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La sostanza era nascosta tra il muro e il lavello della cucina Due pregiudicati di Brindisi sono stati arrestati per spaccio di droga. I due hanno 35 e 57 anni. L’abitazione del più giovane era stata trasformata in un luogo di smercio di sostanze stupefacenti. Durante la perquisizione in casa è stato stato ritrovato oltre 1 kg di cocaina nascosta tra il muro e il lavello della cucina. La cocaina era stata in parte confezionata in 10 involucri del peso di circa 50 grammi ciascuno pronte per lo spaccio. Ritrovato anche materiale per il confezionamento e un bilancino di precisione. 

Sequestrati 640 grammi e 1100 euro Operazione antidroga dei carabinieri a Spinazzola. Arrestato un uomo di 34 anni, già noto alle forze dell’ordine. Nel corso della perquisizione domiciliare, i militari hanno rinvenuto 640 grammi di sostanze stupefacenti, tra cocaina, hascish e marijuana. Sequestrato anche il materiale necessario al confezionamento delle dosi e 1100 euro, ritenuto il provento dell’attività illecita.

La Polizia ha sequestrato 17 chili di stupefacente Un uomo e una donna di 40 e 50 anni, viaggiavano in auto vicino Lecce, comodamente seduti su 17 chili di cocaina: è quanto scoperto dalla squadra mobile che li ha fermati ed arrestati. Avevano modificato i sedili dell’auto trasformandoli in contenitori per il trasporto della droga. Erano anche dotati di apertura meccanica. I due sono finiti in carcere. La droga e armi sequestrate. L’operazione è stata condotta con il supporto del commissariato di Gravina e la squadra mobile di Bari.

Scambi anche al distributore di benzina, arrestate 30 persone interviste: int. Gianluca Gentiluomo, capo squadra mobile Questura Andria; Renato Nitti, capo procura Trani

La perquisizione è scattata quando i militari hanno notato un certo giro di giovani che entravano e uscivano dall’abitazione del ragazzo Vari tipi di droga tra cui cocaina, crack, ecstasy, chetamina, marijuana, hashish e, ancora, 3 bilancini di precisione, telefoni cellulari, coltelli con tracce di droga e la somma di circa 15.000 euro in contanti. È quanto è stato trovato dai carabinieri a casa di un 24enne, già agli arresti domiciliari, a Manduria. La droga, per un peso complessivo di 200 grammi, è stata sequestrata. La perquisizione è scattata quando i militari hanno notato un certo giro di giovani che entravano e uscivano dall’abitazione del giovane. 

Le operazioni si sono svolte a Latiano, Mesagne, Carovigno, San Michele Salentino e San Vito dei Normanni A Latiano, un uomo è stato arrestato per aver violato le prescrizioni della misura cautelare che gli imponeva l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento all’ex moglie, vittima di maltrattamenti. Nonostante fosse dotato di braccialetto elettronico, ha ignorato le disposizioni del tribunale, finendo in manette. Sempre a Latiano, un giovane è stato arrestato per espiare oltre cinque anni di reclusione per ricettazione e detenzione abusiva di arma clandestina, reati commessi nel 2014. A Mesagne, due giovani albanesi sono finiti agli arresti domiciliari dopo essere stati trovati in possesso di oltre 70 grammi di stupefacenti e materiale per il confezionamento, mentre un altro presunto spacciatore è stato fermato con 30 grammi di droga e 305 euro in contanti, anch’egli posto ai domiciliari. A Carovigno, un uomo sottoposto all’affidamento in prova ai servizi sociali è stato arrestato e trasferito in carcere dopo essere risultato positivo ai controlli tossicologici, su disposizione della procura generale presso la Corte d’Appello di Taranto. A San Michele Salentino, un minorenne già collocato in comunità è stato trasferito in un istituto penale minorile per comportamenti minacciosi verso gli operatori. Infine, a San Vito dei Normanni, un uomo è finito agli arresti domiciliari per possesso di oltre 200 grammi di droga e materiale per lo spaccio.

Tra loro vecchie conoscenze delle forze dell’ordine e nuove leve, molte delle quali insospettabili 30 ordinanze di custodia cautelare vengono eseguite in queste ore dalla Polizia di stato ad Andria in un’operazione coordinata dalla procura di Trani. Si tratta di soggetti accusati di aver creato, nel comune andriese, una fitta rete di spaccio di sostanze stupefacenti. Tra loro vecchie conoscenze delle forze dell’ordine e nuove leve, molte delle quali insospettabili. Degli indagati, che sono di Andria e hanno un’età compresa tra i 19 e i 64 anni, venti sono finiti in carcere e dieci agli arresti domiciliari. Tra loro vi è è una donna. Dalle indagini degli agenti è emerso che sei distinti gruppi di spaccio operavano ad Andria, ciascuno nella propria zona. I contatti con i clienti venivano gestiti da centralinisti che concordavano telefonicamente ora e luogo d’incontro. Erano poi i pusher con monopattini o bici elettriche a effettuare le consegne.

