
Asl Bari mette in guarda gli utenti: occhio alle truffe con messaggio sul telefonino
attualità La Asl di Bari mette in guardia gli utenti dai tentativi di truffa che in questi giorni stanno interessando il territorio. Nel caso in

. La Asl di Bari mette in guardia gli utenti dai tentativi di truffa che in questi giorni stanno interessando il territorio. Nel caso in cui riceviate un messaggio sul cellulare a nome dell’azienda sanitaria in cui vi chiedono di contattare un numero di telefono per importanti comunicazioni avvertite le forze dell’ordine perché si tratta di un tentativo di truffa. “Come azienda sanitaria – spiega il direttore generale, Luigi Fruscio – denunciamo ogni episodio di questo tipo. Lo facciamo ogni volta che riceviamo segnalazioni dagli stessi cittadini.”
Un uomo e una donna, di 30 e 38 anni, le hanno sottratto 3 orologi. Adesso sono in carcere. Un uomo e una donna, di 30 e 38 anni, sono stati arrestati dalla polizia a Bari perché considerati responsabili di truffa ai danni di un’anziana. Gli agenti della squadra mobile hanno notato l’uomo lasciare in tutta fretta un condominio della città, con un sacchetto tra le mani, per poi fuggire in auto. I poliziotti hanno trovato nel veicolo tre orologi del valore complessivo di quasi 15.000 euro. L’anziana ha raccontato di aver ricevuto una telefonata da una persona che si spacciava per poliziotto che le diceva che suo figlio era responsabile di un grave incidente stradale, in realtà mai accaduto. Alla donna è stato riferito che per evitare l’arresto del figlio, avrebbe dovuto pagare in contanti e gioielli che sarebbero stati ritirati a casa. I due sono finiti in carcere.
Si sono fatti consegnare da un anziano 400 euro per ripagare un presunto danno provocato alla loro auto. Un coppia di coniugi è stata arrestata dai carabinieri ad Acquaviva per aver tentato di truffare ed estorcere denaro a un 84enne nel parcheggio dell’ospedale Miulli. L’anziano era a bordo della sua vettura quando ha sentito un rumore sordo. Sceso per controllare cosa fosse accaduto ha trovato i due indagati, di 55 e 46 anni, che lo accusavano di aver urtato la loro auto. A quel punto si sono fatti consegnare 400 euro per ripagare il presunto danno. Un vigilante della struttura si è accorta di quanto stava accadendo e ha chiamato i carabinieri. Il tentativo di fuga dei due è stato impedito dai militari.
Si tratta di un 54enne con precedenti. Si fingeva un finanziere e vendeva gadget con simboli identificativi del Corpo. A scoprirlo i finanzieri di Bari che lo hanno denunciato. È stato il rappresentante di un’associazione di categoria a insospettirsi e a segnalare l’episodio. Le indagini condotte hanno portato all’identificazione dell’uomo: si tratta di un 54enne, con precedenti. Oltre al materiale contraffatto, sono state trovate e sequestrate anche le ricevute riconducibili alla vendita.
Una truffa organizzata in ogni minimo particolare: c’era chi si occupava di inviare i messaggi ingannevoli sui cellulari delle vittime e chi monetizzava l’importo truffato lo prelevava agli sportelli degli uffici postali nei comuni di Trani, Bisceglie e Molfetta. Riceve sms e una telefonata da quella che sembrava a tutti gli effetti la sua banca, fa un bonifico istantaneo di 47.500 euro ma si tratta di una truffa. La vittima, un correntista barese, con la sua denuncia ha permesso di far individuare e arrestare sette persone. Le indagini sono state condotte dal personale del centro operativo per la sicurezza cibernetica della polizia postale di Bari. Una truffa organizzata in ogni minimo particolare: c’era chi si occupava di inviare i messaggi ingannevoli sui cellulari delle vittime e chi monetizzava l’importo truffato lo prelevava agli sportelli degli uffici postali nei comuni di Trani, Bisceglie e Molfetta. Nel caso denunciato la vittima avrebbe ricevuto un sms apparentemente inviato dalla banca di cui è correntista, in cui veniva avvisato di un movimento sospetto sul proprio conto. E per questo veniva invitato a compilare un modulo online. Subito dopo avrebbe ricevuto una telefonata da un’utenza che sembrava riconducibile al proprio istituto di credito, nella quale veniva preannunciata una successiva chiamata da parte dei carabinieri che lo avrebbero convinto a effettuare un bonifico istantaneo di 47.500 euro. Gli investigatori hanno recuperato e sequestrato solo 14mila euro.
