
Ex Ilva, oggi il ministro Urso incontra commissari e aziende dell’indotto
Mercoledì, poi, è stato convocato il vertice Governo-sindacati: si parlerà di cassa integrazione, ma anche della vendita a Baku Steel Hanno lavorato anche ieri, domenica,
Mercoledì, poi, è stato convocato il vertice Governo-sindacati: si parlerà di cassa integrazione, ma anche della vendita a Baku Steel Hanno lavorato anche ieri, domenica, i tecnici che assistono la Procura della Repubblica di Taranto nella delicata inchiesta sull’ultimo incidente accaduto nel siderurgico che ha comportato la chiusura dell’altoforno 1. Coordinati dalla professoressa Paola Russo, della Sapienza di Roma, nominata consulente del pm, i tecnici stanno ricostruendo passo dopo passo quello che è accaduto il 7 maggio scorso, con riferimento anche alla polemica scoppiata successivamente sulle responsabilità della distruzione dell’altoforno.
Il Consiglio di Stato boccia l’offerta di Paul Wurth, si torna al via per l’impianto di acciaio green Il Consiglio di Stato ha confermato l’annullamento dell’aggiudicazione dell’appalto da circa un miliardo di euro a Paul Wurth Italia per la costruzione di un impianto di preridotto nell’ex Ilva di Taranto. La gara, avviata da Dri D’Italia spa, dovrà essere rifatta perché l’appalto richiedeva un’offerta “chiavi in mano”, mentre Paul Wurth ha presentato un’offerta solo di progettazione e fornitura. La sentenza conferma la decisione del Tar di Lecce e stabilisce la competenza del giudice amministrativo. Sono stati rigettati i ricorsi di Dri D’Italia e non è previsto il subentro di Danieli. Ora la gara sarà rifatta secondo le norme del Codice dei contratti pubblici.
Il Governo ha convocato i sindacati metalmeccanici per mercoledì prossimo Servizio di Michele Frallonardo montaggio di Maria Cristina Quintale
L’europarlamentare del Pd ha parlato del siderurgico durante un incontro a sostegno del candidato sindaco Bitetti Annamaria Rosato intervista a on. Antonio Decaro, eurodeputato Pd
I controlli sono serviti anche a campionare i materiali volati durante l’incendio della tubiera. Per lo più carbon coke e ghisa È durato quasi 10 ore il sopralluogo, valso come accertamento tecnico irripetibile, all’altoforno 1, oggetto dell’incendio del 7 maggio scorso, dopo il quale è scattato il sequestro. Su disposizione della Procura, l’ispezione è stata realizzata da Arpa e Spesal. Hanno partecipato anche i consulenti dei tre dirigenti di Acciaierie, indagati per incendio colposo, getto pericoloso di cose e omessa comunicazione di incidente rilevante. Il sopralluogo all’altoforno è servito anche a campionare i materiali volati durante l’incendio della tubiera. Per lo più carbon coke e ghisa.
“È stato affermato che nessuno aveva chiesto interventi urgenti per la salvaguardia dell’altoforno – ha dichiarato il ministro – ma gli atti dicono il contrario” “I responsabili dell’impianto avevano segnalato alla magistratura che gli interventi da fare per evitare il collasso dell’altoforno erano urgenti ma la Procura ha negato la richiesta”. Il ministro delle Imprese usa toni perentori sulla questione ex Ilva parlando di gravissima anomalia istituzionale. Urso, da Fabriano, ha commentato ancora una volta l’accaduto: “la Procura ha fornito informazioni non corrispondenti al vero” ha dichiarato il ministro, “Parliamo di un impianto industriale strategico per il Paese che, a causa di una gestione non coordinata dell’atto giudiziario, rischia ora danni irreversibili, l’impianto è compromesso”. “È inaccettabile – ha aggiunto – che una comunicazione ufficiale della Procura abbia negato la richiesta di tali interventi, quando oggi emergono prove che tali richieste erano state presentate fin dal primo momento”.
Intanto continua la polemica azienda-Procura sui ritardi L’inchiesta sull’incidente ad Afo 1 che sta mettendo in ginocchio il siderurgico di Taranto parte, di fatto, stamattina, col primo sopralluogo dei tecnici di Arpa e Spesal incaricati dalla Procura di fare chiarezza sull’accaduto.
“Lavoratori nel baratro e sistema industriale nazionale a rischio: Giorgia Meloni dica cosa intende fare” Servizio Alessandra Martellotti
