
Scommesse su espulsione Bellomo, la Procura di Bari apre un’inchiesta
Sul caso ha già aperto un’inchiesta anche la Procura federale della Figc Anche la Procura di Bari ha aperto un’inchiesta ul caso delle scommesse giocate

Sul caso ha già aperto un’inchiesta anche la Procura federale della Figc Anche la Procura di Bari ha aperto un’inchiesta ul caso delle scommesse giocate sull’espulsione di Nicola Bellomo durante Ternana-Bari del 23 maggio scorso. l calciatore non è indagato, si procede contro ignoti. Le indagini riguardano le giocate effettuate sia sui portali legali che sui siti illegali. Bellomo era in panchina e fu espulso al 78’ per una lite con un raccattapalle. Sull’episodio è stato registrato un numero anomalo di giocate che puntavano proprio sul rosso, un’espulsione quotata 24 volte la posta. Sul caso ha aperto un’inchiesta anche la Procura federale della Figc.
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Solo per una di esse, l’assicuratore monopolitano Cosimo Napoletano, è stata disposta la detenzione in carcere
Un atto dovuto dopo la comunicazione, da parte del Comune, della sospensione dei due consiglieri indagati, Carmen Lorusso e Michele Nacci Anche la Prefettura di Bari sta prendendo visione dei documenti relativi all’inchiesta della Procura di Bari che ha portato a 130 arresti svelando un presunto intreccio tra mafia, politica e affari. Un atto dovuto dopo la comunicazione, da parte del Comune, della sospensione dei due consiglieri indagati, Carmen Lorusso e Michele Nacci. Ricordiamo che nella stessa inchiesta è coinvolta anche una dipendente della stessa Prefettura. Si tratta quindi di un’attività ordinaria e di prassi, necessaria per poter eventualmente intraprendere ulteriori azioni.
Questa la richiesta presentata al ministro dell’Interno Piantedosi, dopo gli arresti per mafia delle ultime ore Servizio di Stefania Rotolo Riprese e montaggio di Massimo d’Olimpio Interviste: Francesco Paolo Sisto – Viceministro della Giustizia Davide Bellomo – Lega
Cordoglio a Brindisi per la scomparsa del commercialista Armando Calizzi La Procura di Brindisi ha aperto un’inchiesta per la morte del commercialista 49enne Armando Calizzi, avvenuta la notte scorsa al ‘Perrino’. Il reato ipotizzato è di omicidio colposo a carico di ignoti. L’uomo si era sottoposto ad un intervento di chirurgia bariatrica lo scorso gennaio a Bergamo. Dopo tre giorni era rientrato a Brindisi, ma poco dopo pare siano intervenute complicazioni che ne hanno reso necessario il ricovero nel nosocomio locale, dove ha subito un secondo intervento. E’ stato ricoverato in rianimazione, come da prassi in questi casi, e da lì il trasferimento in Chirurgia generale, dove le sue condizioni sono peggiorate, fino a portarlo alla morte. L’uomo aveva subito anche l’asportazione dello stomaco. La famiglia, assistita dall’avvocato Alessandro Gueli, ha sporto denuncia presso i Carabinieri di Brindisi per fare chiarezza su eventuali responsabilità. Il Pm di turno ha disposto il sequestro della salma e dell’organo che presumibilmente saranno sottoposti ad autopsia, oltre all’acquisizione della documentazione sanitaria. La notizia della morte di Armando Calizzi ha scatenato una ondata di cordoglio nella comunità brindisina, con numerosi messaggi di affetto e ricordi pubblicati su Facebook da amici e conoscenti. Il professionista lascia la moglie e due figlie.
“Mai più violenze nel Centro di permanenza per il Rimpatrio di Palazzo San Gervasio”. E’ lo slogan della manifestazione organizzata nel pomeriggio , all’ingresso della struttura in provincia di Potenza, per chiedere che si faccia chiarezza sui fatti emersi dall’inchiesta della Procura di Potenza che ha fatto emergere casi di violenze nei confronti degli ospiti e che ha portato all’arresto di un ispettore della Polizia e ad altre tre misure interdittive. Sono fatti preoccupanti che ledono i diritti della persona umana e colpiscono tutta la nostra comunità hanno ribadito i partecipanti al sit in . Alla manifestazione hanno preso parte numerose associazioni, rappresentanti di partiti politici e semplici cittadini.
Inchiesta della Procura di Potenza sulla gestione del Centro per il rimpatrio di Palazzo San Gervasio. Ai domiciliari un ispettore di Polizia, trenta gli indagati Servizio di Alessandro Boccia Intervista a Francesco Curcio, procuratore capo Potenza
La procura di Brindisi apre un’inchiesta Servizio di Pamela Spinelli;
La 42enne uccisa dal marito ad Andria aveva preso in affitto un appartamento. E’ quanto emerge dalle carte dell’inchiesta Servizio di Giovanni Di Benedetto
L’inchiesta nei confronti del direttore di Asset partì il 24 settembre 2019
50 euro al finanziere e si superavano i controlli. Questo, si sospetta, accadeva ai varchi doganali del porto di Brindisi Servizio: Antonio Maiellaro
L’uomo si era recato tre volte al pronto soccorso. Disposta l’autopsia Servizio: Annamaria Rosato
Un manichino realizzato artigianalmente, della stessa altezza e peso di Ivan, per dimostrare che il deejay salentino non è morto suicida ma è stato ucciso Intervista: Roberto Lazzari – consulente famiglia Ciullo
Si ipotizzava abuso d’ufficio per la nomina del presidente del Collegio dei revisori Il gip di Lecce Alcide Maritati ha disposto l’archiviazione del procedimento a carico del sindaco di Nardò, Pippi Mellone, di un assessore, un dirigente e 18 consiglieri comunali accusati di abuso d’ufficio nell’inchiesta relativa alla nomina di Alessandro Sanasi a presidente del Consiglio del collegio dei revisori dei conti per il triennio 2022/2024. Una nomina che, sulla scorta di un esposto inviato in Procura si ipotizzava fosse frutto di un abuso, ovvero di una presunta modifica “ad personam” dello Statuto del Comune. La stessa Procura di Lecce, al termine delle indagini preliminari, aveva chiesto l’archiviazione.
Restituito il telefono al sindaco Angelo Annese
La decisione del Tribunale del Riesame annulla il decreto della Procura
Intanto prosegue l’udienza in cui l’uomo è accusato di maltrattamenti
Nell’inchiesta della Guardia di Finanza sono coinvolti imprenditori, agenti di polizia e carabinieri Servizio di Alessio Casulli montaggio di Luigi Aloisio

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