. Si sarebbe presentato come un‘maresciallo dei carabinieri’ un giovane campano che è statoarrestato per truffa aggravata dopo aver raggirato un’anziana diBrindisi, disabile al 100%. La donna sarebbe stata tratta ininganno con la scusa del finto arresto del figlio e avrebbeconsegnato all’indagato, giunto nell’abitazione poco dopo latelefonata, diversi oggetti in oro. Dopo la denuncia presentataalla polizia gli agenti della squadra mobile, analizzando leimmagini di videosorveglianza, hanno recuperato elementi utiliall’identificazione del responsabile della truffa. Oltre aiframe, gli investigatori hanno acquisito le impronte digitalidel giovane, rintracciate dalla polizia scientifica durante ilsopralluogo. All’indagato è stato notificata un’ordinanza dicustodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip del Tribunaledi Brindisi su richiesta della Procura.
L’appuntamento si terrà alle 16.30 in Largo Arcivescovado 8. I carabinieri di Taranto insieme alla Procura hanno organizzato per il 27 novembre un incontro rivolto soprattutto gli anziani e ai soggetti fragili, prede di truffatori senza scrupoli. L’appuntamento si terrà alle 16.30 in Largo Arcivescovado 8. Durante l’incontro i militari dell’Arma spiegheranno come riconoscere i truffatori, come allontanarli e denunciarli. “Fermiamo insieme le truffe” è aperto all’intera cittadinanza.
Adesso i truffatori dovranno risarcire l’Inps. Hanno intascato il reddito di cittadinanza e l’assegno di inclusione senza averne diritto per un valore complessivo di 420 mila euro. Sessanta persone sono state denunciate dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Barletta alla Procura di Trani e all’Inps. Le fiamme gialle della Bat hanno controllato la posizione di 180 persone facendo emergere i 60 casi irregolari. L’attività svolta dai finanzieri ha anche consentito di bloccare altre somme non ancora elargite dall’ente previdenziale. Adesso i truffatori dovranno risarcire l’ines.
I carabinieri sono riusciti a bloccare l’uomo, originario di Napoli I carabinieri hanno arrestato ad Andria un 51enne originario della provincia di Napoli, già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di truffa ai danni di una donna 80enne. La donna aveva ricevuto una chiamata al numero fisso della sua abitazione dall’uomo che, dicendole di essere un carabiniere, le richiedeva 14mila euro per risarcire i danni di un presunto incidente stradale causato dal marito che, però, è morto da 13 anni. La donna, pur insospettita da questa circostanza, in preda all’agitazione aveva pensato che l’incidente potesse riguardare il fratello del marito ancora in vita. E per questo ha racimolato quanto aveva in casa, circa mille euro e qualche gioiello. Poco dopo il 51enne si è presentato a casa sua per ritirare il denaro e i gioielli, ma dopo la chiamata dell’anziana al 112 era stata inviata anche una pattuglia dei carabinieri che lo hanno bloccato.
I carabinieri sono riusciti a bloccare l’uomo, originario di Napoli I carabinieri hanno arrestato ad Andria un 51enne originario della provincia di Napoli, già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di truffa ai danni di una donna 80enne. La donna aveva ricevuto una chiamata al numero fisso della sua abitazione dall’uomo che, dicendole di essere un carabiniere, le richiedeva 14mila euro per risarcire i danni di un presunto incidente stradale causato dal marito che, però, è morto da 13 anni. La donna, pur insospettita da questa circostanza, in preda all’agitazione aveva pensato che l’incidente potesse riguardare il fratello del marito ancora in vita. E per questo ha racimolato quanto aveva in casa, circa mille euro e qualche gioiello. Poco dopo il 51enne si è presentato a casa sua per ritirare il denaro e i gioielli, ma dopo la chiamata dell’anziana al 112 era stata inviata anche una pattuglia dei carabinieri che lo hanno bloccato.
La truffa è avvenuta telefonicamente, l’uomo si è fatto consegnare tremila euro in contanti Ancora una truffa telefonica. Ancora una persona anziana la vittima. Una 80enne di Laterza è caduta nella rete di un impostore che chiedeva denaro per conto del nipote, avendo contratto debiti con Poste italiane, pari a 5 mila euro. La donna cosi ha consegnato, nelle mani di un complice, 3 mila euro in contanti, le fedi nuziali, una collana e due orologi di valore. Solo dopo si è resa conto di essere stata raggirata e ha allertato subito i Carabinieri. In poche ore i militari sono riusciti ad intercettare l’auto con a bordo un 21enne del Bangladesh, ma residente nel napoletano, che ha tentato la fuga ma è stato bloccato ed arrestato.