Fiom e Uilm chiedono chiarimenti sulle dinamiche e le contromisure adottate Ancora problemi a Taranto all’Ex Ilva: questa mattina si è verificata una perdita di gas nell’acciaieria 2. L’area è stata evacuata temporaneamente per permettere l’intervento tecnico, dopo un possibile guasto a uno scambiatore. Nessuna conseguenza grave, ma si valuta un intervento sul gasometro con la ripartenza dell’acciaieria 1. Solo una settimana fa un incendio ha colpito l’altoforno 1, ora sotto sequestro. Intanto l’azienda ha annunciato la cassa integrazione per 4.046 lavoratori, 3.538 solo a Taranto. Fiom e Uilm chiedono chiarimenti sulle dinamiche e le contromisure adottate dopo la perdita di monossido di carbonio dall’acciaieria 2 dell’ex Ilva che si e’ verificata questa mattina. I due sindacati chiedono un resoconto dettagliato sulle azioni immediate intraprese per tutelare il personale, gli interventi tecnici eseguiti per il contenimento e la dispersione del gas. Considerata la natura potenzialmente critica dell’evento, Fiom e Uilm chiedono un riscontro tempestivo, altrimenti si rivolgeranno agli enti competenti. Inoltre risulta ai sindacati che lo scaricatore da cui e’ fuoriuscito il gas ha manifestato piu’ volte malfunzionamenti. Non e’ accettabile che si continui ad attendere il verificarsi di questi eventi prima di intervenire in maniera risolutiva
Non accetteranno la Cig senza prima aver avuto certezze sulle prospettive future e chiedono che si riapra il tavolo a Palazzo Chigi Dopo il blocco dell’altoforno uno, arriva, come previsto, la massiccia dose di cassa integrazione al siderurgico di Taranto. Ieri l’azienda ha illustrato in videoconferenza ai sindacati il piano che scatterà appena ottenute le necessarie autorizzazioni.
Le autorizzazioni rilasciate dopo 22 ore, quindi entro le 48 indicate Servizio di Alessandra Martellotti
I motivi? Impianti malmessi e resistenze del territorio sulla realizzazione di un impianto al largo di Taranto Sarebbe saltata la trattativa con gli azeri di Baku per la vendita dell’ Ilva. Sarebbero usciti di scena non solo perché gli impianti, in particolare l’altoforno 1 dopo l’incendio ed il sequestro, sono malmessi ma anche perché ci sarebbero resistenze da parte del territorio rispetto alla possibilità di realizzare un rigassificatore al largo di Taranto che servirebbe ad alimentare l’impianto siderurgico. Intanto l’indiano Jindal è sparito dopo che ha acquistato un impianto in Slovacchia e quindi non sarebbe più interessato. Ora il Governo starebbe bussando alla porta dei cinesi di Baosteel per evitare la chiusura definitiva dell’impianto.
Il ministro Urso aveva auspicato un intervento al più presto, per non compromettere la situazione in modo grave La procura di Taranto ha autorizzato Acciaierie d’Italia, ex Ilva, a mettere in sicurezza l’altoforno 1 dello stabilimento di Taranto, colpito da un incendio ad una delle tubiere mercoledì scorso. L’impianto resta sequestrato senza facoltà d’uso, iscritti nel registro degli indagati tre dirigenti della società. Ieri a Taranto il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, aveva auspicato che l’intervento manutentivo fosse autorizzato al più presto dalla Magistratura, per non compromettere la situazione in modo grave. L’incendio ha provocato una rilevante nube di fumo nero, visibile anche a molta distanza dalla fabbrica. Le attività manutentive e di sicurezza, che l’azienda aveva chiesto di poter attuare già da mercoledì, sono infase di impostazione nella giornata di oggi e cominceranno materialmente domani mattina. Oltre agli interventi di emergenza, i tecnici di AdI potranno anche rendersi meglio conto dei danni impiantistici e materiali determinati dall’incendio.
La procura ha confermato i sigilli all’impianto, mercoledì scorso le fiamme erano divampata in una tubiera Convalidato dalla procura di Taranto il sequestro senza facoltà d’uso dell’altoforno 1 dell’ex Ilva per l’incendio scoppiato mercoledi scorso ad una delle tubiere dell’impianto. Nessun ferito, ma cinque operai sono stati soccorsi in infermeria. Ci sono anche 3 dirigenti di Acciaierie d’Italia indagati per incendio doloso e getto pericoloso di cose. Del provvedimento sono stati informati gli azeri di Baku Steel che stanno trattando l’acquisto dell’azienda. Per ora non ci sarebbe nessuna decisione da parte dell’azienda sul personale dell’altoforno mentre i sindacati temono che possa aumentare il numero dei lavoratori in cassa integrazione a partire già dalla prossima settimana
Decisione d’ufficio presa dal gup del tribunale di Potenza Riprenderà il prossimo 23 maggio in tribunale a Potenza, l’udienza preliminare del processo “Ambiente svenduto”, sul presunto disastro ambientale prodotto tra il 1995 e il 2012 dall’ex Ilva di Taranto, durante la gestione della famiglia Riva. Il gup di Potenza Francesco Valente ha disposto, per ragioni d’ufficio, lo slittamento della data della terza udienza prevista questa mattina. Oggi il gup avrebbe dovuto sciogliere la riserva sull’ammissibilità al processo – ripartito da zero nel capoluogo lucano dopo l’annullamento della sentenza di primo grado – di nuove costituzioni di parti civili e sull’eccezione di immanenza, sollevata nella prima udienza, ossia sulla possibilità, secondo alcuni legali, di validare le costituzioni avvenute nel processo principale, successivamente annullato.
