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Intanto la Procura ha aperto un fascicolo. Le chat potrebbero rivelare dettagli sulle ultime ore di vita della 18enne. Un nome di origine ebraica, che parla di ascolto, Samuela. “Quell’ascolto che non deve mai mancare nelle relazioni e che deve farsi atteggiamento di accoglienza e di aiuto al prossimo”. Così il sacerdote nella preghiera, dopo la messa, celebrata a 8 giorni dai funerali di Samuela, la 18enne di Avetrana che si è tolta la vita l’11 maggio scorso. Nella chiesa madre i genitori e gli altri familiari, i compagni di scuola, il sindaco. Avetrana cerca conforto nell’unione e in Dio, mentre sui cuori feriti brucia sempre più l’ipotesi del suicidio per body shaming. Il sospetto è nato dai commenti a una pagina social. La famiglia si è affidata all’avvocato Cosimo Micera. La Procura ha aperto un fascicolo. I carabinieri hanno sequestrato il cellulare. Il pm Francesco Sansobrino potrebbe incaricare un esperto di informatica forense per analizzare le chat. Potrebbero rivelare dettagli sulle ultime ore di vita della giovane. Forse insulti, vessazioni, bullismo, prese in giro per l’aspetto fisico. Nulla di tutto questo, nella lettera lasciata ai genitori dall’unica figlia, prossima alla maturità classica. Resta appena la forza di un appello: chi sa aiuti a scoprire la causa di tanto, ingiusto, dolore.

Secondo la procura, avrebbe accettato la promessa di sostegno elettorale da parte di soggetti ritenuti vicini al clan Diomede e Parisi. Nuove accuse per il sindaco di Modugno Nicola Bonasia, indagato dalla procura di Bari per voto di scambio politico mafioso.Nel provvedimento di conclusione delle indagini preliminari, firmato dal pm della Dda Fabio Buquicchio con il visto del procuratore capo Roberto Rossi, viene formalmente contestato un nuovo episodio di corruzione elettorale, in concorso con tre imprenditori parenti fra loro: il primo cittadino e l’ex assessore ai Lavori Pubblici Antonio Lopez – arrestato a novembre scorso e ora ai domiciliari – avrebbero – secondo l’accusa – promesso posti di lavoro o l’assegnazione di lavori comunali in cambio di appoggio elettorale in occasione delle elezioni amministrative del settembre 2021 e del successivo turno di ballottaggio di ottobre. Bonasia risponde di tre episodi di voto di scambio politico mafioso: sempre secondo la procura, avrebbe accettato la promessa di sostegno elettorale da parte di soggetti ritenuti vicini al clan Diomede e Parisi.In tutto, l’inchiesta coinvolge a vario titolo 14 persone.In seguito all’arresto dell’assessore Lopez – che in un lungo interrogatorio fece parziali ammissioni – la Prefettura inviò la commissione d’accesso per verificare la presenza di eventuali infiltrazioni mafiose all’interno dell’amministrazione. Nessuno scioglimento – ha deciso il Viminale – ma la nuova amministrazione che salirà in carica dopo le elezioni del prossimo 24 e 25 maggio dovrà lavorare sotto lo stretto monitoraggio della Prefettura.

. La procura di Lecce ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex assessore regionale allo Sviluppo Economico ed ex vicesindaco di Lecce Alessandro Delli Noci ed altri 26 imputati – oltre a tre società – accusati a vario titolo e in diversa misura di associazione a delinquere, corruzione, e truffa e reati fiscali. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 10 luglio.L’indagine, che riguarda il periodo compreso tra il 2018 e il 2021, ruota attorno a presunti favori elargiti nei confronti di alcuni imprenditori (per possibili investimenti in ambito turistico-ricettivo) in cambio di sostegno elettorale.La procura di Lecce nel giugno scorso chiese gli arresti domiciliari per Delli Noci, salvo poi revocare la richiesta dopo le dimissioni dello stesso.

