
Corato: segue 85enne, la scaraventa per terra e le strappa la borsa | Il video della rapina
Il video è agghiacciante: il 15 gennaio scorso a Corato una donna di 85 anni è stata inseguita, presa alle spalle, scaraventata a terra e

. Il video è agghiacciante: il 15 gennaio scorso a Corato una donna di 85 anni è stata inseguita, presa alle spalle, scaraventata a terra e rapinata. La signora stava camminando per strada quando è stata raggiunta da un ragazzo, dopo averle strappato la borsa, è fuggito via insieme al complice che faceva da palo. L’85enne è rimasta ferita mentre i due sono stati incastrati dai filmati delle telecamere di videosorveglianza. Nelle ultime ore sono stati arrestati dalla Polizia, hanno 19 e 27 anni. Sono accusati di rapina aggravata in concorso e lesioni personali. Nelle loro abitazioni sono stati trovati gli abiti che indossavano il giorno della rapina.
Secondo una prima ricostruzione, la donna viaggiava insieme ad altri motociclisti quando avrebbe perso il controllo della moto e sarebbe caduta. Tragico incidente sull’autostrada A1 nel tratto compreso tra Capua e Caianello, in territorio casertano. Una 50enne pugliese, che viaggiava in sella alla sua moto in direzione Roma, è morta dopo essere stata investita da un mezzo pesante. Secondo una prima ricostruzione, la donna viaggiava insieme ad altri motociclisti quando avrebbe perso il controllo della moto e sarebbe caduta, per poi essere travolta da un camion. Il corpo è stato trasferito all’istituto di medicina legale di Caserta per l’autopsia. Sul posto gli agenti della Polizia Stradale di Caserta per ricostruire la dinamica dell’incidente.
La procura di Lagonegro ha aperto un’inchiesta, indagano i carabinieri . Da alla luce la sua bambina e muore. È successo all’ospedale di Lagonegro dove una donna di 36 anni, residente a Scalea, nel cosentino, già madre di altri due bambini, è deceduta dopo il parto naturale a cui però hanno fatto seguito prima un’emorragia e poi un arresto cardiaco. La piccola è in buone condizioni di salute ed è stata affidata alle cure del personale sanitario. La locale procura della Repubblica ha già aperto un fascicolo di indagine per fare luce sull’accaduto. Indagano i carabinieri. Anche l’azienda ospedaliera regionale “San Carlo” ha immediatamente provveduto a istituire un gruppo tecnico interno con lo scopo di fare chiarezza sulla morte della donna, a tutela di quanti si rivolgono quotidianamente all’ospedale per i propri bisogni di salute, nonché degli operatori. Il gruppo potrà fornire alle Autorità competenti ogni elemento ritenuto utile. “Chiarezza in tempi rapidi” l’hanno chiesta anche il governatore lucano, Vito Bardi, e l’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, che hanno già dato precise disposizioni ai vertici sanitari affinché si attivino immediatamente tutte le procedure interne necessarie per fare piena luce sulla tragedia. Bardi e Latronico hanno chiesto una relazione puntuale ai dirigenti sanitari, pur ribadendo il totale e assoluto rispetto per gli accertamenti già avviati dalla magistratura, in cui si ripone la massima fiducia.
