La condizione di fragilità della vittima e la giovane età dell’aggressore hanno scosso l’opinione pubblica
Spetterà alla Procura per i minori fare chiarezza sull’aggressione ai danni di un 33enne disabile avvenuta il primo gennaio a Trani, in via Umberto. Nelle scorse ore è stato rintracciato e denunciato il presunto autore: un ragazzo di appena 16 anni. È stato un video, postato sui social e diventato presto virale, a permettere alle forze dell’ordine di individuarlo in breve tempo.
Spintoni, calci e pugni che non si fermano neanche quando il 33enne finisce a terra. Dall’altra parte dello smartphone, a girare il video, c’era una coetanea dell’aggressore. A scatenare la furia probabilmente uno sguardo ritenuto molesto rivolto alla ragazza.
Circostanze che ora saranno chiarite e appurate dagli inquirenti. È tangibile però la brutalità immortalata nel video. Rientrato a casa non ha subito raccontato ai familiari cosa era accaduto, ma una volta compresa la realtà dei fatti i genitori si sono rivolti ai carabinieri.
Il 33 enne è descritto dalle operatrici del centro diurno che frequenta come un “ragazzo ligio al dovere ed educato”.
La condizione di fragilità della vittima e la giovane età dell’aggressore hanno scosso l’opinione pubblica. “Atto deplorevole, l’autore andrà perseguito in tutte le sedi”, ha detto il sindaco di Trani Amedeo Bottaro. “La vera questione è il modo in cui funziona il contesto sociale, sempre più violento”, spiega invece il presidente regionale dell’ordine degli psicologi, Giuseppe Vinci. Una questione da approfondire in ogni aspetto e che non può ridursi al tempo di un video su tik tok.













