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 Un fatto riferito al febbraio 2020, quando si verificò una abnorme e dannosa emissione di anidride solforosa Intervista a: Massimo Battista, Cons. Com. “Una città per cambiare” Servizio di Francesco Persiani

Maxi inchiesta per corruzione, concussione e peculato che, due anni fa, travolse l’amministrazione comunale Slitta nuovamente l’inizio del processo all’ex sindaco di Foggia, Franco Landella, e ad altri 11 imputati, coinvolti nella maxi inchiesta per corruzione, concussione e peculato che, due anni fa, travolse l’amministrazione comunale, successivamente sciolta per infiltrazioni mafiose. Il dibattimento è stato rinviato al 27 settembre: i giudici, infatti, si sono riservati di decidere se siano ammissibili le intercettazioni telefoniche, ritenute inutilizzabili dalla difesa perché effettuate in un altro procedimento. Landella questa mattina era in aula, con i suoi legali. Tra gli imputati ci sono anche l’ex presidente dell’assemblea cittadina, Leonardo Iaccarino – grande accusatore di Landella – consiglieri comunali e imprenditori. A Landella, in particolare, la Procura contesta la richiesta di una tangente da 500 mila euro a un imprenditore per l’appalto della pubblica illuminazione.

E’ ripreso a Lecce il processo d’appello per l’ex gip del tribunale di Bari condannato in primo grado a 9 anni e 8 mesi per corruzione in atti giudiziari con l’aggravante mafiosa Servizio di Pamela Spinelli Montaggio di Donato Colazzo

A Lorenzo Zaratta fu diagnosticato un tumoreal cervello a soli tre mesi dalla nascita Il prossimo 2 ottobre comincerà il processo nei confronti di alcuni dirigenti dell’ex Ilva, coinvolti nell’inchiesta per la morte del piccolo Lorenzo Zaratta, il bimbo di soli 5 anni  che, a causa di un astrocitoma, perse la vita il 30 luglio del 2014. La Corte d’appello di Taranto ha accolto il ricorso del pm Buccoliero e dei genitori assistiti dall’avvocato Lorenzo Laporta che  ha documentato la presenza di ferro, acciaio, zinco e silicio nel cervello del piccolo, dove si sono sviluppate masse tumorali. La questione, secondo il rappresentante dell’accusa, non è valutare se l’esposizione ambientale possa aver generato un tumore, ma che quelle sostanze lo abbiano sicuramente generato. Gli imputati sono l’ex direttore dello stabilimento di Taranto, Luigi Capogrosso; l’ex responsabile dell’area parchi minerali, Marco Andelmi; il capo dell’area cokerie Ivan Di Maggio; il responsabile dell’area altiforni Salvatore De Felice; i responsabili delle due acciaierie Salvatore D’Alò  e  Giovanni Valentino.

La 17enne sarebbe stata brutalmente picchiata con calci e pugni, minacciata con un coltello ed una pistola Una brutta storia fatta di ricatti, soprusi, violenze e droga, che ha per vittima una ragazza all’epoca dei fatti ancora diciassettenne. Una vicenda per la quale il prossimo 12 luglio andranno a processo quattro persone, gli aguzzini che avrebbero costretto la minorenne a prostituirsi. Si tratta di due ragazze di 23 anni, di Toritto, in carcere dallo scorso 7 dicembre, di una 33enne di Bari ora ai domiciliari, e di un uomo di 26 anni, originario di Maglie. Ai quattro, però, non viene ancora contestato il reato di sfruttamento della prostituzione: per il momento la procura di Trani contesta loro solo un episodio avvenuto lo scorso 15 maggio, quando la 17enne sarebbe stata brutalmente picchiata con calci e pugni, fino ad essere stata minacciata con un coltello ed una pistola. Il tutto dopo essersi rifiutata di continuare ad avere rapporti sessuali con i clienti che i quattro le procuravano. Gli incontri avvenivano in b&b e case vacanze sparse per tutta la Puglia, da Trani a Monopoli, da Bisceglie a Lecce. E, stando al racconto della vittima, in alcune occasioni giravano in abbondanza anche sostanze stupefacenti.

Sentenza prevista a metà giugno Servizio di Giovanni Di Benedetto.

I difensori dell’ex gip di Trani Nardi chiedono che la competenza sia del Tribunale di Perugia E’ attesa per domani mattina la decisione del gup di Potenza Lucio Setola sulle questioni di incompetenza sollevate dalla difesa dell’ex gip Michele Nardi, coinvolto nel processo per la “Giustizia truccata” nel Tribunale di Trani. Processo annullato dopo la sentenza di primo grado e approdato al Tribunale di Potenza, dove si è ripartiti da zero. I difensori del magistrato hanno rilanciato la loro tesi: essendo Nardi all’epoca dei fatti contestati un ispettore ministeriale e quindi un pm in servizio a Roma, la competenza a giudicarlo deve essere a loro giudizio del Tribunale di Perugia. L’inchiesta è quella che nel gennaio 2019 portò in carcere Nardi e l’ex pm Savasta, coinvolgendo altre persone che – a vario titolo e secondo le rispettive responsabilità – avrebbero concorso con i due magistrati nell’aggiustare i processi tranesi in cambio di soldi e favori.

