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Gli ortodossi festeggiano San Nicola, secondo il calendario giuliano. In Basilica, il numero due del Patriarcato di Mosca, ha celebrato la Divina Liturgia, alla presenza di molti fedeli, che stanno affollando gli alberghi baresi. E’ il Metropolita Antonij, numero due del Patriarcato, e presidente del Dipartimento per le relazioni estere, a concelebrare in Basilica, la Divina liturgia della festa di San Nicola d’Estate, che secondo il calendario giuliano seguito dagli ortodossi, si festeggia dal 21 al 23 maggio. Ad accoglierlo, il priore della Basilica padre Giovanni Distante, che ha assistito alla celebrazione che segue il rito bizantino, sempre accompagnato dai canti, a Bari eseguiti dal coro del Complesso ecclesiastico ortodosso della Chiesa Russa. Intervista a Rocky Malatesta Direttore CESVIR

Il rito nella Basilica gremita di fedeli e pellegrini. Si è rinnovato il miracolo della Sacra Manna di San Nicola, il momento spiritualmente più sentito della tre giorni di sagra dedicata al Santo Patrono. È il priore della Basilica, padre Giovanni Distante, a chinarsi sulla tomba del Santo per aspirare attraverso una speciale cannula il liquido purissimo, la Manna che si è formato durante l’anno e che trasuda ininterrottamente dalle ossa di San Nicola dal 1087, quando furono trafugate le sue reliquie da Myra. Qui il miracolo di San Nicola che si rinnova

Nonostante il mancato imbarco e sbarco della statua a causa del maltempo, migliaia di fedeli hanno affollato le strade per la tradizionale processione e l’accensione delle luminarie . L’8 maggio è un giorno speciale per i baresi. È il cuore pulsante della sagra, rimarca il profondo e secolare legame della città con il mare che unisce i popoli nel nome di San Nicola. Lo sbarco non c’è stato causa maltempo ma questo non ha impedito di vivere la festa nella preghiera e con la tradizionale processione della statua per alcune vie del centro cittadino fino a raggiungere piazza del Ferrarese. Sul molo San Nicola la celebrazione eucaristica presieduta da Mons. Bruno Varriano, vescovo ausiliare del Patriarcato Latino di Gerusalemme e primo vescovo dopo 400 anni di assenza di Cipro, gemellata con Bari nel nome di San Nicola, una terra ancora divisa in due e occupata da moschee. A dicembre prossimo l’arcivescovo di bari Bitonto a Cipro celebrerà per la prima volta la solennità di san Nicola in un ponte spirituale tra bari e la terra cipriota. È partita poi la processione con le autorità religiose e civili, tra ali di folla che finalmente ha riposto gli ombrelli per vivere il passaggio della statua scandito dalle note della banda e momenti di preghiera e ha messo mano ai cellulari per custodire un’immagine del Santo. L’arrivo in piazza del Ferrarese è stato salutato dall’accensione delle luminarie e da un fragoroso applauso che ha accompagnato la Statua fino all’altare dove rimarrà esposta alla devozione dei fedeli. È un momento in cui fede, arte e tradizione popolare si fondono in una serata conclusa con la benedizione dei fedeli e l’esortazione, potente, di Mons. Satriano: “Dobbiamo avere quella fede, quella perseveranza, forza, coraggio e audacia che con semplicità oggi molti fedeli hanno testato sfidando il vento, la pioggia, il freddo. Abbiate il coraggio di vivere una vita audace, bella, luminosa. Bari aver paura, Bari non temere, Bari continua a camminare nella gioia, nella forza e nella bellezza di ciò che sei“.

In diretta su Telenorba il Corteo di San Nicola da Bari. La Caravella è partita dal Castello Svevo di Bari intorno alle 20.45, poco più tardi rispetto all’orario stabilito. Tantissima la gente assiepata dietro le transenne, provengono da ogni parte della Puglia ma anche da altre regione, dalla Campania in particolare. Il direttore artistico e regista del corteo, Gianni Ciardo, ha voluto salutare tutti con un messaggio semplice, diretto ed efficace: “San Nicola è nostro. Se non fosse stato nostro, lo avremmo rubato. Niente di grave, lui ci avrebbe perdonato, anche perché sarebbe stato un furto d’amore e quando c’è amore tutto è perdonato”. Tra i figuranti anche il vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, che interpreta un nobile della città. Per lui una tradizione che si rinnova da oltre 10 anni e a cui, ha detto, non può assolutamente rinunciare. Potete seguire il Corteo in diretta su Telenorba

È partito come da tradizione da Baia San Giorgio il quadro di San Nicola protagonista del corteo storico che ogni 7 maggio rievoca l’arrivo a Bari delle reliquie del Santo Patrono, giunte da Myra nel 1087 grazie all’impresa di 62 marinai .

