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Duro scambio di accuse dopo la retrocessione in C . Animi tesi tra Palazzo di Città e il quartier generale della Filmauro. La famiglia De Laurentiis non intende vendere il Bari. Lavora ad un progetto ambizioso con dirigenti quotati nel mondo del calcio. La risposta giunta da Roma segna la rottura definitiva tra le parti e si trasforma in uno scambio di accuse senza precedenti: gli attuali soci di maggioranza del Bari Calcio, infatti, fanno riferimento a presunte spese straordinarie, non rendicontate, sostenute nel quinquennio di gestione dello stadio San Nicola; invitano l’amministrazione comunale ad esprimersi nei tempi previsti dal regolamento di C per la nuova concessione dell’impianto barese, imprescindibile per l’iscrizione al prossimo campionato. Ma nei toni non è da meno la replica del sindaco di Bari VitoLeccese. “La normativa vigente non obbliga il Bari a indicare necessariamente il San Nicola come campo ospitante – si legge nella lettera – . Le suggerisco di valutare soluzioni alternative per non rischiare l’iscrizione al campionato. Le chiedo dunque un piano industriale serio, che guardi almeno all’orizzonte quinquennale della concessione e che risponda ad una domanda precisa: cosa intende fare della SSC Bari dopo il 30 giugno 2028?”. In serata, una nuova lettera a firma di Luigi De Laurentiis. Il presidente del club biancorosso ha accusato il sindaco di aver alzato i toni. In cinque giorni, sostengono dal club, non è possibile preparare un piano industriale credibile. Nelle righe, la volontà di interrompere l’aspro dibattito pubblico, rinviando ogni chiarimento all’incontro imminente. Ribadita la necessità di poter disporre dello stadio per programmare la prossima stagione.

La Coppa Italia partirà il 9 agosto . Si sta già definendo la stagione 2026/2027. Squadre già in campo il 9 e 16 agosto per il turno preliminare della Coppa Italia Frecciarossa. La finale si disputerà allo stadio Olimpico il 19 maggio. Il campionato di Serie A inizierà il 23 agosto e si chiuderà domenica 30 maggio. Due i turni infrasettimanali: il 28 ottobre e il 6 gennaio. La sosta natalizia partirà il 27 dicembre. Previste quattro soste per la Nazionale: il 27 settembre e il 4 ottobre 2026, il 15 novembre 2026 e il 28 marzo 2027.

. Igor Protti sempre più esemplare. Sui social è diventata virale la foto dello “Zar” mentre accompagna la figlia Noemi all’altare, nonostante la fatica. Protti da tempo combatte contro un brutto male, ma non molla. E stupisce tutti con la sua innata voglia di vivere. Qualche mese fa aveva fatto il giro del web un altro scatto: in lacrime ha accompagnato il giro della fiamma olimpica in vista di Milano – Cortina 2026. Oggi come allora, il suo gesto, carico di spontaneità, suscitò profonda ammirazione tra gli utenti: campione vero.

I giallorossi battono il Genoa e restano in A . Una festa travolgente travolge il Via del Mare e tutto il Salento. Il Lecce batte il Genoa e conquista una storica quarta salvezza consecutiva in Serie A. Un traguardo straordinario conquistato al culmine di una stagione complicata e combattuta fino all’ultimo minuto.  Qui la grande festa giallorossa La partita inizia con qualche minuto di ritardo a causa della fitta nebbia creata dai fumogeni della curva, ma l’attesa rende l’atmosfera ancora più elettrizzante. Il Lecce parte forte e al 7′ fa esplodere lo stadio: Ramadani lancia Cheddira, la cui conclusione viene respinta da Leali; sulla ribattuta si avventa Lamek Banda, che con freddezza firma il gol del vantaggio. I giallorossi insistono e sfiorano il raddoppio prima con lo stesso Banda, murato da Leali, e poi subiscono il brivido del pareggio del Genoa firmato da Frendrup al 39′, fortunatamente annullato per una netta posizione di fuorigioco.Nella ripresa iniziano ad abbassarsi, ma il Lecce dimostra di avere fame. Al 51′ Cheddira supera Leali in uscita ma la sua conclusione, da posizione defilata, si stampa sul palo. Poco dopo è il Genoa a spaventare i padroni di casa con Frendrup, ma un monumentale Falcone esce a valanga e dice di no. La dea bendata volta ancora le spalle ai salentini al 67′, quando Pierotti incorna alla perfezione un cross di Gallo, centrando in pieno la base del palo.I minuti finali sono di pura gioia e festa sugli spalti e in campo. Il Lecce si è salvato e anche nella stagione 2026/27 sarà protagonista in Serie A.

