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Aggressione verbale ieri sera in piazza Umberto. Numerose le persone in stato di alterazione Le piazze centrali a Bari nei giorni scorsi teatro di risse e aggressioni. Siamo andati a verificare cosa accade di notte e come sta evolvendo la situazione. Servizio di Saverio Carlucci Riprese e montaggio di Cosimo Caragiulo

L’episodio si sarebbe verificato domenica sera a Francavilla Fontana Una turista veneta di 22 anni, all’alba di lunedì scorso, si è presentata all’ospedale di Grottaglie, raccontando di aver subito una violenza sessuale. Successivamente è stata trasferita al pronto soccorso del SS Annunziata di Taranto, dove è stato attivato il cosiddetto Codice Rosa. Stando alle prime informazioni, la giovane avrebbe partecipato a una festa, domenica sera, a Francavilla Fontana dove, a notte inoltrata, si sarebbe consumato l’episodio. Alla luce delle prime evidenze e delle prime ricostruzioni si supporrebbe un caso di tentato abuso sessuale, ma sarà la procura a definire i contorni della vicenda. Al momento c’è il massimo riserbo. 

Identificato dai carabinieri l’aggressore, di origine georgiana. Si indaga per ricostruire i fatti e sul movente Ancora un episodio violento nella tarda serata a Taranto. Un trentenne di Martina Franca è stato aggredito con un coltello da un coetaneo. L’episodio è avvenuto al quartiere Tamburi, in via Napoli. Identificato dai carabinieri l’aggressore, di origine georgiana. Si indaga per ricostruire i fatti e sul movente. La vittima è stata medicata al Ss Annunziata. Fortunatamente non ha subito conseguenze gravi. 

La ragazza aveva mentito sulle percosse subite dall’ex compagno ed è finita a processo per falsa testimonianza. Ma l’imputata, una giovane barese, è stata assolta perché l’uomo aveva minacciato di morte lei e il figlio Minacce di morte alla compagna ed al figlio neonato per costringere la donna a ritrattare le accuse di lesioni mosse nei suoi confronti. E questo il retroscena che ha fatto finire a processo per falsa testimonianza una 30enne barese, poi assolta con formula piena dal gup Nicola Bonante, al quale ha rivelato fra le lacrime cosa era realmente accaduto. Servizio di Linda Cappello

Un sofisticato sistema di sicurezza di dieci telecamere, con l’ausilio dell’intelligenza artificiale: dopo i recenti episodi di violenza sulla spiaggia barese, la reazione del comune Servizio di Linda Cappello

La vittima ha raccontato di essere stata colpita fisicamente durante il tragitto e di aver già subito in passato altre aggressioni simili Una donna di 27 anni è stata aggredita dal suo fidanzato in auto nel tragitto da Potenza a Marina di Ginosa. L’uomo, un 28enne, è stato arrestato dai carabinieri ed ora è ai domiciliari. La donna ha raccontato di essere stata colpita fisicamente durante il viaggio e di aver già subito in passato altre aggressioni simili. La vittima è stata accompagnata presso la guardia medica di Marina di Ginosa, dove le sono state riscontrate lesioni non gravi, giudicate guaribili in pochi giorni.

I fatti risalgono alla notte tra venerdì e sabato scorsi. La vittima avrebbe subito violenza per oltre un’ora fino a quando è riuscita a liberarsi dalle grinfie del suo aguzzino e ha chiesto aiuto urlando dal balcone della palazzina Avrebbe abusato di una donna in una struttura da tempo adibita a centro di accoglienza per extracomunitari, per questo un 42enne originario della Costa D’Avorio è stato arrestato dai carabinieri di Ginosa. I fatti risalgono alla notte tra venerdì e sabato scorsi. La vittima avrebbe subito violenza per oltre un’ora fino a quando è riuscita a liberarsi dalle grinfie del suo aguzzino e ha chiesto aiuto urlando dal balcone della palazzina. L’edificio si trova in via Roma. I residenti della zona hanno allertato i carabinieri che, a loro volta, hanno chiamato l’ambulanza. La donna è ricoverata , l’uomo è in carcere. Domani mattina, alle 9.30, è stata fissata l’udienza di convalida del fermo.