. La città di Maglie si appresta a vivere uno dei momenti più attesi dell’anno con lecelebrazioni inonore del Patrono San Nicola, previste dal 7 al 10 maggio. Il ricco calendario di appuntamentitrasformerà il centro urbano in un palcoscenico a cielo aperto, dove la profonda devozione religiosasi intreccia armoniosamente con lo spettacolo e la valorizzazione del territorio.Il cammino spirituale, fatto di celebrazioni eucaristiche e preghiere di meditazione, entrerà nel vivovenerdì 8 maggio con la solenne processione della vigilia. In questo rito antico, i simulacri delpatrono San Nicola e dei compatroni Sant’Oronzo e la Madonna delle Grazie sfileranno insieme trale vie del centro, rinnovando il legame profondo tra la comunità e i suoi protettori.In Piazza Aldo Moro, il genio della ditta De Cagna ha dato vita a una colossale scultura di luminarietridimensionale che avvolge il monumento a Francesca Capece. Quest’opera d’avanguardiaridefinisce lo spazio urbano, trasformando il cuore di Maglie in un’esperienza sensoriale dove laluce si fa materia attraverso spettacolari accensioni musicali previste ogni sera.L’intrattenimento civile si arricchirà giovedì 7 con il cabaret de “I Malfattori”, mentre le giornatesuccessive saranno dedicate alla tradizione bandistica con i complessi di Racale e Rutigliano.Venerdì 8 maggio il cielo accoglierà i palloni aerostatici della ditta Pulli, tra cui una specialelanterna decorata dai bambini dell’Istituto Comprensivo “Principe di Piemonte”, un momentofondamentale per educare i più piccoli alla salvaguardia delle tradizioni popolari, trasformando ilfolklore in un’esperienza viva, tattile ed emozionante. Le celebrazioni prevedono per sabato 9 i tradizionali fuochi d’artificio, con la diana pirotecnica lamattina e lo spettacolo finale di due batterie nella notte. Domenica mattina, 10 maggio, raduno diauto e moto d’epoca con tema sociale, per sensibilizzare contro la violenza di genere. In seratal’energia dello “Stayin’ Alive Dance Party”, un viaggio musicale attraverso i successi dance di ieri edi oggi.Per tutti e quattro i giorni i visitatori potranno godere dei sapori di “Cibo in Festa”, l’area dedicataallo street food in Piazza Madonna delle Grazie, della creatività del mercatino “Artigianato inFesta” in via Roma e del grande Luna Park.La Festa di San Nicola 2026 si conferma un evento poliedrico, ormai molto atteso nel panoramadelle feste del sud Italia, capace di coinvolgere ogni generazione, celebrando l’identità magliese trafede, innovazione e tradizione.

Bari si prepara alla grande festa in onore di San Nicola partendo dai municipi, dove la tradizione diventa partecipazione e racconto vivo. Prima del grande corteo del 7 maggio San Nicola attraversa la città di Bari quartiere per quartiere. E’ il corteo dei municipi, un prologo carico di significato che porta la festa dentro la vita quotidiana dei baresi. Dal 2 al 6 maggio, ogni municipio diventa palcoscenico. Tra chiese e piazze dove sfilano sbandieratori, timpanisti, marinai e attori: figure senza tempo che non si limitano a rappresentare, ma ricreano l’emozione della traslazione delle reliquie del santo di Myra. Intervista a Alessandra lopez (presidente municipio carrassi-carbonara)

