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Le dosi venivano anche consegnate a domicilio. Undici persone arrestate nell’operazione messa a segno dai carabinieri Un “supermercato della droga” nel pieno centro di Cerignola, dove venivano smerciate in media 35 dosi di stupefacenti al giorno, e altri due appartamenti trasformati in punti vendita h24 per hashish, cocaina e marijuana. Nelle scorse ore i carabinieri della Compagnia di Cerignola hanno eseguito 20 misure cautelari, 11 arresti in carcere, 4 ai domiciliari e 5 divieti di dimora. L’operazione fa capo a due diversi filoni di indagine partiti tra novembre 2022 e giugno 2023. Nel primo caso i carabinieri hanno accertato oltre 1.300 episodi di spaccio avvenuti in un locale del centro cittadino. Non solo “piazze di spaccio”. La droga in alcuni casi veniva consegnata direttamente a casa degli acquirenti in tutto l’hinterland di Cerignola. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati in totale 2 chili tra hashish, cocaina e marijuana. 

Dodici persone in tutto individuate grazie ai controlli dei carabinieri  A Mola di Bari i carabinieri hanno colto in flagranza di reato sette ragazzi tra i 19 e i 22 anni denunciati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Li hanno scoperti in seguito ad una perquisizione nella stanza di un B&B affittata per un giorno da uno degli arrestati. Quando i militari sono arrivati, i sette erano intenti a confezionare dosi. Avevano quasi un chilo hashish in parte suddiviso e altri 14 panetti nascosti. Altri cinque persone arrestate per droga a Cerignola. Due sono stati fermati durante controlli per strada, gli altri nel corso di attività di controllo contro lo spaccio attuate dai militari. 

L’operazione condotta dai carabinieri riguarda coinvolge tre diversi clan criminali  Quattordici persone sono state arrestate per spaccio di droga, in particolare cocaina, a Minervino Murge. Qui erano dislocate ben tre basi operative. Gli arresti sono stati eseguiti all’alba dai carabinieri della stazione di Minervino con l’aiuto dei colleghi della compagnia di Andria.

La droga era custodita nel garage vicino all’abitazione del giovane Sequestrati 6 chili di hashish, divisi in un centinaio di panetti, e arrestato un incensurato tarantino di 22 anni, sospettato per aver avviato una proficua attività di spaccio. E’ il bilancio dell’operazione della Squadra Mobile. La droga era custodita nel garage vicino all’abitazione del giovane. I poliziotti, dopo lunghi pedinamenti, hanno notato i continui spostamenti del 22enne. Nel corso della perquisizione domiciliare oltre alla sostanza stupefacente, sono stati trovati il materiale per il confezionamento e 5 mila euro in banconote e monete, presunto provento dell’attivita’ illecita. Dalle indagini e’ emerso che il giovane aveva acquistato la droga dopo aver trovato un’offerta molto vantaggiosa pubblicata su un noto canale di messaggistica istantanea.

Tra loro anche Giuseppe Capriati, figlio di Mimmo e nipote di Lello: due eredi del clan Capriati uccisi a Bari in due distinti agguati La Polizia ha arrestato a Bari quattro persone, con precedenti penali, ritenute esponenti del clan Capriati. Tra loro anche Giuseppe Capriati, figlio di Mimmo e nipote di Lello: due eredi del clan Capriati uccisi a Bari in due distinti agguati. Rispondono, in concorso tra loro, di detenzione e porto illegale di arma da fuoco e detenzione al fine di spaccio di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente. Arma e droga furono sequestrati il 29 settembre scorso in piazzetta dei Marinai, in un locale in disuso. La squadra mobile trovò mezzo chilo di cocaina, 3 di marijuana e quasi un chilo di hashish oltre ad una pistola.

Cinque di loro sono finiti in carcere, gli altri due ai domiciliari Operazione dei carabinieri a San Severo: ha portato all’arresto di sette persone (cinque in carcere) per concorso in spaccio di stupefacenti. Le indagini, iniziate nell’ottobre dello scorso anno, hanno portato ad individuare i sette – appartenenti a due distinti nuclei famigliari – che avevano dotato le loro abitazioni di inferriate e sistemi di videosorveglianza, e vendevano cocaina, eroina, hashish e marijuana a clienti provenienti anche da altri comuni vicini. Nel corso dell’operazione sequestrata droga di vario genere per oltre tre chili e mezzo.

È accaduto a Canosa, in manette un 53enne con precedenti penali La lite furiosa tra due fratelli ha consentito alla polizia, intervenuta per sedare il litigio, di arrestarne uno per spaccio di droga, possesso di arma clandestina e resistenza a pubblico ufficiale. È accaduto a Canosa, in carcere è finito un 53enne con precedenti penali. Quando gli agenti sono intervenuti nell’abitazione in cui i due fratelli vivevano, hanno sentito un forte odore di hashish e, dopo una perquisizione, hanno trovato circa un chilo e mezzo di droga oltre a tutto il materiale necessario per il confezionamento delle dosi e una pistola calibro 9. Il 53enne è stato portato al carcere di Trani.