Processo in Corte d’Assise a Trani È durata poco più di tre ore l’udienza davanti ai giudici della Corte d’Assise di Trani per l’omicidio di Claudio Lasala, il 24enne ucciso a coltellate la notte fra il 29 e il 30 ottobre 2021 a Barletta. Sul banco degli imputati il 21enne Michele Dibenedetto e Ilyas Abid di 19 anni: sono accusati di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Nel corso del dibattimento è stato ascoltato Dibenedetto, che si è difesodall’accusa di omicidio e ha fornito la sua ricostruzione su quanto accaduto nei momenti precedenti l’accoltellamento. Il 21enne ha riferito che con Lasala c’erano “precedenti attriti” e che il 24enne, unasettimana prima della sua morte, lo ha affrontato “in modo piuttosto duro”. La sera dell’omicidio i due si sono incrociati all’interno di un locale del centro cittadino. Lì, secondo Dibenedetto, Lasala avrebbe nuovamente chiesto chiarimenti su un ceffone dato a suo fratello dall’imputato. I due hanno così iniziato a discutere passando dalle parole alle mani. Davanti ai giudici, Dibenedetto ha detto che c’è stata una lite anche all’esterno del locale, ma che lui è scappato quando ha saputo che stavano arrivandopolizia e carabinieri. Non si è sottoposto a esame invece l’altro imputato: il suo difensore ha chiesto di acquisire agli atti le dichiarazioni già rese agli inquirenti. La prossima udienza è stata fissataper il 16 giugno.

Sentenza prevista a settembre Servizio di Stefania Congedo;

Ancora uno stop nel procedimento per i presunti illeciti commessi nella realizzazione del gasdotto

Oltre Francesca Ferri e Filippo Dentamaro, coinvolto anche Nicola Canonico, ex presidente del Foggia Calcio ed ex consigliere regionale E’iniziata questa mattina, l’udienza preliminare che vede imputati, tra gli altri, l’ex consigliera comunale di Bari, Francesca Ferri, e il compagno, Filippo Dentamaro, accusati di una presunta corruzione elettorale, in occasione delle amministrative del 2019 a Bari e a Valenzano. Nell’udienza davanti alla gup Anna Perrelli, in cui sono 43 gli imputati – tra i quali l’ex consigliere regionale, imprenditore e presidente del Foggia Calcio Nicola Canonico – della coppia era presente solo Dentamaro, tutt’ora ai domiciliari, come la Ferri, dopo essere finiti, entrambi, in carcere, il 26 ottobre 2022. Nella prima udienza, si è costituito parte civile il Comune di Bari, e nella prossima, fissata per il 9 giugno, si definiranno le scelte dei riti: 16 dei 43 imputati, prevalentemente quelli che rispondono di reati legati all’attività mafiosa, hanno infatti chiesto il rito abbreviato.

La donna fu ritrovata carbonizzata, probabilmente suicida. Secondo gli inquirenti a spingerla furono le vessazioni subite dal marito

Il processo comincerà il 18 settembre Si profila un maxi-processo con rito abbreviato a Lecce per la maggior parte delle persone arrestate nell’operazione Game Over condotta nell’aprile del 2022 dalla Squadra Mobile di Lecce nei confronti di un’associazione mafiosa guidata da Maurizio Briganti, già condannato quattro volte per mafia, attiva nel traffico di droga ed estorsioni a imprenditori e ambulanti nelle zona Le Vele, nella 167 del capoluogo salentino. Sedici dei 21 imputati coinvolti nell’inchiesta hanno chiesto e ottenuto di essere giudicati col rito abbreviato, due persone hanno già patteggiato e due saranno giudicate con rito ordinario. Il processo comincerà il 18 settembre davanti al giudice Maria Francesca Mariano.

Il 24enne sarebbe stato minacciato in altre occasioni dal clan Sarcina Un omicidio commesso “nell’ambito del controllo delle piazze di spaccio gestite dal clan Sarcina”. È quanto emerge dalle 176 pagine che il Gup, Ivan Barlafante, ha depositato nel procedimento a carico di Dario Sarcina e Cosimo Damiano Borraccino, entrambi di 34 anni, condannati per l’omicidio di Michele Cilli, 24enne scomparso a Barletta nella notte tra il 15 e il 16 gennaio 2022. I due sono stati condannati il 30 marzo 2023 rispettivamente a 18 anni e otto mesi e cinque anni e otto mesi. A sostegno della ricostruzione fatta dalle autorità il ritrovamento di una agendina in cui erano scritti, secondo il giudice, “nomi e cifre riconducibili alla tipica contabilità tenuta nel traffico di stupefacenti”. Nella ricostruzione fornita dal giudice si legge come il delitto non fosse stato premeditato da Sarcina e Borraccino, in quanto il primo avrebbe potuto costruirsi un alibi migliore di quello fornito agli inquirenti durante l’interrogatorio: a destare sospetto erano delle ferite alle mani che lui tentò di liquidare come conseguenze di un pugno a uno specchio. Una perizia accertò che nei tagli, non erano presenti residui di vetro. Cilli sarebbe stato già minacciato dal clan Sarcina tre anni prima della scomparsa, secondo quanto raccontato da alcuni testimoni, e nel 2014, ancora minorenne, avrebbe partecipato all’agguato nei confronti di uno dei pusher del clan.

