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Il distacco di mattoni e intonaco in una palazzina di via Antonio Costanzo ha provocato il ferimento lieve di due piccoli, trasportati al “Vito Fazzi” Oggi pomeriggio a Lecce, in via Antonio Costanzo 12, al terzo piano di una palazzina, ha ceduto una porzione del solaio, provocando la caduta di un mattone in laterizio forato e di parte dell’intonaco. Due bambini, di 8 e 5 anni, sono rimasti lievemente feriti e, dopo le prime cure prestate dal personale del 118, sono stati trasportati all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Le loro condizioni non sono gravi. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della NOR – Sezione Radiomobile e della Stazione di Lecce Principale, insieme ai Vigili del Fuoco e alla Polizia Locale. L’area è stata messa in sicurezza dai Vigili del Fuoco, mentre i tecnici comunali hanno effettuato le prime verifiche strutturali. Le indagini sono affidate alla Polizia Locale.

L’uomo ha tentato la fuga ma è stato intercettato dai carabinieri Entra in un deposito industriale di Ginosa Marina per rubare alcune batterie per autocarri e di altri componenti meccanici, ma viene sorpreso dal proprietario. Il malvivente, un 30enne, ormai alle strette, ha aggredito il titolare, 50enne, colpendolo e ferendolo alle gambe, per poi fuggire. La vittima ha immediatamente chiamato il 112 e ha fornito i filmati delle telecamere di videosorveglianza. I carabinieri sono riusciti a intercettare l’uomo mentre era ancora in fuga e lo hanno arrestato in flagranza di reato con l’accusa di rapina impropria. In uno zaino, gli arnesi per lo scasso. Non lontano dai cancelli del deposito è stata trovata inoltre un’auto rubata con il portellone posteriore ancora aperto, utilizzata per commettere il reato. Il mezzo era stato rubato a Taranto ed è stato restituito al proprietario. 

Giovanni Mastropasqua, 50 anni, aveva precedenti per droga. Lascia sette figli. Servizio di Pietro Loffredo

La donna si è barricata in casa per sfuggire all’aggressione. Solo qualche giorno prima la vittima aveva sporto denuncia ai carabinieri per reiterati episodi di violenza fisica Si barrica in casa tentando di sfuggire all’ira dell’ex e chiama i carabinieri. L’aggressione si è consumata a Ginosa Marina il 15 sera. Un episodio concluso con l’arresto in flagranza di reato di un 40enne per presunte minacce aggravate e maltrattamenti in famiglia ai danni dell’ex convivente. L’uomo ha cercato di sfondare con calci e pugni la porta di casa della donna. È stato arrestato in flagranza di reato. Solo qualche giorno prima la vittima aveva sporto denuncia ai carabinieri per reiterati episodi di violenza fisica, minacce e comportamenti persecutori, tali da far scattare il Codice rosso. 

Non è chiaro se il colpo sia riuscito. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco Bomba al bancomat, all’alba, a Orta Nova, nel Foggiano. Preso di mira lo sportello dell’ufficio postale in viale Due Giugno. Non è chiaro se il colpo sia riuscito. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco, che hanno rimosso i detriti. Meno di due settimane fa, i banditi avevano fatto esplodere il bancomat di una banca nei pressi del Comune.

Le sostanze stupefacenti sequestrate avrebbero potuto fruttare sul mercato oltre 300mila euro Ha ignorato l’alt e ha tentato la fuga sulla Strada Statale 7, lanciando dal finestrino un involucro con la droga. Un 50enne è stato arrestato dai carabinieri di Castellaneta dopo un inseguimento. Nell’auto è stato rinvenuto 1 kg di cocaina. L’indagine poi è proseguita con perquisizioni in due garage a Laterza, dove sono stati sequestrati oltre 3 kg di cocaina, quasi 1 kg di hascisc, bilancini di precisione e materiale per il confezionamento. Trovate anche munizioni per una pistola illegalmente detenute e denaro provento dell’attività di spaccio. La droga sequestrata avrebbe potuto fruttare sul mercato oltre 300mila euro.

