Skin Telenorba50
maldarizzi-automotive

Tgnorba

Telenorba

maldarizzi-automotive

disabile

A Taranto una storia paradossale fatta di cavilli burocratici: un paziente oncologico con disabilità al 100% non ottiene il pass per l’auto perché la polizia locale pretende che si presenti di persona a ritirarlo. L’appello della moglie, inascoltata, dal sindaco a Giorgia Meloni. Invalidità al 100%; impossibilità di uscire, tanto da essere seguito in telemedicina; “gravi limitazioni delle capacità di deambulazione o affetto da pluriamputazioni”. E’ quanto si legge nelle relazioni della commissione medica Inps, e in altri documenti sanitari che descrivono lo stato di salute di Stefano, 53 anni, di Taranto. Conseguenze del tumore alla colonna vertebrale. Lo assiste la moglie, Alessandra. La coppia è al centro di un paradosso in cui la legge diventa limite, anziché garanzia di diritti. Da un mese chiedono posto auto e rinnovo del pass, nel frattempo scaduto. Ma per la Polizia locale il paziente deve recarsi di persona al comando: lo prevede il regolamento comunale. Intervista a Alessandra Pagano, moglie di Stefano

. Una appendice fastidiosa, la definisce l’avvocato Michele Cianci, quando sembrava che il caso fosse ormai chiuso. Con le immagini torniamo al 25 agosto del 2024, durante un suo concerto a Barletta il cantautore Antonello Venditti ferma la musica disturbato dalle urla di qualcuno, tutto immortalato da un telefonino. I legali dell’artista hanno denunciato l’autore del video circolato poi in rete, Raffaele Dipietro, a Barletta lo conoscono tutti come Lello il rosso, accusato di aver alimentato la tempesta di insulti e minacce a Venditti. Intervistati: avv. Michele Cianci, legale Raffaele Dipietro; Raffaele Dipietro

Assiste 24 ore su 24 Antonio, 36 anni, papà di una bambina di 13. All’età di 28 anni, gli hanno diagnosticato una malattia rara e incurabile. Rosanna è una mamma di Ginosa. Una guerriera di una mitezza disarmante. Assiste 24 ore su 24 suo figlio Antonio, di 36 anni, papà di una bambina di 13. All’età di 28 anni, gli hanno diagnosticato una malattia rara. É costretto a stare tutta la giornata in questa piccola stanza, inadeguata a ospitare le necessarie apparecchiature mediche e la carrozzina. Anche uscire di casa per una passeggiata in paese è un’impresa per Rosanna.  Intervista Rosanna Andrisani mamma di Antonio

Le strade che portano a casa sua sono impraticabili per una persona sulla sedia a rotelle. Fernando Susco ha 80 anni, vive a Talsano, borgata di Taranto. Suo figlio tre anni fa è stato travolto da un’auto mentre era in moto e da allora si sposta sulla sedia a rotelle. Il signor Fernando vorrebbe solo vederlo più spesso, poterlo abbracciare, ma non è possibile perché le strade che portano a casa sua sono impraticabili per una persona disabile. Lancia un appello al sindaco Pietro Bitetti: vorrebbe solo il rispetto dei diritti. L’abbattimento delle barriere architettoniche e una strada agibile. IL SERVIZIO DI ALESSANDRA MARTELLOTTI QUI 

I fatti risalgono al novembre 2023. Secondo la ricostruzione dell’accusa l’imputato, legato alla vittima da un rapporto di conoscenza, avrebbe indotto la vittima a subire atti sessuali. Un 30enne della provincia di Bari, attualmente in carcere, è stato condannato ad 8 anni di reclusione dal Tribunale collegiale con l’accusa di violenza sessuale su un ragazzo disabile di 20 anni.I fatti risalgono al novembre 2023. Secondo la ricostruzione dell’accusa l’imputato, legato alla vittima da un rapporto di conoscenza, in alcune occasioni avrebbe indotto il ragazzo, affetto da disabilità intellettiva moderata, a seguirlo in un garage ed a compiere e subire atti sessuali.Il giovane avrebbe poi rivelato quanto sarebbe accaduto ai suoi amici: da qui l’avvio dell’inchiesta.La persona offesa si era costituita parte civile con l’avvocato Maria Pia Vigilante: in suo favore è stato disposto un risarcimento del danno pari a 30mila euro.