Mamma e figlio erano senza telefoni cellulari, quindi non avrebbero potuto chiedere aiuto. Fondamentale l’intervento del primo cittadino. Si stava dirigendo in auto nel vicino Comune di San Paolo di Civitate per assistere a una partita di calcio quando ha notato una donna in ipotermia, riversa sull’asfalto, mentre suo figlio era in evidente stato diagitazione. Si è fermato a prestare i primi soccorsi, allertando il 118. Protagonista del salvataggio, avvenuto nel pomeriggio di ieri, domenica 4 gennaio, è Michele Leombruno, sindaco di Serracapriola, nel Foggiano. “Ero diretto in auto al campo sportivo di San Paolo dove si doveva disputare l’incontro di calcio con la squadra del mio paese e stavo percorrendo la provinciale 144 in solitaria quando mi imbatto nella donna di circa 60 anni e in suo figlio di una trentina di anni. Pioveva a dirotto, c’era tanta nebbia e le temperature erano davvero proibitive. Oltre al fatto che a quell’ora le 14.45 la strada è completamente deserta. Mi fermo, scendo dall’auto e mi rendo subito conto che la donna è in un grave stato di ipotermia. Aveva le labbra violacee, le mani congelate e non riusciva a parlare”. “Chiamo subito il 118, mi dicono che l’ambulanza di Serracapriola è impegnata in un soccorso a San Severo – ricorda il sindaco -. Prendo un asciugamano che trovo in auto e cerco di riscaldarla, e mentre sto per caricarla in auto al telefono con il 118, vedo l’ambulanza sopraggiungere e il personale sanitarioprende in consegna la donna e il figlio. Mi sono accertato delle sue condizioni di salute, è fuori pericolo”. Mamma e figlio, a quanto si apprende, erano senza telefoni cellulari, quindi non avrebbero potuto chiedere aiuto. “Da anni hanno fatto questa scelta di vita – sottolinea il primo cittadino -. Entrambi si alzano la mattina e percorrono decine di chilometri a piedi tra le strade di campagna a raccogliere verdura. Cosa che hanno fatto anche ieri. Nonostante le condizioni fossero del tutto proibitive”.
La donna risponde di detenzione e porto illegale d’arma da fuoco con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. Il processo inizierà il 3 febbraio 2026. Andrà a giudizio Angela De Cosmo, la 36enne che era con il pregiudicato Raffaele Capriati, detto Lello, la sera in cui fu ucciso. Era il primo aprile del 2024 quando il nipote del boss Antonio Capriati fu freddato a colpi di pistola. La donna risponde di detenzione e porto illegale d’arma da fuoco con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa. Il processo inizierà il 3 febbraio 2026. Stando alle indagini della squadra mobile, quando Capriati fu colpito e ferito a morte, De Cosmo avrebbe nascosto la pistola che l’uomo aveva con sé e ne avrebbe fatto perdere le tracce: l’arma, che sarebbe stata notata da alcuni testimoni, non è più stata trovata. La donna era alla guida della Fiat 500 a bordo della quale, come passeggero, c’era Capriati. I due avevano trascorso la serata insieme nel quartiere Torre a Mare quando, in via Bari, furono avvicinati dai sicari che uccisero Capriati.
La donna, di origini nigeriane, sarebbe stata trovata dal coniuge riversa in bagno con alcuni tagli di lieve entità. Una donna di 32 anni, di origini nigeriane, è stata trovata morta in casa dal marito nella loro casa a Lucera. L’uomo ha immediatamente allertato i soccorsi. Sul posto sono intervenuti polizia, medico legale e pm di turno. La procura ha disposto l’autopsia per accertare le cause della morte. Sembra che la donna avesse alcuni tagli sulle braccia ma di lievi entità. La coppia, che ha quattro figli piccoli, è ben integrata nella comunità del Foggiano. Non risultano episodi di violenza all’interno del nucleo familiare.
Un viaggio nel tempo, e tra muretti a secco, ulivi, antiche “tagghiate” e i “pagliari”, alla scoperta di fossili marini e piante tipiche della macchia mediterranea, fino al frantoio ipogeo di contrada Macchie. La parola radice, in tutte le sue accezioni, descrive a pieno la splendida mattinata di sole trascorsa nelle campagne di Fragagnano. La proloco, rispondendo a un bando regionale per la promozione turistica, ha organizzato due giornate alla scoperta della storia e delle tradizioni locali, fornendo una chiave di lettura nuova, in cui la donna è al centro, quale custode di conoscenze antiche, tramandate di generazione in generazione, nei settori piu disparati, dalla cucina, all’arte, alla cura. Un viaggio nel tempo, e tra muretti a secco, ulivi, antiche “tagghiate” e i “pagliari”, alla scoperta di fossili marini e piante tipiche della macchia mediterranea, fino al frantoio ipogeo di contrada Macchie, sito privato, recentemente riqualificato con fondi del pnrr intervistata Nunzia Di Giacomo, presidente Pro Loco Fragagnano
I carabinieri lo hanno arrestato in flagranza di reato nel Vulture-Melfese Avrebbe picchiato la moglie diverse volte, in un caso addirittura mentre la donna stava allattando il figlio neonato. Un 20enne è stato arrestato in flagranza di reato nel Vulture-Melfese dai Carabinieri. Sono state attivate le procedure del Codice Rosso. Il giovane è ai domiciliari, in un altro comune. Per lui anche il divieto di avvicinamento alla donna.
