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L’udienza si è svolta stamane in tribunale a Potenza, dove è stato trasferito il processo È stata aggiornata al prossimo 9 settembre la nuova udienza del processo “Ambiente svenduto”, per il presunto disastro ambientale causato dall’ex Ilva di Taranto. Nell’udienza che si è svolta stamane in tribunale a Potenza, dove è stato trasferito il processo, hanno discusso il pm e le parti civili ed è stata stralciata una posizione per l’impedimento a partecipare da parte del difensore di uno degli indagati. Al termine dell’udienza il gup Francesco Valente ha annunciato alle parti costituite in giudizio la nuova data , quando potrebbero iniziare le discussioni a cominciare da quelle delle difese degli indagati. Il processo è stato trasferito nel capoluogo lucano dopo la decisione della Corte d’Assise d’Appello di Taranto – a settembre scorso – che ha annullato la sentenza emessa dai giudici di primo grado a fine maggio 2021 e dalla quale erano state emesse diverse condanne per fatti contestati agli anni di gestione della proprietà Riva.

Questa mattina alle 8.51 si sarebbe verificato un fenomeno di slopping all’interno dell’acciaieria 2. La denuncia è di Luciano Manna di Veraleaks Mentre a Roma si discute sul futuro dell’ex Ilva, questa mattina alle 8.51 si sarebbe verificato un fenomeno di slopping all’interno dell’acciaieria 2. La denuncia è di Luciano Manna di Veraleaks. Si tratta di una fuoriuscita incontrollata di fumo, polveri e sostanze nocive dall’altoforno, causata dall’instabilità della miscela incandescente di acciaio e scorie durante la colata. Continuiamo a respirare veleni, dice Manna, e nessuno interviene. L’attivista, inoltre, cita una vecchia dichiarazione di Agostino Pastorino, fiduciario della famiglia Riva, ex padroni dell’ Ilva, che nel 2013 durante un interrogatorio davanti al gip del Tribunale di Taranto, affermo’ che a Genova non si poteva fare neanche uno slopping. Ci avrebbero chiuso. A Taranto invece tutto è possibile 

I consiglieri di maggioranza chiedono al sindaco di fermarsi: “Serve confronto in consiglio comunale” Undici consiglieri di maggioranza hanno firmato un documento rivolto al sindaco Bitetti per chiedergli di non firmare l’accordo di programma sull’ex Ilva. Secondo i firmatari la decisione è troppo importante per non essere prima discussa in consiglio. I consiglieri di Pd, Demos, Verdi e Con, vicini al governatore Emiliano, sottolineano l’importanza del momento: “Abbiamo l’occasione per scrivere insieme una nuova pagina per Taranto e lo dobbiamo ai nostri figli e alle nostre famiglie”.

Settimana decisiva per il futuro dell’ex Ilva e del siderurgico

Per martedì prossimo è previsto il nuovo vertice al Mimit e il Ministro Urso ha fretta di chiudere, ma Taranto frena Taranto chiede più tempo per prendere una decisione sul futuro del siderurgico. Per martedì prossimo è previsto il nuovo vertice al Mimit, e il Ministro Urso ha fretta di chiudere, ma Taranto frena. Ieri il sindaco Bitetti ha incontrato informalmente i consiglieri comunali ai quali ha illustrato l’accordo di programma proposto dal Governo. Nessuno ha detto firmiamolo. Ma nessuno ha detto respingiamolo. Tutti si sono trovati d’accordo sulla necessità di studiarlo adeguatamente.

Impianto fermo per 3 giorni per un intervento di manutenzione La vertenza ex Ilva. Aspettando l’incontro di martedì prossimo per la chiusura dell’accordo di programma per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale, arriva da Taranto la notizia della ripartenza dell’altoforno 4, l’unico dei tre attualmente operativo, fermo per 3 giorni per un intervento di manutenzione. Ripresa, dunque, la produzione della ghisa. Prima della fermata la produzione si attestava a circa 4.300-4.500 tonnellate al giorno, ma l’impianto non tornerà subito a regime, ci vorranno 2-3 giorni. Inoltre, si è concluso anche il ripristino del gasometro a servizio dell’acciaieria 2. Si ferma di nuovo l’acciaieria 1, che era stata riaccesa per sopperire alla mancanza dell’altro impianto.