Si è concluso il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica svolto questa mattina: “Chiamare immediatamente il 112 nel momento in cui si individuano situazioni che destano preoccupazioni”. “Abbiamo deciso le misure di controllo ordinarie per San Nicola, con un’attenzione particolare quest’anno considerate anche le preoccupazioni che emergono dalla cittadinanza. Prepariamo i controlli per San Nicola da tanto tempo, li stiamo calibrando sulla situazione di quest’anno. Ci saranno rinforzi adeguati“. A dirlo è il il prefetto di Bari, Francesco Russo, al termine del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica svolto questa mattina in Prefettura a Bari.“Prevediamo una presenza importante nella zona del porto” e, in generale “un buono schieramento di forze che riteniamo idoneo ad affrontare la situazione, ci sarà una cospicua presenza di personale sia in divisa che borghese”, ha aggiunto il prefetto, invitando la cittadinanza a “partecipare a San Nicola” e a vivere la festa “con attenzione”. L’invito è di “chiamare immediatamente il 112 nel momento in cui si individuano situazioni che destano preoccupazioni”. “La risposta dello Stato c’è e si avverte, la finalità è far trascorrere San Nicola come una vera festa, come è sempre stato per tutti i baresi”, ha aggiunto il sindaco di Bari, Vito Leccese. “Nessuno ha voglia di tornare alla Bari degli anni Novanta, nessuno ha voglia di tornare indietro ma dobbiamo guardare con speranza al futuro”.

Nei prossimi giorni il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi verrà in Puglia per incontrare procuratori e prefetti. Prevista in mattinata una nuova riunione del comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocato in Prefettura in vista della festa di San Nicola. All’ordine del giorno il piano sicurezza messo a punto ad hoc dalle forze dell’ordine, in massima allerta dopo l’omicidio del cameriere 62enne Angelo Pizzi, ucciso a colpi d’arma da fuoco giovedì sera nel ristorante “Spaghetteria n.1” di Bisceglie. La festa ormai è alle porte e c’è chi è in apprensione per cosa potrebbe accadere. Nello scorso week end in centro a Bari tutti hanno potuto notare una massiccia presenza di forze dell’ordine. Sabato sera, poi, il ritrovamento di una pistola calibro 22 a Bari Vecchia all’interno di un’impalcatura. Non è escluso che durante la riunione si possa fare il punto sugli ultimi episodi criminali: un altro incontro fra gli inquirenti si è svolto sabato scorso nel massimo riserbo. Nei prossimi giorni il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi verrà in Puglia per incontrare procuratori e prefetti. Magistratura e forze dell’ordine lavorano senza sosta per analizzare e definire gli scenari criminali delineati dopo l’omicidio del 42enne di Carbonara Filippo Scavo, ritenuto vicino al clan Strisciuglio, ucciso il 19 aprile scorso nella discoteca Divine Club di Bisceglie. Con ogni probabilità le indagini sulla morte di Scavo incrociano quelle dell’omicidio Pizzi, inserendosi nell’eterna faida fra Strisciuglio e Capriati. Il 62enne, però, con la criminalità non aveva nulla a che fare: si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Al vaglio degli inquirenti c è la possibilità che potesse essere il titolare del locale, Vito Amoruso – il quale non ha riportato condanne penali ma è noto alle forze dell’ordine per vicende datate e di poco conto – il vero bersaglio dei killer. Bisognerà attendere l’autopsia, che sarà effettuata dal medico legale Maricla Marrone, per sapere quanti dei 15 colpi esplosi abbiano raggiunto la vittima.

I festeggiamenti partiranno da Baia San Giorgio, con l’imbarco della Sacra icona Nicolaiana, che approderà al Molo San Nicola, da dove sarà scortata verso il Castello Svevo . Lo stretto e antico rapporto tra Bari e il suo Santo Patrono, nato con l’arrivo delle reliquie nel 1087, e festeggiato già allora, spontaneamente dalla città, è il significato della festa di San Nicola di maggio, che rievoca la traslazione. E il corteo storico di quest’anno, riporta al centro proprio la Caravella, non solo una nave, ma immagine potente di un ponte tra passato e futuro, che richiama la storia e guarda avanti. Qui le interviste a Gianni Ciardo direttore artistico Corteo storico di San Nicola e Vito Leccese, sindaco di Bari

