Gol vittoria realizzato in pieno recupero dal serbo
Minuto novantasei. Il fermo immagine del destino. Volpato grazia Falcone a porta vuota, il Sassuolo dispera, il Lecce riparte. Palla dentro, sponda di Gandelman e la zampata di Stulic che fa esplodere il settore ospiti. Finisce così, nell’incredulità generale: tre a due per il Lecce. Una vittoria senza logica, pazzesca, non adatta ai cuori deboli, che terrà i giallorossi aggrappati alla corsa salvezza a novanta minuti dalla fine del campionato.
Ma per capire questo finale da film, bisogna riavvolgere il nastro di una serata che entra nella storia del Lecce. I giallorossi partono forte e ringrazia i regali neroverdi: Cheddira è una furia, approfitta dell’errore di Garcia e fa uno a zero. Il Sassuolo risponde subito con Laurienté, ma è ancora un monumentale Cheddira, in torsione su assist di Banda, a firmare il nuovo vantaggio giallorosso. Nella ripresa la difesa di Di Francesco soffre maledettamente la qualità dei padroni di casa. Nzola colpisce un palo clamoroso, Thorstvedt stampa la traversa.
Il muro salentino vacilla, Di Francesco si copre con il cinque-quattro-uno, ma all’ottantaduesimo crolla: la magia di tacco di Pinamonti vale il due a due. Sembra finita, ma il bello deve ancora venire. Falcone salva il risultato di piede su Pinamonti, prima del ribaltamento di fronte che riscrive la storia. Il Lecce espugna il Mapei Stadium, vince la Cremonese a Udine, ma la notte più pazza dell’anno è tutta tinta di giallorosso e domenica prossima il Lecce al Via del Mare, contro il Genoa sarà padrone del suo destino.













