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Il truffatore un 58enne napoletano già noto alle forze dell’ordine Una telefonata sospetta in cui veniva comunicato l’arresto della figlia responsabile di un incidente stradale, poi l’intervento di un fantomatico avvocato e di una cauzione da pagare per scagionarla. Questi i meccanismi di una truffa organizzata ai danni di un anziano di Martina Franca per mano di un 58enne, pregiudicato, residente a Napoli: l’uomo si sarebbe introdotto nell’abitazione dell’anziano per sottrargli contanti e beni preziosi del valore complessivo di 50mila euro con la scusa del ritiro a mano della cauzione. Dopo lo shock, la vittima ha denunciato contestualmente il delitto e, una volte avviate tutte le indagini del caso, la Polizia ha rintracciato e arrestato il malvivente nella propria abitazione a Napoli. Di fondamentale utilità le impronte digitali rilevate e le riprese della videosorveglianza.

La vittima è una donna di 86 anni che ha riconosciuto il malfattore dall’album fotografico di sospettati dediti a questo genere di reati È stato arrestato dai Carabinieri di Corato a Pomigliano d’Arco nel Napoletano un uomo per rapina e truffa nei confronti di un’anziana donna di 86 anni. La vittima è stata adescata con la scusa del finto parente e ha consegnato al malfattore gioielli per un valore di 5 mila euro. Avendo capito di essere vittima di truffa, ha cercato di riaverli ma è stata violentemente sbattuta per terra. L’anziana ha riportato la frattura dello zigomo, della mano destra e un trauma cranico. Dall’album fotografico di sospettati dediti a questo genere di reati la donna ha riconosciuto l’uomo che è stato così arrestato.

La truffa attraverso un noto portale, i soldi finivano su conti esteri I militari della Guardia di Finanza di Brindisi hanno eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di un uomo gravemente indiziato per i reati di truffa online e autoriciclaggio. L’indagine è nata da un caso di vendita fasulla di automobili su un noto portale web. L’arrestato simulava la vendita dei veicoli, incassando il pagamento dagli acquirenti senza però consegnare le auto che, in realtà, non esistevano. Le somme ricevute venivano poi trasferite su conti esteri tramite causali false, al fine di nascondere l’origine illecita del denaro. Durante l’attività investigativa sono state svolte perquisizioni con il supporto di specialisti in informatica forense e analisi dei dati, mentre la natura transnazionale del reato ha richiesto il coinvolgimento di autorità estere, tra cui l’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia e la Financial Intelligence Unit croata.

É successo a Tricase. L’esercente non ha versato gli introiti e ora è rimasto senza licenza e dovrà pagare Ha omesso di versare le quote spettanti all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato, derivanti dalle giocate del lotto per due settimane consecutive nel giugno 2022. Adesso i giudici della Corte dei Conti hanno condannato al risarcimento pari a 31mila 400 euro il titolare di una ricevitoria di Tricase di 45 anni, al quale è stata già revocata la concessione. La vicenda, oggetto di indagini da parte della Guardia di Finanza, è poi approdata in procura, con la conseguenza che nell’ottobre scorso l’uomo ha patteggiato una condanna ad un anno e dieci mesi di reclusione con l’accusa di peculato. Secondo il regolamento, il titolare della ricevitoria era obbligato a versare settimanalmente gli introti delle giocate del Lotto: dal 15 al 22 giugno si sarebbe appropriato di 8.142 euro, mentre in quella successiva di ben 29.267 euro. Alla luce del mancato ristoro, è la stessa Agenzia dei Monopoli ad informare la procura della Corte dei Conti di quanto accaduto: il procedimento innanzi ai giudici contabili viene avviato regolarmente: in sentenza si fa riferimento ad una condotta dolosa ampiamente dimostrata dalla documentazione prodotta dal pubblico ministero.