Sarà la motopesca Giovanni Paolo II dell’armatore Stefano Palmieri di Bari . Nessun sorteggio. Non era mai accaduto. La crisi morde e colpisce anche gli armatori. Un solo candidato, Stefano Palmieri, di Bari, che con la sua motopesca Giovanni Paolo II avrà l’onore di portare la statua di San Nicola l’8 maggio. Per la famiglia, presente la sorella Alida e papà Giuseppe, è la prima volta Qui il servizio

Un racconto di luce, capace di accompagnare uno dei momenti più importanti per la comunità barese. Un’installazione luminose allestita in piazza del Ferrarese in occasione delle celebrazioni dedicate a san Nicola. Paulicelli Srl Società Benefit rinnova il proprio legame con la tradizione con “Teatro San Nicola”. Si tratta non solo di un allestimento scenografico, ma un racconto di luce, capace di accompagnare uno dei momenti più importanti per la comunità barese. Le luminarie così diventano parte integrante di un patrimonio culturale condiviso, capace di unire generazioni e trasformare lo spazio urbano in un luogo di incontro. Nella struttura la luce diventa elemento centrale, capace di costruire atmosfera, valorizzare lo spazio e accompagnare i momenti della festa.

Riunisce delegati cattolici, ortodossi, evangelici, anglicani e protestanti per promuovere ecumenismo. Si terrà a Bari il 23 e 24 gennaio 2026 il 1° Simposio delle Chiese Cristiane in Italia, un evento che segna un momento storico per il dialogo tra le diverse confessioni cristiane presenti nel Paese. Dopo tre anni di incontri del Tavolo istituito presso la Segreteria Generale della CEI, circa 100 delegati provenienti da tutta Italia si ritroveranno per individuare i percorsi ecumenici da seguire nel prossimo biennio, sia all’interno delle proprie comunità sia nelle relazioni reciproche sui territori, a servizio del bene comune e della coesione sociale. In un clima di fraternità cristiana, i responsabili e i delegati delle Chiese cattolica, anglicana, evangeliche, ortodosse e protestanti rifletteranno sulla cosiddetta “Via italiana del dialogo”, confrontandosi sull’ecumenismo come grammatica di pace, come dono per lo spazio pubblico, come cura della spiritualità e come sapienza delle differenze. “Il nostro tempo, segnato da conflittualità e violenza, chiede ai cristiani un rinnovato impegno per promuovere una cultura di pace. Si tratta di una responsabilità a cui non possiamo sottrarci: vogliamo dare un contributo significativo, non mettendo da parte la nostra identità, ma sviluppandone ogni possibile declinazione. Le differenze non sono un ostacolo, ma un patrimonio da valorizzare per il bene delle Chiese e di una società che ha bisogno di comunione e riconciliazione”, sottolinea monsignor Derio Olivero, vescovo di Pinerolo e Presidente della Commissione Episcopale per l’ecumenismo e il dialogo. “L’incontro di Bari rappresenta un nuovo passo nel cammino ecumenico che abbiamo intrapreso da tre anni, perché questo primo Simposio delle Chiese Cristiane in Italia vedrà la partecipazione di delegati delle varie Chiese, e non dei soli esponenti ufficiali. Si costituirà così una vera e propria assemblea ecumenica nazionale. Come protestanti, ci sentiamo a casa in un ecumenismo che mette al centro la dimensione assembleare, per individuare e percorrere la ‘via italiana al dialogo’, partendo dalle nostre realtà e storie diverse. L’obiettivo è diventare insieme ‘i cristiani che ancora non siamo’”, afferma il professor Daniele Garrone, Presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI). “Il Simposio di Bari rappresenta un’importante occasione di incontro e di riflessione comune, nella fedeltà alla Tradizione della Chiesa e nello spirito di responsabilità verso la vita e il futuro della Penisola italiana”, osserva Dionisio Papavasileiou, vescovo di Kotyeon, aggiungendo che la partecipazione ortodossa al Simposio nasce dal desiderio di testimoniare, nel rispetto delle identità ecclesiali, la fede comune in Cristo Signore, e di promuovere una collaborazione pacifica a servizio del bene comune della società italiana. “In un tempo segnato da sfide sociali, culturali e spirituali, la Chiesa Ortodossa intende contribuire alla coesione sociale, al dialogo responsabile e alla promozione della dignità della persona umana”, conclude il vescovo. L’appuntamento di Bari prevede diverse sessioni aperte a tutti, coinvolgendo le comunità locali e chiunque sia interessato ai temi del dialogo ecumenico. Il 23 gennaio, alle 18, nella Chiesa Maria Assunta e San Sabino, si terranno i saluti istituzionali e l’introduzione, mentre alle 21, nella Basilica di San Nicola, è previsto un concerto-meditazione a cura della Fondazione “Frammenti di luce”. Il 24 gennaio, dalle 8:15 alle 8:45, ogni confessione proporrà la preghiera secondo la propria tradizione in luoghi significativi della città, tra cui il Centro pastorale ortodosso romeno Santissima Trinità, la Chiesa Cristiana Evangelica Battista e la parrocchia San Ferdinando. Alle 17, nella Cattedrale di Bari, si terrà la conclusione del Simposio, seguita alle 18:30, nella Basilica di San Nicola, dalla Celebrazione ecumenica nazionale della Parola. Il 1° Simposio delle Chiese Cristiane in Italia a Bari rappresenta quindi un momento unico per promuovere ecumenismo, dialogo interconfessionale, cultura di pace e coesione sociale, valorizzando le differenze come patrimonio comune e rafforzando la presenza delle Chiese cristiane nella società italiana.