Dura la reazione dei partiti e le civiche del centrodestra presenti in Consiglio comunale che, in una nota, chiedono al sindaco Vito Leccese di sospendere la procedura in corso per l’affidamento dello stadio San Nicola e avviare la revoca in autotutela del bando. Dopo la retrocessione del Bari in serie C i vertici fanno scena muta. Nessuna dichiarazione prevista per queste e per le prossime ore. I giocatori e l’allenatore Moreno Longo presto lasceranno la città. In mattinata sono rientrati in città con un volo charter da Bolzano. Nell’aeroporto i pochi tifosi che c’erano hanno lanciato insulti contro la squadra.La prossima settimana la dirigenza farà il punto  sulla stagione conclusa e sulla ripartenza. Longo si è scusato con la piazza sportiva: “Personalmente ho messo tutto e ho sperato fino alla fine di regalare questo sogno alla città” ha dichiarato, concludendo con un laconico :“Mi prendo le mie responsabilità”. Intanto il sindaco di Bari, vito Leccese, ha scritto a Luigi De Laurentiis, presidente della società, chiedendo un incontro e sollecitando un progetto “serio e chiaro, orientato alla vendita della società e che sia all’altezza di restituire dignità ad un popolo e ad una città frustrati dalla mancanza di prospettive”. “Qualche giorno fa – ricorda Leccese – De Laurentiis mi ha scritto per avere conferma della disponibilità dello stadio San Nicola, funzionale alla iscrizione al campionato di calcio entro il termine fissato dalla Lega al prossimo 9 giugno. Prima di firmare questa nota a mio pugno non posso far finta che ieri non sia successo nulla”. Dura la reazione dei partiti e le civiche del centrodestra presenti in Consiglio comunale che, in una nota, chiedono al sindaco Vito Leccese “di assumere con urgenza un’iniziativa politico-amministrativa chiara: sospendere la procedura in corso per l’affidamento dello stadio San Nicola e avviare la revoca in autotutela del bando, – cui ha partecipato solo la società dei De Laurentiis – alla luce delle mutate condizioni sportive ed economiche determinate dalla retrocessione del Bari in Serie C. Lo stadio San Nicola è un patrimonio pubblico della città di Bari – scrive l’opposizione – Affidarne la gestione per i prossimi anni senza una nuova istruttoria, dopo un cambiamento così rilevante del contesto sportivo, economico e societario, sarebbe una scelta inopportuna e potenzialmente rischiosa”.

Tifosi sfiduciati e col morale a pezzi . E’ stato sorprendente riscontare che fossero in tanti a crederci, nonostante il campionato disastroso e le 38 giornate vergognose, a voler essere buoni. Il Bari non ha una scossa nervosa nemmeno nella gara di ritorno dei playout contro il Sud Tirol. Letteralmente l’ultima spiaggia per restare in B. Ma nei novanta minuti, i biancorossi confezionano una sola occasione da rete e rischiano il tracollo al 70 esimo quando il Var annulla la rete di Pecorino. L’agonia è solo prolungata. Il match termina 0 – 0: esattamente come nella gara d’andata, gli uomini di Longo non creano una sola occasione da gol e retrocedono in C. Si chiude così il cerchio sulla famiglia De Laurentiis. Scomparsi nel nulla quelli che prevedevano scenari diversi: Serie A, ingresso in Europa dalla porta principale, grandi campioni in festa sotto la curva. Era tutto finto. Il Bari è solo un magheggio per chissà quale scopo, un errore o un peccato di vanità ( essere tra i primi ad aver promosso la seconda squadra ).

