cm-rooms-and-apartments-sogg-colonna-suites-giugno
maldarizzi-automotive

Tgnorba

Telenorba

comune-di-castelmezzano

ex ilva

Il rammarico dei commissari straordinari: in un anno Taranto non ha creato occasioni di dialogo con noi Servizio Alessandra Martellotti

La nuova operatività dell’acciaieria sta avendo un effetto positivo sulle movimentazioni portuali Dopo anni difficili che si sono chiusi tutti con il segno negativo il porto di Taranto imbocca la strada della ripresa registrando un incremento del traffico del 36 , 7% nel primo trimestre 2025. Da gennaio a marzo, rispetto all’anno scorso, sono state movimentate complessivamente 1 milione di tonnellate in più pari al 37%,6. Nel mese di marzo risulta confermata la tendenza, già registrata a febbraio, all’aumento complessivo dei traffici rispetto al 2024, riportando un +72% sia per le rinfuse solide che per il general cargo. Lo rende noto l’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio sottolineando in una nota che l’aumento dei traffici “sembra trovare un riscontro tangibile nella ripresa dell’operatività dell’acciaieria, confermando – precisa la nota – la rilevante incidenza dell’attività del polo siderurgico sulle movimentazioni portuali ed il determinante condizionamento negativo degli ultimi anni”. E’ aumentato anche il numero delle navi arrivate e partite, +6,3%, mentre i container movimentati sono meno rispetto al 2024. L’andamento dei traffici potrà ulteriormente aumentare, a partire dal prossimo autunno, grazie alla effettiva partenza del progetto “Tempa Rossa”, che prevede un incremento della esportazione di rinfuse liquide di circa 2 milioni all’anno. Tutto ciò in attesa della pubblicazione del decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per l’auspicata conferma della individuazione del Porto di Taranto come uno dei poli industriali nazionali per l’energia eolica offshore galleggiante.

Nuove richieste di costituzione di parte civile per l’inquinamento provocato dall’ex Ilva di Taranto Servizio di Alessandro Boccia

“Firmeremmo perfino per la chiusura della fabbrica pur di tutelare le persone”. Al Governo: “Siamo pronti a manifestare” Servizio Alessandra Martellotti

Il via libera del dicastero giunge dopo il parere favore espresso dal Comitato di sorveglianza Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha autorizzato i Commissari straordinari di Acciaierie d’Italia in AS e di ILVA in AS ad avviare una negoziazione in via preferenziale con la cordata azera guidata da Baku Steel Company (BSC) e Azerbaijan Business Development Fund (ABDF). Lo riporta una nota del Mimit, in cui si precisa che il via libera del dicastero giunge in seguito alla richiesta pervenuta il 21 marzoscorso dalle due terne commissariali di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria e di Ilva in ase al parere favorevole espresso dal Comitato di Sorveglianza. 

La Corte di Strasburgo, ‘archiviazione causa ha violato diritto’ La Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia per non aver condotto un’inchiestaefficace sulla morte di un operaio dell’Ilva a causa di un tumore polmonare nel 2010 che, secondo i familiari era stato causato dall’esposizione a sostanze tossiche sul luogo di lavoro. Nel ricorso alla Cedu la moglie e il figlio dell’operaio sostengono che l’Italia ha violato il diritto alla vita, sotto il profilo procedurale, per aver archiviato la causa che avevano intentato per omicidio colposo, senza prendere inconsiderazione la perizia che dimostrava la correlazione tra la malattia dell’uomo e la sua esposizione a sostanze nocive sul luogo di lavoro. Nell’interrompere l’indagine le autorità hanno scelto di non esaminare le prove che – secondo moglie e figlio – avrebbero permesso di identificare lepersone responsabili dell’attuazione delle misure di sicurezza nello stabilimento. Nella sentenza la Cedu evidenzia che le autorità avrebbero potuto ordinare ulteriori indagini per accertare l’eventuale esistenza di un nesso di causalità tra l’esposizione a sostanze nocive e il decesso, al fine di individuare i responsabili di eventuali violazioni delle misure di sicurezza, rendendo di fatto inefficace l’inchiesta.

PeaceLink nel capoluogo lucano per “chiedere giustizia” Servizio di Alessandro Boccia intervista a Alessandro Marescotti, PeaceLink Taranto

Si discute sul presunto inquinamento provocato dall’ex Ilva di Taranto È stata aggiornata al prossimo 4 aprile davanti al gup di Potenza Francesco Valente l’udienza preliminare del processo “Ambiente svenduto” sul presunto inquinamento provocato dall’ex Ilva di Taranto, trasferito nel capoluogo lucano, dopo l’annullamento pronunciato dalla Corte d’Assise d’Appello di Taranto (sezione distaccata di Lecce) della sentenza di primo grado con le 26 condanne inflitte a maggio 2021. Secondo quanto si è appreso, questa mattina la prima questione dibattimentale ha riguardato il principio della “immanenza” della costituzione delle parti civili sollevato da alcuni difensori: il gup si è riservato di decidere. 

Il processo riparte da zero e vede coinvolti 23 imputati, tra i quali l’ex governatore pugliese Nichi Vendola e i fratelli Fabio e Nicola Riva È iniziata nel Palazzo di giustizia di Potenza l’udienza preliminare per il processo “Ambiente svenduto” sul presunto inquinamento provocato dall’ex Ilva di Taranto. Il processo – che è stato trasferito a Potenza dopo l’annullamento pronunciato dalla Corte d’Assise d’Appello di Taranto (sezione distaccata di Lecce) della sentenza di primo grado con le 26 condanne inflitte a maggio 2021 – riparte da zero e vede coinvolti 23 imputati, tra i quali l’ex governatore pugliese Nichi Vendola e i fratelli Fabio e Nicola Riva, ex proprietari e amministratori dell’impianto. Per il maxi processo, nel Palazzo di giustizia potentino sono stati disposti due diversi ingressi, uno riservato alle persone coinvolte in “Ambiente svenduto”. sono state utilizzate solo da pochi.