Il Governatore Emiliano chiede l’intervento dei leader dell’opposizione, il Sindaco di Taranto non si è presentato Giornalista: Stefania RotoloIntervista: Michele Emiliano Governatore Puglia

L’incontro al Mimit è servito ad individuare due possibili soluzioni che prevedono una riduzione dei tempi di decarbonizzazione tra i 7 e gli 8 anni intervistati: Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e Made in Italy; Michele Emiliano Governatore Puglia;Piero Bitetti Sindaco Taranto

Convocato dal Ministro Urso, ha un orario di inizio, 9.30, ma non uno di chiusura. Urso è fiducioso che un accordo si troverà, lo ha detto ieri ai sindacati Per l’ex Ilva è l’ora delle scelte. E oggi è una delle giornate decisive. Al Ministero dell’Industria è convocato un vertice che dovrà necessariamente concludersi con una decisione. Anzi, non si concluderà se non ci sarà una decisione sul futuro del colosso dell’acciaio. E infatti il vertice convocato dal Ministro Urso ha un orario di inizio, 9.30, ma non uno di chiusura. Urso è fiducioso che un accordo si troverà, lo ha detto ieri ai sindacati che ha incontrato per parlare della cassa integrazione, argomento subito rinviato in attesa di capire come finirà oggi.

I 200 milioni previsti dall’ultimo decreto non bastano In attesa dell’incontro al Mimit per la discussione sull’accordo di programma, Fim, Fiom e Uilmrichiamano l’attenzione sulla necessità di garantire la continuità produttiva dello stabilimento ex Ilva di Taranto, condizione che ritengono imprescindibile per ogni progetto di riconversione ecologica.“Senza continuità produttiva non potrà esserci nessuna decarbonizzazione”, avvertono i sindacati, preoccupati per la situazione degli impianti: l’incidente all’Altoforno 1, la mancata ripartenza dell’Afo2, le criticità sull’Afo4 e l’assenza di un piano di manutenzione rischiano di compromettere definitivamente il sito. Fim, Fiom e Uilm chiedono al governo un impegno concreto con risorse adeguate: “I 200 milioni previsti dall’ultimo decreto non bastano – dicono -. Serve un piano finanziario per mettere in sicurezza gli impianti e garantire la ripresa della produzione”. I sindacati contestano anche l’esclusione dal confronto sull’Accordo di programma e chiedono chiarezza sulla cassa integrazione che coinvolge oltre 4mila lavoratori: “La trasformazione dello stabilimento deve partire da Taranto, non può basarsi solo su buone intenzioni. La decarbonizzazione si costruisce, non si improvvisa”. 

Incontro in vista della riunione ad oltranza dell’8 luglio Giornalista: Stefania Rotolo

Martedì la Puglia deve dire sì o no al rigassificatore. Se la risposta sarà sì, la prospettiva di Baku Steel a Taranto diventerà realtà. Se la risposta sarà no, il Governo ha già pronto il piano B La Puglia dovrà dare risposte certe e definitive al Governo. E dovrà farlo martedì prossimo, 8 luglio, nel vertice già convocato a Roma dal Ministro Urso. Perché Baku Steel dica definitivamente sì all’acquisto dell’ex Ilva occorre garantire l’arrivo a Taranto del gas azero, e per farlo in tempi stretti c’è una sola possibilità: una nave rigassificatore nel mar Ionio, non importa se nel porto di Taranto o nelle sue vicinanze, l’importante è che la nave ci sia e consenta di liquefare il gas necessario per la nuova alimentazione del siderurgico. Ma Taranto dice no.

L’audizione anticipa il vertice decisivo dell’8 luglio a Roma al Ministero delle Imprese, convocato dal Ministro Urso, per definire i dettagli dell’accordo di programma sul siderurgico Servizio di Francesco Iato

Le associazioni ambientaliste chiedono la chiusura dell’ex Ilva e la riconversione. Inaccetabile l’accordo di programma proposto dal ministro. Irricevibili le dichiarazioni di Emiliano Di Alessandra Martellotti Interviste a Luciano Manna, Veraleaks; Massimo Ruggieri, Giustizia per Taranto

