capitaneria di Porto e del terminal Yilport, è stato accertato che gli autisti dei camion che avrebbero dovuto portare i container in un deposito in Puglia del Ministero della Difesa, sono sprovvisti delle patenti necessarie per il trasporto internazionale di armi ed esplosivi su strada. Intanto la nave è ripartita ed i mezzi dell’impresa privata contrattualizzata dal Ministero sono tornati indietro. Si dovrà individuare un’altra agenzia per il trasporto. I container, intanto, sono a terra in attesa di essere consegnati. Già le operazioni di scarico avevano fatto registrare qualche ritardo a causa della pioggia e del vento che ha soffiato in queste ore. Poi l’imprevisto burocratico ha bloccato tutto. Ancora una volta il porto di Taranto viene sfruttato per affari sporchi, hanno commentato sui social numerosi attivisti, mentre il consiglio comunale candida i bambini di Gaza al Nobel per la pace e espone la bandiera della Palestina dalle finestre di palazzo di città.

Domenica scorsa ha inveito pesantemente contro l’arbitro all’esibizione del cartellino rosso . Stangata del giudice sportivo per l’allenatore della Virtus Francavilla, Roberto Taurino. Il clamoroso gesto di domenica scorsa, nell’immediato post gara contro il Barletta, costa ben 12 turni di squalifica al tecnico della formazione biancazzurra, impegnata nel girone “H” di Serie D. A fine partita Taurino si era diretto con fare minaccioso verso il direttore di gara, il signor Gabriele Sciolti della sezione di Lecce, protestando per alcuni episodi avvenuti nel corso dei 90 minuti. L’arbitro aveva estratto il cartellino rosso e Taurino, per tutta risposta, ha dato un colpo al braccio dell’arbitro, scaraventando per terra il cartellino e andando via dal campo continuando ad inveire con frasi irriguardose. Roberto Taurino potrà tornare in panchina solo a metà aprile.

Gli agenti hanno riscontrato l’assenza degli estintori, la mancanza della segnaletica per la delimitazione della zona dell’accensione e anche l’assenza di personale specializzato. Stava per avviare uno spettacolo pirotecnico, previsto a chiusura di un evento pubblico del 3 sera a Taranto, senza aver rispettato le misure di sicurezza previste dalla legge. Fortunatamente se n’è accorta la polizia che ha fermato tutto, denunciando il responsabile, un 45enne originario della provincia jonica, già denunciato nel 2024 per commercio abusivo di esplosivi. Prima dell’accensione, il team Artificieri della Polizia ha deciso di effettuate un controllo sul terrazzo dal quale sarebbe dovuto partire lo spettacolo. Gli agenti hanno riscontrato l’assenza degli estintori, la mancanza della segnaletica per la delimitazione della zona dell’accensione e anche l’assenza di personale specializzato. Il materiale esplodente, tutto posto sotto sequestro, era posizionato sul davanzale del terrazzo con il rischio che finisse giù ferendo qualcuno. Oltre alla denuncia, al dipendente della ditta incaricata del servizio, è stato ritirato il patentino autorizzativo alla fabbricazione, alla vendita ed all’uso di materiale pirotecnico.

. La Serie C fa il pieno di presenze. Nella prima parte dell’anno, sono stati 120mila gli spettatori in più sugli spalti nei tre gironi. L’incremento è stato dell’8,6%, con un milione e 575mila unità paganti e abbonati. L’anno scorso sono stati un milione e 451mila. Cifre ancora più positive se paragonate alla stagione 2022 – 23, quando il flusso di spettatori in C è aumentato del 49%. E sono in forte crescita anche i giovani che si appassionano al campionato di Serie C, con parallelo consenso crescente all’estero. L’indice di gradimento conferma anche la forte diffusione sui social: sono 330mila i followers delle tre piattaforme principali, + 30% dell’anno scorso.

