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Mettevano a segno furti utilizzando la tecnica della “gomma bucata”. Arrestati cinque truffatori in trasferta Servizio di Alessandro Boccia Intervista: Giuseppe Ferrari, Questore di Potenza

Sequestro beni per oltre 11 milioni Ancora una truffa sui bonus edilizi. E’ stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Manfredonia, che ha sequestrato un immobile e crediti fittizi per un valore di oltre 11 milioni. Indagati tre imprenditori e tre tecnici che, attraverso quattro societa’, avrebbero organizzato la frode fiscale con un complesso sistema di appalti e subappalti fittizi. Le fiamme gialle hanno accertato che lo stabile era ancora in fase di prima costruzione e quindi non era possibile accedere ai benefici fiscali previsti per le ristrutturazioni. Inoltre molti dei lavori dichiarati e fatturati in realta’ non erano mai stati effettuati.

Truffa all’Ue per 5 milioni, 75 persone sotto inchiesta in tutta Italia Servizio di Pietro Loffredo

Il truffatore è stato fermato subito dopo aver messo a segno la truffa Ancora una truffa agli anziani. Questa volta a finire in manette un giovane napoletano arrestato in flagranza dagli agenti della squadra mobile di Bari. Il presunto truffatore, arrivato nel capoluogo pugliese a bordo di un’auto a noleggio, avrebbe ottenuto da un 75enne di Bari 4.800 euro in contanti utilizzando l’ormai noto inganno del nipote in difficoltà. Il pensionato pensava infatti di dover ritirare e pagare, per conto del nipote, un pacco consegnato da un corriere. Ma si trattava in realtà di una truffa che gli agenti hanno sventato in tempo pedinando il giovane e arrestandolo.

È successo nel primo pomeriggio dove, dopo la denuncia della figlia, sono arrivati gli uomini della Squadra Mobile e delle volanti della polizia Anziani attenti, non aprite né rispondete agli sconosciuti. Inventano storie, anche di parenti e nipoti in difficoltà, per entrare in casa e derubarvi. L’ennesima vittima ha 83 anni ed è del rione Carbonara di Bari a cui sono stati portati via 20mila euro in contanti e gioielli e monili vari. È successo nel primo pomeriggio dove, dopo la denuncia della figlia, sono arrivati gli uomini della Squadra Mobile e delle volanti della polizia, con la scientifica per i rilievi. La tecnica è la stessa, stavolta con una novità, quella di complici che si fingono carabinieri. Come sempre, la truffa del falso nipote è iniziata con un’innocua telefonata: suo nipote ha problemi, sta male e ha bisogno di aiuto. Pochi minuti dopo, un uomo, ben vestito, educato e garbato nei modi, ha citofonato, si è fatto aprire la porta di casa, ha carpito la fiducia dell’anziana, che era da sola, riuscendo a farsi dire dove custodiva soldi e gioielli. Non è passato molto tempo che si sono presentati in due, presunti complici del primo, spacciandosi per Carabinieri, dicendo alla donna che era stata vittima di una truffa, quasi certamente nella speranza di rubare altro. Ma non c’era più nulla.La povera anziana ha raccontato tutto alla figlia che, raggiunta la madre, ha allertato la poliziaChe rinnova l’appello a tutti gli anziani: non aprite la porta a nessuno, né a chi si spaccia per amico di parenti, né a presunti operatori di enti pubblici. Comunque ad estranei. Se siete in difficoltà, chiamate il numero di emergenza della polizia, il 113

Cinque persone risultano indagate nell’ambito di un’indagine della Procura La procura di Bari ha emesso un sequestro preventivo d’urgenza per oltre 40 milioni di euro. Nell’indagine risultano indagate cinque persone accusate, a vario titolo, di emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, indebita compensazione, riciclaggio ed autoriciclaggio, e sei societa’con sede a Bari e Gioia del Colle. Le attivita’ di indagine, svolte dalla Guardia di Finanza, hanno permesso di individuare soggetti che hanno utilizzato in maniera indebita le misure agevolative previste per gli interventi edilizi: il meccanismo di frode riguarda, in particolare, la cessione del credito d’imposta in relazione ai“bonus edilizi”. 

L’uomo si era fatto consegnare alcuni monili di valore I Carabinieri della Stazione di Lecce Santa Rosa hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Tribunale di Lecce – sezione GIP, su richiesta della locale Procura della Repubblica, arrestando un cittadino 45enne, originario e residente a Napoli, ritenuto responsabile del reato di truffa aggrava ai danni di un’anziana di 88 anni di Lecce. Episodio risalente allo scorso 25 novembre quando l’uomo si è presentato a casa della vittima comunicandole che il figlio era in carcere e che occorreva molto denaro per fargli ottenere la libertà. Questo è bastato perché l’anziana, alla presenza del marito 92enne, consegnasse nelle mani del tuffatore i suoi preziosi, una collana, gli anelli che portava al dito. Poco dopo arrivò la telefonata di un fantomatico maresciallo dei carabinieri che rassicurò l’anziana che il truffatore era stato arrestato. Tutto falso ovviamente. Fondamentale per l’esito delle indagini la testimonianza di alcuni parenti rientrati a casa proprio in quel momento.

