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Sei scatole mimetizzate e scovate durante una perquisizione nel campo sportivo Sei scatole contenenti altrettanti telefonini, un centinaio di grammi di hashish e altro materiale proibito è stato trovato ben mimetizzato durante una perquisizione nel campo sportivo, destinato ai detenuti nelcarcere di Foggia. Ne dà notizia il segretario nazionale del Sappe, Federico Pilagatti. Il sequestro – riferisce Pilagatti – è avvenuto lunedì, quando i poliziotti hanno effettuato la perquisizione prima di aprire le celle e permettere l’uscita dei detenuti per l’ora d’aria. “Nonostante le minacce giornaliere e le aggressioni da parte dei detenuti, nonché le gravissime difficoltà operative in cui sono costretti a lavorare i poliziotti penitenziari di Foggia (quasi 700 detenuti per 360 posti, con un organico ridotto ai minimi termini) nessuno dei lavoratori si arrende e con coraggio, professionalità ed attaccamento ai propri doveri, cerca di tenere alta la bandiera della legalità a difesa delle Istituzioni”. 

Potrebbe essere questo il movente dell’omicidio del 40enne. Indagini della polizia sul suo ruolo di corriere della droga Servizio: Pietro Loffredo

Blitz nella notte a Taranto nel quartiere Tramontone di Taranto. Su disposizione del GIP e indagini di Procura e Squadra Mobile, in manette 9 persone. Due arrestate in flagranza per possesso di armi. Int. Massimo Gambino (Questore TA) Int. Cosimo Romano (Dirigente Squadra Mobile)

Duro colpo della Polizia a una banda di spacciatori di eroina, hashish e marijuana che operava nel tarantino. Indagate 23 persone Detenzione e spaccio di cocaina, hashish e marijuana, detenzione e porto d’arma da sparo, estorsione ed usura. Per questi reati sono indagate a Taranto – a vario titolo – 12 persone, 9 delle quali finite in carcere questa mattina, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del tribunale del capoluogo ionico, su richiesta della Procura della Repubblica. Altre due persone sono ai domiciliari, un’altra ancora con obbligo di presentazione alla PG. Indagati inoltre, a piede libero, per i medesimi reati, 23 soggetti. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati sei chilogrammi di stupefacenti, tra hashish e cocaina. Il blitz è stato condotto dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Taranto.

Escluso, per ora, un collegamento alla guerra tra clan. L’unico ferito, un 23enne con precedenti penali Una breve discussione, forse, prima dei colpi d’arma da fuoco; la vittima che fugge in auto al pronto soccorso, viene medicata e dimessa poche ore dopo. Potrebbe esserci uno screzio legato allo spaccio di droga alla base della sparatoria avvenuta domenica pomeriggio a Foggia, in via Fuiani, in una zona centrale del capoluogo dauno. La vittima è un 23enne con precedenti per reati contro il patrimonio.Chi ha sparato è giunto in auto, non è chiaro se fosse in compagnia di qualcuno; il giovane raggiunto di striscio da un proiettile a una spalla era con moglie e figlio di pochi anni, rimasti fortunatamente illesi.Tre i colpi esplosi, uno dei quali andato a segno, mentre il 23enne era seduto in auto.Quest’ultimo, nonostante la ferita, ha raggiunto il pronto soccorso del Policlinico Riuniti, dove è stato medicato. Dopo alcune ore, è stato dimesso. Sull’accaduto indagano gli agenti della squadra mobile.La vittima pare non sia inserita nei clan della mafia foggiana. Al momento, gli investigatori escludono un regolamento di conti tra clan. Ancora più improbabile un movente di natura strettamente personale.L’ipotesi principale è che si sia trattato di una vendetta per questioni legate a screzi per lo spaccio di stupefacenti. Al vaglio della polizia, le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona.

Alla vista dei militari il giovane ha tentato la fuga ma è stato bloccato I carabinieri erano nel suo portone per altre attività ma lui non lo sapeva e alla vista dei militari ha tentato la fuga. Protagonista un giovane di 21 anni di Molfetta. Inseguito, bloccato e perquisito e’ stato trovato in possesso di alcune dosi di droga. Nella successiva perquisizione domiciliare, rinvenuta altra sostanza stupefacente, tra cocaina e marijuana. Sequestrati anche 3mila euro in contanti, ritenuti provento dello spaccio. Il 21enne e’ stato rinchiuso nel carcere di Trani.

