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Incontro in vista della riunione ad oltranza dell’8 luglio Giornalista: Stefania Rotolo

Martedì la Puglia deve dire sì o no al rigassificatore. Se la risposta sarà sì, la prospettiva di Baku Steel a Taranto diventerà realtà. Se la risposta sarà no, il Governo ha già pronto il piano B La Puglia dovrà dare risposte certe e definitive al Governo. E dovrà farlo martedì prossimo, 8 luglio, nel vertice già convocato a Roma dal Ministro Urso. Perché Baku Steel dica definitivamente sì all’acquisto dell’ex Ilva occorre garantire l’arrivo a Taranto del gas azero, e per farlo in tempi stretti c’è una sola possibilità: una nave rigassificatore nel mar Ionio, non importa se nel porto di Taranto o nelle sue vicinanze, l’importante è che la nave ci sia e consenta di liquefare il gas necessario per la nuova alimentazione del siderurgico. Ma Taranto dice no.

L’audizione anticipa il vertice decisivo dell’8 luglio a Roma al Ministero delle Imprese, convocato dal Ministro Urso, per definire i dettagli dell’accordo di programma sul siderurgico Servizio di Francesco Iato

Le associazioni ambientaliste chiedono la chiusura dell’ex Ilva e la riconversione. Inaccetabile l’accordo di programma proposto dal ministro. Irricevibili le dichiarazioni di Emiliano Di Alessandra Martellotti Interviste a Luciano Manna, Veraleaks; Massimo Ruggieri, Giustizia per Taranto

Potrebbe esserci prima un secondo giro di consultazioni del sindaco Bitetti coi partiti. Poi, entro la scadenza del mese dalla sua elezione, si dovrebbe conoscere la squadra che lo accompagnerà nell’amministrazione della città Taranto ancora senza giunta ma questa potrebbere essere la settimana giusta. Potrebbe esserci prima un secondo giro di consultazioni del sindaco Bitetti coi partiti. Poi, entro la scadenza del mese dalla sua elezione, si dovrebbe conoscere la squadra che lo accompagnerà nell’amministrazione della città. Due grosse questioni hanno generato i ritardi. Da una parte la gestione dei rifiuti; dall’altra la vicenda ex Ilva. Quanto alla spazzatura e al decoro della città sono già stati presi i primi provvedimenti, con azioni come la ripartenza dello spazzamento notturno e si pensa al futuro della partecipata kyma ambiente. scade in queste ore il contratto di servizio. Quanto invece al siderurgico, Bitetti ha ribadito la sua posizione: “Taranto non è contraria alla decarbonizzazione ma avvenga attraverso scelte fondate, condivise e rispettose dei territori”. Servizio di Alessandra Martellotti

Tra i nodi da sciogliere quello del rigassificatore Servizio di Annamaria Rosato

L’ennesima segnalazione è dell’Usb. Più volte i sindacati hanno denunciato lo stato di abbandono e degrado dei parcheggi Non solo danni alle auto dei lavoratori parcheggiate davanti alla portineria imprese dell’ex Ilva. Ieri pomeriggio un operaio al termine del suo turno non ha trovato più il mezzo. L’ennesima segnalazione è dell’Usb. Più volte i sindacati hanno denunciato lo stato di abbandono e degrado dei parcheggi, senza sorveglianza e illuminazione. I malintenzionati possono agire indisturbati anche in pieno giorno. Spesso i lavoratori trovano specchietti e vetri rotti, hanno denunciato anche il furto all’interno dei veicoli come borse e documenti. Si tratta di episodi che creano un clima di insicurezza tra i dipendenti. L’Usb chiede alle autorità competenti più controlli.

Tra un mese potrebbe cominciare il dibattimento E’ stata aggiornata al 15 luglio quando potrebbe cominciare il dibattimento dell’udienza preliminare, davanti al gup di Potenza, Francesco Valente, del processo ‘Ambiente svenduto’, sul presunto disastro ambientale prodotto tra il 1995 e il 2012 dall’ex Ilva di Taranto, durante la gestione della famiglia Riva. Questa mattina, nel c’è stato l’intervento del pm Vincenzo Montemurro che ha illustrato alcuni capi di imputazione. Il processo ‘Ambiente svenduto’ è ricominciato dall’udienza preliminare nel capoluogo lucano il 21 marzo scorso, in seguito all’annullamento, per la presenza di due giudici onorari tra le numerose parti civili, pronunciato dalla Corte d’Assise d’Appello di Taranto (sezione distaccata di Lecce) della sentenza di primo grado con le 26 condanne, per 270 anni di carcere, inflitte a maggio 2021.