La condizione di fragilità della vittima e la giovane età dell’aggressore hanno scosso l’opinione pubblica. Spetterà alla Procura per i minori fare chiarezza sull’aggressione ai danni di un 33enne disabile avvenuta il primo gennaio a Trani, in via Umberto. Nelle scorse ore è stato rintracciato e denunciato il presunto autore: un ragazzo di appena 16 anni. È stato un video, postato sui social e diventato presto virale, a permettere alle forze dell’ordine di individuarlo in breve tempo.  Spintoni, calci e pugni che non si fermano neanche quando il 33enne finisce a terra. Dall’altra parte dello smartphone, a girare il video, c’era una coetanea dell’aggressore. A scatenare la furia probabilmente uno sguardo ritenuto molesto rivolto alla ragazza.  Circostanze che ora saranno chiarite e appurate dagli inquirenti. È tangibile però la brutalità immortalata nel video. Rientrato a casa non ha subito raccontato ai familiari cosa era accaduto, ma una volta compresa la realtà dei fatti i genitori si sono rivolti ai carabinieri.  Il 33 enne è descritto dalle operatrici del centro diurno che frequenta come un “ragazzo ligio al dovere ed educato”.  La condizione di fragilità della vittima e la giovane età dell’aggressore hanno scosso l’opinione pubblica. “Atto deplorevole, l’autore andrà perseguito in tutte le sedi”, ha detto il sindaco di Trani Amedeo Bottaro. “La vera questione è il modo in cui funziona il contesto sociale, sempre più violento”, spiega invece il presidente regionale dell’ordine degli psicologi, Giuseppe Vinci. Una questione da approfondire in ogni aspetto e che non può ridursi al tempo di un video su tik tok.

L’aggressione scatenata da uno sguardo rivolto dall’uomo alla fidanzatina del ragazzo. È stato identificato il ragazzo che ieri ha aggredito un uomo disabile a Trani, nei pressi della chiesa di San Michele. Si tratta di un 16enne del posto. Secondo quanto ricostruito il ragazzo si è scagliato contro un  33enne con disabilità psichica a causa di uno sguardo rivolto alla sua fidanzata. Un modo di fare innocuo da parte del 33enne per approcciarsi all’altro, dice chi lo conosce. L’uomo è stato preso a calci e pugni anche dopo essere caduto per terra. Il video girato e pubblicato sui social poi subito rimosso dopo la denuncia presentata ai carabinieri. Rimasto in rete quel poco che è bastato per farlo diventare virale. Dopo l’aggressione l’uomo è andato in pronto soccorso, ma  non si è fatto refertare. Avrebbe riportato tagli e contusioni sul volto guaribili in alcuni giorni. La vittima frequenta il centro Jobel in città, in passato ha anche lavorato presso la locanda del giullare che si occupa di lavoro e inclusione. Sempre presente nella parrocchia degli Angeli custodi e iscritto all’omonima confraternita. Al momento persone a lui vicine ci fanno sapere che non ha voglia di parlare, è a casa, così come la sua famiglia. Una brutta storia difficile da dimenticare. La posizione del 16enne, raggiunto dai carabinieri, è al vaglio della procura per i minorenni di Bari.

A scatenare la sua furia sarebbe stato uno sguardo di troppo nei confronti della sua ragazza. Calci, pugni, spintoni, insulti. Un’aggressione violenta ai danni di un 33enne disabile. È  successo venerdì pomeriggio a Trani, in via Umberto, nelle vicinanze della chiesa di San Michele. L’aggressore è un altro ragazzo, incappucciato, di 16 anni. Lo picchia, lo scaraventa a terra, lo sbatte contro il muro, infierisce contro di lui anche quando è a terra. A scatenare la sua furia sarebbe stato uno sguardo di troppo nei confronti della sua ragazza. Il video, forse girato proprio dalla fidanzata dell’aggressore, è stato pubblicato su tiktok Poi è stato rimosso, come tutto il profilo del responsabile. Ma era stato già ripreso da qualcuno, che lo ha diffuso. Il ragazzo aggredito si è recato al pronto soccorso per farsi refertare e poi ha denunciato quanto accaduto. Pare non sia la prima volta che finisce nel mirino di coetanei violenti.

Ha scritto al TgNorba, il signor Gabrielle Forcello, residente al quartiere Madonella di Bari. Non può muoversi autonomamente e i medici di base non hanno il tempo di andare a visitarlo

Ha scritto al TgNorba, il signor Gabrielle Forcello, residente al quartiere Madonella di Bari. Non può muoversi autonomamente e i medici di base non hanno il tempo di andare a visitarlo

Ora è in attesa di un nuovo ricovero, ma teme che i tempi siano troppo lunghi

Il giovane ha 22 anni Un uomo di 62 anni è stato arrestato dalla Polizia su disposizione del Gip di Potenza, perché gravemente indiziato di essere l’autore di vari episodi di violenza sessuale e stalking commessi nel mese di settembre, ai danni di un ragazzo potentino di 22 anni, affetto da problemi cognitivi e disturbi mentali. Nello specifico, l’uomo avrebbe indotto il ragazzo in più occasioni ad avere rapporti sessuali all’interno dei bagni pubblici di un parco nel Comune di Potenza ed in altre occasioni lo avrebbe convinto a seguirlo presso la sua abitazione. L’individuazione del 62enne, attualmente in carcere, è stata possibile grazie all’attività di indagine portata a termine da personale della Squadra Mobile di Potenza che ha effettuato mirati servizi finalizzati all’identificazione del destinatario della misura cautelare. 