La donna è salva solo per un caso fortuito: l’uomo non riusciva a trovare l’accendino In esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere i carabinieri un uomo di 40 anni di Casarano. È accusato di tentato omicidio, maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale. Lo scorso 4 giugno dopo aver minacciato la propria compagna di darle fuoco, sarebbe passato dalle parole ai fatti rovesciando sulla donna una tanica di benzina. Solo per una caso fortuito, perché l’uomo non stava riuscendo a trovare l’accendino, la donna sarebbe riuscita a scappare rifugiandosi da un vicino e allertando i carabinieri. Le indagini avrebbero fatto emergere come l’episodio fosse solo l’ultimo di una lunga serie di maltrattamenti, soprusi e violenze che la donna sin dal 2017 sarebbe stata costretta a subire, impedendole persino di recarsi a lavoro o di farle prendere l’auto per le commesse quotidiane, privandola dei bisogni primari.

Prima ha fatto scena muta davanti ai giudici, poi ha rilasciato dichiarazioni spontanee Interrogatorio dell’aggressore dell’operatore del 118. Ha fatto scena muta davanti ai giudici il 32enne accusato di aver picchiato brutalmente il lavoratore, provocandogli fratture e lesioni al cranio, al naso e al costato. Si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma poi ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee nelle quali ha spiegato di non ricordare nulla dell’episodio. I fatti sono accaduti a Palagiano il 26 giugno scorso. L’uomo è stato arrestato dai carabinieri, chiamati dallo stesso operatore sanitario che ha chiesto aiuto. 

Lo spazio protetto si trova nel palazzo di via Dioguardi  Servizio di Linda Cappello Riprese di Orazio Corbacio Intervistati: Ciro Angelillis, procuratore aggiunto Roberto Rossi, procuratore capo On. Francesco Paolo Sisto, viceministro Giustizia

In manette ad Andria un uomo di 30 anni di origini tunisine Per mesi avrebbe picchiato la moglie, anche davanti alla loro figlia minorenne. Fino a quando la donna ha deciso di ribellarsi, denunciando tutti agli agenti della Polizia locale di Andria, permettendo così l’arresto del marito. In manette è finito un uomo di 30 anni di origini tunisine. La moglie, una donna di poco di 20 anni, nel maggio scorso ha chiesto aiuto agli agenti raggiungendo il comando della Polizia locale. Sono stati i vigili urbani ad accompagnarla in ospedale.  La denuncia ha di fatto avviato leprocedure del cosiddetto codice rosso e l’uomo è finito in carcere. 

Un filmato che riprenderebbe presumibilmente gli abusi subiti dalla 22enne da parte di tre degli indagati Si aggrava la posizione dei quattro ragazzi salentini indagati per il presunto stupro di gruppo di una turista 22enne di Rimini avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì della scorsa settimana a Mancaversa, marina di Taviano. Dall’analisi dei telefoni cellulari sequestrati sarebbe emersa la prova della violenza, un filmato che riprenderebbe presumibilmente gli abusi subiti dalla 22enne da parte di tre degli indagati e poi fatto girare tra loro in chat. In queste ore il video sarà analizzato dagli investigatori per verificarne l’esatto contenuto da cui dipenderà la posizione dei quattro indagati. Nell’inchiesta aperta dalla Procura di Lecce i quattro tutti tra i 22 e i 23 anni e residenti a Taurisano, Melissano e Taviano, sono accusati di violenza sessuale di gruppo anche se per uno di loro la posizione sarebbe meno grave.

L’episodio si sarebbe consumato la scorsa notte a Marina di Mancaversa, frazione di Taviano Proseguono le indagini sul presunto stupro di gruppo avvenuto la notte tra mercoledì e giovedì scorsi a Mancaversa, marina di Taviano. A denunciare l’episodio una turista 22enne di Rimini, in vacanza con alcune amiche. Secondo la sua ricostruzione, lei e le sue amiche avrebbero conosciuto quattro ragazzi salentini durante una festa in un locale di Gallipoli. Dopo aver bevuto insieme qualche drink, il gruppo si sarebbe spostato nell’abitazione affittata dalle ragazze. Qui, la presunta vittima si sarebbe appartata con uno dei ragazzi, ma sarebbe stata poi raggiunta da altri due e abusata durante la notte. Un quarto giovane, pur non partecipando attivamente, secondo gli inquirenti non avrebbe fatto nulla per impedire la violenza. I quattro ragazzi, tutti tra i 22 e i 23 anni e residenti a Taurisano, Melissano e Taviano, sono indagati per violenza sessuale di gruppo. La vittima, sotto shock e con ricordi confusi, è stata visitata all’ospedale di Gallipoli, dove sono state riscontrate lesioni compatibili con un’aggressione sessuale ripetuta e violenta. Sono stati disposti accertamenti tossicologici e alcolemici sia sulla giovane che sui ragazzi: l’eventuale presenza di droghe potrebbe aggravare ulteriormente la posizione degli indagati. I loro cellulari sono stati sequestrati e saranno analizzati da un consulente informatico per verificare eventuali elementi utili all’inchiesta, come messaggi e chat.Gli indagati, che verranno ascoltati nei prossimi giorni, avrebbero già fornito una versione parziale dei fatti, sostenendo che il rapporto fosse consenziente. Nel frattempo, la ragazza ha deciso di rientrare anticipatamente a Rimini, profondamente provata dall’accaduto.