La presunta frode scoperta alla fine dello scorso anno, haportato oggi alla iscrizione di altre 41 persone nel registrodegli indagati e al sequestro di beni per un valore di 9 milionidi euro. Il provvedimento emesso dal gip del tribunale di Trani è stato eseguito dai finanzieri che avevano scoperto la truffa messa in atto, secondo quanto accertato dalle indagini coordinate dalla procura di Trani, attraverso falsi crediti fiscali concessi dallo Stato per lavori edili che non sarebbero mai stati eseguiti perché riferiti a immobili inesistenti.
“Nella causale scriva: acquisto di società alimentare” Montaggio e riprese di Roberto Cofano Servizio di Linda Cappello
Si tratta di un 38enne napoletano e di una 25enne foggiana Due persone, un 38enne napoletano e una 25enne foggiana, sono state arrestate dai Carabinieri della Stazione di Carovigno per truffa aggravata in concorso. La coppia avrebbe raggirato due coniugi del posto con la tecnica del “finto maresciallo dei Carabinieri”. Secondo la ricostruzione degli investigatori, un uomo si è spacciato per un ufficiale dell’Arma, convincendo il marito a recarsi in caserma per presunti accertamenti su una rapina, mentre la moglie veniva indotta a consegnare denaro e gioielli a un complice, presentatosi come “funzionario del Tribunale”. Grazie alla tempestiva denuncia delle vittime, alle testimonianze raccolte e alle immagini di videosorveglianza, i Carabinieri sono riusciti a rintracciare e bloccare i due sospettati durante la fuga. Entrambi sono ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
A insospettire i carabinieri un’auto con targa polacca in sosta davanti alla filiale della banca Intesa San Paolo È bastato un sms per ottenere con l’inganno le credenziali di accesso ad un conto bancario per poi prelevare allo sportello circa 13mila euro. Tre uomini sono stati arrestati per truffa a Laterza, in provincia di Taranto. Sono un 50enne e un 19enne di Napoli e un 29enne di Ginosa. A insospettire i carabinieri un’auto con targa polacca in sosta davanti alla filiale della banca Intesa San Paolo di Laterza. L’atteggiamento nervoso del conducente ha spinto ad approfondire con una perquisizione. Sono stati trovati 5400 euro, appena prelevati. Da qui si è risaliti alle altre movimentazioni e sono scattati gli arresti. Il plauso ai militari dal Generale Benincasa, comandante della Legione Carabinieri Puglia, che rinnova l’invito alla prudenza e ricorda di chiamare sempre, in caso di dubbi, il 112.
Gli imprenditori si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. I commercialisti negano le accuse Associazione per delinquere, frode fiscale e truffa aggravata a Taranto, nel settore della gestione dei rifiuti. Sono stati interrogati, tra ieri e oggi, i due imprenditori e i quattro commercialisti, coinvolti nell’inchiesta della Guardia di Finanza. Davanti alla gip Rita Romano, gli imprenditori Francesco Di Lecce e Daniele Vito si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre i commercialisti Gianluca Errico e Michele D’Auria hanno risposto alle domande, negando gli addebiti. Così anche Gianluca Rinaldi e Cosimo Lasigna. La giudice deciderà sulle misure richieste: i domiciliari per i due imprenditori e l’interdizione dall’attività professionale per i commercialisti. L’attività illecita si sarebbe svolta a favore delle società per lo smaltimento dei rifiuti Danieleambiente, Toralb e Inderal, successivamente incorporate in un’unica azienda. Per la Finanza sono state emesse fatture false per 9 milioni ed evasi 700mila euro.
La tecnica è sempre la stessa: uno di loro si è finto un nipote dell’uomo e lo ha convinto a consegnare gioielli e denaro. Tempestivo l’intervento dei carabinieri Sono stati arrestati un 39enne albanese e un 21enne per truffa aggravata ed estorsione ai danni di un anziano. L’operazione è dei carabinieri di Acquaviva delle Fonti, insieme ai colleghi di Putignano e Gioia del Colle. L’anziano aveva ricevuto una telefonata il cui interlocutore, fingendosi suo nipote, comunicava che la madre si era resa responsabile di un reato, per questo trattenuta presso la caserma dei Carabinieri e rischiava l’arresto. Per evitare ulteriori conseguenze era necessario consegnare gioielli e denaro ad un Ufficiale Giudiziario che sarebbe passato di lì a breve presso la sua abitazione. Mentre il truffatore più giovane si era appena recato presso la casa della vittima e il complice era in macchina ad attenderlo, sono intervenuti i carabinieri che hanno bloccato l’occupante del mezzo, mentre l’altro cercava di fuggire in treno. Anche lui è stato preso. I due sono ora nel carcere di Bari.
