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Dicembre 11, 2025

È stata una vicina a dare l’allarme e a chiedere aiuto. Quando i soccorsi sono arrivati, hanno trovato la 92enne in soggiorno, ormai esanime.. Una donna di 92 anni è morta a causa di un incendio divampato nella sua abitazione. È accaduto nelle campagne di Giovinazzo, al confine con Molfetta. L’anziana sarebbe deceduta a causa delle esalazioni di fumo. Il rogo sarebbe partito da un climatizzatore malfunzionamento.  È stata una vicina a dare l’allarme e a chiedere aiuto. Quando i soccorsi sono arrivati, hanno trovato la 92enne in soggiorno, ormai esanime. La salma, trasferita nelll’Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari, sarà restituita ai familiari nelle prossime ore. I carabinieri indagano sulle cause dell’incendio. 

Si vede il momento in cui escono dalla vettura, piazzano la bomba (solita tecnica della marmotta) e fanno esplodere l’Atm. Prima di agire avevano disseminato punte chiodate lungo le vie d’accesso . Erano da poco passate le quattro quando i due banditi sono arrivati in piazza Lama, ad Oria, a bordo di una macchina. Nel video si vede il momento in cui escono dalla vettura, piazzano la bomba (solita tecnica della marmotta) e fanno esplodere l’Atm. Prima di agire avevano disseminato punte chiodate lungo le vie d’accesso per rallentare eventuali interventi delle forze dell’ordine. Dopo l’esplosione si vede chiaramente che tornano per recuperare il bottino, non ancora quantificato, e poi fuggono via. Si tratta dell’ennesimo episodio in zona e non si esclude che ad agire possa esser sempre la stessa banda. Assalti simili sono stati registrati a Savelletri, San Pietro Vernotico, San Donaci e in altri comuni della provincia di Lecce. Le indagini sono in corso per ricostruire l’esatta dinamica e identificare i responsabili, oltre che per quantificare il bottino.

Il commando, composto da almeno otto persone, ha preso di mira un blindato della Cosmopol. Un commando, composto almeno otto persone, ha rapinato un portavalori della ‘Cosmopol’, proveniente dalle sede centrale di Avellino. È accaduto nel pomeriggio (11 dicembre) lungo la Statale 655, tra Foggia e Candela, in territorio di Ascoli Satriano. I banditi hanno bloccato la strada bloccata con un mezzo pesante, minacciato i vigilantes a bordo del blindato, esploso del colpi di pistola a scopo intimidatorio e assaltato il mezzo, che è stato sventrato – forse con un ordigno – e svaligiato. L’assalto è andato a segno, fruttando almeno 300 mila euro. Per fortuna, solo un grande spavento per le due guardie giurate che viaggiavano sul blindato della Cosmopol, che è finita spesso nel mirino dei banditi, in Capitanata e non solo. Il traffico lungo la Bradanica è rimasto a lungo paralizzato nei pressi dello svincolo di Deliceto, causando una lunga fila di auto e mezzi pesanti. Le indagini sono condotte dalla polizia.

Concluso un progetto dell’Università di Bari per innovare le filiere bovine e garantire prodotti migliori. Oggi la presentazione dei risultati in un’azienda di Alberobello. Università e aziende specializzate nella produzione di carni, latte e derivati bovini hanno lavorato assieme, per 30 mesi, ad uno studio che ha portato alla definizione di protocolli che fanno ottenere carne e formaggi con conservazione più lunga, e migliori per la salute. ‘One health-one welfare-one world’ è il progetto che, con l’introduzione di foraggi idroponici di orzo e piselli, e un mix di oli essenziali estratti da alloro e carciofi, aiuta anche la sostenibilità ambientale e tutela la salute del bestiame e dei consumatori. Il campione di 100 volontari ha mostrato che l’assunzione di prodotti lavorati secondo i protocolli del progetto ha provocato un maggiore beneficio per i batteri buoni dell’intestino. Formaggi e carni derivati dagli animali così nutriti hanno infatti un contenuto ridotto di grassi e sono più ricchi di fibre. Capofila del progetto il dipartimento di Veterinaria dell’Università di Bari, assieme a quelle del Molise e di Teramo, e una decina di imprese del settore.

