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Malattie mentali e genetica: scoperti cinque fattori comuni tra depressione, ansia e schizofrenia

Monitor

Uno studio su oltre un milione di persone rivela segnali genetici condivisi tra 13 disturbi psichiatrici, aprendo la strada a diagnosi più precise e nuovi trattamenti

Una scoperta rivoluzionaria potrebbe cambiare il modo in cui comprendiamo le malattie mentali. Depressione, ansia, schizofrenia e altre undici condizioni psichiatriche sembrano condividere segnali genetici comuni, secondo uno studio pubblicato su Nature dagli scienziati dell’Università del Colorado a Boulder.

Il team guidato da Andrew Grotzinger ha analizzato i dati genetici di oltre 1.056.000 persone con disturbi psichiatrici, alla ricerca di pattern genetici nascosti che potessero collegare le diverse condizioni. Il risultato? Cinque fattori genetici chiave in grado di spiegare gran parte della variabilità tra i disturbi.

Questi fattori, spiegano i ricercatori, collegano tra loro diverse serie di patologie: dai comportamenti compulsivi alla schizofrenia e al disturbo bipolare, dalle condizioni del neurosviluppo a quelle più “internalizzanti” come depressione e ansia, fino all’abuso di sostanze.

“Molte malattie psichiatriche non si presentano mai da sole”, osserva Grotzinger. La loro concomitanza rende le diagnosi complesse, perché oggi i clinici si basano principalmente sui sintomi e non sulla biologia di base. Comprendere i legami genetici tra queste patologie, sottolineano gli autori, è fondamentale per sviluppare diagnosi più precise e trattamenti più mirati.

Secondo lo studio, i fattori genetici individuati sembrano influenzare già le prime fasi dello sviluppo cerebrale, aprendo la strada a un approccio più biologico e personalizzato alla cura dei disturbi mentali. Gli esperti sottolineano che questi risultati potrebbero portare a nuovi farmaci e terapie capaci di agire su più condizioni contemporaneamente, anziché trattare solo i sintomi specifici di ciascuna.

Gli autori precisano però che la ricerca si è concentrata principalmente su partecipanti di origine europea. Il prossimo passo sarà ampliare lo studio a popolazioni più diverse, per capire come queste scoperte possano essere applicate su scala globale e come possano influenzare lo sviluppo di nuovi trattamenti psichiatrici.

In sostanza, questo studio getta una luce nuova sulle connessioni genetiche tra le malattie mentali, avvicinando la psichiatria a una visione più scientifica e meno frammentata, con l’obiettivo di migliorare la vita di milioni di persone affette da disturbi psichiatrici.

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