Si chiude una stagione storica per le due formazioni . Un’impresa al limite dell’impossibile. Per passare il turno, il Casarano avrebbe dovuto vincere con 4 gol di scarto a Brescia. I salentini hanno sempre dato l’impressione di essere una squadra senza limiti, ma questo era davvero troppo. Si torna a casa con un pari, 0 – 0, e la consapevolezza di aver dato il massimo in una stagione memorabile. Probabilmente, la gara avrebbe preso una piega diversa se al 35esimo Grandolfo, tutto solo in area di rigore, non fosse inciampato, regalando il pallone a Gori. Da quel momento, la partita si spegne e gli uomini di Di Bari appaiono rassegnati all’eliminazione. Resta la soddisfazione di aver incantato l’Italia del calcio a suon di rimonte, gol e ribaltoni. Abbandona la competizione anche il Potenza, sconfitto per 1 – 0 ad Ascoli. La rete decisiva arriva al 37esimo della ripresa con Chakir. Ai lucani sarebbe servita una vittoria per le semifinali. Anche per il Potenza la stagione è storica. I rossoblù chiudono con un trofeo in bacheca, la Coppa Italia di C, primo nella storia del club. 

Nessuna info sul modulo scelto da Longo . Ancora poche ore e il Bari e i suoi tifosi conosceranno il destino che li attende nella prossima stagione: cioè se un nuovo campionato di Serie B o l’inferno della C. A Bolzano si giocherà la partita decisiva in cui il Bari ha una sola opzione per salvarsi e cioè vincere con qualsiasi punteggio. Molti ricordano che due anni fa nell’identica situazione il Bari riuscì a vincere addirittura per 3 a 0 a Terni cancellando il pareggio della gara di andata del playout. Sono però diversi gli attori sia in campo che in panchina. Fabrizio Castori è uno degli allenatori più esperti non solo della serie B ma del calcio italiano e sa bene come gestire il doppio vantaggio per la sua squadra. Ma il Bari non ha alternative alla vittoria e quindi Moreno Longo deve studiare strategia e uomini giusti per risolvere in suo favore la partita dell’anno. In verita’ in comune con due anni fa c’e’ la designazione arbitrale: sara’ La Penna di Roma a dirigere. Gli allenamenti si svolgono a porte chiuse e non trapela nulla sulle intenzioni del tecnico barese. Molti pensano che insisterà nel modulo con la difesa a quattro, ma con Mantovani a destra, tre centrocampisti due trequartisti e un solo attaccante di ruolo. Tutti concordano sull’impiego del solo Moncini come punta naturale sostenuto sicuramente da Rao ed uno fra Esteves e Pagano. Questo farebbe a pugni con la logica perché il Bari dovendo solo vincere dovrebbe schierare due attaccanti di ruolo. Ma sia Gytkjaer che Cuni non sono stati mai tenuti in considerazione almeno all’inizio delle partite. L’unica cosa certa è che circa mille tifosi baresi, oltre 600 nel settore loro riservato e altre centinaia sparse al Druso sosterranno la squadra sino all’ultimo secondo