Per gli allevatori si tratta di un’opportunità di confronto per migliorare la qualità della carne, gli allevamenti e la produzione. Centocinquanta allevatori si sono contesti a suon d’offerte 35 selezionatissimi capi ovini provenienti da Abruzzo, Basilicata Lazio e Puglia, l’occasione è stata la tradizionale asta degli arieti di razza merinizzata italiana e Gentile di Puglia ospitata a Laurenzana, nel potentino, nel centro genetico. L’iniziativa organizzata dall’associazione regionale allevatori in collaborazione con la Regione Basilicata e l’associazione nazionale della pastorizia, è diventata un appuntamento immancabile per gli addetti ai lavori che operano nel Mezzogiorno. Per gli allevatori si tratta di un’opportunità di confronto per migliorare la qualità della carne, gli allevamenti e la produzione.Tra tutti venduti i capi presentati all’asta, il più conteso è un ariete di razza merinizzata battuto alla cifra di 1300 euro Intervistati: Michele Giura, allevatore: Silverio Grande, direttore Asso.Na.Pa.

Lo scontro è avvenuto tra una Ranault Clio e una Jeep Renegade . Una terza persona è stata portata in ospedale in ambulanza con ferite lievi . Tragico incidente stradale nel pomeriggio (11 dicembre) a Pantano di Pignola, a pochi chilometri da Potenza. Un uomo di 51 anni, Giulio Nappi, è morto e il figlio di 9 anni è ferito in gravi condizioni. Lo scontro è avvenuto tra una Ranault Clio e una Jeep Renegade . Una terza persona è stata portata in ospedale in ambulanza con ferite lievi al momento si trova in osservazione al pronto soccorso. Sul posto personale del 118 e i carabinieri che stanno effettuando i rilievi per determinare l’esatta causa del sinistro.

Hanno lavorato due squadre dei vigili del fuoco per estrarlo e metterlo in salvo. È ferito in modo grave il camionista uscito fuori strada col tir questa mattina (11 dicembre) sulla statale 16, vicino Modugno. L’uomo, 25 anni, è rimasto incastrato nella cabina, sono servite due squadre dei vigili del fuoco per estrarlo e metterlo in salvo. Sul posto è intervenuto anche il personale specializzato per mettere in sicurezza il mezzo. L’autista è stato trasferito in ambulanza all’ospedale San Paolosono servite due squadre dei vigili del fuoco per estrarlo e metterlo in salvo

Sono due uomini, hanno subito un politrauma ma non sarebbero in pericolo di vita.  Sul posto 118, Polizia, Vigili del fuoco. Paura a Taranto per il crollo di un balcone al secondo piano dello stabile all’angolo tra via Pisanelli e via Oberdan. Due  persone sono rimaste ferite. Erano sul balcone al momento del cedimento. Si tratta del proprietario dell’appartamento, 76 anni, precipitato e caduto sul ballatoio del primo piano. Con lui, il tecnico della caldaia, finito invece sul marciapiedi. Trasportati d’urgenza in ospedale. Hanno subito un politrauma. Sarebbero fuori pericolo. In corso tutti gli accertamenti. In casa, al momento del crollo, c’era anche la moglie dell’anziano, ancora sotto choc. Sul posto 118, Vigili del fuoco, Polizia. È arrivata anche la Scientifica per i rilievi. Stando alle prime informazioni,  lo stabile originariamente contava solo due piani.  Alcuni decenni fa sono stati costruiti gli  altri quattro. Di recente sarebbe stato effettuato anche un intervento, proprio per accertare la stabilità dei balconi. Il lavoro avrebbe interessato solo i piani superiori e non i primi due, più antichi, perché sarebbero stati ritenuti idonei. È stata una tragedia sfiorata. Lo stabile è in una zona centralissima, vicina a bar, negozi, università. “Questa mattina sono passata da qui – racconta una mamma – perché ho accompagnato mia figlia a scuola”. “Ho sentito un tonfo e ho visto l’operaio a terra – aggiunge un barista – ho temuto il peggio”.