Ritrovati, nella casa dei due, 115 grammi di cocaina Un uomo e una donna, entrambi di San Ferdinando di Puglia, rispettivamente di 65 e 64 anni, sono finiti agli arresti domiciliari con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I due coniugi avevano infatti nascosto ben 115 grammi di cocaina che se immessi sul mercato avrebbero fruttato 12mila euro. Ad insospettire i carabinieri, che hanno effettuato il ritrovamento grazie anche al fiuto del cane Fighter, un sospetto andirivieni dalla casa dei due signori. Secondo i militari, inoltre, da quella quantità di droga si sarebbero potute ottenere 600 dosi.

La notizia è trapelata da fonti del sindacato Sappe che tornano ad insistere sulla carenza cronica di personale nelle strutture penitenziarie. Trovato in possesso di una decina di grammi di cocaina al rientro in carcere a Trani da un permesso premio per assistere ad una messa, quella giubileo dei detenuti di domenica scorsa al santuario della Madonna delle grazie a Corato. La notizia, che doveva rimanere riservata, è trapelata da fonti del sindacato Sappe che tornano ad insistere sulla carenza cronica di personale nelle strutture penitenziarie e sulla professionalità dei pochi agenti in servizio. La droga, viene confermato dalla casa circondariale di Trani, è stata rinvenuta indosso ad un solo detenuto che l’avrebbe certamente distribuita all’interno. Pericolo sventato grazie agli agenti della polizia penitenziaria che avevano già in passato attenzionato l’uomo al quale la cocaina sarebbe stata portata proprio durante l’uscita in permesso. Su di lui, il cui arresto è stato già convalidato, l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Osapp: ‘Siamo al capolinea e in grave disagio’ La polizia penitenziaria ha trovato ieri pomeriggio nel carcere di Foggia un microcellulare, duecarica batterie e un “notevole” quantitativo di hashish: i dispositivi elettronici e lo stupefacente erano nella cella di un detenuto foggiano. A darne notizia è il segretario generale aggiunto dell’Osapp, Pasquale Montesano. “L’istituto di Foggia è giunto al capolinea – spiega – e gli uomini e donne della Polizia penitenziaria subiscono smisuratamente questo grave disagio. Una situazione ad altissimo rischio, che auspichiamo possa trovare definitiva soluzione nel più breve tempo possibile, affinché il personale possa trovare il giusto equilibrio e serenità lavorativa”. 

Indagate otto persone: accusata di spaccio anche la madre del 19enne di Francavilla Fontana Chiusa l’inchiesta per l’omicidio del 19enne Paolo Stasi, ucciso con due colpi di pistola il 9 novembre 2022 a Francavilla Fontana. Sono otto le persone indagate dalla Procura di Brindisi. Accusati del delitto Luigi Borracino, per il quale procede la Procura per i minori di Lecce perchè all’epoca dei fatti non aveva ancora compiuto 18 anni e il 22enne Cristian Candita. Indagata per spaccio di droga anche la madre della vittima, Annunziata D’Errico, di 53 anni. E’ accusata in concorso di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente con Borracino, Candita e altre cinque persone: Pasquale Moldavio di 31 anni, Giovanni Di Cesaria di 25, Marirosa Mascia di 25, Sara Canovari di 21 ed il 40enne Cosimo Candita. Nell’atto della Procura viene evidenziato che l’omicidio sarebbe stato commesso “per un futile motivo, un debito di 5mila euro contratto con Borracino” da Stasi e dalla madre “per il consumo di sostanza stupefacente” del tipo hascisc e marijuana che venivano confezionati ai fini di spaccio nell’abitazione della famiglia Stasi a seguito di un accordo tra Borracino e la D’Errico. Sia Stasi sia la mamma – secondo l’accusa – consumavano la sostanza stupefacente e l’avrebbero pagata solo in parte. Ricostruite oltre alle fasi dell’omicidio, anche la presunta fitta rete legata all’attività di spaccio, con una serie di spostamenti per l’acquisto di droga che alcuni degli indagati avrebbero compiuto tra le provincie di Brindisi,Taranto e Bari.

Operazione della Squadra Mobile Operazione della Squadra Mobile a Bari Vecchia, storico feudo del clan Capriati. Sequestrati quasi 4 chili di droga tra hascisc, marijuana e cocaina e anche una pistola pronta all’uso. La droga, già suddivisa in panetti e bustine, si trovava in un locale in disuso, non lontano dalla Basilica di San Nicola, e in una finta cassetta metallica per il contatore del gas in strada Arco San Pietro. 

