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L’anziana signora aveva consegnato all’uomo diversi monili in oro e denaro contante per un valore di circa 5 mila euro Un 48enne della provincia di Napoli è ritenuto responsabile di truffa aggravata in danno di un’anziana. I Carabinieri di Castellana Grotte hanno accertato che la donna, 80enne, aveva poco prima ricevuto una chiamata da un uomo che, presentatosi come avvocato, le faceva credere che il figlio era rimasto coinvolto in un incidente e aveva investito gravemente un pedone, chiedendo quindi di consegnare una cospicua somma di denaro ad un fantomatico maresciallo dei Carabinieri, che da lì a poco avrebbe raggiunto l’abitazione, come cauzione per evitare l’arresto del figlio. L’anziana signora ha così consegnato diversi monili in oro e denaro contante per un valore di circa 5 mila euro. L’uomo è stato posto agli arresti domiciliari.

In aula gli avvocati difensori dei sette imputati, tra consiglieri comunali e imprenditori accusati di truffa aggravata Di Alessandra Martellotti Al tribunale di Taranto, la prima delle tre giornate di arringhe nel processo su Rimborsopoli, l’inchiesta per truffa aggravata al Comune che vede coinvolti sette imputati tra politici e imprenditori. A giudizio l’ex presidente del consiglio comunale, oggi consigliere d’opposizione, Piero Bitetti; la consigliera Carmen Casula e gli ex consiglieri Floriana De Gennaro ed Emidio Albani. Gli altri, sono i tre imprenditori coi quali i rappresentanti politici si sarebbero accordati per maggiorare i rimborsi che il Comune eroga a compenso delle giornate di assenza sul lavoro per impegni istituzionali. Chiedono l’assoluzione per i loro assistiti gli avvocati intervenuti nella prima giornata. Gli altri esporranno il loro quadro difensivo il 27 gennaio e il 10 febbraio. Poi, salvo repliche del pm, si andrà verso la sentenza. Complessivamente erano stati chiesti 16 anni di reclusione.

La donna ha perso 6mila euro e si è resa conto di essere stata raggirata solo quando è arrivata negli uffici e non c’era nessun poliziotto ad aspettarla Hanno raggirato una donna svuotandole il conto corrente con una truffa telefonica purtroppo ben congegnata. Con un sms l’hanno avvisata che dal suo conto era partito un bonifico di 10mila euro, invitandola a contattare il servizio clienti nel caso in cui non lo avesse disposto lei. Il primo truffatore le ha detto che non poteva bloccare il bonifico ma poteva mettere al sicuro quanto le rimaneva sul conto trasferendolo su quello di un’altra filiale bancaria. Le ha sarebbe stata contattata dalla polizia e la donna ha effettivamente ricevuto una telefonata da un numero della Questura, perché ne ha verificato l’esistenza. Il finto poliziotto le ha dato un appuntamento. La donna si è recata negli uffici e ha scoperto che non c’era alcun agente ad aspettarla. A quel punto quelli che c’erano hanno raccolto la sua denuncia, chissà se riuscirà mai a recuperare i suoi soldi.

Grazie ad una costante attività di monitoraggio dei social, i Carabinieri hanno individuato ed arrestato a Spinazzola l’autore di una presunta truffa ai danni di una donna. L’uomo, originario della provincia di Napoli, si era fatto consegnare preziosi per un valore di 30 mila euro, fingendosi maresciallo dell’Arma. Alla vittima aveva detto che dovevano servire per la liberazione del marito, trattenuto in caserma per aver investito una persona. Dopo la denuncia, sono scattate le indagini che hanno portato a identificare il responsabile. Si cercano adesso eventuali complici.

Avrebbe raggirato un 87enne convincendolo a versargli 184mila euro. Servizio di Alessandra Martellotti;

Il primo cittadino, Michele Sollecito, esorta i cittadini a collaborare con le forze dell’ordine “Ho subito il furto della mia auto – ritrovata poi del tutto cannibalizzata – e nella stessa serata un tentato furto nel nostro piccolo condominio ad opere di ignoti che hanno ispezionato le porte dei nostri appartamenti facendosi aprire il portone con la scusa di essere corrieri e di dover lasciare l’olio “a Sollecito”. A scriverlo sulla sua pagina Facebook il sindaco di Giovinazzo, Michele Sollecito. Grazie alla “prontezza di spirito” di un vicino, i malfattori sono stati costretti a desistere e allontanarsi. “Diffidate da questi corrieri che con la scusa della consegna dell’olio inducono le persone a scendere al piano terra”, ha scritto Sollecito. Nel post, Sollecito ha esortato i cittadini a collaborare attivamente con le forze dell’ordine, segnalando tempestivamente eventuali situazioni sospette.

