
Visite private e in nero mentre lavorava in struttura pubblica: indagato dirigente medico
Centinaia di visite private, in nero, durante le ore di lavoro nella struttura sanitaria pubblica, modificando le date sui referti e falsando le timbrature del
. Centinaia di visite private, in nero, durante le ore di lavoro nella struttura sanitaria pubblica, modificando le date sui referti e falsando le timbrature del cartellino. A finire sotto la lente della procura di Brindisi, un dirigente medico del PTA, Presidio Territoriale di Assistenza, di Ceglie Messapica, 65 anni, indagato per truffa aggravata nei confronti dello Stato, falso ideologico in atto pubblico e falsa attestazione della presenza in servizio. Una truffa da 68mila euro ai danni della Asl brindisina, alla quale il medico non avrebbe versato le quote spettanti, pur appoggiandosi alla struttura pubblica, avvalendosi del personale del reparto, tutto senza alcuna autorizzazione. Stando alle indagini dei NAS di Taranto, si faceva pagare 100 euro a visita, in un caso accertato senza ricevuta fiscale. Quando il professionista ha avuto il sentore dei controlli, ha iniziato anche a modificare la data di emissione dei referti, omettendo puntualmente di timbrare il cartellino, per apparare l’orario di lavoro settimanale. La truffa è venuta alla luce durante una più vasta operazione di controllo dei Nas, estesa su tutto il territorio nazionale, sulla trasparenza nel settore sanitario, in particolare sul corretto smaltimento delle liste di attesa e sulle attività intramaenia negli ospedali. Il medico è stato segnalato e la Asl, parte lesa, ha già avviato i dovuti provvedimenti disciplinari, nei suoi riguardi e del personale coinvolto. Nei mesi scorsi, sempre nella provincia di Brindisi, era stato scoperto un altro dirigente medico che invece manometteva le prenotazioni e le liste di attesa, favorendo le proprie conoscenze.
La maxi operazione, partita dalla Campania, ha portato al sequestro di beni e valori per 160 milioni di euro in dieci regioni . C’è anche la Puglia tra le regioni italiane in cui sono stati sequestrati beni e valori per 160 milioni di euro. Coinvolte oltre 240 tra persone fisiche e giuridiche, nell’ambito di una maxi operazione, partita dalla Campania, contro le frodi relative agli incentivi statali per interventi edili, tra cui Bonus facciate, Superbonus 110, Ecobonus e Sismabonus. Il provvedimento eseguito dalla Guardia di Finanza è frutto di un’inchiesta della Procura di Salerno. Lazio, Basilicata, Sicilia, Emilia-Romagna, Toscana, Lombardia, Piemonte e Veneto gli altri territori coinvolti. Da quanto emerso, il riciclaggio avveniva anche con il trasferimento di ingenti somme di denaro all’estero, in particolare verso Cina, India e Pakistan. Le indagini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Salerno, coordinate dalla Procura di Salerno, hanno delineato un esteso e ramificato sistema illecito finalizzato a plurime truffe ai danni dello Stato, riconducibili a due organizzazioni criminali, entrambe con base nel Salernitano, di cui facevano parte professionisti e imprenditori.
. Ha mantenuto il sangue freddo e ha evitato di cadere nella trappola dei truffatori. Protagonista una donna di 82 anni di Triggiano, contattata da un falso Carabiniere che le chiedeva di consegnare i gioielli di famiglia per scagionare il marito da una presunta rapina. L’anziana ha però intuito il raggiro e, mentre era ancora al telefono, ha allertato il figlio e il 112. Il tempestivo intervento dei militari ha permesso di arrestare in flagranza un uomo e una donna ritenuti responsabili della tentata truffa aggravata. La presunta complice è stata bloccata con i preziosi appena ritirati, mentre l’uomo attendeva in auto poco distante. Un episodio che conferma l’importanza di segnalare immediatamente ogni richiesta sospetta alle forze dell’ordine.
. La Asl di Bari mette in guardia gli utenti dai tentativi di truffa che in questi giorni stanno interessando il territorio. Nel caso in cui riceviate un messaggio sul cellulare a nome dell’azienda sanitaria in cui vi chiedono di contattare un numero di telefono per importanti comunicazioni avvertite le forze dell’ordine perché si tratta di un tentativo di truffa. “Come azienda sanitaria – spiega il direttore generale, Luigi Fruscio – denunciamo ogni episodio di questo tipo. Lo facciamo ogni volta che riceviamo segnalazioni dagli stessi cittadini.”