Il gip respinge per la terza volta l’archiviazione e dispone nuovi accertamenti. La trentenne precipitò dal balcone. Il Gip del Tribunale di Potenza ha disposto nuove indagini sul caso di Dora Lagreca, la trentenne di Montesano sulla Marcellana morta il 9 ottobre 2021 nel capoluogo lucano, dopo essere caduta dal quarto piano di una palazzina nel rione Parco Aurore. Il giudice per le indagini preliminari ha così accolto la richiesta degli avvocati della famiglia Lagreca, che si erano opposti all’archiviazione del caso. La Procura di Potenza, che procede per istigazione al suicidio nei confronti di Antonio Capasso, fidanzato della giovane, aveva infatti avanzato per la terza volta la richiesta di archiviazione. Anche questa volta, però, il Gip ha respinto l’istanza, disponendo ulteriori accertamenti investigativi. Secondo il giudice, è necessario approfondire ancora la vicenda prima di poter arrivare a una eventuale chiusura definitiva del procedimento.

Sono imputati per tentato omicidio e lesioni. Rischiano 4 anni e 8 mesi di reclusione. La Procura di Bari ha chiesto due condanne a 4 anni e 8 mesi di reclusione per la violenta aggressione avvenuta a Santeramo in Colle il 14 maggio scorso, quando tre uomini avrebbero brutalmente picchiato una persona, tentando anche di darle fuoco, a causa di alcuni messaggi su Instagram inviati alla ex fidanzata di uno di loro. Gli imputati, arrestati alcune settimane dopo l’episodio e tuttora detenuti, sono accusati di tentato omicidio e lesioni personali aggravate. Le richieste di condanna, avanzate nel processo con rito abbreviato, riguardano Francesco Sgaramella (47 anni) e Leonardo Fraccalvieri (38 anni), con esclusione dell’aggravante della premeditazione. La sentenza è prevista per il 20 gennaio 2026. Il terzo imputato, Francesco Molinari (35 anni), è a processo con rito ordinario. Secondo le indagini dei carabinieri, quel giorno Molinari e la vittima – che si conoscevano da circa sei mesi – si sarebbero dati appuntamento per un caffè. Molinari si sarebbe presentato a casa dell’uomo insieme agli altri due, aggredendolo con calci e pugni fino a tentare di darlo alle fiamme. Gli aggressori avrebbero bloccato la vittima a terra, cospargendone il corpo di benzina e utilizzando un accendino, ma il tentativo non è riuscito perché l’uomo è riuscito a liberarsi e a scappare.

Contestata ipotesi di omicidio colposo a un medico. La Procura di Bari ha aperto un fascicolo per omicidio colposo sulla morte di una 39enne barese, deceduta nel pronto soccorso del Policlinico di Bari la sera del 7 dicembre. La paziente, affetta da sindrome di Turner, era arrivata in ospedale in ambulanza nel primo pomeriggio a causa di dolori al torace ed è morta dopo circa sette ore per cause che toccherà alla magistratura accertare, forse legate a un problema cardiaco non diagnosticato. La pubblico ministero Luisiana Di Vittorio ha iscritto nel registro degli indagati la dottoressa del pronto soccorso che avrebbe preso in carico la paziente nelle prime ore e ha acquisito la documentazione clinica. Ieri è stata eseguita l’autopsia dal medico legale Liliana Innamorato e dal cardiochirurgo Massimo Villani. Anche la famiglia, assistita dall’avvocato Felice Petruzzella, e l’indagata, difesa da Pino Giulitto, hanno incaricato propri consulenti. La paziente aveva iniziato ad avvertire il dolore toracico intorno alle 14.30 mentre era a casa. La sorella ha chiamato il 118 che, dopo aver rilevato anomalie all’elettrocardiogramma, ha portato la donna al pronto soccorso del Policlinico, dove è arrivata intorno alle 15.40. Qui sarebbe stata sottoposta ai primi accertamenti clinici, oltre ad una flebo per alleviare il dolore. Nelle ore successive, in attesa dell’esito di tutti gli esami, avrebbe iniziato a vomitare, continuando a lamentare dolore toracico e bruciore al petto. Intorno alle 20 avrebbe avuto un nuovo malore, reclinando improvvisamente il capo indietro e non rispondendo più agli stimoli. Da quel momento, trasferita in sala rossa, i familiari riferiscono di non aver avuto più notizie fino alle 22, quando i medici rianimatori ne hanno comunicato il decesso.