È stata la madre della presunta vittima a denunciarlo ai carabinieri Un tentativo di violenza sessuale ai danni di un ragazzino di 11 anni con qualche disturbo sarebbe stato compiuto in un paese del Brindisino da un ragazzo poco più grande, di 14 anni. È stata la madre della presunta vittima a denunciarlo ai carabinieri, che hanno avviato indagini per ricostruire quanto accaduto negli ultimi giorni. I fatti sarebbero avvenuti in una zona periferica del paese, nei pressi di un cimitero. L’11enne, già vittima di episodi di bullismo a scuola e per strada, sarebbe stato costretto, anche con la minaccia delle botte, a un rapporto non consenziente, che però non sarebbe stato consumato. Sembra che il 14enne non sia nuovo a fatti del genere: avrebbe fatto altrettanto anche con altri coetanei e peraltro dinanzi ad altri ragazzi. E avrebbe minacciato l’11enne di abusare anche di sua sorella più piccola. I fatti descritti nella querela della donna sono circostanziati, i carabinieri, coordinati dalla Procura per i minorenni, sono al lavoro per ricostruire quanto accaduto.

“Mi sento agli arresti domiciliari, non esco più da anni”. Il 74enne, ex dipendente Ilva, con grave patologia polmonare, vive per giunta al 3° piano senza ascensore. L’avvocato: “Dall’amministrazione di Mottola, silenzio assordante” Di Alessandra Martellotti Intervista Antonio Ingangaro, cittadino di Mottola; Giovanni Gentile, avvocato

Il piccolo ha bisogno di un assistente per partecipare al campo estivo. L’impegno dell’amministrazione comunale di Palo del Colle Servizio di Anna De Feo Riprese di Pasquale D’Attoma Montaggio di Maria Cristina Quintale

Angelo Altieri è morto il 29 gennaio al Miulli e il padre, Tommaso, chiede che sia fatta chiarezza  Intervistato: Tommaso Altieri, padre di Angelo

La vittima ha subito un delicato intervento chirurgico per il trattamento di una frattura scomposta alla spalla Prima le espressioni denigratorie quando lo incontravano per strada, dopo una vera e propria aggressione con calci e pugni. Per questo la polizia a Matera ha arrestato tre giovani, due residenti a Pisticci e uno nella frazione di Marconia, per atti persecutori e lesioni personali aggravate contro un uomo con disabilità. I tre, di età compresa tra i 18 e i 21 anni, nella serata del 29 dicembre scorso, a Marconia di Pisticci, lo hanno aggredito. Da tempo, lo avevano preso di mira, apostrofandolo con espressioni denigratorie ogni volta che lo incontravano per strada. L’episodio più grave lo scorso anno a fine dicembre quando la vittima è stata presa calci e pugni, e solo l’intervento di alcuni passanti ha fatto cessare le violenze. Il disabile è stato costretto a subire un delicato intervento chirurgico per il trattamento di una frattura scomposta alla spalla, con prognosi di 30 giorni. I tre sono ora ai domiciliari con obbligo del braccialetto elettronico. 

Il fatto avvenne a Giurdignano un anno fa, il 13enne ebbe complicanze cerebrali Si è concluso con un patteggiamento a un anno di reclusione, pena sospesa, il caso giudiziario che vedeva coinvolto per omicidio colposo un operatore socio-sanitario di Maglie, reo di aver provocato con una caduta la morte di uno studente disabile di 13 anni. Il fatto accadde il 6 febbraio del 2024 a Giurdignano. Il ragazzino, costretto su una sedia a rotelle perché affetto da distrofia muscolare, nella caduta all’uscita di scuola riportò la frattura delle tibie morendo in ospedale cinque giorni dopo, per alcune complicanze cerebrali.

La mamma di Miriam: “Ci perseguitano, chiediamo aiuto” Servizio di Antonio Procacci; intervista ad Angela Quitadamo

Il mezzo per deambulare non entra nell’ascensore della stazione Servizio di Giovanni Di Benedetto; intervista a Niccolò Da Molfetta;

deliziosa
gilca-srl-giugno