Una Turista riminese accusa: “Violentata in casa vacanze”. I giovani si difendono: “Era consensuale” Proseguono le indagini sul presunto stupro di gruppo avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi a Mancaversa, marina di Taviano. A denunciare l’accaduto è stata una turista 22enne di Rimini, in vacanza con alcune amiche. Secondo la sua ricostruzione, il gruppo avrebbe conosciuto quattro ragazzi salentini durante una festa in un locale di Gallipoli. Dopo aver bevuto insieme alcuni drink, si sarebbero spostati nell’abitazione presa in affitto dalle ragazze. Qui, la giovane si sarebbe appartata con uno dei ragazzi, ma sarebbe stata poi raggiunta da altri due, che l’avrebbero violentata. Un quarto giovane, pur non partecipando direttamente, secondo gli inquirenti non avrebbe fatto nulla per fermare la violenza. I quattro, tutti tra i 22 e i 23 anni e residenti a Taurisano, Melissano e Taviano, sono indagati per violenza sessuale di gruppo. La ragazza, sotto shock e con ricordi frammentari, è stata visitata all’ospedale di Gallipoli, dove i medici hanno riscontrato lesioni compatibili con un’aggressione sessuale ripetuta. Sono stati disposti accertamenti tossicologici e alcolemici su tutti i coinvolti: l’eventuale presenza di droghe potrebbe aggravare la posizione degli indagati. I loro telefoni sono stati sequestrati e verranno analizzati da un consulente informatico per individuare messaggi e chat rilevanti per l’inchiesta. I giovani saranno ascoltati nei prossimi giorni: avrebbero già fornito una versione parziale dei fatti, sostenendo che il rapporto fosse consensuale. La vittima, profondamente scossa, è rientrata anticipatamente a Rimini.

Il ragazzo lotta per la vita. I carabinieri trovano la pistola: “Ha fatto tutto da solo”

Si tratta di due giovani del posto, un 35enne e un 31 enne Con volto travisato e armati di martello avevano rapinato una yogurteria in pieno centro ad Altamura. Due giovani del posto, un 35enne e un 31 enne, già noti alle forze dell’ordine, sono stati arrestati dai carabinieri per rapina e lesioni personali. I fatti risalgono al 16 maggio scorso quando i due erano entrati nell’attività commerciale in via Vittorio Veneto danneggiando la vetrina e colpendo il titolare. I due si erano impossessati di 500 euro e poi si erano dati alla fuga. Con la visione delle videocamere di sorveglianza e grazie alle testimonianze di alcune persone presenti, i giovani sono stati identificati e portati in carcere.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri per i rilievi e hanno avviato le indagini Nuovo assalto al bancomat nella notte. Questa volta a Terlizzi, preso di mira lo sportello della filiale dell’Unicredit in largo Pappagallo. Non è chiaro se gli autori, che potrebbero aver utilizzato un oggetto in metallo con della polvere da sparo nella fessura per il prelievo, siano riusciti a portar via del denaro e in che quantità. Sul posto sono intervenuti i carabinieri per i rilievi e hanno avviato le indagini.

L’evento organizzato in occasione del 211/mo anniversario della fondazione dell’Arma

Ville, auto e conti intestati alla famiglia di Ruggiero Lattanzio. È il primo sequestro in Puglia contro gli eredi di un mafioso. Ville, appartamenti, auto e conti correnti per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro sono stati confiscati dai carabinieri del comando provinciale di Bari. I beni erano formalmente intestati agli eredi di Ruggiero Lattanzio, esponente di spicco del clan omonimo, ucciso nel 2019 a Barletta. Secondo le indagini, il patrimonio derivava dal traffico di droga e veniva “ripulito” tramite familiari, in assenza di redditi leciti. Il decreto è stato emesso dal tribunale di Bari su richiesta della Dda. Si tratta del primo provvedimento ablativo in Puglia eseguito contro gli eredi di un mafioso.

Si tratta di ville, appartamenti e conti correnti Beni per un valore complessivo di due milioni di euro nei confronti di un elemento di spicco della criminalità locale che operava nel Nord barese sono stati confiscati questa mattina dai carabinieri del comando provinciale di Bari. Si tratta di due ville, autovetture e disponibilità bancarie e finanziarie, sottratte così alla disponibilità degli eredi. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia.

In azione i carabinieri. L’anziano era disorientato, ma in buone condizioni Attimi di paura e poi un sospiro di sollievo a Montemesola, nel Tarantino, per un uomo di91 anni scomparso all’ora di pranzo e ritrovato dopo ore di ricerche nelle campagne del paese. Ieri, come ogni giorno, l’anziano si era seduto davanti casa per godersi qualche minuto di tranquillità. Ma quando i nipoti si sono affacciati per chiamarlo per il pranzo, la sedia era vuota. Di lui, nessuna traccia. L’allarme è scattato immediatamente. A dare impulso alle ricerche è stata una pattuglia dei carabinieri in transito, cheha notato l’agitazione dei familiari. Considerate le alte temperature e l’età dell’uomo, ogni minuto era prezioso. I militari, insieme ai parenti e ad alcuni residenti, hanno avviato una battuta serrata per perlustrare le strade del paese e le aree rurali circostanti. Dopo circa due ore, il lieto fine: l’anziano è statoritrovato in un uliveto, seduto a terra sotto una pianta, visibilmente disorientato ma cosciente. Con sé aveva solo il bastone su cui si appoggia per camminare. Provato dal caldo e dalla paura, si è commosso alla vista dei soccorritori. Sta bene ed è già tornato a casa.