Tre persone sono state denunciate a piede libero per ricettazione Sei autocarri, di cui quattro furgoni rubati nei mesi scorsi in provincia, sono stati trovati dalla polizia all’interno di un autoparco ed un locale adibito a deposito situati nel comune di Trinitapoli. All’interno dei veicoli sequestrati sono state trovate numerose componenti meccaniche, elettriche e in plastica di autoveicoli, alcune delle quali smontate e cannibalizzate. Nella stessa giornata gli agenti della Squadra Mobile, con la collaborazione del personale del Reparto Prevenzione Crimine Puglia Centrale e della Sezione Polizia Stradale, hanno effettuato un accesso in una delle autorimesse presenti sul territorio, trovando due autocarri contenenti pezzi rubati. Contestualmente, è stato individuato un altro locale adibito a deposito, dove erano nascosti quattro veicoli carichi di componenti di autovetture di provenienza illecita. Sono stati sequestrati circa trecento componenti tra sportelli, cofani, fanali, cruscotti con volante, paraurti, pneumatici comprensivi di cerchi in lega e motori interi appartenenti a circa venti vetture, tutte oggetto di furto. Tre persone sono state denunciate a piede libero per ricettazione. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Foggia.

L’accusa per tutti è quella di bancarotta fraudolenta Servizio di Linda Cappello

Obiettivo: creare un modello di gestione sostenibile dell’acqua Servizio di Francesco Iato

Una vicenda che preoccupa anche alla luce del fatto che la città è interdetta ai velivoli telecomandanti: cosa hanno registrato? E per conto di chi?

I legali della famiglia francese stanno valutando se opporsi alla richiesta della Pm Servizio di Antonio Procacci

Il giovane, residente nel barese, è coinvolto in un’indagine coordinata dalla Procura di Torino Un 17enne della provincia di Bari è finito sotto inchiesta con l’ipotesi di pornografia minorile. Il giovane è stato coinvolto in un’ampia indagine, condotta dalla procura di Torino su scala nazionale e poi delegata a Bari per competenza. La polizia postale è risalita all’adolescente sulla base di un nickname, a lui riconducibile, comparso in una chat del giugno 2024 in cui si condivideva materiale proibito.Gli investigatori hanno sequestrato un iPhone, due sim card e due PlayStation, al fine esaminare il contenuto dei supporti informatici. È in corso una consulenza tecnica affidata dal pubblico ministero della procura per i minorenni Raffaella De Luca.

Nel corso del processo per direttissima la Procura ha chiesto una condanna a 4 anni di carcere. La sentenza sarà emessa il 22 settembre I carabinieri di Altamura hanno arrestato un 26enne del posto, Giuseppe Incampo, trovato in possesso di 249 dosi di cocaina. La sostanza era nascosta in un armadietto, chiuso con lucchetti in ferro, all’interno di un garage di cui l’uomo aveva la disponibilità. Nella camera da letto della sua abitazione c’erano altri 4 grammi di cocaina suddivisi in 9 involucri. Nel corso della perquisizione è stato trovato anche materiale idoneo al confezionamento delle dosi, 1450 euro in contanti e due telefoni cellulari. Nel corso del processo per direttissima la Procura ha chiesto una condanna a 4 anni di carcere. La sentenza sarà emessa il 22 settembre, il 26enne intanto ha ottenuto i domiciliari.