La Guardia di Finanza ha individuato interventi mai realizzati, ma i cui crediti sono stati incassati Interventi di efficientamento energetico registrati al Gestore dei Servizi Energetici come realizzati, ma in realtà simulati, per i quali i titolari hanno incassato oltre due milioni di Euro. La Guardia di Finanza ha scoperto una maxi truffa che ha visto coinvolti decine di lavori o progetti effettuati da una società che ha operato in diversi comuni del sud Italia. La società in questione aveva presentato 11mila certificati di realizzazione di opere realizzate in comuni che hanno poi disconosciuto ogni tipo di intervento. Per questo motivo i finanzieri, su disposizione del Tribunale di Lecce, hanno disposto il sequestro cautelare del denaro ricevuto come provento degli interventi al rappresentante legale della ditta coinvolta.

Sarebbero oltre 100 gli imprenditori che avrebbero beneficiato di questo sistema Avrebbe aiutato oltre 100 imprenditori a beneficiare di regimi fiscali agevolati e prestazioni a sostegno del reddito, tramite un sistema fraudolento collaudato. La Guardia di Finanza ha arrestato un consulente del lavoro di Francavilla Fontana per truffa aggravata e continuati ai danni del fisco italiano. Le autorità hanno inoltre sequestrato beni immobili e immobili, nelle sue disponibilità, per 600mila euro. Per oltre due anni agricoltori, piccoli imprenditori e lavoratori anonimi sono risultati assunti in aziende fittizie, così da poter percepire l’indennità di disoccupazione agricola pur lavorando con regolarità. L’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti del 63enne è stata disposta dal Gip del Tribunale di Brindisi. 

La Polizia invita i cittadini a prestare la massima attenzione Sarebbe in corso un tentativo di truffa ai danni di residenti nel comune di Taranto. A comunicarlo e’ la Polizia. Un volantino scritto su carta intestata del ministero dell’Interno – dipartimento di pubblica sicurezza, con il logo della Repubblica Italiana, e’ stato affisso negli androni dei palazzi e sui muri dei quartieri. “Si invitano gli eventuali non residenti degli stabili, si legge, a lasciare le abitazioni per rientrare nel proprio domicilio di residenza, in quanto sarebbero in corso attivita’ di controllo da parte delle autorità”. Inoltre nel volantino e’ riportato l’obbligo per gli stessi cittadini di presentare documenti di indentita’. Con foto ed indirizzo di residenza, nonche’ il contratto di locazione o affitto. La Polizia precisa che è un tentativo di truffa e invita chiunque a non aprire la casa a sconosciuti.

A Brindisi la guardia di finanza denuncia 126 persone A Brindisi la guardia di finanza ha denunciato 127 persone per aver indebitamente percepito il reddito di cittadinanza, una truffa da oltre 1,3 milioni di euro. I beneficiari avrebbero attestato falsamente il possesso dei requisiti previsti dalla normativa in vigore, omettendo di dichiarare informazioni obbligatorie. Alcuni percettori erano detenuti in carcere, altri avrebbero variato i propri redditi al momento dell’istanza, altri ancora avrebbero fornito false informazioni sulla composizione dei familiari conviventi.

Sette indagati a Bari, perquisizioni anche a Matera e Torino Numerose perquisizioni nelle province di Bari, Torino, Matera e sequestri per oltre 1,5 milioni di euro di crediti d’imposta nella disponibilità degli indagati sono stati compiuti dalla Guardia di Finanza di Bitonto, nel barese, nell’ambito di un’indagine su una presunta frode legata al Bonus facciate. I reati per cui si procede sono di indebita percezione di crediti d’imposta a danno dello Stato, riciclaggio e autoriciclaggio dei proventi illeciti da parte dei sette indagati e di una società di capitali. Gli indagati – secondo l’accusa – attraverso comunicazioni formali, avrebbero generato consistenti crediti d’imposta fittizi, pur non essendo titolari di diritti reali sugli immobili da ristrutturare e senza aver realmente sostenuto alcuna spesa. 

A finire nei guai un 21enne della provincia di Napoli Ha cercato di truffare una coppia di anziani, nel tarantino, fingendosi postino e facendosi consegnare 5mila euro. A finire nei guai un 21enne della provincia di Napoli che è stato arrestato dai carabinieri di Statte, poiché ritenuto presunto  responsabile della truffa aggravata. Prima un complice dell’arrestato aveva chiamato al telefono i pensionati fingendosi un loro nipote e invitandoli ad andare all’ufficio postale per fare dei pagamenti urgenti. Subito dopo la telefonata, l’anziano signore si è recato alle poste mentre il 21enne ha raggiunto l’abitazione delle vittime presentandosi come un dipendente delle poste. Si è fatto così consegnare il denaro dalla moglie dell’anziano, rimasta a casa. Poco dopo però il ragazzo è stato rintracciato e fermato dai carabinieri.