Un uomo e una donna, di 30 e 38 anni, le hanno sottratto 3 orologi. Adesso sono in carcere. Un uomo e una donna, di 30 e 38 anni, sono stati arrestati dalla polizia a Bari perché considerati responsabili di truffa ai danni di un’anziana. Gli agenti della squadra mobile hanno notato l’uomo lasciare in tutta fretta un condominio della città, con un sacchetto tra le mani, per poi fuggire in auto. I poliziotti hanno trovato nel veicolo tre orologi del valore complessivo di quasi 15.000 euro. L’anziana ha raccontato di aver ricevuto una telefonata da una persona che si spacciava per poliziotto che le diceva che suo figlio era responsabile di un grave incidente stradale, in realtà mai accaduto. Alla donna è stato riferito che per evitare l’arresto del figlio, avrebbe dovuto pagare in contanti e gioielli che sarebbero stati ritirati a casa. I due sono finiti in carcere.
Si sono fatti consegnare da un anziano 400 euro per ripagare un presunto danno provocato alla loro auto. Un coppia di coniugi è stata arrestata dai carabinieri ad Acquaviva per aver tentato di truffare ed estorcere denaro a un 84enne nel parcheggio dell’ospedale Miulli. L’anziano era a bordo della sua vettura quando ha sentito un rumore sordo. Sceso per controllare cosa fosse accaduto ha trovato i due indagati, di 55 e 46 anni, che lo accusavano di aver urtato la loro auto. A quel punto si sono fatti consegnare 400 euro per ripagare il presunto danno. Un vigilante della struttura si è accorta di quanto stava accadendo e ha chiamato i carabinieri. Il tentativo di fuga dei due è stato impedito dai militari.
Si tratta di un 54enne con precedenti. Si fingeva un finanziere e vendeva gadget con simboli identificativi del Corpo. A scoprirlo i finanzieri di Bari che lo hanno denunciato. È stato il rappresentante di un’associazione di categoria a insospettirsi e a segnalare l’episodio. Le indagini condotte hanno portato all’identificazione dell’uomo: si tratta di un 54enne, con precedenti. Oltre al materiale contraffatto, sono state trovate e sequestrate anche le ricevute riconducibili alla vendita.
Una truffa organizzata in ogni minimo particolare: c’era chi si occupava di inviare i messaggi ingannevoli sui cellulari delle vittime e chi monetizzava l’importo truffato lo prelevava agli sportelli degli uffici postali nei comuni di Trani, Bisceglie e Molfetta. Riceve sms e una telefonata da quella che sembrava a tutti gli effetti la sua banca, fa un bonifico istantaneo di 47.500 euro ma si tratta di una truffa. La vittima, un correntista barese, con la sua denuncia ha permesso di far individuare e arrestare sette persone. Le indagini sono state condotte dal personale del centro operativo per la sicurezza cibernetica della polizia postale di Bari. Una truffa organizzata in ogni minimo particolare: c’era chi si occupava di inviare i messaggi ingannevoli sui cellulari delle vittime e chi monetizzava l’importo truffato lo prelevava agli sportelli degli uffici postali nei comuni di Trani, Bisceglie e Molfetta. Nel caso denunciato la vittima avrebbe ricevuto un sms apparentemente inviato dalla banca di cui è correntista, in cui veniva avvisato di un movimento sospetto sul proprio conto. E per questo veniva invitato a compilare un modulo online. Subito dopo avrebbe ricevuto una telefonata da un’utenza che sembrava riconducibile al proprio istituto di credito, nella quale veniva preannunciata una successiva chiamata da parte dei carabinieri che lo avrebbero convinto a effettuare un bonifico istantaneo di 47.500 euro. Gli investigatori hanno recuperato e sequestrato solo 14mila euro.
. Si sarebbe presentato come un‘maresciallo dei carabinieri’ un giovane campano che è statoarrestato per truffa aggravata dopo aver raggirato un’anziana diBrindisi, disabile al 100%. La donna sarebbe stata tratta ininganno con la scusa del finto arresto del figlio e avrebbeconsegnato all’indagato, giunto nell’abitazione poco dopo latelefonata, diversi oggetti in oro. Dopo la denuncia presentataalla polizia gli agenti della squadra mobile, analizzando leimmagini di videosorveglianza, hanno recuperato elementi utiliall’identificazione del responsabile della truffa. Oltre aiframe, gli investigatori hanno acquisito le impronte digitalidel giovane, rintracciate dalla polizia scientifica durante ilsopralluogo. All’indagato è stato notificata un’ordinanza dicustodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip del Tribunaledi Brindisi su richiesta della Procura.