La donna si era allontanata da casa Il cadavere di una donna di 58 anni, di Vieste (Foggia), è stato trovato questa mattina inmare, a circa 100 metri dalla riva, nei pressi della scogliera “la Ripa”. La donna, a quanto si apprende, si sarebbe allontanata dalla sua abitazione nelle prime ore della mattina suscitando l’apprensione dei familiari che hanno diffuso appelli via social. Il corpo è stato recuperato dagli uomini dellaGuardia costiera e si trova ora nell’obitorio cittadino per l’ispezione cadaverica. A quanto si apprende, potrebbe trattarsi di un gesto autolesionistico. Sul corpo non sarebbero stati ritrovati segni di violenza. Indagano i carabinieri.
La vittima è una donna georgiana. Il conducente è risultato negativo ai test alcol e droga Una donna di 40 anni è morta ieri sera, intorno alle 22.30, dopo essere stata investita da un’auto sulla provinciale che conduce a Bitritto e che costeggia lo stadio San Nicola, a Bari. Inutili i tentativi del 118 di rianimarla. La vittima è di nazionalità georgiana. L’automobilista, un giovane che si recava al lavoro, si è fermato e ha chiamato i soccorsi. È risultato negativo ad alcol e droga. Sul posto la polizia locale che indaga per omicidio stradale. Sono stati sequestrati auto e telefono cellulare. Il corpo della vittima si trova nell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari a disposizione della autorità giudiziaria. La strada provinciale è rimasta chiusa per quasi un’ora.
L’episodio si sarebbe verificato domenica sera a Francavilla Fontana Una turista veneta di 22 anni, all’alba di lunedì scorso, si è presentata all’ospedale di Grottaglie, raccontando di aver subito una violenza sessuale. Successivamente è stata trasferita al pronto soccorso del SS Annunziata di Taranto, dove è stato attivato il cosiddetto Codice Rosa. Stando alle prime informazioni, la giovane avrebbe partecipato a una festa, domenica sera, a Francavilla Fontana dove, a notte inoltrata, si sarebbe consumato l’episodio. Alla luce delle prime evidenze e delle prime ricostruzioni si supporrebbe un caso di tentato abuso sessuale, ma sarà la procura a definire i contorni della vicenda. Al momento c’è il massimo riserbo.
La 42enne era rimasta travolta dalle fiamme lo scorso primo agosto Non ce l’ha fatta Mariangela Ieva, la donna travolta dall’esplosione una bombola di gas avvenuta in centro a Corato la mattina del 1° agosto. La 42enne aveva riportato ustioni importanti su quasi tutto il corpo, sono stati purtroppo vani i tentativi di salvarla da parte dei medici del Policlinico di Bari. Restano gravi ma stazionarie le condizioni della bambina che era con lei, ha riportato ustioni sul 50% del corpo e nelle prossime ore sarà rimpatriata in Svizzera, suo paese di origine, per proseguire le cure. Era in vacanza in Puglia con i genitori e aveva trascorso la notte in casa della 42enne deceduta. .
Entrambe sono ricoverate al Policlinico di Bari a causa delle gravi ustioni riportate Sono gravissime le condizioni della donna di 42 anni e della bimba di 11 rimaste feritenell’incendio sviluppatosi in seguito all’esplosione di una bombola di gas all’interno di un appartamento al piano terra di via San Vito a Corato. Hanno riportato ustioni che hanno una estensione tra il 60 e il cento per cento del corpo. Entrambe sono ricoverate nel reparto di Rianimazione del Policlinico di Bari.La bimba è nata in Svizzera ma ha origini italiane. Era in vacanza in Puglia con i genitori ma lascorsa notte è rimasta a dormire a casa della 42enne. La donna avrebbe innescato involontariamente l’esplosione, dovuta ad una fuga di gas, accendendo la luce. Sull’accaduto indagano gli agenti di polizia assieme alla polizia locale.
