delizia-che-sera
oropan

Tgnorba

Telenorba

dr-che-sera

omicidio

Un uomo è accusato di aver soffocato la madre 87enne Un omicidio che è stato certamente commesso in ambito familiare, ma caratterizzato da un’omertà senza precedenti. Lo ha detto il sostituto procuratore generale nel corso del processo d’appello bis nei confronti di Carlo Strippoli, 58enne di Corato, già condannato all’ergastolo in primo e secondo grado per aver soffocato la madre 87enne Teresa Di Palma il 10 giugno 2017. La Corte di Cassazione, però , ha annullato la condanna, ritenendo che sia necessario approfondire l’orario del decesso dell’anziana. La donna venne ritrovata senza vita nel suo letto la mattina dell’11 giugno 2017: secondo l’autopsia sarebbe morta per asfissia. La procura generale ha chiesto che vengano risentiti gli anziani vicini di casa, mentre la difesa ha chiesto alla Corte d’Assise d’Appello di Bari di disporre accertamenti sugli alibi degli altri due fratelli dell’imputato. La decisione arriverà il prossimo 9 marzo.

Avvenne a Santo Spirito nel gennaio scorso, imputato un 41enne Si è aperto il processo in Corte d’Assise a Bari per l’omicidio di Franco Dogna, l’informatico 63enne di Santo Spirito trovato morto nella sua abitazione il l’8 gennaio scorso. Risponde di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà Antonio Rizzi, 41enne barese con problemi di tossicodipendenza. Secondo l’accusa, l’imputato avrebbe colpito la vittima con oltre 80 colpi, inferti con un forchettone da cucina ed un altro oggetto contundente. Il movente, però, è ancora poco chiaro. Hanno deposto in aula il cognato e la nipote della vittima, ed anche un vicino di casa. La prossima udienza è fissata per il 29 gennaio.

Un agguato mortale potato a termine in due minuti scarsi. E la ricostruzione che hanno offerto il procuratore aggiunto Ciro Angelillis ed il sostituto Matteo Soave durante la requisitoria del processo per l’omicidio di Mauro Di Giacomo

L’omicidio del 71enne Luigi Labarile nel 2023 Il 49enne Francesco Bradascio è stato condannato dalla Corte d’Assise di Bari a 24 anni di reclusione perl’omicidio dell’assicuratore 71enne Luigi Labarile, commesso a Santeramo in Colle (Bari) il 22 settembre del 2023. Bradascio è difeso dall’avvocata Serena Baldassarre. Secondo quanto ricostruito dalle indagini coordinate dalla pm Carla Spagnuolo, Bradascio entrò nell’agenzia assicurativa di Labarile e chiese di usare il bagno. Al rifiuto del titolare, ex consigliere comunale di Santeramo, Bradascio lo avrebbe aggredito “per futili motivi” per poi colpirlo “ripetutamente”. Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Bari, furono i colpi ricevuti a causare la morte di Labarile. L’accusa, inizialmente, era di omicidio preterintenzionale – dalle prime ricostruzioni sembrava che Labarile fosse morto dopo essere caduto e aver battuto la testa – ma poi è stata riqualificata in omicidio volontario aggravato. Nel processoerano costituite parte civile la moglie e le due figlie di Labarile assistite dall’avvocato Giovanni Moramarco. Sono state riconosciute provvisionali di 50mila euro per la moglie e di30mila per ogni figlia.

L’assassino agì con il volto coperto da una maschera in silicone Servizio di Linda Cappello

Il pm ritiene Francesco Bradascio capace di intendere e volere al momento del delitto

L’uomo è accusato di omicidio volontario. Per la procura coordinò l’attentato mafioso in cui morì il giovane calciatore di Altamura

La vittima è un senegalese. Ferito anche un altro africano, che potrebbe essere l’assassino Servizio Pietro Loffredo

Un cittadino africano è stato ucciso a coltellate da un altro straniero E’ un cittadino sudanese di 46 anni la persona ricoverata nel reparto di rianimazione delpoliclinico Riuniti di Foggia. L’uomo sarebbe stato aggredito la scorsa notte nei pressi dell’ex pista di Borgo Mezzanone, ad una decina di chilometri da Foggia, dove è stato ucciso a coltellateun altro uomo, un senegalese. I due episodi, a quanto si apprende, potrebbero essere collegati.I carabinieri stanno ricostruendo con precisione l’accaduto. L’omicidio è avvenuto nell’area dell’ex pista dove si trova una baraccopoli che ospita circa 1.500 migranti di diverse nazionalità impegnati nel lavoro nei campi e che dista pochi chilometri dal Cara, la struttura che ospita richiedenti asilo.

