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Si attendono solo i nomi a Foggia e Bari . Tecnicamente il caso anomalo riguarda l’Altamura. Dopo l’ottimo campionato, il club ha cambiato allenatore chiamando Memushaj, vecchia conoscenza del calcio italiano. E’ un tecnico giovane, ha 39 anni, ed è alla prima esperienza tra i professionisti. L’Altamura specifica che è stata una scelta indotta dalla volontà di Mangia. L’ex allenatore dell’Under 21 è attratto da altre esperienze, ha accettato la corte del Campobasso, per potersi reinserire nel calcio ad alti livelli. E’ per certi versi sorprendente anche l’addio di Maiuri a Cerignola. In concomitanza con l’ingresso dei nuovi soci, il d.s Di Toro aveva spalancato le porte della riconferma. Evidentemente ci sono altri programmi, che vanno ben oltre la semplice partecipazione ai playoff. Profondi cambiamenti anche a Potenza. De Giorgio resterà nella storia per aver vinto un trofeo, la Coppa Italia di C. Ma in campionato, la dirigenza aveva altre velleità. E allora si svolta con Ivan Tisci.Il Picerno, dopo gli errori della passata stagione, continua con De Luca, rientrato in tutta fretta per porre rimedio all’esperienza da incubo con Bertotto. Confermato anche Colombo a Monopoli. I biancoverdi sono esemplari per coerenza e programmazione, con l’unico obiettivo di crescere costantemente. Linea della continuità anche a Barletta, piazza in cui è stato confermato Paci. Atteggiamento attendista per il Foggia. Prima del nuovo allenatore, lo staff attende l’ufficialità del ripescaggio. Ma sembra sia solo formalità.

La riammissione è solo formalità . L’esclusione della Ternana concede al Foggia lo slot utile per la riammissione in Lega Pro. La notizia ufficiale arriverà solo dopo il 20 luglio, ma la prossima Serie C parla sempre più pugliese con sette formazioni partecipanti oltre alle due lucane. Il Foggia è pronto a tornare in Serie C. La riammissione dei rossoneri, al momento ancora ufficiosa, appare ormai una formalità: l’assenza della Ternana dal prossimo campionato e la mancata iscrizione di seconde squadre di club di Serie A spalancano le porte ai satanelli. Per l’ufficialità bisognerà attendere il 20 luglio, data in cui saranno rese note le graduatorie definitive di riammissione.Con il ritorno del Foggia, saranno ben sette le squadre pugliesi ai nastri di partenza della Serie C 2026-27: oltre ai rossoneri, ci saranno Cerignola, Barletta, Bari, Monopoli, Altamura e Casarano. Due, invece, le rappresentanti lucane: Picerno e Potenza.Il prossimo torneo, che prenderà il via il 23 agosto, si annuncia come il campionato di Serie C con il maggior numero di squadre pugliesi della storia. Un dato che promette derby infuocati, grande partecipazione di pubblico e rivalità destinate ad accendere la stagione dentro e fuori dal campo.Tra le sessanta società partecipanti, l’unica assente sarà la Ternana. Ci sarà invece il Cosenza che, nonostante le problematiche legate all’impianto di gioco, prenderà regolarmente parte alla competizione disputando le gare interne allo stadio “Scida” di Crotone.Mancano ancora due mesi al fischio d’inizio, ma il clima è già quello delle grandi occasioni. Tra attese, verdetti amministrativi e una geografia calcistica sempre più pugliese, la nuova Serie C è già cominciata.