È il fondo che ha offerto solo un euro per l’acquisto del gruppo dell’acciaio: ha stimato in circa 5 miliardi di euro il costo complessivo del risanamento e dichiara di aver già ottenuto l’appoggio finanziario di un gruppo di istituti italiani e statunitensi. A poche ore dalla scadenza dei termini per la presentazione delle offerte per l’acquisizione dell’ex Ilva – alle 24 di oggi – uno dei due gruppi in gara, il fondo americano Flacks Group con sede a Miami, spiega i contenuti della proposta già formalizzata ai commissari di Acciaierie d’Italia. E lo fa attraverso un’intervista che Michael Flacks, fondatore del gruppo, che è un fondo di investimento, ha rilasciato a Bloomberg. “Noi vogliamo farlo crescere – ha detto Flacks in relazione al polo dell’ex Ilva – Il nostro piano prevede 8.500 lavoratori”. Flacks, che è anche il fondo che ha offerto solo un euro per l’acquisto del gruppo dell’acciaio, dice di aver stimato in circa 5 miliardi di euro il costo complessivo del risanamento dell’ex Ilva e dichiara di aver già ottenuto l’appoggio finanziario di un gruppo di istituti italiani e statunitensi. Flacks prevede investimenti per portare la produzione di acciaio ed è a favore della presenza pubblica nell’azienda. Lo Stato manterrebbe una quota del 40% nell’ex Ilva che poi Flacks acquisterebbe in futuro per una cifra compresa tra 500 milioni e un miliardo di euro. Per Michael Flacks, “non si può costruire un’acciaieria di queste dimensioni da zero. A fine novembre i rappresentanti di Flacks sono stati a Tarantoe hanno visto gli impianti. Loro consulente per l’operazione sull’ex Ilva è Steel Business Europe. L’altra realtà da cui si attende oggi l’offerta è il fondo americano Bedrock, anch’esso interessato a tutta l’ex Ilva.

I malviventi gli hanno intimato di scendere dal mezzo, lo hanno caricato sull’auto, trattenuto per due ore e poi abbandonato in campagna vicino Canosa di Puglia. Viaggiava sulla statale 16 con il furgone carico di merce quando, tra Barletta e Trani, è stato affiancato da un’auto da cui sono saltati fuori quattro banditi armati e a volto coperto. Il corriere, dipendente di una ditta di spedizioni, è stato rapinato e sequestrato. I malviventi gli hanno intimato di scendere dal mezzo, lo hanno caricato sull’auto, trattenuto per due ore e poi abbandonato in campagna vicino Canosa di Puglia. Furgone e carico sono spariti. Lui è stato soccorso dagli agenti di polizia. Non ha riportato ferite, si è solo molto spaventato.

Si chiamano Frida, Nico e Diana e sono i primi tre “dottori Scondizola” del Salento. A partire da mercoledì 17 dicembre, nell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce, prenderanno servizio tre medici molto speciali. Si chiamano Frida, Nico e Diana e sono i primi tre “dottori Scondizola” del Salento. I tre cani scorrazzeranno nel reparto pediatrico per portare sollievo e allegria ai bambini ricoverati.  Il progetto “dottor Scodinzola” sarà attivo nelle Unità Operative di Pediatria degli Ospedali di Lecce, Scorrano e Gallipoli, nel reparto di Oncoematologia pediatrica di Lecce, nel reparto di Chirurgia Pediatrica di Lecce e nel reparto di Immunologia e reumatologia pediatrica di Lecce.  Nei diversi reparti pediatrici opererà un’equipe formata da medici e personale esperto ed altamente specializzato.