Simone è deceduto vicino alla villa comunale, travolto da un’auto guidata da un anziano che aveva bevuto. Sarebbe risultato positivo all’alcol test il 78enne che martedì sera a Foggia, alla guida della sua vettura, ha travolto e ucciso Simone Raucea, 25 anni. Simone era solare e altruista: era diventato donatore di midollo osseo e volontario dell’Admo dopo la morte di una compagna di scuola per leucemia. Studente di psicologia – stava attraversando sulle strisce pedonali, quando è stato investito. Intervistati: Antonio Placentino, vicepres. ADMO Puglia; Giorgia De Leo, donatrice di midollo osseo; Sabrina De Lillo, donatrice di midollo osseo

La presidente dell’ufficio elettorale centrale di Bari, Giovanna De Scisciolo, ha ufficializzato la vittoria di Decaro tra applausi e momenti di commozione con la famiglia presente in prima fila. La presidente dell’ufficio elettorale centrale della Corte di Appello di Bari, Giovanna De Scisciolo, ha proclamato Antonio Decaro presidente della Regione Puglia. La proclamazione, nell’aula magna del palagiustizia, è stata accompagnata da un applauso. Entrando nella sala, prima della cerimonia, Decaro ha salutato e abbracciato i presenti, tra cui il presidente uscente Michele Emiliano. Avvicinandosi alle figlie e alla moglie sedute in prima fila, ha detto di aver scelto di indossare lo stesso abito che indossò per incontrare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il calciatore verso il debutto contro la Carrarese . E’ arrivato il primo rinforzo: Andrea Cistana, 29 anni ad aprile, difensore centrale ingaggiato dallo Spezia con la formula del prestito gratuito secco. Nonostante abbia giocato soltanto sette partite con la squadra ligure, impegnata come il Bari in questo momento nella lotta per non retrocedere, sostiene di essere pronto per giocare e per esordire con la maglia del Bari già dalla gara in programma sabato prossimo a Carrara alle 15,00. A suo avviso il campo di allenamento sintetico di La Spezia ha inciso sulle sue condizioni fisiche avendo subito due interventi abbastanza importanti nel 2020 alla caviglia e al ginocchio proprio nel momento migliore, dopo aver fatto il debutto di Serie A ed essere entrato con una convocazione nel giro della nazionale. Al netto delle frasi più o meno di circostanza sulla città di Bari, sui nuovi compagni, sul tecnico e sui nuovi dirigenti, dichiarazioni ovviamente improntate al buonismo, alla riconoscenza e ai buoni propositi, Cistana ha chiarito che dei tre ruoli centrali nel pacchetto arretrato preferisce ricoprire quello di destra anche se è in grado di disimpegnarsi ovunque. A convincerlo al trasferimento a Bari, oltre alle referenze di suoi tre ex compagni di squadra col Brescia – Moncini, Gytkjaer e Dickmann -, sarebbe stato un colloquio avuto col tecnico Vincenzo Vivarini. Al momento Cistana è l’unico rinforzo perché pare che siano sorte difficoltà per l’ingaggio di Giuseppe Caso attualmente tesserato con il Modena. Non si capisce bene quali siano i reali motivi che impediscono il suo trasferimento al Bari. In verità in vista della ripresa della preparazione il direttore sportivo Giuseppe Magalini aveva garantito l’arrivo di almeno tre volti nuovi.

Il Bisceglie attende in finale la vincente tra Gallipoli e Taranto . Crederci è importante, purché non si commettano gli stessi errori del recente passato. E’ l’unico atteggiamento consono al Taranto Calcio. Con l’avvento dei Ladisa, in città si è diffuso un entusiasmo contagioso, per certi versi comprensibile ma fuorviante. Dopo l’era Giove, l’affidabilità economica dei nuovi proprietari ha portato con sé la convinzione che anche i risultati sul campo fossero facilmente acquisibili. Invece no: il Taranto, come tutti i comuni mortali, riscontra le difficoltà legate alla pianificazione deficitaria. A poche settimane dall’avvio del campionato di Eccellenza, il titolo sportivo era ancora nelle mani del sindaco. Il riflesso sul campo è l’attuale caos, tra avvicendamenti al vertice come in panchina e il ritardo incolmabile nei confronti della prima in classifica, dodici punti di distacco dal Bisceglie capolista. Nelle ultime ore, la fiammella della speranza ha ripreso vigore. Le porte della Serie D non sono totalmente sbarrate. L’accesso è possibile attraverso la Coppa Italia di categoria. Ma il percorso è lungo. Il Taranto dovrà superare il Gallipoli nel match di giovedì per poi scontrarsi in finale con il Bisceglie, attualmente favorito. In caso di successo, affronterà la fase nazionale. E solo se avrà la meglio sulle altre rivali, conquisterà il diritto a disputare il campionato Dilettanti, rimpiazzando eventuali società che daranno forfait. Un atteggiamento positivo e propositivo, dunque, è necessario ai fini del morale. Ma nessuno si illuda che sarà facile. Perché oggi il Taranto è un club d’Eccellenza, con una storia gloriosa alle spalle, ma in fase di ricostruzione. Utile più che mai la parafrasi di un vecchio ritornello dei Morcheeba, band londinese affermatasi alla fine degli anni ’90: Roma non fu costruita in un giorno.