È accaduto nei pressi di un cantiere: la donna aveva dapprima travolto delle transenne che delimitavano i lavori in corso. Inutili i soccorsi del 118 Incidente stradale mortale presso la circonvallazione di Calimera, in contrada Lacco Lame. Vittima una donna 77enne, alla guida di una FIAT Punto. Elisabetta Gemma, per cause tutte da chiarire, ha perso il controllo del mezzo nei pressi di un cantiere per la posa di una linea elettrica. Il veicolo ha dapprima travolto le transenne che delimitavano i lavori in corso, per poi finire all’interno di un fosso. Gli operai hanno avvertito il 118, ma per la donna non c’è stato nulla da fare.
Si tratta di una 67enne di Nemoli, in provincia di Potenza. Potrebbe essere morta a causa di una caduta A Nemoli , nel potentino, è stata ritrovata senza vita la 67enne del posto di cui non si avevano tracce da questa mattina. Il corpo della donna è stato avvistato in un canale nelle campagne del paese dai vigili del fuoco attivati nelle ricerche insieme con i carabinieri. I militari, che indagano, per risalire alle cause del decesso, avevano richiesto l’intervento dei cani molecolari della Protezione civile. Sul posto i sanitari del 118 che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. A far scattare l’allarme erano stati i familiari della 67enne che non l’avevano vista rientrare. All’origine del decesso potrebbe esserci stata una caduta.
Un uomo è stato identificato e denunciato, è di Nardò Assiste su Tik Tok ad una aggressione nei confronti di una donna sua conoscente, allerta la polizia e fa evitate il peggio. E’ accaduto a Galatone dove sul numero di emergenza del 112 è arrivata latelefonata di un cittadino che segnalava di aver assistito ad una diretta sulla piattaforma social, in cui si vedeva una donna, riconosciuta come una sua cliente, vittima di un’aggressione da parte di un uomo. Le immediate indagini da parte degli agenti del commissariato di Nardò hanno permesso di risalireall’abitazione dell’aggressore a Galatone. Dentro c’era la vittima, una donna di 31 anni affetta da disturbo mentale e non autosufficiente, vittima di percosse. Soccorsa, è stata portata in ospedale. L’aggressore, un uomo originario di Nardò, è stato identificato e denunciato a piede libero.
È morta Mariateresa Parata, l’81enne a cui il marito aveva sparato un colpo di pistola prima di togliersi la vita. La donna era ricoverata in rianimazione al Vito Fazzi di Lecce È morta Mariateresa Parata, l’anziana di 81 anni di Otranto ridotta in fin di vita dal marito che lo scorso 16 maggio l’aveva ferita con un colpo di pistola alla tempia prima di togliersi la vita. La donna era ricoverata in rianimazione al Vito Fazzi di Lecce dove è deceduta. Ambedue i coniugi erano affetti da patologie. Lui aveva lasciato una lettera sul comodino scrivendo di non voler più vivere e di voler portare con se la moglie per non lasciarla sola.
Dalle prime informazioni risulta che a bordo del mezzo erano presenti tre ragazzi: il conducente è stato identificato È in coma all’ospedale Di Venere di Bari una donna di 36 anni che ieri pomeriggio è stata travolta da un furgone in via Napoleone Bonaparte a Putignano. La giovane usciva da un bar quando è stata investita e ha sbattuto violentemente la testa. Sul posto sono giunti gli operatori del 118 e la polizia locale per chiarire la dinamica dell’incidente anche grazie alle telecamere di videosorveglianza della zona. Dalle prime informazioni risulta che a bordo del mezzo erano presenti tre ragazzi: il conducente è stato identificato.
La donna ha 60 anni Sono in corso le ricerche di Maria Luigia Monaco, 60enne di Ceglie Messapica scomparsa nella mattinata del 6 aprile scorso dal suo paese. A seguito di riunione della cabina di regia tenutasi presso la Prefettura di Brindisi, si è deciso di intensificare con immediatezza le attività con l’impiego di tutte le forze in campo del sistema di protezione civile provinciale e anche di unità cinofile.
Il sindaco replica: “Ce ne stiamo occupando da tempo” Servizio di Annamaria Rosato Intervista ad Addolorata Renna

Il video è agghiacciante: il 15 gennaio scorso a Corato una donna di 85 anni è stata inseguita, presa alle spalle, scaraventata a terra e

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