Complessivamente 24 misure cautelari e 29 perquisizioni E’ in corso in queste ore una vasta operazione della Polizia nei confronti di un sodalizio criminale operante nel territorio di Policoro, attivo nel settore del traffico di sostanze stupefacenti e dei reati contro il patrimonio e la persona. Le indagini sono coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Potenza, che sta dando esecuzione a 24 misure di custodia cautelare, di cui 14 in carcere e 10 obblighi di dimora e presentazione alla polizia giudiziaria, nonché a 29 decreti di perquisizione personale e locale, anche in carcere.

L’indagine ha avuto origine dal danneggiamento di due auto e da una scritta minatoria sul muro dell’abitazione di un 51enne, ritenuto il capo dello stesso sodalizio, punito per aver accumulato ingenti debiti proprio nella gestione dello spaccio. Il gruppo, legato anche da vincoli familiari, era ben organizzato. utilizzava un linguaggio cifrato per trasferire la droga, come “panini, un chilo di pane sano, impastare la pasta”, ed effettuava anche consegne itineranti. Era anche dotato di armi, munizioni e ordigni per imporre le proprie regole e tenere alla larga dal territorio di Altamura altri clan.

La banda aveva predisposto delle vere e proprie vedette per controllare l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine Blitz antidroga della polizia, all’alba, nel Foggiano. Dodici le persone arrestate – su ordine del gip – tra San Nicandro Garganico, Apricena, Cagnano Varano e Campomarino, quest’ultimo Comune molisano dove sarebbe avvenuta la maggior parte delle cessioni di stupefacenti. La banda aveva predisposto delle vere e proprie vedette per controllare l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine. Gli acquirenti arrivavano da diversi Comuni. L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Foggia.

Una persona arrestata dalla Guardia di Finanza Oltre 4 kg di droga, di vario genere, anche cocaina, sequestrati a San Severo dalla Guardia di Finanza. Una persona arrestata: la pattuglia ha inseguito un’auto che viaggiava contromano nella zona della stazione, e il controllo nella vettura ha portato i finanzieri a scoprire la droga.

Blitz all’alba dei Carabinieri che chiude il cerchio sul quartiere Japigia Servizio: Guglielmina Logroscino Intervista: Roberto Rossi, sostituto procuratore della Repubblica Bari

Sedici persone sono state arrestate dalla Guardia di Finanza  Scoperto e smantellato il sistema con cui veniva introdotta la droga per i detenuti nel carcere di Foggia. Sedici le persone arrestate dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Bari. Fondamentale il ruolo svolto da una infermiera in servizio nel carcere di Foggia, già arrestata ad aprile dell’anno scorso, che insieme al marito e ad altri parenti e amici dei detenuti riusciva a far arrivare dietro le sbarre droga e telefonini. In cambio, per ogni consegna, otteneva dai 100 ai 500 euro. La coppia di coniugi ritirava a domicilio o nei centri commerciali la droga da amici dei detenuti e poi era l’infermiera che provvedeva alla consegna durante i turni di servizio. Determinanti per le indagini le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza del carcere e i riscontri della polizia penitenziaria. 

Dalle prime ore di questa mattina i carabinieri stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in territorio di Casarano In un contesto di crescente tensione tra due gruppi rivali nel traffico di droga a Casarano, i carabinieri del Comando Provinciale di Lecce hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, a carico di 13 persone: 12 in carcere e una ai domiciliari. Complessivamente, 43 le persone coinvolte nell’indagine, indagate, a vario titolo, per associazione finalizzata al traffico ed alla detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale in luogo pubblico di armi. L’ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dalla gip Giulia Proto del Tribunale di Lecce su richiesta della DDA. L’indagine trae origine da un’aggressione nel novembre 2020 ai danni di un individuo minacciato di morte per debiti legati agli stupefacenti. Le indagini successive hanno rivelato la presenza di due organizzazioni criminali rivali a Casarano. L’azione investigativa, protrattasi fino a febbraio 2023, ha permesso di raccogliere prove significative contro gli indagati e di confermare l’esistenza di due organizzazioni criminali strutturate, nate dalla scissione del gruppo originario affiliato alla Sacra Corona Unita. L’azione repressiva durante le indagini ha impedito uno scontro diretto tra le due fazioni, con 16 arresti in flagranza, segnalazioni alla Prefettura per uso personale di droghe e il sequestro complessivo di circa 9 kg di stupefacenti, tra cocaina, marijuana ed hashish, oltre a circa 8.000 € ritenuti provento dell’attività di spaccio. Tra i 13 destinatari di provvedimenti restrittivi, compaiono anche i nomi di Antonio Amin Afendi, il 33enne ucciso sabato scorso per strada a Casarano dal reo confesso Lucio Sardella e di Davide Falcone, il 35enne ultras del Casarano calcio, fidanzato di Roberta Bertacchi, la 26enne trovata impiccata il 6 gennaio scorso nella sua abitazione di Casarano con una sciarpa che le aveva regalato proprio Falcone.