Ventuno le vittime accertate La Guardia di Finanza a Matera ha denunciato due coniugi per truffa, riciclaggio e autoriciclaggio. Le indagini sono scattate a seguito della denuncia presentata da diverse persone e hanno consentito di ricostruire le truffe realizzate dai due, un ex agente di una nota compagnia operante nel campo assicurativo e finanziario e la moglie. Ventuno le vittime accertate, tra cui un parroco della diocesi di Matera e diversi anziani. Il profitto somma delle truffe ammonta complessivamente ad oltre un milione di euro. Dalle indagini è emerso che l’indagato si presentava alle vittime come promotore finanziario esperto ancora in carica, nonostante avesse cessato l’attività, e prospettava investimenti particolarmente redditizi, facendosi consegnare somme di denaro o assegni a fronte dei quali rilasciava documentazione attestante la dazione, per poi fornire rendiconti artificiosi della gestione delle somme a lui tese. Le verifiche dei finanzieri hanno consentito inoltre di acclarare come oltre 200mila euro siano stati riciclati con modalità truffaldine: alcuni assegni bancari, consegnati dai malcapitati senza indicazione del beneficiario (“in bianco”) provenivano poi “riempiti” dal denunciato, indicando quali beneficiari altri soggetti (anch’essi truffati) cui faceva credere trattarsi di “rendimento” dell’investimento effettuato.

È accaduto a Vignacastrisi, in provincia di Lecce Si fingono carabinieri per truffare un anziano di Vignacastrisi, ma vengono arrestati dalla Polizia di Stato. Due giovani di Napoli, di 21 e 22 anni, e una ragazza di 16 anni, romena, sono stati fermati dopo aver incassato 3.000 euro con la tecnica del finto incidente. La vittima, un uomo del 1936, ha raccontato di essere stato contattato da un sedicente carabiniere che lo ha convinto a consegnare i soldi per “risarcire” una donna ferita in un incidente provocato dal figlio. La somma è stata recuperata e restituita. I due maggiorenni sono finiti in carcere e sono stati colpiti anche da un foglio di via con divieto di ritorno a Lecce per tre anni.

E’ avvenuta a Laterza, presi due giovani napoletani Una 20enne e un 19enne di Napoli sono stati arrestati in flagranza di reato dai carabinieri aLaterza (Taranto) per una truffa ai danni di un’anziana. La donna era stata contattata telefonicamente da un sedicente avvocato che la informava di un incidente stradale con feriti gravi provocato da sua figlia, per cui sarebbe stato necessario pagare immediatamente un risarcimento ai parenti delle personeferite per un importo di 20mila euro. Poco dopo si sarebbe presentata a casa dell’anziana la presunta collaboratrice dell’avvocato, facendosi consegnare quello che la donna poteva assicurare in quel momento, ovvero 300 euro in contanti, due collane d’oro, due anelli con brillante, un paio di orecchini edun orologio in oro bianco. Ma all’uscita la 20enne ha trovato ad attenderla i carabinieri,che hanno bloccato anche il suo complice che la aspettava nell’auto in sosta.

Intuisce il raggiro e fa arrestare un uomo della provincia di Napoli Non ha creduto alla telefonata di un presunto incidente del figlio, intuendo subito allapossibilità di un raggiro, chiedendo l’intervento della polizia. La prontezza di un’anziana ultra novantenne di Ostuni ha evitato la truffa ed ha permesso l’arresto di un 45enne, originario della provincia di Napoli. L’uomo, secondo quanto ricostruito dalla polizia, si era già presentato in casa della donna, dopo la telefonata di un complice che si era un finto carabiniere, per riscuotere gioielli e contanti. Giunto nei pressi dell’abitazione l’indagato si è ritrovato i poliziotti allertati dall’anzianache aveva chiesto aiuto ad una vicina. Dopo la convalida dell’arresto nei confronti del 45enne èstato disposta la misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza. Sono in corso gli accertamenti per identificare gli eventuali complici del presunto truffatore.