A Trani una cinquantenne dovrà difendersi dall’accusa di maltrattamenti in famiglia Servizio di Giovanni Di benedetto

Il delitto avvenne a Bitonto nel settembre 2021 “Chiedo scusa alla famiglia: non era mia intenzione uccidere”. Sono le dichiarazioni spontanee rese in udienza dal 21enne di Bitonto (Bari) Fabio Giampalmo, in carcere con l’accusa di omicidio volontario.Il giovane, conoscitore delle arti marziali, nella notte tra il 4 e il 5 settembre 2022 prese a pugni Paolo Caprio, 41 anni, fino a farlo cadere e morire. Avvenne all’esterno di un bar in una stazione diservizio in via Modugno, a Bitonto. L’autopsia confermo’ la morte a causa del trauma cranico e dellaconseguente emorragia cerebrale. Il 21enne dopo l’aggressione si rifugio’ nelle vie del centrostorico, non preoccupandosi “di verificare le condizioni del suo avversario”, secondo l’accusa. A scatenare l’ira di Giampalmo, stando alla versione fornita ai carabinieri, sarebbero stati degli sguardi indiscreti lanciati dal 41enne, conosciuto soltanto di vista, a sua moglie e alle compagne dei suoi amicipresenti all’esterno della bar. Il 22 maggio sara’ celebrata dinanzi la Corte d’Assise di Bari l’udienza in cui ci sara’ la requisitoria del pubblico ministero, il contraddittorio tra le parti e la conseguente sentenza.

Bisognerà attendere il 18 aprile per sapere se la giudice Maria Francesca Mariano potrà continuare o meno ad avere la titolarità del procedimento sui presunti illeciti commessi nella realizzazione del tratto terminale del gasdotto Servizio di Stefania Congedo Montaggio di Donato Colazzo

Nell’ambito del processo a carico del ginecologo barese che offriva sesso come “cura” per il papilloma virus Con la richiesta, avanzata dalla difesa, dell’esclusione delle parti civili, ha preso il via il processo di primo grado a carico di Giovanni Miniello, il ginecologo barese 69enne arrestato e posto ai domiciliari il 30 novembre del 2021 per violenza sessuale aggravata su due pazienti, per averle molestate durante le visite. L’arresto è stato revocato dal gip il 22 aprile 2022 e sostituito con l’interdizione dalla professione (dalla quale era già sospeso) per 12 mesi. Nel corso della prima udienza dinanzi al Tribunale di Bari, il difensore Roberto Eustachio Sisto ha chiesto l’esclusione di alcune parti civili, costituitesi infase di udienza preliminare. Nello specifico, è stata richiesta la non ammissione di  alcune associazioni antiviolenza, perché si trovano fuori dal territorio della Città metropolitana di Bari, luogo nel quale avrebbero avuto luogo le presunte violenze. Ma è stata anche avanzata la richiesta di non ammettere anche altre parti civili che avrebbero fatto domanda “tardivamente” rispetto ai limiti temporali imposti dalla riforma Cartabia. Fra queste, l’Ordine dei medici di Bari. La decisione del Tribunale, in merito, sarà comunicata alla prossima udienza, fissata per il 6 luglio. Secondo l’accusa, il ginecologo avrebbe proposto alle pazienti rapporti sessuali come cura per il papillomavirus e per prevenire il tumore dell’utero. I racconti di otto presunte vittime sono stati cristallizzati in un incidente probatorio. Le vittime hanno un’età compresa tra 27 e 48 anni.

La donna di Santeramo fu trovata carbonizzata a febbraio scorso, alla sbarra il marito INTERVISTA: AVV. MARIA PIA VIGILANTEAVV. MICHELE LAFORGIA, LEGALE FAMIGLIA BALDASSARREServizio Anna De Feo

“Il possesso delle armi come solo e unico strumento per sfoggiare e rafforzare la sua mascolinità “. Viene descritto così l’ex gip, nella perizia psichiatrica di parte redatta lo scorso anno su cui ora i giudici della Corte d’Appello di Lecce vogliono vederci chiaro Servizio di Stefania Congedo Riprese e montaggio di Donato Colazzo Interviste a: Gianfranco Schirone, avvocato De Benedictis Saverio Ingraffia, avvocato De Benedictis

Omicidio Lasala, udienza processo

Processo in Corte d’Assise a Trani È durata poco più di tre ore l’udienza davanti ai giudici della Corte d’Assise di Trani per l’omicidio di

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