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Visita agli impianti di Baku Steel, il confronto viene ritenuto positivo I commissari delle amministrazioni straordinarie di Acciaierie d’Italia e di Ilva hanno incontratoa Baku, capitale dell’Azerbajian, i vertici di Baku Steel Company e i rappresentanti del Governo azero e della società statale Azerbaijan Investment Company Ojsc, per discutere della cessione dell’ex Ilva. I commissari hanno anche visitato gli impianti di Baku Steel. Il confronto viene ritenuto positivo. Anovembre due dei tre commissari di AdI, Fiori e Tabarelli, erano stati in Oman e incontrato i manager di Jindal International, il gruppo che compete con Baku Steel e gli americani di Bedrock per l’intera acquisizione del gruppo dell’acciaio. Rientrati in Italia dall’Azerbajian, i commissari dovranno tirare le somme e riportare le conclusioni al ministro delle Imprese, Adolfo Urso. Anche se Baku è data in pole position ed è quella che, con i rilanci ha offerto 400 milioni in più rispetto a Jindal, fonti accreditate dicono che la partita non è definitivamente chiusa e che la verifica finale terrà conto delle offerte. L’esito dell’istruttoria finale i potrebbe essere disponibile già in questa settimana o all’inizio della prossima.

Tra i firmatari anche la mamma di un ragazzo morto per sarcoma Servizio Alessandra Martellotti

Oggi ha avuto un incontro con il ministro Urso per la vendita dell’ex Ilva E’ giaà al lavoro Giuliana Perrotta, commissario prefettizio, nominata venerdi dopo lo scioglimento del consiglio comunale di Taranto. Ha incontrato a Roma, al Mimit, il ministro delle imprese, Urso. La questione dell’ex Ilva è stata al centro dell’incontro. Urso ha illustrato lo stato di avanzamento della procedura competitiva per l’assegnazione degli impianti e i piani di rilancio e decarbonizzazione che la gestione commissariale sta portando avanti. Il commissario Perrotta è attesa per domani mattina a Palazzo di Città per l’insediamento dopo la sfiducia di 17 consiglieri al sindaco Melucci.

In tre aule distinte videocollegate oltre 1.500 parti coinvolte Comincerà il prossimo 21 marzo, nel Palazzo di giustizia di Potenza, l’udienza preliminare delmaxi processo “Ambiente svenduto” sull’inquinamento dell’ex Ilva di Taranto. Il processo – trasferito a Potenza dopo l’annullamento pronunciato dalla Corte d’Assise d’Appello di Taranto della sentenza di primo grado, con le 26 condanne inflitte a maggio 2021 – ripartirà da zero e vedrà coinvolti 22 imputati, di cui 19 persone fisiche e tre società. Sono state anche confermate le modalità di svolgimento delleudienze, che si terranno in tre aule – due al secondo piano, una al terzo – tra di loro collegate in video conferenza, dal momento che la struttura lucana non dispone di spazi adeguati per ospitare la mole imponente di parti coinvolte (oltre 1.500 tra imputati, avvocati e parti civili).

3.420 le unità interessate, circa tremila gli operai che lavorano nel sito di Taranto E’ in corso al ministero del Lavoro la trattativa tra Acciaierie d’Italia e i sindacati metalmeccanici (Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm, Usb e Ugl) per rinnovare di un anno la cassa integrazione nel gruppo. 2.955 i dipendenti interessati per il sito di Taranto, il più grande dell’ex Ilva. Improbabile che già oggi possa chiudersi la partita. A luglio 2024 fu trovato un accordo su un numero massimo di 4.050 cassintegrati nel gruppo, di cui 3.500 a Taranto – si era partiti da una richiesta di 5.200 di cui 4.400 a Taranto -, stavolta AdI chiede la cassa per 3.420 dipendenti. La sospensione temporanea dal lavoro interessa 465 dipendenti degli altri siti di AdI, tra cui Genova e Novi Ligure. I fondi per la cassa integrazione sono già nella legge di Bilancio e inoltre l’attuale gestione commissariale corrisponde sull’importo della cassa una integrazione economica per alleviarne l’impatto.