Il tappetino, dicono i magistrati, era idoneo come antifurto Servizio di Linda Cappello

All’origine dell’intossicazione da botulino ci sarebbero i broccoli È stato sequestrato in tutta Italia un prodotto commerciale, probabilmente broccoli, che sarebbeall’origine dell’intossicazione da botulino che ha provocato una vittima, Luigi di Sarno, turista 52enne di Cercola (Napoli). L’uomo aveva mangiato un panino con salsiccia e broccoli a Diamante, in provincia di Cosenza, acquistato da un venditore ambulante. Poco dopo era ripartito verso Napoli con la famiglia. L’uomo però si è sentito male e si è fermato all’altezza di Lagonegro, nel Potentino, dove poi è deceduto. Oltre alla vittima, ci sono anche 9 persone ricoverate. La Procura di Paola sta indagando per morte come conseguenza di un altro reato e commercializzazione di alimenti nocivi. Inoltre, si stanno accertando eventuali responsabilità mediche; la vittima, infatti, si era recata in una clinica privata.

Sotto choc il conducente della Lancia Y che li ha travolti Servizio di Giovanni Di Benedetto

Si tratta di oltre 250 terminali, oltre a numerose sim bloccate, alcuni dei quali sarebbero stati addirittura rivenduti Va avanti l’inchiesta della procura di Potenza sullo scandalo nel Cral, il Circolo Ricreativo Aziendale dei dipendenti dell’Università degli Studi della Basilicata. Alcuni cellulari destinati al personale sarebbero stati acquistati dalla compagnia telefonica Wind 3 , ma il conto non sarebbe mai stato saldato. Un buco stimato in 228.000 euro: una somma, ora, finita al centro delle indagini a carico dell’ex tesoriera del Cral dopo una denuncia depositata dalla compagnia telefonica di Wind 3 e dalla stessa associazione. Si tratta di oltre 250 terminali, oltre a numerose sim bloccate, alcuni dei quali sarebbero stati addirittura rivenduti. L’ipotesi di reato va dalla truffa all’insolvenza fraudolenta e non i escludono provvedimenti nelle prossime settimane.

I fatti risalgono allo scorso mese di maggio. Predisposto dalla procura di Trani il fermo per il presunto autore della violenza È stato rintracciato e arrestato dalla polizia e trasferito nel carcere di Trani, l’uomo accusato di tentato omicidio e stalking aggravato ai danni di un suo concittadino. Si tratta di un 63enne di Canosa di Puglia, ritenuto il presunto autore di una violenta aggressione avvenuta lo scorso 26 maggio nei pressi di un supermercato. La procura di Trani ha disposto il fermo, successivamente convalidato dal Gip, per l’uomo che ha precedenti per reati contro la persona e droga. Da quanto emerso dalle indagini del commissariato di Canosa, l’aggressore avrebbe colpito ripetutamente un concittadino con un bastone al capo e al tronco, lasciandolo a terra sanguinante. L’aggressione, iniziata all’interno dell’abitazione della vittima, sarebbe proseguita in strada, dove alcuni passanti hanno allertato il 112. All’arrivo delle volanti, l’uomo si era già dileguato, ma grazie alla testimonianza della vittima, sentita in ospedale, e all’analisi delle immagini di videosorveglianza, gli agenti sono riusciti a risalire alla sua identità. Le indagini, supportate anche da intercettazioni telefoniche, hanno documentato pregresse minacce nei confronti della vittima e la possibilità concreta che l’indagato si stesse preparando ad allontanarsi da Canosa.

Lo hanno chiesto sia la procura che i legali dell’azienda di trasporto della città. A decidere sarà il tribunale per le misure di prevenzione Servizio di Linda Cappello montaggio di Luca Caradonna

Lo spazio protetto si trova nel palazzo di via Dioguardi  Servizio di Linda Cappello Riprese di Orazio Corbacio Intervistati: Ciro Angelillis, procuratore aggiunto Roberto Rossi, procuratore capo On. Francesco Paolo Sisto, viceministro Giustizia

Pornografia minorile: indagato 17enne

Il giovane, residente nel barese, è coinvolto in un’indagine coordinata dalla Procura di Torino Un 17enne della provincia di Bari è finito sotto inchiesta con

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