L’operazione è della Guardia di Finanza della provincia Bat I finanzieri del comando provinciale della Bat hanno arrestato due persone, un consulente del lavoro e un militare della Guardia di Finanza per una truffa ai danni dello stato di 600 mila euro. Nello specifico avvenivano assunzioni fittizie di personale per cui non venivano versati i contributi previdenziali e assistenziali e venivano accreditati stipendi su conti corrente o carte prepagate per lavori mai eseguiti. I due, di 40 anni, sono accusati di associazione per delinquere, truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche, falso, rivelazione di segreto e reati tributari. Complessivamente gli indagati nell’inchiesta della Procura di Trani, sono 50, di cui 14 a vario titolo, rispondono degli stessi reati contestati ai due finiti ai domiciliari. I due avrebbero messo in piedi società ad hoc per assumere “formalmente decine di lavoratori senza che venissero versati gli oneri previdenziali e assistenziali, e che fatturavano prestazioni di servizi inesistenti nei confronti di altre imprese con sede nel Nord Italia”. Gli stipendi sarebbero stati “monetizzati dalla associazione, mentre i due arrestati trattenevano una commissione di circa il 22%”.
Identificati i responsabili Un giovane di 19 anni residente a Napoli, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato per aver truffato una 93enne. La donna è stata raggirata con la nota tecnica del falso carabiniere. La misura è stata eseguita dal personale del Commissariato di P.S. di Putignano a San Giovanni a Teduccio (Na), con il supporto degli agenti del Commissariato San Giovanni Barra della Questura di Napoli. La vittima, indotta in errore da uno pseudo “nipote” che sosteneva di trovarsi in difficoltà e di essere trattenuto presso una Caserma, aveva consegnato la somma di cinque mila euro in contanti a un sedicente appartenente all’Arma dei Carabinieri. I truffatori avevano poi tentato di ottenere ulteriori 1.500 euro e gioielli in oro, richiesta fortunatamente non andata a buon fine grazie all’intervento dei familiari della donna. Gli investigatori della Polizia di Stato, grazie a una scrupolosa attività d’indagine supportata dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza, sono riusciti a identificare i responsabili e a ricostruire nel dettaglio le modalità della truffa.
I sei indagati avrebbero presentato falsi certificati per ottenere indebite agevolazioni fiscali su lavori di ristrutturazione e rifacimento facciate I finanzieri del Comando Provinciale di Lecce, coordinati dalla Procura della Repubblica locale, hanno scoperto una truffa ai danni dello Stato nel settore dei bonus edilizi, per un importo complessivo di circa 1,5 milioni di euro, costituiti da crediti d’imposta fittizi. Le indagini, condotte dalla Tenenza di Tricase, hanno rivelato un sofisticato meccanismo di frode: i sei indagati, tra cui quattro professionisti abilitati a firmare il visto di conformità sui lavori edili, avrebbero presentato falsi certificati e asseverazioni non veritiere per ottenere indebite agevolazioni fiscali su lavori di ristrutturazione e rifacimento facciate. Parte dei crediti d’imposta risultava poi ceduta a intermediari finanziari. Oltre ai professionisti, è indagata anche una società di capitali per responsabilità amministrativa in relazione ai reati commessi dai propri amministratori. Su richiesta della Procura, il Giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro preventivo dei crediti inesistenti tramite blocco del “cassetto fiscale” sul portale dell’Agenzia delle Entrate e presso i cessionari finali, per un valore complessivo di 1,5 milioni di euro, eseguito nei giorni scorsi dai finanzieri di Tricase.

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LA TRUFFA Un uomo e una donna, di 30 e 38 anni, le hanno sottratto 3 orologi. Adesso sono in carcere Un uomo e una

CRONACA Si sono fatti consegnare da un anziano 400 euro per ripagare un presunto danno provocato alla loro auto Un coppia di coniugi è stata

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BRINDISI Si sarebbe presentato come un‘maresciallo dei carabinieri’ un giovane campano che è statoarrestato per truffa aggravata dopo aver raggirato un’anziana diBrindisi, disabile al 100%.

SICUREZZA L’appuntamento si terrà alle 16.30 in Largo Arcivescovado 8 I carabinieri di Taranto insieme alla Procura hanno organizzato per il 27 novembre un incontro

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