Nel mirino la criminalità organizzata nei Comuni di Racale, Alliste, Taviano, Melissano e Gallipoli È in corso dall’alba nel Salento una vasta operazione dei Carabinieri contro la criminalità organizzata, nei Comuni di Racale, Alliste, Taviano, Melissano e Gallipoli. I militari stanno eseguendo provvedimenti restrittivi, chiesti dalla Dda, a carico di persone gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, lesioni personali aggravate, tentata estorsione, ricettazione, detenzione abusiva di armi, con l’aggravante del metodo mafioso. L’operazione coinvolge più di 110 militari. I dettagli dell’operazione saranno divulgati in mattinata.

In carcere un giovane del posto, già noto alle forze dell’ordine. Aveva nascosto in un garage di Arnesano oltre due chili di droga, soprattutto marijuana di tipo “skunk”, dieci volte più forte di quella normale. Non solo, durante il sopralluogo i carabinieri hanno trovato anche un ordigno di oltre un chilo, immediatamente disattivato e distrutto dagli artificieri. Droga e bomba erano, a loro volta, nascoste in due auto risultate rubate. In carcere è finito un giovane del posto, già noto alle forze dell’ordine. Due persone sono state denunciate per ricettazione e detenzione di materiale esplosivo. Le vetture sono state restituite ai legittimi proprietari.

Un percorso ad ostacoli, realizzato con un tunnel e una serie di porte blindate, realizzate abusivamente in una palazzina di proprietà pubblica, che sono state rimosse Riprese e montaggio di Roberto Cofano Servizio di Guglielmina Logroscino

Misura cautelare richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia Dall’alba, a Bari e provincia, la Polizia sta dando esecuzione ad una ordinanza di applicazione di una misura cautelare personale, emessa dal gip del Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 8 persone (7 in carcere, 1 ai domiciliari), ritenute appartenenti ad una associazione a delinquere, facente capo al clan Strisciuglio, dedita al traffico e alla illecita commercializzazione di sostanze stupefacenti. I soggetti sono considerati membri di una associazione a delinquere, armata, dedita al traffico ed alla commercializzazione di sostanza stupefacente, del tipo cocaina, eroina e marijuana, nei Comuni di Palo del Colle, Bari e Bitonto. Si trovano in carcere Giuseppe Signorile, 38 anni, di Triggiano; Nicola Primavera, 26enne barese; Rodolfo Scardicchio, 37 anni, Giovanni Signorile, 28enne di Palo del Colle; Marco Lopez, 38 anni, di Palo del Colle; Franco Vincenzo Lopez, 40 anni, di Palo del Colle; Mohamed Nefati, 41 anni, di Palo del Colle. Ai domiciliari Tommaso Peschetola, 32enne di Bitonto. È stato documentato, in particolare, un raid armato, nel quartiere Japigia, finalizzato a sequestrare un appartenente ad un clan rivale, a scopo intimidatorio; nella circostanza, il commando non riuscì a portare a termine il tentativo di sequestro, ma, comunque, esplose numerosi colpi di arma da fuoco all’indirizzo dell’abitazione della vittima. L’attività di indagine ha anche consentito di appurare come i membri del gruppo criminale usassero parlare, tra di loro, con un linguaggio criptico e convenzionale, al fine di confondere ed eludere eventuali attività investigative da parte delle Forze di Polizia: la sostanza stupefacente veniva indicata, di volta in volta, come “buona”, “bomba” o “dinamite”.

Dovranno rispondere di detenzione e spaccio 67 grammi di cocaina nascosta nel materasso. Arrestati e posti ai domiciliari un uomo di 47 anni e una donna di 26, entrambi di Massafra. Dovranno rispondere di detenzione e spaccio. La sostanza è stata ritrovata all’interno del letto, nell’abitazione dei due, già noti per gli stessi precedenti. La droga è stata sequestrata e inviata al Laboratorio analisi dei Carabinieri. 

Diverse operazioni dei carabinieri negli ultimi giorni Sono state diverse negli ultimi giorni le operazioni a cura dei Carabinieri della Compagnia di San Vito dei Normanni. A Mesagne sono stati arrestati tre giovani (trovati in possesso di sostanze stupefacenti e materiale per il confezionamento) e un uomo per favoreggiamento della prostituzione. L’uomo aveva accompagnato in strada due ragazze straniere, contribuendo così ad agevolare l’attività di prostituzione. A Carovigno un uomo è stato arrestato perché aveva manomesso e danneggiato il contatore di energia elettrica realizzando un by-pass artigianale per eludere il consumo. Arrestato anche un giovane per droga.

