
Spinazzola: Carabinieri arrestano presunto truffatore
Grazie ad una costante attività di monitoraggio dei social, i Carabinieri hanno individuato ed arrestato a Spinazzola l’autore di una presunta truffa ai danni di
Grazie ad una costante attività di monitoraggio dei social, i Carabinieri hanno individuato ed arrestato a Spinazzola l’autore di una presunta truffa ai danni di una donna. L’uomo, originario della provincia di Napoli, si era fatto consegnare preziosi per un valore di 30 mila euro, fingendosi maresciallo dell’Arma. Alla vittima aveva detto che dovevano servire per la liberazione del marito, trattenuto in caserma per aver investito una persona. Dopo la denuncia, sono scattate le indagini che hanno portato a identificare il responsabile. Si cercano adesso eventuali complici.
Avrebbe raggirato un 87enne convincendolo a versargli 184mila euro. Servizio di Alessandra Martellotti;
Il primo cittadino, Michele Sollecito, esorta i cittadini a collaborare con le forze dell’ordine “Ho subito il furto della mia auto – ritrovata poi del tutto cannibalizzata – e nella stessa serata un tentato furto nel nostro piccolo condominio ad opere di ignoti che hanno ispezionato le porte dei nostri appartamenti facendosi aprire il portone con la scusa di essere corrieri e di dover lasciare l’olio “a Sollecito”. A scriverlo sulla sua pagina Facebook il sindaco di Giovinazzo, Michele Sollecito. Grazie alla “prontezza di spirito” di un vicino, i malfattori sono stati costretti a desistere e allontanarsi. “Diffidate da questi corrieri che con la scusa della consegna dell’olio inducono le persone a scendere al piano terra”, ha scritto Sollecito. Nel post, Sollecito ha esortato i cittadini a collaborare attivamente con le forze dell’ordine, segnalando tempestivamente eventuali situazioni sospette.
La donna gli aveva consegnato 3 mila euro e gioielli È stato arrestato un 21enne di Napoli con l’accusa di truffa aggravata ai danni di una 79enne residente a Mattinata. Un uomo si era finto un maresciallo dei carabinieri e le aveva riferito che suo figlio era stato trattenuto in caserma per non aver pagato alcune multe e che sarebbe stato possibile rimetterlo in libertà solo dietro pagamento. La donna aveva così racimolato soldi e gioielli da dare a un’altra persona che si sarebbe recata da lei. L’anziana gli ha così consegnato 3mila euro in contanti e vari gioielli in oro. Il 21enne poi è stato accompagnato in un secondo appartamento dove si erano recati per prendere altro denaro, ma si sarebbe dato alla fuga alla vista del figlio della donna. Il truffatore è stato rintracciato e messo agli arresti domiciliari.
Gli inesperti falsari sono due uomini di Ceglie Messapica e uno di Martina Franca
Due anni di reclusione, pena sospesa, per una frode da 22 milioni Servizio di Linda Cappello Riprese di Repertorio Montaggio di Luca Caradonna
Storia di una truffa di 44 anni fa Servizio di Francesco Iato;
L’inchiesta riguarda i compensi legali pagati dall’ente per migliaia di contenziosi avviati su mandati falsi o illegittimi per il recupero di indennizzi in agricoltura Ha patteggiato due anni di reclusione, pena sospesa, l’avvocato barese Michele Primavera, imputato nel processo scaturito dall’inchiesta su una maxi truffa ai danni della Regione Puglia da oltre 22 milioni di euro, dal 2006 al 2019, relativa a compensi legali pagati dall’ente per migliaia di contenziosi avviati su mandati falsi o illegittimi per il recupero di indennizzi in agricoltura. Primavera era accusato di associazione a delinquere: hanno patteggiato anche i colleghi Oronzo Panebianco, quest’ultimo un anno e dieci mesi, e Assunta Iorio, Francesca Fiore, il marito di quest’ultima Luca Petroncelli e Giuliana Tarantini, all’epoca dei fatti dipendente del Tribunale di Bari. I patteggiamenti sono stati accolti dai giudici della seconda sezione penale nel corso del processo, poiché precedentemente erano stati rigettati dal gup. L’inchiesta fu avviata dopo una denuncia alla Guardia di Finanza presentata nel 2018 dal governatore Michele Emiliano.