La donna gli aveva consegnato 3 mila euro e gioielli È stato arrestato un 21enne di Napoli con l’accusa di truffa aggravata ai danni di una 79enne residente a Mattinata. Un uomo si era finto un maresciallo dei carabinieri e le aveva riferito che suo figlio era stato trattenuto in caserma per non aver pagato alcune multe e che sarebbe stato possibile rimetterlo in libertà solo dietro pagamento. La donna aveva così racimolato soldi e gioielli da dare a un’altra persona che si sarebbe recata da lei. L’anziana gli ha così consegnato 3mila euro in contanti e vari gioielli in oro. Il 21enne poi è stato accompagnato in un secondo appartamento dove si erano recati per prendere altro denaro, ma si sarebbe dato alla fuga alla vista del figlio della donna. Il truffatore è stato rintracciato e messo agli arresti domiciliari. 

Gli inesperti falsari sono due uomini di Ceglie Messapica e uno di Martina Franca

Due anni di reclusione, pena sospesa, per una frode da 22 milioni Servizio di Linda Cappello Riprese di Repertorio Montaggio di Luca Caradonna

Storia di una truffa di 44 anni fa Servizio di Francesco Iato;

L’inchiesta riguarda i compensi legali pagati dall’ente per migliaia di contenziosi avviati su mandati falsi o illegittimi per il recupero di indennizzi in agricoltura Ha patteggiato due anni di reclusione, pena sospesa, l’avvocato barese Michele Primavera, imputato nel processo scaturito dall’inchiesta su una maxi truffa ai danni della Regione Puglia da oltre 22 milioni di euro, dal 2006 al 2019, relativa a compensi legali pagati dall’ente per migliaia di contenziosi avviati su mandati falsi o illegittimi per il recupero di indennizzi in agricoltura. Primavera era accusato di associazione a delinquere: hanno patteggiato anche i colleghi Oronzo Panebianco, quest’ultimo un anno e dieci mesi, e Assunta Iorio, Francesca Fiore, il marito di quest’ultima Luca Petroncelli e Giuliana Tarantini, all’epoca dei fatti dipendente del Tribunale di Bari. I patteggiamenti sono stati accolti dai giudici della seconda sezione penale nel corso del processo, poiché precedentemente erano stati rigettati dal gup. L’inchiesta fu avviata dopo una denuncia alla Guardia di Finanza presentata nel 2018 dal governatore Michele Emiliano.

Avevano sottratto 29 mila euro al pensionato, recuperata parte della somma Hanno sottratto circa 29 mila euro ad un pensionato della provincia di Prato dopo aver ricevuto un sms, ma i Carabinieri di Taranto sono riusciti ad evitare l’ennesima truffa. Attraverso indagini serrate i militari hanno colto sul fatto 3 malviventi mentre prelevavano il denaro in un ufficio postale. Durante la perquisizione in auto sono stati trovati tra i sedili anteriori una busta in cellophane contenente mazzette di denaro per un totale di 6 mila euro e le ricevute di prelevamento presso gli sportelli. Si trattava di una parte del bonifico effettuato dal pensionato su un conto corrente aperto pochi giorni prima e intestato ad uno dei truffatori. I Carabinieri sono riusciti a risalire all’intestatario dell’Iban. Una parte della somma e’ stata restituita all’anziano, disperato dopo aver capito di essere stato raggirato. I 3 sono stati arrestati

L’indagine si riferisce al periodo pre commissariamento e riguarda il funzionamento del Sistema Europeo di Scambio di Quote di Emissione Di Alessandra Martellotti

Si tratta dell’amministratore di un centro di formazione: ha fatto iscrivere una persona con problemi di tipo cognitivo ad un corso mai partito, facendogli versare consistenti somme di denaro Ha fatto iscrivere una persona con problemi di tipo cognitivo ad un corso di informatica mai partito, facendogli pagare consistenti somme di denaro. È accaduto a Molfetta dove la Guardia di Finanza ha denunciato l’amministratore di un centro di formazione sequestrando anche 2800 euro. L’uomo è accusato di truffa e circonvenzione di incapace. I finanzieri hanno accertato che, nonostante l’attività fosse cessata, continuava a far credere alla vittima di poter seguire il corso, facendogli versare altre somme di denaro. 