In tanti avrebbero preferito ripartire dall’Eccellenza . Le reazioni dei tifosi all’ultima conferenza stampa del sindaco Vito Leccese, non sono state tenere. La repulsione verso la società, verso la famiglia De Laurentiis è così radicata che tantissimi, non pochi, pur di liberarsi di loro, avrebbero voluto che il Sindaco non concedesse la disponibilità dello stadio, provocando il fallimento con la ripartenza dal campionato di Eccellenza. Qualcuno è convinto si sia trattato di un teatrino con un copione già scritto. E allora il Sindaco ha voluto sui social spiegare il senso del suo intervento e i suoi limiti, pur nella consapevolezza che ovviamente sugli impegni presi dagli attuali proprietari non vi sia alcuna certezza che siano rispettati, considerata la loro inattendibilità aggiungiamo noi. Leccese ricorda che per la prima volta ha fatto mettere nero su bianco l’impegno alla cessione del club prima del 2028 indipendentemente dalle norme federali che saranno. Ribadisce che compito di un sindaco non è quello di far fallire una società e che comunque questo avrebbe comportato poi la ripartenza dal campionato di Eccellenza da cui non è affatto facile risalire. Senza contare che si sarebbero aperti contenziosi quasi certamente perdenti con ricadute sulle casse comunali. Gli impegni presi dalla famiglia De Laurentiis non hanno certamente valore legale, ma sono stati comunque sottoscritti e conclude il primo cittadino, vigileremo insieme con il Comitato di Garanzia che, come noto potrà avvalersi della collaborazione di un magistrato come Franco Cassano e degli altri componenti i cui nomi saranno resi noti a breve. Il sindaco, insomma, pur comprendendo la rabbia dei tifosi impotenti, non considera giuste le critiche avendo agito nell’interesse della sua comunità. Se avesse taciuto dopo la serataccia del 22 maggio, nessuno gli avrebbe detto nulla, ma soprattutto in qualche modo i De Laurentiis non si sarebbero impegnati per iscritto come stati costretti a fare.

. Luigi De Laurentiis ha accolto e accettato le tre condizioni poste dal sindaco Vito Leccese. E quest’ultimo è quindi pronto a firmare la disponibilità per lo stadio San Nicola. E’ lo stesso sindaco di Bari che ne da notizia durante la conferenza stampa convocata in comune e dando lettura di quanto scrittogli dalla proprietà: “Ho letto le sue tre richieste con attenzione” ha scritto De Laurentiis, “E le accolgo tutte. Nominerò Pierpaolo Marino Direttore Generale. A Marino si affiancheranno un nuovo direttore sportivo e nuovi quadri tecnici. A fine di gestire il processo di transizione ho coinvolto primarie società che se ne occupano, non posso citare i nomi in questa sede ma sono disponibile a riferirli a lei”. Il sindaco ha dato poi lettura della lettera che ha inviato a De Laurentiis, esprimendo soddisfazione per aver letto nero su bianco l’assunzione degli impegni da parte della proprietà. Il sindaco si impegna a costituire un “comitato di trasparenza” che si riunirà presto con il direttore generale Marino per analizzare in piano industriale proposto da De Laurentiis.

Gol decisivo realizzato al 94esimo . Epilogo amaro per il Taranto, battuto per 2 – 1 in casa dal Gladiator. Il sogno promozione in D sfuma al 94esimo: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Terracino svetta di testa e realizza la rete decisiva. Un gesto che fredda letteralmente i tifosi sugli spalti e l’intero staff rossoblù. Eppure nel corso dei novanta minuti, è stato il Taranto a rendersi più volte pericoloso, peccando di precisione sotto porta. Il copione della gara si manifesta al 34esimo, quando gli ospiti passano in vantaggio con Mansour capitalizzando una delle poche incursioni nella metà campo avversaria. Al 48esimo, gli ionici pareggiano con Aguilera. Gara sempre nelle mani dei padroni di casa sino al quarto di recupero, quando si concretizza un’autentica beffa. Il Taranto resta in Eccellenza. Al campionato Dilettanti accede il Gladiator. Nell’immediato post partita, alcuni giocatori del Taranto sono stati aggrediti da soggetti non ancora identificati.

Mancano poche ore alla scadenza del termine per l’iscrizione . Forte del consenso popolare e dell’appoggio compatto, senza precedenti, dei partiti di opposizione in consiglio comunale, Vito Leccese conferma che senza determinate garanzie non firmerà la disponibilità dello stadio San Nicola indispensabile per l’iscrizione al campionato di Serie C. Quali sono queste garanzie? In una affollatissima conferenza stampa, a poco più di 72 ore dalla deadline, cioè dal termine ultimo per completare l’iscrizione, fa sapere di aver avuto giovedì sera da remoto un colloquio con Luigi De Laurentiis durato all’incirca un’ora. Un colloquio franco, in cui il sindaco ha chiesto il massimo rispetto per la città che rappresenta, rispetto che è mancato negli ultimi anni. E allora per firmare quel documento chiede tre cose: un piano industriale serio e cioè impegni finanziari certi per risalire subito in B con l’impiego di un management affidabile; garanzie sulla effettiva volontà di vendere il club cosa peraltro prevista dalle norme federali entro il 30 giugno del 2028 e infine che un comitato di garanti, nominato dal comune, verifichi questi impegni perché, sostiene il sindaco, quelli del passato non sono stati assolutamente rispettati. Leccese nel prendere atto che la strada intrapresa potrebbe portare anche all’azzeramento del titolo sportivo e alla ripartenza del campionato di Eccellenza in caso di mancata iscrizione, manifesta il suo disappunto portato a conoscenza anche della famiglia De Laurentiis per le dichiarazioni provocatorie del loro legale Mattia Grassani sabato scorso all’Università di Bari sul tema della multiproprietà. È conscio che potrebbe aprirsi un contenzioso con il Bari Calcio ed è anche consapevole che si potrebbe verificare il paradosso che la squadra non sia iscritta al campionato e che la società si ritrovi ad essere concessionaria del San Nicola per il prossimo quinquennio. A giudicare dalle reazioni del web questa posizione del sindaco è apprezzata anche perché tantissimi sono i tifosi, non vorremmo dire la totalità ma quasi, che vogliono chiudere definitivamente con la famiglia romana e ripartire dal campionato di Eccellenza.