Il Bisceglie attende in finale la vincente tra Taranto e Gallipoli . Crederci è importante, purché non si commettano gli stessi errori del recente passato. E’ l’unico atteggiamento consono al Taranto Calcio. Con l’avvento dei Ladisa, in città si è diffuso un entusiasmo contagioso, per certi versi comprensibile, ma fuorviante. Dopo l’era Giove, l’affidabilità economica dei nuovi proprietari ha portato con sé la convinzione che anche i risultati sul campo fossero facilmente acquisibili. Invece no: il Taranto, come tutti i comuni mortali, riscontra le difficoltà legate alla pianificazione deficitaria. A poche settimane dall’avvio del campionato di Eccellenza, il titolo sportivo era ancora nelle mani del sindaco. Il riflesso sul campo è l’attuale caos, tra avvicendamenti al vertice come in panchina e il ritardo incolmabile nei confronti della prima in classifica, dodici punti di distacco dal Bisceglie capolista. Nelle ultime ore, la fiammella della speranza ha ripreso vigore. Le porte della Serie D non sono totalmente sbarrate. L’accesso è possibile attraverso la Coppa Italia di categoria. Ma il percorso è lungo. Il Taranto dovrà superare il Gallipoli nel match di giovedì per poi scontrarsi in finale con il Bisceglie, attualmente favorito. In caso di successo, affronterà la fase nazionale. E solo se avrà la meglio sulle altre rivali, conquisterà il diritto a disputare il campionato Dilettanti, rimpiazzando eventuali società che daranno forfait. Un atteggiamento positivo e propositivo, dunque, è necessario ai fini del morale. Ma nessuno si illuda che sarà facile. Perché oggi il Taranto è un club d’Eccellenza, con una storia gloriosa alle spalle, ma in fase di ricostruzione. Utile più che mai la parafrasi di un vecchio ritornello dei Morcheeba, band londinese affermatasi alla fine degli anni ’90: Roma non fu costruita in un giorno.

Nel pomeriggio la neve dovrebbe raggiungere anche quote più basse ed imbiancare anche le zone collinari del Potentino. Da questa mattina piove su gran parte della Basilicata, dove sono calate anche le temperature. Nella zona nord della regione, a quote più alte è comparsa in queste ore anche la prima neve dell’anno. Le immagini che vedete sono state girate agli impianti di risalita a Sellata Pierfaone, ad Abriola. Nel pomeriggio la neve dovrebbe raggiungere anche quote più basse ed imbiancare anche le zone collinari del Potentino.

“Ancora una volta il porto di Taranto viene sfruttato per sporchi affari” hanno commentato sui social gli attivisti. Attraccata questa mattina al molo polisettoriale di Taranto la nave cargo Danica Rainbow con a bordo container con munizioni e armamenti provenienti da Israele. Operazione autorizzata dal Ministero della Difesa. La merce pericolosa, con il nulla osta della Capitaneria di Porto, è stata scaricata a bordo di tir. Nel corso dei controlli, però, è stato riscontrato che gli autisti dei mezzi gommati sono sprovvisti della patente per il trasporto di questo tipo di merce. Pertanto potrebbero essere ricaricati sulla nave perché, come ci ha confermato il comandante della Capitaneria, Deri, non possono rimanere sulla banchina non essendo autorizzati allo stoccaggio in porto. L’operazione, quindi, che doveva terminare in tarda mattinata, si protrarrà fino a stasera. “Ancora una volta il porto di Taranto viene sfruttato per sporchi affari”, hanno commentato sui social gli attivisti.

