Skin Telenorba50
banca-popolare-di-puglia-e-basilicata-giugno

Tgnorba

Telenorba

maldarizzi-automotive

carabiniere

È tornato a Bisceglie il vice-brigadiere dei Carabinieri rimasto ferito nella strage di Castel d’Azzano lo scorso 14 ottobre. Il comune gli ha reso omaggio. Era il 14 ottobre dello scorso anno, durante un accesso delle forze dell’ordine in un casolare di Castel d’Azzano, vicino Verona. Nell’esplosione, innescata in un ambiente saturo di gas, morirono tre carabinieri, diversi i feriti, tra i quali il vicebrigadiere Giuseppe Benso, di Bisceglie. L’amministrazione gli ha voluto rendere omaggio. Intervista a Angelantonio Angarano, sindaco di Bisceglie e al Col. Massimiliano Galasso, com. prov. Carabinieri

Il giovane militare era originario della provincia di Latina, era arrivato in Puglia ad ottobre. Tragedia in serata a Cagnano Varano, nel Foggiano. Un carabiniere forestale di 25 anni si è tolto la vita con un colpo di pistola nella caserma in località ‘Bagno’, sulle sponde del lago.Pare che il giovane militare – originario della provincia di Latina, giunto a ottobre nel Comune garganico – abbia utilizzato l’arma di servizio. Quando si è sparato, era solo in caserma.Sono stati due colleghi a trovare il corpo, una volta rientrati. Sul posto è intervenuto anche l’elisoccorso, ma per il carabiniere non c’era più nulla da fare.

Il convoglio li ha sfiorati ma stanno entrambi bene. Prima gli ha parlato con fare paterno per fargli capire che lasciarsi investire da un treno non sarebbe stata la soluzione ai suoi problemi. Poi, quando il 24enne si è piazzato al centro dei binari, il carabiniere ha urlato riuscendo a farlo spostare un attimo prima che il convoglio ad alta velocità arrivasse. Il treno ha sfiorato entrambi, sfrecciando a pochi centimetri da loro, per fortuna senza ferirli. È accaduto qualche giorno fa nella stazione di Bisceglie. A segnalare la presenza lungo i binari del giovane sono stati alcuni passanti che hanno chiesto aiuto ai carabinieri. In pochi minuti i militari hanno raggiunto il 24enne e l’appuntato è riuscito a salvargli la vita. 

. Circonvenzione di incapace e truffa. Finisce con una condanna a tre anni di reclusione, il pm ne aveva chiesti 5, il processo davanti al tribunale di Trani nei confronti di un maresciallo dei carabinieri in servizio alla stazione di Trani, Emanuele Di Reda, imputato in concorso con un avvocato, Francesco Di Pace, invece assolto per non aver commesso il fatto. I due finirono ai domiciliari a fine gennaio del 2020 accusati di aver raggirato due anziani, marito e moglie, facendo credere alla coppia di curare la compravendita di un loro immobile in provincia di Salerno e di indagare su ammanchi “anomali” di denaro verificati sul conto corrente, fino a sottrare una cifra intorno ai 60mila euro. Secondo quanto accertato dalle indagini il luogotenente si sarebbe fatto nominare erede universale dei coniugi, utilizzando documenti falsificati, il legale invece avrebbe fatto intendere di cause penali che in realtà non c’erano. Il militare, la cui difesa ha preannunciato ricorso in Appello, è stato assolto dal reato di detenzione abusiva di munizioni e da quella di ricettazione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti, che erano state trovate in caserma. L’avvocato Francesco Di Pace era difeso dal collega Antonio Florio. Parti offese i coniugi e il Comando generale dell’Arma dei carabinieri.

Il giovane militare, originario di Laterza, si sarebbe tolto la vita . Un maresciallo dei carabinieri di 31 anni, originario di Laterza, è morto questa mattina (29 novembre) nella caserma di Tursi (Mt) dove prestava servizio. Secondo quanto si è appreso, l’uomo si sarebbe tolto la vita con un colpo di pistola. Sono in corso indagini dei militari del Comando provinciale di Matera.