Caso scoperto a Taranto, due arresti dopo indagine della Dda Avrebbero sequestrato e picchiato un uomo di 35 anni allo scopo di estorcergli 15mila euro in seguito al rifiuto della vittima di portare a termine una truffa ai danni di una società di noleggio auto. L’pisodio risale ad aprile del 2023, i carabinieri hanno arrestato un 29enne di Taranto e un 50enne di Martina Franca. Ai due è stata notificata una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta della procura distrettuale antimafia. Secondo quanto ricostruito dai militari del Nucleo Investigativo, il 35enne sarebbe stato prelevato dalla sua abitazione di Martina Franca dai due indagati, costretto a salire su un’auto e condotto in un garage a Taranto per essere brutalmente picchiato, anche con il calcio di una pistola. Qualche ora dopo il malcapitato sarebbe stato liberato e accompagnato nei pressi di un distributore di carburanti del quartiere Paolo VI. Il 35enne riuscì poi a tornare a MartinaFranca, dove i carabinieri, allertati dalla compagna della vittima, lo rintracciarono mentre vagavanel centro abitato. L’uomo, che presentava evidenti lesioni al volto, fu accompagnato al pronto soccorso.Dalle indagini coordinate dalla Dda di Lecce è emerso che il 35enne si era rifiutato di realizzare una truffa ai danni di una società di noleggio auto: doveva affittare una vettura, i denunciarne falsamente ilfurto per di smontarla e rivendere i pezzi al mercato dell’usato.

Si tratta dei vertici dell’istituto di credito e dei responsabili di numerose filiali Servizio di Luigi Lupo Montaggio di Leo Tribuzio

Sono accusati di aver indotto i clienti della banca, raggirandoli, ad acquistare prodotti finanziari ad elevato rischio La guardia di Finanza ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti degli organi di vertice protempore della Banca Popolare di Bari e dei responsabili delle filiali dell’istituto di credito, 88 persone in tutto. Sono indagate, in concorso tra loro per aver indotto clienti ad acquistare prodotti finanziari ad alto rischio per 8 milioni di euro. L’inchiesta è partita dopo le querele presentate da 176 persone che hanno perso i loro risparmi. Gli indagati, inoltre, non avrebbero consegnato ai clienti tutta la documentazione prevista dalla legge. 

Le mascherine sarebbero arrivate a costare anche 20 euro l’una. Gli imprenditori Gaetano e Vito Canosino, titolari rispettivamente della 3MC spa e della Penta srl di Bari, sono stati condannati a un anno e sei mesi per manovre speculative nel processo, al tribunale di Bari, sul caso mascherine. Nel periodo più duro della pandemia, quando i dispositivi scarseggiavano ma erano necessari per la salute dei pugliesi, gli imprenditori avrebbero stipulato con le Asl regionali contratti con rincari dal 41 al 4100%. Le mascherine sarebbero arrivate a costare anche 20 euro l’una. I fratelli Canosino sono stati assolti relativamente al reato di truffa aggravata. Assolto, perché il fatto non costituisce reato, Elio Rubino della Aesse Hospital di Bari. Assolti, perchè i fatti non sussistono, Romario Matteo Fumagalli, legale rappresentante della Sterimed, con sede nel comune leccese di Surbo, e Massimiliano Aniello De Marco, legale rappresentante della Servizi ospedalieri di Ferrara.

Il risarcimento per i danni di immagine per l’inchiesta per truffa allo Stato che ha portato alla condanna a 15 anni dell’ex presidente dello sportello del Salento Servizio di Alessandra Martellotti Intervista: Cosimo Sessa – Pres. Sportello antiracket Taras – Taranto

Estradato in Italia il principale indagato nell’inchiesta della finanza sulla presunta maxi truffa nella vendita online di pneumatici. Si tratta di un 35enne di Orta Nova, arrestato a fine gennaio a Dubai, negli Emirati Arabi Servizio: Pietro Loffredo

Truffa persona incapace, arrestato

Si tratta dell’amministratore di un centro di formazione: ha fatto iscrivere una persona con problemi di tipo cognitivo ad un corso mai partito, facendogli versare

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