Avevano sottratto 29 mila euro al pensionato, recuperata parte della somma Hanno sottratto circa 29 mila euro ad un pensionato della provincia di Prato dopo aver ricevuto un sms, ma i Carabinieri di Taranto sono riusciti ad evitare l’ennesima truffa. Attraverso indagini serrate i militari hanno colto sul fatto 3 malviventi mentre prelevavano il denaro in un ufficio postale. Durante la perquisizione in auto sono stati trovati tra i sedili anteriori una busta in cellophane contenente mazzette di denaro per un totale di 6 mila euro e le ricevute di prelevamento presso gli sportelli. Si trattava di una parte del bonifico effettuato dal pensionato su un conto corrente aperto pochi giorni prima e intestato ad uno dei truffatori. I Carabinieri sono riusciti a risalire all’intestatario dell’Iban. Una parte della somma e’ stata restituita all’anziano, disperato dopo aver capito di essere stato raggirato. I 3 sono stati arrestati
L’indagine si riferisce al periodo pre commissariamento e riguarda il funzionamento del Sistema Europeo di Scambio di Quote di Emissione Di Alessandra Martellotti
Si tratta dell’amministratore di un centro di formazione: ha fatto iscrivere una persona con problemi di tipo cognitivo ad un corso mai partito, facendogli versare consistenti somme di denaro Ha fatto iscrivere una persona con problemi di tipo cognitivo ad un corso di informatica mai partito, facendogli pagare consistenti somme di denaro. È accaduto a Molfetta dove la Guardia di Finanza ha denunciato l’amministratore di un centro di formazione sequestrando anche 2800 euro. L’uomo è accusato di truffa e circonvenzione di incapace. I finanzieri hanno accertato che, nonostante l’attività fosse cessata, continuava a far credere alla vittima di poter seguire il corso, facendogli versare altre somme di denaro.
Caso scoperto a Taranto, due arresti dopo indagine della Dda Avrebbero sequestrato e picchiato un uomo di 35 anni allo scopo di estorcergli 15mila euro in seguito al rifiuto della vittima di portare a termine una truffa ai danni di una società di noleggio auto. L’pisodio risale ad aprile del 2023, i carabinieri hanno arrestato un 29enne di Taranto e un 50enne di Martina Franca. Ai due è stata notificata una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta della procura distrettuale antimafia. Secondo quanto ricostruito dai militari del Nucleo Investigativo, il 35enne sarebbe stato prelevato dalla sua abitazione di Martina Franca dai due indagati, costretto a salire su un’auto e condotto in un garage a Taranto per essere brutalmente picchiato, anche con il calcio di una pistola. Qualche ora dopo il malcapitato sarebbe stato liberato e accompagnato nei pressi di un distributore di carburanti del quartiere Paolo VI. Il 35enne riuscì poi a tornare a MartinaFranca, dove i carabinieri, allertati dalla compagna della vittima, lo rintracciarono mentre vagavanel centro abitato. L’uomo, che presentava evidenti lesioni al volto, fu accompagnato al pronto soccorso.Dalle indagini coordinate dalla Dda di Lecce è emerso che il 35enne si era rifiutato di realizzare una truffa ai danni di una società di noleggio auto: doveva affittare una vettura, i denunciarne falsamente ilfurto per di smontarla e rivendere i pezzi al mercato dell’usato.
Si tratta dei vertici dell’istituto di credito e dei responsabili di numerose filiali Servizio di Luigi Lupo Montaggio di Leo Tribuzio
Sono accusati di aver indotto i clienti della banca, raggirandoli, ad acquistare prodotti finanziari ad elevato rischio La guardia di Finanza ha notificato gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti degli organi di vertice protempore della Banca Popolare di Bari e dei responsabili delle filiali dell’istituto di credito, 88 persone in tutto. Sono indagate, in concorso tra loro per aver indotto clienti ad acquistare prodotti finanziari ad alto rischio per 8 milioni di euro. L’inchiesta è partita dopo le querele presentate da 176 persone che hanno perso i loro risparmi. Gli indagati, inoltre, non avrebbero consegnato ai clienti tutta la documentazione prevista dalla legge.