Falso concorso per vincere biglietti di ingresso alla struttura, con contributo di partecipazione Tentata truffa ai danni dello Zoo Safari di Fasano e di tanti utenti facebook, che hanno ricevuto un messaggio per un falso concorso. Ignoti hanno clonato la pagina social dello Zoo, invitando a partecipare ad un concorso per vincere biglietti di ingresso alla struttura, con contributo di partecipazione di 1 euro e 90 centesimi. Richiesti anche dati sensibili, come quelli della carta di credito. Lo Zoo Safari si dichiara del tutto estraneo a tale iniziativa ed ha già sporto denuncia alle Autorità competenti.

Inviate decine di mail da un indirizzo falso, intestato a mons. Seccia In una nota, il responsabile della comunicazione della Curia di Lecce fa sapere che da un fantomatico indirizzo di posta elettronica, falsamente intestato all’Arcivescovo di Lecce Michele Seccia, sono state inviate a diversi destinatari delle mail con la seguente dicitura: ”Sei disponibile? Ho una richiesta che devi gestire con discrezione. Sarò impegnato in una sessione di preghiera per il resto della giornata, nessuna chiamata, quindi rispondi alla mia email”. In realtà, viene chiarito che il messaggio non è dell’Arcivescovo e probabilmente sottende un tentativo di truffa. Pertanto, si invitano coloro che hanno ricevuto tale mail a non darvi alcun credito. Nelle prossime ore l’arcivescovo sporgerà denuncia.

Avrebbero percepito indebitamente indennità per 380mila euro Sarebbero almeno 73 le false assunzioni di braccianti agricoli scoperte dalla Guardia di Finanza in un’azienda di Leverano. Sono stati denunciati il titolare dell’impresa agricola ed un consulente del lavoro, che avrebbero falsamente dichiarato, dal 2017, l’assunzione dei braccianti. Anche tutti i falsi operai coinvolti nell’inchiesta sono stati denunciati. Sarebbero 10mila le giornate lavorative mai prestate daibraccianti; la falsa assunzione avrebbe permesso loro di percepire indebitamente indennità per 380mila euro. I riscontri dei finanzieri sono stati eseguiti con l’esame di una copiosa documentazione amministrativa, con sopralluoghi nei vari terreni. Secondo l’accusa la ditta era priva di una struttura economica ed organizzativa idonea a svolgere l’attività agricola e gran parte dei terreni denunciati dall’azienda per l’ottenimento dei benefici non sarebbero mai stati coltivati.

Scoperte nella Bat 40 posizioni irregolari dalla Gdf Hanno percepito indebitamente il reddito di cittadinanza per circa 380mila euro: 40 personescoperte dalla Guardia di finanza nei comuni di Barletta, Trani, Bisceglie, Andria e Minervino Murge. Le fiamme gialle hanno individuato anche 62 lavoratori irregolarmente assunti, di cui 27 completamente ‘in nero’.

Contattava al telefono i commercianti della città per chiedere contributi per sostenere la famiglia di un fantomatico tifoso scomparso in un incidente stradale. La truffa è stata scoperta dalla Digos Contattava al telefono i commercianti di Brindisi, si spacciava per assessore allo sport e chiedeva loro un contributo per sostenere la famiglia di un fantomatico tifoso scomparso in un incidente stradale. La truffa è stata scoperta dagli agenti della Digos che, dopo una serie di appostamenti mirati, hanno bloccato e denunciato l’autore del raggiro, un 34enne del posto. Diversi gli episodi contestati.

Truffa per un ammontare di un milione e 200 mila euro La guardia di finanza di Foggia ha scoperto 192 persone che avrebbero percepito indebitamente il reddito di cittadinanza, per un ammontare di un milione e 200 mila euro. Partendo dalle informazioni contenute nelle banche dati dell’INPS, sono stati individuati numerosi nuclei familiari con persone che percepivano il beneficio pur risultando proprietarie di beni, immobili o valori mobiliari, non dichiarati oltre le soglie previste dalla legge. Le posizioni apparentemente irregolari sono state individuate a Manfredonia, San Severo, Lucera, Vieste, Rodi Garganico, Cagnano Varano e Carpino. In particolare, scoperti due nuclei familiari con persone sottoposte a misure cautelari, in quanto ritenute affiliate alla locale criminalità, e due cittadini stranieri che avevano dichiarato falsamente di essere residenti in Italia.Oltre 150 posizioni sono emerse, invece, a Lucera, riguardanti persone che avevano riscosso vincite da giochi online, ma senza comunicarle, in tal modo conservando il reddito di cittadinanza.

Nei guai due presidenti pro tempore del Cda di una cooperativa edilizia di Barletta Beni immobili, mobili e disponibilità finanziarie sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza a due presidenti pro tempore del Consiglio di amministrazione di una cooperativa edilizia di Barletta. Entrambi sono accusati di peculato e truffa. Servizio di Giovanni Di Benedetto

Taranto, la truffa del volantino

La Polizia invita i cittadini a prestare la massima attenzione Sarebbe in corso un tentativo di truffa ai danni di residenti nel comune di Taranto.

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