Avrebbe ottenuto un finanziamento pubblico per riqualificare una masseria nel Salento certificando lavori mai effettuati. Sequestrato oltre un milione di euro Servizio di Linda Cappello montaggio di Luca Caradonna

Uno studio legale di Treviso sta per far partire una class action nei confronti dell’ex Banca Popolare di Bari, ora Banca del Mezzogiorno. Già raccolte centinaia di adesioni Dal 2001 hanno permesso a migliaia di piccoli risparmiatori di recuperare soldi nei crack di Banca Leonardo, Veneto Banca, Popolare di Vicenza, Banca Marche, Alitalia, Parmalat, Cirio. Un curriculum niente male per lo studio legale Calvetti & Partners di Treviso, che collabora con numerose associazioni, fra cui il Movimento Diritti Europei. Il dossier Banca Popolare di Bari lo hanno studiato a fondo e sono certi di poter ottenere buoni risultati, tanto più che nel caso della banca pugliese c’è una particolarità rispetto ai casi citati. intervista a Sergio Calvetti (Avvocato) Servizio di Antonio Procacci

La tecnica utilizzata è sempre la stessa, una telefonata per spaventare le vittime Anziani ancora nel mirino dei truffatori. Una donna di 103 anni, residente in provincia di Bari, è stata truffata da ignoti che le hanno portato via preziosi e contanti. Secondo quanto riferito dal figlio, che ha presentato denuncia ai carabinieri, la donna avrebbe ricevuto una telefonata da uno sconosciuto che, fingendosi suo figlio, le ha chiesto soldi raccontandole di essere finito nei guai. Nel corso della telefonata, alla vittima sarebbe stato anche riferito che una persona l’avrebbe raggiunta a casa per prendere quanto necessario per salvare il figlio. La pensionata, spaventata, ha consegnato quanto aveva, tra cui i soldi e alcuni preziosi. Il bottino della truffa è in fase di quantificazione.

L’uomo aveva ammesso le proprie responsabilità, spiegando di essersi addormentato a causa della stanchezza poiché per mantenere la propria famiglia era costretto a svolgere diversi lavori Un ex vigilante del Politecnico è stato assolto con formula piena dall’accusa di truffa per essersi addormentato qualche ora in macchina durante le ronde notturne. La sentenza è stata emessa nei giorni scorsi dal Tribunale di Bari. A scoprirlo un investigatore privato, incaricato dall’azienda per cui l’uomo lavorava. Il difensore dell’imputato, l’avvocato Fabio Schino, ha sostenuto come non ci fossero gli estremi per contestare la truffa, trattandosi semplicemente di un inadempimento contrattuale. L’ex vigilante aveva ammesso le proprie responsabilità, spiegando di essersi addormentato a causa della stanchezza poiché per mantenere la propria famiglia era costretto a svolgere diversi lavori, anche la mattina e durante il resto della giornata.  di Linda Cappello

E’ successo a Taranto. Protagonista dell’ennesima truffa ai danni degli anziani un giovane napoletano Si è finto maresciallo dei carabinieri e ha contattato telefonicamente un’anziana, spiegandole che il figlio avesse provocato un incidente e che l’unico modo per evitargli l’arresto sarebbe stato pagare 20mila euro. Neanche il tempo di poter ragionare che a casa della 90enne si è presentato un fantomatico collega del maresciallo e la donna gli ha consegnato circa 11mila euro di risparmi, rendendosi conto soltanto dopo della truffa. Allertati i carabinieri sono partite le indagini, concluse con la denuncia per truffa di un 23enne di Napoli, con precedenti specifici. L’episodio è accaduto il 9 marzo scorso.

Sequestrati beni per oltre 5 milioni di euro nei confronti di 25 soggetti per truffa aggravata Sono stati sequestrati denaro e beni per un valore di oltre 5 milioni al termine di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Trani e svolta dalla Guardia di Finanza. Le persone sono indagate per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Il sodalizio criminale era dedito ad avanzare indebite richieste di accesso ai bonus edilizi per fittizi interventi di ristrutturazione immobiliare. Sono stati accertati fittizi crediti d’imposta per oltre 8 milioni di euro da parte di 33 persone fisiche, di dati non veritieri, e l’esecuzione di lavori edili su immobili inesistenti nelle province di Bari, Barletta-Andria-Trani e Foggia. 25 indagati avrebbero monetizzato detti crediti, cedendoli ad un ignaro istituto finanziario autorizzato e incassando più di 5 milioni di euro.