Le mascherine sarebbero arrivate a costare anche 20 euro l’una. Gli imprenditori Gaetano e Vito Canosino, titolari rispettivamente della 3MC spa e della Penta srl di Bari, sono stati condannati a un anno e sei mesi per manovre speculative nel processo, al tribunale di Bari, sul caso mascherine. Nel periodo più duro della pandemia, quando i dispositivi scarseggiavano ma erano necessari per la salute dei pugliesi, gli imprenditori avrebbero stipulato con le Asl regionali contratti con rincari dal 41 al 4100%. Le mascherine sarebbero arrivate a costare anche 20 euro l’una. I fratelli Canosino sono stati assolti relativamente al reato di truffa aggravata. Assolto, perché il fatto non costituisce reato, Elio Rubino della Aesse Hospital di Bari. Assolti, perchè i fatti non sussistono, Romario Matteo Fumagalli, legale rappresentante della Sterimed, con sede nel comune leccese di Surbo, e Massimiliano Aniello De Marco, legale rappresentante della Servizi ospedalieri di Ferrara.
Il risarcimento per i danni di immagine per l’inchiesta per truffa allo Stato che ha portato alla condanna a 15 anni dell’ex presidente dello sportello del Salento Servizio di Alessandra Martellotti Intervista: Cosimo Sessa – Pres. Sportello antiracket Taras – Taranto
Estradato in Italia il principale indagato nell’inchiesta della finanza sulla presunta maxi truffa nella vendita online di pneumatici. Si tratta di un 35enne di Orta Nova, arrestato a fine gennaio a Dubai, negli Emirati Arabi Servizio: Pietro Loffredo
Le accuse sono di concussione, peculato e truffa aggravata ai danni dello stato Un dirigente medico e una infermiera, impiegati nell’ex ospedale “San Nicola Pellegrino” di Trani, ora Presidio territoriale di assistenza, sono stati arrestati con le accuse di concussione, peculato e truffa aggravata ai danni dello Stato. Il gip del tribunale di Trani ha disposto per loro la misura dei domiciliari. I due, secondo quanto accertato dalle indagini coordinate dalla Procura di Trani, avrebbero chiesto denaro in cambio di tempi di attesa più brevi per visite ed esami medici.
Il sistema marcio venne fuori indagando su alcune pratiche automobilistiche truccate Arrivano le prime condanne per la brutta storia di illeciti e truffe messa su a Conversano, tra il 2019 e il 2021, e che ha coinvolto la locale stazione dei carabinieri. Cinque anni e due mesi di reclusione sono stati inflitti all’appuntato scelto Francesco Vito Piccirillo, tre anni e sei mesi alla moglie Maria Squeo, un anno e un mese al fratello di lei, Vito Giuseppe. Il sistema marcio venne fuori indagando su alcune pratiche automobilistiche truccate attraverso un sistema completamente marcio, gestito anche da militari infedeli.Un organizzazione che consentiva ai Carabineri, secondo quanto riportato nell’ordinanza del Gip, “di operare in maniera illegale e sfrontata grazie anche alla copertura garantita dall’allora comandante della stazione, Francesco Spinelli”. Quest’ultimo, secondo quanto evidenza il giudice, “ha condotto la stazione di Conversano in una spirale di abusi, omissioni, falsi e altri reati commessi sia dal comandante che dagli altri carabinieri, certi dell’impunità derivante dal grado e dalla funzione rivestita oltre che dall’omertà che li aveva uniti”. Piccirillo era ai domiciliari con la moglie e un collega mentre gli altri due erano stati sospesi dal servizio.
Coinvolte quattro persone e una società Avrebbero emesso fatture per operazioni inesistenti, beneficiando illecitamente di contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso agevolato erogati dalla Regione Puglia e co-finanziati dall’Unione europea. Evase anche imposte sui redditi e Iva. La guardia di finanza ha sequestrato immobili e disponibilità finanziarie per 110mila euro nei confronti di una società e quattro persone fisiche, tra Castellana Grotte e Putignano. Il provvedimento, richiesto dalla Procura della Repubblica di Bari, è stato emesso dal gip.