Recuperate armi e scoperti anche due dipendenti infedeli di Trenitalia, coinvolti in un maxi furto di acciaio Intervista: Col. Leonardo Ricci, comandante provinciale Guardia di finanza Servizio Pietro Loffredo

Arresti e divieti di dimora per ragazzi tra i 18 e i 22 anni Intervista: col. Massimiliano Galasso, com. prov. carabinieri cap. Pierpaolo Apollo, com.te compagnia carabinieri ANSRIA Servizio Giovanni Di Benedetto

Duro colpo alle organizzazione che pianificavano rapine a portavalori in tutta Italia Servizio di Giovanna De Crescenzo Montaggio di Ivan Ciavarella

Sequestrati armi, droga e pezzi di ricambio per auto Servizio Antonio Procacci

Operazione della Polizia. 18 gli indagati, Quattro sono finiti in carcere e due ai domiciliari Servizio Giovanni Di Benedetto

Blitz dei carabinieri a Marina di Ginosa. Sequestrati 100 grammi di hashish Confezionavano dosi di droga nelle casette di legno di un baby park di Marina di Ginosa, nel tarantino. Due giovani ed un minorenne sono stati arrestati dai carabinieri e posti ai domiciliari. Si tratta di un luogo frequentato di giorno da escursionisti e famiglie con bambini, in particolare l’area attrezzata per i piu’ piccoli. Sequestrati 100 grammi di hascish, un bilancino di precisione ed il materiale necessario per la preparazione delle dosi.

Fanno parte di un’organizzazione criminale attiva a Foggia, ma anche in Abruzzo, Umbria e Lazio Altre otto persone sono state arrestate nell’ambito degli sviluppi di una inchiesta condotta dalla Dia di Bari sul traffico di droga dall’Albania alla Puglia. Sono accusate di far parte di una organizzazione criminale attiva in provincia di Foggia e in altre regioni come Lazio, Umbria e Abruzzo. Oltre allo spaccio di stupefacenti, gli otto arrestati sono ritenuti responsabili di aver rivenduto oggetti preziosi e lingotti in oro di ingente valore frutto di molti furti compiuti in appartamenti e ville di lusso, anche nel foggiano. Gli otto arrestati sono: 5 albanesi, due italiani e un macedone.

Lo hanno bloccato nella sala arrivi dell’aeroporto di Napoli Un cittadino nigeriano di 39 anni, residente in provincia di Taranto, è stato arrestato all’aeroporto di Napoli. Aveva ingerito 76 ovuli di eroina, in tutto un chilo e 100 grammi di sostanza stupefacente. Ad un controllo nella sala arrivi è apparso nervoso ed ha fornito risposte evasive sulle ragioni del suo viaggio. Circostanze che hanno indotto gli inquirenti a controlli più approfonditi. Sul mercato clandestino la droga avrebbe fruttato almeno 120 mila euro.

L’uomo, 33 anni, è stato arrestato, mentre la donna è stata denunciata a piede libero Viaggiavano a bordo di una utilitaria e smerciavano droga per le vie del quartiere Tamburi di Taranto. La presenza della coppia, un uomo ed una donna, in quella zona ha insospettito i Carabinieri che, dopo averli pedinati, li ha fermati. In auto la coppia trasportava in uno zaino, senza neanche preoccuparsi troppo di nasconderlo, un ingente quantitativo di cocaina. In casa dei due i militari hanno trovato un altro consistente quantitativo, oltre mezzo chilo, della stessa sostanza stupefacente. L’uomo, 33 anni, è stato arrestato, mentre la donna è stata denunciata a piede libero. In tutto sono state sequestrate duemila dosi di cocaina che alla criminalità avrebbe fatto guadagnare diverse centinaia di migliaia di euro.

Omicidio Stasi, chiusa inchiesta

Indagate otto persone: accusata di spaccio anche la madre del 19enne di Francavilla Fontana Chiusa l’inchiesta per l’omicidio del 19enne Paolo Stasi, ucciso con due

Bari Vecchia, sequestrate droga e armi

Operazione della Squadra Mobile Operazione della Squadra Mobile a Bari Vecchia, storico feudo del clan Capriati. Sequestrati quasi 4 chili di droga tra hascisc, marijuana

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