L’incidente è avvenuto presso San Severo, nel foggiano Un carabiniere è morto in un incidente stradale avvenuto lungo la strada provinciale 109, a circa una decina di chilometri da San Severo, in provincia di Foggia. Il militare, secondo quanto è stato ricostruito almomento, si trovava da solo sull’auto di servizio quando ha perso il controllo finendo fuori strada. Ancora da accertare le cause. Secondo le prime informazioni, il carabiniere stava rientrando a San Severo presso la stazione dove prestava servizio. Sul posto le forze dell’ordine e la Polizia Stradale.

L’incidente è avvenuto presso San Severo, nel foggiano Un carabiniere è morto in un incidente stradale avvenuto lungo la strada provinciale 109, a circa una decina di chilometri da San Severo, in provincia di Foggia. Il militare, secondo quanto è stato ricostruito almomento, si trovava da solo sull’auto di servizio quando ha perso il controllo finendo fuori strada. Ancora da accertare le cause. Secondo le prime informazioni, il carabiniere stava rientrando a San Severo presso la stazione dove prestava servizio. Sul posto le forze dell’ordine e la Polizia Stradale.

Un gesto immediato, decisivo e naturale per il vicebrigadiere Mario Pasquadibisceglie Servizio di Marika ScoccimarroMontaggio di Pasquale D’AttomaIntervista a Mario Pasquadibisceglie, vicebrigadiere dei carabinieri

L’episodio è successo nella serata di domenica scorsa 19 ottobre Alcuni colpi di pistola sono stati esplosi in via Azzarita, periferia di Molfetta, domenica scorsa ma la notizia è trapelata solo nelle ultime ore. Non si trattava del giovane autore delle bravate finite sui social e sui telefonini, ma di un carabiniere che, dal balcone della sua abitazione, ha fatto fuoco quando si è accorto della presenza dei ladri che gli stavano portando via l’auto. Il militare è poi sceso per strada ma a qual punto i malfattori sono riusciti a fuggire su un altro mezzo. Al vaglio degli investigatori le telecamere di video sorveglianza che si trovano su via Terlizzi, perpendicolare alla strada dove è accaduto l’episodio.

Il killer ha perso la vita nello scontro a fuoco con i poliziotti La Procura ha chiuso l’inchiesta sulla morte del brigadiere capo dei carabinieri, Carlo Legrottaglie, di Ostuni. E’ stato ucciso nelle campagne di Francavilla Fontana il 12 giugno scorso. A sparare fu Michelangelo Mastropietro, poi ucciso in un conflitto a fuoco con due poliziotti che riuscirono a intercettarlo mentre tentava la fuga. L’unico indagato è camilla Giannatasio, che era in auto con Mastropietro. E’ accusato di concorso in omicidio volontario, resistenza, detenzione di armi. Nell’avviso di conclusione delle indagini si ipotizza che Giannatasio possa aver istigato Mastropietro ad affrontare e ad aprire il fuoco contro il brigadiere Legrottaglie.

Un guasto al telecomando del veicolo ne ha bloccato l’apertura. La madre, fuori dall’auto, ha lanciato subito l’allarme Momenti di panico questa mattina, intorno a mezzogiorno, nel parcheggio dell’ospedale di Gallipoli dove un bambino di neanche due anni è rimasto chiuso nella macchina a causa di un malfunzionamento del telecomando del veicolo. La madre del piccolo, che era scesa dall’auto, ha subito dato l’allarme in forte stato di agitazione. In pochi minuti, sul posto si è riversata una moltitudine di persone. La scena è stata notata da un Carabiniere in servizio che, senza aspettare l’arrivo dei rinforzi richiesti, con un coltellino, insieme ad un soccorritore, ha smontato uno dei vetri laterali dell’Audi A5. Sbloccata la chiusura, il bambino è stato liberato, senza avere conseguenze. L’operazione è durata pochi minuti. Per fortuna, non c’erano le alte temperature dei giorni scorsi.