Nei primi nove mesi dell’anno le esportazioni pugliesi soffrono, con Germania e Polonia in calo, ma il settore mostra segnali di resilienza e stabilizzazione del Made in Italy. Il settore calzaturiero italiano mostra segnali di progressiva stabilizzazione, pur in un contesto macroeconomico globale ancora incerto. Secondo l’indagine congiunturale del Centro Studi di Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici, nei primi nove mesi del 2025 il comparto registra una flessione dei ricavi del -4,1% rispetto allo stesso periodo del 2024. Il terzo trimestre, però, evidenzia un rallentamento della contrazione: il fatturato cala solo dello 0,9% rispetto all’anno precedente. A livello regionale, l’export di calzature in Puglia ha segnato un calo del 4,2% in valore rispetto ai primi nove mesi del 2024. Le cinque principali destinazioni – che rappresentano il 59% del totale dell’export pugliese – sono: Francia (+4,8%), Germania (-7,8%), Spagna (-1,2%), Albania (+6%) e Polonia (-2,8%). Il numero di imprese calzaturiere pugliesi attive tra industria e artigianato si è ridotto di 9 unità rispetto al 2024, con una diminuzione di 344 addetti. Per quanto riguarda le ore di cassa integrazione per il settore pelle in Puglia, nei primi nove mesi del 2025 si registra una flessione del 23,5% rispetto al 2024, con circa 2 milioni di ore autorizzate: un dato ancora elevato, ma inferiore ai livelli pre-Covid. Sul piano nazionale il quadro resta complesso e colpisce anche le fasce più alte dell’offerta. Tuttavia, i dati del terzo trimestre indicano una riduzione della caduta e una prima luce in fondo al tunnel recessivo. La capacità delle nostre imprese di presidiare i mercati europei e intercettare la domanda in aree dinamiche come il Medio Oriente sarà decisiva per affrontare il 2026. Nonostante performance aziendali ancora disomogenee, la flessione contenuta attesa nel fatturato nazionale del settore calzaturiero (12,8 miliardi di euro, -3,1% sul 2024) conferma la resilienza del Made in Italy.

I tecnici di Acquedotto Pugliese stanno eseguendo un delicato intervento di riparazione che proseguirà per tutta la giornata. Disagi oggi, 7 gennaio a Foggia, a causa della rottura improvvisa di un tronco idrico. I tecnici di Acquedotto Pugliese stanno eseguendo un delicato intervento di riparazione che proseguirà per tutta la giornata. Per consentire l’esecuzione dei lavori è stato necessario, nella giornata odierna, interrompere la regolare distribuzione idrica nei quartieri San Lorenzo e CEP in via Imperiale angolo via Smaldone. I disagipotrebbero essere avvertiti soprattutto negli stabili sprovvisti di autoclave e riserva idrica o con insufficiente capacità di accumulo. Si invitano i residenti dell’area interessata di razionalizzare i consumi.

Fim Cisl: solo 32.760 veicoli prodotti, 98 giorni di fermo e occupazione in calo. La Nuova Jeep Compass punta al rilancio nel 2026, ma servono nuovi modelli e investimenti. Nel 2025 la produzione dello stabilimento Stellantis di Melfi (Potenza) ha registrato una forte contrazione, con un calo del 47% e un totale di 32.760 unità prodotte. È quanto emerge dal report Fim Cisl 2025 sulle produzioni e sull’occupazione negli stabilimenti italiani di Stellantis. Un dato che fotografa un anno particolarmente difficile per il sito lucano, sebbene negli ultimi mesi si siano manifestati i primi segnali di ripresa. Nell’ultimo trimestre del 2025, infatti, è partita la produzione della Nuova Jeep Compass, che ha contribuito a una ripresa dei volumi nella parte finale del quarto trimestre e che, secondo la Fim Cisl, rappresenterà il principale contributo produttivo dello stabilimento nel 2026. Nel corso dell’anno, la produzione dei tre modelli oggi fuori produzione – Jeep Compass (vecchia generazione), Jeep Renegade e Fiat 500X – si è fermata complessivamente a 28.125 unità, circa la metà dei volumi registrati nel 2024. I nuovi modelli introdotti a Melfi, ovvero la DS8 e la Nuova Jeep Compass, hanno invece raggiunto una produzione complessiva di 4.635 unità. In particolare, la DS8, attualmente realizzata esclusivamente in versione full electric, ha totalizzato 1.706 unità prodotte. Il report evidenzia anche un utilizzo significativo degli ammortizzatori sociali. Nel 2025 si sono registrati 98 giorni di fermo collettivo, gestiti tramite Contratto di Solidarietà (CDS), con un totale di 264 turni persi. Nei restanti giorni lavorativi, l’utilizzo medio del CDS è stato pari al 41%, coinvolgendo circa 2.773 lavoratori al giorno. La perdita dei volumi produttivi ha avuto pesanti ricadute occupazionali. Dal 2021, circa 2.510 lavoratori hanno lasciato lo stabilimento attraverso uscite volontarie incentivate, portando il numero degli occupati a 4.530 unità. Attualmente risultano inoltre circa 280 lavoratori in prestito presso altri stabilimenti del Gruppo Stellantis. Lo stabilimento di Melfi si trova oggi nel pieno della transizione industriale, orientata ai nuovi modelli basati sulla piattaforma STLA Medium. Secondo la Fim Cisl, il cronoprogramma industriale attualmente in fase di attuazione prevedeva l’avvio, nei primi mesi del 2025, della produzione della DS8 elettrica, seguito, nella seconda metà del 2025, dal lancio della Nuova Jeep Compass, sia in versione full electric che ibrida. Il piano prosegue nel primo semestre del 2026 con l’avvio della produzione della DS7, anch’essa in entrambe le versioni, e nel secondo semestre del 2026 con il lancio della Lancia Gamma, prevista nelle versioni elettrica e ibrida. Il sindacato ritiene tuttavia necessario ampliare l’offerta produttiva, chiedendo di dotare anche la DS8 di una motorizzazione ibrida e di prevedere, nel nuovo piano industriale Stellantis, ulteriori assegnazioni produttive, così da valorizzare pienamente le capacità dello stabilimento di Melfi. Per la Fim Cisl è inoltre indispensabile fornire risposte concrete all’indotto melfitano, oggi in forte sofferenza. Oltre a garantire un corretto utilizzo degli ammortizzatori sociali e a dare priorità alle aziende locali nelle forniture, il sindacato chiede che tutti i livelli istituzionali agiscano in modo coordinato per tutelare l’occupazione, sostenere le imprese nella transizione industriale e attivare gli strumenti previsti dagli accordi di programma e dalle aree di crisi complessa, con l’obiettivo di attrarre nuovi investimenti e offrire prospettive di sviluppo all’intero territorio.