Il cambio di proprietà è ufficiale per i campani . È ufficiale. La Juve Stabia è salva grazie al salvataggio di un imprenditore locale che ha offerto al Tribunale la disponibilità a ricapitalizzare per 6,9 milioni. Alfredo Guerri, questo il nome del nuovo proprietario del pacchetto azionario stabiese, era già stato sponsor della squadra nella stagione appena conclusa peraltro bene sul piano agonistico con ottimi risultati visto e considerato che la Juve Stabia aveva superato anche il preliminare dei play off, fermandosi in semifinale. Il Bari quindi, che sperava nella mancata iscrizione per essere riammesso nel campionato di Serie B, dovrà ripartire dalla serie C. L’ultima volta per risalire ha impiegato tre anni. La reazione della tifoseria barese è esemplare perché da un lato evidentemente sperava di poter evitare la retrocessione, ma dall’altro riconosce che si sarebbe trattato di una soluzione poco onorevole avendo il Bari perso meritatamente la serie B sul campo.

Sempre più duro il post Corvino . Sogliano resta a Verona. Il corteggiamento di Saverio Sticchi Damiani non è andato a buon fine. Il direttore sportivo degli scaligeri ha deciso di rimanere in Veneto e di dire no ai tappeti rossi stesi dal Lecce. E adesso il club di via Colonello Costadura cosa farà? Sul piatto c’era un contratto da ottocento mila euro a stagione più dei bonus sulle plusvalenze eventuali che si sarebbero andate a creare. Ora cosa succede? Con tutta probabilità il club dovrebbe puntare sulla promozione interna di Stefano Trinchera che raccoglierebbe l’eredita di Pantaleo Corvino.

In campo anche i gruppi organizzati della Curva Nord . I tifosi del Bari sono sempre più mobilitati contro la multiproprietà e la gestione De Laurentiis. L’intento è unico, le forme di protesta diverse e variegate. C’è chi è drastico e non vuol sentir parlare di questa società con cui non vuole condividere più nulla, c’è chi immagina di disertare le partite interne e seguire la squadra in trasferta, c’è chi pensa addirittura alla possibilità di creare un’alternativa come a Milano, a Torino, a Genova portando a giocare a Bari una squadra di serie C, per esempio l’Altamura e affezionarsi ad essa anche perché è sempre più difficile riconoscere il vero Bari in questa società. Nelle ultime ore due fatti nuovi: il comunicato dei gruppi storici della curva nord, che dopo aver rivisitato gli otto anni trascorsi culminati con la retrocessione in serie C, dopo aver ricordato il loro impegno sempre a fianco della squadra anche nei momenti più difficili, annunciano una serie di iniziative sul territorio cui chiedono di partecipare a tutti colori quali hanno a cuore le sorti del Bari e della sua memoria e la creazione di una pagina Facebook “Difendi Bari” riconducibile a quel gruppo dei tifosi indipendenti che ha acquistato due pagine della Gazzetta del Mezzogiorno nell’ultima settimana. Ma sono davvero tante le iniziative i cui echi giungono nelle stanze romane della Filmauro. Compreso l’invito a togliere il like alle pagine social della Sscalcio Bari, quello rivolto alle scuole calcio di revocare l’affiliazione e soprattutto quello rivolto ai partner e ai potenziali sponsor per la prossima stagione di non finanziare in alcun modo qualsiasi progetto. Intanto c’è attesa per la giornata di domani, cruciale per le sorti della Juve Stabia e di riflesso per quelle del Bari perché è ancora possibile l’ ammissione in serie B se la societa’ campana non dovesse essere iscritta al campionato. Non sarebbe il massimo sotto l’aspetto squisitamente sportivo, ma se dovesse accadere……