Il Decreto sicurezza del ministro Piantedosi prevede un rimborso che non può superare complessivamente 10mila euro per ciascuna fase del procedimento Il ministero dell’Interno ha già accreditato l’anticipo delle spese legali dei due poliziotti indagati per la morte di Michele Mastropietro. Il 59enne, ritenuto l’assassino del carabiniere Carlo Legrottaglie, morì il 12 giugno in seguito alla sparatoria ingaggiata con gli agenti. I due agenti sono rappresentati dall’avvocato Antonio La Scala. È stato lui a comunicarlo. Il Decreto sicurezza del ministro Piantedosi prevede il riconoscimento di un rimborso per le spese legali sostenute in procedimenti giudiziari relativi al servizio che non può superare complessivamente l’importo di 10.000 euro per ciascuna fase del procedimento. “Questo accreditamento – ha dichiarato La Scala – rappresenta non solo un sostegno pratico, ma anche un riconoscimento morale fondamentale per chi ogni giorno rischia la vita per garantire la sicurezza dei cittadini”.

L’iscrizione nel registro degli indagati di due agenti della Questura per omicidio colposo viene chiarita come un atto dovuto, a tutela dei diritti di tutti, inclusi quelli degli stessi poliziotti La giunta distrettuale di Lecce dell’Associazione Nazionale Magistrati ha definito inaccettabili le critiche espresse da esponenti politici e sindacati di polizia contro i magistrati della Procura di Taranto, impegnati nelle indagini sulla morte del brigadiere capo Carlo Legrottaglie. L’iscrizione nel registro degli indagati di due agenti della Questura per omicidio colposo viene chiarita come un atto dovuto, a tutela dei diritti di tutti, inclusi quelli degli stessi poliziotti. Fratelli d’Italia ha preso posizione in loro difesa, chiedendo l’archiviazione del caso e l’applicazione del decreto sicurezza per sostenere le spese legali. Una delegazione del partito si è recata al comando provinciale dei Carabinieri di Taranto per esprimere vicinanza all’arma e ribadire solidarietà agli agenti coinvolti. L’Anm ha infine invitato al rispetto del lavoro della magistratura, per evitare che una tragedia diventi motivo di divisione.

“La procura di Taranto decida per l’archiviazione” Servizio di Alessandra Martellotti; interviste a Dario Iaia, parlamentare FdI; Giovanni Maiorano, parlamentare FdI;

Donazioni anche per i due poliziotti indagati per la morte del rapinatore in fuga Amici e colleghi di Carlo Legrottaglie, il brigadiere 59enne ucciso giovedì scorso durante un conflitto a fuoco mentre inseguiva due rapinatori, hanno avviato una raccolta fondi su GoFundMe che ha già ricevuto donazioni per circa 21mila euro. “Carlo – si legge nell’appello – ha sacrificato la sua intera vita, fino al suo ultimo giorno di lavoro prima della pensione, lasciando un vuoto incolmabile nella sua famiglia e in quanti lo conoscevano. In questo momento di profondo dolore, sentiamo il dovere di stringerci attorno alla moglie, alle figlie e a tutti i suoi cari. Per questo, e in funzione delle numerose richieste che ci sono pervenute, abbiamo organizzato una raccolta fondi anche per offrire un aiuto concreto e un segno tangibile della nostra vicinanza”.Il sindacato di polizia Mosap, invece, sulla stessa piattaforma, ha avviato una raccolta fondi per i due agenti indagati per omicidio colposo in relazione alla morte del 59enne Michele Matropietro, ritenuto l’assassino di Legrottaglie. Il segretario generale del Mosap, Fabio Conestà, sottolinea che “i poliziotti sono intervenuti in un contesto di gravissimo pericolo, fronteggiando soggetti armati in un conflitto a fuoco in cui hanno rischiato la vita per difendere la collettività. Oggi, per quell’intervento, si trovano indagati. Una procedura formalmente dovuta, ma che comporta per loro un pesante fardelloumano e professionale: spese legali, blocco della carriera e potenziali ripercussioni disciplinari”.

Trovata la pistola nelle campagne di Grottaglie dove si è svolto il secondo conflitto a fuoco in cui è morto Michele Mastropietro Servizio di Alessandra Martellotti

Grande commozione davanti l’Arma dei Carabinieri di Taranto Le auto della Polizia e della Guardia di Finanza si sono posizionate davanti al Comando provinciale dei Carabinieri di Taranto per omaggiare il brigadiere capo Carlo Legrottaglie, ucciso nel conflitto a fuoco di ieri mattina a Francavilla Fontana. Alle 13:00 hanno attivato lampeggianti e sirene in memoria del carabiniere, e in segno di cordoglio e di vicinanza a tutti gli uomini dell’Arma. Il momento è stato concluso da un forte e sentito applauso.