La sentenza attesa il 23 ottobre La Dda di Bari ha chiesto una condanna a 30 anni di reclusione per Nicola Centonze, 48enneimputato in Corte d’Assise per l’omicidio di Massimiliano Cavotta, commesso la sera dell’11 ottobre 2003 ad Altamura. La sentenza è prevista per il prossimo 23 ottobre. Secondo quanto ricostruito dalla Dda di Bari, Cavotta fu ucciso perché in passato avrebbe avuto dei contrasti con alcuniesponenti della criminalità organizzata altamurana e, nel febbraio precedente, avrebbe ferito con colpi di pistola Giovanni Loiudice. Loiudice, coimputato di Centonze in udienza preliminare, a giugno è stato condannato a 20 anni di reclusione in abbreviato. Il suo omicidio, dunque, sarebbe stato ordinato comeritorsione. Cavotta, 30 anni, fu ucciso con sette colpi di pistola e due di fucile mente tornava a casa insieme alla moglie e al figlio di tre anni, che riuscirono a mettersi in salvo.Nel processo sono costituiti parte civile la Regione Puglia, il Comune di Altamura e i parenti di Cavotta.Loiudice e Centonze furono arrestati nel novembre 2024, a distanza di 21 anni dal fatto. Lo scorso 20 febbraio Centonze, ex collaboratore di giustizia, è stato arrestato (mentre era giàin carcere) perché ritenuto il coordinatore dell’attentato dinamitardo del 5 marzo 2015, avvenuto nel locale Green Table di Altamura, in cui rimase ucciso il calciatore 27enne DomenicoMartimucci.

L’uomo fu trovato senza vita nella sua abitazione lo scorso 8 gennaio, ucciso da Antonio Rizzi con 85 colpi sferrati con un forchettone da cucina

La commemorazione della morte del quindicenne ucciso il 2 ottobre di 22 anni fa, vittima innocente della guerra tra i clan

Il corpo di un uomo, forse nordafricano, trovato da alcuni agricoltori: aveva una ferita sospetta. Drammatica scoperta questo pomeriggio nelle campagne tra Foggia e Carapelle, dove è stato rinvenuto il corpo senza vita di un uomo, presumibilmente di origine nordafricana. A fare l’amara scoperta sono stati alcuni agricoltori. Sul cadavere è stata riscontrata una ferita che potrebbe essere compatibile con un colpo d’arma da fuoco. I carabinieri, giunti sul posto, hanno avviato le indagini per chiarire l’accaduto e risalire all’identità della vittima, che non aveva documenti con sé. L’autopsia stabilirà le cause esatte della morte.

La vittima, Leonardo Ricucci, era imparentata con il boss Pasquale Ricucci ucciso sei anni fa Servizio di Pietro Loffredo

La vittima pare fosse vicina a una delle famiglie coinvolte nella guerra di mafia garganica, iniziata, ormai, quasi messo secolo fa. Il sindaco: “La mafia è tornata a uccidere” Omicidio in nottata a Monte Sant’Angelo. Un uomo di 38 anni, Leonardo Ricucci, con precedenti penali, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco nei pressi della sua masseria, in una zona impervia nell’entroterra, in località Sitizzo.  La vittima pare fosse vicina a una delle famiglie coinvolte nella guerra di mafia garganica, iniziata, ormai, quasi messo secolo fa. Al momento l’inchiesta dei carabinieri è coordinata dalla procura diFoggia, ma non è escluso il passaggio dell’inchiesta alla Direzione distrettuale antimafia di Bari.  Stando ad una prima ricostruzione, il cadavere è stato ritrovato nella notte dopo l’allarme dato dai familiari che, non vedendolo rientrare, hanno allertato le forze dell’ordine. È stato ritrovato senza vita nell’auto in un masseria di famiglia dove si sarebbe recato già dalla mattinata di ieri. Sposato, padre di due figli, era un fornaio e lavorava nel forno di famiglia nella cittadina garganica. “La mafia è tornata ad uccidere” ha commentato il sindaco di Monte Sant’Angelo, Pierpaolo D’Arienzo. “Un fatto grave, che scuote profondamente la nostra comunità e che ci richiama ad una consapevolezza fondamentale: non dobbiamo mai abbassare la guardia. Se per tanti anni Monte Sant’Angelo non ha vissuto episodi così drammatici, è grazie alla risposta forte e decisa dello Stato, delle forze dell’ordine, della magistratura, ma anche della comunità, delle sue istituzioni, delle associazioni, delle parrocchie, delle scuole, dei cittadini che hanno scelto da che parte stare”.