Una coppia di Santo Spirito è finita sotto inchiesta perché avrebbe intascato 11mila euro da una società che produce macchine da cucire Servizio di Linda Cappello

Operazione di finanza e carabinieri nel barese, coinvolta un’intera famiglia Si sono tutti avvalsi della facoltà di non rispondere i 9 arrestati nell’ambito dell’inchiesta su una presunta frode fiscale realizzata con i bonus edilizi. E’ rimasto in silenzio l’imprenditore Giuseppe De Scala, unico ad essere detenuto in carcere mentre gli altri 8 si trovano agli arresti domiciliari. Fra loro anche il commercialista barese Alessandro Vigilante, il quale ha precisato di aver interrotto ogni rapporto professionale gli altri indagati sin dall’ottobre del 2022, e cioè dopo aver ricevuto una prima perquisizione da parte della Guardia di Finanza

L’anziana signora aveva consegnato all’uomo diversi monili in oro e denaro contante per un valore di circa 5 mila euro Un 48enne della provincia di Napoli è ritenuto responsabile di truffa aggravata in danno di un’anziana. I Carabinieri di Castellana Grotte hanno accertato che la donna, 80enne, aveva poco prima ricevuto una chiamata da un uomo che, presentatosi come avvocato, le faceva credere che il figlio era rimasto coinvolto in un incidente e aveva investito gravemente un pedone, chiedendo quindi di consegnare una cospicua somma di denaro ad un fantomatico maresciallo dei Carabinieri, che da lì a poco avrebbe raggiunto l’abitazione, come cauzione per evitare l’arresto del figlio. L’anziana signora ha così consegnato diversi monili in oro e denaro contante per un valore di circa 5 mila euro. L’uomo è stato posto agli arresti domiciliari.

In aula gli avvocati difensori dei sette imputati, tra consiglieri comunali e imprenditori accusati di truffa aggravata Di Alessandra Martellotti Al tribunale di Taranto, la prima delle tre giornate di arringhe nel processo su Rimborsopoli, l’inchiesta per truffa aggravata al Comune che vede coinvolti sette imputati tra politici e imprenditori. A giudizio l’ex presidente del consiglio comunale, oggi consigliere d’opposizione, Piero Bitetti; la consigliera Carmen Casula e gli ex consiglieri Floriana De Gennaro ed Emidio Albani. Gli altri, sono i tre imprenditori coi quali i rappresentanti politici si sarebbero accordati per maggiorare i rimborsi che il Comune eroga a compenso delle giornate di assenza sul lavoro per impegni istituzionali. Chiedono l’assoluzione per i loro assistiti gli avvocati intervenuti nella prima giornata. Gli altri esporranno il loro quadro difensivo il 27 gennaio e il 10 febbraio. Poi, salvo repliche del pm, si andrà verso la sentenza. Complessivamente erano stati chiesti 16 anni di reclusione.

La donna ha perso 6mila euro e si è resa conto di essere stata raggirata solo quando è arrivata negli uffici e non c’era nessun poliziotto ad aspettarla Hanno raggirato una donna svuotandole il conto corrente con una truffa telefonica purtroppo ben congegnata. Con un sms l’hanno avvisata che dal suo conto era partito un bonifico di 10mila euro, invitandola a contattare il servizio clienti nel caso in cui non lo avesse disposto lei. Il primo truffatore le ha detto che non poteva bloccare il bonifico ma poteva mettere al sicuro quanto le rimaneva sul conto trasferendolo su quello di un’altra filiale bancaria. Le ha sarebbe stata contattata dalla polizia e la donna ha effettivamente ricevuto una telefonata da un numero della Questura, perché ne ha verificato l’esistenza. Il finto poliziotto le ha dato un appuntamento. La donna si è recata negli uffici e ha scoperto che non c’era alcun agente ad aspettarla. A quel punto quelli che c’erano hanno raccolto la sua denuncia, chissà se riuscirà mai a recuperare i suoi soldi.

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