Dalle reliquie di Bari a Santa Claus: come nasce il mito moderno. Donare — gesti, cose, idee, perfino pensieri — è il centro dell’attività di molti personaggi passati alla storia. Uno di questi è San Nicola.Una figura affascinante: straniero per nascita e cultura, “importato” a Bari in modo rocambolesco, eppure radicato nel cuore della città come un antenato che tutti credono di conoscere. La cultura del dono di San Nicola è straordinariamente emblematica perché ci riporta all’essenziale: la salvezza. Gli episodi più popolari riferiti ai miracoli di San Nicola sono principalmente due. In uno, un oste disperato e malvagio, senza carne da servire nel suo ristorante, uccide tre fanciulli e li nasconde in un tino. Nicola entra nella taverna, chiede da mangiare e, di fronte al terrore dell’uomo, fa aprire il tino: i bambini sono vivi. L’altro non è proprio un “miracolo” ma più un atto caritatevole. È la storia di un mercante caduto in disgrazia, al punto da non poter permettersi di comprare una dote per le sue tre figlie, costrette così alla prostituzione. Nicola questo lo sa e una notte lascia cadere un sacco di monete d’oro attraverso la finestra della casa. La stessa operazione si ripete per tre notti, salvando così le tre donne da un destino indesiderato. Qualcuno sostiene che le monete d’oro siano state fatte cadere dal camino. Da qui prende forma un’immagine: un uomo barbuto che dona in silenzio, amico dei bambini, che fa passare i regali dal camino. La radice di un mito. E come spesso accade, le storie viaggiano meglio delle persone. Dal porto di Bari partono reliquie, merci e leggende. I nomi cambiano come le lingue dei marinai: San Nicola, San Nicholaus, Sinterklaas, Santa Claus. Ma è tra il 1800 e il 1900, a New York, che si forma il vero sincretismo culturale.Tutti questi nomi, misti a leggende, fantasie e storie vere, si fondono al santo — già piuttosto particolare perché univa diversi credi religiosi — dando vita a una figura di benefattore, folletto e porta-doni, tipica dei racconti Made in USA. Ne nasce un essere corpulento, con la pancia prominente, che impersonifica la società dell’opulenza e quindi del benessere. Porta regali a tutti, non più solo ai bambini. Muove l’economia. La società dei consumi mette sotto contratto Babbo Natale come suo testimonial. La sua identità è ancora incerta, anche il suo look usa il verde, l’oro, il bianco e una presenza di rosso. Ma quindi come diventa rosso e bianco? Un omaggio a Bari? Per niente: è un omaggio alla Coca-Cola, che utilizza questa figura emergente nell’immaginario collettivo per avvicinare i bambini al consumo della bevanda. Lo veste dei colori del marchio, lo porta in televisione, gli costruisce un set nei centri commerciali per le foto. Così Santa Claus — “Santa” per gli amici — vende felicità e bibite zuccherate. Oggi — ovunque nel mondo — celebriamo con entusiasmo un personaggio pubblicitario: come se festeggiassimo il compleanno di Mastro Lindo o chiedessimo all’Uomo del Monte di benedirci le nozze. Eppure, da qualche parte, la storia antica di San Nicola resta viva, anche se non fotografata.Nel gesto autentico di chi dona senza testimoni, nel silenzio di chi aiuta senza selfie, nella mano che lascia qualcosa e sparisce. Forse lì — in quel piccolo movimento invisibile — c’è ancora un frammento della magia originaria, quella di un uomo nascosto nel camino che non si vede, ma continua a condizionare il nostro senso di cura.