Le operazioni di riparazione, comprensive di lavaggio, sanificazione della condotta e graduale ripristino del flusso idrico, andranno avanti per tutta la giornata. Disagi all’erogazione idrica potrebbero interessare oltre venti comuni del materano per via di una rottura della condotta adduttrice principale del “Frida” in contrada Sorbaro, nel territorio di Valsinni, in prossimità del confine con la Calabria. Si tratta, fa sapere Acquedotto lucano, di un’infrastruttura primaria di importanza strategica per l’approvvigionamento idrico di un vasto territorio della Basilicata. La complessità dell’intervento richiede operazioni tecniche particolarmente delicate che le squadre operative stanno affrontando con il massimo impegno. I disagi potrebbero interessare, in misura variabile in base all’altitudine e alla disponibilità di riserve idriche locali nei serbatoi: Accettura, Calciano, Cirigliano, Colobraro, Craco, Ferrandina, Garaguso, Gorgoglione, Grassano, Grottole, Miglionico, Montalbano Jonico, Nova Siri, Oliveto Lucano, Pisticci, Pomarico, Rotondella, Salandra, San Giorgio Lucano, San Mauro Forte, Stigliano, Tursi, Valsinni. Le operazioni di riparazione, comprensive di lavaggio, sanificazione della condotta e graduale ripristino del flusso idrico, sono previste in conclusione entro le ore serali di oggi

Sarà osservato un minuto di silenzio in memoria di Carmelo Miceli . Allo Stadio Via del Mare sarà osservato un minuto di silenzio in memoria di Carmelo Miceli, bandiera giallorossa, scomparso nelle scorse ore. In campo, si affronteranno due formazioni in corsa per la salvezza. E si spera siano determinanti gli attaccanti, sia presenti che assenti. Tra i padroni di casa si discute animatamente dello scarso feeling con il gol. A Cremona, Stulic ha sprecato l’ennesima chance. Puntare su Camarda potrebbe essere una buona alternativa, ma il talentuoso centravanti scuola Milan ha il diritto di crescere secondo i suoi tempi e senza pressioni. E allora, prende vigore un’altra ipotesi: il falso nove, con Sottil schierato al centro della linea offensiva. Sul versante opposto, si è aperta una voragine in avanti. E’ rappresentata dall’assenza di Nzola, squalificato per tre giornate. In conferenza stampa, Di Francesco ha smorzato i toni parlando di “gara importante ma non decisiva”. Difficile dargli torto dal punto di vista sportivo. Tuttavia, potrebbe essere pesanti le ripercussioni psicologiche in caso di risultato negativo. Foto U.S Lecce.it

Lunga lista di indisponibili per Vivarini . Si profila una vera e propria emergenza in difesa. A Bolzano oltre allo squalificato Meroni, il Bari dovrà quasi certamente rinunciare a Vicari influenzato. Lo ha comunicato Vincenzo Vivarini nella conferenza stampa pre partita anticipata per ragioni logistiche. Non partirà nemmeno Gaetano Castrovilli per il riacutizzarsi di un vecchio problema, così come Bellomo alle prese con un infortunio al polpaccio. Il Bari gioca una partita delicatissima con un avversario che fa proprio dell’aggressività, della fisicità e se si vuole anche della cattiveria agonistica le sue armi migliori. Del resto Vivarini ha già affrontato il Sudtirol in questo campionato quando era alla guida del Pescara e quindi conosce bene le caratteristiche della squadra di Castori reduce dal pareggio di Monza. Però non cambia l’assetto tattico e cioè non rinuncia ai tre difensori. Oltre a Pucino sarà quasi certamente della partita Kassama insieme a Nikolaou. Nel centrocampo a cinque potrebbero trovare posto Dickmann, Pagano, Verreth, Braunoder e Dorval apparso in condizioni brillanti lunedì sera. Maggiore, invece, anche per la sua capacità di inserirsi in zona tiro dovrebbe giocare alle spalle di Moncini, cui viene data viene fiducia (e non potrebbe essere diversamente) dopo il calcio di rigore fallito due volte col Pescara. Vivarini è preoccupato anche perché la squadra manca in intensità. Ribadisce, infine, il concetto espresso lunedì e cioè che il Bari si deve salvare. Non è una dichiarazione tesa a screditare l’organico, ma a far capire a tutti che in questo momento c’è da lavorare sodo per non essere coinvolti seriamente nella zona pericolosissima della classifica.