Si considera anche la promozione di Stefano Trinchera . Ore frenetiche, forse decisive, per il futuro del Lecce. La caccia al nuovo direttore sportivo è arrivata al bivio finale, e tutti i riflettori sono puntati su un unico nome: Sean Sogliano.Il dirigente del Verona, 55 anni, è il prescelto del presidente Sticchi Damiani, che sta esercitando un pressing insistente. Sul tavolo c’è un’offerta importante: la sponda salentina gli garantirebbe non solo un progetto a lungo termine, ma anche uno staff di collaboratori molto più numeroso rispetto al passato.Sogliano è combattuto: un contratto con l’Hellas fino al 2027 e una proposta di rinnovo fino al 2029 spingerebbero per la permanenza, con l’obiettivo di riportare subito i gialloblù in Serie A. Ma le recenti evoluzioni societarie a Verona e le difficoltà economiche del club potrebbero favorire il clamoroso addio. Sullo sfondo, occhio alla panchina: ovunque andrà Sogliano, potrebbe seguirlo Marco Baroni.E se Sogliano dovesse dire no? Il Lecce ha fretta. L’addio improvviso di Pantaleo Corvino ha complicato i piani e il tempo stringe. In caso di fumata nera, la soluzione è già in casa: la promozione interna di Stefano Trinchera, l’uomo cresciuto proprio all’ombra di Corvino.

Nelle prossime ore l’ufficialità . E’ un fedelissimo dei De Laurentiis il dirigente prescelto per la carica di direttore generale a Bari. Non un nome gradito alla piazza, come si era vociferato dopo la retrocessione in C, ma una persona molto vicina a papà Aurelio. Gli indizi indicano Pierpaolo Marino come favorito per la corsa al San Nicola. Marino ha già lavorato a Napoli con la famiglia De Laurentiis. E’ decisamente un dirigente valido, che ha raggiunto ottimi risultati in carriera. Ma il suo inserimento nel mondo biancorosso sarà tutt’altro che semplice. In queste ore, infatti, sui social si moltiplicano i commenti dei tifosi che contestano la scelta. Il cuore del tifo cittadino avrebbe preferito Guido Angelozzi come traghettatore. La scelta di Marino, invece, è poco bilanciata. Perché tra gli interessi del Bari e quelli della proprietà prevarranno sempre i secondi. Con Angelozzi sarebbe stato decisamente diverso.

. Il sindaco di Bari Vito Leccese ha inviato quna lettera ai candidati alla presidenza della Figc, Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, chiedendo un impegno chiaro sul rispetto della scadenza fissata al 1° luglio 2028 per il divieto di multiproprietà nel calcio professionistico. L’iniziativa arriva al termine di una serie di confronti che il sindaco ha avuto nei giorni scorsi con i capigruppo del consiglio comunale e con alcuni rappresentanti della tifoseria organizzata. “Ho letto con preoccupazione dichiarazioni recenti che ipotizzano una revisione della norma per renderla meno rigida – prosegue Leccee -. Credo che i candidati a guidare il calcio italiano debbano dire chiaramente, prima del voto del 22 giugno, quale posizione intendono tenere su questo tema” ha concluso il sindaco di Bari.

Oggi la formulazione dei calendari . Ha già una forma la Serie A, stagione 2026/2026. Al teatro Regio di Parma si è tenuta la cerimonia per la compilazione dei calendari. Il Lecce è la squadra più a sud delle 20 che compongono il girone unico. Inizierà da Venezia il quinto campionato consecutivo nella massima serie. L’avvio farà parzialmente chiarezza sulla forza della rosa che il novo d.s – successore di Pantaleo Corvino – avrà allestito. Alla seconda giornata, infatti, i salentini ospiteranno la Roma. Alla terza andranno a Cagliari. Nello stesso turno il calendario prevede il primo big match: Inter Napoli.