Si lavora già per la prossima stagione . Picerno cresce nel segno della continuità. Si continua con lo stesso organigramma societario. Il direttore generale resterà nel club per un altro anno. Lo ha comunicato il club con una nota ufficiale. Sul fascino delle nuove proposte giunte da diverse società di Serie C, alcune delle quali con l’ambizione di compiere il salto tra i cadetti, ha prevalso il rapporto di fiducia e stima che lo lega al patron Donato Curcio, un imprenditore lucano emigrato negli Stati Uniti, ma sempre legato alla terra d’origine. “Nonostante le tante offerte ricevute da altre società, alle quali va il mio personale ringraziamento – ha dichiarato Curcio – ho deciso di continuare questo percorso con senso di responsabilità e con la volontà di dare continuità al progetto Picerno. Ci aspettano nuove sfide che affronteremo con il lavoro quotidiano e con la consapevolezza di voler continuare a crescere e di regalare nuove emozioni e nuovi successi a tutti i tifosi, in primis al nostro presidente”.

Cresce l’attesa per la sfida al Genoa . Da domenica sera il Lecce è padrone del proprio destino. Il gol di Stulic, realizzato in pieno recupero al Mapei Stadium, consente ai giallorossi di disputare l’ultima gara di campionato con un punto di vantaggio sulla Cremonese, terz’ultima. Si aprono così scenari meravigliosi nell’immaginario dei tifosi salentini, sempre presenti in massa nelle trasferte autorizzate. Il Lecce sarà salvo per la quarta volta consecutiva in A – un evento storico per il club – se batterà il Genoa. Nel caso in cui la vittoria sfugga, sarà festa solo se i giallorossi otterranno lo stesso risultato della Cremonese, cui spetta il gravoso compito di ospitare il Como, proiettato verso l’Europa. Esiste anche la possibilità che per decidere chi sarà la terza formazione retrocessa dalla A alla B, si ricorra allo spareggio. Il post season prenderà vita solo se Lecce e Cremonese chiuderanno il campionato con gli stessi punti. Intanto, per la sfida al Genoa, ci sono buone notizie per Di Francesco. Prosegue il recupero di Banda e Pierotti. Ed è probabile che rientrino tra i disponibili.

Finale amaro per il Martina . Il Barletta continua la propria corsa nella Poule Scudetto di Serie D e conquista l’accesso alla Final Four della competizione. I biancorossi escono indenni dal difficile campo della Scafatese, strappando un prezioso pareggio per 1-1 al termine di una gara intensa e combattuta. Dopo il vantaggio iniziale dei padroni di casa, la squadra pugliese ha trovato la rete del pareggio con Guadalupi, autore del gol che ha regalato ai suoi la qualificazione. In semifinale sarà sfida ai liguri del Vado.In campo non sono mancati momenti di tensione e nervosismo, con animi spesso accesi nel corso dei novanta minuti. Sugli spalti, però, il clima è stato segnato soprattutto dalla commozione. Entrambe le tifoserie hanno infatti voluto ricordare uno storico ultras del Barletta, scomparso poche ore prima del fischio d’inizio: un omaggio sentito che ha unito le due piazze in una serata dal forte valore emotivo.Se il Barletta può sorridere, non altrettanto può fare il Martina, che vede interrompersi il sogno playoff del Girone H di Serie D in finale. Al “Tursi” la Paganese si impone di misura grazie alla rete decisiva di El Haddadi, che firma lo 0-1 e consegna ai campani l’ultimo atto.Per i ragazzi di mister Laterza resta l’amarezza di una sconfitta pesante, ma anche la consapevolezza di aver disputato una stagione straordinaria ricca di emozioni.