Ministro dopo infrazione Ue, spero no condizionamenti esterni Sull’ex Ilva temo che le ultime notizie non incoraggino i nuovi investitori in quello che è unpercorso difficile per tutti, a cui spero che tutte le istituzioni partecipino in maniera propositiva, per evitare che anche gli investitori internazionali che avevano mostrato interesse ad acquisire gli impianti possano essere scoraggiati dal farlo. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, si esprime così su possibili novità sulla cessione del gruppo siderurgico. Ieri l’Ue ha annunciato una a lettera di costituzione in mora all’Italia per le emissioni industriali a Taranto. Lettera che, hanno specificato fonti Mimit, riguarda fatti pregressi”. “Speriamo che non ci siano condizionamenti esterni che possano scoraggiare gli investitori e precludere lo sviluppo della tecnologia green nel più grande impianto siderurgico italiano ” ha detto ancora Urso.
La struttura legale di Adi ha già chiesto il dissequestro evidenziando che l’incendio non ha causato feriti e che è stato prontamente gestito dai mezzi dei vigili del fuoco dello stabilimento Dopo l’incendio di ieri mattina, la procura di Taranto ha sequestrato l’altoforno 1 dell’ex Ilva. Lo hanno eseguito la notte scorsa i carabinieri del Noe, nucleo operativo ecologico. Si ferma cosi l’Afo 1 dopo che era stato rimesso in marcia ad ottobre scorso dopo un lungo periodo di inattività. Si tratta di un sequestro probatorio a causa dell’incendio scoppiato ad una delle tubiere dell’impianto dalle quali transita aria calda ad elevata temperatura che serve per la combustione del coke. La struttura legale di Adi ha già chiesto il dissequestro evidenziando che l’incendio non ha causato feriti e che è stato prontamente gestito dai mezzi dei vigili del fuoco dello stabilimento. I circa 70 lavoratori addetti all’impianto sono stati ricollocati temporaneamente alla formazione, dichiarano i sindacati preoccupati per ulteriori ripercussioni a monte e a valle dell’impianto.
L’incendio si è verificato in concomitanza con la visita del ministro dell’ambiente Fratin, giunto a Taranto per discutere di strategie ambientali e di sicurezza energetica Un grosso incendio è in corso all’ex Ilva di Taranto, dove sarebbe esplosa una tubiera sul piano di colata dell’altoforno 1. Non ci sarebbero feriti tra i lavoratori. La tubiera è cruciale per il processo di produzione della ghisa, trasporta aria calda pre- riscaldata nel forno. Sul posto i vigili del fuoco che stanno procedendo con le operazioni di spegnimento. Un episodio grave che evidenzia ancora una volta le condizioni critiche degli altiforni e di molti altri impianti della fabbrica. L’altoforno 1 era stato riattivato dai commissari straordinari di Acciaierie d’Italia a metà ottobre, ora ne resta attivo solo uno. L’incendio si è verificato in concomitanza con la visita del ministro dell’ambiente, Fratin, giunto a Taranto per discutere di strategie ambientali e di sicurezza energetica per il futuro di Taranto, punti fondamentali del programma elettorale del candidato sindaco del centrodestra, Luca Lazzaro Notizia in aggiornamento
Per il sindacato manca trasparenza sulle trattative e sulla procedura di vendita. Bisogna tutelare 20mila dipendenti “Dopo 13 anni di vergognosa vertenza i lavoratori devono essere al centro di ogni tipo di discussione che riguardi il loro futuro, perché è esclusivamente grazie alla loro resistenza se lo stabilimento di Taranto è ancora in piedi nonostante tutto”. Lo ha detto il segretario Uilm Taranto, Davide Sperti, nell’incontro di questa mattina, in Acciaierie d’Italia, con le rsu, con il segretario nazionale del sindacato, Rocco Palombella e con il coordinatore generale della Uil Ionica, Rocco Oliva. Per il sindacato manca trasparenza sulle trattative e sulla procedura di vendita del siderurgico. Bisogna tutelare 20mila dipendenti tra diretti, indiretti e lavoratori di Ilva in Amministrazione straordinaria, partendo dall’accordo del 2018. Prioritaria per il sindacato la tutela salute, anche in termini di risarcimenti per chi ha subito danni da esposizione all’amianto.
Braccia incrociate per il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro Corteo di lavoratori e delegati sindacali oggi all’interno dello stabilimento di Taranto di Acciaierie d’Italia, ex Ilva, per lo sciopero delle sigle FIM, Fiom e Uilm per il mancato rinnovo del contratto nazionale dilavoro metalmeccanico. Per motivi di sicurezza e per prevenire l’eventuale occupazione della direzione dello stabilimento da parte dei manifestanti, sono stati chiusi per circa un’ora i cancelli interni. E’ stata schierata anche la vigilanza. Nello sciopero odierno di due ore rilanciata anche la vertenza Acciaierie, in vista della prossima cessione dell’azienda. Per la Fim Cisl, “la vertenza Acciaierie d’Italia è aperta. Chiediamo trasparenza e rispetto degli accordi del 2018. Nessun esubero, soluzioni per tutti i lavoratori. La mobilitazione continua”.