Grazie ad una costante attività di monitoraggio dei social, i Carabinieri hanno individuato ed arrestato a Spinazzola l’autore di una presunta truffa ai danni di

Avrebbe raggirato un 87enne convincendolo a versargli 184mila euro. Servizio di Alessandra Martellotti;

Il primo cittadino, Michele Sollecito, esorta i cittadini a collaborare con le forze dell’ordine “Ho subito il furto della mia auto – ritrovata poi del

La donna gli aveva consegnato 3 mila euro e gioielli È stato arrestato un 21enne di Napoli con l’accusa di truffa aggravata ai danni di

Gli inesperti falsari sono due uomini di Ceglie Messapica e uno di Martina Franca

Due anni di reclusione, pena sospesa, per una frode da 22 milioni Servizio di Linda Cappello Riprese di Repertorio Montaggio di Luca Caradonna

Storia di una truffa di 44 anni fa Servizio di Francesco Iato;

L’inchiesta riguarda i compensi legali pagati dall’ente per migliaia di contenziosi avviati su mandati falsi o illegittimi per il recupero di indennizzi in agricoltura Ha

Avevano sottratto 29 mila euro al pensionato, recuperata parte della somma Hanno sottratto circa 29 mila euro ad un pensionato della provincia di Prato dopo

L’indagine si riferisce al periodo pre commissariamento e riguarda il funzionamento del Sistema Europeo di Scambio di Quote di Emissione Di Alessandra Martellotti

Si tratta dell’amministratore di un centro di formazione: ha fatto iscrivere una persona con problemi di tipo cognitivo ad un corso mai partito, facendogli versare

Caso scoperto a Taranto, due arresti dopo indagine della Dda Avrebbero sequestrato e picchiato un uomo di 35 anni allo scopo di estorcergli 15mila euro

Si tratta dei vertici dell’istituto di credito e dei responsabili di numerose filiali Servizio di Luigi Lupo Montaggio di Leo Tribuzio

Sono accusati di aver indotto i clienti della banca, raggirandoli, ad acquistare prodotti finanziari ad elevato rischio La guardia di Finanza ha notificato gli avvisi

Le mascherine sarebbero arrivate a costare anche 20 euro l’una. Gli imprenditori Gaetano e Vito Canosino, titolari rispettivamente della 3MC spa e della Penta srl

Il risarcimento per i danni di immagine per l’inchiesta per truffa allo Stato che ha portato alla condanna a 15 anni dell’ex presidente dello sportello

Estradato in Italia il principale indagato nell’inchiesta della finanza sulla presunta maxi truffa nella vendita online di pneumatici. Si tratta di un 35enne di Orta

Le accuse sono di concussione, peculato e truffa aggravata ai danni dello stato Un dirigente medico e una infermiera, impiegati nell’ex ospedale “San Nicola Pellegrino”

Il sistema marcio venne fuori indagando su alcune pratiche automobilistiche truccate Arrivano le prime condanne per la brutta storia di illeciti e truffe messa su

Coinvolte quattro persone e una società Avrebbero emesso fatture per operazioni inesistenti, beneficiando illecitamente di contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso agevolato erogati