Sei in carcere, otto ai domiciliari, hanno tra i 20 e i 50 anni Servizio Matteo Spada

L’episodio avvenne il 28 novembre scorso Sono stati individuati e arrestati i due ventenni foggiani che, il 28 novembre scorso, a San Marco in Lamis, fecero saltare lo sportello bancomat fuggendo via con 28mila euro. Sono accusati di furto pluriaggravato, detenzione e porto di esplosivo. Le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza mostrano i due, a volto coperto, impegnati a piazzare l’esplosivo. E poi anche gli ingenti danni causati dall’esplosione. I due fuggirono con un’auto rubata che fu poi trovata abbandonata nelle campagne. All’interno dell’abitacolo i carabinieri trovarono chiodi a quattro punte, attrezzi da scasso e l’asta metallica utilizzata per piazzare l’ordigno. Uno dei due indagati era stato rintracciato a a febbraio scorso in un casolare dove nascondeva una pistola clandestina e altri ordigni esplosivi. 

A fare la drammatica scoperta un giovane che, attirato dal forte odore proveniente dai binari, avrebbe notato parti del corpo umano, dando subito l’allarme ai genitori che a loro volta hanno contattato i carabinieri Un cadavere, ormai ridotto in pezzi, è stato rinvenuto nella tarda serata di ieri sui binari della stazione ferroviaria di Trepuzzi. A fare la drammatica scoperta un giovane che, attirato dal forte odore proveniente dai binari, avrebbe notato parti del corpo umano, dando subito l’allarme ai genitori che a loro volta hanno contattato i carabinieri. Sul posto sono intervenuti i militari di Trepuzzi e di Campi Salentina, oltre alla Polizia ferroviaria, un’ambulanza e un’auto medica. La circolazione del treno in transito da Lecce a Bari è stata bloccata attorno alle 23 circa, all’arrivo cioè degli inquirenti, ed i passeggeri sono stati fatti scendere dal convoglio, per consentire di effettuare i rilievi. Le operazioni sono andate avanti per alcune ore. Secondo i primi accertamenti, la vittima — un uomo dai capelli chiari, probabilmente salentino — si sarebbe lanciata sui binari. Le indagini sono in corso e al momento l’ipotesi più accreditata è quella del suicidio. I filmati delle telecamere di sorveglianza saranno esaminati dalla sede centrale di Bari per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e capire eventualmente in che momento l’uomo si sarebbe lanciato sui binari. La circolazione è rimasta interrotta fino alle 3.25. Sono stati messi a disposizione da Trenitalia dei bus.

Lievi i danni, il titolare ha dichiarato di non aver mai ricevuto minacce Misterioso episodio nella notte in pieno centro a Margherita di Savoia. Un ordigno di piccole dimensioni è stato fatto brillare davanti ad una paninoteca di via Africa orientale. Le telecamere del circuito di videosorveglianza immortalano una persona a volto coperto che, dopo aver posizionato con ogni probabilità una bomba carta, si allontana a piedi in tutta fretta. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, la squadra investigazioni scientifiche del comando provinciale di Trani e personale della vigilanza privata Pegaso Security. Lievi i danni, il titolare ha dichiarato di non aver mai ricevuto minacce.

Per eludere i controlli, la droga veniva stoccata all’interno di una cabina elettrica e in un terreno incolto Un’abitazione nel quartiere Buon Consiglio di Cerignola era stata trasformata in una vera e propria centrale dello spaccio. La scoperta è stata fatta dai carabinieri che hanno arrestato 9 persone: 3 sono finite in carcere, 6 ai domiciliari. La vendita al dettaglio di cocaina, hashish e marijuana avveniva anche di notte. Per eludere i controlli, la droga veniva stoccata all’interno di una cabina elettrica e in un terreno incolto. Sequestrati 600 grammi di sostanze stupefacenti.

I malviventi al momento sono ricercati Colpo grosso nella notte nella storica gioielleria “Toma” di Maglie. I ladri sono riusciti a entrare nell’attività commerciale e hanno portato via i gioielli esposti nelle vetrine. I malviventi al momento sono ricercati. Sul posto sono giunte le guardie giurate che non hanno potuto far altro che constatare l’accaduto. Al momento non è dato sapere a quanto ammonta il bottino, ma dovrebbe aggirarsi intorno a migliaia di euro. Sull’accaduto indagano i carabinieri anche grazie alle immagini di videosorveglianza.

Presunto stupro a Mancaversa, quattro indagati

Una Turista riminese accusa: “Violentata in casa vacanze”. I giovani si difendono: “Era consensuale” Proseguono le indagini sul presunto stupro di gruppo avvenuto nella notte

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