Parenti e amici dei detenuti facevano da corrieri. Le mogli si occupavano dei pagamenti e della contabilità. In attività due gruppi, uno barese e uno tarantino Di Alessandra Martellotti

Nel corso del processo per direttissima la Procura ha chiesto una condanna a 4 anni di carcere. La sentenza sarà emessa il 22 settembre I carabinieri di Altamura hanno arrestato un 26enne del posto, Giuseppe Incampo, trovato in possesso di 249 dosi di cocaina. La sostanza era nascosta in un armadietto, chiuso con lucchetti in ferro, all’interno di un garage di cui l’uomo aveva la disponibilità. Nella camera da letto della sua abitazione c’erano altri 4 grammi di cocaina suddivisi in 9 involucri. Nel corso della perquisizione è stato trovato anche materiale idoneo al confezionamento delle dosi, 1450 euro in contanti e due telefoni cellulari. Nel corso del processo per direttissima la Procura ha chiesto una condanna a 4 anni di carcere. La sentenza sarà emessa il 22 settembre, il 26enne intanto ha ottenuto i domiciliari.

Coinvolti anche i parenti dei detenuti Perquisizioni e arresti nella notte a Taranto nel corso di una operazione congiunta tra la Polizia di Stato e la Polizia Penitenziaria chiusa con 25 arresti. Coinvolti anche i parenti dei detenuti. È l’epilogo di una indagine che ha portato alla luce un importante giro di droga all’interno del carcere tarantino. Con l’aiuto dei familiari dei detenuti che facevano da corrieri, il carcere di Taranto era diventata una vera e propria piazza di spaccio. Come detto 25 gli arresti all’alba: 16 in carcere, tra vecchi e nuovi, e 9 ai domiciliari. Per i pagamenti si utilizzavano vari modi: addirittura i soldi venivano addebitati su una postepay. 

Il giovane avrebbe organizzato un’attività di spaccio ben strutturata Aveva messo su un’attività di spaccio ben strutturata tra Sava e i comuni limitrofi il 26enne arrestato nella notte dai carabinieri, mentre se ne andava in giro in moto, col borsello pieno di contanti e di cocaina già in dosi. Ad insospettire i militari, l’atteggiamento nervoso ed elusivo dal giovane che ha cercato anche di disfarsi di tutto. Recuperati soldi e droga, l’operazione è proseguita con la perquisizione domiciliare, chiusa con l’ulteriore sequestro di 180 grammi di marijuana e 120 grammi di hashish, oltre che di un bilancino elettronico di precisione e vario materiale per il confezionamento delle dosi, tra cui bustine in cellophane, nastri adesivi e forbici. Arrestato in flagranza di reato il 26enne dovrà rispondere di detenzione e spaccio. 

Nella loro abitazione la polizia ha ritrovato oltre 500 grammi di marijuana La Polizia di Stato ha arrestato tre brindisini per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo marijuana. Si tratta di un quarantaseienne e i suoi due figli rispettivamente di diciannove e ventitrè anni, tutti incensurati. Gli agenti hanno perquisito la loro abitazione, nella periferia di Brindisi, in cui sono stati trovati all’interno di un’intercapedine un bidone contenente alcuni sacchetti per un peso complessivo di oltre 500 grammi. È stato anche rivenuto un macchinario utilizzato per la chiusura “sottovuoto” dei sacchetti, bustine in cellophane e bilancini di precisione. I tre sono ora agli arresti domiciliari.

L’attività è partita da una serie di osservazioni nei pressi di un’abitazione del centro storico di Bisceglie I carabinieri di Trani hanno arrestato due ragazzi di 24 e 22 anni e una donna di 21 anni per traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti. L’attività è partita da una serie di osservazioni nei pressi di un’abitazione del centro storico di Bisceglie, dove era stato notato un insolito via vai di persone. I Carabinieri hanno bloccato e perquisito i tre trovando in casa, in auto e in uno scooter 565 grammi di hashish in panetti, circa 50 grammi di cocaina già suddivisa in dosi, materiale vario per il confezionamento e 870 euro in contanti. Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro penale.

Il fermo dei Carabinieri: dal controllo in auto è emerso un quantitativo di droga suddiviso e pronto alla vendita Un trentottenne è stato arrestato con le accuse di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti dopo un controllo di perquisizione veicolare e personale effettuato dai Carabinieri. Il fatto è avvenuto a Taranto, nel quartiere Tamburi: il colpevole, a bordo della sua auto, trasportava un quantitativo di eroina pari a 100 grammi, suddivisi in dosi già pronte alla vendita, oltre a 1100 euro in contanti in tasca. Il denaro verrà versato su un libretto postale giudiziario, mentre la droga è stata sequestrata e consegnata al Laboratorio Analisi sostanze stupefacenti del Comando provinciale di Taranto.

Arnesano: sequestro droga e bomba

In carcere un giovane del posto, già noto alle forze dell’ordine. Aveva nascosto in un garage di Arnesano oltre due chili di droga, soprattutto marijuana

Spaccio in carcere, 25 arresti a Taranto

Parenti e amici dei detenuti facevano da corrieri. Le mogli si occupavano dei pagamenti e della contabilità. In attività due gruppi, uno barese e uno

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