Mercoledì le gare di ritorno dei playoff . L’arrivederci al pubblico di casa non è stato da film, ma restano i momenti magici che questa squadra ha regalato al calcio professionistico. Chi ama questo sport, puntualmente si incanta davanti alle favole. E il Casarano è stato protagonista di un percorso sin qui unico. Perché resteranno a lungo nella memoria le imprese di Cosenza e Renate. Ieri sera, invece, l’impegno ha dovuto cedere il passo alla maggiore organizzazione dell’Union Brescia. Era netta e palpabile la differenza tecnica tra gli uomini in campo. La sintetizza il risultato, quel 3 – 0 per i lombardi che lascia poche chance ai rossoblù. Tuttavia, chi conosce mister Di Bari giura che mercoledì le proverà tutte per compiere l’ennesimo storico ribaltone. Il Casarano per superare il turno e accedere alle final four deve vincere con 4 gol di scarto.E’ stata equilibrata la sfida del Viviani. In uno stadio gremito in ogni ordine di posto, Potenza ha vissuto una serata unica. Lo 0 – 0 con l’Ascoli lascia aperto il discorso qualificazione. Ai lucani basterà vincere con qualsiasi risultato per approdare in semifinale. Ma i marchigiani, nei primi 90 minuti, hanno dato l’impressione di essere leggermente superiori. E nel match di ritorno avranno anche la spinta dei tifosi.

Venerdì la gara di ritorno . Come due anni fa il Bari si gioca la serie B nel playout di ritorno. Stessa identica situazione: allora pareggiò per uno a uno in casa con la Ternana per poi vincere in Umbria la gara di ritorno per 3 a 0. Col Sudtirol si parte dallo 0-0 dell’altra sera al San Nicola e il Bari per salvarsi ha una sola opzione: vincere con qualsiasi risultato. Se la situazione è la stessa, l’avversario sembra però di caratura diversa nel senso che il Sudtirol è sicuramente più competitivo rispetto alla Ternana dell’epoca. Lo ha dimostrato ampiamente nella gara di venerdì in cui al Bari, riconosciamolo, è andata più che bene perché le occasioni migliori se l’è procurate proprio la squadra di Castori. Non è un caso se Cerofolini è stato considerato da tutti il migliore in campo. Sarà interessante vedere come questa volta Moreno Longo schiererà il Bari sia per quel che riguarda il modulo che per la scelta degli uomini. Premesso che come detto il pareggio non serve e che Longo ha sempre giocato con una sola punta di ruolo, salvo ricorrere ai due attaccanti soltanto per recuperare risultati negativi, come si comporterà a Bolzano? Le scommesse sono accettate. Intanto i biancorossi, che ieri hanno ripreso la preparazione, potranno contare su circa 650 tifosi al seguito che riempiranno il settore riservato agli ospiti. Ma saranno in tanti ad accorrere venerdi sera da tutto il triangolo industriale per evitare la retrocessione che avrebbe effetti devastanti. Intanto infuriano le polemiche per le lunghe code registrate l’altra sera per accedere alla tribuna est a causa delle poche porte aperte. Sotto accusa l’organizzazione. E non e’ la prima volta che si verifica.

Gol vittoria realizzato in pieno recupero dal serbo . Minuto novantasei. Il fermo immagine del destino. Volpato grazia Falcone a porta vuota, il Sassuolo dispera, il Lecce riparte. Palla dentro, sponda di Gandelman e la zampata di Stulic che fa esplodere il settore ospiti. Finisce così, nell’incredulità generale: tre a due per il Lecce. Una vittoria senza logica, pazzesca, non adatta ai cuori deboli, che terrà i giallorossi aggrappati alla corsa salvezza a novanta minuti dalla fine del campionato. Ma per capire questo finale da film, bisogna riavvolgere il nastro di una serata che entra nella storia del Lecce. I giallorossi partono forte e ringrazia i regali neroverdi: Cheddira è una furia, approfitta dell’errore di Garcia e fa uno a zero. Il Sassuolo risponde subito con Laurienté, ma è ancora un monumentale Cheddira, in torsione su assist di Banda, a firmare il nuovo vantaggio giallorosso. Nella ripresa la difesa di Di Francesco soffre maledettamente la qualità dei padroni di casa. Nzola colpisce un palo clamoroso, Thorstvedt stampa la traversa. Il muro salentino vacilla, Di Francesco si copre con il cinque-quattro-uno, ma all’ottantaduesimo crolla: la magia di tacco di Pinamonti vale il due a due. Sembra finita, ma il bello deve ancora venire. Falcone salva il risultato di piede su Pinamonti, prima del ribaltamento di fronte che riscrive la storia. Il Lecce espugna il Mapei Stadium, vince la Cremonese a Udine, ma la notte più pazza dell’anno è tutta tinta di giallorosso e domenica prossima il Lecce al Via del Mare, contro il Genoa sarà padrone del suo destino. 