Approvato dal Consiglio dei Ministri un nuovo Decreto Legge. Intanto al Ministero si tratta sulla cassa integrazione. Servizio di Stefania Rotolo Riprese di Massimo D’Olimpio Intervista ad Adolfo Urso Ministro delle Imprese e Made in Italy

“Il processo di decarbonizzazione va attuato subito, dicono gli ambientalisti, e va sviluppato contestualmente un programma relativo all’utilizzo dell’idrogeno verde” “Il governo parla di Aia e accordo di programma con una transizione strutturata su 12 anni, con la realizzazione di un forno elettrico ogni 4 anni”. Lo dichiara Legambiente dopo l’incontro di ieri sulla questione ex Ilva. “Il processo di decarbonizzazione va attuato subito, dicono gli ambientalisti, e va sviluppato contestualmente un programma relativo all’utilizzo dell’idrogeno verde. Bisogna sostituire, non certo in 12 anni, altiforni e cokerie, ormai obsoleti e soggetti a frequenti malfunzionamenti, con forni elettrici e impianti per la produzione di preridotto. Ci sono 800 milioni di euro del Jtf per fare questo. Quella che sta mettendo in pratica il Governo è una pratica di marketing ingannevole che presenta un’azienda sostenibile quando in realtà non lo è” scrive Legambiente.

Per arrivare alla decarbonizzazione servirebbero 12 anni, ma nell’immediato è urgente il completamento dell’accordo di programma per l’autorizzazione integrata ambientale. Questione che chiama in campo le istituzioni locali, Regione e Comune di Taranto, con il sindaco appena eletto  Un decreto legge per la copertura finanziaria per il proseguimento delle attività del siderurgico. E’ quanto ha garantito il Governo ai sindacati durante l’incontro a Palazzo Chigi convocato sull’ex Ilva. Una assicurazione che non tranquillizza affatto i sindacati ai quali non sono state fornite cifre, né tempi certi.  Servizio di Stefania RotoloRiprese e Montaggio Massimo D’OlimpioInterviste a:Michele De Palma Segr. Gen Fiom CgilRocco Palombella Segr. Uilm Ferdinando Uliano Segr. Fim Cisl

La situazione che abbiamo ereditato è molto complessa, ma il Governo continuerà a fare la propria parte Sull’ex Ilva “C’è bisogno che tutti diano una mano e non ci siano attori che preferiscanomettere i bastoni tra le ruote: credo tutti comprendano cosa c’è in ballo”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, intervenendo all’Assemblea di Confindustria a Bologna. La situazione “Che abbiamo ereditato – prosegue la Premier – è “molto complessa”, ma “il Governo continuerà a fare la propria parte, e credo faranno altrettanto tutte le parti coinvolte”.

Al Taranto Eco Forum la vice ministra dell’Ambiente si è soffermata sul risanamento ambientale del capoluogo jonico Servizio di Alessandra Martellotti

L’associazione Veraleaks ha depositato una denuncia penale con video inediti su quanto accaduto lo scorso 7 maggio 

A dirlo sono l’attivista Luciano Manna, fondatore di Veraleaks, e Carla Luccarelli, madre di Giorgio Di Ponzio, il 15enne di Taranto morto il 25 gennaio del 2019 per un sarcoma ai tessuti molli “Abbiamo chiesto alla procura di Taranto di indagare il ministro Urso e tutti i responsabili della gestione scellerata degli impianti dello stabilimento a causa delle sue chiare responsabilità legate all’incidente che ha posto a rischio la vita degli operai e dei cittadini di Taranto”. A dirlo sono l’attivista Luciano Manna, fondatore di Veraleaks, e Carla Luccarelli, madre di Giorgio Di Ponzio, il 15enne di Taranto morto il 25 gennaio del 2019 per un sarcoma ai tessuti molli. Il riferimento è a una denuncia penale depositata oggi,presso il commissariato borgo della polizia di Taranto, “nei confronti dei responsabili della conduzione degli impianti dello stabilimento”.