Potrebbe esserci prima un secondo giro di consultazioni del sindaco Bitetti coi partiti. Poi, entro la scadenza del mese dalla sua elezione, si dovrebbe conoscere la squadra che lo accompagnerà nell’amministrazione della città Taranto ancora senza giunta ma questa potrebbere essere la settimana giusta. Potrebbe esserci prima un secondo giro di consultazioni del sindaco Bitetti coi partiti. Poi, entro la scadenza del mese dalla sua elezione, si dovrebbe conoscere la squadra che lo accompagnerà nell’amministrazione della città. Due grosse questioni hanno generato i ritardi. Da una parte la gestione dei rifiuti; dall’altra la vicenda ex Ilva. Quanto alla spazzatura e al decoro della città sono già stati presi i primi provvedimenti, con azioni come la ripartenza dello spazzamento notturno e si pensa al futuro della partecipata kyma ambiente. scade in queste ore il contratto di servizio. Quanto invece al siderurgico, Bitetti ha ribadito la sua posizione: “Taranto non è contraria alla decarbonizzazione ma avvenga attraverso scelte fondate, condivise e rispettose dei territori”. Servizio di Alessandra Martellotti

Tra i nodi da sciogliere quello del rigassificatore Servizio di Annamaria Rosato

L’ennesima segnalazione è dell’Usb. Più volte i sindacati hanno denunciato lo stato di abbandono e degrado dei parcheggi Non solo danni alle auto dei lavoratori parcheggiate davanti alla portineria imprese dell’ex Ilva. Ieri pomeriggio un operaio al termine del suo turno non ha trovato più il mezzo. L’ennesima segnalazione è dell’Usb. Più volte i sindacati hanno denunciato lo stato di abbandono e degrado dei parcheggi, senza sorveglianza e illuminazione. I malintenzionati possono agire indisturbati anche in pieno giorno. Spesso i lavoratori trovano specchietti e vetri rotti, hanno denunciato anche il furto all’interno dei veicoli come borse e documenti. Si tratta di episodi che creano un clima di insicurezza tra i dipendenti. L’Usb chiede alle autorità competenti più controlli.

Tra un mese potrebbe cominciare il dibattimento E’ stata aggiornata al 15 luglio quando potrebbe cominciare il dibattimento dell’udienza preliminare, davanti al gup di Potenza, Francesco Valente, del processo ‘Ambiente svenduto’, sul presunto disastro ambientale prodotto tra il 1995 e il 2012 dall’ex Ilva di Taranto, durante la gestione della famiglia Riva. Questa mattina, nel c’è stato l’intervento del pm Vincenzo Montemurro che ha illustrato alcuni capi di imputazione. Il processo ‘Ambiente svenduto’ è ricominciato dall’udienza preliminare nel capoluogo lucano il 21 marzo scorso, in seguito all’annullamento, per la presenza di due giudici onorari tra le numerose parti civili, pronunciato dalla Corte d’Assise d’Appello di Taranto (sezione distaccata di Lecce) della sentenza di primo grado con le 26 condanne, per 270 anni di carcere, inflitte a maggio 2021.

Approvato dal Consiglio dei Ministri un nuovo Decreto Legge. Intanto al Ministero si tratta sulla cassa integrazione. Servizio di Stefania Rotolo Riprese di Massimo D’Olimpio Intervista ad Adolfo Urso Ministro delle Imprese e Made in Italy

“Il processo di decarbonizzazione va attuato subito, dicono gli ambientalisti, e va sviluppato contestualmente un programma relativo all’utilizzo dell’idrogeno verde” “Il governo parla di Aia e accordo di programma con una transizione strutturata su 12 anni, con la realizzazione di un forno elettrico ogni 4 anni”. Lo dichiara Legambiente dopo l’incontro di ieri sulla questione ex Ilva. “Il processo di decarbonizzazione va attuato subito, dicono gli ambientalisti, e va sviluppato contestualmente un programma relativo all’utilizzo dell’idrogeno verde. Bisogna sostituire, non certo in 12 anni, altiforni e cokerie, ormai obsoleti e soggetti a frequenti malfunzionamenti, con forni elettrici e impianti per la produzione di preridotto. Ci sono 800 milioni di euro del Jtf per fare questo. Quella che sta mettendo in pratica il Governo è una pratica di marketing ingannevole che presenta un’azienda sostenibile quando in realtà non lo è” scrive Legambiente.

Ex Ilva: Taranto chiede tempo

Per martedì prossimo è previsto il nuovo vertice al Mimit e il Ministro Urso ha fretta di chiudere, ma Taranto frena Taranto chiede più tempo

L’ex Ilva si sposta a Genova?

Martedì la Puglia deve dire sì o no al rigassificatore. Se la risposta sarà sì, la prospettiva di Baku Steel a Taranto diventerà realtà. Se

200 milioni di euro per l’ex Ilva

Approvato dal Consiglio dei Ministri un nuovo Decreto Legge. Intanto al Ministero si tratta sulla cassa integrazione. Servizio di Stefania Rotolo Riprese di Massimo D’Olimpio

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