Da ieri, i fedeli ortodossi, stanno celebrando il “loro” San Nicola, che secondo il calendario giuliano, cade oggi il 19 dicembre. Intervista a: Rocky Malatesta – Cesvir

Richiamo contro tutte le guerre del coro dell’istituto comprensivo Umberto I-San Nicola. Un messaggio di pace in musica lanciato dagli alunni di tre istituti scolastici di Bari vecchia. E’ l’evento live contro tutte le guerre del coro dell’istituto comprensivo Umberto I-San Nicola che si è esibito nella Basilica San Nicola sotto la direzione del prof. Anacleto Tamborrini.Ad esibirsi gli studenti delle quinte classi delle scuole primarie Corridoni e Piccinni e della scuola secondaria di primo grado San Nicola.Il concerto di Natale ha voluto veicolare un messaggio di pace e solidarietà con tutti i popoli del mondo martoriati dai conflitti, ma anche trasmettere il senso di appartenenza ad un territorio della città di Bari, il borgo antico.

Una tradizione che affonda le radici nel passato e adesso si rinnova. A Terlizzi si è rinnovata la tradizione di San Nicola che si cala dalla torre dell’orologio e porta doni ai bambini.

Preghiere, fiaccole e cioccolata calda: il rito del 6 dicembre. Nella Basilica di San Nicola si celebra la prima messa, sul sagrato, già dalle 4 del mattino, ci sono migliaia di persone. È il giorno più lungo per la Città Vecchia di Bari che vive, nel segno della devozione al santo patrono, uno dei momenti più attesi dell’anno. A Bari, la festa di san Nicola del 6 dicembre, data in cui la chiesa celebra, nella ricorrenza della sua morte, la solennità liturgica del vescovo di Myra, (da non confondere con la sagra di maggio) apre tradizionalmente le feste natalizie. Tra fede e folklore, il rito si è ripetuto anche quest’anno. All’alba, mentre già per i vicoli del borgo antico echeggiava la musica degli zampognari, in tanti già affollavano la Basilica per la prima messa delle 5 celebrata dal rettore, padre Giovanni Distante. Sempre da copione molti fedeli hanno reso omaggio al santo recitando una preghiera nella Cripta, in cui riposano le sue reliquie, portate a Bari dai valorosi marinai della mirabile impresa del 1087. Intorno alle 6 in piazza San Nicola, l’arrivo dei podisti che  animano la “fiaccolata nicolaiana” e l’appuntamento immancabile con la cioccolata calda offerta ai visitatori nei vicoli della Città Vecchia. Celebrazioni ed eventi continueranno nel pomeriggio fino a sera. Alle 18 è in programma la solenne celebrazione sarà presieduta quest’anno da da monsignor Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario Cei insieme a Monsignor Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Bari-Bitonto.   Seguirà  la processione con la statua del Santo per le vie della Città Vecchia. Questa sera alle 20 l’accensione dell’grande albero di Natale in piazza del Ferrarese, simbolo luminoso di unità, armonia e speranza, affidata al sindaco di Bari, Vito Leccese e dal presidente di Amgas Srl, Vanni Marzulli. Alle 20.30 al Molo Sant’Antonio in programma lo spettacolo pirotecnico.

Un momento particolarmente atteso dai fedeli che hanno affollato la Basilica. È iniziata con le parole di don Carmine De Palma, proclamato beato lo scorso 15 novembre, la preghiera di padre Distante in occasione dell’esposizione della statua di San Nicola. Un momento particolarmente atteso dai fedeli ma in genere da tanti cittadini di Bari, che hanno affollato la Basilica. La statua è stata portata in spalla fino all’arco, accompagnata dai timpanisti e gli sbandieratori dell’associazione “Militia Sancti Nicolai”, con la partecipazione dei Marinai della Traslazione.A seguire il momento più atteso, con l’accensione delle luminarie e dell’albero di Natale della fondazione Animus, organizzata in collaborazione con il Municipio I.  