Otto formazioni su 20 arrivano dalle due regioni . Il Girone C della Serie C ha un forte componente pugliese e lucana. Delle 20 formazioni che daranno vita alla stagione 2026/2027, ben 8 arrivano dalle due regioni. Il Bari spera ancora nel ripescaggio e segue con molta attenzione gli sviluppi societari della Juve Stabia. Se ci sarà un cambio ai vertici del club campano, i nuovi soci avranno pochi giorni di tempo per formalizzare l’iscrizione. Sono quindi seriamente a rischio. Nel caso in cui fosse confermata la partecipazione alla C, i biancorossi partirebbero favoriti. Ma avrebbero almeno due serie concorrenti: Catania e Salernitana. In seconda fascia Cerignola e Monopoli. Gli ofantini stanno cambiando molto a livello dirigenziale, ma hanno confermato il vero artefice dei recenti exploit: il d.s Elio Di Toro. Ci sono buone prospettive dopo l’ottimo campionato anche per Casarano, Altamura e Potenza: tutte ripartono con la voglia di confermarsi tra le prime dieci. Di rinascita, invece, si parla a Picerno e Barletta: realtà da tenere seriamente in considerazione per il ruolo di outsider.

Bocche cucite in società . Ricordate i buonisti a tempo perso che nell’ultimo segmento di campionato pretendevano che si restasse uniti non facendo polemiche per evitare ripercussioni sulla squadra. Perché, dicevano, i processi vanno fatti alla fine? Ricordate la promessa di Valerio Di Cesare al termine della partita con la Virtus Entella di tenere una conferenza stampa alla fine del campionato? Come temevamo è finito tutto “a tarallucci e vino” perché sia il direttore sportivo che l’allenatore se la sono cavata a buon mercato con le poche parole, legate a scuse e ammissioni di responsabilità fine a se stesse, nel post partita di Bolzano in cui è stata decretata la retrocessione verbale in Serie C. Poi tutti via, nessun chiarimento, nessuna conferenza stampa. Complice la società, perché essendo i due sotto contratto avrebbe potuto pretendere l’incontro con i giornalisti così come si fa ovunque al termine della stagione. Ma in effetti come avremmo potuto pretenderlo se abbiamo più volte sostenuto che a Bari non c’è società? E poi a tacere in modo ancora più irrispettoso è lo stesso Luigi De Laurentiis che non si è degnato neanche di chiedere scusa ma si è fatto sentire soltanto dal sindaco per chiedere la disponibilità dello stadio San Nicola indispensabile per l’iscrizione al campionato. I silenzi di Luigi De Laurentiis sono proverbiali forse dettati dalla convinzione di fare piu’ danni che cose buone e comunque dall’arroganza tipica della famiglia romana che decide di parlare quando e con chi secondo volontà personale. Pazienza, ce ne siamo gia’ fatta una ragione anche se vorremmo ricordare ai quadri del Bari, da amministratore unico ad allenatore, che le conferenze stampa non vengono chieste dai giornalisti per riferire in famiglia, ma per riferire ai lettori, agli ascoltatori, ai follower che sono poi i fruitori delle attività della società di calcio. Ed e’ a loro che si manca rispetto.

La società si muove con largo anticipo . Il Foggia ha quasi completato il suo puzzle dirigenziale e dopo la nomina di Gianni Francavilla come direttore generale, il club di Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto ha definito altri due tasselli fondamentali: Peppino Pavone, storico artefice dell’epopea di Zemanlandia, ricoprirà il ruolo di direttore tecnico, mentre Enzo De Vito sarà il nuovo direttore sportivo.Nelle ultime ore De Vito è arrivato in città per formalizzare un accordo biennale con la società rossonera, che guarda con fiducia alla riammissione in Serie C e lavora già alla programmazione della prossima stagione. Uno dei primi compiti della nuova area tecnica sarà la scelta dell’allenatore. La dirigenza è orientata verso un profilo in grado di proporre un calcio offensivo e moderno, capace non solo di ottenere risultati ma anche di riportare entusiasmo sugli spalti dello Zaccheria.Sul fronte della rosa, la decisione della proprietà di risolvere i contratti dei calciatori legati al club dopo la retrocessione, consentirà a Pavone e De Vito di operare con ampio margine di manovra. I dirigenti potranno così progettare l’organico senza vincoli, costruendo una squadra completamente nuova e modellata sulle esigenze tecniche del futuro allenatore.Il Foggia riparte dunque da zero, ma con l’intenzione di voltare pagina in modo definitivo. Dopo aver toccato il punto più basso con la retrocessione tra i dilettanti, il club è pronto ad avviare una nuova fase della propria storia. Quello che sta nascendo sarà, a tutti gli effetti, il primo vero Foggia targato Casillo e De Vitto, chiamato a restituire entusiasmo a una piazza che attende con ansia il proprio riscatto.