Mercoledì, poi, è stato convocato il vertice Governo-sindacati: si parlerà di cassa integrazione, ma anche della vendita a Baku Steel Hanno lavorato anche ieri, domenica,

Il Consiglio di Stato boccia l’offerta di Paul Wurth, si torna al via per l’impianto di acciaio green Il Consiglio di Stato ha confermato l’annullamento

Il Governo ha convocato i sindacati metalmeccanici per mercoledì prossimo Servizio di Michele Frallonardo montaggio di Maria Cristina Quintale

L’europarlamentare del Pd ha parlato del siderurgico durante un incontro a sostegno del candidato sindaco Bitetti Annamaria Rosato intervista a on. Antonio Decaro, eurodeputato Pd

I controlli sono serviti anche a campionare i materiali volati durante l’incendio della tubiera. Per lo più carbon coke e ghisa È durato quasi 10

“È stato affermato che nessuno aveva chiesto interventi urgenti per la salvaguardia dell’altoforno – ha dichiarato il ministro – ma gli atti dicono il contrario”

Intanto continua la polemica azienda-Procura sui ritardi L’inchiesta sull’incidente ad Afo 1 che sta mettendo in ginocchio il siderurgico di Taranto parte, di fatto, stamattina,

“Lavoratori nel baratro e sistema industriale nazionale a rischio: Giorgia Meloni dica cosa intende fare” Servizio Alessandra Martellotti

Fiom e Uilm chiedono chiarimenti sulle dinamiche e le contromisure adottate Ancora problemi a Taranto all’Ex Ilva: questa mattina si è verificata una perdita di

Non accetteranno la Cig senza prima aver avuto certezze sulle prospettive future e chiedono che si riapra il tavolo a Palazzo Chigi Dopo il blocco

Le autorizzazioni rilasciate dopo 22 ore, quindi entro le 48 indicate Servizio di Alessandra Martellotti

I motivi? Impianti malmessi e resistenze del territorio sulla realizzazione di un impianto al largo di Taranto Sarebbe saltata la trattativa con gli azeri di

Il ministro Urso aveva auspicato un intervento al più presto, per non compromettere la situazione in modo grave La procura di Taranto ha autorizzato Acciaierie

La procura ha confermato i sigilli all’impianto, mercoledì scorso le fiamme erano divampata in una tubiera Convalidato dalla procura di Taranto il sequestro senza facoltà

Decisione d’ufficio presa dal gup del tribunale di Potenza Riprenderà il prossimo 23 maggio in tribunale a Potenza, l’udienza preliminare del processo “Ambiente svenduto”, sul

Ministro dopo infrazione Ue, spero no condizionamenti esterni Sull’ex Ilva temo che le ultime notizie non incoraggino i nuovi investitori in quello che è unpercorso

La struttura legale di Adi ha già chiesto il dissequestro evidenziando che l’incendio non ha causato feriti e che è stato prontamente gestito dai mezzi

L’incendio si è verificato in concomitanza con la visita del ministro dell’ambiente Fratin, giunto a Taranto per discutere di strategie ambientali e di sicurezza energetica
Per il sindacato manca trasparenza sulle trattative e sulla procedura di vendita. Bisogna tutelare 20mila dipendenti “Dopo 13 anni di vergognosa vertenza i lavoratori devono

Braccia incrociate per il mancato rinnovo del contratto nazionale di lavoro Corteo di lavoratori e delegati sindacali oggi all’interno dello stabilimento di Taranto di Acciaierie