Gli azeri producono appena un quinto del siderurgico di Taranto, ma l’operazione interessa molto al governo dell’Azerbajian

Ancora in pista Jindal, fuori Bedrock. Importanti i numeri occupazionali: terrebbero 7.800 lavoratori su 9.700 Servizio Matteo Spada

Scadono oggi i termini per i rilanci dei tre gruppi industriali che puntano ad acquisire l’ex Ilva Servizio di Stefania Rotolo Montaggio di Massimo D’Olimpio

La Commissione Industria prosegue le sue audizioni. Ascoltati il governatore pugliese e il sindaco di Taranto Servizio di Stefania Rotolo Riprese e Montaggio di Massimo D’Olimpio

Cittadini e associazioni tarantine chiedono giustizia per i danni alla salute causati dalle emissioni inquinanti

I commissari sono stati ascoltati in Audizione dalla Commissione industria del Senato Servizio di Stefania Rotolo Montaggio di Massimo D’Olimpio

L’udienza è prevista il 6 febbraio Servizio di Annamaria Rosato

I numeri delle unità interessate potrebbero essere sforbiciati, in prospettiva della risalita della produzione E’ in arrivo la lettera con cui Acciaierie d’Italia chiede ai sindacati il rinnovo della cassa integrazione straordinaria per il 2025. La cassa è già coperta finanziariamente con uno stanziamento nella legge di Bilancio e l’accordo tra le parti riguarda solo la gestione operativa. La scadenza della cassa avverrà nelle prossime settimane per cui le sigle metalmeccaniche attendono a breve la lettera dell’azienda. L’anno scorso, con decorrenza retroattiva per agganciare la tranche precedente, fu rinnovata a fine luglio alministero del Lavoro e anche ridotta rispetto alle richieste iniziali dell’azienda. AdI, infatti, voleva in cassa 5.200 dipendenti, di cui 4.400 a Taranto, poi scese a 4.700 per tutto il gruppo e infine l’intesa si chiuse su 4.050, di cui 3.500 a Taranto. Numeri massimi, che nei mesi scorsi non sono mai stati toccati. A Taranto, per esempio, il ricorso alla cassa ha oscillato in una fascia compresa tra le 2.300 e le 2.800 unità. Inoltre, rispetto alle fasi precedenti, la cassa è stata economicamente integrata da Acciaierie per attutirne l’impatto economico sul personale. L’intesa di luglio è stata firmata con un solo altoforno in attività, orache quelli operativi sono due, i sindacati si aspettano (e lo chiederanno al tavolo) che i numeri della cassapossano essere sforbiciati, nella prospettiva della risalita della produzione. Al momento la ripartenza dell’altoforno 2, fermo da tempo, è programmata nel secondo trimestre dell’anno e non ha registrato slittamenti.

In tre concorrono per acquisire l’intero gruppo: Jindal Steel dall’India, Baku Steel dall’Azerbajian e Bedrock dagli Usa Slitta al 14 febbraio la data per presentare le offerte aggiornate per l’acquisizione dell’intero asset di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. I termini scadevano oggi ma si e’ reso necessario un supplemento di lavoro. In questo arco di tempo i tre gruppi in corsa, gli indiani di Jindal Steel, Baku Steel dall’Azerbajian e il fondo di investimento americano Bedrock, dovranno formulare la loro proposta sotto i profili industriale, occupazionale e ambientale.

Modificata procedura per aggiornamento criteri del rilascio AIA Approvato dal Consiglio dei ministri un decreto legge che prevede misure urgenti per il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale per gli impianti di interesse strategico e quindi per l’ex Ilva. In particolare modifica la procedura per l’aggiornamento dei criteri metodologici per il rilascio del Rapporto di valutazione del danno sanitario. Quest’ultimo, secondo il Dl deve fornire elementi di valutazione di carattere sanitario rilevanti anche ai fini del riesame dell’AIA (l’autorizzazione integrata ambientale). Inoltre si stabilisce che il decreto del ministero della Salute, che fissa i criteri per la Valutazione del danno sanitario, debba essere aggiornato almeno ogni 10 anni. Un primo aggiornamento del decreto del Ministero della Salute dovrà essere effettuato entro un anno dall’entrata in vigore del Decreto Lecce. Il provvedimento, inoltre, introduce una disciplina transitoria relativa ai procedimenti di riesame dell’Aia.

Il Cdm vara nuovo decreto In arrivo altri 250 milioni di euro per l’ex Ilva. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato un decreto legge con “misure urgenti per assicurare la continuità produttiva ed occupazionale degli impianti ex Ilva”. Come si legge nel comunicato di Palazzo Chigi al termine della riunione, “nelle more della procedura di gara finalizzata alla definitiva cessione a terzi del compendio aziendale, le norme introdotte ampliano, portandola da 150 a 400 milioni, la facoltà di utilizzo a fini di continuità produttiva del patrimonio già destinato a finalità di ripristino ambientale”.

Ieri l’allarme è rimbalzato dalla commissione regionale Servizio di Francesco Iato

Tre le cordate principali, ma tutte prevedono tagli occupazionali

Dieci proposte ricevute, fra cui tre per l’intero impianto. I commissari avviano la valutazione, ma la fase finale è ancora lontana

Ex Ilva, “produzione raddoppiata”

I commissari sono stati ascoltati in Audizione dalla Commissione industria del Senato Servizio di Stefania Rotolo Montaggio di Massimo D’Olimpio

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