Offerta di un miliardo di euro e investimenti futuri per 4 miliardi Con una offerta di un miliardo di euro e investimenti futuri per 4 miliardi è Baku Steel Company ad aggiudicarsi, insieme alla holding azera, l’ex Ilva di Taranto e gli impianti collegati del gruppo Acciaieria d’ Italia. I commissari straordinari di Adi in As e di Ilva in As hanno trasmesso al Mimit una richiesta di autorizzazione per avviare una negoziazione in via preferenziale con il consorzio azero. Una decisione maturata dopo aver valutato la solidità finanziaria dei candidati, la sostenibilità industriale ed i benefici in termini di occupazione e per le comunità locali, scrivono in un una nota i commissari. Il processo di negoziazione, si legge nella nota, avverrà con la necessaria riservatezza. I nuovi padroni azeri puntano ad una Ilva 2.0 alimentata a gas, veicolato dal loro paese anche grazie ad una nave rigassificatrice. Lo stato italiano sarà della partita con il 10% di Invitalia, mentre un ruolo potrebbero averlo anche Cassa depositi e prestiti e Sace.

Si entra, quindi, in una nuova fase, nella quale potrebbe ancora accadere qualcosa. Lo stato, ad esempio, dovrà ufficializzare la propria partecipazione e quantificarla L’ex Ilva ha un acquirente ed è Baku Steel, il più grosso produttore di acciaio dell’Azerbajian. Com’era già trapelato nelle settimane scorse, è stata la proposta azera a convincere più delle altre i commissari, che alla fine hanno detto no anche al rilancio degli indiani Jindal. Ma la partita non è chiusa.

Alla Camera ha parlato anche di dazi Usa e della necessità di evitare guerre commerciali

Anche la Camera ha approvato il testo licenziato dal Senato  La Camera ha approvato questa sera il decreto sull’ex Ilva di Taranto. Il decreto è stato dunque convertito definitivamente in legge. Confermato il testo licenziato dal Senato. I sì sono stati 140, i no 91, gli astenuti 3. Il provvedimento contiene le misure urgenti per assicurare la continuità produttiva e occupazionale degli impianti. Il decreto prevede l’incremento delle risorse – fino a 400 milioni di euro – da trasferire ad acciaierie d’Italia e istituisce anche un fondo da 80 milioni di euro per gli interventi di bonifica ambientale

Venerdì l’annuncio del Governo, ma la trattativa continuerà

Lo zio Romeo ha fatto realizzare un monumento dedicato a Giacomo e agli altri operai morti sul lavoro. Chiede all’amministrazione comunale l’autorizzazione per farlo benedire Di Alessandra Martellotti

Gli azeri avrebbero chiesto il coinvolgimento di Cdp e Sace Situazione ex Ilva. Oggi è previsto l’incontro tra Governo e sindacati intanto i rappresentanti di Baku Steel – insieme a quelli di Azerbaijan Investment Company e Socar – sarebbero già a Roma per chiudere l’acquisto dell’ex Ilva. Sembra che gli azeri siano intenzionati ad una partecipazione di Invitalia e al coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti e Sace. La scelta sarà fatta entro il 14 marzo. In attesa di conoscere quale sarà, si complica il rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale, al momento in corso al ministero dell’Ambiente.  L’Istituto Superiore di Sanità, vagliando la valutazione di impatto sanitario (Vis) presentata da Acciaierie d’Italia per una produzione di 6 milioni di tonnellate di acciaio a Taranto, ha infatti detto che vi  è “Una valutazione di rischio sanitario connesso all’impianto produttivo inadeguato per sottostima”, che “gli scenari emissivi simulati per le sorgenti dello stabilimento siderurgico risultano incompleti poichè non includono alcuni inquinanti importanti per gli effetti sulla salute” e che “la valutazione dell’esposizione per via orale condotta dal gestore, risulta non conforme e inaccurata in quanto la potenziale contaminazione della catena alimentare, è stata limitata ad alcuni contaminanti e alimenti”. 

Incontro con il governo alle 18.30 per un aggiornamento sullasituazione del gruppo Acciaierie d’Italia I sindacati sono stati convocati dal Governo a Palazzo Chigi martedì 11 marzo per un aggiornamento sulla situazione del gruppo Acciaierie d’Italia. Il tavolo sull’ex Ilva si terrà alle 18.30. Per domani alle 10.30 i sindacati hanno invece ricevuto la convocazione dal ministero del Lavoro per il proseguimento della discussione sulla Cigs per i lavoratori. Intanto il governatore Emiliano ribadisce che “La cessione dell’ex Ilva non garantisce lavoro e salute, e che Il Governo deve mantenere una partecipazione pubblica rilevante per assicurare questi due punti fondamentali.

Intervengono anche i sindacati: vigileremo sul piano di monitoraggio Servizio Alessandra Martellotti

I commissari stanno valutando le offerte migliorate, con possibilità di avvio entro giugno dopo la trattativa sindacale

Ex Ilva, il decreto è legge

Anche la Camera ha approvato il testo licenziato dal Senato  La Camera ha approvato questa sera il decreto sull’ex Ilva di Taranto. Il decreto è

gilca-srl-giugno
deliziosa