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De Laurentiis, un silenzio che fa rumore. Nessuna spiegazione ai tifosi

Bocche cucite in società

Ricordate i buonisti a tempo perso che nell’ultimo segmento di campionato pretendevano che si restasse uniti non facendo polemiche per evitare ripercussioni sulla squadra. Perché, dicevano, i processi vanno fatti alla fine? Ricordate la promessa di Valerio Di Cesare al termine della partita con la Virtus Entella di tenere una conferenza stampa alla fine del campionato? Come temevamo è finito tutto “a tarallucci e vino” perché sia il direttore sportivo che l’allenatore se la sono cavata a buon mercato con le poche parole, legate a scuse e ammissioni di responsabilità fine a se stesse, nel post partita di Bolzano in cui è stata decretata la retrocessione verbale in Serie C. Poi tutti via, nessun chiarimento, nessuna conferenza stampa. Complice la società, perché essendo i due sotto contratto avrebbe potuto pretendere l’incontro con i giornalisti così come si fa ovunque al termine della stagione.

Ma in effetti come avremmo potuto pretenderlo se abbiamo più volte sostenuto che a Bari non c’è società? E poi a tacere in modo ancora più irrispettoso è lo stesso Luigi De Laurentiis che non si è degnato neanche di chiedere scusa ma si è fatto sentire soltanto dal sindaco per chiedere la disponibilità dello stadio San Nicola indispensabile per l’iscrizione al campionato. I silenzi di Luigi De Laurentiis sono proverbiali forse dettati dalla convinzione di fare piu’ danni che cose buone e comunque dall’arroganza tipica della famiglia romana che decide di parlare quando e con chi secondo volontà personale. Pazienza, ce ne siamo gia’ fatta una ragione anche se vorremmo ricordare ai quadri del Bari, da amministratore unico ad allenatore, che le conferenze stampa non vengono chieste dai giornalisti per riferire in famiglia, ma per riferire ai lettori, agli ascoltatori, ai follower che sono poi i fruitori delle attività della società di calcio. Ed e’ a loro che si manca rispetto.

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