Sospetti sul marito È ricoverata in gravi condizioni nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Perrino” di Brindisi una donna di Latiano, presumibilmente vittima di un grave episodio di violenza domestica. La prognosi è riservata, ma secondo quanto trapela avrebbe riportato un emotorace, oltre a traumi cranici e addominali. L’aggressione si sarebbe consumata nell’abitazione in cui la donna vive col marito. A lanciare l’allarme è stato l’intervento del 118, che ha poi richiesto l’intervento dei carabinieri della stazione di Latiano, in forza alla compagnia di San Vito dei Normanni. La posizione del marito è attualmente al vaglio degli investigatori, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.

Il presidente della Virtus Molfetta ha deciso di non schierare la squadra sabato ad Andria Arriva un messaggio audio con minacce su whatsapp  e il presidente della Virtus Molfetta decide di non schierare la squadra sabato ad Andria nella semifinale di ritorno della Coppa Puglia di terza categoria. Secondo quanto denunciato da Nicola Spadavecchia,  il messaggio sarebbe stato inviato da un dirigente avversario. Già nella gara d’andata c’erano stati momenti di forte tensione, durante i quali un tifoso della Virtus Molfetta aveva lanciato una bottiglietta in campo, colpendo un dirigente della Virtus Andria. Gesto che sarebbe all’origine delle ritorsioni.

L’uomo è stato denunciato per lesioni personali aggravate e per minacce aggravate per aver usato prima una pistola, poi un coltello di 30 cm È stata una ragazza a chiamare la polizia per salvare la madre dall’aggressione dell’attuale compagno, 32 enne, denunciato per lesioni personali aggravate, e per minacce aggravate, per aver usato prima una pistola, poi un coltello di 30 cm. L’episodio è avvenuto a Grottaglie, in piena notte, in un appartamento in centro. All’arrivo della polizia la donna si era allontanata e una volta rientrata ha solo confermato la lite. L’uomo ha collaborato per far ritrovare le armi, nascoste in una cassetta di sicurezza nella camera da letto. È risultato inoltre sottoposto alla misura di polizia dell’affidamento in prova.

Uno spazio di riflessione nei pressi dello stadio Servizio di Giovanni Di Benedetto

Un presidio per infondere fiducia nelle istituzioni e far trovare alle donne la forza per denunciare Servizio di Stefania Congedo

L’aggressore, un 30enne gambiano, ha trascinato la vittima dietro una siepe, ma le sue urla hanno attirato i cittadini che lo hanno fermato fino all’arrivo dei carabinieri TENTA DI ABUSARE DI UNA DONNA DOPO AVERLA TRASCINATA CON LA FORZA DIETRO UNA SIEPE MA VIENE BLOCCATO DAI RESIDENTI. E’ SUCCESSO QUESTA MATTINA ALLA PERIFERIA DI POGGIO IMPERIALE, NEL FOGGIANO. LE URLA DELLA MALCAPITATA HANNO ATTIRATO GLI ABITANTI DELLA ZONA CHE HANNO IMMBOLIZZATO L’AGGRESSORE, UN 30ENNE GAMBIANO, FINO ALL’ARRIVO DEI CARABINIERI. LA VITTIMA HA RIPORTATO LIEVI FERITE ED È STATA MEDICATA IN PRONTO SOCCORSO MENTRE IL GIOVANE AFRICANO E’ STATO ARRESTATO. IL SINDACO DI POGGIO IMPERIALE, ALESSANDRO LIGGIERI, HA VOLUTO RINGRAZIARE PUBBLICAMENTE I CITTADINI CHE SONO INTERVENUTI IN SOCCORSO DELLA DONNA.

Tre palagianesi sono accusati di aver violentato una 23enne dopo averla portata in campagna Saranno giudicati il prossimo 12 marzo con rito abbreviato secco, basato cioè sullo stato degli atti senza alcuna integrazione di prove, i tre palagianesi accusati di violenza sessuale di gruppo su una ragazza di 23 anni, portata con l’inganno in un luogo isolato delle campagne di Massafra, dopo una serata con gli amici. I legali difensori avevano chiesto di procedere con rito abbreviato condizionato all’esame di una persona, ma il giudice per le udienze preliminari ha rigettato la richiesta.

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