Sticchi Damiani concentrato sul nome del successore . Una conferenza stampa carica di orgoglio quella di Pantaleo Corvino che nel suo saluto alla piazza giallorossa, ma non al calcio ha fatto intendere, ha rimarcato con orgoglio il suo straordinario impegno e i traguardi raggiunti. «Ho portato al Lecce tanta Serie A, 3 vittorie della Serie B, tanti titoli giovanili con ben tre scudetti Primavera. Abbiamo fatto tanto, ma ora non ho le energie per continuare a fare lo stesso. Di solito quando comunichi qualcosa avverti, e non ho potuto farlo a dovere. Sono stati sei anni importanti, volevamo che il nostro territorio emergesse. Abbiamo dato tutte le cure possibili e immaginabili a questa terra, siamo partiti nel 2020 ed ho lavorato con tanta passione. Lascio il club più in salute d’Europa, non d’Italia, con un patrimonio importante. Il Lecce conosciuto dalla Groenlandia a Capo Horn». Ora la palla passa al Presidente Saverio Sticchi Damiani chiamato ad avere un’altra illuminazione, come fu con Meluso e poi con Corvino nel 2020: «Ci tengo a dire che il progetto Lecce continuerà più forte di prima. Dopo due tentativi di convincere Corvino ora mi concentro sulla ricerca di un nuovo ds e poi si parlerà di allenatore e del resto». Il patron ci tiene anche a spegnere sul nascere i primi rumors di mercato e a rivendicare la bontà delle proprie scelte lungimiranti:«Non ho parlato con nessuno, non ho ricevuto nessun no, sono lo stesso che sei anni fa ha voluto Corvino quindi posso avere un’altra buona intuizione».

Sfuma Sogliano, si avvicina Polito . E’ un momento delicato per Saverio Sticchi Damiani, forse il più complesso da quando ricopre la carica di presidente del Lecce. Nel week end ha incontrato il capo dell’area tecnica Pantaleo Corvino, chiedendogli di ripensarci. Come risposta ha ricevuto un secco no! La decisione di Corvino è definitiva. Hanno influito le contestazioni della tifoseria, ma anche la paura di fallire dopo le imprese, nel senso letterale della parola, degli ultimi 4 anni: salvezza centrata nonostante il mercato condotto con poche risorse. Corvino lascia una società con i conti in ordine. I bilanci sono stati irrobustiti a suon di plusvalenze. Ma le sue dimissioni creano anche un vuoto, forse, incolmabile. Per questo, Sticchi Damiani avverte il peso di una decisione che influirà sul futuro del Lecce. Dal capo dell’area tecnica dipendono le scelte di mercato, legate in modo indissolubile ai risultati sul campo. Sul nuovo d.s inoltre ci saranno le ombre dei continui paragoni col suo predecessore. In un contesto in continuo movimento, c’è la prima certezza: Sogliano non sarà al Via del Mare. E’ probabile invece che arrivi un dirigente giovane e alla prima esperienza in A. Indizi che conducono a Ciro Polito, ex Bari. A Catanzaro, così come al primo anno di B col Bari, ha sfiorato la promozione. E acquistano un senso le parole pronunciate subito dopo la finale playoff persa immeritatamente: “Ho fatto grandi cose con risorse limitate. E’ giusto che il calcio mi riconosca qualcosa. Non so ancora dove”.  

La finale, andata e ritorno, contro Gladiator . Con un po’ di fatica e qualche brivido, il Taranto passa il turno nei playoff nazionali di Eccellenza che valgono la promozione in Serie D. Dopo la vittoria per 3-1 maturata all’andata, la partita di ritorno sul campo dei beneventani dell’Apice si era messa male per i rossoblu’ jonici che, a mezz’ora dalla fine, erano sotto di due reti e rischiavano l’eliminazione. E’ servito un gol di Trombino in pieno recupero, al minuto 95, per riacciuffare la qualificazione per la finalissima. Sulla strada del Taranto ci sara’ un’altra squadra campana, il Gladiator, club di Santa Maria Capua Vetere. Le sfide, di andata e ritorno, si terranno il 7 e il 14 giugno: chi vince va in Serie D.

Venerdì la cerimonia nella cittadina barese . Stefano Tacconi ha ricordato i 39 tifosi juventini morti allo stadio Heysel di Bruxelles il 29 maggio 1985, in occasione della finale di Coppa dei Campioni contro il Liverpool. L’ex portiere bianconero è stato ospite dello Juve Club di Rutigliano. Grande commozione tra tutti i presenti per un episodio triste della storia del calcio.

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