L’appuntamento si terrà alle 16.30 in Largo Arcivescovado 8. I carabinieri di Taranto insieme alla Procura hanno organizzato per il 27 novembre un incontro rivolto soprattutto gli anziani e ai soggetti fragili, prede di truffatori senza scrupoli. L’appuntamento si terrà alle 16.30 in Largo Arcivescovado 8. Durante l’incontro i militari dell’Arma spiegheranno come riconoscere i truffatori, come allontanarli e denunciarli. “Fermiamo insieme le truffe” è aperto all’intera cittadinanza.
Adesso i truffatori dovranno risarcire l’Inps. Hanno intascato il reddito di cittadinanza e l’assegno di inclusione senza averne diritto per un valore complessivo di 420 mila euro. Sessanta persone sono state denunciate dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Barletta alla Procura di Trani e all’Inps. Le fiamme gialle della Bat hanno controllato la posizione di 180 persone facendo emergere i 60 casi irregolari. L’attività svolta dai finanzieri ha anche consentito di bloccare altre somme non ancora elargite dall’ente previdenziale. Adesso i truffatori dovranno risarcire l’ines.
I carabinieri sono riusciti a bloccare l’uomo, originario di Napoli I carabinieri hanno arrestato ad Andria un 51enne originario della provincia di Napoli, già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di truffa ai danni di una donna 80enne. La donna aveva ricevuto una chiamata al numero fisso della sua abitazione dall’uomo che, dicendole di essere un carabiniere, le richiedeva 14mila euro per risarcire i danni di un presunto incidente stradale causato dal marito che, però, è morto da 13 anni. La donna, pur insospettita da questa circostanza, in preda all’agitazione aveva pensato che l’incidente potesse riguardare il fratello del marito ancora in vita. E per questo ha racimolato quanto aveva in casa, circa mille euro e qualche gioiello. Poco dopo il 51enne si è presentato a casa sua per ritirare il denaro e i gioielli, ma dopo la chiamata dell’anziana al 112 era stata inviata anche una pattuglia dei carabinieri che lo hanno bloccato.
I carabinieri sono riusciti a bloccare l’uomo, originario di Napoli I carabinieri hanno arrestato ad Andria un 51enne originario della provincia di Napoli, già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di truffa ai danni di una donna 80enne. La donna aveva ricevuto una chiamata al numero fisso della sua abitazione dall’uomo che, dicendole di essere un carabiniere, le richiedeva 14mila euro per risarcire i danni di un presunto incidente stradale causato dal marito che, però, è morto da 13 anni. La donna, pur insospettita da questa circostanza, in preda all’agitazione aveva pensato che l’incidente potesse riguardare il fratello del marito ancora in vita. E per questo ha racimolato quanto aveva in casa, circa mille euro e qualche gioiello. Poco dopo il 51enne si è presentato a casa sua per ritirare il denaro e i gioielli, ma dopo la chiamata dell’anziana al 112 era stata inviata anche una pattuglia dei carabinieri che lo hanno bloccato.
La truffa è avvenuta telefonicamente, l’uomo si è fatto consegnare tremila euro in contanti Ancora una truffa telefonica. Ancora una persona anziana la vittima. Una 80enne di Laterza è caduta nella rete di un impostore che chiedeva denaro per conto del nipote, avendo contratto debiti con Poste italiane, pari a 5 mila euro. La donna cosi ha consegnato, nelle mani di un complice, 3 mila euro in contanti, le fedi nuziali, una collana e due orologi di valore. Solo dopo si è resa conto di essere stata raggirata e ha allertato subito i Carabinieri. In poche ore i militari sono riusciti ad intercettare l’auto con a bordo un 21enne del Bangladesh, ma residente nel napoletano, che ha tentato la fuga ma è stato bloccato ed arrestato.
La presunta frode scoperta alla fine dello scorso anno, haportato oggi alla iscrizione di altre 41 persone nel registrodegli indagati e al sequestro di beni per un valore di 9 milionidi euro. Il provvedimento emesso dal gip del tribunale di Trani è stato eseguito dai finanzieri che avevano scoperto la truffa messa in atto, secondo quanto accertato dalle indagini coordinate dalla procura di Trani, attraverso falsi crediti fiscali concessi dallo Stato per lavori edili che non sarebbero mai stati eseguiti perché riferiti a immobili inesistenti.