Don Luigi: “Viviamo per la salvezza dei nostri ragazzi”. Inaugurato a Taranto il centro diurno per minorenni nell’oratorio della chiesa di San Giovanni Bosco. È dedicato a Michele Magone, un ragazzo finito in strada e nei giri della malavita, recuperato dal santo dei giovani. Don Luigi: “Viviamo per la salvezza dei nostri ragazzi”. Intervista a Don Luigi Sergio, direttore oratorio

Ben 52 chilometri lineari di documenti e fascicoli saranno convertiti in file da milioni di gigabyte da rendere accessibili con un semplice clic. Un’azienda barese sbaraglia i giganti del digitale e conquista la maxi gara nazionale della Zecca dello Stato per la trasformazione degli archivi pubblici intervista a Marina Marzocca (Ceo Prodeo spa)

Pescano a bordo di un antico sandalo a remi. Un’imbarcazione simbolo di un’epoca che rischia di svanire. Pescare è la passione di tutta la vita, per i fratelli Michele e Domenico Di Miscia, 79 e 91 anni. Ogni mattina, calano le reti nel lago di Varano, a Cagnano, a bordo di un antico sandalo a remi. Un’imbarcazione di legno simbolo di un’epoca che rischia di svanire. Di imbarcazioni simili ne sono rimaste giusto due o tre, i fratelli Di Miscia sono gli unici che vanno ancora a remi. Per Michele il lago è il terzo fratello: “Per me è vita” afferma con convinzione. Domenico invece è tornato a pescare dopo la pensione ma ha anche tante altre passioni: pittura, scultura e ha scritto anche sei libri. Interviste a Piero Iannone, associazione ‘Amici del lago’; Domenico Di Miscia, pescatore; Michele Di Miscia, pescatore

Mezzogiorno in difficoltà: divario del 26% rispetto al Nord, lavoro precario e salari bassi spingono i giovani a cercare opportunità altrove. La questione salariale in Italia rappresenta una vera e propria emergenza sociale, e nel Mezzogiorno il problema è ancora più grave. Secondo uno studio dell’Ufficio economia della Cgil, basato sui dati Inps del settore privato, nel 2024 il salario lordo medio nazionale si attesta a 24.486 euro annui, mentre nel Sud scende a 18.148 euro, segnando un divario del 25,9% rispetto alla media italiana. La fotografia del mercato del lavoro meridionale è preoccupante. La Cgil rileva che quasi la metà dei lavoratori del Sud, circa 2,1 milioni di persone, percepisce un reddito fino a 15mila euro lordi annui, che corrispondono, nel migliore dei casi, a poco più di 1.100 euro netti al mese. Dietro a questi numeri ci sono diverse dinamiche: nel Sud le giornate medie retribuite all’anno sono 228 contro le 247 del resto del Paese, le attività economiche a basso salario hanno un peso maggiore e il lavoro atipico è molto diffuso. Nel Meridione, infatti, il lavoro a termine riguarda il 34,5% dei lavoratori rispetto al 26,7% nazionale, il part-time tocca il 43,6% contro il 33% e il lavoro discontinuo arriva al 56,5%, ben oltre la media nazionale del 45,6%. Per il segretario confederale della Cgil, Christian Ferrari, questi dati non lasciano spazio a dubbi: la questione salariale nel Mezzogiorno è “un’emergenza nell’emergenza” e spiega, più di ogni altra causa, l’esodo di 175mila giovani meridionali tra il 2022 e il 2024 verso altre regioni italiane o all’estero, in cerca di un lavoro dignitoso e di una vita migliore. Secondo Ferrari, la manovra di bilancio in discussione non risponde a queste urgenze, tanto che il sindacato ha indetto lo sciopero generale del 12 dicembre per chiedere interventi concreti. Nel Sud, quasi la metà dei lavoratori del settore privato percepisce meno di 15mila euro lordi annui, una cifra che evidenzia come le cosiddette gabbie salariali esistano già e siano, di fatto, parte della realtà quotidiana. Ferrari sottolinea inoltre che l’aumento dell’occupazione riguarda quasi esclusivamente gli over50, spinto dall’innalzamento dell’età pensionabile, ed è concentrato in settori a basso valore aggiunto, caratterizzati da lavoro povero e sfruttamento. Tutto questo accade in particolare nelle regioni meridionali, dove si concentrano le criticità del mercato del lavoro: meno giornate retribuite, più precarietà, part-time involontario, lavoro discontinuo e minore occupazione femminile. Secondo il segretario confederale, il primo passo per affrontare questa realtà è guardarla negli occhi, ma il governo continua a ignorare il problema, senza proporre interventi che possano ridurre il divario e garantire salari più dignitosi per i lavoratori del Sud.