Mercoledì le gare di ritorno . Probabilmente l’avventura del Casarano ai playoff di C terminerà quarti di finale. I salentini perdono 3 – 0 in casa contro l’Union Brescia. I lombardi ipotecano così il passaggio del turno, mostrando nei primi 90 minuti una totale superiorità. La gara di fatto non è mai in discussione. Passano 19 minuti e gli ospiti sono già in vantaggio con Balestrero, sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Il Casarano reagisce nel finale di primo tempo con Cerbone, ma Gori, portiere ospite, è reattivo. Nel secondo tempo, De Maria, tra i migliori in campo, sigla il raddoppio, ma è netta la complicità di Negro. Il tris è di Crespi, bravo a ritagliarsi lo spazio per battere a rete su assist di Marras. Mercoledì servirà un miracolo a Di Bari per ribaltare il parziale. Il Casarano deve vincere con quattro gol di scarto. Discorso qualificazione ancora incerto tra Potenza e Ascoli. In un Viviani esaurito in ogni ordine di posto, le due formazioni preferiscono giocare a non prenderle, annullandosi totalmente. Termina 0 – 0. 

Tra sette giorni il ritorno a Bolzano . Gli oltre 22mila del San Nicola tornano a casa delusi. Il Bari pareggia 0 – 0 contro il Sud Tirol, gara d’andata dei playout. Tra sette giorni a Bolzano ci vorrà un miracolo per evitare la retrocessione in C: si deve vincere. Ma per quanto mostrato stasera, sarà davvero difficile. Gli ospiti avrebbero meritato la vittoria, sfuggita solo per l’ottima prestazione di Cerofolini. Il Bari, invece, si rende pericoloso a sprazzi nel primo tempo, e con poca convinzione. Ma nella ripresa scompare.

Diversi club di B sulle orme del tecnico . La vittoria per 3 – 0 sul campo del Renate ha portato il Casarano alla ribalta nazionale. Negli ambienti calcistici non si parla d’altro: una realtà di periferia, rientrata nel calcio professionistico dopo quasi 30 anni, capace di competere con club che hanno disposto di ben altri budget. E’ l’ennesima dimostrazione di quanto organizzazione e motivazione siano fondamentali per raggiungere risultati. Al Capozza sono tutti pazzi per mister Di Bari. E’ un uomo che conosce il calcio; ha accumulato una lunga gavetta e aveva già dato dimostrazione di saperci fare salvando il Bari contro la Ternana. Ora non ci sono più dubbi sulle sue qualità. Diverse società di B lo stanno seguendo e sarà difficile trattenerlo. A Brescia sono consapevoli di aver pescato un avversario scomodo. Si moltiplicano gli inviti a non sottovalutarlo. Girano in loop i video dei 5 gol rifilati al Cosenza e del tris realizzato a pochi chilometri di distanza sul campo del Renate. Il calcio è bello per questo. Perché regala sogni e livella le differenze quando meno te lo aspetti. A Brescia, hanno sfidato squadroni come Bayern, Paris Saint Germain o Barcellona. Non avrebbero mai immaginato di dover temere proprio il Casarano. E invece è tutto vero. 