L’omicidio la sera del primo aprile del 2024 a Torre a Mare L’omicidio di Raffaele Capriati, nipote del boss Antonio, ucciso il primo aprile del 2024 in un agguato a Torre a Mare, a Bari. La Direzione distrettuale antimafia ha chiesto il rinvio a giudizio per Angela De Cosmo, 36 anni, la donna che quella sera  era con lui. Per l’accusa, quando Capriati fu colpito e ferito a morte, la donna nascose la pistola che lui aveva con se facendola sparire: l’arma non è più stata trovata. I due avevano trascorso la serata insieme a Torre a Mare quando l’auto, guidata dalla donna, fu avvicinata da un moto con a bordo due persone, una delle quali esplose i colpi di pistola che uccisero Capriati. Per Angela De Cosmo le accuse sono di detenzione e porto illegale d’arma da fuoco con l’aggravante mafiosa. L’udienza preliminare è fissata per il prossimo 17 dicembre. 

IL 40enne fu ucciso nel settembre del 2019. La sentenza prevista per il 21 ottobre l pm Marco D’Agostino ha invocato una condanna a 24 anni di reclusione per Andrea De Giglio, 40enne barese accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dalle modalità mafiose per la morte del 39enne Michele Ranieri, ucciso la sera dell’11 settembre 2019 nel rione San Pio e nei cui confronti vennero esplosi almeno 8 colpi di pistola. De Giglio risponde del reato in concorso con altre persone, già giudicate in un altro procedimento. Secondo i magistrati, il delitto sarebbe maturato nell’ambito di una faida interna al clan Strisciuglio. Nel processo, che si sta svolgendo in Corte d’Assise, si è costituito parte civile il comune di Bari chiedendo un risarcimento di 100mila euro: la sentenza verrà pronunciata il prossimo 21 ottobre.

La vicenda risale al novembre del 2006, il corpo di Biagio Genco non è stato mai ritrovato Condanna a 30 anni di reclusione per Giuseppe Antonio Colonna, ritenuto responsabile dell’omicidio di Biagio Genco, il cui corpo non è stato mai ritrovato, commesso il 17 novembre del 2006 ad Altamura.Quattordici anni per Mario Dambrosio, cui è stata riconosciuta l’attenuante della collaborazione.Sentenza di assoluzione, per non aver commesso il fatto, per gli altri imputati Michele D’Abramo, Nicola Cifarelli e Giovanni Sforza. Secondo l’accusa, quel pomeriggio Genco fu condotto «con l’inganno» in auto nelle campagne di Altamura da due persone, fu colpito a distanza ravvicinata da tre colpi di fucile. In base alla ricostruzione degli inquirenti, l’omicidio sarebbe avvenuto su ordine dell’ex boss Bartolo Dambrosio, ucciso nel 2010

Il 53enne è stato trovato riverso per strada con vistose ferite alla testa. Potrebbe trattarsi di omicidio ma non si esclude la morte accidentale. Indaga la polizia

Il 19 agosto 2000 la piccola di otto anni fu violentata e bruciata viva in un bosco a ridosso di Castel del Monte. La sindaca Giovanna Bruno ricorda la sua innocenza Ricorre oggi il 25esimo anniversario della morte di Graziella Mansi, la bimba di otto anni violentata e bruciata viva il 19 agosto 2000 in un bosco a ridosso di Castel del Monte. A ricordare quell’atroce omicidio la sindaca di Andria, Giovanna Bruno. In un post pubblicato su Facebook il primo cittadino ripercorre il dramma della piccola in prima persona. “Giocavo ai piedi di Castel del Monte, dove amavotrascorrere l’estate, con la mia famiglia, con mio nonno. In cinque, giovani, mi hanno avvicinato con l’inganno. Si sono presi gioco della mia innocenza e della mia semplicità”. Tre anni fa a Graziella è stata data una degna sepoltura: il suo corpo riposa oggi in una tomba realizzata all’ingresso del cimitero cittadino. “Mi chiamo Graziella Mansi – scrive la sindaca -. Vivo nella memoria di chi mi vuol bene. Di chi non dimentica. Di chi continua a ricordarmi e a ricordare. A fare qualcosa perché la mia storia risuoni ancora, come monito”.

deliziosa
deliziosa