Smantellato un traffico di hashish Partiva da Cerignola la droga che veniva spacciata in alcuni quartieri di Torino. L’indagine è stata condotta dalla Guardia di Finanza, che ha eseguito sei arresti per le accuse di detenzione e traffico di sostanze stupefacenti. Uno degli esponenti del sodalizio criminoso risultava anche vicino alla ‘ndrangheta. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati circa 150 kg di hashish, per un valore di oltre un milione e mezzo di euro.

Una Fiat Punto, con a bordo tre giovani, non si è fermata all’alt dei carabinieri, e l’inseguimento si è concluso col fermo dei tre Serata movimentata in viale Magna Grecia, a Taranto. Una Fiat Punto, con a bordo tre giovani, non si è fermata all’alt dei carabinieri, e l’inseguimento si è concluso col fermo dei tre. Si è scoperto che erano in possesso di stupefacenti, che evidentemente intendevano spacciare. Durante l’inseguimento uno dei militari è rimasto contuso. Sempre i carabinieri hanno arrestato un 23enne, già ai domiciliari, che spacciava droga nonostante la misura cautelare. Durante la perquisizione domiciliare sono stati ritrovati 10 grammi di hashish, ma soprattutto il giovane ha aizzato contro i militari il suo cane, che ha morso uno dei carabinieri senza particolari conseguenze. Alla fine il cane è stato bloccato e il 23enne condotto in carcere.

Questioni legate allo spaccio di stupefacenti alla base dell’omicidio del 23enne Dario De Gennaro, avvenuto in un’abitazione di un quartiere popolare di Molfetta. Ritrovato il coltello. Lunedì il 29enne che si è accusato del delitto, sarà interrogato nell’istituto penitenziario di Trani. Servizio di Giovanni Di Benedetto

I fatti a Monopoli, il giovane è in carcere I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Monopoli, nel corso di un controllo nei pressi di una nota discoteca della zona, hanno arrestato in flagranza di reato un 22enne barese. Il giovane alla vista dei militari ha tentato di fuggire ma è stato bloccato subito dopo essersi disfatto – lanciandole sotto un’autovettura – di una pistola e di una busta, poi recuperate e sequestrate. La pistola, calibro 7,65, carica e perfettamente funzionante, è risultata oggetto di furto. La busta, invece, conteneva circa 15 grammi di cocaina e 11 grammi di marijuana. Tutto suddiviso in dosi e verosimilmente pronto per la cessione al dettaglio. Il giovane, in custodia cautelare nel carcere di Bari, dovrà rispondere di detenzione e porto abusivo di arma comune da sparo, ricettazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il giovane è stato notato dai militari nei pressi di una nota discoteca della zona I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Monopoli, nel corso di un controllo nei pressi di una nota discoteca della zona, hanno arrestato in flagranza di reato un 22enne barese. Il giovane alla vista dei militari ha tentato di fuggire ma è stato bloccato subito dopo essersi disfatto – lanciandole sotto un’autovettura – di una pistola e di una busta, poi recuperate e sequestrate. La pistola, calibro 7,65, carica e perfettamente funzionante, è risultata oggetto di furto. La busta, invece, conteneva circa 15 grammi di di cocaina e 11 grammi di marijuana. Tutto suddiviso in dosi e verosimilmente pronto per la cessione al dettaglio. Il giovane, in custodia cautelare nel carcere di Bari, dovrà rispondere di detenzione e porto abusivo di arma comune da sparo, ricettazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti

Un’abitazione era stata trasformata in una centrale dello spaccio Questa mattina, i Carabinieri della stazione di Ceglie Messapica hanno effettuato un blitz che ha portato all’arresto di cinque persone accusate di spaccio di cocaina, hashish e marijuana. L’operazione è stata eseguita in seguito all’ordinanza di custodia cautelare emessa dalla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Vilma Gilli.Le misure cautelari prevedono il carcere per Pietro Barba, 32 anni, Cosima Barba, 27 anni, e Luca Barba, 26 anni, tutti residenti a Ceglie Messapica. Domiciliari, invece, per Vito Dell’Erba, 51 anni, e Eligio Valente, 51 anni, entrambi di Ceglie. Secondo quanto emerso dall’inchiesta della Procura di Brindisi, l’abitazione di Pietro Barba sarebbe diventata lo scorso estate il punto di riferimento per gli acquirenti di droga nella zona. L’indagine è partita dal controllo di uno di questi acquirenti, e successivamente sono stati effettuati servizi di appostamento e monitoraggio, anche con l’ausilio di telecamere, per ricostruire l’attività di spaccio.

Droga, 12 arresti sul Gargano

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Operazione antidroga a Bari, 56 arresti

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