Nessun riavvicinamento alla società . Tutto in 180 minuti. E sì perché il playout non prevede tempi supplementari o calci di rigore in caso di parità di punti e di differenza reti. In questa fattispecie, infatti, si salverebbe il Sudtirol che ha chiuso meglio del Bari la stagione regolare. Significa, lo abbiamo spiegato più volte in settimana, che il Bari per salvarsi deve vincere almeno una delle due partite ed eventualmente perdere l’altra ma conservando una migliore differenza reti. Con questa premessa è chiaro che il Bari deve cercare di sfruttare al massimo la prima gara, quella in programma stasera alle 20,00 al stadio San Nicola. Anche perché ci saranno non meno di 20.000 spettatori che hanno deciso per una volta di mettere da parte contestazioni e diserzione e cercare di dare una mano per ottenere la salvezza nell’interesse di tutta la città oltre che della tifoseria. Una eventuale retrocessione, non ci vogliamo neanche pensare, avrebbe effetti devastanti a 360 gradi perché il calcio, da noi, ha una valenza e rilevanza sociale. Niente conferenza stampa del tecnico, continua il silenzio. E allora solo supposizioni sullo schieramento che affronterà il Sudtirol. Dovrebbero essere indisponibili Cistana e Verreth, ma indipendentemente dal modulo il Bari dovrà pensare ad una partita d’attacco perché pareggiare non servirebbe a nulla o quantomeno imporrerebbe poi di vincere la gara di ritorno in programma venerdì prossimo a Bolzano. La squadra sudtirolese è in caduta libera, ha ottenuto solo quattro pareggi nelle ultime 10 partite tanto da precipitare in zona play out, ma il Bari, ricordiamolo, ha il terzo peggior attacco del campionato e la seconda peggiore difesa.

I giallorossi non saranno soli al Mapei Stadium . Il count down è agli sgoccioli per la sfida del Mapei Stadium contro il Sassuolo, un match che per il Lecce profuma già di match-point salvezza. La preparazione dei giallorossi prosegue a pieno ritmo al Centro Sportivo di Martignano, dove lo staff tecnico monitora costantemente l’infermeria per valutare la condizione di alcuni elementi chiave.E’ in dubbio il terzino portoghese Veiga: per lui la situazione viene gestita con massima prudenza e senza forzare i tempi, nonostante l’emergenza tattica che una sua eventuale assenza comporterebbe. Segnali più incoraggianti arrivano invece da Cheddira e Gaspar, che hanno ripreso ad allenarsi parzialmente in gruppo. Se l’attaccante non dovesse farcela per partire dall’inizio, Stulic e Camarda sono già pronti a scalpitare per una maglia da titolare.Ma la vera forza del Lecce, domenica sera a Reggio Emilia, sarà come sempre il proprio pubblico. Il settore ospiti è già ufficialmente sold out: saranno quattrocento i sostenitori ufficiali all’interno dell’impianto emiliano. La febbre salvezza, però, va ben oltre i confini del settore dedicato. La prevendita negli altri settori dello stadio sta registrando un vero e proprio assalto da parte dei tifosi salentini, pronti a polverizzare i biglietti pur di non perdersi dal vivo una notte che potrebbe valere la permanenza in Serie A.

Si torna in campo domenica . Si sono svolti oggi i sorteggi per i quarti di finale dei playoff di C. Il Casarano, reduce dalla rimonta sul campo del Renate, ha pescato dall’urna un’altra lombarda: l’Union Brescia. Mentre il Potenza, dopo aver eliminato il Campobasso, se la vedrà con l’Ascoli. E’ l’ultimo turno in cui il regolamento non prevede supplementari o calci di rigore. In caso di parità di reti dopo 180 minuti, passerà il turno la squadra testa di serie. Per Potenza e Casarano, l’obbligo di realizzare una rete in più degli avversari per accedere alle semifinali. Le gare sono in programma il 17 e il 20 maggio.

Playoff: Casarano e Potenza out

Si chiude una stagione storica per le due formazioni Un’impresa al limite dell’impossibile. Per passare il turno, il Casarano avrebbe dovuto vincere con 4 gol

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