Confronto aggiornato alla prossima settimana, tutte le questioni restano aperte Servizio di Stefania Rotolo riprese e montaggio di Massimo D’Olimpio

Protestano per non aver ricevuto il link per collegarsi al vertice romano sulla situazione occupazionale del siderurgico Clima teso a Taranto lungo la Statale 7: gli operai hanno bloccato la strada per protesta. Non hanno ricevuto da Roma il link per seguire in diretta il vertice tra sindacati e Governo sul futuro lavorativo del siderurgico. L’incontro è iniziato ma loro, nonostante abbiano allestito il maxischermo, non potranno seguirlo per mancanza del collegamento. Anziché presidiare la zona come avevano programmato, hanno quindi deciso di bloccare la strada. Non si può circolare e la statale resterà bloccata fino alla fine del tavolo romano, non hanno alcuna intenzione di fermarsi perché, dicono, “si sentono presi in giro”. Secondo i protestanti la mancanza del collegamento con Roma è stato fatto apposta, proprio per evitare che loro potessero seguire l’incontro, fondamentale per il futuro occupazionale del siderurgico. (notizia in aggiornamento)

L’incontro si terrà lunedì prossimo al Mimit Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato per lunedì 26 maggio alle16.30 un incontro al Mimit sulla situazione dell’indotto dell’ex Ilva. Alla riunione parteciperanno Confindustria Taranto, Confartigianato Puglia, Confapi Taranto, Cna, Confimi IndustriaLecce-Brindisi-Taranto, Aigi Indotto Taranto e Conftrasporto, insieme ai rappresentanti della Regione Puglia, del Comune e della Provincia di Taranto. L’incontro con le associazioni datoriali dell’indotto segue quello che si svolgerà domani a Palazzo Chigi con i sindacati, durante il quale i commissari Adi illustreranno le conseguenze dello stop all’altoforno 1 dopo l’incendio di due settimane fa.

Critica la situazione dei lavoratori, secondo alcune sigle sindacali la Cig in alcuni reparti toccherà anche il 70% dei dipendenti Domani (mercoledi) i sindacati saranno a Roma a fronte della critica situazione dei lavoratori dell’ex Ilva dopo l’incidente verificatosi la settimana scorsa e, quindi, l’annuncio di raddoppiare la messa in cassa integrazione dei lavoratori. Secondo alcune sigle sindacali la Cig in alcuni reparti toccherà anche il 70% dei dipendenti. Intanto Fim, Fiom e Uilm passano ai fatti ed in concomitanza con l’incontro proclamano 4 ore di sciopero nazionale in tutti gli stabilimenti per chiedere al governo azioni immediate. Il quadro attuale della situazione aziendale ed occupazionale è disastroso dicono. Nessuna notizia sull’avanzamento o stallo della trattativa con Baku Steel, interruzione del piano di ripartenza, impianti di lavorazione a freddo di Taranto completamente fermi, produzione di acciaio ridotta ad un solo altoforno e nessuna avvio di discussione di percorsi di formazione e mobilita’ per il per il personale della societa Adi in AS o Ilva in As. In seguito all’esito dell’incontro verranno intraprese ulteriori iniziative, hanno annunciato i sindacati.

Orsini, perdere l’Ilva sarebbe una pazzia, lo dirò al ministro delle Imprese e del Made in Italy “Il rilancio della siderurgia a Taranto nella prospettiva della piena decarbonizzazione è unapriorità nazionale. Possiamo realizzare un modello europeo per la produzione di acciaio green, un polo d’eccellenza industriale all’avanguardia nella transizione ecologica. Non molliamo”. Loha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in apertura dei lavori deltavolo Taranto convocato al Mimit con le aziende, le associazioni d’impresa e le istituzioni locali.“Taranto può essere protagonista della nuova rivoluzione industriale italiana, con la siderurgia green motore di un progetto integrato che guarda al futuro, polo di sviluppo che possa attrarre altri significativi investimenti collaterali ad alto e qualificato impatto occupazionale, anche grazie alla necessaria riqualificazione dell’area portuale, approdo naturale della nuove direttrici di crescita globale”, ha aggiunto. Dal canto suo il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, a margine dell’assemblea diConfindustria Varese, ha detto che “Bisogna fare tutto il possibile per far sì che Ilva possa produrre ed essere competitiva con gli altri Paesi”, argomento di cui discuterà oggi in un incontro con il ministro Urso. “Perdere una filiera così importante e acquistare l’acciaio in altri continenti – conclude – è una pazzia”.

L’ex Ilva si sposta a Genova?

Martedì la Puglia deve dire sì o no al rigassificatore. Se la risposta sarà sì, la prospettiva di Baku Steel a Taranto diventerà realtà. Se

200 milioni di euro per l’ex Ilva

Approvato dal Consiglio dei Ministri un nuovo Decreto Legge. Intanto al Ministero si tratta sulla cassa integrazione. Servizio di Stefania Rotolo Riprese di Massimo D’Olimpio

Ex Ilva, Urso convoca l’indotto

L’incontro si terrà lunedì prossimo al Mimit Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha convocato per lunedì 26 maggio alle16.30

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