Una donna ha fatto recapitare al Comando provinciale Carabinieri di Taranto un mazzo di fiori in omaggio al brigadiere capo Carlo Legrottaglie, ucciso nel conflitto a fuoco a Francavilla Fontana. Commossi i colleghi Un mazzo di rose è stato fatto recapitare al Comando provinciale dei Carabinieri di Taranto da parte della signora Grazia, una cittadina che ha voluto rendere omaggio al brigadiere capo Carlo Legrottaglie, ucciso nel conflitto a fuoco di ieri mattina. La donna, attraverso un biglietto, esprime dolore per l’accaduto e gratitudine per il lavoro svolto dagli uomini in divisa.”Sono una mamma, e questa mattina ho appreso con immensa tristezza la notizia della sua morte. Le parole non bastano a colmare un dolore così profondo. Ogni volta che incontro un uomo o una donna in divisa, mi sento più sicura: sono come angeli che vegliano su di noi.” Il gesto ha commosso i carabinieri che hanno deciso di rendere pubblica l’iniziativa. “Vorrei potervi abbracciare uno ad uno – si legge ancora nel biglietto – vorrei ringraziarvi, in ogni momento della vita, per ciò che fate e per ciò che rappresentate. So che è il vostro lavoro, ma la vita è sacra, sempre. Il mio abbraccio raggiunga tutti voi e la famiglia del vostro collega Carlo. Occhi aperti sempre. Vi esprimo vicinanza, gratitudine e che Dio vi benedica.”

Il brigadiere è morto nella sparatoria ingaggiata con due rapinatori. Oggi era al suo ultimo giorno di lavoro Drammatica sparatoria questa mattina, intorno alle ore 7, nei pressi della zona industriale di Francavilla Fontana, lungo la strada in direzione Grottaglie. A perdere la vita è stato il brigadiere Carlo Legrottaglie, 60 anni, in servizio presso il Nucleo Radiomobile dei Carabinieri della compagnia di Francavilla. Il militare, originario di Ostuni, sposato, due figli. Oggi sarebbe stato l’ultimo giorno di lavoro di Legrottaglie: da domani sarebbe andato in licenza e poi, a luglio, in pensione. Secondo una prima ricostruzione, i militari sono intervenuti per una rapina in corso in un distributore di carburante. I responsabili, due uomini a bordo di una Lancia scura (risultata rubata a maggio a Locorotondo), si sono dati alla fuga, dando il via a un inseguimento da parte di una pattuglia. Poco dopo, la situazione è precipitata. Le due auto si sono speronate fino a quando si sono dovute fermare, dopo essersi toccate più volte, nella campagna circostante. Nel corso del tentativo di fermare i malviventi, si è verificato un violento conflitto a fuoco. Il brigadiere Legrottaglie è stato colpito mortalmente: secondo quanto si apprende sarebbe andato in pensione il mese prossimo. Uno dei rapinatori risulterebbe ferito: asecondo quanto si apprende sarebbero almeno tre. Il veicolo è stato abbandonato, i malviventi sono fuggiti a piedi. Legrottaglie ne ha inseguito uno che ha sparato contro il brigadiere alcuni colpi di pistola, uccidendolo. Sul posto c’è il pm di turno, Raffaele Casto. In corso le ricerche dei malviventi in tutta la zona e nelle province limitrofe. (notizia in aggiornamento)

L’incidente è avvenuto sulla statale 275, all’altezza di Alessano Un carabiniere della Compagnia di Tricase è rimasto coinvolto in un incidente stradale mentre era in servizio a bordo di un’auto civetta. É avvenuto questa mattina (giovedì 20) sulla statale 275, all’altezza di Alessano. Per cause da accertare l’auto del militare si è scontrata con un’altra vettura finendo contro un muretto per poi ribaltarsi in mezzo alla careggiata. L’impatto per fortuna non ha avuto conseguenze per i due automobilisti. Il carabiniere è rimasto leggermente ferito, trasportato in ospedale dai sanitari del 118 per accertamenti. I rilievi sono affidati alla polizia municipale. Il traffico è rimasto a lungo interrotto.

deliziosa
gilca-srl-giugno