Giovannangelo de Gennaro verserà simbolicamente la manna di Agios Nikolaos nella tomba della chiesa di Demre proprio l’8 maggio, giorno in cui si narra le reliquie del Santo arrivarono a Bari. Nel corso della mia lunga esperienza di cammino c’è una riflessione che ha accompagnato i miei passi, forse alimentata dall’inconscio in movimento: mettere le cose al loro posto. Mentre si cammina lo sguardo va oltre ciò che si riesce a cogliere in velocità. La lentezza restituisce, infatti, la giusta collocazione alle cose. Da questo atto di osservare e (ri)collocare nasce il mio nuovo progetto di cammino: un viaggio sulla Via della Licia in Turchia per riposizionare ciò che manca, dentro e fuori il viandante, per versare simbolicamente la manna di San Nicola sulla sua tomba a Demre, l’antica Myra. Il cammino che affronterò sarà legato alla figura di San Nicola: “Io, nato a Molfetta proprio il 6 dicembre (giorno in cui San Nicola mori a Myra) e per questo legato profondamente al Santo, ritornerò nel luogo da cui, secondo la tradizione, le ossa furono traslate. Porterò con me la manna che scaturisce dal corpo del Santo per versarla sulla sua tomba d’origine, nella chiesa di San Nicola di Demre, “restituendo” ciò che da lì “parti” secoli fa. Un gesto di riconoscenza e compimento, che unisce la mia nascita al mistero della sua partenza, il mio presente al suo eterno ritorno. Il viaggio inizierà a marzo e seguirà, nella prima parte, le antiche rotte dei marinai molfettesi che, fino ai primi anni ’40, salpavano da Molfetta verso Alessandria d’Egitto, toccando i porti di Corfù, Lefkada, Cefalonia, fino a Patrasso. “Da lì, via terra, raggiungerò il Pireo per imbarcarmi nuovamente verso le isole del Dodecaneso, attraversando Rodi. Giungerò infine in Turchia, a Fethiye, dove inizierò il cammino sulla Via della Licia, da Olüdeniz ad Antalya, passando attraverso i luoghi del Santo taumaturgo, tra cui la sua città natia Pàtara. Chiederò ospitalità pellegrina agli abitanti lungo il cammino. In quei luoghi l’accoglienza è considerata sacra e il pellegrinaggio un atto di devozione a prescindere dal proprio credo. Verserà simbolicamente la manna di Agios Nikolaos nella tomba della chiesa di Demre proprio l’8 maggio, giorno in cui si narra le reliquie del Santo arrivarono a Bari e nello stesso momento in cui ogni anno i pellegrini da ogni parte del sud Italia giungono in Basilica per i festeggiamenti a lui dedicati. Nonostante le circa duemila miglia di distanza, quel momento rappresenterà un frammento di unione tra la solitudine intima del cammino e la goliardia della festa a Bari. Infine, questo cammino sarà il prologo del prossimo lavoro discografico dove troveranno posto i suoni e silenzi raccolti lungo la Via. Musica e cammino sono sempre stati complementari nella mia esperienza e in questa nello specifico cercherò, passo dopo passo, di tessere una nuova melodia, riportando ogni nota in una più giusta collocazione dentro di me.

Bari, corteo dei municipi San Nicola

Bari si prepara alla grande festa in onore di San Nicola partendo dai municipi, dove la tradizione diventa partecipazione e racconto vivo Prima del grande

Bari, San Nicola degli ortodossi

Fede Da ieri, i fedeli ortodossi, stanno celebrando il “loro” San Nicola, che secondo il calendario giuliano, cade oggi il 19 dicembre Intervista a: Rocky Malatesta

San Nicola accende il Natale di Bari

L’EVENTO Preghiere, fiaccole e cioccolata calda: il rito del 6 dicembre Nella Basilica di San Nicola si celebra la prima messa, sul sagrato, già dalle

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