. Tre fratelli di Gaza sono fuggiti dalle macerie della guerra per essere accolti a Castellana Grotte: uno di loro è in cura presso l’ospedale De Bellis per una malattia infiammatoria cronica. Interviste a Pierfrancesco Di Masi, dirigente medico IRCCS “S. De Bellis”; Baraa Hemaid Riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo

Uno studio su oltre un milione di persone rivela segnali genetici condivisi tra 13 disturbi psichiatrici, aprendo la strada a diagnosi più precise e nuovi trattamenti. Una scoperta rivoluzionaria potrebbe cambiare il modo in cui comprendiamo le malattie mentali. Depressione, ansia, schizofrenia e altre undici condizioni psichiatriche sembrano condividere segnali genetici comuni, secondo uno studio pubblicato su Nature dagli scienziati dell’Università del Colorado a Boulder. Il team guidato da Andrew Grotzinger ha analizzato i dati genetici di oltre 1.056.000 persone con disturbi psichiatrici, alla ricerca di pattern genetici nascosti che potessero collegare le diverse condizioni. Il risultato? Cinque fattori genetici chiave in grado di spiegare gran parte della variabilità tra i disturbi. Questi fattori, spiegano i ricercatori, collegano tra loro diverse serie di patologie: dai comportamenti compulsivi alla schizofrenia e al disturbo bipolare, dalle condizioni del neurosviluppo a quelle più “internalizzanti” come depressione e ansia, fino all’abuso di sostanze. “Molte malattie psichiatriche non si presentano mai da sole”, osserva Grotzinger. La loro concomitanza rende le diagnosi complesse, perché oggi i clinici si basano principalmente sui sintomi e non sulla biologia di base. Comprendere i legami genetici tra queste patologie, sottolineano gli autori, è fondamentale per sviluppare diagnosi più precise e trattamenti più mirati. Secondo lo studio, i fattori genetici individuati sembrano influenzare già le prime fasi dello sviluppo cerebrale, aprendo la strada a un approccio più biologico e personalizzato alla cura dei disturbi mentali. Gli esperti sottolineano che questi risultati potrebbero portare a nuovi farmaci e terapie capaci di agire su più condizioni contemporaneamente, anziché trattare solo i sintomi specifici di ciascuna. Gli autori precisano però che la ricerca si è concentrata principalmente su partecipanti di origine europea. Il prossimo passo sarà ampliare lo studio a popolazioni più diverse, per capire come queste scoperte possano essere applicate su scala globale e come possano influenzare lo sviluppo di nuovi trattamenti psichiatrici. In sostanza, questo studio getta una luce nuova sulle connessioni genetiche tra le malattie mentali, avvicinando la psichiatria a una visione più scientifica e meno frammentata, con l’obiettivo di migliorare la vita di milioni di persone affette da disturbi psichiatrici.

Bari in emergenza a Bolzano

Lunga lista di indisponibili per Vivarini Si profila una vera e propria emergenza in difesa. A Bolzano oltre allo squalificato Meroni, il Bari dovrà quasi

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