“Nella causale scriva: acquisto di società alimentare” Montaggio e riprese di Roberto Cofano Servizio di Linda Cappello
Si tratta di un 38enne napoletano e di una 25enne foggiana Due persone, un 38enne napoletano e una 25enne foggiana, sono state arrestate dai Carabinieri della Stazione di Carovigno per truffa aggravata in concorso. La coppia avrebbe raggirato due coniugi del posto con la tecnica del “finto maresciallo dei Carabinieri”. Secondo la ricostruzione degli investigatori, un uomo si è spacciato per un ufficiale dell’Arma, convincendo il marito a recarsi in caserma per presunti accertamenti su una rapina, mentre la moglie veniva indotta a consegnare denaro e gioielli a un complice, presentatosi come “funzionario del Tribunale”. Grazie alla tempestiva denuncia delle vittime, alle testimonianze raccolte e alle immagini di videosorveglianza, i Carabinieri sono riusciti a rintracciare e bloccare i due sospettati durante la fuga. Entrambi sono ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
A insospettire i carabinieri un’auto con targa polacca in sosta davanti alla filiale della banca Intesa San Paolo È bastato un sms per ottenere con l’inganno le credenziali di accesso ad un conto bancario per poi prelevare allo sportello circa 13mila euro. Tre uomini sono stati arrestati per truffa a Laterza, in provincia di Taranto. Sono un 50enne e un 19enne di Napoli e un 29enne di Ginosa. A insospettire i carabinieri un’auto con targa polacca in sosta davanti alla filiale della banca Intesa San Paolo di Laterza. L’atteggiamento nervoso del conducente ha spinto ad approfondire con una perquisizione. Sono stati trovati 5400 euro, appena prelevati. Da qui si è risaliti alle altre movimentazioni e sono scattati gli arresti. Il plauso ai militari dal Generale Benincasa, comandante della Legione Carabinieri Puglia, che rinnova l’invito alla prudenza e ricorda di chiamare sempre, in caso di dubbi, il 112.
Gli imprenditori si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. I commercialisti negano le accuse Associazione per delinquere, frode fiscale e truffa aggravata a Taranto, nel settore della gestione dei rifiuti. Sono stati interrogati, tra ieri e oggi, i due imprenditori e i quattro commercialisti, coinvolti nell’inchiesta della Guardia di Finanza. Davanti alla gip Rita Romano, gli imprenditori Francesco Di Lecce e Daniele Vito si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, mentre i commercialisti Gianluca Errico e Michele D’Auria hanno risposto alle domande, negando gli addebiti. Così anche Gianluca Rinaldi e Cosimo Lasigna. La giudice deciderà sulle misure richieste: i domiciliari per i due imprenditori e l’interdizione dall’attività professionale per i commercialisti. L’attività illecita si sarebbe svolta a favore delle società per lo smaltimento dei rifiuti Danieleambiente, Toralb e Inderal, successivamente incorporate in un’unica azienda. Per la Finanza sono state emesse fatture false per 9 milioni ed evasi 700mila euro.
La tecnica è sempre la stessa: uno di loro si è finto un nipote dell’uomo e lo ha convinto a consegnare gioielli e denaro. Tempestivo l’intervento dei carabinieri Sono stati arrestati un 39enne albanese e un 21enne per truffa aggravata ed estorsione ai danni di un anziano. L’operazione è dei carabinieri di Acquaviva delle Fonti, insieme ai colleghi di Putignano e Gioia del Colle. L’anziano aveva ricevuto una telefonata il cui interlocutore, fingendosi suo nipote, comunicava che la madre si era resa responsabile di un reato, per questo trattenuta presso la caserma dei Carabinieri e rischiava l’arresto. Per evitare ulteriori conseguenze era necessario consegnare gioielli e denaro ad un Ufficiale Giudiziario che sarebbe passato di lì a breve presso la sua abitazione. Mentre il truffatore più giovane si era appena recato presso la casa della vittima e il complice era in macchina ad attenderlo, sono intervenuti i carabinieri che hanno bloccato l’occupante del mezzo, mentre l’altro cercava di fuggire in treno. Anche lui è stato preso. I due sono ora nel carcere di Bari.

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