“Non possiamo permettere che un’arteria storica così vitale resti esclusa dal sito Unesco proprio mentre Matera si prepara a un nuovo, importante protagonismo internazionale nel 2026“, afferma il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Domenico Bennardi, che ha depositato un’interrogazione consiliare per sollecitare l’Amministrazione comunale sul tema del riconoscimento Unesco per il tratto materano e murgiano della Via Appia.”Il tracciato della Via Appia – Regina viarum è stato iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale nel luglio 2024″, ha aggiunto l’ex sindaco, “ma con l’esclusione del Tratto 015, che interessa direttamente Matera e diversi comuni della Murgia pugliese. Mentre altri territori laziali inizialmente esclusi hanno già ottenuto il reintegro Unesco nel luglio 2025 attraverso la procedura di modifica minore dei perimetri, come assicurato dal Ministero della Cultura, per il tratto materano e murgiano si registra invece ancora un preoccupante stallo. A causa del periodo di commissariamento non si è potuto incidere e sollecitare politicamente, ma ora l’obiettivo deve essere comune e condiviso anche con i territori limitrofi“.Secondo Bennardi, dato il recente stanziamento di circa 5 milioni di euro da parte del Ministero della Cultura per le celebrazioni di Matera Capitale Mediterranea della Cultura 2026 e in virtù di questo proficuo rapporto di collaborazione con il Governo nazionale, è fondamentale che l’Amministrazione comunale non perda di vista il dossier della Via Appia.”Chiedo al sindaco Nicoletti di riferire sullo stato delle interlocuzioni con il Ministero della Cultura“, ha concluso Bennardi, “e di farsi promotore di una rete istituzionale con i comuni di Altamura, Santeramo in Colle, Laterza e Castellaneta. Se il Lazio ha già ottenuto il reintegro, significa che la strada è percorribile: serve però un’azione amministrativa costante e determinata per non lasciare Matera e la Puglia fuori da questo prestigioso riconoscimento Unesco“.

Squalifica di 12 giornate per Taurino

Domenica scorsa ha inveito pesantemente contro l’arbitro all’esibizione del cartellino rosso Stangata del giudice sportivo per l’allenatore della Virtus Francavilla, Roberto Taurino. Il clamoroso gesto

Il Taranto vira sulla Coppa Italia

Il Bisceglie attende in finale la vincente tra Taranto e Gallipoli Crederci è importante, purché non si commettano gli stessi errori del recente passato. E’

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